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  1. #131
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    Predefinito Rif: Firenze, killer dà la caccia ai senegalesi 2 morti e 2 feriti poi muore in spara

    Citazione Originariamente Scritto da Nazionalistaeuropeo Visualizza Messaggio
    Per quanto mi riguarda questa strage a Firenze è ne più ne meno,il gesto di un uomo che ha perduto la testa.
    Un pazzo come c'è ne sono tanti,io mi chiedo perchè questi 3 fratelli migranti facciano notizia
    mentre i 5 morti sardi delle ultime 2 settimane non freghino se non per più di 3 giorni.
    Lo stataccio ha colto la palla al balzo per fare campagna mediatica contro di noi,come quando
    ci fu la disgrazia a quel ragazzo veronese.
    In tempi di crisi ci vuole sempre lo spauracchio antifa da agitare per distrarre le masse...
    Quoto ed aggiungo che, qualora il bastardo che ha ammazzato questi poveracci fosse stato riconducibile non a CPI ma a qualsivoglia organizzazione non di destra, stai sereno che sarebbe stato subito etichettato come uno squilibrato, chiudendo subito il discorso.

    Ora, invece, a qualcuno non sembra ancora vero di poter alzare il ditino moralizzatore contro il clima di odio, naturalmente fomentato dalla destra (in effetti di casi simili ne accadono con frequenza quotidiana...ostridicolo
    Non rispondo a mitomani, onanisti e depensanti...a questi ci dovrebbe pensare l'ASL.

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  2. #132
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    Predefinito Rif: Firenze, killer dà la caccia ai senegalesi 2 morti e 2 feriti poi muore in spara

    Una vecchia, intervistata, si è addirittura messa a piangere davanti alle telecamere per questi tre sconosciuti senegalesi ammazzati da uno sconosciuto italiano. Ci tengono i fiorentini a dire che non sono razzisti.

    Non credo che sia servito a nessuno sparare a delle persone a caso, se non ai soliti avvoltoi, ma io non ho intenzione di puntare il dito nè di piangnucolare...

  3. #133
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    Predefinito Rif: Firenze, killer dà la caccia ai senegalesi 2 morti e 2 feriti poi muore in spara

    Citazione Originariamente Scritto da Angelus Mortis Visualizza Messaggio
    Una vecchia, intervistata, si è addirittura messa a piangere davanti alle telecamere per questi tre sconosciuti senegalesi ammazzati da uno sconosciuto italiano. Ci tengono i fiorentini a dire che non sono razzisti.

    Non credo che sia servito a nessuno sparare a delle persone a caso, se non ai soliti avvoltoi, ma io non ho intenzione di puntare il dito nè di piangnucolare...
    Anzi, un ghigno a mezza bocca ci starebbe, visto il livello che sta raggiungendo la strumentalizzazione.
    Comunque non ci posso credere che si sono ribassati a sottostare alle regole tribali del negrume mostrando loro il corpo dell'omicida. Perché quando sono italiani a chiedere giustizia, vengono derisi dalla sbirraglia?
    Le nostre forze dell'ordine hanno paura...

  4. #134
    Ass. Cult. Nuova Gestapo
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    Predefinito Rif: Firenze, killer dà la caccia ai senegalesi 2 morti e 2 feriti poi muore in spara

    Citazione Originariamente Scritto da Mauri61 Visualizza Messaggio
    Quoto ed aggiungo che, qualora il bastardo che ha ammazzato questi poveracci fosse stato riconducibile non a CPI ma a qualsivoglia organizzazione non di destra, stai sereno che sarebbe stato subito etichettato come uno squilibrato, chiudendo subito il discorso.

