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    Predefinito Fiat, Vendola : "Svolta brutale delle relazioni sindacali"

    Fiat, Vendola: Una svolta brutale nelle relazioni industriali



    ROMA - "La violenza del metodo Marchionne è oggi sotto gli occhi di tutti". Lo afferma Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Libertà.

    "Come avevamo previsto - prosegue il leader di Sel - Pomigliano non rappresentava un'eccezione ma l'inizio di una svolta brutale nelle relazione industriali. Altro che modernità! Corriamo velocissimi - conclude Vendola - oltre le conquiste del '900, e stiamo raggiungendo l'800".

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  2. #2
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    Predefinito Rif: Fiat, Vendola : "Svolta brutale delle relazioni sindacali"

    LAVORO
    La Fiom risponde a Marchionne:
    "Sciopero generale di categoria"




    L'amministratore delegato della Fiat, sergio Marchionne, ha annunciato di aver disdetto tutti i contratti, compreso quello nazionale. L'azienda si appresta a proporne uno tutto suo. Cisl e Uil pronte a "trattare". Camusso: "Non siamo d'accordo, e non si può escludere un sindacato".

    La Fiom pensa a due ore di sciopero per poter indire assemblee. Ma annuncia già altre misure, ben più incisive, a partire da uno sciopero generale della categoria, per rispondere all'affondo di Sergio Marchionne, l'ad Fiat, che con molta non chalance ha annunciato ieri di aver disdetto, a partire dal 1 gennaio 2012, tutti i contratti firmati dall'azienda - compreso quello collettivo nazionale che, tanto per essere precisi, non viene firmato da Fiat ma da Federmeccanica.

    Una decisione che per il segretario della Fiom Maurizio Landini "apre una fase nuova di modifica delle relazioni industriali ma soprattutto di trasformazione della natura del sindacato che si appresterebbe, così, a trasformarsi in corporazione". Per questo: "Dovrebbero fare una riflessione perchè il fatto è grave e non si cancellerà solo il contratto nazionale di lavoro ma si sopprimeranno anche le libertà e i diritti dei lavoratori".

    A questo - oggettivamente - passaggio epocale delle relazioni industriali nel paese, la risposta di Film e Uilm è stata sempre la stessa: hanno cioè inviato una lettera per chiedere l'apertura di "un tavolo di trattativa", come se con Fiat sia stato possibile trattare da quando è passata nelle mani dell' "americano" (che però in America ha trovato pane per i suoi denti). I due sindacati potrebbero essere già chiamati la prossima settimana. E da parte della Fiat, come di Cisl e Uil, è tutta una rincorsa ad assicurare che la scelta di Marchionne sta "nelle cose". "Lo sanno tutti che la Fiat ha fatto una scelta autonoma di non aderire più a Confindustria e quindi chiederà a noi di fare un contratto nazionale dell'auto, e noi lo faremo. Con regole nazionali che valgono per tutti gli stabilimenti e regole aziendali specifiche in modo di avere accordi che si adattino alle realtà dei vari territori", ha detto il leader della Cisl Bonanni, annunciando che il sindacato non ha alcuna intenzione di fare sciopero. Certo, almeno un "problemino" c'è: e cioè che senza contratto nazionale, a partire dal 1 gennaio di fatto i lavoratori rimangono senza la copertura dello stesso. Questione che non è sfuggita ai due sindacati, tanto che Rocco Palombella, leader della Uilm "Puntiamo ad accelerare i tempi perchè è indispensabile dare copertura contrattuale a tutti gli addetti del gruppo automobilistico in questione senza che si creino vuoti e problemi conseguenti - ha detto Palombella - Col contratto nazionale dell'auto possono determinarsi condizioni migliorative dal punto di vista economico e normativo per i circa 70mila lavoratori dell'azienda. Tutto sta ad intavolare un buon negoziato con Fiat per concretizzare queste potenzialità". La risposta del segretario confederale della Cgil Susanna Camusso: "Lo dico in particolare a Cisl e Uil: un grande sindacato confederale non può mai accettare un'azienda che decida di escludere altri sindacati".

    In quanto al governo, il super ministro Corrado Passera per ora ha rilasciato soltanto un "no comment". E su questo argomento Landini ha osservato: "Se questo nuovo governo ha qualcosa da dire di diverso dal precedente, lo faccia ora. Il tempo delle ipocrisie mi sembra concluso".

