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Discussione: L'uomo dell'ano.

  1. #1
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    Predefinito L'uomo dell'ano.

    'L'uomo dell'anno' e' il presidente Giorgio Napolitano - Photostory Primopiano - ANSA.it


    Sarò anche ripetitivo, ma a mio parere è fondamentale insistere per far comprendere il più possibile a chi legge la gravità di quanto sta accadendo veramente in questo schifo di paese.
    E lui, il nostro DUX, con la complicità di tutta la partitocrazia, è il bersaglio primo sul quale occorre puntare tutte le accuse.
    Ha fatto delle cose veramente tremende, contro ogni principio di democrazia o se volete di rispetto dei diritti del popolo e della carta da cesso itagliota.
    L'uomo dell'ano, appunto.
    Con il suo sempre a 90 pronto ad accogliere tutti i desideri dei poteri superiori e determinatissimo ad incul...care i nostri in ogni modo possibile.
    Per lui si che occorrerebbe un bel tribunale di Strasburgo se non dell'Aja, se solo fossero delle cose serie ed al di sopra delle parti.
    Ultima modifica di ventunsettembre; 02-12-11 alle 15:34
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

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  2. #2
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    Predefinito Rif: L'uomo dell'ano.

    Molti lettori e mai nessuna risposta sulle mie accuse al nostro DUX.
    E dire che la carta costituzionale costa poco, la vendono anche nei supermercati in confezioni risparmio.
    Per chi se la fa sotto.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  3. #3
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    Predefinito Rif: L'uomo dell'ano.

    Non ho parole per descrivere quanto mi fa schifo,perfetto italiota partenopeo in tutto e per tutto.
    Predica bene e razzola male.

  4. #4
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    Predefinito Rif: L'uomo dell'ano.

    Il titolo del thread è perfetto.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  5. #5
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    Predefinito Rif: L'uomo dell'ano.

    Citazione Originariamente Scritto da Stobla87 Visualizza Messaggio
    Non ho parole per descrivere quanto mi fa schifo,perfetto italiota partenopeo in tutto e per tutto.
    Predica bene e razzola male.
    Verissimo, rappresenta in toto l'itaglione medio e forse è per questo che ha percentuali di fiducia altissime...
    La cosa però che fa ancora più schifo è che, nonostante si sappia benissimo che sta stiracchiando e deformando la costituzione secondo le sue necessità (sue e dei suoi fratelli do o sudde), sono tutti li (la lega nord in primis) a leccargli il culo: piena fiducia in napolitano... stima per la saggezza di o presidente...

    Possibile che non ci sia nessuno che abbia il coraggio di dire la verità, sul gran visir da tuc i teroin!!!!

    Schifo, schifo schifo!!!!
    Abbiamo lasciato sparire tanti sentieri, abbiamo lasciato incolti prati e boschi: siamo perduti in un esodo senza terre promesse. Ma la nostra terra promessa è qui, tra questi monti e questi sassi, qui per stillare latte e miele da questa dura terra

  6. #6
    sübre ò söpèi? No, Zølfø.
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    Predefinito Rif: L'uomo dell'ano.

    http://www.nytimes.com/2011/12/03/wo..._r=2&ref=world

    "SOME have taken to calling him simply “Re Giorgio,” or King George,..."

    I zabbaudi di piemontija esultano. Il ritorno del re.

  7. #7
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    Predefinito Rif: L'uomo dell'ano.

    per me l'uomo dell'anno è lui!!!!


    Conquista la folla e conquisterai la carega…
    Bossi: «Denuncerò chi ha utilizzato i soldi della Lega per sistemare la mia casa» repapelle:
    Renzo Bossi: farò contadino o muratore... meglio tardi che mai:sofico:

  8. #8
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    Predefinito Rif: L'uomo dell'ano.

    Sembra che il re di tutti i meridionali abbia scritto un libro, e mi ha pure rubato il motto per usarlo come titolo : UNA E INDIVISIBBOLA.



  9. #9
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    Predefinito Rif: L'uomo dell'ano.

    Citazione Originariamente Scritto da Quayag Visualizza Messaggio
    Sembra che il re di tutti i meridionali abbia scritto un libro, e mi ha pure rubato il motto per usarlo come titolo : UNA E INDIVISIBBOLA.


    Napolitano Giorgio - Una e indivisibile. Riflessioni sui 150 anni della nostra Italia


    Una e indivisibile. Riflessioni sui 150 anni della nostra Italia - Napolitano Giorgio - Libro - IBS - Rizzoli - Varia


    ECCO IL LIBRO IN QUESTIONE.



