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    Predefinito In arrivo una nuova cravatta

    In arrivo manovra da 25 mld Ma all'Ue non basta ancora: servono interventi aggiuntivi - Economia - ilGiornale.it

    Volevo scrivere incul.. ma era troppo squallido.
    Poveri noi comunque,abbiamo la finanziaria al governo!

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  2. #2
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    Predefinito Rif: In arrivo una nuova cravatta

    Il Cdm approva la manovra - Diretta Monti: "Chiamatelo decreto salva Italia" - Interni - ilGiornale.it

    È arrivata la cravatta,che sicuramente verrà votata all'unanimità dalla feccia del PD e PDL.
    Diversi nomi,stessi padroni.

  3. #3
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    Predefinito Rif: In arrivo una nuova cravatta

    Iniziamo a vedere più in dettaglio cosa cazzo comporterà.
    Noi della generazione di questi che scrivono qua, non avremo la pensione. Mi toccherà vedere se almeno quei cazzo di ammortizzatori sociali li faranno.
    Cosa significa inoltre, lo Stato garante delle obbligazioni bancarie? Un piano di salvataggio delle banche?
    Manovra, stangata sulla casa: torna l'Ici (Imu) Stato garante sulle obbligazioni bancarie - Corriere della Sera
    previdenza, IL MINISTRO FORNERO: «RIFORMA IMPRONTATA ALL'EQUITA' TRA LE GENERAZIONI»
    Manovra, stangata sulla casa: torna l'Ici (Imu)
    Stato garante sulle obbligazioni bancarie

    Costi della politica, Monti: «Rinuncio al mio compenso da premier»
    previdenza, IL MINISTRO FORNERO: «RIFORMA IMPRONTATA ALL'EQUITA' TRA LE GENERAZIONI»

    Manovra, stangata sulla casa: torna l'Ici (Imu)
    Stato garante sulle obbligazioni bancarie


    Costi della politica, Monti: «Rinuncio al mio compenso da premier»

    ROMA - «Mandato di corta durata e severo impegno», esordisce così il presidente del Consiglio, Mario Monti, nella conferenza stampa illustrativa della manovra finanziaria. «Colpa del debito pubblico è degli italiani e il rischio è di compromettere quanto fatto in 60 anni», ha spiegato annunciando le misure di emergenza per rispondere alle tensioni sul debito. L'incontro con i giornalisti è avvenuto dopo tre ore di riunione del consiglio dei ministri che ha approvato il decreto correttivo dei conti pubblici (in un unico pacchetto). «Abbiamo elaborato una manovra che riteniamo equa e giusta, con la cura nella distribuzione dei sacrifici», ha aggiunto. E ha poi detto di confidare nel senso di responsabilità della politica, smentendo di fatto anche le indiscrezioni che rilanciavano una sua eventuale candidatura per le prossime elezioni politiche: «Mi preoccupo della buona riuscita dell'interesse dell'Italia e dell'Europa ed è un peso e una responsabilità straordinaria. Se porterò a termine questo compito ne avrò sicuramente abbastanza», ha detto Monti.

    COSTI DELLA POLITICA - «Ispireremo le nostre dichiarazioni patrimoniali, dichiarando per interi i nostri possedimenti anche in fondi d'investimento, azioni e obbligazioni», ha detto Monti. Via le giunte provinciali e riduzione del numero dei consiglieri regionali. Riduzione del numero dei membri delle 8 authority (da 50 a 28 membri). Sui tagli ai costi della politica «è ovvio che si deve fare di più. Nel decreto non ci sono parole o intenzioni. Ma abbiamo deciso in parallelo di avviare un iter per quanto riguarda i costi della politica», ha chiosato Monti rispondendo alle domande dei cronisti.

    LA MANOVRA - «Fiscalità non punitiva per le piccole imprese, ma allargheremo la base imponibile - ha proseguito Monti -. L'estensione dell'imposta bollo anche titoli ed altri prodotti finanziari. E imposta dell'1,5% sui capitali rientrati con lo scudo fiscale». Il tutto orientato alla misura del riequilibrio fiscale per sostenere la crescita economica.

