Roma Capitale, via libera del governo
al decreto sui poteri. L'ira della Lega
Alemanno: ce l'abbiamo fatta. Nuove competenze per edilizia,
commercio, trasporti. Per ora restano 48 i consiglieri
Roma Capitale, via libera del governo al decreto sui poteri. L'ira della Lega - Il Gazzettino
ROMA - Il Consiglio dei ministri ha approvato il secondo decreto legislativo su Roma Capitale. Si tratta del secondo decreto che stabilisce i poteri che dovrà avere il nuovo ente e dunque in prospettiva il nuovo status
della Capitale.
Il provvedimento varato oggi - che prevede il conferimento a Roma Capitale di nuove competenze in materia di commercio, edilizia, trasporti e pianificazione urbana - era in scadenza proprio domani e quindi la decisione del Consiglio dei ministri servirà per non far restare lettera morta il lavoro sin qui compiuto per dare effettivi poteri di governo a Roma Capitale.
Il primo atto del nuovo governo tiene quindi in vita la riforma di Roma Capitale, osteggiata dalla Lega. «Ce l'abbiamo fatta: il decreto è stato approvato oggi, che era l'ultimo giorno utile», ha detto il sindaco Gianni Alemanno. Con l'approvazione definitiva del decreto Roma «potrà finalmente ottenere lo status di capitale nazionale perché era l'unica in Europa che non l'aveva».
«Siamo tutti contenti che finalmente Roma Capitale è arrivata a conclusione anche se ci sono ancora 90 giorni per le Camere per poter integrare ed esprimersi sul ruolo di Roma Capitale», ha aggiunto la presidente della Regione Lazio Renata Polverini. «Siamo soddisfatti, questo Governo parte bene ridando centralità a Roma».
Resta fermo, per ora, a 48 il numero di consiglieri dell'Assemblea capitolina (il sindaco Gianni Alemanno premeva per farlo salire a 60). Cala da 19 a 15 invece il numero dei municipi, con una riduzione di 4 presidenti e 100 consiglieri. «I consiglieri nel decreto legislativo sono 48 ma è materia del Parlamento», ha però precisato il presidente della Regione Lazio Renata Polverini, lasciando quindi aperta l'ipotesi che siano ancora possibili modifiche.
I nuovi poteri di Roma Capitale. Le funzioni di competenza del ministero per i Beni e le attività culturali relative al Teatro dell'Opera di Roma, dotato di autonomia gestionale, finanziaria e patrimoniale, sono conferite a Roma capitale, secondo quanto stabilito dal decreto. A Roma capitale, nell'ambito del proprio territorio e senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato, sono conferite anche le funzioni e i compiti amministrativi in materia di Protezione civile. In particolare, Roma potrà emanare ordinanze per l'attuazione di interventi di emergenza al fine di evitare situazioni di pericolo, o maggiori danni a persone o a cose. Sono poi conferite a Roma capitale le funzioni e i compiti amministrativi concernenti il coordinamento dei tempi di svolgimento delle manifestazioni fieristiche. A Roma capitale vengono trasferiti anche i compiti e le funzioni in materia di informazione e di promozione all'estero di Roma capitale.
All’approvazione del governo ora seguiranno i pareri delle commissioni Bilancio di Camera e Senato e successivamente della Bicamerale e della Conferenza Stato-Regioni. Il Parlamento avrà 90 giorni di tempo per suggerire integrazioni e modifiche prima di rimandare il testo al governo.
Il protocollo d’intesa siglato tra il sindaco e il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, il 20 ottobre scorso, prevede poi un ulteriore passaggio. Una legge regionale che recepisca i contenuti del decreto legge e stabilisca quali e quante funzioni devolvere dalla Regione alla Capitale in materia di sviluppo economico, edilizia, commercio, protezione civile, pianificazione urbana, trasporto e valorizzazione dei beni storici, artistici e ambientali.
L'approvazione «è un successo del Pdl perché questo decreto era stato elaborato dal governo Berlusconi con una grande attenzione da parte nostra», ha continuato Alemanno. Da quando Calderoli inserì la norma su Roma Capitale nella legge delega sul federalismo fiscale e dopo la questione dei ministeri al nord, la Lega si è messa totalmente di traverso. Oggi si sente che non è più nel governo; quindi questo è un successo di tutti, trasversale, nei confronti di chi voleva discriminare Roma».
«Grazie a Mario Monti, che ha fatto in tre giorni ciò che il precedente governo Lega-Pdl non ha saputo fare in tre anni». Lo afferma, in una nota, il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti.
«Ci auguriamo che il nuovo governo - aggiunge - continui questo processo anche servendosi delle forme di concertazione e dialogo interistituzionale che al governo Berlusconi sono completamente mancate. Ora ci riserviamo di valutare nel merito il provvedimento e di seguirlo in maniera dettagliata nell'iter di approvazione».
«Una notizia positiva per la città l'approvazione in extremis da parte del nuovo governo Monti del secondo decreto di Roma Capitale. Si avvii subito una fase di consultazione, che è mancata in questi giorni, delle forze democratiche chiediamo quindi al sindaco di venire a riferire oggi in Assemblea Capitolina per mettere a conoscenza dell'aula il testo approvato», ha affermato in una nota Umberto Marroni, capogruppo Pd di Roma Capitale. «Sembrerebbe fallito inoltre il blitz del Sindaco per inserire nel decreto l'allargamento della Giunta e del Consiglio», ha concluso Marroni.
«La Giovane Italia intende plaudire al primo decreto attuativo all'ordine del giorno del Consiglio dei ministri, cioè il secondo decreto su Roma Capitale». Lo afferma la deputata Annagrazia Calabria, coordinatore nazionale della Giovane Italia, l'organizzazione giovanile del Pdl.
«Sono onorato di aver bloccato nelle ultime due sedute del Consiglio dei Ministri il decreto legislativo sulle funzioni di Roma Capitale, perché quel decreto era impresentabile ed inaccettabile, come testimoniato, peraltro sia dalla contrarietà della Governatrice del Lazio, Renata Polverini, che aveva revocato in forma scritta l'intesa già sottoscritta a riguardo con il sindaco Gianni Alemanno, che dalla non condivisione di numerosi dicasteri»: lo afferma, in una nota l'ex ministro Roberto Calderoli. «Stupisce - prosegue il coordinatore delle segreterie leghiste - che un Governo che a parole nasce per mettere in sicurezza i conti dello Stato e per promuovere la crescita del Paese approvi, come suo primo atto legislativo, un decreto che servirà soltanto a promuovere la spesa pubblica a vantaggio di una cicala che ha creato il più grande debito pubblico assoluto di un Comune nella storia, una cicala che ha già ricevuto troppo. Basta soldi a Roma!».
«Se il buongiorno si vede dal mattino questo è un pessimo giorno». È la risposta data oggi dal presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ai giornalisti che gli chiedevano un'opinione sul decreto legislativo su Roma Capitale. «Mi sarei aspettato - ha proseguito - che vi fosse almeno un provvedimento per la disoccupazione giovanile, o rispetto all'occupazione in generale che è la grande emergenza». «Penso - ha concluso Zaia - che quantomeno esteticamente si dovrebbe istituire la condizione della pariteticità, un decreto per il Nord e uno per il Sud».
ECCO E' NATO IL NUOVO, ANZI IL VECCHIO GOVERNO PER I FIGLI DEL SOLE.
Se prima le possibilità di cambiamento erano quasi nulle, adesso sono cessate al 1000 per mille.
Alemanno gioisce e con lui tutti i suoi fratelli di sangue e psiche.




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