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  1. #1
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    Predefinito Perchè la povertà non è obbligatoria nè per i cristiani nè per i membri del clero?

    Sebbene oggi si finga di dimenticarlo in molti (criticando invece i Comunisti ricchi, come se essi propugnassero una ideologia della povertà) è il Cristianesimo a presentare la Povertà come primo di tutti i requisiti per ingraziarsi Dio. Addirittura, non è necessario procurarsi neppure il minimo necessario per il sostentamento:

    "Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede? Non preoccupatevi dunque dicendo: «Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?». Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno. Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena" (Matteo 6;25-34)

    "Non vi affannate ad accumulare tesori sulla terra, dove tingola e ruggine consumano, dove ladri scassinano e portano via. Accumulatevi tesori in cielo, dove tingola e ruggine non consumano nè ladri scassinano e portano via" (Matteo 6;19)

    Chi segue Cristo, dunque, non accumulerà nulla, né soldi nelle tasche, né due vestiti, né scarpe.

    “Non vi procurate oro argento o pecunia per le vostre tasche, non una borsa per il viaggio, né due tuniche, né calzature e neppure un bastone; poiché l’operaio ha diritto al suo sostentamento”

    Chi possiede delle ricchezze deve dunque venderle e darle ai poveri, altrimenti non entrerà nel regno dei cieli.

    “Va, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo: poi vieni e seguimi” (Mt 19;21); “Quanto difficilmente coloro che hanno ricchezze entreranno nel Regno di Dio! […] è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, piuttosto che un ricco entri nel regno di Dio.
    [Noi] poveri, mentre arricchiamo molti; gente che non ha nulla, mentre possediamo tutto!
    (2co 6;10)

    Avendo però di che nutrirci e il necessario per coprirci, accontentiamoci di queste cose. Coloro infatti che vogliono diventar ricchi, incappano nella tentazione, nel laccio di Satana e in molteplici desideri insensati e nocivi, i quali sommergono gli uomini nella rovina e nella perdizione, perché la radice di tutti i mal è l’amore al danaro, per il cui sfrenato desiderio alcuni si sono sviati dalla fede e da se stessi si sono martoriati con molti dolori (1Tm 6;8-10)

    Possedere più dello stretto necessario è dunque una indicazione di inimicizia con Dio:

    Dio non ha forse scelto i poveri agli occhi del mondo perché fossero ricchi nella fede ed eredi del regno che egli promise a quelli che lo amano? (Gc 1;5) Orsù dunque voi ricchi pienagete e lamentatevi per le sciagure che si abbatteranno su di voi. La vostra ricchezza è putrida e i vostri indumenti sono divenuti preda delle tarme, il vostro oro e argento si sono arrugginiti […] siete vissuti nel lusso sulla terra, vi siete dati ai piaceri: vi siete ingrassati per il giorno del macello! (Gc 5;1-6)

    Stranamente, coloro che, pur benestanti o miliardari, si battono il petto nelle Chiese, non sono oggetto di disapprovazione da parte della comunità di fedeli, a cominciare dalle alte gerarchie ecclesiastiche.
    Ultima modifica di Eyes Only; 18-11-11 alle 18:04

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  2. #2
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    Predefinito Rif: Perchè la povertà non è obbligatoria nè per i cristiani nè per i membri del cler

    ..aggiungo che i preti sono tutti uomini in quanto si dice che gli apostoli erano tutti uomini. quindi almeno per chi si paragona agli apostoli dovrebbero valere anche le regole che valevano per gli apostoli.

  3. #3
    .
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    Predefinito Rif: Perchè la povertà non è obbligatoria nè per i cristiani nè per i membri del cler

    La solita malafede che ti contraddistingue. L'errore è sempre lo stesso, cioè quello di interpretare letteralmente parole che hanno un significato profondo ma metaforico, psicologico, interiore.
    Segni particolari: "macchina da espansione razziale euro-siberiana" (Giò91)

  4. #4
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    Predefinito Rif: Perchè la povertà non è obbligatoria nè per i cristiani nè per i membri del cler

    Si intende una povertà inerente il "piano astrale"; al giorno d'oggi tuttavia l'abbondanza materiale, a differenza di ciò che accadeva in epoche passate, medioevo per esempio, influisce intacca anche i piani più alti, da qui la decadenza. Il peccato non è possedere ricchezze, è esserne schiavi.