    PENSIONI - «A ispirare le misure in ambito previdenziale il criterio di equità intergenerazionale e intragenerazionali, in modo da attenuare o limitare i privilegi», ha detto Elsa Fornero, ministro del Welfare. «La pensione si calcola per tutti con il metodo contributivo. Ogni euro versato da giovane capitalizza di più e se si va in pensione prima la pensione è più bassa», ha aggiunto il ministro. E ancora: «62 anni per la pensione delle donne, 66 per gli uomini. Non ci sono più finestre né le quote, anticipiamo così le misure previste dal precedente decreto correttivo». Ci sarà anche un lieve aumento di aliquota contributiva per gli artigiani, per i commercianti, ma saranno estese le tutele assistenziali per le partite Iva, con i congedi sia per gli uomini e le donne. La convergenza invece tra uomini e donne per l'età di vecchiaia a 66 anni (che per gli uomini è prevista fin dal 2012) sarà raggiunta nel 2018. Tuttavia le donne dipendenti del settore privato andranno in pensione di vecchiaia a partire da 63 anni già nel 2012. Si tratta di uno scalino di 3 anni, nel 2011 andavano infatti a 60 anni. Sarà flessibile successivamente come detto, la scelta delle pensioni nel settore privato da un'età minima di 63 anni a 70 per le donne e da 66 a 70 per gli uomini, calibrata su incentivi per chi resta e disincentivi per chi va via prima. Il blocco della rivalutazione rispetto all'inflazione per le pensioni di importo superiore al minimo (467 euro) varrà per il 2012 e il 2013. Le minime avranno la perequazione totale. Ma chi ha maturato entro il 31 dicembre i requisiti di età e di anzianità contributiva previsti dalla normativa vigente, prima della data di entrata in vigore della manovra, potrà accedere alla prestazione pensionistica con il vecchio sistema e potrà chiedere all'ente di appartenenza la certificazione di questo diritto. Nello spiegare i contenuti della riforma previdenziale il ministro Fornero non ha nascosto uno stress taciuto e poi esploso in un pianto che ne ha interrotto l'eloquio durante la conferenza stampa.

    SVILUPPO - «Intervento fiscale per favorire gli imprenditori che mettono capitale nelle loro aziende - dice il ministro per lo Sviluppo Economico, Corrado Passera - defiscalizzando l'impatto dell'Irap sugli utili». E ancora: «Fondo di garanzia di 20-25 miliardi di credito per le piccole e medie imprese - ha aggiunto Passera - . Abbiamo rimesso in moto l'Ice (l'istituto per il commercio estero, ndr.)». Il titolare del dicastero per lo sviluppo economico (con delega anche all'infrastrutture, ai trasporti e all'energia) ha sottolineato l'inaugurazione di una serie di tavoli improntati alla produttività, con incontri con i sindacati e tesi anche a una riformulazione del mercato del lavoro. Inoltre maggiore concorrenza nei trasporti - attraverso la creazione di un'authority di settore - riducendo i controlli della macchina amministrativa anche nella gestione delle imprese.

    INFRASTRUTTURE - «Con il prossimo Cipe pensiamo di sbloccare diverse decine di miliardi per le infrastrutture», ha aggiunto il ministro Passera. Non quantifica l'entità, ma conferma lo sblocco di risorse consistenti per i cantieri, che fonti degli enti locali avevano indicato in 40 miliardi. «Non basta che le aziende siano competitive, serve competitività anche intorno a loro», ha spiegato Passera, sottolineando che l'Italia «sulle infrastrutture ha accumulato molti ritardi: procedure, meccanismi, la mancanza di decisioni». Ora nella manovra si individuano «misure molto nuove, che dovrebbero far risparmiare molto tempo».

    LIBERALIZZAZIONI - Tra le misure anti-crisi varate dal Consiglio dei ministri sono state deliberate anche «un insieme di liberalizzazioni per la vendita di farmaci (quelli di fascia C), per i trasporti e per gli orari degli esercizi commerciali».

    FISCO - «La tracciabilità delle transazioni scende a mille euro - ha spiegato Vittorio Grilli, vice-ministro del Tesoro - con un maggiore impiego delle carte elettroniche per combattere l'evasione». Torna anche l'Ici sulla prima casa, inserita nella nuova imposta municipale (Imu) e aumenta l'addizionale Irpef (fino al 1,23%) a disposizione delle regioni. Sulle prime case l'Ici-Imu sarà al 4 per mille, sulle altre al 7 per mille. Con la rivalutazione delle rendite l'intervento vale 10-12 miliardi di euro, infatti aumenterebbe di circa il 60% la base imponibile Ici. Esenzione fino 200 euro per le prime case. Ma anche tasse per i più abbienti: sulle auto si pagherà un bollo più alto a partire da 170 chilowatt (20 euro a chilowatt oltre i 170), per i natanti si applicherà sul posto barca, anche per lo stazionamento di un giorno; per gli aerei varierà in base al peso. Da settembre 2012, invece, le aliquote Iva del 10 e del 21% saranno incrementate di 2 punti. Si tratta di una clausola di salvaguardia che sostituisce il taglio lineare previsto per le agevolazioni fiscali.