    Le celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità d'Italia hanno visto una partecipazione popolare al di là di ogni aspettativa; si è così mostrata la profondità delle radici del nostro stare insieme come nazione, come Italia unita. Le parole scolpite nella Costituzione per definire la Repubblica - "una e indivisibile" - hanno trovato un riscontro autentico in milioni di italiani. Secondo la Carta costituzionale, il Presidente della Repubblica "rappresenta l'unità nazionale". Giorgio Napolitano ha colto ogni occasione per dare risalto alle ragioni di dignità e di orgoglio nazionale che ci offre la storia del movimento di unificazione. Questo libro tocca gli aspetti salienti di quel processo: la sapiente architettura ideata da Cavour, lo slancio eroico suscitato da Garibaldi, la partecipazione della società meridionale alla costruzione dell'Italia unita, i legami del movimento per l'unità nazionale con le esperienze europee, l'azione unificante della lingua e della cultura. Napolitano non nasconde le zone d'ombra e le promesse non mantenute, in particolare lo squilibrio tra Nord e Sud e l'attuazione parziale di quell'autonomismo ben presente nelle visioni risorgimentali e infine nel dettato della Costituzione repubblicana. Ma proprio la consapevolezza delle durissime prove che l'Italia è stata costretta a superare per diventare un grande, moderno Paese europeo deve darci quella fiducia indispensabile per superare le ardue sfide che ci attendono.



    La recensione di IBS
    “Non è retorica reagire a tesi storicamente infondate, come quelle tendenti ad avvalorare ipotesi di unificazione solo parziale dell’Italia, abbandonando il Sud al suo destino (…). E tanto meno è retorica il recuperare motivi di fierezza e di orgoglio nazionale: ne abbiamo bisogno, ci è necessaria questa più matura consapevolezza storica comune, anche per affrontare con accresciuta fiducia le sfide che attendono e già mettono alla prova il nostro Paese.”

    In uno dei passaggi più pregnanti di questo libro, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano condensa tutto l’impianto concettuale che sta dietro alle celebrazioni del centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia. Ecco ora una raccolta di interventi che il Presidente ha avuto modo di pronunciare durante le numerose manifestazioni sorte, anche spontaneamente in molti Comuni e in molte scuole, per ricordare il difficile processo che, passando attraverso i moti risorgimentali, ha portato all’unificazione nazionale e alla proclamazione, nella Carta costituzionale, della Repubblica italiana “Una e indivisibile”.
    Una conquista, ma anche un auspicio. Oggi che numerose insidie rischiano di compromettere lo spirito unitario “occorre lumeggiare” – sostiene il Presidente Napolitano – “passaggi essenziali e fondamentali figure di protagonisti del processo unitario”. Un approccio storico, quindi, prima di tutto, sulle tracce di un’avventura che ha coinvolto numerosi giovani protagonisti sui quali la luce del ricordo e della memoria non viene mai accesa invano.
    Uno sguardo lucido sui protagonisti e i luoghi del Risorgimento, che - da Quarto, dove partì la spedizione dei Mille, a Reggio Emilia, dove venne creata la bandiera tricolore, ma anche Bergamo, enclave oggi di echi secessionisti - vengono riletti alla luce dell’enorme contributo che i cittadini diedero alla causa unitaria. Un Nord attivo e propulsivo, certo, ma anche un Sud che mai ebbe a subire le iniziative altrui, che anzi partecipò con forza al progetto unitario sia attraverso gli interventi di importanti intellettuali, sia attraverso il tributo degli uomini che risposero in maniera plebiscitaria all’appello di Garibaldi e dei Mille.
    La riflessione sul ruolo del Mezzogiorno percorre tutte le pagine di questo appassionante saggio. Dal discorso tenuto il 3 ottobre 2009 a Rionero in Vulture, fino alla Giornata della Bandiera, il 7 gennaio 2011, per arrivare al toccante discorso celebrativo dinanzi al Parlamento pronunciato nell’Aula di Montecitorio il 17 marzo 2011, il Presidente Giorgio Napolitano non ha mai cessato di porre l’accento sulla questione meridionale e sulla centralità di Roma capitale, sulle difficoltà che ha incontrato il processo di unificazione reale, in termini economici, sociali e civili. “La più grave incompiutezza”, secondo il Presidente, che non può che spronare tutte le più alte cariche dello Stato a lavorare alacremente e tenacemente perché l’ampio progetto dei nostri padri costituenti venga portato a compimento.
    Non è retorica, è bene che si chiarisca, insistere sulla storia italiana, sull’orgoglio nazionale e sulla dignità che deve guidare i nostri prossimi passi, soprattutto in un momento di crisi globale come quello che l’Europa sta attraversando. E commuove la lucidità con cui un uomo di Stato, che della nostra Repubblica ha avuto modo di ascoltare “i primi vagiti”, interpreta il nostro passato proiettandolo nell’immaginario delle nuove generazioni, vere destinatarie dello spirito risorgimentale e protagoniste di un rinnovato impegno civile.



    E' SPECIALIZZATO IN QUESTA PROPAGANDA, VEDERE QUESTO ESEMPLARE DI TITOLO:


    Napolitano Giorgio - Per l'unità d'Italia

    Per l'unità d'Italia - Napolitano Giorgio - Libro - IBS - Ist. Poligrafico dello Stato -


    E' POI ANCHE MOLTO PROBABILE CHE NON LE ABBIA SCRITTI LUI, MA CHE SEGUANO LE SUE DIRETTIVE.



    COMUNQUE PER CAPIRE CHE E' L'UOMO DEI POTERI FORTI, leggere questo articolo:

    Napolitano/ Il New York Times: "Impressionante performance di 're Giorgio'" - Affaritaliani.it

    Napolitano/ Il New York Times: "Impressionante performance di 're Giorgio'"
    Sabato, 3 dicembre 2011 - 10:10:21


    Il New York Times ha dedicato il suo ritratto del sabato al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, "Re Giorgio", l'86enne ex comunista che il mese scorso "ha orchestrato uno dei piu' complessi trasferimenti politici dell'Italia del dopoguerra, "un garante chiave della stabilita' politica in tempi instabili". "Una performance tanto piu' impressionante -nota il quotidiano- dato che la presidenza italiana e' largamente simbolica, senza poteri esecutivi", ma Napolitano "ha spinto questo ruolo fino ai limiti" diventando un "power broker".

    Il quotidiano racconta come Napolitano abbia "impiegato mesi nel preparare il terreno alla transizione", aiutato dalla sua forte popolarita'. Napolitano "e' emerso come l'anti Berlusconi", e accanto alla moglie Clio ha "incarnato un'Italia diversa, un'Italia di virtu' civiche", scrive il New York Times. Che racconta la sua biografia di ex alto dirigente del Pci, un politico che l'allora segretario di Stato americano Henry Kissinger chiamava il suo "comunista preferito". E nota come "un tempo, l'idea di un presidente americano che ringrazia Napolitano, che era essenzialmente il ministro degli Esteri del partito comunista-o anche soltanto che lo chiamasse al telefono, era impensabile". "Ora gli italiani guardano a Napolitano perche' guidi la nave dello Stato con la sua tranquilla abilita', mentre Monti e la sua squadra di tecnocrati si assumono la difficile sfida di modernizzare la scricchiolante economia italiana", conclude il giornale.

    Oggi i segretari dei partiti, domenica parti sociali ed autonomie locali. Un weekend di incontri serrati, per Mario Monti, con l'obiettivo di rendere più agevole la strada in Parlamento e nel Paese alla manovra che sarà approvata lunedì in Consiglio dei Ministri. Ma anche dopo il Cdm, l'obiettivo del premier sarà quello di spiegare e far comprendere il più possibile i contenuti e la filosofia ispiratrice della manovra: e allora in calendario arrivano una conferenza stampa "istituzionale" a palazzo Chigi, un'informativa alla Camera e poi al Senato. Non solo: l'offensiva mediatica di Monti sarà anche in tv: innanzitutto 'Porta a Porta' martedì sera, un intervento che provoca numerose polemiche, ma non si escludono altri interventi e altri mezzi di comunicazione.

    L'obiettivo, spiegano da palazzo Chigi, è chiaro: si chiedono agli italiani ulteriori sacrifici in un momento già difficile, bisognerà spiegare come fossero indispensabili e come comunque ci si è mossi secondo il criterio dell'equità più volte rivendicato come stella polare. Ma la stessa attenzione Monti la vuole dedicare anche all'opinione pubblica internazionale: per questo dopo la conferenza stampa ci sarà "specifica comunicazione alla stampa internazionale in considerazione della particolare rilevanza di tali decisioni per l'economia europea ed internazionale". Non solo: l'attività di comunicazione "proseguirà nei giorni seguenti da parte del Presidente e dei singoli Ministri attraverso diverse modalità e strumenti di comunicazione". La svolta comunicativa di Monti qualche problema lo ha subito creato: l'annuncio di Bruno Vespa della puntata speciale con il premier e i ministri Passera e Fornero ha scatenato infatti le reazioni piccate dei gruppi parlamentari, in primis Lega e Pdl, che hanno protestato per la mancanza di comunicazioni alle Camere. A distanza di poche ore, una 'marcia indietro' e la decisione di mettere subito in agenda le informative alle Camere: alle 16 a Montecitorio, alle 18 a palazzo Madama. Insomma prima il Parlamento, e poi il salotto tv.

