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  1. #1
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    Predefinito Stop ai vitalizi per deputati e senatori

    Stop vitalizi ai nuovi Parlamentari. Idv: Non basta
    Decisione unanime del Senato, la Camera lo aveva stabilito a luglio. Non si toccano invece i vitalizi già acquisiti. Donadi: «la decisione del Senato è un buon segnale ma non è sufficiente, si deve fare di più»

    ROMA - Stop ai vitalizi per deputati e senatori: dalla prossima legislatura, chi entra per la prima volta in Parlamento non avrà più diritto a quello che da molti è considerato un privilegio, ma percepirà una pensione analoga a quella dei 'comuni' lavoratori. Non si toccano invece i vitalizi già acquisiti. Anche il Senato, come aveva fatto la Camera lo scorso 21 luglio, adotta la misura per dare un taglio ai costi della politica: con una delibera del Consiglio di presidenza adottata all'unanimità è stato deciso il superamento, «a partire dalla prossima legislatura per i nuovi eletti, dell'attuale sistema degli assegni vitalizi».
    Analoga decisione, si è affrettata a ricordare la Camera, l'Ufficio di presidenza di Montecitorio l'aveva già adottata in luglio stabilendo, sempre all'unanimità, «la definizione di una proposta di sostituzione dell'attuale istituto dei vitalizi, a decorrere dalla prossima legislatura, con un nuovo sistema di tipo previdenziale, analogo a quello previsto per la generalità dei lavoratori». Alla proposta sta lavorando il Collegio dei Questori.

    Donadi: Si deve fare di più - Non basta secondo il presidente dei deputati dell'Idv, Massimo Donadi, che riconosce che «la decisione del Senato è un buon segnale ma non è sufficiente, si deve fare di più. Nel momento in cui si chiedono sacrifici ai cittadini per affrontare la crisi e rilanciare l'economia, si deve avere il coraggio di dare un taglio ai privilegi dei politici. L'abolizione dei vitalizi è una nostra battaglia storica e riteniamo che debba partire dai parlamentari in carica e da quelli non più in carica ma non ancora andati in pensione. La Camera deve fare di più e meglio, anche perché se ci limitassimo allo stop deciso dal Senato, avvertiremmo i benefici in termini economici solo tra venti o venticinque anni».

    Il meccanismo attuale - Secondo l'attuale Regolamento della Camera «il deputato versa mensilmente una quota - l'8,6 per cento, pari a 1.006,51 euro - della propria indennità lorda, che viene accantonata per il pagamento degli assegni vitalizi. Il deputato, dopo 5 anni di mandato effettivo, riceve il vitalizio a partire dal 65° anno di età. Il limite di età diminuisce fino al 60° anno di età in relazione agli anni di mandato parlamentare svolti. L'importo dell'assegno varia da un minimo del 20 per cento a un massimo del 60 per cento dell'indennità parlamentare, a seconda degli anni di mandato parlamentare».

    Stop vitalizi ai nuovi Parlamentari. Idv: Non basta · DIARIODELWEB.it
    Quando ci saranno le prossime elezioni? Aprile 2013? E a noi invece ci tocca pagare da subito tutte le tasse e tagli che hanno e stanno per approvare.

  2. #2
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    Predefinito Rif: Stop ai vitalizi per deputati e senatori

    Questo “taglio” è una buffonata perché riguarda solo i futuri parlamentari; quelli di questa legislatura (tenete conto che una parte sicuramente rientrerà in parlamento nel 2013) avranno il vitalizio. Ciò significa che per almeno 20 forse 25 anni non ci sarà alcuna variazione economica positiva.
    Inoltre i contributi dell’8.6 % (circa 60.000 euro procapite nel quinquennio) verranno aumentati fino ad una quota analoga a quella prevista per gli altri lavoratori. Questo significa che con un lordo pari a circa 12.000 euro, se non verrà ridotto, lo stato accantonerà per ogni parlamentare almeno (diciamo il 30 %) 3.500 euro al mese. Ora, siamo sicuri che a questa riduzione dello stipendio netto, pari al prelievo, non corrisponderà con la prossima legislatura un aumento del lordo sino ad avere un nuovo stipendio netto pari almeno a quello attuale? Io dico che non siamo affatto sicuri, anzi.
    Significativa anche l’affermazione: “Sono diritti acquisiti”. E' come se ci avessero detto: “Noi ormai abbiamo rubato e stiamo rubando. A non rubare ci penseranno i prossimi”.
    Se questi sono i tagli ai costi della politica andiamo bene. Il furto legalizzato (in questo caso, tutto di stampo parlamentare, perché gli stipendi dei parlamentari dipendono esclusivamente dal parlamento e non dal governo) continua.

