Nella formazione del suo governo, il premier Mario Monti ha attinto a piene mani al mondo cattolico. Mentre esplode a Milano lo scandalo della bancarotta del San Raffaele, personalità di primo piano di quel mondo entrano nella compagine di governo. Andrea Riccardi, fondatore di Sant'Egidio, Lorenzo Ornaghi, alla testa dell'Università Cattolica e vicedirettore dell'Avvenire, Renato Balduzzi, leader del Meic (Movimento ecclesiale di impegno culturale), Francesco Profumo, considerato notoriamente vicino al presidente della Cei, cardinal Bagnasco; Paola Severino e Corrado Passera, illustri relatori al convegno di Todi, così come i precedenti.
Come vede i cattolici in politica il professor Nicola Tranfaglia, politico, storico e docente all'università di Torino?
Sono cattolici democratici, quindi non li vedo male.
E' una scelta che ha fatto felici i vertici ecclesiastici. Bagnasco si è parecchio rallegrato. E' possibile interpretare le scelte di Monti come una proiezione verso un approdo centrista?
No, a me sembra che il governo Monti esprima un cauto approdo di centro-sinistra, con un leggero spostamento a sinistra rispetto alle posizioni del presidente del Consiglio.
Questa vicinanza al Vaticano, la preoccupa o la trova gradita?
Il Vaticano ha sostenuto per molto tempo il governo Berlusconi, mentre negli ultimi sei mesi ha cambiato opinione assumendo un atteggiamento critico. I primi tre anni e mezzo, Berlusconi ha goduto dell'appoggio delle gerarchie ecclesiastiche. Dobbiamo tenere presente questo. Nel governo attuale ci sono molti ministri vicini al Vaticano, che esprimeranno una maggiore attenzione al mondo cattolico, specialmente a quei temi che hanno generato contrasti anche forti all'interno del Partito Democratico. Bisognerà vedere come funzionerà il governo Monti di fronte a temi come la famiglia, la fecondazione assistita, le coppie di fatto.
Ciò che è successo al San Raffaele mostra che la gestione da parte della Chiesa di patrimoni ingenti si articola attraverso rapporti non troppo trasparenti con la politica. Saranno più trasparenti questi rapporti?
Non lo so. Il governo dovrà svolgere un compito difficile, e io credo che Monti si occuperà soprattutto di crisi economica, piuttosto che di altre questioni. Quelle verranno affrontate, ritengo, alla fine della legislatura.
Verranno affrontate, come governo, da uomini come Pisanu, o Casini, che in questo momento hanno la maggior ipoteca sul futuro politico del Paese? O gli uomini di Berlusconi rimangono in agguato?
Berlusconi ha già dichiarato che vuol tornare in piazza per affrontare una lotta aperta a questo esperimento tecnico, ma non mi sembra che l'Italia oggi sia pronta a una riscossa di Berlusconi. Almeno ora sarà difficile contenere le perdite. Complessivamente si è verificato un cambiamento positivo rispetto al passato. Potrebbe essere la base per la ricostruzione dell'Italia democratica. E' difficile che questo governo possa resistere oltre la legislatura. Bisognerà comunque vedere quali risultati avrà la cura Monti. Allora anche le forze politiche si disporranno in modo diverso, e non è escluso attendersi dei rischieramenti o degli sconfinamenti.




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