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  1. #111
    Giacobino sanguinario
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    Post Rif: Perchè i "liberal" ci trascineranno a fondo

    Citazione Originariamente Scritto da Pino80 Visualizza Messaggio
    Dai, mi sta appassionando questa gara a chi la spara più grossa tra te e Aldo
    Chi nomina i Gulag per tutti gli imprenditori verrà nominato unanimamente cazzaro numero 1 del thread :sofico:
    non ridere,ti potrebbero cadere i denti. Pinochetto.iaociao:
    Tutto il potere ai Soviet! Lenin.

  2. #112
    bronsa querta
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    Predefinito Rif: Perchè i "liberal" ci trascineranno a fondo

    Citazione Originariamente Scritto da eq... Visualizza Messaggio
    Cosa non ti piace?



    Qui nessuno ha parlato di miracoli, si è sempre parlato di meglio e di peggio.



    Fra la Cina e il Cile c'è un abisso e come sia il Cile economicamente si ricava semplicemente guardando dall'altra parte delle Ande.



    Speravo che cogliessi già dal precedente post, ma provo a rispiegarmi.

    Ci sono due paesi abitati da due persone ciascuno, in uno c'è Tizio che è ricco 100 e Caio che è ricco 0, in un altro Sempronio che è ricco 100000...000 e Amilcare che è ricco 100.

    In quale paese le differenze sociali sono meno forti? Nel primo.
    In quale paese si vive meglio? Nel secondo.



    Lascia perdere la guerra, guarda a prima, parlami del sistema monetario che ha accompagnato la tumultuosa crescita economica.
    1) Ho scritto che "non piace" per dire che non ha ampio consenso. A me non piace per i motivi che ho già espresso: se crea ricchezza la distribuisce poco e crea anche disuguaglianze sociali eccessive.

    2) Bon, mi stai dicendo che l'Italia socialista è peggio della somalia libertaria?

    3) Hmbé? A me non piace nessuno dei due casi. Per me se tizio e caio del primo paese ne guadagnassero 40 e 60 e tizio e caio nel secondo guadagnassero in maniera più distribuita sarebbe meglio...
    Oltretutto dubito che si possa semplificare in maniera simile. Sono esempio alla trilussa, quelli.

    4) E lo so. i riferivo anche all'inflazione che si sviluppo prima della guerra.
    Ma l'inflazione non fu la causa della guerra in se. Mica i confederati erano libertarian. Avevano INTERESSI economici che li spingevano a preferire meno inflazione. sotto questo aspetto c'è da considerarli anche peggio di quanto già non lo siano: non fecerò (solo) la guerra per tenersi la schiavitù, la fecerò (anche) per motivazioni meramente economiche.
    C. De Gaulle: "l'Italia non è un paese povero. E' un povero paese".

  3. #113
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    Predefinito Rif: Perchè i "liberal" ci trascineranno a fondo

    Propongo un bell' articolo da leggere per far riflettere gente come Rasputin CuspideAntares e Aldo Raine e rendersi conto delle cavolate che stanno dicendo


    IN ITALIA, UNO STEVE JOBS NON SAREBBE MAI CRESCIUTO


    DI CARLO ZUCCHI*

    Una delle domande che nessuno ormai nemmeno si pone più è se Steve Jobs avrebbe potuto fare quello che ha fatto in Italia. Nessuno se la pone perché sa benissimo che la risposta è no. E non perché manchino le persone creative, anzi, ma perché manca tutto ciò che occorre affinché la creatività si dispieghi e abbonda tutto ciò che la ostacola.

    Il contesto culturale e istituzionale italiano è fra i meno adatti a valorizzare le persone con spirito di iniziativa, poiché in esso vige la più assoluta ignoranza dei meccanismi che generano l’innovazione. Riguardo all’aspetto istituzionale, ormai è noto a tutti come la burocrazia sia da ostacolo a qualsiasi iniziativa, ma è lo Stato italiano tutto a essere incompatibile con i valori dell’impresa e la libertà di intraprendere.

