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  1. #1
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    Predefinito Sito ufficiale della redazione italiana della radio di stato iraniana

    L'I.R.I.B. è la redazione italiana della radio di stato iraniana.
    Radio Italia è nata il 9 agosto 1995 allo scopo di aprire una finestra verso l'Iran, la sua storia, la sua cultura e la sua tradizione religiosa iraniana. In tutti questi anni abbiamo cercato di presentare all'interlocutore italiano le realtà della società iraniana, cercando di rimuovere i pregiudizi ed i malintesi che esistono nei confronti dell'Iran. L'altro nostro obiettivo è contribuire all'avvicinamento tra l'Islam ed il cristianesimo nell'ambito della grande iniziativa promossa dal nostro paese circa il dialogo tra le civiltà come un mezzo efficace per realizzare l'unità, l'amicizia e la fratellanza tra i seguaci delle due religioni monoteistiche ed imparare a rispettarsi. Oggi siamo una dozzina di persone, fra giornalisti, traduttori e conduttori. Tanti lavorano da quasi 11 anni, alcuni soltanto da pochi anni. Però ci sentiamo uniti non soltanto dal lavoro, ma dall'enorme interesse che tutti nutriamo per l'Italia, per la sua storia, la sua cultura, la sua vita quotidiana, rispecchiando in un certo senso quel comune senso di amicizia che gli iraniani hanno per l'Italia, sentimento che ci auguriamo possa essere ricambiato.
    Ogni giorno, dalle 60alle 70, ore UTC, andiamo in onda sulle frequenze di 11555, 13770, 15085 khz, mentre il programma serale va in onda dalle 20:00 alle 200 sulle frequenze 5910 e 7380 khz.

    http://italian.irib.ir/index.php?opt...tpage&Itemid=1


    Sito anche in Inglese: http://www.irib.ir/English/


    P.S. Su questo sito direttamente sul pc Tv iraniane di ogni genere
    http://www.iran.tv/

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  2. #2
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    Io lo visito spesso,è molto
    aperto,ci sono opinionisti
    di dx e sx.

  3. #3
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    Cosa ne pensate della lettera inviata da Mahmoud Ahmadinejad alla Commissione Europea per chiedere il divieto della manifestazione euroidentitaria contro la costruzione della più grande moschea d'Europa a Colonia (in Germania) indetta da Pro-Köln e Pro-NRW?




    carlomartello

  4. #4
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    Predefinito Riferimento: Sito ufficiale della redazione italiana della radio di stato iraniana

    Ognuno ha il diritto di tirare l'acqua al proprio mulino, sta poi
    ai governanti europei non calare regolarmente le braghe.
    Purtroppo questa pratica trova nel parlamento europeo un
    terreno fertile tra le file dei numerosissimi europederasti. :sofico:

  5. #5
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    Predefinito Riferimento: Sito ufficiale della redazione italiana della radio di stato iraniana

    Citazione Originariamente Scritto da carlomartello Visualizza Messaggio
    Cosa ne pensate della lettera inviata da Mahmoud Ahmadinejad alla Commissione Europea per chiedere il divieto della manifestazione euroidentitaria contro la costruzione della più grande moschea d'Europa a Colonia (in Germania) indetta da Pro-Köln e Pro-NRW?




    carlomartello

    Fanno bene gli identitati a non volere le moschee, altrettanto bene farebbero a non voler le sinagoghe. hefico:
    L'invasione allogena è frutto di un disegno di annichilimento etno-razziale e spirituale perseguito da decenni dagli U$raeliani.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  6. #6
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    Predefinito Riferimento: Sito ufficiale della redazione italiana della radio di stato iraniana

    La libertà di immigrazione nel mondo intero
    Tratto da: «Massoneria e sette segrete: la faccia occulta della storia»