    Ora, invece, a qualcuno non sembra ancora vero di poter alzare il ditino moralizzatore contro il clima di odio, naturalmente fomentato dalla destra (in effetti di casi simili ne accadono con frequenza quotidiana...ostridicolo
    Concordo, è quello che stavo pensando anche io, se fosse stato un frequentatore di centri sociali o di qualche partito di sinistra, sarebbe cambiato qualcosa?
    "Il copione teatrale dell’anti-italiano consiste nell’attribuire all’intera collettività nazionale i difetti specifici ed irripetibili della propria canagliesca personalità individuale, con in più l’ipocrisia del tirarsene fuori" (Costanzo Preve)

  5. #135
    Fun Cool
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    Predefinito Rif: Firenze, killer dà la caccia ai senegalesi 2 morti e 2 feriti poi muore in spara

    Citazione Originariamente Scritto da Astolfo Visualizza Messaggio
    Concordo, è quello che stavo pensando anche io, se fosse stato un frequentatore di centri sociali o di qualche partito di sinistra, sarebbe cambiato qualcosa?
    Per trovare la risposta a questa tua domanda c'è un precedente che dovrebbe illuminarti piuttosto bene: hai presente il cosiddeto "raid del Pigneto"?

    Ti rinfresco la memoria, casomai non lo avessi in mente:

    Qualche anno fa, a Roma, un tizio aveva sfasciato un negozio di un indiano, ed erano partite immediate le classiche contumelie contro il pericolo neonazista, ecco i frutti delle campagne di odio di Alemanno e della destra in generale e via discorreggiando.

    Poi, guarda caso, il tizio, tale Dario Chianelli, si confessa...e che cosa emerge? Primo, che non è assolutamente un nazi, anzi: ha perfino tatuato sul braccio l'effigie del Che ostridicolo:
    Secondariamente che la sua azione, esecrabile finchè si vuole, era scaturita dal furto del portafoglio, subito da una sua amica, e che questi aveva deciso di ricorrere a metodi spicci per tentare di recuperare la refurtiva. Ecco il suo racconto:

    L'uomo del raid al Pigneto racconta la sua verità - Politica - Excite Italia

    Bene, morale della favola: niente più accuse di nazismo (e te credo, questo alla fine semmai è più a sinistra che a destra..) e la cosa finisce lì.

    Ma, ovviamente, se questo invece di essere un ammiratore del Che avesse avuto il faccione del pelato sull'avambraccio?

    Tu pensi che la cosa avrebbe preso la stessa piega?
    Ma neanche per il cazzo: in quel caso la sentenza sarebbe stata scritta ancor prima di attendere il processo, stanne certo.
    Ecco il miglior esempio del doppiopesismo che puntualmente vige in questi casi.
    Non rispondo a mitomani, onanisti e depensanti...a questi ci dovrebbe pensare l'ASL.

  6. #136
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    Predefinito Rif: Firenze, killer dà la caccia ai senegalesi 2 morti e 2 feriti poi muore in spara

    Citazione Originariamente Scritto da Nicolas Eymerich Visualizza Messaggio
    Come è possibile?!
    Proprio loro: i discendenti degli invasori indoeuropei, gli eredi dei biondi eraclidi, dei legionari romani, dei berserker germanici,dei maghi solari dell'Ordine nero naziesoterico.....
    Proprio loro: ora rimuovono gli articoli di un proprio collaboratore fingendo di non conoscerlo.... ostridicolo:ostridicolo:



    Il Centro Studi La Runa è un ambiente a dir poco strano,basti vedere come ospiti articoli di Carlo Stagnaro di tale "Istituto" Bruno Leoni (breve ricerca su google per capire il tipo).
    Come nel caso di Borghezio,Del Valle etc invito a tenere gli occhi aperti su certe strane realtà e personaggi che fanno capolino nell'Ambiente di tanto in tanto.

    La nuova crociata | Carlo Stagnaro

    La nuova crociata
    1 gennaio 2000 (20:20) | Autore: Carlo Stagnaro

    Il Centro Studi La Runa, come tutti ben sapete, è un’associazione culturale. Il che significa che svolge un’azione prettamente culturale. La quale, tuttavia, fisiologicamente, si traduce in un’azione di politica culturale. L’”azione culturale” non va infatti intesa, in senso limitativo, come un lavoro dotto e letterario, e quindi statico, ma come un’opera di sensibilizzazione e “risveglio” delle coscienze, un’opera quindi dinamica.

