

Ultima modifica di Cuordy; 07-12-11 alle 22:34
"Per tutto il pensiero occidentale, ignorare il suo Medioevo significa ignorare se stesso" - Étienne Gilson
"Se commettiamo ingiustizia, Dio ci lascerà senza musica" - Cassiodoro.


La Chiesa paga l’ICI, afferma Avvenire. Ma forse non è proprio così …
La dimenticanza di Mario Monti, che, tra i provvedimenti della manovra, non estende il pagamento dell'ICI alla Chiesa, ha innalzato un gran polverone. Oggi Marco Tarquinio, direttore di Avvenire, esprime la propria indignazione nei confronti di chi in questi giorni ha accusato la comunità ecclesiastiche: "Le attività com*merciali svolte da enti e realtà riconducibili al*la Chiesa sono tenute a pagare l’Ici". Ma dimentica pure lui qualcosa ...
Secondo il segretario di Stato Vaticano, Tarcisio Bertone, il ribattezzato Decreto Salva Italia è una sorta di benedizione. Il cardinale, che ieri ha risposto alle domande dei giornalisti sul contenuto della manovra, ha rammentato il bisogno di fare «sacrifici» e auspicato al governo e al Parlamento di fare del loro meglio affinché si sostengano tutti i provvedimenti ufficializzati da Monti. «Bisogna aiutare la società italiana – ha affermato Bertone – a uscire da questa crisi a testa alta».
Poi arriva la domanda che non poteva mancare e il cardinale glissa: «L’Ici è un problema da studiare e approfondire, però la Chiesa fa la sua parte a sostegno alle fasce più deboli». Come abbiamo specificato nei giorni scorsi, l’esenzione sulla tassa sugli immobili – che ora si chiamerà Imu – è un privilegio che spetterebbe alla Chiesa, anche alla luce delle dichiarazioni del premier che, in occasione della conferenza stampa di presentazione della manovra, asseriva ai cronisti stranieri che quella sull’Ici «è una questione che non ci siamo posti».
Qualcuno invece si è posto questo problema. Oltre ai cittadini italiani, che col ritorno dell’Ici si vedranno alleggerito il portafogli per una media 136 euro a famiglia, una serie di domande se le sono fatte anche i partiti italiani.
Strutture ecclesiastiche dalle finalità ”esclusivamente commerciali”
In realtà è da diversi anni e da diverse legislature che ci si chiede se questo privilegio di natura ecclesiastica sia da abbattere. Non stiamo parlando di far pagare l’Ici a mense ed oratori, ma alle strutture ecclesiastiche dalle finalità ”esclusivamente commerciali” come previsto dal Decreto Fiscale collegato alla Legge Finanziaria 2006. Lo fa notare anche Marco Tarquinio, direttore dell’Avvenire, che nell’ editoriale pubblicato stamattina sul quotidiano episcopale, nel manifestare la propria indignazione nei confronti di chi accusa la chiesa di non pagare l’ICI, scrive:
Le attività com*merciali svolte da enti e realtà riconducibili al*la Chiesa sono tenute a pagare l’Ici sugli im*mobili che le ospitano e tutte le altre imposte previste esattamente come ogni attività com*merciale. Gli immobili di proprietà di enti re*ligiosi dati in affitto sono assoggettati all’Ici e alle altre forme di tassazione come qualunque altro immobile dato in affitto.
Il problema è che Tarquinio dimentica una cosa importante, e cioè che sulla dicitura “esclusivamente” si è fin troppo speculato: basta infatti che all’interno dell’immobile destinato ad attività commerciale si istituisca anche una minima struttura adibita a finalità religiose per assicurare il famigerato privilegio all’intero edificio. Una mossa che l’Unione Europa ha però intuito, portando ad una condanna nei confronti dell’Italia. Peraltro la stessa UE ha stimato il risparmio della Chiesa, nel mancato pagamento dell’Ici, per la cifra di due miliardi di euro.
Il Pdl in coro: la chiesa paghi l’Ici
Negli ultimi giorni molti si sono detti favorevoli al pagamento della tassa anche per la Chiesa, pur con i toni pacati utili a non turbare gli ambienti ecclesiastici del Belpaese. Non solo estrema sinistra, Pd e radicali, ma anche Pdl. Lo stesso partito che, con Berlusconi premier nel 2005, aveva appoggiato la decisione di quell’esecutivo di esentare totalmente le strutture ecclesiastiche, pure quelle commerciali, dall’imposta sulla prima casa.
E così sono arrivate le dichiarazioni di Denis Verdini, coordinatore nazionale del Pdl, che in quanto laico, si è detto favorevole a «mettere l’Ici sulla Chiesa, o meglio su una parte di beni della Chiesa dedicati ad usi commerciali e non religiosi»; di Gabriella Giammanco, secondo la quale per «salvare il nostro Paese dal default giusto e doveroso chiederne anche alla Chiesa».E ancora l’onorevole bresciana del Pdl, Viviana Beccalossi, che si è chiesta «perché per strutture che danno reddito la Chiesa non deve pagare l’Ici?».
Oddio, non proprio tutti. C’ è pure chi come Rocco Buttiglione dell’Udc, si dice «contrarissimo a introdurre l’Ici per la Chiesa», perché pensa – sbagliando – che la tassa «sulle attività commerciali [della Chiesa] esiste già». Ad ogni modo la truppa politica degli abolizionisti è ben nutrita. Se non bastasse vi indirizziamo al sito pubblicato dall’Uaar, l’associazione degli atei italiani, che ha enumerato tutti i beni economici che lo stato italiano, in maniera più o meno diretta, elargisce alla Chiesa Cattolica in termini di offerte o di esenzioni (come avviene appunto per l’ICI). La cifra «con ragionevole approssimazione» ammonta ad oltre 6 miliardi di euro.
La Chiesa paga l'ICI, afferma Avvenire. Ma forse non è proprio così … | Fanpage
Ultima modifica di Giordi; 08-12-11 alle 02:34
“In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”


