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Discussione: Guerra Climatica - Environmental Warfare

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    Predefinito Guerra Climatica - Environmental Warfare

    L'importante dibattito sul riscaldamento globale patrocinato dalle Nazioni Unite fornisce solo una immagine parziale del cambiamento climatico; oltre al devastante impatto delle emissioni di gas-serra nello strato d'ozono, il clima mondiale può ora essere modificato come parte di una nuova generazione di sofisticate "armi non letali" (non-lethal-weapons). Sia gli americani che i russi hanno sviluppato le capacità di manipolare il clima del mondo.
    Negli Stati Uniti, la tecnologia è stata perfezionata all'interno del programma "High-frequency Active Aural Research" (HAARP) come parte della Iniziativa di Difesa Strategica. Recenti prove scientifiche suggeriscono che HAARP è pienamente funzionante ed ha la capacità di provocare inondazioni, siccità, uragani e terremoti.

    HAARP E' UN'ARMA DI DISTRUZIONE DI MASSA NON SOTTOPOSTA AD ALCUN NEGOZIATO.
    Da un punto di vista militare, HAARP è un'arma di distruzione di massa. Potenzialmente costituisce uno strumento di conquista in grado di destabilizzare selettivamente sistemi agricoli ed ecologici di intere regioni. Anche se non ci sono prove che questa mortale tecnologia sia stata usata, sicuramente le Nazioni Unite dovrebbero affrontare la questione della "guerra ambientale" a fianco del dibattito sugli impatti climatici dei gas-serra. Nonostante esista un ampio corpo di conoscenze scientifiche, la questione della deliberata manipolazione climatica per uso militare non è mai diventata esplicitamente parte della agenda delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.
    Né le delegazioni ufficiali né i gruppi ambientalisti partecipanti alla Conferenza sul Cambiamento Climatico all'Aia (novembre 2000) hanno sollevato la questione generale della "guerra climatica" o delle "tecniche di modificazione ambientali (ENMOD) come rilevanti per una comprensione del cambiamento climatico.
    Lo scontro tra negoziatori ufficiali, ambientalisti e lobbies del business americano si è concentrato sull'aperto rifiuto di Washington di sottostare agli impegni di riduzione dell'emissione di anidride carbonica assunti col Protocollo di Kyoto nel 1997[1]. Gli impatti delle tecnologie militari sul clima mondiale non sono oggetto di discussione ne' ragione di preoccupazione.
    Attentamente confinato ai gas-serra, il dibattito corrente sul cambiamento climatico serve agli obiettivi strategici e di difesa di Washington.

    "GUERRA CLIMATICA"
    La rinomata scienziata dott. Rosalie Bertell conferma che "gli scienziati militari degli Stati Uniti stanno lavorando sui sistemi climatici come potenziale arma. I metodi includono l'accrescimento delle tempeste e la deviazione dei fiumi di vapore dell'atmosfera terrestre per produrre siccità o inondazioni mirate[2]
    Già negli anni '70 il vecchio consigliere per la Sicurezza Nazionale Zbigniew Brzezinski aveva previsto nel suo libro "Tra Due Epoche" che:
    "...La tecnologia renderà disponibile, per i leader delle maggiori nazioni, tecniche per condurre una guerra segreta, per la quale sarànecessario considerare solo una minima parte delle forze speciali (...) Tecniche di modificazione del clima potrebbero essere impiegate per causare prolungati periodi di siccità o tempesta..."
    Marc Filterman, ex-ufficiale francese, descrive svariati tipi di "armi non convenzionali" che usano frequenze radio. Egli si riferisce alla "guerra climatica", indicando che gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica già "...padroneggiano il know-how necessario per scatenare improvvisi cambiamenti climatici (uragani, siccità) nei primi anni '80..." [3]. Queste tecnologie rendono "...possibile provocare disturbi atmosferici usando onde radar a frequenza estremamente bassa..."[4].
    Una simulazione sui futuri scenari di difesa commissionata per l'U.S Air Force (aeronautica militare, ndt) indica la necessità per "...Le forze aerospaziali degli Stati Uniti di `possedere il clima' capitalizzando le emergenti tecnologie e concentrandosi sullo sviluppo di quelle tecnologie per le applicazioni di guerra...". Per mezzo dello sviluppo delle operazioni amiche, di quelle per disturbare le azioni nemiche per mezzo di modificazioni su piccola scala dei modelli climatici e di quelle per completare il dominio delle comunicazioni globali e il controllo dello spazio, la modificazione del clima offre al combattente un'ampia gamma di possibili opzioni per sconfiggere o reprimere un avversario. Negli Stati Uniti, la modificazione del clima diventerà verosimilmente una parte della politica di sicurezza nazionale con applicazioni sia interne che internazionali. Il nostro governo persegue questa politica, a seconda dei suoi interessi, a vari livelli [5].

