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Discussione: La sceneggiata

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    Predefinito La sceneggiata

    Venghino signori venghino!
    Dalla migliore arena teatrale della storia eccovi la sceneggiata napoletana in salsa pseudo-padana:
    I-Atto

    Monti al Senato sull'Ue. Contestazioni in aula - Politica - ANSA.it

    Monti al Senato sull'Ue Contestazioni in aula
    Caos durante intervento premier per proteste della Lega, 'Basta tasse','Giu' mani da pensioni'
    14 dicembre, 13:24

    Prima grana parlamentare per il premier Monti contestato in aula al Senato da esponenti della Lega. Esponenti del Carroccio hanno esposto cartelli con scritte 'Basta tasse', 'Non e' una manovra,
    é una rapina'. Intervento dei commessi. Attaccato anche il presidente Schifani ('Sei un pagliacciò) che sospende la seduta e deplora l'accaduto: 'bagarre indegna'. Poi l'audizione del presidente del Consiglio si e' conclusa regolarmente.

    'RUOLO CENTRALE PARLAMENTO PER FUTURO PAESE E GOVERNO' - Il Parlamento "ha un ruolo centrale per l'azione dell'esecutivo ed il futuro del nostro paese". Lo ha sottolineato il premier Mario Monti, aprendo il suo intervento al Senato sul Consiglio Europeo dell'8 e 9 dicembre scorsi.

    'FUTURO UE DIPENDEVA DA SCELTE ITALIA' - Le misure economiche in discussione ora alla Camera" hanno permesso al nostro Paese di arrivare a al negoziato europeo con maggiore credibilità e di vedere ascoltate le nostre posizioni autonome su vari punti dell'agenda Ue". Lo afferma Mario Monti, intervenendo al Senato. "Oggi prendo la parola a poco più di una settimana dai provvedimenti urgenti di politica economica adottati dal governo il 4 dicembre. Questa scansione temporale mostra quanto sia stretta in questa fase la dimensione nazionale e europea".
    "Come ho sottolineato sin dal primo intervento del 17 novembre vi è una grossa responsabilità dell' Italia nei confronti dei partner Ue perché il futuro dell'Europa dipendeva anche dalla scelte che l'Italia avrebbe fatto e dalla determinazione nell'affrontare la grave situazione economica e finanziaria". Lo afferma il premier Mario Monti intervenendo in Aula al Senato.

    'SCUSATEMI SE VALORIZZO IL PARLAMENTO' "Sto valorizzando in questo un punto sul quale si è molto speso il governo precedente con un grande consenso dell'opposizione precedente. Scusatemi se valorizzo il Parlamento...". Mario Monti replica così alle continue interruzioni al suo intervento al Senato. "Sono un po' sopreso che membri autorevoli della maggioranza a sostegno e parte del precedente governo che tanto si è espresso in sede europeo....", prova a dire ancora il premier ma viene ancora interrotto da schiamazzi e urla in Aula.

    L'obiettivo è evitare che "il puro concerto bilaterale franco-tedesco domini l'Europa". Lo afferma il premier Mario Monti intervenendo in Aula al Senato ricordando alcune decisioni prese a Deauville da Merkel e Sarkozy come il coinvolgimento nelle perdite del settore privato: "Adesso - sottolinea Monti - i 27 paesi hanno deciso che quella cosa deve essere tolta di scena. Questo è un messaggio collaborativo con cui si dice: Merkel e Sarkozy potete fare errori, è meglio che agiamo con con una consultazione preventiva tra tutti".

    'ITALIA PRONTA A RIVEDERE POSIZIONE SU TOBIN TAX' - L'Italia è"disposta a riconsiderare la posizione del precedente governo, che era contrario ad una tassazione sulle transizioni finanziarie, la cosiddetta Tobin tax". Lo ha detto il premier Mario Monti al Senato spiegando che questo è anche un mezzo, in prospettiva, per arrivare ad una riduzione delle tasse sulle famiglie.