  3. #3
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    Predefinito Rif: Stop ai vitalizi per deputati e senatori

    Citazione Originariamente Scritto da S&S Visualizza Messaggio
    Quando ci saranno le prossime elezioni? Aprile 2013? E a noi invece ci tocca pagare da subito tutte le tasse e tagli che hanno e stanno per approvare.
    avevi dei dubbi che lo stop sarebbe arrivato dalla prossima legislatura?
    pure questi ne vogliono approfittare!
    quando mai potrà capitar loro un'altra occasione simile??
    tutto cio' a dimostrazione che non sono dversi da chi li ha preceduti...


  4. #4
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    Predefinito Rif: Stop ai vitalizi per deputati e senatori

    vedrete che poi quelli della prossima legislatura appellandosi al principio di uguaglianza si faranno anche loro la loro bella leggina di ripristino del vitalizio : del resto che glielo potrebbe impedire ?

  5. #5
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    Predefinito Rif: Stop ai vitalizi per deputati e senatori

    Citazione Originariamente Scritto da S&S Visualizza Messaggio
    Quando ci saranno le prossime elezioni? Aprile 2013? E a noi invece ci tocca pagare da subito tutte le tasse e tagli che hanno e stanno per approvare.
    Il default servirebbe anche a farla finalmente pagare a questi bastardi.
    I vincenti hanno sempre una soluzione ad ogni problema, i no(n)euro hanno sempre una scusa.

  6. #6
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    Predefinito Rif: Stop ai vitalizi per deputati e senatori

    Insomma dove sono i tagli alla casta tanto auspicati?
    Non dovevano prima dare l'esempio, prima cioé dei provvedimenti lacrime e sangue?
    Invece, a quanto sembra, il primo provvedimento sarà la rivalutazione delle rendite catastali e reintroduzione dell'ICI sulla prima casa.

  7. #7
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    Post Rif: Stop ai vitalizi per deputati e senatori

    Nessuno paghi ICI,canone rai e altri balzelli,facciamo un referendum per:

    -imporre il quorum alle elezioni politiche (51%)
    -abolire pensioni,cariche,privilegi,auto di servizio e abbassare del 70% gli stipendi dei parlamentari.
    Tutto il potere ai Soviet! Lenin.

  8. #8
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    Predefinito Rif: Stop ai vitalizi per deputati e senatori

    Citazione Originariamente Scritto da CuspideAntares Visualizza Messaggio
    Nessuno paghi ICI,canone rai e altri balzelli,facciamo un referendum per:

    -imporre il quorum alle elezioni politiche (51%)
    -abolire pensioni,cariche,privilegi,auto di servizio e abbassare del 70% gli stipendi dei parlamentari.
    i soliti promotori di referendum dove sono???
    i movimenti contro la casta?? spariti tutti?
    Ultima modifica di Amalie; 25-11-11 alle 13:29


  9. #9
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    Predefinito Rif: Stop ai vitalizi per deputati e senatori

    Bertinotti piange: toglietemi tutto ma non il vitalizio iango:
    di Fabrizio Rondolino - 23 novembre 2011, 08:00