    IL PROGRAMMA "HIGH-FREQUENCY ACTIVE AURAL RESEARCH" - HAARP
    Il HAARP con base a Gokoma (Alaska) - amministrato congiuntamente da Aviazione e Marina - è parte di una nuova generazione di armamenti sotto il controllo della Iniziativa di Difesa Strategica degli Stati Uniti.
    Approntato dal Laboratorio di Ricerca dell'Aviazione - Direzione Veicoli Spaziali, HAARP è costituito da un sistema di potenti antenne in grado di creare "modificazioni locali controllate della ionosfera".
    Lo scienziato dott. Nicholas Begich - attivista della campagna contro HAARP - descrive tale programma come "...una tecnologia di raggi estremamente potenti di onde radio che raggiungono aree della ionosfera (lo strato più alto dell'atmosfera) si concentrano su di essa e la riscaldano. A quel punto le onde elettromagnetiche rimbalzano sulla terra e penetrano qualsiasi cosa - viva o morta..."[6]
    La dottoressa Rosalie Bertell descrive HAARP "...una gigantesca stufa in grado di causare la principale spaccatura della ionosfera, creando non tanto dei buchi quanto delle lunghe incisioni sullo strato protettivo che impedisce alle radiazioni mortali di bombardare il pianeta..."[7].

    INGANNANDO L'OPINIONE PUBBLICA
    HAARP è stato presentato all'opinione pubblica come un programma di ricerca scientifica ed accademica. Tuttavia, documenti militari degli Stati uniti sembrano suggerire che il principale obiettivo di HAARP è sfruttare la ionosfera per i propositi del Dipartimento della Difesa[8]. Senza fare esplicito riferimento ad HAARP, uno studio dell'Aviazione punta all'uso di "modificazioni indotte nella ionosfera" come un modo per alterare i modelli climatici così come disturbare i radar e le comunicazioni nemiche [9]
    Secondo la dottoressa Rosalie Bertell, HAARP fa parte di un sistema integrato di armi che ha conseguenze ambientali potenzialmente devastanti: è in continuità con cinquant'anni di crescenti ed intensi programmi di distruzione rivolti allo studio e controllo della parte alta dell'atmosfera. Sarebbe sconsiderato non associare HAARP alla costruzione del laboratorio spaziale che è stato progettato dagli Stati Uniti.
    HAARP appartiene ad una lunga storia di ricerca spaziale di natura deliberatamente militare.
    Le implicazioni della combinazione tra questi progetti è allarmante. E' spaventosa la capacità derivante dalla combinazione tra HAARP/Laboratorio Spaziale/Missili di spedire ovunque sulla terra una enorme quantità di energia, comparabile ad una bomba nucleare, attraverso laser o raggi a particelle.
    Il progetto viene venduto al pubblico come uno scudo spaziale contro attacchi nemici oppure, ai più ingenui, come un modo per riparare lo strato d'ozono [10].
    Oltre alle modificazioni climatiche, HAARP può avere altre funzioni: può contribuire al cambiamento climatico attraverso il bombardamento massiccio dell'atmosfera con raggi ad alta frequenza. Ma le onde di ritorno a bassa frequenza ed alta intensità possino colpire il cervello delle persone e non sono da escludersi anche effetti sui movimenti tettonici [11].
    Più in generale HAARP è in grado di modificare il campo elettro-magnetico della terra. Fa parte di un arsenale di armi elettroniche che i ricercatori militari nord-americani considerano come "una guerra gentile e delicata"[12].

