Veto della Curia ai gay in Consulta
Rete laica: "E' discriminazione"
Via Altabella, dalle pagine di Bologna Sette, aveva attaccato la decisione del Comune di permettere l'ingresso di Agedo e Famiglie Arcobaleno nell'organismo sulla famiglia, rifacendosi alla Costituzione. "Posizione intollerante". Le Acli: "Siamo coerenti, usciamone"
Preoccupazione dalla Rete laica sulla posizione della Curia di Bologna rispetto alla scelta del Comune di far entrare nella Consulta della famiglia le due associazioni della sfera gay Agedo e Famiglie arcobaleno. "E' un'offesa ai cattolici ed è in contrasto con la Costituzione. Vi è il dovere di uscirne", si scriveva nell'editoriale non firmato del settimanale di Avvenire Bologna Sette.
La Rete laica non ci sta. "Democrazia è garanzia di rappresentatività e partecipazione - scrive in una nota - In una comunità democratica è fondamentale il rispetto per la dignità di tutti gli individui che la compongono e compito delle istituzioni garantirne la partecipazione, nella piena applicazione dell' Art. 3 della Costituzione".
"Nel nostro tempo - prosegue la nota - i legami familiari sono cambiati, dove c'è assunzione di responsabilità fra persone, dove c'è cura, dove c'è affetto, c'è famiglia. Questa è la nostra concezione della famiglia, vecchie e nuove realtà che hanno di diritto titolo di essere rappresentate. Con lungimiranza nell' Art. 29 si parla di famiglia e coniugi senza specificarne generi e tipo,
si dice fondata sul matrimonio, diritto negato agli omosessuali solo in Italia ma riconosciuto nella maggior parte del mondo civile. Art. 29 che - avverte la Rete - escluderebbe di fatto anche le famiglie monoparentali"
La posizione di via Altabella, di "arrogarsi il diritto dell' esclusione di alcuni dalla partecipazione politica pare una pretesa non giustificata, espressione di intolleranza e discriminazione. La Consulta della famiglia deve rappresentare tutte le istanze, tutte le realtà della nostra città, non solo quelle che piacciono alla Curia", conclude la nota.
Ma a prendere seriamente le parole della Curia sono le Acli. Il loro presidente, Francesco Murru, è intervenuto questa mattina a radio Tau: "La scelta spetta ad ogni associazione, ma bisognerebbe essere conseguenti" sono le sue parole riportate dall'agenzia Dire. Le dieci associazioni che hanno contestato l'ingresso di Agedo e Famiglie arcobaleno puntano a creare una nuova realtà di cui faranno parte solo coloro che considerano la famiglia come unione di un uomo e una donna sposati. "Serve al Comune di Bologna uno strumento di questo tipo, che faccia per davvero politiche famigliari. Dato che la Consulta della famiglia è diventata la Consulta delle convivenze uno strumento esterno può servire", dice Murru. Se ne parlerà oggi nell'incontro tra le dieci associazioni ribelli. "L'esito? Mi aspetto che sia coerente alle premesse".
(05 dicembre 2011)




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