Peschereccio mazarese
sequestrato in Libia
A bordo vi sono 10 marittimi. L'imbarcazione si trovava nel Golfo della Sirte ed è stato dirottato da una motovedetta libica nel porto di Tripoli. Il governatore Lombardo ha chiesto l'immediato rilascio dell'equipaggio
Una foto del peschereccio Twenty Two che salvò, due anni fa, più di trecento immigrati alla deriva su un barcone
PALERMO - Un peschereccio di una società armatrice di Mazara del Vallo, il "Twenty Two", è stato fermato da una motovedetta libica e dirottato nel porto di Tripoli. Il fatto è accaduto mercoledì scorso ma se n'è avuta notizia solo oggi. A bordo vi sono 10 marittimi tra cui 4 italiani e sei extracomunitari. L'imbarcazione trovava nel Golfo della Sirte, a 31 miglia a nord ovest dalla costa nord africana, in acque che i libici considerano di loro competenza. In passato il regime di Gheddafi aveva più volte sottoposto a sequestro i pescherecci mazaresi.
Il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, sta seguendo da vicino la vicenda: "Sono in costante contatto con l'unità di crisi del ministero degli Esteri - afferma Lombardo - esprimo la mia solidarietà, a nome dell'intera giunta, ai marittimi coinvolti, per i quali abbiamo chiesto l'immediato rilascio". "Il governo della Regione siciliana - aggiunge - è inoltre vicino alle famiglie dei pescatori bloccati nel Golfo della Sirte e confida nell'intervento immediato del Governo Italiano e del neo ministro degli Esteri per una immediata e positiva risoluzione della vicenda".
Il peschereccio è di proprietà della società armatoriale "Asaro Matteo Cosimo e Vincenzo". Il capitano è Salvatore Cangemi, 56 anni. L'imbarcazione, che due anni fa riuscì a salvare più di trecento immigrati alla deriva su un barcone, è stata fermata per compiere accertamenti dalla motovedetta libica. Poi è stata scortata per circa due ore fino alla banchina militare di Tripoli. La Farnesina si è messa in contatto con la diplomazia libica per dirimere la questione. "Mi auguro che questo ennesimo sequestro - dice Nicola Cristaldi, sindaco di Mazara del Vallo e deputato alla Camera - convinca le autorità italiane e quelle libiche che è necessario istituire un tavolo comune nel quale si stabiliscano le regole per lo sfruttamento delle risorse ittiche anche al fine di migliorare i rapporti bilaterali ed assicurare il benessere alle popolazioni rivierasche". Il vecchio regime libico aveva esteso il controllo sulle acque territoriali fino a 72 miglia dalla costa contravvenendo al diritto di navigazione che prevede la nazionalità delle coste soltanto per 12 miglia marine.
(18 novembre 2011)
Peschereccio mazarese sequestrato in Libia - Palermo - Repubblica.it




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