    LE ARMI DEL NUOVO ORDINE MONDIALE.
    HAARP fa parte dell'arsenale d'armi del Nuovo Ordine Mondiale controllato dalla Iniziativa di Difesa Strategica (S.D.I.). Intere economie nazionali potrebbero essere potenzialmente destabilizzate attraverso manipolazioni climatiche attuate dai punti di comando negli Stati Uniti.
    Ancora più importante è il fatto che tali operazioni possono essere effettuate senza conoscere il nemico, ad un costo minimo e senza impiegare personale ed equipaggiamento come in una guerra convenzionale.
    Appagando gli interessi economici e strategici degli Stati Uniti HAARP potrebbe essere utilizzato per modificare selettivamente il clima in differenti parti del mondo col risultato di destabilizzare sistemi agricoli ed ecologici. Ciò che è peggio è che il Dip. della Difesa USA ha assegnato risorse ingenti per lo sviluppo dei sistemi di intelligence e monitoraggio sui cambiamenti climatici. La N.A.S.A. e la National Imagery and Mapping Agency (N.I.M.A.) del Dip. della Difesa
    Stanno lavorando su delle immagini fornite dai satelliti per lo studio di inondazioni, erosioni, frane, terremoti, zone ecologiche, previsioni atmosferiche e cambiamento climatico[13]

    L'INERZIA POLITICA DELLE NAZIONI UNITE.
    Secondo la convenzione sul Cambiamento Climatico (U.N.F.C.C.C.) firmata nel 1992 al Summit di Rio de Janeiro:
    "...In accordo con la Carta delle Nazioni Unite e i principi della legge internazionale, gli stati hanno la responsabilità di assicurare che attività svolte sotto la propria giurisdizione o controllo non causino danni all'ambiente di altri stati o di aree al di fuori della giurisdizione nazionale..."[14]
    Inoltre vi è una Convenzione internazionale ratificata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1977 che proibisce "...l'uso militare o altrimenti ostile di tecniche di modificazione ambientale che abbiano effetti molto diffusi, duraturi, gravi..."[15]. Sia gli Stati Uniti che l'Unione Sovietica firmarono la Convenzione. Questa definisce "tecniche di modificazione ambientale" qualsiasi tecnica "...per il cambiamento - attraverso la deliberata manipolazione dei processi naturali - della dinamica, composizione o struttura della terra, inclusi la sua litosfera, idrosfera, atmosfera e lo spazio..."[16].
    Perché allora le Nazioni Unite - ignorando la Convenzione ENMOD del 1977 così come la loro Carta - decidono di escludere dalla loro agenda i cambiamenti climatici derivanti dai programmi militari?

    IL PARLAMENTO EUROPEO E' A CONOSCENZA DELL'IMPATTO DI HAARP
    Nel febbraio 1998, in risposta ad un rapporto della signora Maj Britt Theorin - parlamentare europea e avvocatessa pacifista - il Comitato per gli Affari Esteri, la Sicurezza e la Difesa ha tenuto audizioni pubbliche a Bruxelles sul programma H.A.A.R.P[17]
    Il "Motion for Resolution" del Comitato sottoposto al Parlamento Europeo "...In virtù del suo esteso impatto sull'ambiente considera HAARP un problema globale e richiede che le sue implicazioni legali, ecologiche ed etiche siano esaminate da una istituzione internazionale indipendente; il Comitato esprime rammarico per il reiterato rifiuto dell'Amministrazione degli Stati Uniti di fornire pubblicamente informazioni sui rischi pubblici ed ambientali del programma H.A.A.R.P..."[18].
    La richiesta del Comitato di definire un "Protocollo Verde" sugli "impatti ambientali delle attività militari", è stata casualmente lasciata cadere nel vuoto con la motivazione che il Parlamento Europeo manca della necessaria giurisdizione per indagare sui "rapporti tra ambiente e difesa"[19].
    Bruxelles era ansiosa di evitare uno scontro con Washington.