    Guttmacher[1] ha dichiarato che un programma efficace di contraccezione sarà in grado di apportare un «significativo contributo a un nuovo ordine mondiale»
    G. Brock Chisholm[2], ex direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ha già definito in che modo questo nuovo ordine mondiale potrà essere realizzato:
    «Ciò che in tutti i luoghi la gente deve fare è praticare la limitazione delle nascite e i matrimoni misti (tra razze differenti), e ciò in vista di creare una sola razza in un mondo unico dipendente da un’autorità centrale»[3]
    Quando si dice chiarezza.
    Una commissione di razze già efficacemente tratteggiata nel 1925 da uno dei padri della Sinarchia europea, il massone d’alto grado Coudenhove Kalergi, fondatore della «Paneuropa», che nel suo libro «Praktischer Idealismus» vaticinava:
    «L’uomo del futuro sarà di sangue misto (…) La razza futura eurasiatica-negroide, estremamente simile agli antichi egiziani, sostituirà la molteplicità dei popoli, con una molteplicità di personalità». Collo di bottiglia, questo della fusione delle razze, obbligato per ogni progetto mirante alla cancellazione di fatto di ogni identità religiosa, etnica e nazionale. Dal 1989, riferisce la stampa specializzata, l’ufficio delle Nazioni Unite dell’Alto Commissariato per i Rifugiati è stato centrale per orchestrare migrazioni di massa di musulmani nord-africani in Europa e di slavi dei paesi dell’Est.
    Alla Francia, ad esempio, è stata assegnata una quota di 24 milioni di emigrati che ne cancelleranno letteralmente il volto e la storia.[4] Scriveva Maurice Caillet, fuoriuscito dalla massoneria dopo aver raggiunto il 18° grado, di Cavaliere Rosacroce, trattando della piaga dell’aborto nelle nostre contrade, in una lettera indirizzata al Ministro della Sanità francese Martine Aubry: «Tutte queste misure avranno, inoltre, il merito di risolvere il problema demografico che mette in pericolo le pensioni e che permette all’ONU di proporci un’immigrazione importante»[5]
    Se John Foster Dulles vivesse oggi potrebbe dirsi soddisfatto: gli Stati (fra cui l’Italia) hanno persino cambiato le proprie leggi per consentire un afflusso massivo e scarsamente controllato di extracomunitari sui loro territori, e la nuova battaglia ovunque proclamata dai mezzi di comunicazione sembra ormai essere quella contro il razzismo.
    Un razzismo affatto estraneo a popoli di grande memoria storica e culturale come l’italiano che, a fronte di un’invasione in poco tempo di qualche milione di africani che si contendono il pane con una gioventù che incontra serissime difficoltà di accesso ad un lavoro qualificato, a fronte di mali endemici come l’emigrazione verso l’estero, oggi ripresa, del nostro bel Sud, a fronte di una malavita organizzata sempre più arrogante, a fronte di uno Stato presente con solerzia solo a riscuotere tasse dai suoi cittadini piuttosto che a tutelarli e difenderli, reagisce con un senso di insofferenza e talvolta di rifiuto verso l’estraneo imposto in casa propria. Con la massima ipocrisia si etichetta come razzismo questo rifiuto, demonizzando chi fa notare come la Storia sia lì ad insegnare che operazioni d’innesto di una tradizione sopra un’altra, effettuate per lo più in tempi brevi, non siano né indolori né prive di forme di rigetto anche gravissime.
    Ma la Storia sembrerebbe oggi essere fatta dai mezzi di comunicazione, come osserva il massone Raymond Abellio, pseudonimo adottato nel dopoguerra da George Soulès (1907-1987), a firma di una produzione letteraria tutta intrisa di occultismo, astrologia e gnosi:
    «La nostra epoca di mass-media trasforma la soggettività della storia, che per lungo tempo non fu un problema che per i filosofi, vale a dire di un numero piccolo, in strumento universale per violare e plasmare la coscienza delle folle e, di conseguenza, in fattore politico essenziale e primario».
    Parole come logica, tolleranza e razzismo sembrano allora assumere sensi e valenze diverse a seconda dei popoli alle quali vengono applicate, appunto, dalla martellante grancassa mediatica: alla scomparsa di ogni religione e tradizione, fuse nella nuova razza senza memoria storica né principi, viene opposta la sopravvivenza e il consolidamento di un’unica tradizione e religione.
    Così, mentre il rabbino canadese Abraham Feinberg dalle colonne della «Maclean’s Review», rivista cristiana di Toronto, rivolgendosi ai suoi lettori, cattolici e protestanti, lanciava un appello:
    «La sola soluzione ai conflitti razziali è il matrimonio interrazziale, (…)» è dunque urgente che «(…) la legge incoraggi la mescolanza del sangue», poiché: «il richiamo deliberato ai matrimoni interrazziali è il solo modo di accelerare il processo per eliminare totalmente i pregiudizi razziali e quindi le razze separate», sul New York Times appariva nel corso del 1974 una pubblicità a piena pagina, a cura del «National Commitee for Furtherance fo Jewish Education» (Comitato nazionale per la promozione dell’istruzione ebraica), indirizzata alla gioventù israelita, dove i matrimoni interrazziali venivano così stigmatizzati:
    «I matrimoni misti sono un suicidio nazionale e personale. Il mezzo più sicuro per distruggere un popolo è farlo sposare al di fuori della sua fede (…) Uomini e donne hanno la certezza di perdervi la loro identità. I valori e i principi che tanto hanno contribuito alla cultura e alla civiltà contemporanea scompariranno dalla faccia della terra.
    L’esperienza accumulata in tremila anni, il ricco retaggio di un popolo, tutto ciò che è assolutamente vostro sarà indegnamente annientato. Che pena! Che disastro! Che vergogna!»[6]