    STATO GARANTE - Lo Stato si fa garante per le banche sulle liquidazioni con l'obiettivo garantire liquidità. La norma contenuta nella manovra prevede che il ministero dell'economia «fino al 30 giugno 2012 è autorizzato a concedere la garanzia dello Stato sulle passività delle banche italiane, con scadenza da tre mesi fino a cinque anni, o a partire dal 1 gennaio 2012 a sette anni per le obbligazioni bancarie garantite». «Sulle garanzie alle banche - ha spiegato Grilli - ha riproposto un accordo fatto in sede europea. È prevista la possibilità per le banche di accedere a garanzie dello Stato quando emettono obbligazioni finanziarie».

    Fabio Savelli
    twitter@FabioSavelli
    4 dicembre 2011 | 23:08
    Ultima modifica di Avanguardia; 05-12-11 alle 00:37

  4. #4
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    Predefinito Rif: In arrivo una nuova cravatta

    Altri approfondimenti.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011...e-liva/175246/
    Monti: “Il mio decreto salva Italia”. Colpite pensioni e patrimoni. Torna l’Ici, sale l’Iva
    I capitali rientrati con lo scudo fiscale verranno tassati dell'1,5%. Si alza l'età pensionabile a partire dal prossimo anno. Si pagherà lo 0,4% sulla prima casa. Saltano molte poltrone nelle province. Su Parlamento, benefit e privilegi parlamentari, però, nessun cenno
    C’è qualcosa di simile ad una patrimoniale. Ma non è come ci si aspettava. Ritorna l’Ici (che colpisce tutti, però), i bolli sui conti correnti e le rendite finanziarie. E anche un superbollo per le auto di lusso, la tassa sulle barche sopra i 10 metri e sul possesso di aerei e elicotteri. Poco, però, per incidere davvero sul privilegio. Per il resto, si picchia durissimo su pensioni, nuova Ici e Iva. Aumenteranno persino le accise sulla benzina. Qualche passaggio forte sulla lotta all’evasione così come detassazioni a lavoro e imprese; per il resto, però, la sostanza resta quella di tagli e tasse. Anche se Monti ne ha parlato come di qualcosa di “rivoluzionario”, unica nel suo genere almeno fino ad oggi. E ha respinto ogni accusa. In modo credibile, ma quanto vero lo si scoprirà oggi, quando il decreto sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Del decreto sono state fatte cinque versioni diverse.

    La manovra “salva Italia” – come è stata ufficialmente battezzata – firmata Mario Monti, contenuta in un unico decreto, e che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe far restare il Paese saldamente ancorato all’Europa, non delude le aspettative sul rigore, mostra timidi segnali di sviluppo (sgravi Irap alle imprese sul costo del lavoro), e tocca anche un po’ la Casta, ma senza fare troppo male; ridisegna l’organizzazione delle Province, tagliando a 10 il numero dei consiglieri e rendendo gratuito “ed onorifico” il ruolo, rende più trasparenti le dichiarazioni dei redditi dei parlamentari e del governo ma, soprattutto, taglia gli stipendi dell’esecutivo. Mario Monti ha rinunciato (ripetendola due volte a causa di una domanda fuori luogo dell’ex parlamentare e giornalista Gustavo Selva) al suo stipendio di presidente del Consiglio e di ministro dell’Economia, “in linea con i sacrifici chiesti agli italiani”. Su Parlamento, benefit e privilegi parlamentari, però, nessun cenno. Solo una riduzione dei componenti delle varie Authority operanti in Italia, dalla Consob al Garante per la concorrenza e tutte le altre; una razionalizzazione, insomma, più che un vero taglio. Sarà soppressa anche dell’Agenzia per il nucleare.

    Una mazzata, tuttavia, è arrivata sui capitali rientrati in Italia attraverso lo scudo fiscale. Monti li tasserà dell’1,5%. Tremonti non ci avrebbe mai neppure pensato. “La lotta all’evasione è una priorità del governo – ha detto Monti – e dunque il primo passo è non ricorrere più a condoni che riducono la base imponibilie futura e danno un gettito inferiore al dovuto”. L’obiettivo del governo è “evitare la possibilità stessa dell’evasione” e dunque “è implicita la scelta di non procedere a condoni”. Al contrario, Monti ha annunciato “meccanismi sistematici che allargano la base imponibile in settori individuali, nelle imprese artigiane, per i quali verrà creata una fiscalità non punitiva opzionale”.