    COMPLETAMENTE OPERATIVO
    Mentre non ci sono prove che HAARP sia stato utilizzato, ricerche scientifiche ci confermano che al momento è completamente operativo. Ciò significa che HAARP potrebbe essere utilizzato dai militari degli Stati Uniti per modificare selettivamente il clima di una nazione "non amica" o di uno "stato canaglia" con l'obiettivo di destabilizzarne l'economia nazionale. I sistemi agricoli sia dei paesi sviluppati che di quelli in via di sviluppo sono già in crisi a causa delle politiche del Nuovo Ordine Mondiale come la deregolamentazione del mercato.
    E' ampiamente documentato che la "medicina economica" che il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale hanno imposto al Terzo Mondo e ai paesi dell'ex blocco sovietico ha largamente contribuito alla destabilizzazione dell'agricoltura nazionale. A loro volta, i provvedimenti dell' Organizzazione Mondiale del Commercio hanno favorito gli interessi di una manciata di multinazionali occidentali bio-tech nel loro tentativo di imporre semi geneticamente modificati ai contadini di tutto il mondo.
    E' importante comprendere il rapporto tra i processi economici, strategici e militari del Nuovo Ordine Mondiale. Le manipolazioni climatiche realizzate attraverso il programma HAARP (sia accidentali che deliberate) peggioreranno inevitabilmente questi cambiamenti colpendo le economie nazionali, distruggendo infrastrutture e provocando potenzialmente la bancarotta di contadini in vaste aree. Sicuramente i governi nazionali e le Nazioni Unite dovrebbero affrontare la questione delle possibili conseguenze di HAARP e di altre "armi non letali" sul cambiamento climatico.

    Michel Chossudovsky
    http://www.talkinaboutinvolution.org


    NOTES
    1. The latter calls for nations to reduce greenhouse gas emissions by an average of 5.2 percent to become effective between 2008 and 2012. See Background of Kyoto Protocol at http://www.globalwarming.net/gw11.html.
    2. The Times, London, 23 November 2000.
    3. Intelligence Newsletter, December 16, 1999.
    4. Ibid.
    5 Air University of the US Air Force, AF 2025 Final Report, http://www.au.af.mil/au/2025/ (emphasis added).
    6 Nicholas Begich and Jeane Manning, The Military's Pandora's Box, Earthpulse Press, http://www.xyz.net/~nohaarp/earthlight.html. See also the HAARP home page at http://www.haarp.alaska.edu/).
    7. See Briarpatch, January, 2000. (emphasis added).
    8 Quoted in Begich and Manning, op cit.
    9. Air University, op cit.
    10. Rosalie Bertell, Background of the HAARP Program, 5 November, 1996, http://www.globalpolicy.org/socecon/...mt/weapons.htm
    11. Begich and Manning, op cit.
    12. Don Herskovitz, Killing Them Softly, Journal of Electronic Defense, August 1993. (emphasis added). According to Herskovitz, "electronic warfare" is defined by the US Department of Defense as "military action involving the use of electromagnetic energy..." The Journal of Electronic Defense at http://www.jedefense.com/ has published a range of articles on the application of electronic and electromagnetic military technologies.
    13. Military Space, 6 December, 1999.
    14. UN Framework Convention on Climate Change, New York, 1992. See complete text at http://www.unfccc.de/resource/conv/conv_002.html, (emphasis added).
    15. See Associated Press, 18 May 1977.
    16. Environmental Modification Ban Faithfully Observed, States Parties Declare, UN Chronicle, July, 1984, Vol. 21, p. 27.
    17. European Report, 7 February 1998.
    18. European Parliament, Committee on Foreign Affairs, Security and Defense Policy, Brussels, doc. no. A4-0005/99, 14 January 1999.
    19. EU Lacks Jurisdiction to Trace Links Between Environment and Defense, European Report, 3 February 1999.

    (C) Copyright by Michel Chossudovsky, Ottawa, November, 2000.
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    Predefinito Rapporto segreto del Pentagono: «I cambiamenti climatici più pericolosi di al Qaida»

    La prossima guerra? Quella del clima. Molto peggiore di al Qaida, forse già persa, sicuramente inevitabile se non si prenderanno presto misure radicali. Parola del Pentagono, che ha fatto arrivare sul tavolo del presidente Gorge W. Bush un documento segreto, preparato da due consulenti della Cia.

    Lo rivela il settimanale britannico The Observer, in un articolo datato New York e firmato da Mark Towsend e Paul Harris. Secondo gli autori, i cambiamenti climatici dei prossimi 20 anni potrebbero portare a una catastrofe di proporzioni immani, che costerebbe milioni di morti in guerre e disastri naturali. Il documento, tenuto nascosto dai capi del Pentagono e finito nelle mani del giornale britannico, mette in guardia il governo statunitense dai mutamenti del clima che si stanno verificando. Le maggiori città europee, rivela lo sconvolgente rapporto, potrebbero essere sommerse dall'aumento del livello d'acqua dei mari, mentre in Gran Bretagna nel 2020 il clima potrebbe diventare siberiano.

