Primo bagno di folla in festa per papa Benedetto XVI nel viaggio pastorale in Benin. Nella cattedrale della capitale, Cotonou, ha celebrato, davanti a molti fedeli il ‘Te Deum’, inno di ringraziamento. Infatti si è trattato proprio di un ringraziamento per questa visita pastorale, visto che nella Basilica dell’Immacolata Concezione di Maria di Ouidah, principale città del Paese distante poco più di 40 chilometri da Cotonou, si recherà per rendere anche omaggio al cardinale Bernardin Gantin, sepolto nella Cappella Saint Gall del seminario, e consegnerà l’Esortazione postsinodale a tutti gli Episcopati africani. Dopoché il corteo papale ha compiuto un lungo giro per attraversare entrambi i lati della città, invasa da tantissima gente, che ha invaso le strade, papa Benedetto XVI è giunto con qualche minuto di ritardo, nella cattedrale, dedicata a Nostra Signora della Misericordia, contenente 800 persone, dove ha reso omaggio ai predecessori dell’attuale arcivescovo di Cotonou e presidente della Conferenza Episcopale del Benin, mons. Antoine Ganyé: mons. Isidore de Sousa (1990 – 1999) e mons. Christophe Adimou (1971 – 1990), le cui tombe si trovano rispettivamente nelle Cappelle a sinistra e destra dell’altare.

A conclusione dell’inno di ringraziamento del ‘Te Deum’, mons. Ganyé ha ribadito la gioia dei fedeli per questa visita in cui sarà consegnata l’Esortazione post-sinodale, che conclude i lavori della dodicesima Assemblea Speciale per l’Africa del Sinodo dei Vescovi: “Santo Padre lei visita il Benin nel momento in cui celebriamo i 150 anni di evangelizzazione del Paese. In effetti il 18 aprile 1861 i missionari della Società delle Missioni Africane di Lione approdarono sulle coste di Dahomey. Santo Padre, Lei viene per confermarci nella fede e rendere omaggio a questi validi missionari a cui noi dobbiamo molto.

Ed infatti, molto presto, i Padri della Società delle Missioni Africane aprirono le scuole per l’educazione dei bambini e anche quelle per la formazione dei sacerdoti locali: noi siamo eredi di questa grande opera”. E ha ricordato il card. Bernardin Gantin ed i vescovi Christophe Adimou e Isidore De Souza, che con il loro grande amore a Gesù Cristo ed alla Chiesa hanno permesso al popolo di conservare la fede trasmessa dai missionari e hanno permesso al Benin di intraprendere un cammino democratico.

Anche papa Benedetto XVI ha reso omaggio agli arcivescovi della città: “Essi sono stati valorosi operai nella Vigna del Signore, e la loro memoria resta ancora viva nel cuore dei cattolici e di numerosi abitanti del Benin. Questi due Presuli sono stati, ciascuno a suo modo, Pastori pieni di zelo e di carità. Si sono spesi senza risparmio al servizio del Vangelo e del Popolo di Dio, soprattutto delle persone più vulnerabili. Tutti voi sapete che Monsignor de Sousa è stato un amico della verità e che ha avuto un ruolo determinante nella transizione democratica del vostro Paese” .

Quindi papa Benedetto XVI, affermando che la Cattedrale è molto istruttiva, ha invitato i fedeli a meditare sulla misericordia di Dio: “La Storia della Salvezza, che culmina nell’Incarnazione di Gesù e trova pieno compimento nel Mistero pasquale, è una splendida rivelazione della misericordia di Dio… La misericordia divina non consiste solamente nella remissione dei nostri peccati: essa consiste anche nel fatto che Dio, nostro Padre, ci riconduce, talvolta non senza dolore, afflizione e timore da parte nostra, sulla via della verità e della luce, perché non vuole che ci perdiamo. Questa duplice manifestazione della misericordia divina mostra come Dio è fedele all’alleanza sigillata con ogni cristiano nel Battesimo”.

Papa Benedetto XVI ha invitato a seguire l’esempio della Madre di Dio, Maria, che “è Madre di Misericordia per partecipazione alla missione del suo Figlio; ha ricevuto il privilegio di poterci soccorrere sempre e dovunque... Al riparo della sua misericordia, i cuori feriti guariscono, le insidie del Maligno sono sventate e i nemici si riconciliano. In Maria abbiamo non soltanto un modello di perfezione, ma anche un aiuto per realizzare la comunione con Dio e con i nostri fratelli e le nostre sorelle. Madre di misericordia, ella è una guida sicura dei discepoli di suo Figlio che vogliono essere a servizio della giustizia, della riconciliazione e della pace. Ella ci indica, con semplicità e con cuore materno, l’unica Luce e l’unica Verità: suo Figlio, Cristo Gesù che conduce l’umanità verso la sua piena realizzazione nel Padre suo”.

Concludendo il momento di preghiera, papa Benedetto XVI ha invitato i fedeli ad invocare il suo Nome: “O Madre di Misericordia, Noi ti salutiamo, Madre del Redentore; ti salutiamo, Vergine gloriosa; ti salutiamo, nostra Regina! O Regina della speranza, mostraci il volto del tuo Figlio divino; guidaci sulle vie della santità; donaci la gioia di coloro che sanno dire Sì a Dio! O Regina della Pace, esaudisci le più nobili aspirazioni dei giovani africani; esaudisci i cuori assetati di giustizia, di pace e di riconciliazione; esaudisci le speranze dei bambini vittime della fame e della guerra! O Regina della giustizia, ottienici l’amore filiale e fraterno; ottienici di essere amici dei poveri e dei piccoli; ottieni per i popoli della terra lo spirito di fraternità! O Nostra Signora d’Africa, ottieni dal tuo Figlio divino la guarigione per i malati, la consolazione per gli afflitti, il perdono per i peccatori; intercedi per l’Africa presso il tuo Figlio divino; e ottieni per tutta l’umanità la salvezza e la pace! Amen”.

Benin: Papa Benedetto XVI accolto dal