    Chi si aspettava che dopo i colloqui avuti soprattutto con i sindacati, i “bocconiani” al governo rivedessero e limassero almeno alcuni passaggi sul regime pensionistico e sull’aumento dell’Iva, soprattutto nell’aliquota agevolata (quella che comprende quasi tutti i prosotti alimentari), oppure sulla deindicizzzione delle pensioni, come chiesto a gran voce dalla Camusso per prima, ma più o meno da tutte le sigle sindacali, si è sbagliato di grosso. E’ solo che questa misura è costata molto, anche a livello personale e psicologico, alla ministra del Lavoro, Elsa Fornero. Che è scoppiata in un pianto dirotto (leggi l’articolo) a far capire quanto possa essere dura una misura come questa su chi percepisce una pensione di poco più di mille euro.

    Le lacrime e il sangue, insomma, ci sono tutte. E l’equità, per quanto elemento dirimente e imprescindibile dell’intero decreto, a quanto sottolineato più volte da Monti, ce n’è di meno, molto meno.

    Per Monti, tuttavia, questa è la migliore possibile. Ma non tutti i suoi ministri la pensavano, evidentemente, allo stesso modo se durante il lungo consiglio dei ministri (durato tre ore) per il via libera alle misure, si sono registrati parecchi malumori; la Fornero, insomma, non ne voleva sapere di toccare l’indicizzazione delle pensioni, e altri ministri erano con lei, ma Monti è stato inamovibile. Alla fine il via libera. Con Monti che ha avuto la meglio; le misure erano quelle necessarie, nessun ritocco. Lo ha “twittato” persino il ministro Passera: “Capisco il disagio dei cittadini, ma la catastrofe incombe e va evitata, anche se costa”. Ma, intanto, Passera ha annunciato “il rafforzamento forte del Fondo di garanzia per assicurare almeno 20 miliardi di credito alle piccole e medie imprese”. “Abbiamo rimesso in moto l’Ice, lo abbiamo ricreato”, ha detto il ministro dello Sviluppo economico. E, inoltre, “la nostra fiscalità finora oggi quasi quasi penalizzava aziende che avevano molto costo di lavoro – ha spiegato ancora Passera – per questo abbiamo deciso di defiscalizzare l’impatto dell’Irap sui risultati dell’ azienda e questo è una cosa molto concreta”. Così come il forte rafforzamento del Fondo di Garanzia per le imprese, una misura che ha strappato l’applauso, nel pomeriggio, da parte di Confindustria e della Marcegaglia che, non a caso, aveva sottolineato la sua “soddisfazione”.

    Sullo specifico delle misure, spiegate da Grilli e Giarda, non sono previsti interventi sull’Irpef, come invece anticipato, anche se le Regioni potranno scegliere se aumentare l’addizionale.

    I nodi veri della manovra, comunque, ruotano su due punti: le pensioni e il ritorno dell’Ici.

    La prima: scattera’ dal primo gennaio 2012 per le pensioni il metodo di calcolo contributivo pro-rata per le lavoratrici. Si alza l’età pensionabile, con l’obiettivo di arrivare dal 2022 a un’età non inferiore a 67 anni. Fermo restando il diritto di andare in pensione con le regole ora vigenti per i lavoratori che al 31 dicembre del 2011 abbiano maturato i requisiti, dal prossimo anno l’età pensionabile sarà innalzata. L’accesso alla pensione di vecchiaia sale da 60 a 63 anni. Il requisito anagrafico è ulteriormente incrementato di un ulteriore anno dal 1° gennaio 2014, di un ulteriore anno a decorrere dal 1° gennaio 2016 e di un ulteriore anno a decorrere dal 1° gennaio 2018 fino ad arrivare a 66 anni. Per le lavoratrici autonome, si passa da 60 a 63 anni e 6 mesi, requisito anagrafico ulteriormente incrementato di un ulteriore anno a decorrere dal 1° gennaio 2014, di un ulteriore anno a decorrere dal 1° gennaio 2016 e di un ulteriore anno a decorrere dal 1° gennaio 2018, fino a 66 anni e sei mesi. Si alza anche l’età della pensione anticipata. Dal primo gennaio, si potrà andare in pensione solo con 42 anni e 1 mese se si maturano i requisiti nel 2012. Chi chiederà la pensione anticipata prima dei 63 anni avrà una decurtazione del 3 per cento per ogni anno che manca. Dall’anno prossimo poi saranno abolite le cosiddette finestre mobili. In sostanza, nel 2022 ci vorranno 67 anni per andare in pensione.

