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Discussione: bombe d'aria compressa

  1. #1
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    Predefinito bombe d'aria compressa

    Pantelleria, bombe d'aria compressa
    per cercare giacimenti sotto il mare


    Ambientalisti e pescatori in rivolta contro la compagnia Audax, impegnata a cercare idrocarburi: danni irreversibili alla fauna ittica. "Stanno sparendo ricciole e tonni". La compagnia: fandonie

    di DARIO PRESTIGIACOMO e LORENZO TONDO
    La nave dell'Audax nel Canale di Sicilia



    PANTELLERIA - È un suono killer e beffardo nel cuore del Mediterraneo. Viene dalle acque tunisine, dove una nave dell'Audax, compagnia petrolifera battente bandiera australiana, bombarda il mare a colpi d'aria compressa. Si chiama air gun ed è una tecnica molto diffusa tra i cercatori d'oro nero: vere e proprie detonazioni subacquee che utilizzano delle gigantesche bolle d'aria per rilevare la presenza di idrocarburi nei fondali.

    GUARDA / Il video con le detonazioni

    Ormai da anni e senza risultati, pescatori, cittadini e associazioni siciliane ne denunciano gli effetti devastanti sulla vita marina e sul settore della pesca. Lo hanno fatto per esempio la scorsa estate, quando proprio l'Audax chiese al governo italiano il permesso di cercare petrolio nel Banco Avventura, tra Favignana e Pantelleria. Nell'attesa, la compagnia australiana non è stata con le mani in mano e ha ottenuto dalla Tunisia la concessione per perlustrare le sue acque. Dove? Proprio a due passi dai banchi di Pantelleria, a circa venti miglia di distanza da questa gigantesca nursery delle specie marine mediterranee, un patrimonio della biodiversità che nel 2010 l'Onu si è impegnata a proteggere da trivelle. E che adesso si trova a fare i conti con l'onda d'urto degli air gun dell'Audax.

    "Sarà una coincidenza - dice Alberto Zaccagni,

    dell'associazione Apnea di Pantelleria, che ha sollevato il caso - ma da quando ci sono queste denotazioni si è assistito a una riduzione notevole della presenza delle specie migranti nel Canale di Sicilia, come tonni e ricciole". Coincidenza o meno, ci sono diversi studi, come quello pubblicato dalle maggiori associazioni ambientaliste europee intitolato "Drowning Sound", secondo i quali gli air gun possono provocare gravi danni a mammiferi, tartarughe e invertebrati, dall'indebolimento del sistema immunitario fino alla morte.

    "In superficie non si sente niente - afferma Piero Di Malta, sub che dei fondali panteschi conosce vita, morte e miracoli - ma progressivamente gli scoppi crescono d'intensità con l'aumentare della profondità. E quando iniziano le bombe non si vede più un pesce di taglia". Le testimonianze parlano di suoni così forti e inquietanti "tali da far desistere molti sub dalle immersioni in quanto reputate a rischio per l'udito".

    "Fandonie", secondo i responsabili dell'Audax che in un comunicato affermano "l'inesistenza di effetti sulla vita marina se non a pochi metri di distanza dalla detonazione". La replica, carte alla mano, arriva da un gruppo di ricercatori canadesi che in un'analisi condotta dal Dipartimento della Pesca del governo hanno dimostrato la correlazione tra l'esplosione da suoni di elevata potenza generati dall'air-gun condotte nel 2001 e nel 2003 dalla Repstol, compagnia petrolifera spagnola, e lo spiaggiamento di calamari giganti sulle coste, nei quali sono stati osservati danni ad organi interni.

    Lo stesso sostiene uno studio del Wwf sullo spiaggiamento di decine di cetacei in Puglia. E sono tanti i pescatori che giurano di aver visto migliaia di pesci galleggiare morti sulle acque di Pantelleria, a pochi chilometri dalle detonazioni.
    Marco Giannì, responsabile Campagna mare di Greenpeace, spiega infatti che "gli organi interni di questi animali sono estremamente sensibili. A volte, è sufficiente il rumore generato dalle apparecchiature umane oppure delle alte frequenze per disorientarli o fargli del male.

    Parliamo di danni all'apparato uditivo, lesioni di vario genere e, addirittura, la morte. Spesso un suono assordante, impercettibile per l'uomo, può spaventare un grosso mammifero marino come la balena e costringerlo a cambiare la sua rotta migratoria". Il bombardamento a cui è attualmente sottoposto il mare di Pantelleria proviene da ricerche effettuate da un altro stato, la Tunisia e sui quali la Regione ha le mani legate. "Loro beneficiano di ingenti guadagni in merito a tali ricerche - sostiene il battagliero Alberto Zaccagni - e a noi lasciano gli effetti collaterali deleteri. Chiediamo quindi che le autorità preposte alla salute pubblica e ambientale italiana intervengano".

    Ma non sono solo gli ambientalisti a protestare: "I banchi del Canale di Sicilia - spiega Giovanni Basciano, responsabile dell'Agci-Agrital, organizzazione che riunisce diverse cooperative di pescatori - sono una sorta di gigantesca area di riproduzione della fauna ittica. Con air gun e trivelle si rischia di arrecare un danno economico enorme a un settore vitale per l'economia della Sicilia".
    (05 dicembre 2011)

  2. #2
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    Predefinito Rif: bombe d'aria compressa

    Con tanti posti che avrebbero bisogno di bombe, guarda dove le vanno a mettere...
    Fornero, t'ho vista piagne mentre m’ammazzavi, e me so' commosso... Vorei ricambia’ er favore. Mori, e vengo a piagne ar funerale tuo.

  3. #3
    .
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    Predefinito Rif: bombe d'aria compressa

    Ultima modifica di donerdarko; 06-12-11 alle 21:18
    Segni particolari: "macchina da espansione razziale euro-siberiana" (Giò91)

  4. #4
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    Predefinito Rif: bombe d'aria compressa

    Ci sono notizie (spiaggiamenti ecc) sulle balene nella zona ?

  5. #5
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    Predefinito Rif: bombe d'aria compressa

    Esiste anche quest'altro problema

    Soldini e Greenpeace: «Stop ai sonar militari in zone a rischio per i cetacei. Via la Nato/Nurc da Pianosa»

    [ 15 febbraio 2011 ] Aree protette e biodiversità


    Soldini e Greenpeace: «Stop ai sonar militari in zone a rischio per i cetacei. Via la Nato/Nurc da Pianosa»





    PORTOFERRAIO (Livorno). La segnalazione di Greenpeace è molto precisa: «Due cetacei, due rari esemplari di zifio, si sono spiaggiati sulle coste vicino Siracusa, mentre è in corso un'esercitazione Nato con uso di apparecchiature sonar. Insieme al nostro testimonial Giovanni Soldini, denunciamo che questa non è una coincidenza: non sarebbe la prima volta che i cetacei spiaggiano perché disturbati da sonar militari. Fortunatamente i due animali, due zifi di 6 e 8 metri, sono stati recuperati vivi e riportati al largo dalla Guardia Costiera, ma nessuno ha richiesto chiarezza su quanto è successo. L'operazione militare, nota come Proud Manta 11, continuerà fino al 17 febbraio, con l'impiego di sei sommergibili e sofisticate apparecchiature sonar».

    Non si tratta certamente del primo caso di spiaggiamento di cetacei in occasione di esercitazioni militari con uso di sonar, sono molto noti i casi della Gecia e dell'Atlantico americano, ma qualche anno fa anche il quasi spiaggiamento di un grampo (Grampus griseus) in evidente stato confusionale all'Elba fu messo in relazione con lo svolgimento di esercitazioni Nato con i sonar nelle vicinanze della Penisola dell'Enfola.

    Il grampo fu salvato solo grazie all'intervento delle guardie ambientali volontarie del Wwf. Sempre nell'Arcipelago Toscano Legambiente ha più volte sollevato il problema delle esercitazioni Nato/Nurc a Pianosa, nell'ambito delle quali nel luglio 2005 avvenne il clamoroso naufragio dell'Alliance, che stava testando "siluri" subacquei sonar e materiali che vennero subito fatti sparire dall'isola, mentre sulla vicenda venne posto il segreto di Stato.

    Il notissimo velista Giovanni Soldini spiega: «I nostri mari sono già in un grave stato di degrado è doveroso prendere ogni misura necessaria per evitare che le minacce aumentino» e Greenpeace ribadisce: «I sonar militari possono provocare effetti sui cetacei fino a 100 chilometri di distanza, producendo non solo disorientamento, ma molto spesso danni fisici che possono causarne anche la morte. La relazione tra lo spiaggiamento dei cetacei e l'uso del sonar è certa, almeno da quando nel 2002 al largo delle Isole Canarie, durante un'esercitazione Nato, ben 27 zifi spiaggiarono e 14 morirono. Dopo il drammatico episodio, il Governo spagnolo decise di interdire la zona a queste pericolose attività. E l'Italia?».

    Gli ambientalisti chiedono al ministero dell'ambiente «Di fare chiarezza sullo spiaggiamento di Siracusa, e di vietare queste esercitazioni soprattutto nelle aree in cui gli zifi sono più diffusi: lo Ionio e l'alto Tirreno. In particolare, chiediamo l'immediata revoca dell'autorizzazione alle esercitazioni Nato/Nurc a Pianosa e in tutto il Santuario dei Cetacei che è rimasto un "parco di carta" per troppo tempo. Proprio in questi giorni si svolgeranno nel bel mezzo del Santuario, di fronte La Spezia delle esercitazioni militari che prevedono l'utilizzo di un sommergibile e il lancio di un siluro. Ci sono tutte le garanzie che tali manovre non siano pericolose per i cetacei dell'area?».

    Gli zifi (Ziphius cavirostris) sembrano molto senzibili ai sonar militari. Si tratta di cetacei massicci e tozzi, doi colore molto variabile: dorso da bruno scuro a grigio ardesia, ventre chiaro. Capo spesso più chiaro del resto del corpo, soprattutto nei vecchi maschi. Graffi e striature sui fianchi, ventre con irregolari macchie ovali.

    Hanno la testa abbastanza piccola, fronte bassa, appena bombata, che digrada senza discontinuità su un rostro breve e largo che, con la bocca incurvata ricorda il becco di un'oca. La mandibola sporge in avanti; solo nei maschi adulti (più piccoli delle femmine) sono visibili i due unici grossi denti, consumati negli animali più vecchi. I denti, non forano le gengive delle femmine e dei giovani maschi. Lo Zifio viene raramente osservato in mare, sembra si tenga alla larga dalle imbarcazioni e pare preferire le zone di rimonta delle acque profonde. Nuota a 4/6 km/h con punte di 18 km/h. Si immerge per 30 minuti a profondità fino ai 300 m. Compie balzi fuori dall'acqua. Quando s'immerge solleva la coda sopra la superficie. Si incontra prevalentemente al largo. Vista la frequenza degli spiaggiamenti, è probabile che sia più numeroso di quanto si creda. In Mediterraneo sembra abbastanza comune, soprattutto di fronte alle coste Spagnole, francesi ed italiane. Vive in piccoli gruppi di 3/10 esemplari e più raramente si sono osservati branchi più numerosi (25 individui). A volte si trovano individui isolati, probabilmente maschi solitari. Si ciba di calamari e forse di pesci di profondità.


    Il comunicato di Greenpeace tira in ballo anche il Parco dell'Arcipelago Toscano che ha rilasciato a settembre al NURC un'autorizzazione per un progetto di ricerca a Pianosa: «Ci teniamo a precisare che l'autorizzazione rilasciata al NURC - spiegano - non è esattamente per una esercitazione militare e che i mezzi di rilevamento acustico sono utilizzati normalmente nella ricerca oceanografica. Il Parco ha comunque affrontato la questione nell'istruttoria per il rilascio dell'autorizzazione e ai dirigenti del progetto del NURC è stato richiesto un approfondimento tecnico specifico ed una sottoscrizione con la quale è stato assicurato che le frequenze acustiche utilizzate dai multi beam sonar non hanno impatto negativo sui mammiferi marini. Per questo l'autorizzazione è stata rilasciata».
    Ultima modifica di P 6; 07-12-11 alle 13:38

 

 

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