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    Predefinito Cameron: niente aiuti ai paesi con leggi anti-gay

    G@yNews.it - Il premier inglese al Commonwealth: niente aiuti ai Paesi antigay

    Il premier inglese al Commonwealth: niente aiuti ai Paesi antigay

    «Potremmo smettere di aiutare economicamente le nazioni che hanno leggi contro i gay». Spiega che il problema è semplice: chi vuole i soldi della Corona deve trattare ogni cittadino con civiltà

    Lunedì 31 Ottobre 2011
    di La Stampa
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    Perth, Australia, c'è la riunione dei capi di governo dei 54 Paesi del Commonwealth, un'organizzazione che lega due miliardi di persone sparse in territori totalmente disomogenei, dal Regno Unito all'Uganda, dalle Bahamas al Bangladesh. Sono tutte ex colonie britanniche, tranne il Mozambico e il Ruanda. David Cameron, insolitamente senza cravatta, sale sul palco di fronte a un enorme schermo blu. Fa un discorso molto simile a quello pronunciato a Liverpool, dove aveva lasciato di sasso i tremila delegati del suo partito accorsi nel Merseyside per il Congresso dei Conservatori. Si parla di diritti umani e il primo ministro inglese decide di puntare l'attenzione sugli omosessuali. Tema diventato molto caro alla sua maggioranza, che per decenni ha trattato la vicenda con una diffidenza molto simile al fastidio.

    Dice una cosa che sembra ovvia. E invece è esplosiva. «Potremmo smettere di aiutare economicamente le nazioni che hanno leggi contro i gay». Spiega che il problema è semplice: chi vuole i soldi della Corona deve come minimo trattare ogni cittadino secondo criteri di civiltà. «So che non è una cosa che si può fare dal giorno alla notte. Ma credo che sia un percorso necessario. Un viaggio che anche i Paesi più arretrati sono tenuti a fare». La Gran Bretagna devolve in aiuti umanitari 7,5 miliardi si sterline l'anno. Normale che pretenda di vederli utilizzati in modo sensato. Il primo ministro britannico saluta e lascia il palco. Musica. E applauso decisamente tiepido.

    Buona parte dei delegati africani ingollano esterrefatti il bicchiere di vino bianco. Oltre quaranta Paesi del Commonwealth hanno leggi che condannano l'omosessualità, trovando insopportabile la complicità rotonda e solidale degli amanti dello stesso sesso. In Uganda il dibattito per abolire la legge contro i rapporti omosessuali nel 2009 ha scatenato disordini a Kampala. E pochi mesi fa, il 26 gennaio, l'attivista gay David Kato è stato massacrato a martellate mentre si trovava nella sua casa di Bakusa. Il ministro ugandese dell'etica, James Nsaba Buturo, un uomo che cammina a scatti come se fosse mosso da un motorino a molla, dichiarò allora testualmente: «Gli omosessuali possono scordarsi dei diritti umani».

    A Perth, dopo l'intervento britannico, il giornalista Charles Odongpho si collega in diretta con la sua radio nazionale. Si sente ispirato. «E' giusto fare pressioni perché ogni nazione rispetti la democrazia e i diritti dei singoli. Ma da ugandese vi dico che dobbiamo fare i conti con problemi più importanti di quelli dei gay. E di gran lunga».

    Si lancia in una difficile tirata sulle terre africane in cui uomini e donne si moltiplicano come formiche su un dolce di riso e dove la corruzione dilaga. «Cameron fa bene a pensare ai suoi soldi, ma qui da noi i guai si chiamano povertà, educazione e scuola». Non gli passa minimamente per la testa che tra rispetto della persona ed educazione ci sia un nesso indissolubile. Tira una boccata da un grosso sigaro e svolazza orgoglioso verso l'uscita.

  2. #2
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    Predefinito Rif: Cameron: niente aiuti ai paesi con leggi anti-gay

    che schiocchezza... no ha altro da pensare?

  3. #3
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    Predefinito Rif: Cameron: niente aiuti ai paesi con leggi anti-gay

    Ah, hanno ancora dei soldi da prestare? :gratgrat:
    "If printing money would end poverty, printing diplomas would end stupidity" (Javier Milei).

  4. #4
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    Predefinito Rif: Cameron: niente aiuti ai paesi con leggi anti-gay

    Citazione Originariamente Scritto da l'inquirente Visualizza Messaggio
    G@yNews.it - Il premier inglese al Commonwealth: niente aiuti ai Paesi antigay

    Il premier inglese al Commonwealth: niente aiuti ai Paesi antigay

    «Potremmo smettere di aiutare economicamente le nazioni che hanno leggi contro i gay». Spiega che il problema è semplice: chi vuole i soldi della Corona deve trattare ogni cittadino con civiltà

    Lunedì 31 Ottobre 2011
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    Perth, Australia, c'è la riunione dei capi di governo dei 54 Paesi del Commonwealth, un'organizzazione che lega due miliardi di persone sparse in territori totalmente disomogenei, dal Regno Unito all'Uganda, dalle Bahamas al Bangladesh. Sono tutte ex colonie britanniche, tranne il Mozambico e il Ruanda. David Cameron, insolitamente senza cravatta, sale sul palco di fronte a un enorme schermo blu. Fa un discorso molto simile a quello pronunciato a Liverpool, dove aveva lasciato di sasso i tremila delegati del suo partito accorsi nel Merseyside per il Congresso dei Conservatori. Si parla di diritti umani e il primo ministro inglese decide di puntare l'attenzione sugli omosessuali. Tema diventato molto caro alla sua maggioranza, che per decenni ha trattato la vicenda con una diffidenza molto simile al fastidio.

