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Discussione: Partito del Lavoro

  1. #1
    Anti-liberista
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    Predefinito Partito del Lavoro

    Salvi: “Al Paese serve un’alleanza democratica per il lavoro” 17.09.2011 di Redazione

    Introducendo i lavori dell’assemblea “Verso un Partito del Lavoro”, in corso al Centro Congressi Frentani di Roma (organizzata dalle associazioni Lavoro-Solidarietà e Socialismo2000, aderenti alla Federazione della Sinistra), Cesare Salvi ha sostenuto:

    “Le forze della sinistra devono essere parte attiva della costruzione di una nuova alleanza democratica, quella che Bersani ha chiamato nuovo Ulivo, tanto più di fronte all’insostenibile degrado democratico ed etico della vita pubblica determinato da Berlusconi e Bossi.
    Per seguire questa strada è però necessario mettere presto in campo una nuova coalizione politica e sociale, costruita intorno al lavoro. E’ questa la via per battere la destra come dimostra la vittoria del “blocco rosso” in Danimarca. E la Federazione della Sinistra deve concorrere con le sue proposte alla costruzione dell’alleanza”.
    Secondo Salvi “di fronte alla crisi le forze della sinistra in molti Paesi europei, indicano infatti una via diversa da quella liberista e monetarista fin qui prevalente e della quale la manovra classista ed inefficace del governo rappresenta la versione peggiore. Servono invece politiche basate sulla qualità dello sviluppo, a partire dalla qualità del lavoro. Nel Pd qualcosa si sta muovendo in questa direzione, ed è auspicabile che dagli incontri di Bersani con la Spd e con il Psf emergano le linee di una politica socialdemocratica differente da quella che ha fin qui prevalso”.

    All’assemblea - molto affollata - partecipano anche, oltre a Salvi e Gian Paolo Patta (presidenti delle associazioni che hanno voluto l’incontro) anche Oliviero Diliberto, Paolo Ferrero e Massimo Rossi.

    Roma, 17 settembre 2011

    Socialismo 2000

    Salvi: Sinistra unita in un Partito del Lavoro
    17.09.2011 di Redazione

    “L’obiettivo, che indichiamo oggi alle forze della sinistra, è di ricostruire in Italia una rappresentanza politica del lavoro, che unisca socialdemocratici di sinistra, comunisti e sindacalisti, come hanno fatto la Linke in Germania e il Partito del Lavoro di Lula.

    Sono queste le ragioni per le quali Lavoro-Solidarietà e Socialismo2000 propongono di dar vita a un movimento politico che si ponga l’obiettivo della costruzione del Partito del Lavoro Italiano”: è stato questo il fulcro dell’intervento politico di Cesare Salvi, presidente del CN della Federazione della Sinistra, all’assemblea al Centro Congressi Frentani “verso un Partito del Lavoro”.

    Il forte appello di Salvi, all’indomani della vittoria del “blocco rosso” danese, era indirizzato a “coloro che si richiamano alle tradizioni del movimento comunista, del socialismo democratico e del sindacalismo di classe”, “oggi chiamati all’impegno di rifondare una rappresentanza politica dei lavoratori”: “In un mondo in cui comandano ristrette oligarchie, che intrecciano mostruosi conflitti di interesse tra potere politico ed economico, in un’Italia nella quale questo fenomeno si esprime nel modo peggiore, una nuova politica richiede che torni in campo la forza e il potere politico dei lavoratori e delle lavoratrici organizzati”.

    Roma, 17 settembre 2011

    Socialismo 2000

    Patta-Salvi: “Un cantiere per il Partito del Lavoro”
    17.09.2011 di Redazione

    Pubblichiamo l’articolo a firma Gian Paolo Patta e Cesare Salvi, apparso su “il manifesto” del 17 settembre 2011

    Per L’Italia, e per l’Europa, si delineano due alternative per affrontare la crisi. La prima è di proseguire sulla via del liberismo e del monetarismo, accentuandola anzi ulteriormente con la costituzionalizzazione del pareggio di bilancio e con ulteriori compressioni dei diritti e del reddito dei lavoratori. La manovra classista e inefficace del governo Berlusconi ne rappresenta una versione, peraltro la peggiore.