    Tratto da: «Massoneria e sette segrete: la faccia occulta della storia»


    --------------------------------------------------------------------------------

    [1] Membro del Bilberberg Group e fondatore nel 1965 con Gianni Agnelli dell’Istituto Affari Internazionale italiano
    [2] Membro del Movimento universale per una Federazione mondiale
    [3] «USA Magazine», 12/08/1955
    [4] In «Lectures Francaises», n. 528, aprile 2001, p. 38
    [5] Idem, giugno 2000, p. 42
    [6] Y. Mocomble, «Du viol des foules…», pp. 283-284
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  7. #7
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    Predefinito Riferimento: Sito ufficiale della redazione italiana della radio di stato iraniana

    La libertà di immigrazione nel mondo intero
    Tratto da: «Massoneria e sette segrete: la faccia occulta della storia»

    Guttmacher[1] ha dichiarato che un programma efficace di contraccezione sarà in grado di apportare un «significativo contributo a un nuovo ordine mondiale»
    G. Brock Chisholm[2], ex direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ha già definito in che modo questo nuovo ordine mondiale potrà essere realizzato:
    «Ciò che in tutti i luoghi la gente deve fare è praticare la limitazione delle nascite e i matrimoni misti (tra razze differenti), e ciò in vista di creare una sola razza in un mondo unico dipendente da un’autorità centrale»[3]
    Quando si dice chiarezza.
    Una commissione di razze già efficacemente tratteggiata nel 1925 da uno dei padri della Sinarchia europea, il massone d’alto grado Coudenhove Kalergi, fondatore della «Paneuropa», che nel suo libro «Praktischer Idealismus» vaticinava:
    «L’uomo del futuro sarà di sangue misto (…) La razza futura eurasiatica-negroide, estremamente simile agli antichi egiziani, sostituirà la molteplicità dei popoli, con una molteplicità di personalità». Collo di bottiglia, questo della fusione delle razze, obbligato per ogni progetto mirante alla cancellazione di fatto di ogni identità religiosa, etnica e nazionale. Dal 1989, riferisce la stampa specializzata, l’ufficio delle Nazioni Unite dell’Alto Commissariato per i Rifugiati è stato centrale per orchestrare migrazioni di massa di musulmani nord-africani in Europa e di slavi dei paesi dell’Est.
    Alla Francia, ad esempio, è stata assegnata una quota di 24 milioni di emigrati che ne cancelleranno letteralmente il volto e la storia.[4] Scriveva Maurice Caillet, fuoriuscito dalla massoneria dopo aver raggiunto il 18° grado, di Cavaliere Rosacroce, trattando della piaga dell’aborto nelle nostre contrade, in una lettera indirizzata al Ministro della Sanità francese Martine Aubry: «Tutte queste misure avranno, inoltre, il merito di risolvere il problema demografico che mette in pericolo le pensioni e che permette all’ONU di proporci un’immigrazione importante»[5]
    Se John Foster Dulles vivesse oggi potrebbe dirsi soddisfatto: gli Stati (fra cui l’Italia) hanno persino cambiato le proprie leggi per consentire un afflusso massivo e scarsamente controllato di extracomunitari sui loro territori, e la nuova battaglia ovunque proclamata dai mezzi di comunicazione sembra ormai essere quella contro il razzismo.
    Un razzismo affatto estraneo a popoli di grande memoria storica e culturale come l’italiano che, a fronte di un’invasione in poco tempo di qualche milione di africani che si contendono il pane con una gioventù che incontra serissime difficoltà di accesso ad un lavoro qualificato, a fronte di mali endemici come l’emigrazione verso l’estero, oggi ripresa, del nostro bel Sud, a fronte di una malavita organizzata sempre più arrogante, a fronte di uno Stato presente con solerzia solo a riscuotere tasse dai suoi cittadini piuttosto che a tutelarli e difenderli, reagisce con un senso di insofferenza e talvolta di rifiuto verso l’estraneo imposto in casa propria. Con la massima ipocrisia si etichetta come razzismo questo rifiuto, demonizzando chi fa notare come la Storia sia lì ad insegnare che operazioni d’innesto di una tradizione sopra un’altra, effettuate per lo più in tempi brevi, non siano né indolori né prive di forme di rigetto anche gravissime.