    Dice una cosa che sembra ovvia. E invece è esplosiva. «Potremmo smettere di aiutare economicamente le nazioni che hanno leggi contro i gay». Spiega che il problema è semplice: chi vuole i soldi della Corona deve come minimo trattare ogni cittadino secondo criteri di civiltà. «So che non è una cosa che si può fare dal giorno alla notte. Ma credo che sia un percorso necessario. Un viaggio che anche i Paesi più arretrati sono tenuti a fare». La Gran Bretagna devolve in aiuti umanitari 7,5 miliardi si sterline l'anno. Normale che pretenda di vederli utilizzati in modo sensato. Il primo ministro britannico saluta e lascia il palco. Musica. E applauso decisamente tiepido.

    Buona parte dei delegati africani ingollano esterrefatti il bicchiere di vino bianco. Oltre quaranta Paesi del Commonwealth hanno leggi che condannano l'omosessualità, trovando insopportabile la complicità rotonda e solidale degli amanti dello stesso sesso. In Uganda il dibattito per abolire la legge contro i rapporti omosessuali nel 2009 ha scatenato disordini a Kampala. E pochi mesi fa, il 26 gennaio, l'attivista gay David Kato è stato massacrato a martellate mentre si trovava nella sua casa di Bakusa. Il ministro ugandese dell'etica, James Nsaba Buturo, un uomo che cammina a scatti come se fosse mosso da un motorino a molla, dichiarò allora testualmente: «Gli omosessuali possono scordarsi dei diritti umani».

    A Perth, dopo l'intervento britannico, il giornalista Charles Odongpho si collega in diretta con la sua radio nazionale. Si sente ispirato. «E' giusto fare pressioni perché ogni nazione rispetti la democrazia e i diritti dei singoli. Ma da ugandese vi dico che dobbiamo fare i conti con problemi più importanti di quelli dei gay. E di gran lunga».

    Si lancia in una difficile tirata sulle terre africane in cui uomini e donne si moltiplicano come formiche su un dolce di riso e dove la corruzione dilaga. «Cameron fa bene a pensare ai suoi soldi, ma qui da noi i guai si chiamano povertà, educazione e scuola». Non gli passa minimamente per la testa che tra rispetto della persona ed educazione ci sia un nesso indissolubile. Tira una boccata da un grosso sigaro e svolazza orgoglioso verso l'uscita.
    Illusione occidentale
    Noi occidentali dovremmo smettere l’idea che il nostro modo di vedere la realta sia quello giusto, l’unico razionale o almeno il migliore di tutti e che sia opera meritoria e santa imporlo a tutti gli altri popoli e civiltà se non con la forza delle armi almeno con quella del danaro
    A parte tutto non siamo piu in grado di farlo anche se lo volessimo.

  5. #5
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    Predefinito Rif: Cameron: niente aiuti ai paesi con leggi anti-gay

    E' una mossa omofoba nel caso dell'Africa visti i disastri causati dagli aiuti.

  6. #6
    Klassenkampf ist alles!
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    Predefinito Rif: Cameron: niente aiuti ai paesi con leggi anti-gay

    Citazione Originariamente Scritto da l'inquirente Visualizza Messaggio
    G@yNews.it - Il premier inglese al Commonwealth: niente aiuti ai Paesi antigay

    Il premier inglese al Commonwealth: niente aiuti ai Paesi antigay
    quindi l'UK esce dal Commowealth, visto che ben 41 dei 54 stati hanno leggi omofobe, e alla fine sono pesati più loro della "madrepatria" del CW?
    Commonwealth, niente freni agli stati omofobi

  7. #7
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    Predefinito Rif: Cameron: niente aiuti ai paesi con leggi anti-gay

    Mi sorge il dubbio che codesto Cameron abbia gusti sessuali particolari. Fisicamente non è certo il massimo della virilità. Quindi per questo motivo credo,spara simili slogan.
    Ahi serva Italia di dolore ostello,
    nave sanza nocchiero in gran tempesta
    non donna di provincia ma bordello!
    Dante Alighieri Divina Commedia Purgatorio canto VI° anno 1304!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  8. #8
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    Predefinito Rif: Cameron: niente aiuti ai paesi con leggi anti-gay

    Citazione Originariamente Scritto da kouros Visualizza Messaggio
    Mi sorge il dubbio che codesto Cameron abbia gusti sessuali particolari. Fisicamente non è certo il massimo della virilità. Quindi per questo motivo credo,spara simili slogan.
    Nessuna virilità è omosessualità?ostridicolo: Ma ancora con 'ste minchiate stereotipate? Io sono omosessuale e sono maschile, non ho niente da spartire con un effeminato, una donna mancata o una donna e basta. Un paese moderno e progredito condanna i paesi retti da dittature malfamate con leggi assurde e disumane.
    Ultima modifica di Cattivo; 06-11-11 alle 01:14

  9. #9
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    Predefinito Rif: Cameron: niente aiuti ai paesi con leggi anti-gay

    Storicamente per loro è molto importante http://en.wikipedia.org/wiki/Edward_II_of_England

  10. #10
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    Predefinito Rif: Cameron: niente aiuti ai paesi con leggi anti-gay

    Citazione Originariamente Scritto da Cattivo Visualizza Messaggio
    Nessuna virilità è omosessualità?ostridicolo: Ma ancora con 'ste minchiate stereotipate? Io sono omosessuale e sono maschile, non ho niente da spartire con un effeminato, una donna mancata o una donna e basta. Un paese moderno e progredito condanna i paesi retti da dittature malfamate con leggi assurde e disumane.
    siamo in due.
    E io sono anche e da sempre molto critico sui gaypride, barracconate che servono solo ad alcuni personaggi (Grillini per primo) per mantenersi i propri posti in parlamento (e' proprio il caso di dire "ricchioni con il culo degli altri")

 

 
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