Manovra/ Damiano (Pd) ad Affaritaliani.it: "No alla proposta Ichino"
Mercoledì, 7 dicembre 2011 - 09:24:47
"Mi auguro che nell'incontro tra i sindacati lo sciopero diventi unitario. L'adesione a uno sciopero è sempre collegata ai contenuti della mobilitazione. Se questi sono di critica alla manovra perché si ritiene che sia insufficiente sotto il profilo dell'equità, anche io penso che questo problema esista”. Cesare Damiano, capogruppo del Pd in Commissione Lavoro a Montecitorio, con un'intervista ad Affaritaliani.it, sposa i motivi della protesta dei sindacati contro la manovra varata dal governo. E sulla riforma del mercato del lavoro, l’ex ministro del governo Prodi, boccia la riforma Ichino: "Sono assolutamente contrario a percorrere quella strada."
Lei aderirà allo sciopero generale contro la manovra indetto dalla Cgil per lunedì 12 dicembre?
"Mi auguro che nell'incontro tra i sindacati lo sciopero diventi unitario. L'adesione ad uno sciopero è sempre collegata ai contenuti della mobilitazione"
Passiamo ai contenuti allora..
"Se i contenuti sono di critica alla manovra perché si ritiene che sia insufficiente sotto il profilo dell'equità , anche io penso che questo problema esista. Quindi mi sforzerò affinché la manovra trovi delle correzioni soprattutto per quanto riguarda il tema delle pensioni".
Dunque il Pd non dovrà accettare a scatola chiusa le proposte del governo?
"Non ho mai pensato che il Pd, pur sostenendo questo governo in modo leale e trasparente, debba accettare a scatola chiusa le proposte del governo. Abbiamo le nostre opinioni e le dobbiamo far valere".
In che modo?
"Penso che si potrebbe agire su alcune leve come l'innalzamento della percentuale dell’1,5% della tassazione sui capitali scudati rientrati dall'estero: in questo modo si potrebbero ricavare risorse da destinare alla migliore tutela delle pensioni. Penso che dovremmo batterci per andare in questa direzione e individuare le modifiche che convincano tutti i partiti che sostengono il governo e l’esecutivo stesso".
Una altro punto da modificare?
"Quello delle indicizzazioni: fermarci a 960 euro è troppo poco, perché in realtà si tratta di 700 euro netti mensili. In questo modo taglieremmo fuori gli operai e gli impiegati di qualifica medio bassa, quelli per intenderci che dopo 40 anni di lavoro avranno una pensione da 1200 euro mensili. Inoltre trovo incongrua un'altra cosa"
Quale?
"Che gli uomini, che dovranno rimanere al lavoro 42 anni, pur inglobando la finestra di un anno, debbano subire penalizzazioni nel caso in cui abbiano meno di 62 anni di età. Questo è inconcepibile perché si tratta di persone che hanno iniziato a lavorare a quindici anni magari facendo lavori manuali per tutta la vita. In terzo luogo non possiamo non vedere il rischio che eliminando le quote, quelle che da ministro del Lavoro avevo inserito nel protocollo del Welfare nel 2007, avremo persone che andranno in pensione anche sei anni dopo. Bisogna trovare una gradazione. Al tempo stesso apprezzo il fatto che nella manovra si sia intervenuti positivamente sulla totalizzazione di tutti i contributi, in modo che anche un giorno di lavoro verrà conteggiato per la pensione: in questo aiuteremo i giovani. Sono contento poi che il tetto dei 10mila in mobilità sia stato portato a 50mila salvando tutti quelli che correvano il rischio di rimanere intrappolati. Preferirei che saltasse del tutto il tetto dei 50mila in modo tale da mettere una pietra sopra al rischio di non avere né pensione né indennità di mobilità. Sono passi avanti, ma non sufficienti e ritengo sia necessario fare un altro sforzo".
Capitolo riforma del mercato del lavoro. La strada da seguire è quella di Ichino del contratto unico?
"No. Sono assolutamente contrario a quella strada. Ritengo sia contraddittorio predicare l'unificazione del mercato del lavoro tra vecchie e nuove generazioni per poi proporre di salvare l'articolo 18 per chi è al lavoro e non dare quella protezione a chi entrerà nel mercato dopo l'approvazione di questa eventuale legge"
Che cosa bisognerebbe fare secondo lei?
"Preferisco agire su altri tasti. Velocizzare il processo per lavoro anche quando si tratta di una vertenza per licenziamento, allungare il periodo di prova e diminuire il costo del lavoro quando è a tempo indeterminato. Il governo ha già dichiarato positivamente che ci sarà lo sconto Irap alle aziende che assumono giovani e donne. Io aggiungerei due paroline...".
Dica pure...
"Giovani, donne e over 50, che devono avere una dote per il reimpiego. L'altra parolina è Irap scontata all'imprese che assumono queste tre fattispecie di lavoratori ma a tempo indeterminato se vogliamo favorire una ripresa della stabilità nel lavoro".
Daniele Riosa
Manovra/ Damiano (Pd) ad Affaritaliani.it: "No alla proposta Ichino" - Affaritaliani.it
Il Pd ha invocato in ogni occasione possibile l'unità sindacale quando era all'opposizione, questa si concretizza adesso che è al Governo![]()





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