    L’alternativa è quella di avviare invece politiche basate sulla qualità dello sviluppo, a partire dalla qualità del lavoro, e su misure d’intervento pubblico nell’economia e di valorizzazione dei beni comuni.
    L’alternativa attraversa il dibattito nei partiti della sinistra moderata europea, e nello stesso PD.
    Le due strade presuppongono blocchi sociali di riferimento diversi.

    Per tutelare il lavoro, progettare politiche pubbliche, rilanciare la ricerca e la formazione, affermare una democrazia partecipativa, in una parola per difendere e attuare la costituzione repubblicana, serve una nuova coalizione politica e sociale, costruita intorno al lavoro.

    Avvertiamo l’urgenza, di fronte all’aggravarsi della crisi e all’emergenza democratica italiana, che qualcosa si muova a sinistra.

    In primo luogo le forze della sinistra, compresa la Federazione alla quale aderiamo, devono essere parte attiva della costruzione di una nuova alleanza democratica, che affronti su basi nuove il tema dell’uscita dalla crisi.

    In secondo luogo, e in una prospettiva più ampia e di più lungo periodo, occorre ricostruire una rappresentanza politica del lavoro: unico strumento che le lavoratrici e i lavoratori hanno a disposizione per delineare un’alternativa di società e una riorganizzazione democratica dei poteri, per proiettare in avanti e dare forza e unità a movimenti e sindacati.

    La crisi delle due strade che, partendo dalla rappresentanza politica del mondo del lavoro, hanno si sono poste nel Novecento l’obiettivo della costruzione di una società diversa, ha lasciato un pesante segno negativo. Alle nostre spalle abbiamo l’implosione dell’Unione Sovietica e degli altri paesi del “socialismo reale” e la subalternità al neoliberismo degli eredi della social democrazia. Partendo dal valore universale della democrazia politica e dei diritti di libertà, è necessario riproporre l’esigenza di un soggetto politico che affronti il tema dell’alternativa di società, e che sia consapevole che ciò richiede un’autonoma rappresentanza politica del mondo del lavoro.

    In questa prospettiva, socialdemocratici di sinistra, sindacalisti e comunisti hanno dato vita in altri paesi a importanti novità politiche, come la Linke in Germania e il Partito del lavoro di Lula.

    Lavoro-Solidarietà e Socialismo 2000 hanno contribuito a fondare la Federazione della Sinistra. Auspichiamo ora che i congressi del PdCI e del PRC decidano di trasformarla in un partito politico, che Sel assuma come proprio obiettivo la riunificazione della sinistra e non solo il confronto e la competizione con il PD, e che nella Cgil e nelle sue categorie si espliciti la presa di coscienza che non esistono al momento partiti politici adeguati a rappresentare politicamente le loro lotte e le loro istanze. A queste forze, ma anche al PD e all’IDV, ci rivolgiamo perché si apra un confronto sulle questioni qui sollevate.

    Da parte nostra abbiamo deciso di dar vita sabato 17 settembre a Roma a un movimento politico che si ponga l’obiettivo della costruzione del Partito del Lavoro.
    Siamo convinti che senza un’autonoma e forte rappresentanza politica delle lavoratrici e dei lavoratori la crisi del capitalismo può concludersi con la fine degli assetti democratici e dei principi sociali garantiti dalla nostra Costituzione.

    Gian Paolo Patta
    Cesare Salvi

    Socialismo 2000

    “Un Partito del lavoro dentro il nuovo Ulivo” (intervista a Salvi)
    19.09.2011 di Redazione

    da l’Unità del 17 settembre 2011. Intervista di Alessandra Rubenni a Cesare Salvi

    L’appuntamento ufficiale è per oggi, a partire dalle 10,30 al centro congressi di via Frentani, a Roma. Stamani, «come si dice in politichese, apriamo un percorso», spiega Cesare Salvi, già ministro del Lavoro con i governi D’Alema e Amato, e che ora dall’interno della Federazione della Sinistra, da presidente dell’Associazione Socialismo 2000, annuncia di voler «dare vita a un movimento politico che pone alla sinistra l’esigenza di dar vita a un Partito del Lavoro». Un movimento che si traduce subito in una mano tesa verso il Pd. Salvi, ci spieghi di cosa si tratta.

    «In questo momento per indicare una via d’uscita dalla crisi occorre una coalizione politica e sociale costruita intorno al lavoro. Questo Nuovo Ulivo, come lo chiama Bersani, o alleanza democratica, deve ripartire da qui. Su questo, non sulle ideologie, va costruito il programma. Nelle forze del socialismo europeo ci si muove in questa direzione e di questo si parla negli incontri che il segretario del Pd sta avendo con queste realtà, con i tedeschi, i francesi».