    'UE NON DIMENTICHI CRESCITA E OCCUPAZIONE' - "E' doveroso" che l'Ue non "dimentichi che il problema è la crescita e l'occupazione". Lo ha detto Mario Monti al Senato spiegando che questo non "significa più avanzo che né l'Italia né l'Europa possono permettersi". Ma crescita attraverso riforme strutturali come "quelle presentate dall'Italia al Parlamento".

    LE PROTESTE DELLA LEGA - Mentre i senatori della Lega agitano cartelli con scritto 'Basta tasse' e 'Giu' le mani dalle pensionì, il premier Mario Monti li guarda in silenzio. Il presidente del Senato, Renato Schifani, prova a richiamare più volte all'ordine sia il capogruppo Federico Bricolo, sia l'ex ministro Roberto Calderoli, ma non c'é nulla da fare. Alcuni senatori del Carroccio gridano più volte all'indirizzo di Schifani: "Non fare l'avvocato!". "Sei un pagliaccio!".
    I senatori della Lega interrompono l'intervento del presidente del Consiglio, Mario Monti, dedicato al Consiglio europeo. Prima Angela Maraventano, gli grida più volte di parlare piuttosto di pensioni. Poi, è la volta del capogruppo del carroccio Federico Bricolo, che si alza in piedi urlando verso i banchi del governo di affrontare il tema degli stipendi e delle pensioni. Monti li guarda, sospende per qualche secondo di parlare e poi riprende, mentre il presidente del Senato, Renato Schifani, riprende Bricolo ricordandogli come il suo non sia esattamente "un atteggiamento da capogruppo". I parlamentari della lega sembrano intenzionati a far confusione in aula tanto che fanno sapere di aver preparato dei cartelli da esibire durante e dopo il discorso di Monti.

    MONTANI (LN) INSULTA SCHIFANI IN AULA, 'VAI A C...' - Insulti e grida sono state riservate dai senatori della Lega anche a Renato Schifani. Mentre il presidente di Palazzo Madama chiedeva agli esponenti del Carroccio di togliere i cartelli e continuare ad ascoltare il discorso del premier Mario Monti, il senatore leghista Enrico Montani ha gridato più volte verso lo scranno della presidenza: "Vai a cagare! Pagliaccio!". Schifani ha richiamato per ben due volte all'ordine Montani ma senza sortire alcun risultato.

    CAMERA, VERSO FIDUCIA DOMANI, VOTO FINALE VENERDI' - Potrebbe essere posta domani dal governo nell'Aula della Camera la questione di fiducia sulla manovra economica. L'ipotesi a cui si lavora sarebbe quella di far proseguire la discussione generale per l'intera giornata di oggi, eventualmente con una seduta notturna, per porre la fiducia domani. La fiducia verrebbe votata venerdì, e nella stessa giornata dovrebbe tenersi anche il voto finale sul provvedimento che, a quel punto, passerebbe al Senato.


    Nella notte via libera delle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera alla manovra. Il testo oggi in aula. Tra le novita', l'Ici con una detrazione fino a 400 euro legata al numero dei figli; salve le pensioni sotto i 1.400 dal blocco dell'indicizzazione. Arriva anche un maxi-prelievo del 15% sulle pensioni oltre i 200.000 euro. Altre risorse dal prelievo sui capitali scudati. Cancellata la norma che spostava le liberalizzazioni al 2013. I pagamenti della pubblica amministrazione (comprese le pensioni) saranno in contanti fino a 1.000 euro, ma non ci sara' la tassa sui conti correnti (34 euro) su depositi sotto 5.000 euro.