    Dopo questa doverosa premessa, mi accingo a spiegare cosa intendo per politica. Mi riferisco infatti al diritto/dovere del cittadino di intervenire fattivamente nella vita del proprio stato (la polis), e non ai nani e alle ballerine del teatrino parlamentare. Tale diritto/dovere non implica necessariamente un’azione pacata e pacifica, ma anzi invita ad un’azione decisa e fors’anche violenta, eversiva (la radice di polis, la città, è non a caso la stessa di polemos, la battaglia). La Crociata di cui parlo è quella contro la televisione, il Grande Fratello.

    Naturalmente, la mia non è una posizione di avversione aprioristica alla televisione quale prodotto del “progresso” e del “moderno” (che riterrei inaccettabile), ma contro l’abuso dei frutti della tecnica. Usus non tollit abusum, dicevano i Romani, e avevano ragione. Se poi l’abuso è compiuto da persone che non valgono nulla, la cosa è ancor peggiore. Ma andiamo con ordine. La mia critica prende spunto dalla lettura di un articolo di Massimo Fini, il quale propone la creazione del “Partito degli Apoti” (ossia di coloro che non la bevono), formazione trasversale col compito di “boicottare, disertare le trasmissioni” che riterranno simbolo dello strapotere televisivo. La scelta delle trasmissioni sarà arbitraria, ma non dipenderà tanto dal livello culturale, quanto dalle pretese. Non è infatti assolutamente necessario affossare una trasmissione “imbecille” che riconosce i propri limiti e si propone per quello che è, mentre bisogna invece sbarrare il passo agli “showmen”, a quelle persone che, pur producendo TV spazzatura, la spacciano per TV impegnata.

    Dice M. Fini che “sono loro oggi i veri padroni delle ferriere, la nuova razza padrona. Sono loro che dettano non solo le mode ma definiscono le categorie mentali, intellettuali, morali e anche politiche alle quali il resto della popolazione si adegua”. Impegnamoci dunque ad abbattere questa nuova “casta regnante”, perchè, con tutto il rispetto, non me la sento di accettare che persone come Maurizio Costanzo o Vittorio Sgarbi assurgano al ruolo di guide spirituali, di guru del XX secolo, di novelli Siddharta, tronfi del loro potere e soprattutto illusi: illusi di essere uomini di cultura, vendicatori degli oppressi e, in un certo qual modo, giustizieri.

    “Gli Apoti si impegnano a delegittimare con ogni possibile mezzo le trasmissioni all’indice. Non con divieti che, com’è noto, hanno l’effetto opposto. Il lavoro deve essere più sottile e carognesco. [...]. Chi partecipa a tali trasmissioni subirà una gogna morale. E l’ostracismo. Gli Apoti non recensiranno i loro libri, non parleranno dei loro film, non pubblicizzeranno i loro spettacoli e insomma li ignoreranno”. Giusta e importante è questa battaglia, anzi, questa guerra: la guerra contro l’aristocrazia dell’ignoranza. La televisione è simbolo del degradamento morale del nostro tempo, emblema del cretinismo imperante, tomba dei valori. Tale guerra, spero condivisa e combattuta da tutti, dovrà essere invece il paradigma dell’agire runico, la nostra catarsi intellettuale, e la nostra bandiera sarà la cultura, quella cultura in via di estinzione, che giorno dopo giorno proprio dalla televisione riceve colpi mortali. Pretendiamo che “almeno un giorno alla settimana e un mese all’anno ci sia un totale black out televisivo. Facciamo aria, pulizia, torniamo al bar, a giocare a biliardo, alle bocce, a poker, alla partita, a raccontar fiabe ai nostri figli, parlare e parlarci”. “Riappropriamoci del diritto di discriminare, di selezionare, di chiamare sciocchi gli sciocchi e sciocchezze le sciocchezze”.

    In definitiva, Runici, spero che aderirete in massa all’appello lanciato da Fini. Prima direttiva del gruppo degli Apoti è il boicottaggio dello show degli show, e del suo conduttore, e di tutta la spazzatura che pubblicizza: il Maurizio Costanzo Show. Io lo farò e credo che non sarò il solo. Pensate di più, spegnete la TV.