    E il Partito del Lavoro, che ruolo dovrebbe avere? Chi siete?
    «Il partito è un obiettivo a lungo termine. Io sono convinto che sia necessario dare un’autonoma e forte rappresentanza politica ai lavoratori. Le associazioni di Socialismo 2000 e Lavoro-Solidarietà, che con Rifondazione Comunista e ai Comunisti Italiani hanno fondato la Federazione della Sinistra, porranno questo tema a tutte le forze della sinistra».

    È anche un mea culpa per non aver dato voce alle istanze che riguardano il mondo del lavoro…
    «Certo, nella prima Repubblica la rappresentanza dei lavoratori era garantita da Pci, Psi e socialdemocratici. Oggi in Italia non c’è più una forza politica che si ponga questo obiettivo. È un dato acquisito che ci sia stata una disattenzione al tema del lavoro. Tutte le forze della sinistra e del centrosinistra dovrebbero fare un’autocritica».

    Al resto della Federazione della Sinistra cosa proponete?
    «Noi diciamo: cominciamo a diventare un soggetto politico che abbia come baricentro sociale e culturale il lavoro. Una piattaforma nella quale si riuniscano i partiti della Federazione della Sinistra, ma non solo. Puntiamo ad avere un ampio respiro e soprattutto a coinvolgere i lavoratori».

    E volete stare nel Nuovo Ulivo…
    «È quello che chiediamo, stare dentro questa alleanza fin dall’inizio, per dare un contributo programmatico. La destra si batte con una coalizione di forze che stanno insieme intorno a un’idea. Il limite dell’Unione erano i tanti simboli intorno a un programma di troppe pagine, senza un’idea forte».

    Idee programmatiche?
    «Innanzitutto l’abolizione dell’articolo 8 della manovra del governo e una nuova legislazione che contrasti il precariato».

    Ma in termini di alleanze, se voi foste dentro al Nuovo Ulivo? «Sul lavoro, il Terzo Polo ha già manifestato posizioni diverse da queste, schierandosi contro la manifestazione della Cgil sull’articolo 8. È evidente che sono fuori da un’idea di questo genere».

    Qual è la vostra tabella di marcia?
    «Ora si apre un percorso, poi svolgeremo assemblee in tutta Italia in vista dell’assemblea costitutiva, in due-tre mesi… E ai lavoratori daremo delle quote negli organismi di partito e nelle eventuali rappresentanze istituzionali».

    Meno politici e più lavoratori: una strizzata d’occhio all’antipolitica?
    «No, è l’esatto contrario. L’antipolitica è un fenomeno inquietante. Si può ignorare, cavalcare in modo demagogico, oppure lo si può affrontare praticando una riforma della politica. E questo è cio che vogliamo fare portando alla dirigenza chi è lontano dalla politica come professione, ma non dalla passione politica».

    17 settembre 2011

    Socialismo 2000

    Progetto interessante, cosi come è interessante il fatto che Salvi dice di voler stare nel Nuovo Ulivo, anche se a quanto dice Ferrero in un altra intervista (dove invece esclude la Fds nel Nuovo Uliov) l'Unità ha "forzato" il suo pensiero.
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  2. #2
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    Predefinito Rif: Partito del Lavoro

    Questo era un vecchio progetto di Cofferati, nato sull'onda della battaglia in difesa dell'art.18, di cui poi non se ne fece niente. L'idea non è male, pare strano però che Salvi faccia parte di un soggetto, la FdS, che stenta a decollare e già parla di un nuovo soggetto. Un partito del lavoro aperto a riformisti e radicali sarebbe interessante ma dovrebbe coinvolgere tutti (SEL, FIOM, comunisti, piddini di sinistra), peccato che i segnali che vengono vanno in direzione opposta.