    Ma la Storia sembrerebbe oggi essere fatta dai mezzi di comunicazione, come osserva il massone Raymond Abellio, pseudonimo adottato nel dopoguerra da George Soulès (1907-1987), a firma di una produzione letteraria tutta intrisa di occultismo, astrologia e gnosi:
    «La nostra epoca di mass-media trasforma la soggettività della storia, che per lungo tempo non fu un problema che per i filosofi, vale a dire di un numero piccolo, in strumento universale per violare e plasmare la coscienza delle folle e, di conseguenza, in fattore politico essenziale e primario».
    Parole come logica, tolleranza e razzismo sembrano allora assumere sensi e valenze diverse a seconda dei popoli alle quali vengono applicate, appunto, dalla martellante grancassa mediatica: alla scomparsa di ogni religione e tradizione, fuse nella nuova razza senza memoria storica né principi, viene opposta la sopravvivenza e il consolidamento di un’unica tradizione e religione.
    Così, mentre il rabbino canadese Abraham Feinberg dalle colonne della «Maclean’s Review», rivista cristiana di Toronto, rivolgendosi ai suoi lettori, cattolici e protestanti, lanciava un appello:
    «La sola soluzione ai conflitti razziali è il matrimonio interrazziale, (…)» è dunque urgente che «(…) la legge incoraggi la mescolanza del sangue», poiché: «il richiamo deliberato ai matrimoni interrazziali è il solo modo di accelerare il processo per eliminare totalmente i pregiudizi razziali e quindi le razze separate», sul New York Times appariva nel corso del 1974 una pubblicità a piena pagina, a cura del «National Commitee for Furtherance fo Jewish Education» (Comitato nazionale per la promozione dell’istruzione ebraica), indirizzata alla gioventù israelita, dove i matrimoni interrazziali venivano così stigmatizzati:
    «I matrimoni misti sono un suicidio nazionale e personale. Il mezzo più sicuro per distruggere un popolo è farlo sposare al di fuori della sua fede (…) Uomini e donne hanno la certezza di perdervi la loro identità. I valori e i principi che tanto hanno contribuito alla cultura e alla civiltà contemporanea scompariranno dalla faccia della terra.
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    [1] Membro del Bilberberg Group e fondatore nel 1965 con Gianni Agnelli dell’Istituto Affari Internazionale italiano
    [2] Membro del Movimento universale per una Federazione mondiale
    [3] «USA Magazine», 12/08/1955
    [4] In «Lectures Francaises», n. 528, aprile 2001, p. 38
    [5] Idem, giugno 2000, p. 42
    [6] Y. Mocomble, «Du viol des foules…», pp. 283-284
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

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    Predefinito Riferimento: Sito ufficiale della redazione italiana della radio di stato iraniana

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    Cosa ne pensate della lettera inviata da Mahmoud Ahmadinejad alla Commissione Europea per chiedere il divieto della manifestazione euroidentitaria contro la costruzione della più grande moschea d'Europa a Colonia (in Germania) indetta da Pro-Köln e Pro-NRW
    Hai un link o qualcosa che provi che questa lettera sia mai stata scritta da Ahmadinejad? Io ho trovato solo siti di dubbia qualità che parlano di questa vicenda e non si riferiscono di certo ad Ahmadinejad, guardare per credere.