    «Disordini e conflitti saranno le caratteristiche endemiche della vita. Ancora una volta le guerre potrebbero determinare il destino dell'umanità», scrivono gli autori, Peter Schwartz, un consulente della Cia, già capo della pianificazione del gruppo petrolifero Royal Dutch/Shell, e Doug Randall, del think tank conservatore californiano Global Business Network. Lo studio è stato preparato su istruzioni di Andrew Marshall, potentissimo capo dell’Office of Net Assessment del Pentagono. L’ottaduenne Marshall è ritenuto essere la mente dietro tutte le più recenti scelte dell’amministrazione statunitense nel campo della difesa nazionale, a cominciare dal programma di difesa antimissili balistici, che tante polemiche ha suscitato nei mesi scorsi.

    I cambiamenti climatici «dovrebbero divenire oggetto di un dibattito scientifico inerente la sicurezza degli Stati Uniti», sostengono gli autori della ricerca. Un imminente scenario di cambiamenti catastrofici del clima è «plausibile e potrebbe compromettere la sicurezza degli Stati Uniti in un modo che va considerato da subito», concludono Schwartz e Randall.

    Doug Randall, citato da The Observer, spiega che gli effetti di un rapido cambio del clima potrebbero portare al caos globale. «È una cosa deprimente, ed è una minaccia alla sicurezza nazionale che è senza precedenti, perché non c’è nessun nemico contro cui puntare le armi e non abbiamo alcuna possibilità di controllo su questa minaccia» ha spiegato Randall, secondo il quale forse è già troppo tardi per impedire il disastro. «Non sappiamo esattamente a che punto siamo di questo processo. Potrebbe iniziare domani e potremmo non accorgercene prima di cinque anni» spiega. «Le conseguenze per alcune nazioni del cambio di clima sono inimmaginabili. Sembra ovvio che sarebbe necessario ridurre l’uso dei combustibili fossili».

    Un discorso, quest’ultimo, che difficilmente può essere recepito dall’amministrazione Bush, condizionata com’è dalla potentissima lobby petrolifera statunitense. Ma questa volta l’allarme non viene da qualche scienziato qualsiasi o da qualche gruppo ambientalista. È il Pentagono a porsi, seriamente a quanto pare, il problema dei cambiamenti climatici, e difficilmente il presidente che ama presentarsi agli americani come il commander in chief, il comandante in capo dell’America impegnata nella guerra globale contro il terrorismo, potrà ignorarlo.

    Nei giorni scorsi, l’amministrazione Bush era stata pesantemente criticata da un gruppo di eminenti scienziati della Union of Concerned Scientists che la accusavano di aver selezionato attentamente i risultati di studi scientifici per giustificare le proprie scelte politiche, nascondendo quelli che giungevano a conclusioni contrarie. Jeremy Simons, dell’Epa, l’agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente, ha commentato come aver tenuto nascosto il documento per quattro mesi era un ulteriore esempio di come la Casa Bianca tenti di occultare la minaccia dei cambiamenti climatici per non cambiare politica.

    Come è noto, gli Stati Uniti sono tra i più fermi oppositori al trattato di Kyoto sul contenimento delle emissioni inquinanti, Il governo statunitense ritiene che un’autoregolamentazione delle industrie sia sufficiente. Una posizione in parte sostenuta anche dal governo Berlusconi.

    Bob Watson, responsabile scientifico della Banca Mondiale, già presidente del Comitato intergovernativo sui cambiamenti climatici, ha dichiarato a The Obeserver che i severi avvertimenti del Pentagono non possono essere ignorati: «Può Bush ignorare il Pentagono? È ora difficile ed imbarazzante far sparire questo documento. Dopo tutto, la priorità di Bush è la difesa nazionale. Il Pentagono non è un estremista, né un gruppo liberale, è piuttosto conservatore. Se il clima cambia diventa una minaccia per la sicurezza nazionale e per l'economia, quindi Bush deve agire. Ci sono due gruppi che l’amministrazione Bush tende ad ascoltare, la lobby petrolifera e il Pentagono».

    Per Rob Gueterbock, di Greenpeace, «c’è un presidente che sostiene che la storia del riscaldamento globale è una stupidaggine, e dall’altra parte c’è il Pentagono che si prepara per la guerra del clima. È terribile che il presidente ignori il suo stesso governo su questo tema».