beh, questo sarebbe un, altro discorso.
comunque si, trovo coerente con la dottrina cristiana che ci sia il papa, il prete e la chiesa (edificio).
mi va bene e trovo giusto che ci sia una guida (il papa) ma questo per quel che mi riguarda non vuol dire che tutto ciò che dice per me sia legge.
E' una guida. (punto)
E i preti, non sono tutti uguali, ce ne sono anche di ottimi, buoni, discreti, scarsi, deludenti, pessimi e delinquenti.
Insomma sono persone, e come ogni comunità ......
Però un buon prete, che cerca di capire, accetta provocazioni, pareri..., si interessa della comunità, va a trovare e si ferma a parlare con anziani e chi ha problemi, si interessa di attività per bambini e ragazzi, coinvolgendo i genitori, senza pretendere che questi seguano i dettami al 100%, beh, può contribuire a creare una buona comunità ed una aggregazione tra persone e giovani.
Anche di diverse culture, ci sono preti che organizzano oratori a cui pox partecipare anche non credenti, che si possono "allontanare" se ci sono momenti di preghiera, ma partecipano a giochi, gite e campeggi.
Questo non vuol dire che per me, seconda la mia modesta opinione , la chiesa come qualsiasi altra religione dovrebbe pagare l'ICI anche per i luoghi di culto, come devono pagarlo circoli politici, culturali ecc..
Un fallimento è l'opportunità di ricominciare in modo più intelligente.
Henry Ford.


“In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”


SE GESÙ FOSSE TRA NOI PAGHEREBBE L' ICI?
di Piero Lipera.
Io penso di sì.
Gesù, sebbene sia il figlio di Dio, essendo un uomo, dopo aver ereditato la casa paterna di S. Giuseppe, suo malgrado avrebbe pagato l’ICI.
Inoltre, penso che Gesù, uomo di pace e giusto come pochi (vedi Allah e Maometto), essendo l’inventore dell’uguaglianza fra gli uomini in terra (“ama il tuo prossimo come te stesso”) mai avrebbe permesso e consentito alcuna disparità di trattamento. [...]
Soprattutto alla sua Chiesa. Provate ad immaginare la brutta figura che avrebbe fatto in Giudea se lui e la sua Chiesa non avessero pagato l’ ICI.
Egli infatti, in tale e denegata ipotesi, non avrebbe avuto alcuna credibilità per andare in giro e raccontare la parabola del buon samaritano.
La ricordate?
Ve la ricordo io.
Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto.
Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide passò oltre dall'altra parte.
Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre.
Invece un samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, lo vide e n'ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui.
Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede al locandiere, dicendo: «Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno».
Ebbene, io penso che se oggi Gesù fosse di nuovo fra noi ed incontrerebbe quell’uomo mezzo morto, sarebbe quel samaritano.
Ma sapete chi invece sarebbe quell’uomo poi aggredito che scendeva da Gerusalemme a Gerico?
Quell’uomo siamo noi. Tutti noi: il Popolo italiano intero.
I briganti sono oggi rappresentati dall’avidità del sistema bancario, che con fame rapace, sta rapinando tutti i nostri averi per soddisfare la propria cupidigia (sono, infatti, gli interessi bancari che stanno mangiando la ricchezza dell’ occidente, quello che comunemente è chiamato signoraggio bancario).
Invece, sapreste dirmi chi, oggi, alla luce della manovra di Mario Monti, potrebbe rappresentare quel sacerdote che scendeva per quella medesima strada?
Oggi come allora, pur vedendo un uomo a terra mezzo morto (che abbiamo detto essere il Popolo italiano), il sacerdote, che quando lo vide passò oltre dall'altra parte, è dunque la Chiesa italiana.
Essa, infatti, pur vedendo i suoi fedeli stramortiti a terra dalla crisi economica, non si ferma a darci aiuto, pagando anch’essa l’ICI e contribuendo al risanamento dello Stato, ma passa oltre la strada (essa prende la via dell’esenzione fiscale).
Purtroppo Gesù non è tra noi. Purtroppo ci sono solamente quei sacerdoti, che nel corso dei millenni, non hanno ancora saputo modificare il loro modo di camminare.
Meno male però che ci siamo tutti noi, bravi contribuenti e… buoni samaritani.
Se i samaritani fossimo noi, se Gesù fosse stato il buon samaritano, pagando tutti l’ICI noi siamo Gesù. Non la Chiesa.
Tutti uguali e partecipi alla vita del nostro vivere in comunione.
Evviva Gesù e forza Italia!
Se Gesù fosse tra noi pagherebbe l'ICI?, SiciliaToday
“In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”

