
Originariamente Scritto da
Ringhio
Riprendiamo un “programma” di mobilitazione che, redatto per il blog “freeyourmind” e firmato da Luciano del Vecchio in queste ore va per la maggiore.
(1) L’uscita dall’Unione europea e dalla NATO, la chiusura della basi americane, il ritiro di tutte le missioni militari all’estero, per riconquistare la piena autodeterminazione politica e porre fine ad ogni politica colonialista.
(2) L’abbandono dell’euro e la riconquista della sovranità monetaria.
(3) Il controllo pubblico sulla Banca d’Italia e sull’intero sistema bancario e assicurativo.
(4) La nazionalizzazione o la protezione dei settori vitali dell’economia nazionale, e il rafforzamento della gestione pubblica dei beni comuni come l’ambiente, l’acqua, l’energia, l’istruzione, la salute.
(5) Un negoziato sul pagamento del debito estero affinché gli eventuali sacrifici richiesti al popolo lavoratore servano per salvare il paese e non per ingrassare la grande finanza predatoria straniera.
(6) Un piano nazionale per il lavoro, per debellare la disoccupazione.
(7) Una Costituzione repubblicana e sociale e un Parlamento eletto con il sistema elettorale proporzionale.
C’è da aggiungere altro?
No. Per noi di Rinascita è proprio questo il “minimo denominatore” per un “fronte comune” degli italiani contro la dittatura dei signori del denaro e dei loro camerieri e manutengoli.
Però, però... Però, purtroppo, non si riesce a mettere in moto una macchina unita nel rivendicare libertà e sovranità. Tutto finisce in mille rivoli, in milioni di parole, e la possibilità di una replica italiana del 20 dicembre 2001 argentino non sembra affatto in agenda. Quel giorno, dieci anni fa, milioni di argentini si mossero e occuparono Buenos Aires. La loro rivolta terremotò il governo monetarista e schiavo delle banche e del dollaro. E fu il volano della riconquistata libertà e ricchezza nazionale...
Argentina chiama Italia | Editoriali | Rinascita.eu - Quotidiano di Sinistra Nazionale