    Red
    L'Unità 22 02 04
    Red

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    Predefinito Cosa dice il rapporto

    L'effetto serra è peggio di al Qaida: questo è l'ammonimento dell'esplosivo rapporto commissionato dal Dipartimento della Difesa a due esperti di pianificazione strategica: il documento prevede che i bruschi cambiamenti del clima che attendono il pianeta tra 2010 e 2020 rischiano di portare il mondo sulla soglia dell'anarchia e di conflitti combattuti sul fronte della mera sopravvivenza e non più della religione, dell'ideologia, dell'onore nazionale.

    Guerre torneranno endemiche. Il rapporto, completato alla fine del 2003 prevede che «rivolte e conflitti diventeranno parte endemica della società: la guerra tornerà a definire i parametri della vita umana». Secondo il documento, la vera minaccia per la sicurezza dell'America e del mondo non è quella di Osama bin Laden e dei suoi terroristi. È invece quella dell'effetto serra, in conseguenza del quale a partire dal 2007 violente tempeste abbatteranno le barriere costiere rendendo inabitabile, ad esempio, gran parte dell'Olanda. Città come l'Aja verranno sommerse dalle acque e dovranno essere abbandonate.

    Iceberg lungo la costa del Portogallo. Tra 2010 e 2020 l'Europa sarà la regione più colpita dagli effetti del clima: un rallentamento della Corrente del Golfo, che ha mantenuto temperato il clima del Vecchio Continente porterà a un calo di 3,5 gradi centigradi della temperatura media contro 2,8 gradi in meno lungo la Costa Est del Nord-America. Il Grande Freddo in meno di vent'anni potrebbe essere così pronunciato da far apparire iceberg lungo la costa del Portogallo, ma anche nel migliore dei casi in Gran Bretagna il clima diventerà più freddo e più asciutto: Londra dovrà abituarsi a schemi meteorologici simili alla Siberia. Non è però solo un fatto di clima: secondo Peter Schwartz e Doug Randall, i due autori del rapporto, è tempo che «i cambiamenti climatici escano dal dibattito scientifico per investire quello della pianificazione strategica» perché entro il 2020 «catastrofiche carenze di acqua e energia diventeranno sempre più acute e faranno precipitare il pianeta nella guerra.

    Usa ed Europa fortezze anti-profughi. Disordini e conflitti interni lacereranno l'India, il Sud Africa e l'Indonesia. Aree ricche come gli Stati Uniti e l'Europa diventeranno «vere e proprie fortezze« e alzeranno il ponte levatoio per impedire l'afflusso di milioni di profughi da terre sommerse dalle acque o regioni incapaci di produrre raccolti». Il Pentagono ha pronosticato anche un'inevitabile ripresa della proliferazione nucleare: Giappone, Corea del Sud e Germania si doteranno di capacità nucleari al pari di Iran, Egitto, Corea del Nord mentre Cina, India e Pakistan saranno tentati di usare la bomba.

    Red
    l'Unità 22 03 04

  4. #4
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    Predefinito In arrivo l'apocalisse

    Il pentagono: la crisi ambientale provocherà conflagrazioni sociali planetarie
    In arrivo l'apocalisse
    Fra quindici anni la crisi ambientale causata dall'attuale modello di sviluppo, basato sull'utilizzo dei carboni fossili, provocherà una conflagrazione sociale planetaria destinata, molto probabilmente, a sfociare nella guerra globale permanente. A dirlo non sono i soliti militanti anti-corporation, né i terzomondisti anticolonialisti o gli ambientalisti isterici che ce l'hanno a morte con il progresso scientifico. Ad annunciare l'apocalisse imminente è nientedimeno che il Pentagono per bocca di due analisti d'eccezione: Peter Schwartz, consulente della Cia ed ex dirigente della Royal Dutch Shell, e Doug Randall del Global Business Network, associazione di industriali nata con lo specifico scopo di promuovere il grande business in sedi come il Wto. Il rapporto, che si proponeva di fornire uno scenario del mondo nel 2020, si è arenato in un cassetto della scrivania di Bush finché non l'ha scovato il settimanale inglese The Observer.


    Nessuno da bombardare?

