AIT - Associazione Italiana Transumanisti
Intervista di Annetta Franco a Riccardo Campa, sui risvolti psicologici e sociologici del sesso virtuale
La tecnologia espande le possibilita' di quasi tutte le attivita' umane. La sfera della sessualita' non fa eccezione. Sul rapporto tra tecnologia ed erotismo, Riccardo Campa - professore di sociologia all’Università di Cracovia e Presidente dell’Associazione Italiana Transumanisti - risponde alle domande di Annetta Franco, collaboratrice di diverse testate giornalistiche e televisive, tra le quali, Le Scienze, Playboy, Il Sole 24 Ore, Corriere della Sera, La7, e Odeon.
Si parla sempre piu' frequentemente di cyber sex. Puo farmi un quadro della situazione?
Il cybersex rappresenta una nuova frontiera del rapporto sessuale che si avvale delle nuove tecnologie allo scopo di creare situazioni erotiche impossibili in Real Life (o vita reale). Per esempio un rapporto a distanza, con i due partecipanti che possono essere locati ai due angoli opposti del pianeta, oppure relazioni con ruoli inediti o sensazioni inedite. Per esempio utilizzando degli avatar (immagini scelte per rappresentare la propria utenza in comunità virtuali) molto diversi dalla persona reale, per quanto riguarda l’aspetto, il gender, l’età o altre caratteristiche fisiche. Il rapporto viene anche definito “virtuale”, ma esso è reale nelle sue conseguenze sugli stati di coscienza dei partecipanti. Quindi, il confine tra reale e virtuale non va trattato in modo dogmatico, manicheo. In fondo, anche durante un rapporto sessuale di tipo tradizionale, i partecipanti possono autostimolarsi con fantasie erotiche, immaginando il partner un po’ diverso dalla realtà, o abbigliato in modo diverso, o intento a fare cose diverse da quelle che effettivamente fa. Operazione che si può fare anche con se stessi. Il questo modo i partecipanti vengono “virtualizzati” attraverso la fantasia. In altre parole, anche durante i rapporti tradizionali, spesso, si fa sesso in parte con la persona in carne ed ossa che si ha tra le braccia e in parte con un avatar generato dalla nostra mente. La tecnologia espande queste possibilità.
Come definirebbe il cybersex?
Il cybersex (o cibersesso) è una forma di rapporto sessuale che avviene nel ciberspazio, senza contatto fisico diretto tra i partecipanti, grazie all’utilizzo di strumenti informatici e telematici.
Quali strumenti vengono maggiormente usati?
Gli strumenti fondamentali sono il Personal Computer, il telefono, la rete telematica o telefonica, e alcune periferiche hardware. Va infatti precisato che anche la rete telefonica è ciberspazio, per cui la forma più antica di cybersex è il sesso telefonico, nel quale i partecipanti – in genere due – si stimolano a vicenda con la parola, descrivendo le proprie azioni, senza potersi vedere. Il cybersex via computer offre più possibilità rispetto al vecchio phone sex. Intanto la descrizione delle azioni o dell’aspetto, può avvenire per forma scritta oltre che vocale. Si possono anche utilizzare gli avatar di Second Life, accoppiando una presenza visiva e l’uso di pose ball (ovvero di posizioni e azioni predeterminate) alla chat vocale o scritta. Inoltre, se lo si desidera, c’è anche la possibilità di vedersi attraverso una webcam. Infine, al computer, tramite le porte USB possono essere collegati delle periferiche hardware, o sex toys, capaci di simulare fisicamente gli organi sessuali dell’uomo e della donna. Per esempio, il Sinulator (Portail d'informations Ce site est en vente!) e l’Interactive Fleshlight (www.virtual-fleshlight.com), o altri oggetti simili, che sono organi sessuali sintetici controllabili a distanza attraverso il mouse, la tastiera o un joystick.
Sono più coppie o singoli coloro che si dedicano al cybersex?
Non ho nessuna statistica sotto mano per rispondere con precisione a questa domanda. Posso solo ipotizzare che le coppie utilizzino il cybersex prevalentemente se sono impossibilitate ad incontrarsi, mentre i single possono avvalersi di questa possibilità più ampiamente, per iniziare un rapporto o semplicemente a scopo ludico. Dunque, se dovessi scommettere, direi che i single sono più propensi. Credo tuttavia che molte persone sposate o fidanzate utilizzino il cybersex per incontrare altre persone, nella persuasione che si tratti appunto di un gioco e non di vero tradimento.
Potrebbe parlarmi dei robot? Ne esistono già in grado di soddisfare sessualmente gli umani? Non pensa che il semplice soddisfacimento fisico, senza il sapore della conquista sia pure sessuale e relegato anche a un solo incontro, possa togliere piacere al sesso? Come funzionano questi robot? Come sono stati studiati, anatomicamente parlando?
Diverse aziende sono impegnate nella progettazione e costruzione di umanoidi o androidi (ovvero robot con sembianze umane) di tipo multifunzionale. Tra le varie funzioni, oltre che pulire la casa, servire cibi o bevande e ricevere gli ospiti, sono in grado anche di fare massaggi o di avere un rapporto sessuale. L’aspetto di queste macchine è molto piacevole. E l’idea è di farle sempre più perfette. Si prospetta un mercato molto lucrativo, perché il solo fatto che siano multifunzione mette al riparo l’acquirente dal sospetto che intenda avvalersene soprattutto per soddisfare desideri sessuali. Il che potrebbe per alcuni essere imbarazzante. Un’azienda giapponese, Ai Robotics, ha recentemente lanciato la sua creazione: Lisa, disponibile nei modelli bionda e bruna, vestita in modo casual ed elegante. I suoi creatori, Etienne Fresse e Yoichi Yamato sostengono di avere sviluppato una tecnologia chiamata Recognition Krax System (RKS) che dà a Lisa la possibilità di riconoscere sensazioni tattili, vocali e visuali. A giudicare dai video, tuttavia, risulta ancora molto impacciata e meccanica. Tuttavia, la robotica sta facendo grossi passi avanti. Evidentemente, acquistare un robot non è esattamente come conquistare una persona. Va però detto che, anche quando si conquista una persona, non si è mai certi se essa nutre davvero sentimenti positivi nei nostri confronti, se veramente le piacciamo fisicamente o spiritualmente. Molte donne e uomini stanno con qualcuno per quello che questa persona ha e non per quello che è. Qualcuno potrebbe allora pensare che è meglio avere un rapporto sessuale con un essere robotico senza emozioni, che le finge seguendo un software, piuttosto che averlo con una persona in carne ed ossa che comunque finge, ma che magari ha sentimenti reali addirittura negativi nei confronti del partner. Inoltre, per molti la scelta non è tra un partner in carne ed ossa ed un robot, ma tra il nulla ed un robot. Uomini e donne invecchiano, diventando davvero poco appetibili per chiunque, ma potrebbero ancora conservare desideri sessuali. Il robot, oltre ad essere bellissimo, non farebbe difficoltà ad accoppiarsi anche con le persone meno attraenti. È un rapporto fittizio? Vero. Ma, come detto, sono fittizi anche certi rapporti reali. Diciamo che è una forma sofisticata di autoerotismo. Ci si stimola con un robot invece che con un film o un giornale erotico o pornografico. Sul tema sono tra l’altro stato intervistato anche dall’Espresso e per chi volesse approfondire posso indicare questo articolo: [ + ]
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