    La seconda: l’Ici (che si chiamerà Imu) sulla prima casa ci sarà già dal 2012, con una aliquota dello 0,4% e fino al 2014. L’andamento a regime dell’imposta è fissato al 2015. L’aliquota ordinaria dell’imposta, è pari allo 0,76% sulla rendita catastale, ma i comuni potranno modificare, in aumento o in diminuzione, l’aliquota di base sino a 0,3 punti percentuali o fino a 0,2 punti per l’abitazione principale e per gli immobili locati. L’aliquota è invece ridotta allo 0,4% per l’abitazione principale e per le relative pertinenze, oltre che per gli immobili locati.

    Tra le misure varate questa sera anche l’obbligatorietà, per società e imprese, di dichiarare il pagamento del canone Rai, la soppressione di Enpals e Inpdap, enti previdenziali che confluiranno in una sorta di nascendo “super Inps”. Quindi è stata stabilita la tracciabilità del contante sopra i mille euro. E non bisogna dimenticare, poi, l’aumento del 2% delle aliquote Iva a partire dal secondo semestre 2012. “Molte cose che non abbiamo fatto oggi – ha concluso Monti – siamo ben determinati ad andare oltre, soprattutto sul terreno del lavoro e del welfare”. “Naturalmente – ha poi ammesso all’ultimo tuffo – per quanto riguarda i costi della politica si poteva fare di più, vogliamo avviare un iter per fare in modo che non si finisca qui…”. Si vedrà.
    Ultima modifica di Avanguardia; 05-12-11 alle 01:09

  5. #5
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    Predefinito Rif: In arrivo una nuova cravatta

    Praticamente fanno pagare il prezzo della crisi alla piccola e media borghesia e ai pensionati,oltre che ai lavoratori dipendenti,notare che gli interessi della casta e dell'alta finanza non vengono toccati.

  6. #6
    paracadute zen
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    Predefinito Rif: In arrivo una nuova cravatta

    Trollhunter delle 2 Sicilie.

  7. #7
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    Predefinito Rif: In arrivo una nuova cravatta

    Sta aumentando tutto,benzina,tasse..un autentica manovra usuraia.
    Ovviamente per qualcuno gli stipendi restano sempre belli alti..

  8. #8
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    Predefinito Rif: In arrivo una nuova cravatta

    Visco, Bankitalia: “Manovra recessiva e pressione fiscale record, ma era necessario” | Redazione Il Fatto Quotidiano | Il Fatto Quotidiano
    Visco, Bankitalia: “Manovra recessiva
    e pressione fiscale record, ma era necessario”
    Il neogovernatore interviene alla Commissione Bilancio della Camera, e si concede una battuta sugli "indignados": "Non sbagliano, ma è la politica che deve dar loro risposte, non certo io". Contando anche gli interventi del governo Berlusconi, la "correzione" per il 2013 è di 76 miliardi di euro. Giampaolino (Corte dei conti): "Più imposte per non tagliare le spese, penalizzati anche i pensionati". Un emendamento leghista chiede l'asta a pagamento delle frequenze tv, fortemente osteggiata da Berlusconi
    Il governatore di Bankitalia Ignazio Visco
    Pressione fiscale record intorno al 45 per cento e un effetto restrittivo di mezzo punto di pil nel prossimo biennio. Sono gli effetti della manovra varata dal governo Monti secondo il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, ascoltato oggi alla Camera dalla Commissione Bilancio e finanza. Una manovra, ha detto comunque Visco, “necessaria e urgente”, che va accompagnata però da misure contro l’evasione fiscale e in favore della crescita e dell’occupazione. Tenendo conto anche degli interventi del governo Berlusconi la scorsa estate, “la correzione nel 2013 è di 76 miliardi”, stima Visco.

    “Le misure di bilancio contenute nel decreto hanno effetti restrittivi sul Pil stimabili in mezzo punto percentuale nel prossimo biennio”, ha affermato. L’effetto potrà però essere compensato dal calo dei rendimenti dei titoli di Stato, se sarà confermato dal mercato. “I nuovi interventi si concentrano per circa due terzi sulle entrate, portando la pressione fiscale intorno al 45%”, ha aggiunto il governatore di Bankitalia succeduto a Mario Draghi. “Un valore molto elevato sia in priospettiva storica sia nel confronto internazionale”. Non solo: il cuneo fiscale (la differenza tra costo del lavoro e salario realmente percepito dal dipendente) ”supera in Italia la media degli altri paesi dell’area euro di 5,5 punti percentuali”.

