Risultati da 1 a 2 di 2

Discussione: Che paghino le multe!

  1. #1
    Forumista senior
    Data Registrazione
    20 Apr 2009
    Messaggi
    2,908
     Likes dati
    41
     Like avuti
    155
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Che paghino le multe!

    Catania: «Gli allevatori paghino le multe sulle quote latte. Ritorsione? È la legge»
    «La distribuzione delle risorse europee non può essere basata solo sul criterio della superficie agricola »

    ROMA - «Non sarò un ministro del Sud, né del Nord. Sono nato a Roma: sarò il più neutro possibile. Ma le quote latte non possono essere considerate un oggetto di ritorsione politica. Ci sono delle regole, vanno rispettate». Da tecnico, Mario Catania, neoministro del dicastero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, dove è entrato 33 anni fa, non si è mai lasciato invischiare in faccende politiche. Da ministro, mentre si accinge alla battaglia finale sulla Pac (la Politica agricola comune europea), tenta di evitarlo ancora. E rassicura la Lega: «Credo che sulle politiche sbilanciate territorialmente ci siano un po' di leggende».

    Sbaglia chi nella Lega teme che le quote latte diventino oggetto di ritorsione per il mancato appoggio al governo?
    «Mi sembra singolare pensarlo. Come potrebbero? Le disposizioni sono un fatto oggettivo».

    Quindi le multe si devono pagare?
    «Sono prelievi previsti dalle norme che bisogna applicare. Facendo la massima attenzione però. Sarebbe criminale far pagare sforamenti in presenza di dubbi o errori nelle sequenze applicative».

    Il ministro dell'Ambiente Corrado Clini ha aperto agli Ogm. Lei le ha definite «opinioni personali». Non concorda?
    «Non c'è nessuna riflessione collegiale. Siamo fermi alla posizione del governo precedente che era molto prudente».
    Dopo tre decenni sale alla guida del suo dicastero. E ora?
    «Lo choc non è ancora del tutto assorbito. Intanto osservo che prevale un clima positivo».

    In Parlamento sì, ma fuori non sembra esserci questo clima positivo.
    «Non sta a me rincorrere le frasi dette fuori delle istituzioni. Io sto nel mio recinto».

    E cosa farà?
    «Mi batterò per un buon esito del negoziato sulla Politica agricola comune. C'è molto da correggere, ma non voglio una rottura. Ne abbiamo discusso stamane (ieri, ndr ) con il commissario Dacian Ciolos, che conosco da 10 anni: anche lui, come me, era un tecnico. E siamo convinti di riuscire. Lui ha detto: "Non si può fare una Politica agricola comune senza l'Italia a bordo"».

    Cosa non va per l'Italia?
    «La distribuzione delle risorse non può essere basata solo sul criterio della superficie agricola. Noi siamo penalizzati perché in poca superficie produciamo tanto. E poi serve una maggiore attenzione per le aziende».

    Ovvero?
    «Bisogna limitare i vincoli e gli oneri aggiuntivi. Per evitare le monoculture, ad esempio, l'Europa ci chiede di rendere obbligatorie tre culture diverse in contemporanea. Può andare bene per aziende grandissime, o per chi vuole smettere di coltivare. Ma per chi ha 10 ettari, metterne 7 a grano duro e il resto a sementi diversi è molto costoso e discutibile: è più virtuosa la rotazione annuale».

    Che si può fare per evitare di trovare nei supermarket più pomodori del Belgio che nostrani?
    «Nella libera circolazione chi ha gambe cammina. Ma certo serve mantenere un sostegno all'agricoltura. Perché se la lasciassimo totalmente alle regole di mercato ne causeremmo il tracollo con l'abbandono del territorio».

    Molti hanno già lasciato.
    «Lo farebbero molti di più. Con danni incalcolabili per l'ambiente. Dall'alto, dopo l'alluvione, si vedeva la zona con i terrazzamenti agricoli intatta. Il resto era venuto giù. La prima politica ambientale è assicurarsi che l'agricoltore non vada via».