    Del resto, l’articolo 41 della nostra costituzione recita sì che “L’iniziativa economica privata è libera”, ma che “Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana” e che “La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”. Il che significa che l’iniziativa privata non è affatto libera, dato che è la legge – ossia la politica – a stabilire i fini ultimi dell’attività economica, in questo facilitata da concetti come “fini sociali” o “utilità sociale”, vaghi e fumosi nel loro significato, e che perciò ben si prestano a essere identificati con la volontà dei sommi burocrati al potere. Sì, perché quando le leggi sono svuotate di significato in virtù di un linguaggio volutamente vago e ambiguo, tale vuoto viene riempito da un potere politico debordante, in quanto non incontra ostacoli nelle leggi che lo dovrebbero limitare.

    In molti lamentano che da noi non c’è innovazione, perché lo Stato non investe in ricerca. Le anime belle della nostra sinistra che ripetono questo ritornello come un mantra. Eppure, facendo un paragone tra la Svezia, che investe in ricerca il 3,5% del Pil, e gli Stati Uniti che investono l’1,8%, gli Stati Uniti sono molto più produttivi, poiché il peso di burocrazia e imposte è molto minore. E se almeno la Svezia ha uno Stato efficiente, noi non abbiamo nemmeno quello e per di più ci troviamo a dover combattere con una struttura sociale corporativa formata da categorie, dedite unicamente alla difesa dei (propri) privilegi esistenti e avverse a qualsiasi refolo di innovazione.

    Riguardo agli aspetti culturali, purtroppo noi italiani abbiamo una forte propensione all’invidia.

    Nel suo libro dal titolo “L’invidia e la società”, Helmut Schoeck fa un’ampia rassegna di società primitive in cui chi mette in atto comportamenti in grado di fargli conseguire un successo personale mediante “opere proprie” è costretto a frenarsi per evitare di suscitare invidia nel resto del gruppo. Persino una forte leadership non è vista di buon occhio. Secondo l’etnologo austriaco Richard Thurnwald: “Non è raro che cacciatori fortunati, cantori pieni d’inventiva o stregoni temuti fossero uccisi o costretti alla fuga dai membri della loro stessa comunità. Questa è una forma primitiva di ostracismo e tale atteggiamento è all’origine della lentezza dell’arricchimento civile, essendo contrario all’introduzione di innovazioni”. Ed essendo entrata troppo in fretta nella modernità, l’Italia si è portata con sé quel fardello di valori egualitari tipici dei piccoli gruppi, per di più rafforzati da una cultura marxista dominante e sedicente progressista. Da noi, le persone che emergono e si distinguono vengono malviste, perché “disturbano” la quiete tipica una società immobile. Chi innova, perciò, è attorniato da gufi pronti a esplodere di gioia nel caso in cui fallisse.

    Nel suo discorso tenuto a Stanford il 14 giugno 2005 Steve Jobs ha invitato i laureandi a cercare di fare ciò che amano e cercare il lavoro migliore possibile finché non lo trovano, perché il nostro tempo è limitato e non va sprecato vivendo la vita di altri. Vallo a spiegare alle nostre mamme! Della morte ha detto che “è probabilmente l’unica, migliore invenzione della Vita. È l’agente di cambiamento della Vita. Elimina il vecchio per far spazio al nuovo”. Vallo a spiegare a un paese corporativo come l’Italia! Ha concluso il suo intervento dicendo: “Siate affamati. Siate folli”. Vallo a spiegare ai nostri studenti sazi e ben pasciuti da uno Stato che li mantiene e che sfilano per il diritto al cazzeggio e al posto fisso.

