RivoluziEni!

Dopo 83 anni di presenza in Italia Eni è pronta a vendere due terzi dei propri pozzi di petrolio e gas naturale. Ci sarebbero già gli acquirenti per i giacimenti del centro e del nord. Il sud, però, se lo tiene Eni…



Comunicato stampa shock: Eni vuole dividere in tre le sue attività di Exploration & Production (cioè perforazione ed estrazione) in Italia creando tre nuove società.

In totale si tratta di 44 concessioni che verranno distribuite alle tre nuove società, una per il nord (Pianura Padana e Emilia Romagna), una per il centro (Marche, Abruzzo e Molise) e una per il sud.

Stranamente, però, il comunicato stampa non specifica quali regioni sono incluse nel “sud“, ma dice solo che la sede della società sarà a Crotone.

Dovremmo intuire, a questo punto, che anche la Sicilia sia compresa in quest’ultima società.

Fatto sta che le prime due aree sono in vendita. A detta di Eni ci sarebbero già molti compratori interessati e, sempre a detta del cane a sei zampe, non ci saranno ripercussioni occupazionali.

Almeno finchè non vendono, poi ovviamente Eni non può garantire che non parta la purga.

Quindi Eni si tiene il sud. E che sud: Val D’Agri in Basilicata, vera e propria Eldorado italiana, e la sempre verde Sicilia che offre i pozzi di Gela, Ragusa, Giaurone (Cl) e Fiumetto (tra Enna e Catania) che, da soli, fanno quasi il 10% degli idrocarburi estratti in Italia.

La Pianura Padana, per avere un raffronto, rappresenta il 3% della produzione.

Eni, quindi, vende ma si tiene i gioielli di famiglia, come si intuisce facilmente leggendo qui e qui.

Alla luce di questa notizia, l’intervista che ho fatto qualche settimana fa ai due professori universitari che hanno redatto il Piano Energetico Regionale siciliano mi fa ancor più riflettere…

http://net.essenzialeonline.it/perfo...2/rivoluzieni/