A luglio ci si apprestava a varare un pacchetto di misure che sarebbero prevedibilmente state sufficienti per ottenere il pareggio di bilancio nel 2013 come l'Europa ci chiedeva. Da agosto in avanti l'impennata sugli interessi alle aste del debito pubblico hanno divorato queste misure, e poi altre, e ancora e ancora. Ottenuta forse una certa stabilità in Italia la speculazione fa impennare gli interessi sulle aste del debito pubblico in Spagna e in Francia, dando un segnale sul fatto che proprio di azione speculativa si tratta e non (non solo) dell'espressione dei problemi fisiologici nonchè cronici legati all'enorme entità del nostro debito pubblico.
Ora, sbaglio quando dico che chi "lavora" con gli interessi dei debiti pubblici dei nostri paesi sono le banche anglosassoni nonchè nordeuropee? Prendiamo ad esempio l'Inghilterra, che se ne sta tranquillamente con la sua sterlina fuori dall'euro e contemporaneamente le sue banche giocano con la nostra debolezza speculando sull'incapacità tutta "euro" di reagire alle azioni speculative.
Dovremmo incazzarci?
Oppure dovremmo considerare il fatto che, visto che se qualcun altro voleva il nostro debito lo comperava anche a interessi minori e se il nostro debito è venduto a interessi così alti significa che nessuno lo vuole a diverse condizioni, ovvero, in parole povere, dire al contrario "meno male che queste banche ci sono, altrimenti si andava in default"?




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