    N.D.R: Ha scritto Facco su Facebook: “Perchè in Italia non è mai nato uno Steve Jobs? Perché se qualcuno avesse cercato di inventare qualcosa nel garage di casa, sarebbero arrivate l’Asl, i Nas, i Ris, la Digos, la Finanza, i Vigili, i Carabinieri, i sindacati e i pompieri a rompergli i coglioni. E tutti mandati dai vicini invidiosi”

    *La voce della Romagna


    IN ITALIA, UNO STEVE JOBS NON SAREBBE MAI CRESCIUTO | Movimento Libertario
    Ultima modifica di Pino80; 25-11-11 alle 18:32

  4. #114
    Mi perdoni?
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    Predefinito Rif: Perchè i "liberal" ci trascineranno a fondo

    Citazione Originariamente Scritto da Immanuel Visualizza Messaggio
    Anche le capacità, l'intelletto, l'intuito, l'abilità sono naturali ed innate.
    Si, ma per quanto da questo thread non sembri, non sono cretini, l'attitudine o meno a volere tutto e subito e a battere i piedini come un bambino di un anno nel campo dei denari fa una differenza enorme se l'obiettivo è comprarsi l'elicottero, molto più del talento.
    Ultima modifica di eq...; 25-11-11 alle 18:35
    Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini.

  5. #115
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    Predefinito Rif: Perchè i "liberal" ci trascineranno a fondo

    Citazione Originariamente Scritto da CuspideAntares Visualizza Messaggio
    e fammi capire libertariano,una perona nasce in elicottero o in utilitaria? Oppure sono oggetti naturali dati dal padreterno in ditazione a ognuno di noi?repapelle:
    Nascere da uno spermatozoo od ovulo di gente che ha avuto talento è senz'altro una dote, no? O pensi che si tratti d'un estrazione casuale a sorte di nascite spontanee sotto i cavoli?
    I vincenti hanno sempre una soluzione ad ogni problema, i no(n)euro hanno sempre una scusa.

  6. #116
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    Post Rif: Perchè i "liberal" ci trascineranno a fondo

    Citazione Originariamente Scritto da Pino80 Visualizza Messaggio
    Propongo un bell' articolo da leggere per far riflettere gente come Rasputin CuspideAntares e Aldo Raine e rendersi conto delle cavolate che stanno dicendo


    IN ITALIA, UNO STEVE JOBS NON SAREBBE MAI CRESCIUTO


    DI CARLO ZUCCHI*

    Una delle domande che nessuno ormai nemmeno si pone più è se Steve Jobs avrebbe potuto fare quello che ha fatto in Italia. Nessuno se la pone perché sa benissimo che la risposta è no. E non perché manchino le persone creative, anzi, ma perché manca tutto ciò che occorre affinché la creatività si dispieghi e abbonda tutto ciò che la ostacola.

    Il contesto culturale e istituzionale italiano è fra i meno adatti a valorizzare le persone con spirito di iniziativa, poiché in esso vige la più assoluta ignoranza dei meccanismi che generano l’innovazione. Riguardo all’aspetto istituzionale, ormai è noto a tutti come la burocrazia sia da ostacolo a qualsiasi iniziativa, ma è lo Stato italiano tutto a essere incompatibile con i valori dell’impresa e la libertà di intraprendere.

    Del resto, l’articolo 41 della nostra costituzione recita sì che “L’iniziativa economica privata è libera”, ma che “Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana” e che “La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”. Il che significa che l’iniziativa privata non è affatto libera, dato che è la legge – ossia la politica – a stabilire i fini ultimi dell’attività economica, in questo facilitata da concetti come “fini sociali” o “utilità sociale”, vaghi e fumosi nel loro significato, e che perciò ben si prestano a essere identificati con la volontà dei sommi burocrati al potere. Sì, perché quando le leggi sono svuotate di significato in virtù di un linguaggio volutamente vago e ambiguo, tale vuoto viene riempito da un potere politico debordante, in quanto non incontra ostacoli nelle leggi che lo dovrebbero limitare.

