FIAT
Marchionne: "Possiamo lasciare l'Italia"
Firmata l'intesa su Termini Imerese
Duro intervento dell'ad del Lingotto contro la Fiom: "Non ci faremo condizionare da chi vuole votare sugli accordi fino a vincere. Siamo una multinazionale, andremmo avanti uguale". Landini: "Dichiarazioni pericolose". Via libera a nuovo polo siciliano: c'è l'intesa con Dr Motor. Mercato auto in picchiata
ROMA - La Fiat potrebbe lasciare l'Italia. Lo ha affermato l'amministratore delegato Sergio Marchionne, sottolineando che "siamo una multinazionale e abbiamo attività in tutto il mondo: potremmo andare avanti anche senza l'Italia". "Non possiamo essere vittime di una minoranza" che non vuole accettare gli accordi. "Abbiamo avuto la maggior parte dei lavoratori che ha appoggiato un'alternativa. Il treno è passato ed è inutile cercare di insistere che bisogna rinegoziare". E ancora: "Non possiamo continuare a votare finché non vince la Fiom. È la tirannia della minoranza verso la maggioranza".
Poi l'attacco alle attività nel nostro Paese: "Non si può investire così, parliamo di miliardi di euro di investimenti, non di aprire un supermercato. Possiamo lasciare l'Italia. Chi pensa di poter condizionare la Fiat, si sbaglia alla grande".
Sulla richiesta della Camusso di far intervenire anche il Governo sui progetti industriali Fiat, il ceo Fiat auto afferma che "il Governo non c'entra nulla e Monti, quel pover'uomo che ha un mondo di cose da fare, cosa c'entra con la Fiat. Monti - prosegue - deve portare avanti una serie di manovre per cercare di ottenere la tranquillità a livello europeo dei finanziamenti del paese e se non ce la fa, fallisce il progetto. Per questo deve essere assistito e appoggiato dalla politica fino a quando ha risolto il problema. Non abbiamo altra scelta. Bisogna lasciarlo lavorare. Ho una grande fiducia nelle sue capacità di gestione", conclude Marchionne.
Le reazioni. Quelle di Marchionne "sono dichiarazioni pericolose che dovrebbero far riflettere", ha detto il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini. "La Fiom - ha proseguito Landini - ha sempre preso sul serio quello che dice Marchionne" cosa che dovrebbero fare governo e istituzioni e forze politiche. Il leader della Fiom ha quindi sollecitato da parte dell'esecutivo "una convocazione, finalmente, con la possibilità di una trattativa vera sul piano industriale di Fiat".
L'accordo a Termini Imerese. È finalmente stato sottoscritto anche l'accordo tra sindacati, Dr Motor, il Ministero dello Sviluppo economico, Regione siciliana e Invitalia per il passaggio dello stabilimento di Termini Imerese dalla Fiat all'azienda guidata da Massimo Di Risio. Si chiude così la vertenza per il sito siciliano del Lingotto.
"La ratifica dell'accordo - spiega Salvatore Burrafato, sindaco di Termini Imerese - sblocca definitivamente la trattativa sul futuro del polo industriale di Termini Imerese. Non è stato facile per le resistenze di Fiat mostrate sia nel mettere a disposizione le risorse finanziarie necessarie che nella formulazione dell'accordo con i sindacati. Nelle fasi finali, il Lingotto ha condotto maldestri tentativi per scaricare non solo i lavoratori, ma anche un territorio che generosamente aveva messo il suo litorale più bello al servizio del miraggio industriale".
"L'accordo è frutto della fattiva sinergia tra tutte le parti coinvolte nella trattativa, che hanno garantito in questi mesi un confronto costruttivo in un clima di piena collaborazione'' è stato il commento di Massimo Di Risio. ''Parte da oggi - aggiunge Di Risio - una nuova fase per DR Automobiles Groupe, che si avvia verso un processo di rinnovamento volto a creare un nuovo assetto che, come previsto dal piano, ci permetterà di rispettare i tempi programmati e raccogliere le sfide future del mercato''.
Marchionne: "Possiamo lasciare l'Italia" Firmata l'intesa su Termini Imerese - Economia e Finanza con Bloomberg - Repubblica.it
Per tutti gli allocchi che dicevano "con Marchionne più lavoro e sviluppo in Italia!"
Il governo si muova altrimenti non c'è alcuna differenza con il precedente.





Rispondi Citando
repapelle:
