A cura di: GRAZIANO CAMPI
Partiamo subito: ieri sera è successo qualcosa che non doveva sucedere. Galliani si presenta nell’intervallo per fare il diavolo a quattro con arbitro e guardalinee e Marotta non c’è.
In perfetto stile pre-Agnelli (leggi: stile Blanc-Cobolli & Gigli), arriva quando tutto è già finito. L’avrà chiuso Nedved in bagno…
C’era Capello in tribuna che parlava con Agnelli nel pre-partita. Ci fosse stato almeno lui (non scomodiamo Moggi e Giraudo) come dirigente, Galliani sarebbe girato al largo.
Marotta non parla, e quando parla dice banalità. Non vuol scontentare nessuno o forse non ne ha la forza. Non gliene facciamo una colpa.
Solo mi pare evidente che a Torino serva un uomo immagine e di personalità. Come Capello.
Intanto la partita si ferma lì. Al minuto 45.
No, non si è fermata al gol di Muntari, perchè se tanto mi da tanto, un errore si può concedere in buona fede. Che a farlo sia stato un guadalinee, come lo era Meani, deve essere stato per Galliani un po’ come il bacio di un apostolo sul Monte degli Ulivi.
Usciti dal Getsemani, andiamo a quello che veramente compromette la partita: la sfuriata di Galliani.
Se il tentativo di alterare basta per una condanna, le prove dopo l’inopportuna, e speriamo giustamente sanzionata, ira del bravo dirigente rossonero, sono lampanti.
Nella ripresa mancano un rosso a Mexes per fallo violento (pugno a Borriello), il secondo giallo a Muntari per fallo da dietro su Vidal, un gol regolare annullato a Matri per fuorigioco. Sorvoliamo sul fallo da dietro (con ginocchiata successiva) di Van Bommel su Vidal, ancora nel primo tempo.
Non si può non parlare di “effetto Galliani”, soprattutto sull’assistente Romagnoli, che forse non sarà bravissimo, ma di sicuro non è uno sprovveduto: se non vuoi dare un gol, alzi la bandierina e segnali fuorigioco (come con Matri).
Non fingi di non vedere che è entrato il pallone di mezzo metro, quando l’arbitro ha già assegnato la rete e sapendo che le televisioni ti massacreranno. Ti giochi la carriera senza tanta intelligenza.
La partita è falsata dal primo minuto dell’intervallo e non importa se nel primo tempo il Milan abbia dominato una Juventus che ha dimostrato di essere alla corda. E’ stato lo stesso contro il Napoli, ma abbiamo pareggiato.
Inter – Juventus: gara di andata. Rigore per la Juventus sacrosanto (fallo di Castellazzi su Marchisio, da ultimo uomo). La Juve può chiudere la partita. L’arbitro non fischia, l’Inter pareggia, ma noi vinciamo 2 a 1. Questo è il calcio.
Napoli – Juve: rigore di Hamsik. Lo tira male, lo ripete, sbaglia. Il Napoli continua a giocare e si porta in vantaggio di due gol, perchè è più forte. Questo è il calcio. Noi pareggiamo.
Perchè non è che se sei in svantaggio di due gol hai perso la partita. Questa è la Juventus.
C’è chi è stato condannato perchè telefonava a Biscardi, e chi con tre televisioni e due giornali, si lamenta con uno sconosciuto (ma bravo) responsabile della comunicazione perchè userebbe i media per condizionare un guardalinee.
Lo fa, come se non sapesse che se la Juventus è andata in B è solo e soltanto per volontà dei media. Come se non sapesse che nel 2005 Ibrahimovic si prese 3 giornate per qualcosa che, paragonato allo schiaffo di Aronica (gratuito e vigliacco), era solo un buffetto (Ibrahimovic contro l’Inter venne tartassato di falli in continuazione).
La partita è stata falsata. Dal Milan e da Galliani. Fosse per me, si potrebbe ripetere anche oggi. E vinciamo due a zero. Lo sanno anche loro, e per questo ringraziano Romagnoli: hanno qualcosa per cui piangere da qui all’eternità. Come l’Inter di Sartor, Galante, Colonnese, Fresi, Zè Elias e Martin Rivas, nel ’98.
Nota a margine: continuo a non capire la differenza tra Amauri e Borriello. Ma questo è un altro discorso. Da 25 milioni di euro.
Campi Minati: Milan – Juve | TifosiBianconeri.com
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