    In molti lamentano che da noi non c’è innovazione, perché lo Stato non investe in ricerca. Le anime belle della nostra sinistra che ripetono questo ritornello come un mantra. Eppure, facendo un paragone tra la Svezia, che investe in ricerca il 3,5% del Pil, e gli Stati Uniti che investono l’1,8%, gli Stati Uniti sono molto più produttivi, poiché il peso di burocrazia e imposte è molto minore. E se almeno la Svezia ha uno Stato efficiente, noi non abbiamo nemmeno quello e per di più ci troviamo a dover combattere con una struttura sociale corporativa formata da categorie, dedite unicamente alla difesa dei (propri) privilegi esistenti e avverse a qualsiasi refolo di innovazione.

    Riguardo agli aspetti culturali, purtroppo noi italiani abbiamo una forte propensione all’invidia.

    Nel suo libro dal titolo “L’invidia e la società”, Helmut Schoeck fa un’ampia rassegna di società primitive in cui chi mette in atto comportamenti in grado di fargli conseguire un successo personale mediante “opere proprie” è costretto a frenarsi per evitare di suscitare invidia nel resto del gruppo. Persino una forte leadership non è vista di buon occhio. Secondo l’etnologo austriaco Richard Thurnwald: “Non è raro che cacciatori fortunati, cantori pieni d’inventiva o stregoni temuti fossero uccisi o costretti alla fuga dai membri della loro stessa comunità. Questa è una forma primitiva di ostracismo e tale atteggiamento è all’origine della lentezza dell’arricchimento civile, essendo contrario all’introduzione di innovazioni”. Ed essendo entrata troppo in fretta nella modernità, l’Italia si è portata con sé quel fardello di valori egualitari tipici dei piccoli gruppi, per di più rafforzati da una cultura marxista dominante e sedicente progressista. Da noi, le persone che emergono e si distinguono vengono malviste, perché “disturbano” la quiete tipica una società immobile. Chi innova, perciò, è attorniato da gufi pronti a esplodere di gioia nel caso in cui fallisse.

    Nel suo discorso tenuto a Stanford il 14 giugno 2005 Steve Jobs ha invitato i laureandi a cercare di fare ciò che amano e cercare il lavoro migliore possibile finché non lo trovano, perché il nostro tempo è limitato e non va sprecato vivendo la vita di altri. Vallo a spiegare alle nostre mamme! Della morte ha detto che “è probabilmente l’unica, migliore invenzione della Vita. È l’agente di cambiamento della Vita. Elimina il vecchio per far spazio al nuovo”. Vallo a spiegare a un paese corporativo come l’Italia! Ha concluso il suo intervento dicendo: “Siate affamati. Siate folli”. Vallo a spiegare ai nostri studenti sazi e ben pasciuti da uno Stato che li mantiene e che sfilano per il diritto al cazzeggio e al posto fisso.

    N.D.R: Ha scritto Facco su Facebook: “Perchè in Italia non è mai nato uno Steve Jobs? Perché se qualcuno avesse cercato di inventare qualcosa nel garage di casa, sarebbero arrivate l’Asl, i Nas, i Ris, la Digos, la Finanza, i Vigili, i Carabinieri, i sindacati e i pompieri a rompergli i coglioni. E tutti mandati dai vicini invidiosi”

    *La voce della Romagna


    IN ITALIA, UNO STEVE JOBS NON SAREBBE MAI CRESCIUTO | Movimento Libertario
    articoli su pinocchietto dittatore?ostridicolo:ostridicolo:
    Tutto il potere ai Soviet! Lenin.

  7. #117
    bronsa querta
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    Predefinito Rif: Perchè i "liberal" ci trascineranno a fondo

    Citazione Originariamente Scritto da eq... Visualizza Messaggio
    Si, ma per quanto da questo thread non sembri, non sono cretini, l'attitudine o meno a volere tutto e subito e a battere i piedini come un bambino di un anno nel campo dei denari fa una differenza enorme se l'obiettivo è comprarsi l'elicottero, molto più del talento.
    Citazione Originariamente Scritto da Immanuel Visualizza Messaggio
    Nascere da uno spermatozoo od ovulo di gente che ha avuto talento è senz'altro una dote, no? O pensi che si tratti d'un estrazione casuale a sorte di nascite spontanee sotto i cavoli?
    Mica decidi tu di essere figlio di debenedetti, reagan o di paperon de paperoni piuttosto che di mario rossi, lavoratore dipendente, eh...
    O credi che TUTTI i ricchi attuali abbiano quanto hanno per merito?
    Lapo elkann non fosse stato un agnelli ora starebbe servendo patatine fritte in un fast food, probabilmente.
    Ultima modifica di Garat; 25-11-11 alle 18:40
    C. De Gaulle: "l'Italia non è un paese povero. E' un povero paese".