    Gli agricoltori lamentano di non avere redditi certi. Anche perché non è più certo il prezzo dei prodotti. Che si può fare per dare una risposta positiva alla questione?
    «In effetti negli ultimi 5 anni c'è stata una grande volatilità, con effetti speculativi sulle borse delle derrate alimentari. Se ne è parlato al G20. E, anche se c'è tendenza a evitare interventi della mano pubblica, si è stabilito che qualche paletto andrà messo».

    Potrebbe essere un'idea anche per fermare altre speculazioni?
    «Non mi avventuro. Io sto al mio».

    Virginia Piccolillo

    http://www.corriere.it/politica/11_n...815Yg.facebook
    Ultima modifica di x_alfo_x; 19-11-11 alle 13:52

  2. #2
    Forumista
    Data Registrazione
    09 Apr 2011
    Messaggi
    850
     Likes dati
    0
     Like avuti
    55
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Che paghino le multe!

    In merito alla diversa produttività ha ragione. Le colture mediterranee hanno una bassa produttività per lavoratore ed un'alta produttività per ettaro.
    Ho letto di recente uno studio di Malanima, che, tra le altre cose, riporta la produttività del settore agricolo a seconda del fattore lavoro o natura di alcuni stati europei e gli USA:



    "Per ragioni climatiche sono possibili in Italia coltivazioni che, nelle regioni oltre le Alpi, non esistevano. Sono da ricordare in primo luogo la vite e l’olivo, così importanti nell’alimentazione mediterranea. Il vino e l’olio hanno costituito a lungo e costituiscono tuttora beni d’esportazione di rilievo. Vi sono poi gli alberi da frutta, come l’arancio, così importante per le regioni meridionali dell’Italia. La canna da zucchero era coltivata in Sicilia e in Calabria fino al XVII secolo, quando fu spazzata via dalle importazioni di zucchero dalle Americhe. La coltivazione del gelso, poi, ha rappresentato lungo i secoli e fino alle soglie del Novecento una delle attività economiche più importanti nelle campagne italiane, collegata alla lavorazione della seta. E il gelso non poteva essere coltivato a latitudini superiori a quella della Francia meridionale.
    Proprio per l’esistenza di queste coltivazioni, la produttività della terra era in Italia superiore a quella di altre regioni europee. Questa superiorità non poteva evidentemente derivare dal valore della produzione cerealicola, che, come si è visto, era, per unità di superficie, assai modesta, come l’andamento delle rese dei cereali rivela. L’elevata produttività della terra derivava non dal valore dei prodotti del suolo, ma da quello dei prodotti del soprasuolo.
    La carenza di animali da lavoro -il capitale più importante delle agriculture tradizionali europee- aveva come conseguenza, invece, una produttività del lavoro fra le più basse di tutto il continente.
    "

    È vero che si fa riferimento al 1890, ma il clima da allora ad oggi non credo sia cambiato molto. :giagia:

    Fonte.

    Resta, tuttavia, da stabilire quanto di mediterraneo c'è nella produzione padana e quanto, invece, approfittano della scusa che confinano con un'area che si trova nel bel mezzo del mar Mediterraneo per lagnarsi. :gluglu:

 

 

Discussioni Simili

  1. Che paghino o non paghino i loro debiti..
    Di Anticapitaslista nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 12-11-12, 23:18
  2. Che paghino o non paghino i loro debiti..
    Di Anticapitaslista nel forum Politica Estera
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 25-04-12, 21:25
  3. Che Paghino!
    Di Dinamometro nel forum Destra Radicale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 19-05-08, 11:54
  4. I responsabili paghino il conto
    Di SubZero nel forum Destra Radicale
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 02-11-07, 15:53
  5. Giusto che i ricchi paghino
    Di Willy nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 129
    Ultimo Messaggio: 29-09-06, 00:48

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito