“Vendola e Di Pietro, candidature senza moralità”

dal Corriere della Sera di domenica 5 aprile 2009



<!--[if !vml]--><!--[endif]-->“Le do una chicca…” La manifestazione della Cgil è appena finita che già il segretario del Prc Paolo Ferrero è impegnato in un’altra iniziativa. Una chicca? Candidate Shel Shapiro che è stata la vera star della manifestazione? “Bè.. ha detto delle cose giuste”. Ma non è del cantante dei Rokers che il leader di Rifondazione vuole parlare: “Quando Gramsci era nella sinistra socialista non fu lui a essere candidato”.



Scusi, parla di Gramsci perché Vendola e Di Pietro intendano?

“Guardi che ci vogliono un minimo di moralità e di etica di partito. Io sono d’accordo con Franceschini e con D’Alema: quelle due candidature sono una presa in giro degli elettori. Eppoi il fatto che anche a “casa nostra”, cioè nella sinistra, si inseguano le modalità di Berlusconi è francamente penoso. La visione plebiscitaria della politica è una vera sciocchezza”.



Di Pietro si candida per fare l’“anti-Berlusconi”.

“Questa è un’affermazione ridicola: Di Pietro sta nel gruppo liberale a Strasburgo, il che significa che vota quasi sempre con il Ppe. In parole povere, lui e Berlusconi, soprattutto sulle questioni economiche e sociali, in Europa parlano lo stesso linguaggio. Quindi chi vuol prendere in giro con questa storia dell’anti-Berlusconi?”.



Non temete di perdere voti dal momento che si candidano due figure di spicco come Di Pietro e Vendola?

“Ma io farò lo stesso la campagna elettorale e mi sbatterò per tutta Italia per i nostri candidati. Farò come ha fatto Berlusconi con Cappellaci. Già, in Sardegna un signor Nessuno ha battuto Soru”.



Dà ragione a Franceschini che dice “no” alle candidature di bandiera. Apprezza che sia anche andato in piazza con la Cigl?

“Per me quello di Franceschini è stato un gesto positivo. Certo, ora devono seguire i fatti, perché coerenza vuole che il segretario del Pd assuma i contenuti di quella manifestazione come piattaforma politica, altrimenti la sua è stata soltanto una comparsata elettorale. Perciò invito Franceschini a battersi con il Prc contro l’accordo separato sul contratto e contro il taglio salariale ai lavoratori”.



Saranno assai contenti di questo suo invito Beppe Fioroni, Francesco Rutelli ed Enrico Letta, tanto per fare dei nomi.

“So benissimo che la ricetta della Cgil è pressoché identica alla nostra mentre è molto distante dalla linea del Pd. Ma in questo momento di crisi si può finalmente ricostruire un insediamento vero dei comunisti”.



Con il Pd?

“Ovvio che no. Però io chiedo al Pd di mutare rotta, di combattere insieme a noi contro il referendum elettorale, di non limitarsi all’anti-berlusconismo ma di fare invece una battaglia anche contro la Confindustria e quando serve pure contro il Vaticano, perché fa specie sentire che Fini è su posizioni più di sinistra di Franceschini”.



Forse, Ferrero, se il segretario del Pd la sentisse parlare si pentirebbe di essere sceso in piazza con la Cgil…

“No, perché io credo che in questa fase ci sia uno spazio per ricostruire una sinistra degna di questo nome in Italia”.

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