  8. #118
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    Predefinito Rif: Perchè i "liberal" ci trascineranno a fondo

    Citazione Originariamente Scritto da Pino80 Visualizza Messaggio
    Propongo un bell' articolo da leggere per far riflettere gente come Rasputin CuspideAntares e Aldo Raine e rendersi conto delle cavolate che stanno dicendo


    IN ITALIA, UNO STEVE JOBS NON SAREBBE MAI CRESCIUTO


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    Una delle domande che nessuno ormai nemmeno si pone più è se Steve Jobs avrebbe potuto fare quello che ha fatto in Italia. Nessuno se la pone perché sa benissimo che la risposta è no. E non perché manchino le persone creative, anzi, ma perché manca tutto ciò che occorre affinché la creatività si dispieghi e abbonda tutto ciò che la ostacola.

    Il contesto culturale e istituzionale italiano è fra i meno adatti a valorizzare le persone con spirito di iniziativa, poiché in esso vige la più assoluta ignoranza dei meccanismi che generano l’innovazione. Riguardo all’aspetto istituzionale, ormai è noto a tutti come la burocrazia sia da ostacolo a qualsiasi iniziativa, ma è lo Stato italiano tutto a essere incompatibile con i valori dell’impresa e la libertà di intraprendere.

    Del resto, l’articolo 41 della nostra costituzione recita sì che “L’iniziativa economica privata è libera”, ma che “Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana” e che “La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”. Il che significa che l’iniziativa privata non è affatto libera, dato che è la legge – ossia la politica – a stabilire i fini ultimi dell’attività economica, in questo facilitata da concetti come “fini sociali” o “utilità sociale”, vaghi e fumosi nel loro significato, e che perciò ben si prestano a essere identificati con la volontà dei sommi burocrati al potere. Sì, perché quando le leggi sono svuotate di significato in virtù di un linguaggio volutamente vago e ambiguo, tale vuoto viene riempito da un potere politico debordante, in quanto non incontra ostacoli nelle leggi che lo dovrebbero limitare.

    In molti lamentano che da noi non c’è innovazione, perché lo Stato non investe in ricerca. Le anime belle della nostra sinistra che ripetono questo ritornello come un mantra. Eppure, facendo un paragone tra la Svezia, che investe in ricerca il 3,5% del Pil, e gli Stati Uniti che investono l’1,8%, gli Stati Uniti sono molto più produttivi, poiché il peso di burocrazia e imposte è molto minore. E se almeno la Svezia ha uno Stato efficiente, noi non abbiamo nemmeno quello e per di più ci troviamo a dover combattere con una struttura sociale corporativa formata da categorie, dedite unicamente alla difesa dei (propri) privilegi esistenti e avverse a qualsiasi refolo di innovazione.

    Riguardo agli aspetti culturali, purtroppo noi italiani abbiamo una forte propensione all’invidia.

    Nel suo libro dal titolo “L’invidia e la società”, Helmut Schoeck fa un’ampia rassegna di società primitive in cui chi mette in atto comportamenti in grado di fargli conseguire un successo personale mediante “opere proprie” è costretto a frenarsi per evitare di suscitare invidia nel resto del gruppo. Persino una forte leadership non è vista di buon occhio. Secondo l’etnologo austriaco Richard Thurnwald: “Non è raro che cacciatori fortunati, cantori pieni d’inventiva o stregoni temuti fossero uccisi o costretti alla fuga dai membri della loro stessa comunità. Questa è una forma primitiva di ostracismo e tale atteggiamento è all’origine della lentezza dell’arricchimento civile, essendo contrario all’introduzione di innovazioni”. Ed essendo entrata troppo in fretta nella modernità, l’Italia si è portata con sé quel fardello di valori egualitari tipici dei piccoli gruppi, per di più rafforzati da una cultura marxista dominante e sedicente progressista. Da noi, le persone che emergono e si distinguono vengono malviste, perché “disturbano” la quiete tipica una società immobile. Chi innova, perciò, è attorniato da gufi pronti a esplodere di gioia nel caso in cui fallisse.