    http://www.google.it/search?q=%22Tehran+demands+EU+halt+anti-Islam+congress+planned+in+Germany%22&hl=it&client= firefox-a&rls=org.mozillatfficial&hs=9ez&start=0&sa=N
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    Se roma desidera dominare il mondo, questo vuol forse dire che tutti vogliano esserne suoi schiavi? - Caratacos

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    Predefinito Riferimento: Sito ufficiale della redazione italiana della radio di stato iraniana

    Ne parlarono i siti delle due liste, in tedesco, prima veniva fuori inserendo "pro-koeln ahmadinejad" ma adesso non più pare, bisognerebbe cercare, parliamo comunque del primo raduno del 2008.

    Per Der Wehrwolf: diciamo che l'immigrazione è voluta dall'alta finanza e dagli organi del sistema globalista (dall'ONU alla magistratura nostrana...) e diciamo che la Lega Araba e la Conferenza Islamica ne approfittano per portare l'islam in Europa.

    Puttosto, da Israele (che in quanto realtà nazionale può essere indipendente o meno dal globalismo) non sono arrivati segnali così cattivi, tanto è vero che l'ambasciatore israeliano Oded Ben Hur alla Santa Sede ha definito l'immigrazione mussulmana un pericolo per la pace in Europa e nel 2004 un rapporto confidenziale del ministero degli esteri israeliano denunciava i danni al tessuto sociale europeo causati dal multiculturalismo e dalla crescita delle comunità islamiche "europee". Ci sono comunque anche intellettuali di origine ebraica che hanno criticato l'immigrazione come ad esempio il filosofo Finkielkraut in Francia e la scrittrice Bat Ye'or in Svizzera.

    Durban II, cioè la conferenza ONU contro il razzismo di Ginevra che alcuni stati europei hanno boicottato - purtroppo per una priorità non nazionale: veniva accusato di aparthaid lo Stato di Israele - nei paesi europei intendeva abolire la libertà di parola circa i temi legati ALL'IMMIGRAZIONE e ALL'ISLAM e addirittura incitare i paesi europei a privilegiare i flussi migratori dal Nord Africa... Hai capito il "camerata Ahmadinejad"...


    carlomartello

  10. #10
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    Predefinito Riferimento: Sito ufficiale della redazione italiana della radio di stato iraniana

    Citazione Originariamente Scritto da carlomartello Visualizza Messaggio
    Ne parlarono i siti delle due liste, in tedesco, prima veniva fuori inserendo "pro-koeln ahmadinejad" ma adesso non più pare, bisognerebbe cercare, parliamo comunque del primo raduno del 2008.
    Infatti se tu avessi cliccato quel link che ho messo, avresti visto che tutti i risultati sono riferiti al raduno del 2008, anche perché altri simili a Colonia non ce ne sono stati. Strano poi che sul sito del Pro-Koeln citino anche loro il solo ministero degli esteri iraniano e non parlino di una decisione di Ahmadinejad in prima persona, data il 4 settembre 2008 http://www.pro-koeln-online.de/archiv2008.htm

    Citazione Originariamente Scritto da carlomartello Visualizza Messaggio
    Durban II, cioè la conferenza ONU contro il razzismo di Ginevra che alcuni stati europei hanno boicottato - purtroppo per una priorità non nazionale: veniva accusato di aparthaid lo Stato di Israele - nei paesi europei intendeva abolire la libertà di parola circa i temi legati ALL'IMMIGRAZIONE e ALL'ISLAM e addirittura incitare i paesi europei a privilegiare i flussi migratori dal Nord Africa... Hai capito il "camerata Ahmadinejad"...
    Strano anche qui, perché avendo avuto modo di leggere il discorso di Ahmadinejad a Ginevra si evince che ha parlato di tutto, Economia, Politica, Finanza, Dio, Scienza e Tecnologia ma non ha mai fatto un accenno all'emigrazione.

    Leggilo anche tu: http://www.politicaonthe.net/forum/s...ad.php?t=19129
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