    * * *

    Tratto da Algiza 3.

  7. #137
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    Predefinito Rif: Firenze, killer dà la caccia ai senegalesi 2 morti e 2 feriti poi muore in spara

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Strage di Firenze, due voci fuori dal coro difendono CasaPound: Freda e Borghezio

    E’ nota la nostra distanza dall’ottimismo sociale di Casa Pound. Noi non crediamo che i bisognosi siano meritevoli di attenzione a prescindere, che una cura sincera per i problemi connessi con la povertà possa innescare il circolo ‘virtuoso’, di rigenerazione, che vorremmo. Molto spesso quei bisognosi sono infatti i primi a coltivare i cliché dell’antifascismo, a levare lo scudo ottuso del moralismo ideologico (oggi! oggi che tutto va a rotoli e il marcio salta fuori pure dalle acquasantiere…), a esprimere, insomma, i segni della passione degenerata che Nietzsche chiamava ressentiment.


    Ma l’affronto di queste ore contro Casa Pound è grave. Non è possibile continuare a veder imperversare la menzogna antifascista, che tutto nasconde, anche l’oggettiva costanza di questo movimento nel suo impegno sociale, la sana complessità dei suoi riferimenti, la vastità degli orizzonti cui guarda, che non si fermano certo ai ‘santini’ retorici. In questo sistema fatto solo di convenienze, di scambi puttanizi, di favori personali ‘io lo faccio a te e tu lo ricambi a me’, in questa Napoli assoluta (intendo per l’immondizia a cielo aperto), si è persa la voglia di studiarsi un argomento prima di descriverlo, di darsi da fare per raccogliere gli elementi utili a ritrarre il più sinceramente possibile persone e fenomeni. Un movimento che non sia incasellabile in modo partigiano dev’essere subito sforbiciato qua e là, perché torni a star dentro ai casellari di comodo. Un letto di Procuste, altro che giornalismo all’inglese (dopo Murdoch, d’altronde…). E non è follia, questa, tentare ancora di nascondere il marcio che inquina l’aria, di stravolgere la verità, di abbarbicarsi, ancora, sul fronte della Resistenza che fu? Non è follia?Omicida? Suicida?

    Franco "Giorgio" Freda

    "La follia di un singolo, che ovviamente va condannata senza se e senza ma, non deve però innescare un processo di criminalizzazione di Casa Pound. Ricordo a tutti, infatti, che questi ragazzi hanno saputo dar vita, senza mezzi né sostegni di alcun genere, tantomeno pubblici, ad innumerevoli iniziative d'ordine cultural-politico e , soprattutto, di ammirevole volontariato sociale a favore delle persone in difficoltà. Da questo punto di vista sono giovani esemplari, specie se confrontiamo il loro spirito profondamente solidale con le grigie figure di certi politici maneggioni e dei tecnocrati servi dei banchieri".

    Mario Borghezio

    FascinAzione: Strage di Firenze, due voci fuori dal coro difendono CasaPound: Freda e Borghezio




    Credo che dopo l'esito dell'esperienza di "collaborazione" di alcune settimane fra poundiani milanesi e Borghezio i primi facciano molto,ma molto volentieri a meno della solidarietà dell'euroburocrate.Discorso completamente diverso ovviamente per l'Editore,che pur essendo stato sottoposto a minacce per decenni guardacaso non ha mai ricevuto da 'a guasdura auto blu con scorta come invece il referente dei servizi di verde incravattato.

  8. #138
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    Predefinito Rif: Firenze, killer dà la caccia ai senegalesi 2 morti e 2 feriti poi muore in spara

    Mettere sullo stesso piano, anche se con intenti denigratori, Freda e Borghezio è semplicemente ridicolo.
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

    Identità; Comunità; Partecipazione.

  9. #139
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    Predefinito Rif: Firenze, killer dà la caccia ai senegalesi 2 morti e 2 feriti poi muore in spara

    Se non ricordo male di sti tempi (sotto natale) ci fu l'attentato al manifesto qualche anno fa....sara' la stagione dell'amore? hefico:
    Un rugbysta non muore mai, al massimo passa la palla.