    Rispondendo alle domande dei parlamentari, il governatore di Bankitalia si è lasciato andare a un irrituale commento sugli “indignados”. ”Siete voi che dovete dare risposte, certo non io”, ha affermato. “Gli ‘indignati’ non hanno una visione sbagliata, ma pensano di essere le prime vittime. Chi deve dargli una risposta? La politica. Ma se la risposta è ‘facciamo default’ e andiamo a casa è la risposta sbagliata, perché così pagano i più poveri. Vuol dire avere in Italia la stessa situazione dell’Argentina”.

    A fronte di questo quadro, “una risoluta azione di contrasto all’evasione fiscale rimane prioritaria. Dall’emersione di base imponibile” e dalla “razionalizzazione della spese potrà determinarsi la riduzione della pressione fiscale necessaria per dare maggiore stimolo a imprese e occupazione”. Sull’evasione, Visco si è detto favorevole a “un’ulteriore riduzione della soglia” di tracciabilità dei pagamenti, ridotta dal governo a mille euro, che “andrebbe accompagnata da una riduzione dei costi connessi con l’uso della moneta elettronica”. Quanto alle prospettive di crescita, incombe la minaccia di ”un ulteriore inasprimento delle condizioni di offerta del credito”, che potrebbe derivare “dal persistere di difficoltà di provvista all’ingrosso del settore bancario”.

    Di fronte ai commissari impegnati nella discussione del decreto legge varato dal governo, Visco ha chiarito che la sua approvazione è “una misura necessaria e urgente”. Il decreto emanato dal governo “che integra le misure varate in luglio e agosto, è una misura necessaria e urgente per ristabilire il merito di credito del nostro Stato ed evitare conseguenze estremamente gravi e durature sull’economia reale”. Ora, però, “va intensificato lo sforzo per assicurare il ritorno a tassi di crescita più elevati, il recupero della competitività delle imprese, una maggiore creazione di posti di lavoro”.

    Sul fronte delle pensioni, ”l’estensione del metodo contributivo a tutti i lavoratori riduce la disparità di trattamento e rende più stretta la relazione tra contributi versati e benefici pensionistici, riducendo le distorsioni all’offerta di lavoro”, dunque in questo campo si può considerare “conclusa la fase di adeguamento”. Secondo Visco, “sarà fondamentale agire sulle regole del mercato del lavoro, sul ridisegno degli ammortizzatori sociali e sul potenziamento della previdenza complementare”.

    Il futuro dell’economia è ancora incerto, avverte il governatore. “Il quadro economico per i prossimi trimestri è caratterizzato da un’incertezza straordinariamente elevata, che dipende principalmente dall’evoluzione della crisi del debiti pubblico nell’area dell’euro”. E un aumento degli spread “peggiorerebbe ulteriormente la crescita”. E’ l’elevato debito pubblico a dare un elemento di “fragilità” in più all’economia italiana, per la quale si prevede ”una contrazione del prodotto nel 2012 e in ritmi di sviluppo assai contenuti nel corso dell’anno successivo”.

    Dopo Visco è intervenuto davanti alla Commissione Bilancio della Camera il presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino. Anche lui ha sottolineato che le manovre basate sulla leva fiscale più che sul taglio delle spese rischiano di innescare ”una spirale negativa”, con “impulsi recessivi”. Secondo il capo dei magistrati contabili, la difficoltà crescente di conseguire “effetti rapidi e strutturali attraverso il contenimento della spesa pubblica primaria e il ricorso prevalente a manovre che impiegano lo strumento fiscale, concorrono a determinare una spirale negativa nella quale dosi sempre maggiori di restrizione sono imposti proprio dagli impulsi recessivi che, in tal modo, vengono trasmessi all’economia e da questa al bilancio”. Così come è “orientata esclusivamente a fare cassa” il blocco dell’indicizzazione delle pensioni dei trattamenti pensionistici superiori a due volte il minimo.

    Oltre 600 quelli della Lega, una sorta di contromanovra che prevede anche il si’ all’asta delle frequenze tv, da cui il Carroccio calcola si possano ricavare quattro miliardi di euro. Da parte di Futuro e Liberta’ si punta, tra l’altro, su aste per l’assegnazione delle frequenze tv e su un tetto ai trattamenti economici dei dirigenti pubblici, fissato a 250 mila euro.