    Nel suo discorso tenuto a Stanford il 14 giugno 2005 Steve Jobs ha invitato i laureandi a cercare di fare ciò che amano e cercare il lavoro migliore possibile finché non lo trovano, perché il nostro tempo è limitato e non va sprecato vivendo la vita di altri. Vallo a spiegare alle nostre mamme! Della morte ha detto che “è probabilmente l’unica, migliore invenzione della Vita. È l’agente di cambiamento della Vita. Elimina il vecchio per far spazio al nuovo”. Vallo a spiegare a un paese corporativo come l’Italia! Ha concluso il suo intervento dicendo: “Siate affamati. Siate folli”. Vallo a spiegare ai nostri studenti sazi e ben pasciuti da uno Stato che li mantiene e che sfilano per il diritto al cazzeggio e al posto fisso.

    N.D.R: Ha scritto Facco su Facebook: “Perchè in Italia non è mai nato uno Steve Jobs? Perché se qualcuno avesse cercato di inventare qualcosa nel garage di casa, sarebbero arrivate l’Asl, i Nas, i Ris, la Digos, la Finanza, i Vigili, i Carabinieri, i sindacati e i pompieri a rompergli i coglioni. E tutti mandati dai vicini invidiosi”

    *La voce della Romagna


    IN ITALIA, UNO STEVE JOBS NON SAREBBE MAI CRESCIUTO | Movimento Libertario
    repapelle:

    un miliardario come steve jobs infatti non dovrebbe esistere.

    persona in gamba sicuramente, ma accumulare miliardi di dollari non è stato certo il suo lascito, ovviamente per quelli come te è l' unico lascito.

  9. #119
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    Post Rif: Perchè i "liberal" ci trascineranno a fondo

    Citazione Originariamente Scritto da Immanuel Visualizza Messaggio
    Nascere da uno spermatozoo od ovulo di gente che ha avuto talento è senz'altro una dote, no? O pensi che si tratti d'un estrazione casuale a sorte di nascite spontanee sotto i cavoli?
    il talento è soggettivo,molti operai e gente umile ha molto più talento e rispettabilità rispetto ai vari squali neoliberisti e libertariani.
    Adesso che fai insegni educazione sessuale? Allora è proprio una fissa,depravati inside.:sofico:
    Tutto il potere ai Soviet! Lenin.

  10. #120
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    Predefinito Rif: Perchè i "liberal" ci trascineranno a fondo

    Citazione Originariamente Scritto da Garat Visualizza Messaggio
    Mica deci tu di essere figlio di debenedetti, reagan o di paperon de paperoni piuttosto che di mario rossi, lavoratore dipendente, eh...
    O credi che TUTTI i ricchi attuali abbiano quanto hanno per merito?
    Lapo elkann non fosse stato un agnelli ora starebbe servendo patatine fritte in un fast food, probabilmente.
    E che c'entra questo se lo decidi o meno? Lo sei e tanto basta. Oltretutto io sono convinto che se l'eredità non esistesse, ci sarebbero sempre i miliardari ed i poveracci. Questa delle ricchezze dell'eredità è solo l'ennesima scusa all'incapacità, in un mondo che decuplica ogni 40 anni le sue ricchezze c'è lo Steve Jobs che aveva con l'Apple in cassa più denaro del governo americano che lo stato ed i miserabili.
    I vincenti hanno sempre una soluzione ad ogni problema, i no(n)euro hanno sempre una scusa.

 

 
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