  5. #5
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    Predefinito Rif: Perchè la povertà non è obbligatoria nè per i cristiani nè per i membri del cler

    Citazione Originariamente Scritto da donerdarko Visualizza Messaggio
    La solita malafede che ti contraddistingue. L'errore è sempre lo stesso, cioè quello di interpretare letteralmente parole che hanno un significato profondo ma metaforico, psicologico, interiore.
    Secondo me, invece, l'ipocrisia è sempre la stessa: prendere parole scritte dagli uomini, che quindi risentono delle mode del tempo, pretendere che siano scritte da Dio, e quindi siano verità assolute e per sempre, e poi, poichè i tempi cambiano, voler rinnegare l'assolutezza del giorno prima per una nuova assolutezza uguale e contraria.

  6. #6
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    Predefinito Rif: Perchè la povertà non è obbligatoria nè per i cristiani nè per i membri del cler

    Citazione Originariamente Scritto da Venedig Visualizza Messaggio
    Si intende una povertà inerente il "piano astrale"
    Che dicevo :giagia:

  7. #7
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    Predefinito Rif: Perchè la povertà non è obbligatoria nè per i cristiani nè per i membri del cler

    Citazione Originariamente Scritto da Eyes Only Visualizza Messaggio
    Secondo me, invece, l'ipocrisia è sempre la stessa: prendere parole scritte dagli uomini, che quindi risentono delle mode del tempo, pretendere che siano scritte da Dio, e quindi siano verità assolute e per sempre, e poi, poichè i tempi cambiano, voler rinnegare l'assolutezza del giorno prima per una nuova assolutezza uguale e contraria.
    Tuttavia prendendo la metafora, estrapolandone il concetto, otterremo realmente una verità immutabile, assoluta ed applicabile in ogni epoca e contesto umano. Dio ha realmente parlato.

  8. #8
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    Predefinito Rif: Perchè la povertà non è obbligatoria nè per i cristiani nè per i membri del cler

    Citazione Originariamente Scritto da Eyes Only Visualizza Messaggio
    Secondo me, invece, l'ipocrisia è sempre la stessa: prendere parole scritte dagli uomini, che quindi risentono delle mode del tempo, pretendere che siano scritte da Dio, e quindi siano verità assolute e per sempre, e poi, poichè i tempi cambiano, voler rinnegare l'assolutezza del giorno prima per una nuova assolutezza uguale e contraria.
    Ancora con 'sta tarantella?
    Mi chiedo per quale ragione ti ostini ad aprire dieci thread al giorno per ribadirci quotidianamente le medesime perle di ignoranza trite e ritrite.
    Tra l'altro su argomenti che sono stati dibattuti fino alla nausea in passato, basterebbe fare una semplice ricerca sul forum per soddisfare le tue perplessità.
    Se ti piace sbatterci il muso continua pure, ma a mio avviso ti stai solo rendendo ridicolo, e involontariamente contribuisci a gettare fango anche su altri utenti atei molto più seri e preparati di te in questo campo.

  9. #9
    .
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    Predefinito Rif: Perchè la povertà non è obbligatoria nè per i cristiani nè per i membri del cler

    Citazione Originariamente Scritto da Eyes Only Visualizza Messaggio
    Secondo me, invece, l'ipocrisia è sempre la stessa: prendere parole scritte dagli uomini, che quindi risentono delle mode del tempo, pretendere che siano scritte da Dio, e quindi siano verità assolute e per sempre, e poi, poichè i tempi cambiano, voler rinnegare l'assolutezza del giorno prima per una nuova assolutezza uguale e contraria.
    In realtà il linguaggio delle parabole è un linguaggio molto speciale. Le allegorie utilizzate nei Vangeli esprimono sempre contenuti di significato che non si limitano al semplice aspetto letterale.
    Il linguaggio delle parabole è difficile da comprendere ed è tutt'altro che "ipocrisia".
    Tu chiedi giustamente: come mai le cose non vengono dette chiaramente? Per quale ragione tutto dovrebbe essere celato dietro a parole oscure, poco evidenti?
    La risposta è semplice: perché l'idea che sta dietro tutte le sacre scritture è quella di comunicare una Verità superiore che può essere compresa e vista dagli uomini internamente. Occorre fare uno sforzo personale, rifletterci, cercare. Non c'è nessuna "pappa pronta".