    E i partiti? Sono circa 1.300 gli emendamenti alla manovra depositati nelle commissioni Bilancio e Finanze della Camera. Circa 600 sono presentati dalla Lega nord (e numerosi sono anche quelli dell’Idv), che chiede fra l’altro l’asta a pagamento delle frequenze tv, da cui il Carroccio calcola si possano ricavare quattro miliardi di euro. Un’ipotesi che penalizzerebbe Mediaset ed è fortemente osteggiata dall’ex alleato Silvio Berlusconi.
    Ultima modifica di Avanguardia; 10-12-11 alle 01:42

  9. #9
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    Predefinito Rif: In arrivo una nuova cravatta

    L'Istat: «Con l'Imu a rischio povertà oltre un milione e mezzo di famiglie italiane» - Corriere della Sera
    L'Istat: «Con l'Imu a rischio povertà
    oltre un milione e mezzo di famiglie italiane»
    La nuova Ici rischia di mettere nei guai pensionati e nuclei a basso reddito. «Effetti negativi sulla crescita, bene i risparmi»
    La riduzione dello spread positiva per i conti pubblici: a regime salvati 19 miliardi l'anno

    L'Istat: «Con l'Imu a rischio povertà
    oltre un milione e mezzo di famiglie italiane»

    La nuova Ici rischia di mettere nei guai pensionati e nuclei a basso reddito. «Effetti negativi sulla crescita, bene i risparmi»



    (Ansa)
    MILANO - Il pagamento dell'Imu sulla casa «può aumentare ulteriormente il rischio di povertà» per 1,6 milioni di famiglie. Lo ha sottolineato il presidente dell'Istat, Enrico Giovannini, nel corso dell'audizione sulla manovra di fronte alle commissioni Bilancio di Camera e Senato. In Italia, ha detto Giovannini, «sono quasi 18 milioni le famiglie proprietarie o usufruttuarie di un'abitazione (circa il 71% delle famiglie residenti). Mentre tra le famiglie non a rischio di povertà la quota di proprietari è del 74,7%, tra le famiglie a rischio la quota scende al 56,4% e si riduce ulteriormente al 47,4% nel caso essa sia composta da cinque o più componenti. Tra le famiglie a rischio povertà - ha aggiunto - coloro i quali hanno come fonte principale la pensione o trasferimenti pubblici sono proprietari di casa nel 69,4% dei casi: si tratta di 1.600.000 famiglie, sulle quali, quindi, il pagamento dell'imposta sugli immobili può aumentare ulteriormente il rischio di povertà».

    I PENSIONATI POVERI - Lo spettro della povertà, casa o non casa, riguarda in particolare i pensionati. Già oggi sono 2,3 milioni quelli considerati poveri e sono destinati a crescere a causa dell'impatto congiunto della manovra varata dal governo e delle precedenti. «Le pensioni fino a 915,52 euro rappresentano in media il 27,3% del reddito totale delle famiglie con pensionati: questo contributo sale però all'85,5% per i pensionati anziani che vivono da soli. Secondo i parametri europei di povertà relativa (60% del reddito mediano equivalente) - ha spiegato Giovannini - ricadono in questa categoria il 29,8% dei percettori di una pensione inferiore ai 915,52 euro, per un totale di quasi 2,3 milioni di pensionati e, di converso, il valore soglia identificato garantirebbe l'indicizzazione all'89,7% dei pensionati a rischio povertà». Secondo l'Istat, «nei prossimi anni la quota di pensionati poveri, è verosimilmente destinata a crescere a seguito dell'impatto congiunto delle misure di questa e delle manovra precedenti, nonostante l'indicizzazione. Un'eventuale estensione dell'indicizzazione fino a 1.200 euro lordi mensili, d'altro canto, consentirebbe di tutelare un ulteriore 6,5% dei pensionati a rischio di povertà (163 mila)».

    L'IMPATTO SULLA CRESCITA - La manovra, d'altro canto, «tende ad avere un impatto complessivamente sfavorevole in termini di crescita» ha poi detto Giovannini. Il presidente dell'Istat ha osservato che «la manovra interviene in un momento nel quale il sistema economico appare già in netto rallentamento, probabilmente già avviato verso una fase recessiva». Ora lo «sbilanciamento» del decreto sul lato delle entrate fa sì che esso abbia un «impatto sfavorevole» sulla crescita. Tra le misure che hanno «un carattere inevitabilmente restrittivo» Giovannini annovera «il blocco dell'indicizzazione di una parte delle pensioni, l'aumento delle accise sui carburanti, quello eventuale delle aliquote Iva e, in parte l'Imu» cioè la nuova Ici. «L'aumento delle accise e l'Imu - ha poi sottolineato - esercitano i loro effetti nel breve periodo, già caratterizzato dalla debolezza della domanda interna e internazionale».