    Perchè quello che Monti non può proprio permettersi, spiega una fonte di governo, è che l'arrivo in Parlamento della manovra avvenga tra i malumori della sua maggioranza. Anche per questo il premier si è deciso ad incontrare i leader dei partiti che lo sostengono, più che per illustrare le misure, per ascoltarne i 'desiderata' e provare a venire incontro almeno a qualche richiesta. Ma nulla di più: "L'impianto è praticamente delineato", spiega una fonte di governo. Alle 10,30 incontrerà il Terzo Polo, alle 12 il Pdl, alle 21 il Pd. Declina l'offerta invece l'Idv: "Valuteremo in Parlamento", risponde Antonio Di Pietro.

    A parti sociali e autonomie locali il premier dedicherà la mattinata di domenica: alle 9 i giovani, ormai stabilmente nel giro di consultazioni, alle 9,30 sindacati e imprenditori, alle 11 i sindacati Forze Armate e Forze dell'Ordine, alle 12 Regioni, Province e Comuni, con buona pace dei governatori leghisti che avevano protestato per la conconcomitante riapertura del parlamento padano.

    Al termine del giro di consultazioni, e quindi domenica pomeriggio, il governo tirerà finalmente le somme per il pacchetto di misure che sarà approvato lunedì dal Cdm: l'obiettivo resta quello di scontentare tutti, per far digerire a tutti gli interventi necessari. Del resto, già appena insediato Monti era stato chiaro: "Misure sia di ulteriore risanamento finanziario sia di incisive riforme strutturali per la crescita hanno maggiore probabilità politica di essere accettate e colte dal Paese se sono presentate in forma di pacchetto che comporti una partecipazione al da farsi, anche in forma di sacrifici, da parte di diverse categorie".

    E' bastato un lancio di agenzia sulla presenza di Mario Monti nel salotto di Bruno Vespa su Rai1 per scatenare polemiche che, nei Palazzi, hanno riportato alla mente la scrivania con la quale l'ex premier, Silvio Berlusconi, firmava in diretta il "contratto con gli italiani".

    La notizia del premier che va a 'Porta a porta' martedì sera scatena reazioni a catena. La Lega parla di "sgarbo alla democrazia" per bocca del capogruppo in commissione Finanza alla Camera Maurizio Fugatti. Il vicepresidente dei deputati del Pdl Osvaldo Napoli usa l'ironia e invita i "colleghi parlamentari" a sintonizzarsi martedì sulla trasmissione di Rai1 dove "illustrerà agli italiani e al Parlamento i contenuti della manovra". "Se confermato sarebbe l'ennesimo tassello di un puzzle impazzito", afferma Flavio Arzarello del Pdci. Tranchant il leader Idv Antonio di Pietro: "Vespa è la terza Camera del Parlamento".

    Il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini prende invece le difese di Monti: "Credo sia importante spiegare le misure economiche al paese". Il suo fedelissimo Roberto Rao ricorre però a Twitter per avanzare un suggerimento: "Martedì mattina 'opencamera' per votazioni. Quale migliore occasione per Monti per anticipare al Parlamento misure anti-crisi?".

    Lo stesso Rao nel tardo pomeriggio anticipa, sempre su Twitter', che Monti riferirà lunedì pomeriggio alla Camera. Passano pochi minuti e Palazzo Chigi conferma la novità con una nota nella quale si informa che Monti prima "informerà l'opinione pubblica attraverso una conferenza stampa istituzionale" alla quale seguirà "specifica comunicazione alla stampa internazionale". E poi si recherà "alla Camera alle 16 e al Senato alle 18 di lunedì 5 dicembre per un'informativa urgente del Governo riguardo ai provvedimenti adottati dal Consiglio dei Ministri". Una nota che smentisce chi pensava che il governo tecnico fosse stato contagiato dalla videocracy.


    CHE FACCIA PARTE DI UN ALTRO SISTEMA, E adesso con monti che porti avanti la sua vera natura lo sta dimostrando, ma c'è chi in buona fede non riesce a vederlo.

  10. #10
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    Predefinito Rif: L'uomo dell'ano.

    Citazione Originariamente Scritto da Gioann Bagoss Visualizza Messaggio
    http://www.nytimes.com/2011/12/03/wo..._r=2&ref=world

    "SOME have taken to calling him simply “Re Giorgio,” or King George,..."

    I zabbaudi di piemontija esultano. Il ritorno del re.
    Ma certo! Un piemontese antimonarchico è semplicemente inconcepibile. Anche quando proclamano il loro odio per il re è solo per la frustrazione di un amore non corrisposto per l'uomo forte, che può essere rex, dux, conducator o quant'altro. Salvo poi produrre tutti i Badoglio della situazione.

 

 
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