  3. #3
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    Predefinito Rif: Partito del Lavoro

    La strategia del partito del lavoro mi sembra un modo per orientare la Fds verso un atteggiamento più Ulivo-friendly....un "partito del lavoro" con forti richiami laburisti sarebbe più digeribile piuttosto che una federazione della sinistra attaccata all'immagine del comunismo militante e movimentista. E' una impostazione che potrebbe piacere anche a Diliberto...per quanto può contare il mio parere, per me contano i fatti però, non i restyling. Come il Pds non era un partito socialista e socialdemocratico, così la Fds non potrà mai essere un partito del lavoro fuori dai vecchi schemi....a contare sono i militanti, i dirigenti....una passata di vernice non basta per cancellare 15 anni di centri sociali, movimentismo esasperato e spesso vicino alle fasce estremiste. Oltretutto, l'accordo programmatico con il nuovo ulivo sarebbe comunque lontano: sulla politica internazionale, ma anche sulle stesse politiche del lavoro su cui Salvi e Patta vogliono centrare il partito.

    In conclusione, una riflessione politicamente non corretta: nel nuovo ulivo esiste già una formazione di sinistra, più che capace di attirare l'elettorato più radicale anche con la strategia del voto utile in una coalizione che compete per il governo...quale utilità si avrebbe in un altro partito, per giunta non unito ma una federazione di formazioni difficilmente gestibile?

    Al di là di questo, ben venga il partito del lavoro ... è un'impostazione simile a quella che ha dato Bersani al Pd :giagia: per molti sembrerà una blasfemia questo accostamento....ma già il fatto che possa sembrarlo è sintomo di lontananza !
    «Riformista è uno che sa che a sbattere la testa contro il muro si rompe la testa, non il muro! Riformista...è uno che vuole cambiare il mondo per mezzo del buonsenso, senza tagliare teste a nessuno» [Baaria]

  4. #4
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    Predefinito Rif: Partito del Lavoro

    non sarebbe male come partito della sinistra proprio sul lavoro, speriamo che vada in porto senza però altre scissioni che farebbero solo male!

  5. #5
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    Predefinito Rif: Partito del Lavoro

    Citazione Originariamente Scritto da Con la Fiom Visualizza Messaggio
    Questo era un vecchio progetto di Cofferati, nato sull'onda della battaglia in difesa dell'art.18, di cui poi non se ne fece niente
    vero :giagia:
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  6. #6
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    Predefinito Rif: Partito del Lavoro

    Citazione Originariamente Scritto da Thomas Lenin Visualizza Messaggio
    non sarebbe male come partito della sinistra proprio sul lavoro, speriamo che vada in porto senza però altre scissioni che farebbero solo male!
    Oh ragazzi, qua è una vita che uno si sveglia e propone qualcosa di "nuovo" che dovrebbe "unire" e alla fine i risultati sono che ci si divide sempre di più! Ma il trend dominante è che la competizione a sinistra sarà vinta da chi capitalizza più consenso fagocitando, non unendo, tutti gli altri. Al momento la parte del leone la fa Vendola, a me non va del tutto giù ma è così: la politica è spietata.

  7. #7
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    Predefinito Rif: Partito del Lavoro

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  8. #8
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    Predefinito Rif: Partito del Lavoro

    un partito del lavoro affiancato a partito democratico e partito socialista, in vista di una futura e tanto attesa normalizzazione dell'anomalia IDV (la sua sparizione, per intenderci ), creerebbe un armonico schema con possibilità di base programmatica coerente.
    Il coro del Bunga Bunga:
    Silvio: ♪fa ♪re ♪sol ♪do ♪fa ♪re ♪sol ♪do
    I ministri: ♪mi ♪fa ♪fa ♪re ♪sol ♪do ♪mi ♪fa ♪fa ♪re ♪sol ♪do
    Le ministre: ♪si ♪la ♪do ♪si ♪la ♪do ♪si ♪la ♪do
    Il giudice: ♪si ♪fa ♪la minore ♪si ♪fa ♪la minore

  9. #9
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    Predefinito Rif: Partito del Lavoro

    secondo me quest'area dovrebbe dialogare con Sel, sto sentendo alcuni interventi dell'incontro e mi sembra molto molto interessante

    ps : Diliberto anche dice che vogliono aderire subito all'alleanza dell'Ulivo

    "parlo come Pdci, ma pare che nella Federazione 3 su 4 sono d'accordo" hihihih comincia la manovra di Diliberto per mandare in soffitta Ferrero, vai Oliviero facci sognare
    Ultima modifica di SteCompagno; 19-09-11 alle 16:04
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  10. #10
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    Predefinito Rif: Partito del Lavoro

    vabbè diliberto vuol sempre fare il furbo, l'avevamo capito...rideremo poi
    -Ma dai, sarà la bora..
    -Ma non siamo a Trieste!

 

 
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