    A commissionare lo studio è stato Andrew Marshall, potentissimo capo dell'Office of Net Assessment del Pentagono e mente dell'amministrazione Bush nella difesa. Marshall ci deve essere rimasto male a leggere, nelle parole dei suoi pupilli, l'esortazione a rendere i cambiamenti climatici «oggetto di un dibattito scientifico inerente la sicurezza degli Stati Uniti». Gli autori ammettono infatti che «un imminente scenario di cambiamenti catastrofici del clima è plausibile e potrebbe compromettere la sicurezza degli Stati Uniti» aggiungendo che «è una cosa deprimente, ed è una minaccia senza precedenti alla sicurezza nazionale perché non c'è nessun nemico contro cui puntare le armi e non abbiamo alcuna possibilità di controllo su questa minaccia». Nessuno da bombardare insomma, nemmeno un matto vestito da profeta. E alla fine a Schwartz e Randall scappa la suprema bestemmia: «Sembra ovvio che sarebbe necessario ridurre l'uso dei combustibili fossili».

    Il Pentagono scopre insomma quello che l'Intergovernmental Panel on Climate Change, massima autorità mondiale sul cambiamento climatico, appurò già nel 2000: per stabilizzare il C02 ai livelli attuali bisogna tagliare le emissioni del 60 per cento, cosa che si può fare solo bloccando il consumo di combustibili fossili e puntando decisamente sulle energie alternative. Il calcolo si basa su di un dato incontrovertibile: se si riuscissero a utilizzare contemporaneamente le riserve mondiali di petrolio e gas naturali già disponibili non ci sarebbe modo, per il pianeta terra, di assorbire tutte le emissioni. In altre parole è impossibile bruciare il petrolio di cui già disponiamo, figuriamoci quello ancora da scoprire.

    Come è noto, la propaganda sovversiva degli autorevoli scienziati non è stata nemmeno presa in considerazione. Al grido "difenderò lo stile di vita americano" Bush ha bombardato e occupato due luoghi strategici sia per il transito che la produzione dell'oro nero. Nel frattempo, mentre in casa faceva a pezzi le norme ambientali per estendere le perforazioni anche nelle aree protette, Bush rendeva palese il rifiuto del protocollo di Kyoto che, lo ricordiamo, era già un compromesso al ribasso. Il rapporto, quindi, mal si coniuga con gli interessi immediati della lobby petrolifera che, da Washington, governa il mondo. Del resto nelle parole degli autori traspare una rassegnazione decisamente umiliante per la superpotenza che dovrebbe salvare il mondo - o almeno gli amati States.


    Le alternative
    Destinati all'apocalisse? Oddio, qualcosina magari si potrebbe tentarla prima di attaccare col requiem. Gli sconfortati ma influenti autori potrebbero intanto suggerire ai loro mentori di abbandonare immediatamente la ricerca di petrolio nelle zone ecologicamente fragili che finora erano state tenute al riparo dallo sfruttamento. Del resto è la richiesta delle nazioni originarie - ovvero gli indios - che rappresentano una popolazione globale di trecento milioni di persone tutt'altro che rassegnate all'estinzione. I soldi che vengono spesi - qualcosa come 90 miliardi di dollari - per andare a cercare petrolio nell'Artico, in Alaska o nelle più remote foreste pluviali potrebbero venire dirottati sulla ricerca delle energie rinnovabili di cui grandi compagnie come Shell e BP fanno - solo - un gran parlare.

    Sicuramente i consumatori occidentali debbono mettere all'ordine del giorno un radicale cambiamento del proprio stile di vita - non lo fareste, per il pianeta? - ovvero una sostanziale riduzione dei propri consumi energetici - leggi: automobili e aria condizionata. La capacità del consumatore individuale di influenzare il clima, però, è fortemente ridotta dal peso ambientale e politico delle gigantesche corporation che esplorano, estraggono, trasportano, raffinano e distribuiscono il petrolio. Appena 122 transnazionali sono responsabili del'80 per cento di tutte le emissioni di anidride carbonica (C02) e appena cinque grandi corporation private, la Exxon, la Mobil, BP Amoco, Shell, Chevron e Texaco, producono la benzina che contribuisce a circa il dieci per cento delle emissioni globali. Sono le stesse compagnie che nelle sedi degli organismi internazionali accusano i paesi in via di sviluppo di non intraprendere le misure necessarie a ridurre il riscaldamento globale. Ma se si vuole sperare che i paesi in via di sviluppo accettino di limitare le proprie emissioni bisogna aiutarli a ristrutturare i propri impianti obsoleti - magari alleggerendo il debito - invece di rivendergli quelli che da noi sono diventati fuorilegge. Altro piccolo suggerimento che Schwartz e Randall potrebbero passare ai piani alti.