    Il comunismo, come diceva Lenin, è la giovinezza del mondo: ma i comunisti, non diversamente dagli altri, invecchiano. E giustamente vanno in pensione. Fausto Bertinotti si è ritirato dalla politica attiva tre anni fa, all'indomani della catastrofe elettorale che portò Berlusconi a palazzo Chigi e Rifondazione comunista (con i suoi alleati dell'Arcobaleno) fuori dal Parlamento. Non rieletto dopo quattro legislature, il leader neocomunista è andato in pensione non soltanto politicamente - il che gli fa onore, in un mondo di sconfitti inamovibili - ma anche tecnicamente.
    Ieri, ospite di Giuseppe Cruciani alla Zanzara, non si è sottratto ad una risposta schietta: «Se mi toglierei il vitalizio? Se mi dessero qualcos'altro per vivere sì, se mi dessero una pensione sì. Ho lavorato una vita e ho diritto ad una pensione: poi come si chiami non conta, basta che sia congrua con ciò che ho versato». Ma il punto è proprio questo: l'assoluta, evidente, esasperante incongruità fra i contributi effettivamente versati dai nostri parlamentari e il vitalizio percepito. E stupisce che un uomo come Bertinotti, attento più di altri leader politici al disagio sociale profondo che attraversa il Paese, non colga il sentimento di esasperazione che un'affermazione del genere inevitabilmente produce. Il valore simbolico (e dunque politico) dei tagli ai privilegi della Casta è immenso, tanto più quando un governo tecnico ha commissariato i partiti, mostrandone l'inutilità pratica, e nuove inchieste sulla corruzione e il finanziamento illecito minacciano nuovi sconquassi.
    Ma c'è un altro aspetto che merita di essere sottolineato. Nel 1997, quando Rifondazione era un partito di governo e il governo, tanto per cambiare, cercava di fare una riforma delle pensioni, si scoprì che la signora Bertinotti aveva scelto di andare in pensione a cinquant'anni, :sofico: approfittando di alcune agevolazioni per il pubblico impiego introdotte dal precedente governo Dini. Il nobel Modigliani parlò addirittura di «conflitto d'interessi», perch´ il governo di centrosinistra stava affrontando la spinosa (e tuttora irrisolta) questione delle pensioni d'anzianità. Ma la neopensionanda replicò a muso duro: «Vorrei vedere che a qualcuno venisse in mente di togliermela, questa pensione. Io ho scelto di lavorare in un Ente locale per poter andare in pensione prima, ho impostato la mia vita su questa scelta. Che male c'è?». :sofico:
    Entrambi - moglie e marito - avevano e hanno ragione: secondo le norme vigenti, è tutto regolare e dunque legittimo. Ma non sempre le «norme vigenti» - e tanto più per un rivoluzionario - vanno considerate giuste e immodificabili. Nella legittima difesa dei diritti acquisiti - il posto fisso e pubblico, la pensione d'anzianità, il vitalizio - si avverte un riflesso profondamente conservatore che è, in fondo, la cifra della sinistra in questa tormentata Seconda repubblica: e cioè la propensione a difendere l'esistente più che a cambiarlo, a trincerarsi anzich´ avanzare in campo aperto, a coltivare la paura anzich´ la speranza, e a dipingere nel futuro prossimo, al posto del radioso sol dell'avvenire, una cupa tempesta sempre in procinto di scoppiare.
    Resta il fatto che Bertinotti ha detto la verità, nel senso che ha espresso un'opinione condivisa, se non dalla totalità, certo da un grandissimo numero di deputati e senatori, presenti e passati. Diversamente dal suo successore alla presidenza di Montecitorio, che conta di avere ancora un futuro politico e si fa dunque promotore di un'iniziativa contro i vitalizi agli ex parlamentari, Bertinotti è davvero in pensione e non ha bisogno di fingere. E c'è da scommettere che andrà a finire come dice lui, non come promette Fini.