    MONTI,MANOVRA PIU' EQUA, IO QUI PER PARALISI POLITICA
    di Marco dell'Omo
    Mario Monti difende a spada tratta la manovra ''dura ma equa'', il decreto 'salva-Italia' ( 'che non e' retorica ma realta'') dell'Esecutivo. Una manovra resa ancora piu' equa - dice- dopo i suggerimenti venuti dalla Camera che il governo ha accettato. Ma, parlando davanti alla commissione Bilancio e finanze della Camera, si toglie anche piu' di un sassolino replicando con forza a qualche critica, piovutagli durante il dibattito parlamentare, chiarendo di non essersi mai candidato per un governo tecnico. Definisce parole 'sacrosante' quelle di chi afferma che non servivano i 'professori' per decidere queste misure. E' tutto vero- prosegue 'SuperMario'-anche se i veti incrociati dei partiti, la 'paralisi' della politica, hanno portato a questa soluzione. Da qui la speranza che torni presto il tempo in cui gli ''eletti'' sappiano guardare alle cose che servono al futuro del paese''. Il primo dei 'professori' lancia inoltre qualche stilettata al precedente governo sottolineando come l'Italia abbia perso eccessiva sovranita' perche' si e' messa in una posizione di debolezza rispetto ad altri paesi europei''. ''Se fossi stato nel Governo - ha sottolineato - non sarei stato lieto di vedere un comunicato del Presidente francese che ci diceva cosa dovevamo fare. Non sarei stato lieto di ricevere una lettera firmata dai banchieri centrali'', con riferimento alla missiva inviata nell'estate al vecchio esecutivo dall'allora governatore della Bce, Jean Claude Trichet, e da quello entrante, Mario Draghi''. Il premier ribadisce che c'era ''l'estrema urgenza'' di varare misure adeguate a fronteggiare la ''grave situazione'' in cui e' venuta a trovarsi l'Italia. Ma l'impellenza di intervenire, tiene a dire Monti, non significa che a pagare saranno ''i soliti noti''. Dirlo, per il premier, significa indugiare in un ''luogo comune''. ''A pagare - dice Monti - non saranno i soliti noti. Nel fare una manovra in pochi giorni, abbiamo individuato una nuova materia su cui intervenire: pagheranno dei 'nuovi noti' e in questo modo potremo tassare di meno le imprese e il lavoro, come si conviene a un'economia che vuole tornare a crescere''.

    A chi faceva il tifo per la patrimoniale, Monti da' una spiegazione articolata sulla scelta fatta dal governo: ''Non avevamo un tabu' su questo, e per questo abbiamo chiesto ai nostri tecnici se era possibile tassare la ricchezza familiare a patire dai grandi patrimoni. Ci e' stato risposto che avremmo potuto farlo solo dopo due anni di intenso lavoro per individuare le ricchezze, provocando nel frattempo una fuga di capitali''. Insomma, e' la sua conclusione, ''intervenendo subito avremmo abbaiato, ma non morso''. Ma se si guarda con attenzione alla sostanza dei provvedimenti sui beni di lusso (auto di grande cilindrata, imbarcazioni, aerei) si scopre che una specie di patrimoniale e' stata adottata: ''Abbiamo realizzato la patrimoniale possibile per l'Italia in questa fase'', sostiene il premier. A chi gli rimprovera invece un eccesso di durezza degli interventi, Monti risponde invitando a considerare la drammaticita' della situazione: ''l'alternativa - sostiene il premier - era l'avvitamento della crisi del debito sovrano che porterebbe non alla recessione ma alla distruzione del patrimonio degli italiani e all'evaporazione dei redditi''. Le misure prese, invece, spingono Monti a dire di essere fiducioso sul fatto che i mercati ''reagiranno positivamente''. Monti difende le scelte compiute sulla lotta al'evasione fiscale: tratteggia un fisco ''no repressivo ma amico'', basato sulla convenienza a dichiarare il vero. Con le correzioni partorite alla Camera, la manovra , secondo Monti, ha ulteriormente aumentato il suo tasso di equita'. Il premier cita gli sconti sul'Ici legati al numero dei figli . Ma anche la scelta di consentire l'adeguamento all'inflazione per le pensioni fino a 1400 euro: il blocco , sottolinea, ''non riguardera' la maggior parte dei pensionati'' e sara' compensata dalla tassazione sui capitali scudati. Dopo le misure di contenimento, Monti rilancia sullo sviluppo partendo dal Sud e commenta positivamente il primo 'grimaldello' per le liberalizzazioni posto dal governo.


    to be continued.....
    Ultima modifica di Chiodo; 14-12-11 alle 13:28

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