"È una manovra che colpisce pesantemente i lavoratori. Questa idea di dire che la pensione di anzianità è un privilegio io la trovo una follia", ha detto Landini augurandosi che il governo non decida di far approvare il pacchetto tramite la fiducia al decreto: "Sarebbe un atto contro la democrazia". La Cgil del resto, come aveva già annunciato ieri, non ha nessuna intenzione di gettare la spugna: "Bisogna continuare ad insistere sui contenuti specifici della manovra per ottenere le modifiche che riteniamo ancora necessarie", si legge oggi in un comunicato. Il sindacato si prende anche il merito di aver impedito al governo di aumentare l'Irpef, di aver ottenuto "un primo, ma ancora troppo parziale, risultato sul blocco dell’indicizzazione delle pensioni".
Sulle barricate salgono già anche
Uil e Cisl che annunciano una prima protesta di 2 ore per lunedì 12. Luigi Angeletti sostiene che "la manovra economica rischia di produrre una spintarella verso la recessione". "Più aumenta il livello di tassazione", spiega, più si produce una riduzione della quantità dei consumi. L'aumento dell'iva di due punti potrebbe avere effetti molto negativi".
Angeletti assicura che in giornata la Uil "valuterà le azioni da prendere per cambiare il provvedimento, soprattutto sul terreno fiscale e per correggere le storture sul sistema previdenziale". Il fisco resta il nodo, "la vera sfortuna del nostro Paese": "Il sistema fiscale deve incentivare la produzione, deve fare in modo che il Paese abbia un mercato interno perchè non si può vivere di esportazioni, che devono coprire una parte della richiesta. Tutte le politiche che riducono la crescita a lungo andare sono micidiali".
Il segretario Cisl, Raffaele Bonanni, ha intanto precisato che "nei
prossimi giorni avremmo incontri con tutti i gruppi parlamentari perché il Parlamento deve garantire una discussione equilibrata". Bonanni poi ha spiegato le ragioni della sua protesta: "Siamo molto preoccupati sono misure drastiche, pesanti e ingestibili, senza equilibrio", la manovra è "a senso unico: a pagare sono i lavoratori, già in difficoltà". A preoccupare il segretario Cisl c'è anche il fatto che "per la prima volta" si escludono le parti sociali procedendo "senza trattativa, senza confronto serrato, senza concertazione. Posizione molto bizzarra che non trova alcun precedente in Italia e per la verità neppure in Europa".
L'annuncio dello sciopero non è piaciuto a Susanna Camusso, che ieri aveva chiamato a raccolta Cisl e Uil perché le sigle scendessero unite in piazza: "Abbiamo scoperto da chi aveva imparato Sacconi. La scelta di Cisl e Uil è in continuità con la strategia del sottoscala di Palazzo Grazioli". Lo stupore maggiore del sindacato di Corso Italia non è tanto il fatto di non essere stato consultato, ma che per le altre due sigle ora la priorità sia quella "di avere un confronto e non le necessarie modifiche". Angeletti ha però assicurato di essere disposto a discutere con la Cgil sulle iniziative, "ma il tema non è andare d’accordo per tre giorni per protestare e poi parlare lingue diverse".
Cisl e Uil annunciano lo stop: "Lunedì protesta di 2 ore" La Fiom: "8 ore di sciopero" - Interni - ilGiornale.it