    Bertinotti piange: toglietemi tutto ma non il vitalizio - Interni - ilGiornale.it
    Ultima modifica di uqbar; 25-11-11 alle 13:39

  10. #10
    Giacobino sanguinario
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    Post Rif: Stop ai vitalizi per deputati e senatori

    Citazione Originariamente Scritto da uqbar Visualizza Messaggio
    Bertinotti piange: toglietemi tutto ma non il vitalizio
    di Fabrizio Rondolino - 23 novembre 2011, 08:00




    Il comunismo, come diceva Lenin, è la giovinezza del mondo: ma i comunisti, non diversamente dagli altri, invecchiano. E giustamente vanno in pensione. Fausto Bertinotti si è ritirato dalla politica attiva tre anni fa, all'indomani della catastrofe elettorale che portò Berlusconi a palazzo Chigi e Rifondazione comunista (con i suoi alleati dell'Arcobaleno) fuori dal Parlamento. Non rieletto dopo quattro legislature, il leader neocomunista è andato in pensione non soltanto politicamente - il che gli fa onore, in un mondo di sconfitti inamovibili - ma anche tecnicamente.
    Ieri, ospite di Giuseppe Cruciani alla Zanzara, non si è sottratto ad una risposta schietta: «Se mi toglierei il vitalizio? Se mi dessero qualcos'altro per vivere sì, se mi dessero una pensione sì. Ho lavorato una vita e ho diritto ad una pensione: poi come si chiami non conta, basta che sia congrua con ciò che ho versato». Ma il punto è proprio questo: l'assoluta, evidente, esasperante incongruità fra i contributi effettivamente versati dai nostri parlamentari e il vitalizio percepito. E stupisce che un uomo come Bertinotti, attento più di altri leader politici al disagio sociale profondo che attraversa il Paese, non colga il sentimento di esasperazione che un'affermazione del genere inevitabilmente produce. Il valore simbolico (e dunque politico) dei tagli ai privilegi della Casta è immenso, tanto più quando un governo tecnico ha commissariato i partiti, mostrandone l'inutilità pratica, e nuove inchieste sulla corruzione e il finanziamento illecito minacciano nuovi sconquassi.
    Ma c'è un altro aspetto che merita di essere sottolineato. Nel 1997, quando Rifondazione era un partito di governo e il governo, tanto per cambiare, cercava di fare una riforma delle pensioni, si scoprì che la signora Bertinotti aveva scelto di andare in pensione a cinquant'anni, approfittando di alcune agevolazioni per il pubblico impiego introdotte dal precedente governo Dini. Il nobel Modigliani parlò addirittura di «conflitto d'interessi», perch´ il governo di centrosinistra stava affrontando la spinosa (e tuttora irrisolta) questione delle pensioni d'anzianità. Ma la neopensionanda replicò a muso duro: «Vorrei vedere che a qualcuno venisse in mente di togliermela, questa pensione. Io ho scelto di lavorare in un Ente locale per poter andare in pensione prima, ho impostato la mia vita su questa scelta. Che male c'è?».
    Entrambi - moglie e marito - avevano e hanno ragione: secondo le norme vigenti, è tutto regolare e dunque legittimo. Ma non sempre le «norme vigenti» - e tanto più per un rivoluzionario - vanno considerate giuste e immodificabili. Nella legittima difesa dei diritti acquisiti - il posto fisso e pubblico, la pensione d'anzianità, il vitalizio - si avverte un riflesso profondamente conservatore che è, in fondo, la cifra della sinistra in questa tormentata Seconda repubblica: e cioè la propensione a difendere l'esistente più che a cambiarlo, a trincerarsi anzich´ avanzare in campo aperto, a coltivare la paura anzich´ la speranza, e a dipingere nel futuro prossimo, al posto del radioso sol dell'avvenire, una cupa tempesta sempre in procinto di scoppiare.
    Resta il fatto che Bertinotti ha detto la verità, nel senso che ha espresso un'opinione condivisa, se non dalla totalità, certo da un grandissimo numero di deputati e senatori, presenti e passati. Diversamente dal suo successore alla presidenza di Montecitorio, che conta di avere ancora un futuro politico e si fa dunque promotore di un'iniziativa contro i vitalizi agli ex parlamentari, Bertinotti è davvero in pensione e non ha bisogno di fingere. E c'è da scommettere che andrà a finire come dice lui, non come promette Fini.

    Bertinotti piange: toglietemi tutto ma non il vitalizio - Interni - ilGiornale.it
    basta lagne. E' stato il responsabile della disfatta nel 2008,via vitalizio anche a lui,se non ha soldi per campare torni a fare il sindacalista.
    Tutto il potere ai Soviet! Lenin.

 

 
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