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  3. #3
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    Predefinito Rif: Fiat, Vendola : "Svolta brutale delle relazioni sindacali"

    Fiat, come ti cancello la democrazia
    mercoledì 23 novembre 2011 | Francesco Ferrara | 4 commenti



    Dal primo gennaio 2012 per gli operai dell’intero comparto Fiat il contratto nazionale non sarà più in vigore. Lo sostituirà l’accordo capestro già imposto a Pomigliano e a Mirafiori. Significa che la notte del prossimo 31 dicembre i 70mila lavoratori della principale azienda privata italiana daranno l’addio, con l’anno vecchio, anche alla possibilità di lavorare nel rispetto delle regole democratiche basilari. Non avranno più diritto a scegliersi i loro rappresentanti. I delegati saranno non eletti ma nominati dalle organizzazioni sindacali che firmano gli accordi. Le altre, anche se maggioritarie come è la Fiom in quasi tutte le aziende Fiat, non saranno semplicemente più prese in considerazione.

    Non è un ridimensionamento della democrazia sui luoghi di lavoro. E’ la sua cancellazione.

    Il nuovo ed ennesimo diktat di Marchionne significa anche che, fra poco più di un mese, i lavoratori Fiat vedranno seccamente eliminata o progressivamente erosa ogni liberà: assediato il diritto di sciopero, moltiplicato il tempo di lavoro effettivo, incrinate conquiste che appena pochi anni fa parevano intangibili come la malattia retribuita.

    Solo gli ipocriti possono fingersi stupiti. Che si sarebbe arrivati a questo punto era già chiarissimo sin da quando l’accordo fu imposto a Pomigliano. Non lo capì solo chi non voleva vedere e a bendarsi gli occhi furono plotoni. Era il 19 giugno del 2010 quando Enrico Letta, schierandosi pubblicamente a favore del sì nel referendum di Pomigliano, affermò che non si sarebbe trattato di un precedente né di un modello. Pensare che ci credesse davvero significherebbe insultarne l’intelligenza.

    Era altrettanto chiaro quel che ancora Marchionne non confessa e che tutti fingono a quindi di non sapere: che la Fiat sta smobilitando e si accinge a lasciare l’Italia, zitta zitta, come usano fare i predoni dopo aver spremuto un territorio sino all’ultima goccia, con la complicità, sinota, del governo Berlusconi.

    Nessun altro governo europeo avrebbe assistito a una simile manovra di sganciamento sulla pelle del paese senza puntare i piedi, senza far pesare gli immensi sostegni di cui l’azienda fuggiasca ha per decenni goduto e di cui ancora gode.

    Oggi quel governo non c’è più. E’ lecito attendersi che chi lo ha sostituito, in particolare il presidente del consiglio Monti e il ministro Passera, cambino indirizzo e intervengano con le dovute puntualità e drasticità.

    Hanno detto di voler salvaguardare prima di tutto la coesione sociale, e si renderanno certo conto che l’instaurazione di una dittatura nella più grande azienda privata del Paese non è il miglior viatico per salvare quella coesione. E’ anzi il peggiore in assoluto.

    Si sono impegnati a risollevare le sorti del Paese non solo tagliando a man bassa ma anche sostenendo lo sviluppo. Non penseranno certo che aiutare la Fiat a svignarsela col bottino, come faceva Sacconi, sia la via giusta per incentivare la crescita.

    E’ su queste scelte che si misurano la credibilità di un governo e la sua volontà di segnare una discontinuità reale con il fosco passato che forse abbiamo alle spalle, ma forse ancora no.

    Se quella discontinuità è reale e fittizia lo capiremo anche e soprattutto da come finirà questa turpe vicenda. Da quanto la Fiom e la Cgil sarannno sostenute oppure lasciate da sole. Da chi s’impegnerà con noi nella lotta che Sinistra Ecologia Libertà si accinge a cominciare, con la Fiom e con i lavoratori Fiat, per impedire che la democrazia nei luoghi di lavoro sia ridotta a un cimelio del secolo scorso.

    Francesco Ferrara

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    Predefinito Rif: Fiat, Vendola : "Svolta brutale delle relazioni sindacali"

    FIAT
    SMERIGLIO (Sinistra Ecologia e Libertà) : GOVERNO APRA CONFRONTO, CONVOCANDO AZIENDA E SINDACATI



    Chiediamo al nuovo governo di aprire immediatamente un confronto, convocando la Fiat e le organizzazioni sindacali. E’ quanto chiede “Sinistra Ecologia Liberta-con Vendola” con Massimiliano Smeriglio, resposanbile nazionale lavoro ed economia di Sel.
    La decisione della Fiat – prosegue l’esponente di Sel – di disdire tutti gli accordi sindacali vigenti e ogni altro impegno derivante da prassi collettive in atto e’ una presa di posizione sconcertante che smaschera ancora una volta la volonta’ da parte del gruppo di calpestare garanzie e diritti faticosamente conquistati. La democrazia sindacale – conclude Smeriglio – e’ patrimonio indispensabile del mondo del lavoro, della societa’, di tutti noi, ed ecco perche’ continueremo a difenderla e opporci fermamente ad ogni attacco che possa minarne il suo fondamento.

    Lo rende noto l’ufficio stampa nazionale di Sel

    FIAT: Smeriglio (SEL) | Sinistra Ecologia Libert
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