    Questo significato è celato perché se fosse espresso in termini letterali nessuno ci crederebbe, oppure tutti potrebbero pensare che è un non-senso. Lo scopo è quello di "proteggere" questa Verità dal travisamento, che ovviamente occorre quando questa cade al livello di comprensione ordinaria. L'errore è quello di ritenere di poter comprendere tutto e subito. Ma non è così. Lo sviluppo della conoscenza, il riconoscere le differenze, è un procedimento assai lungo. Ad un bambino non si può spiegare subito tutto della vita, direttamente, perché la sua capacità di comprendere è molto limitata.
    Le parabole sono deliberatamente insegnate in modo tale da arrivare, in un primo momento, al livello di comprensione ordinaria e, a quel punto, di lavorare nella mente al fine di innalzare questo stesso livello verso altri lidi, altri significati più elevati. In questo senso il linguaggio dei Vangeli è uno strumento di trasformazione valido in tutti i tempi e per tutti gli uomini.
    Ultima modifica di donerdarko; 22-11-11 alle 00:24
    Segni particolari: "macchina da espansione razziale euro-siberiana" (Giò91)

  10. #10
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    Predefinito Rif: Perchè la povertà non è obbligatoria nè per i cristiani nè per i membri del cler

    Citazione Originariamente Scritto da donerdarko Visualizza Messaggio
    In realtà il linguaggio delle parabole è un linguaggio molto speciale. Le allegorie utilizzate nei Vangeli esprimono sempre contenuti di significato che non si limitano al semplice aspetto letterale.
    Il linguaggio delle parabole è difficile da comprendere ed è tutt'altro che "ipocrisia".
    Tu chiedi giustamente: come mai le cose non vengono dette chiaramente? Per quale ragione tutto dovrebbe essere celato dietro a parole oscure, poco evidenti?
    La risposta è semplice: perché l'idea che sta dietro tutte le sacre scritture è quella di comunicare una Verità superiore che può essere compresa e vista dagli uomini internamente. Occorre fare uno sforzo personale, rifletterci, cercare. Non c'è nessuna "pappa pronta".

    Questo significato è celato perché se fosse espresso in termini letterali nessuno ci crederebbe, oppure tutti potrebbero pensare che è un non-senso. Lo scopo è quello di "proteggere" questa Verità dal travisamento, che ovviamente occorre quando questa cade al livello di comprensione ordinaria. L'errore è quello di ritenere di poter comprendere tutto e subito. Ma non è così. Lo sviluppo della conoscenza, il riconoscere le differenze, è un procedimento assai lungo. Ad un bambino non si può spiegare subito tutto della vita, direttamente, perché la sua capacità di comprendere è molto limitata.
    Le parabole sono deliberatamente insegnate in modo tale da arrivare, in un primo momento, al livello di comprensione ordinaria e, a quel punto, di lavorare nella mente al fine di innalzare questo stesso livello verso altri lidi, altri significati più elevati. In questo senso il linguaggio dei Vangeli è uno strumento di trasformazione valido in tutti i tempi e per tutti gli uomini.
    Quello che colpisce di questo ragionamento è innanzitutto la ammissione implicita del fatto che non vi è modo didistinguere nella Bibbia le falsità e ke incoerenze dalle veritá e dalle cose coerenti, perchè se presa letteralmente è tutta una incoerenza e la si può salvare solo se si è disposti a dargli unsignificato puramente arbitrario, come dimostrano tutti i cambi di rotta col senno di poi della dottrina, ad esempio sull'eliocentrismo o l'imminenza della resurrezione dei morti. che poi il miglior modo per far capire la verità sia nasconderla dicendotutto ilcontrario, è ancora di più il simbolo del "bispensiero" orwelliano necessario alla fede cristiana.

 

 
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