    E d'un tratto capii che il pensare è per gli stupidi, mentre i cervelluti si affidano all'ispirazione.

  10. #140
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    Predefinito Rif: Firenze, killer dà la caccia ai senegalesi 2 morti e 2 feriti poi muore in spara

    Ho trovato un tentativo di analisi non ansiogeno-criminogeno (che poi sia condivisibile o meno se vorrete lo direte commentandolo).
    Una riflessione sulla strage di Firenze | Kelebek Blog

    Un mio amico, che conosce molto meglio di me gli ambienti coinvolti, mi manda questo breve saggio.

    di İsimsiz kardeş

    Casseri a Firenze come Breivik a Oslo?

    È possibile, anche se Breivik aveva pianificato il suo lucido delirio con mesi di anticipo, e invece Casseri sembra che sia sbroccato così, tutt’a un tratto, come se gli fosse scattato un interruttore nella testa.

    Dal momento che è morto, e poiché al momento non si ha notizia di scritti relativi al gesto commesso, si possono soltanto fare congetture sulle motivazioni vere o presunte del suo agire, che ha travolto l’esistenza di cinque senegalesi (Samb Modou, 40 anni, e Diop Mor, 54 anni, morti sul colpo; Sougou Mor 32 anni, Mbenghe Cheike, 42 anni e Moustapha Dieng, 34 anni, gravemente feriti).

    Casseri aveva cinquant’anni suonati: difficile pensare che fosse un ragazzino esaltato o un bulletto da stadio. Era uno che scriveva (è vero che in Italia oggi scrivono tutti…), e un paio delle sue cose sono state pubblicate da editori di nicchia ma rispettabilissimi come Solfanelli e Punto d’incontro, per giunta addirittura con la prefazione di Gianfranco De Turris.

    Oltre a scrivere pensava, anche: dicono che pensasse particolarmente al revisionismo olocaustico, alla superiorità della razza bianca e al pericolo rappresentato dall’immigrazione — a parte il revisionismo, sono le stesse cose che in varia misura e differenti modi sono state espresse anche da Oriana Fallaci e Marcello Pera: quindi plausibilmente è anche a costoro che bisognerebbe addossare la responsabilità dei fatti occorsi ieri a Firenze e l’altro giorno a Torino.

    Al momento però non è possibile affermare niente con certezza, perché i suoi scritti presenti in rete sono stati rapidissimamente rimossi: gli articoli di Casseri sono ormai introvabili sia sul sito del Centro Studi La Runa (Gianluca Casseri | Centro Studi La Runa) sia sul sito culturale di CasaPoundItalia (Cos’è l’Ideodromo ) — che però quest’oggi offre, prontissima e non richiesta, un’articolata giustificazione del fatto che Casseri scrivesse “su questo sito” (Perché Casseri scriveva su questo sito? ).

    La cosa più ovvia da pensare è che Casseri fosse semplicemente una persona disturbata, proprio come Breivik: del resto è indicativo il fatto che frequentasse, materialmente e virtualmente, ambienti tradizionalmente considerati come violenti e xenofobi. Ma si badi: “tradizionalmente considerati” non significa che lo siano effettivamente; e, in ogni gruppo che si rispetti, per quanti sforzi facciano i responsabili c’è sempre qualcuno che agisce di propria iniziativa e rovina tutto. (Basta farsi un giro su facebook per scoprire quanti simpatizzanti di CasaPound trovino ancora divertenti le battute su Anna Frank o sui “negri”).

    Ma il web è prodigo di sorprese, e offre anche le appassionate dichiarazioni di alcuni convinti difensori a oltranza di Casseri, tutti dalle idee un po’ confuse come confuso è il senso di appartenenza che rivendicano: è il caso, per esempio, dei suprematisti bianchi (e anche filosionisti, islamofobi, xenofobi eccetera) di Stormfront (*** Senegalesi assaltano la città di Firenze **** - Stormfront) o di un giovanotto cristianissimo innamorato della Romania (https://www.facebook.com/groups/282839901761904/).