    IL RISPARMIO SUI TASSI - Grazie alla manovra, in ogni caso, le casse dello Stato hanno risparmiato altri 19 miliardi circa, quelli dovuti al calo dei tassi di interesse nel collocamento dei titoli del debito pubblico. Giovannini ha ricordato che dopo il varo del decreto lo spread tra Bund e Btp è calato di un punto: «Un punto percentuale in più o in meno - ha osservato - a regime sullo stock di debito, varrebbe 19 miliardi di euro l'anno, circa l'80% dei risparmi previsti dalla manovra stessa».

    Redazione Online
    Ultima modifica di Avanguardia; 10-12-11 alle 01:44

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    Predefinito Rif: In arrivo una nuova cravatta

    Pensioni, stop ai pagamenti in contanti Soldi su conto in banca o carta prepagata - Politica - L'Unione Sarda
    Niente più soldi da mettere in borsetta. La pensionata che, dopo la fila alle poste, riscuote un importo mensile superiore a 500 euro non potrà più farlo in contanti. Dovrà chiedere il versamento sul conto corrente, se ce l'ha

    Oppure - prevede il decreto della manovra - farsi versare l'importo su una carta elettronica, bancaria o postale, anche prepagata. Fino ad oggi il consiglio era quello di richiedere il versamento direttamente sul conto corrente, per limitare il fenomeno degli scippi. Ma è riuscito solo in parte a sfoltire le code dei pensionati, in fila alla posta per ritirare l'assegno mensile. Ora invece si cambia: la pensione dice addio ai contanti e l'assegno "senza cash" diventa un obbligo.

    La novità scatta da subito. E avrà impatto anche sull'assegno e sulla tredicesima che i pensionati riscuoteranno a Natale. La norma è tra le pieghe della manovra, nell'articolo che fissa a 1.000 euro la soglia per i pagamenti cash. L'importo valido a livello generale come tetto per l'utilizzo del contante viene dimezzato a quota 500 quando a pagare è l'amministrazione pubblica. Così questo è lo steccato per i pagamenti verso i fornitori da parte delle amministrazioni centrali e locali. Ma - ed è scritto esplicitamente - anche per il versamento delle pensioni. Non basta. La stessa soglia vale anche per chi percepisce uno stipendio pubblico o un compenso per una collaborazione: il pagamento in moneta sonante si fermerà a quota 500 euro. Oltre questo importo bisognerà possedere una carta di credito, magari prepagata, oppure optare per il versamento 'elettronico' sul conto. Che la novità possa comportare qualche difficoltà e aumento di costo per i pensionati appare chiaro dal comma successivo che punta a limitare i disagi per i pensionati al minimo o sociali. "Per incrementare i livelli di sicurezza fisica e tutelare i soggetti che percepiscono trattamenti pensionistici minimi, assegni e pensioni sociali - è scritto nel decreto - i rapporti recanti gli accrediti di tali somme sono esenti in modo assoluto dall'imposta di bollo". Inoltre, "per tali rapporti, alle banche e agli altri intermediari finanziari è fatto divieto di addebitare alcun costo". La norma solleva polemiche.

    A scoprirla è il senatore Idv, Elio Lannutti, che presiede anche l'Adusbef. "I pensionati - afferma Lannutti che, come presidente Adusbef, è uno dei più critici censori del sistema bancario - saranno così costretti ad aprire conti correnti bancari e postali e apprendere l'utilizzo di bancomat o carte di credito, per ingrassare i signori banchieri". Protestano anche i pensionati. "Non capiamo il perché di tutto questo accanimento contro i pensionati da parte del governo", afferma il segretario dei pensionati Cgil, Carla Cantone. "Non vorremmo - dice - che questa norma fosse un modo per togliere ancora qualche euro dalle tasche dei pensionati italiani in favore delle commissioni bancarie".

    Venerdì 09 dicembre 2011 07.49

    Ora, io in qualità di moderatore, voglio domandare come cazzo fare se la carta di plastica di smagnetizza, si guasta. Quando, dal momento del guasto, potrò avere i soldi, visto che quelle fottute carte memorizzano tutto il denaro che puoi usare?
    Ultima modifica di Avanguardia; 10-12-11 alle 01:49

 

 
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