    Sabina Morandi_
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    Predefinito Mentre noi guardiamo altrove

    Il grande disastro si avvicina.

    Ieri al TG della 7 hanno dato una notizia sconvolgente. Pare che negli ultimi 30 anni, a causa delle macchie di smog presenti nell'atmosfera abbiamo avuto una diminuzione delle radiazioni luminose sul pianeta pari al 10%!!!

    Forse non vi rendete conto dell'impatto della cosa. O forse volete guardare da un' altra parte. Forse sperate che il problema lo risolva qualcun altro.

    Pensateci. Chiedete che il vostro partito (qualunque esso sia) si occupi di ambiente, fosse anche per avere dei dati precisi e concreti della situazione.

    Come dicono gli Inuit:
    "La terra non l'abbiamo ereditata dai nostri padri. L'abbiamo presa in prestito ai nostri figli."

    Ai sensati.
    "Che l'uomo si concepisca come una creatura di Dio oppure come una scimmia che ha fatto carriera comporta una netta differenza nell'atteggiamento da tenere verso la realtà; nei due casi si obbedirà a imperativi interiori diversissimi."

    Arnold Gehlen

  6. #6
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    ho visto ank'io il servizio, nn ho dati sul fenomeno però non sono sicuro di quel 10 % che è tantissimo, se facciamo presente che basta una diminuzione di solo 1.5 gradi Celsius della temperatura media mondiale per ricadere in una nuova era glaciale, questo numero mi sembra un pò esagerato.. ma ripeto che non dati precisi al momento
    Chiamo alla Jihad da Rihad a Dubai/
    Sai, gli restituiremo le torture di Abu Ghraib/
    ogni posto in occidente è il World Trade Center/
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  7. #7
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    In Origine Postato da HoChiMinh84
    ho visto ank'io il servizio, nn ho dati sul fenomeno però non sono sicuro di quel 10 % che è tantissimo, se facciamo presente che basta una diminuzione di solo 1.5 gradi Celsius della temperatura media mondiale per ricadere in una nuova era glaciale, questo numero mi sembra un pò esagerato.. ma ripeto che non dati precisi al momento
    Condivido lo scetticismo. Considera però che la copertura non è globale (vi sono aree più e meno scure), e che quello che perdiamo in temperatura lo riguadagnamo con l' effetto serra.

    Ai posteri.
    "Che l'uomo si concepisca come una creatura di Dio oppure come una scimmia che ha fatto carriera comporta una netta differenza nell'atteggiamento da tenere verso la realtà; nei due casi si obbedirà a imperativi interiori diversissimi."

    Arnold Gehlen

  8. #8
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    già, si tratterebbe di effetti complementari tra loro in grado di non farci notare i loro effetti reali, potrebbe anche darsi, ma in questo caso dovremmo preoccuparci ancora di più perchè potremmo non essere in grado di notare altri eventi negativi che si potrebbero prensentare..
    Chiamo alla Jihad da Rihad a Dubai/
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  9. #9
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    E' cmq un fatto che il clima è sballato, così pure l'alternanza delle stagioni.
    Ci vuole un rilancio di ambientalismo, perchè sennò gli sconvolgimenti climatici distruggeranno il nostro mondo.
    Fondiamo un movimento ecologista trasversale!
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  10. #10
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    nessuno si occupa più di problemi seri...
    politici intellettuali stampa e telelvisioni vivono alla giornata .. rinfacciandosi l'un l'altro colpe vere e inventate....
    di ogni episodio se ne fa una polemica partigiana ....senza mai approdare alla verità...e se anche vi si approda, propprio per le polemiche partigiane, rimane sempre una alta percentuale di persone convinte del contrario....
    per riuscire ad occupparsi di cose serie concretamente è ormai diventato necessario allontanare dalla scena quelli che è provato hanno detto bugie almeno una volta..
    dicono che dio abbia distrutto babele perchè gli uomini non si intendevano più..
    oggi siamo nella stessa situazione... ma anziche attendere dio.....che sicuramente tarderà..... sarebbe davvero il caso di mettere a tacere molta gente.....
    non è difficile......... basta cominciare e procedere ad eliminare uno alla volta..
    se l'europa non cambia sistema conviene andarsene...altrimenti ci ridurrà come e peggio della grecia.

 

 
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