    Proprio questo sembra essere il punto: il sentimento di appartenenza, la difesa di un’identità, l’affermazione di sé come del membro di una compagine forte e portatrice di senso che si erge a baluardo del caos montante. E poiché la risposta è nella domanda, sembra emergere con una certa chiarezza il motivo di questa ansia di autoaffermazione: l’oscura consapevolezza di non avere punti di riferimento in una società in caduta libera, e la paura ancestrale che accompagna ogni intuizione dell’ignoto. Ma, com’è noto, la paura è nemica del ragionamento: così, ecco che la persona impaurita preferisce evitare ogni confronto con l’esterno per timore di esporsi; e si rinchiude in uno spazio, percepito come sicuro, dove potersi ritrovare con i suoi simili — ovvero con tutti coloro che, pensandola allo stesso modo, danno vita a una dimensione parallela rispetto alla vita reale. Gli addetti ai lavori chiamano questo “alienazione”.

    E, ovviamente, nella società contemporanea a soffrire di questa alienazione sono particolarmente le persone vicine al variegato mondo della destra, in tutte le sue sfumature filo-, para- e neo-fasciste: per il semplice motivo che quel mondo di riferimento non c’è più.

    In linea di massima, per molti è ancora difficile comprendere questi meccanismi: perché in fondo tutta la società, intendendo il termine nel senso più ampio, è fatta da una confluenza di dimensioni particolari e più o meno contigue che si sovrappongono, coincidono, si sfiorano e finalmente si embricano per dare forma a un contenitore infinitamente sfaccettato in cui tutti possono trovare una loro collocazione. Ma quando la dimensione è parallela, i punti di tangenza non esistono — non possono esistere. Occasionali incursioni nel reale rafforzano la separatezza degli alienati; e il consolidamento della loro alienazione aumenta il divario con la società esistente, in una spirale destinata a collassare.

    Una delle necessità basilari della mente umana è la razionalizzazione, unitamente alla semplificazione. Così, di fronte all’esplodere di una violenza scatenata quasi sicuramente soltanto da un forte disagio personale, si afferma la necessità di trovare una spiegazione purchessia, a costo di inventarsela.

    Nel caso di Casseri, dal momento che le sue ultime frequentazioni lo collegano a CasaPoundItalia, è scattata una sorta di criminalizzazione nei confronti di questo gruppo, alla quale si stanno già opponendo trasversalmente in molti: le ultime prese di posizione, però, arrivano da due fronti inaspettati e insospettabili — Franco Giorgio Freda e Mario Borghezio (FascinAzione: Strage di Firenze, due voci fuori dal coro difendono CasaPound: Freda e Borghezio). Ma attenzione: inaspettati e insospettabili solo per chi, come si diceva prima, non comprende questi meccanismi. Perché anche la Lega Nord e il microcosmo che ruota attorno al fondatore delle edizioni di Ar sono, fondamentalmente, comunità di alienati nel senso che abbiamo definito più sopra. Basta porre un po’ d’attenzione agli immaginari evocati dalla Lega Nord (la Padania, il Dio Po, la razza italica) e dalle Edizioni di Ar (gli Iperborei, la razza ariana, i lupi azzurri) per rendersi conto di come siano fragili questi paletti messi a delimitare un territorio metarazionale che esiste soltanto nella mente e nel cuore di chi ne accetta fideisticamente i presupposti.

    Il guaio, però, è che una parte di quegli immaginari coincide con una parte dell’immaginario di CasaPoundItalia e con una parte di quello che fu l’immaginario di Gianluca Casseri: ed è questa coincidenza a spaventare la gente “normale”, ovvero quella che nutre un altro tipo di alienazione — e che è assai più numerosa.

    Difficile dire come evolveranno queste situazioni. Quello che serve adesso, a tutti, è soltanto un po’ di lucidità.
    http://antispeverona.blogspot.com
    "Se un vivisettore dicesse: “Un cane o un bambino?”, un liberatore difenderebbe sempre il cane."

 

 
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