PARIGI – Il caso Karachi (11 tecnici francesi uccisi in un attentato nel 2002) torna a lambire la maggioranza presidenziale, a soli quattro mesi dalle elezioni. L’ex consigliere speciale di François Léotard al ministero della Difesa, Renaud Donnedieu de Vabres poi diventato ministro della Cultura, è stato arrestato dalla polizia francese. Interrogato come testimone nel novembre 2010 dal giudice van Ruymbeke, Donnedieu de Vabres ha sempre negato l’esistenza di un legame tra la vendita di sottomarini al Pakistan e il finanziamento della campagna elettorale di Edouard Balladur, nel 1995.

GLI ARRESTI - La sua custodia cautelare (48 ore in base alle legge francese) indica invece che gli elementi in favore di questa pista, dopo anni di indagini, si starebbero accumulando. Questo è lo scenario ipotizzato dall’accusa: nel 1994 e nel 1995 l'allora premier Édouard Balladur, il suo ministro delle Finanze e portavoce Nicolas Sarkozy, il direttore di campagna elettorale Nicolas Bazire (già finito agli arresti), il ministro della Difesa François Léotard e il suo consigliere Donnedieu de Vabres avrebbero fatto versare ingenti commissioni ad alcuni intermediari per la vendita di sottomarini francesi all'Arabia Saudita e al Pakistan, con la garanzia di ricevere subito indietro una parte del denaro - retrocommissioni - per finanziare in nero la campagna presidenziale di Balladur.

LA CANDIDATURA DI CHIRAC - Il partito preferiva in maggioranza Jacques Chirac come candidato nelle prime elezioni dell'era post-Mitterrand; sceso in campo tardi, Balladur era costretto a trovare soldi, e in fretta, per finanziare la corsa all'Eliseo. All'epoca, e fino al 2000, in Francia le commissioni legate alla compravendita di armi erano legali; ma le retrocommissioni no. In ogni caso non servirono, Balladur fu sconfitto nonostante i sondaggi favorevoli e Sarkozy costretto a una lunga traversata del deserto. Chirac, appena entrato all'Eliseo, fermò le commissioni che sospettava essere state il canale di finanziamento del suo nemico Balladur.

LA VENDETTA - In questo quadro investigativo, l’attentato sarebbe la vendetta dei pakistani per lo stop al flusso di denaro: Alle 8 del mattino dell'8 maggio 2002, una Toyota Corolla rossa piena di esplosivo centrò davanti all'hotel Sheraton di Karachi l'autobus che portava alcuni operai sul cantiere dei sottomarini Agosta 90B, venduti dalla Francia al Pakistan. Morirono il kamikaze, due guardie pachistane e 11 tecnici francesi della Dcn, la direzione delle costruzioni navali.

Caso Karachi, arrestato ex ministro alla Cultura Un altro colpo alla coalizione di Sarkozy - Corriere della Sera