Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
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    Predefinito Tanto piovve che Saitta tuonò: governo fascista

    E’ vero: la cancellazione delle Province è frutto di demagogia spicciola. La gente sa che la politica costa, crede che i costi veri siano gli emolumenti dei parlamentari, le spese per tenere in piedi enti inutili come le Province e analoghi luoghi comuni, perciò il governo nominato dal capo dello Stato si muove di conseguenza. Deputati e senatori rinunciano a un po’ di quattrini (troveranno poi il modo di far rientrare dal finestrone ciò che esce dalla porticina) e il professor Monti sega le gambe alle Province. In questo modo Mario Poppins (come l’abbiamo chiamato appaiandolo alla governante di bambini che cantava “basta un poco di zucchero e la pillola va giù”) ricopre la pillolona che deve far inghiottire a milioni di italiani. Pare che dica: “Vedete? Ho costretto i politici a fare sacrifici, ho tolto di mezzo le Province costose e inutili, ma voi capite che il vostro sacrificio serve lo stesso”. Di conserva, i partiti che sorreggono Monti hanno finto di puntare i piedi per ottenere “equità” e potranno dire a ciascun elettorato di riferimento d’aver fatto il possibile e che di più non si sarebbe potuto fare. L’Italia, spolpata dal combinato disposto “tecnico” (per modo di dire) e “politico” (idem come sopra), mugugna ma si adegua. La pace sociale è salva. Il sistema ha retto. I diarchi (Pdl e Pd) possono affrontare con maggiori speranze la prossima sfida elettorale (come conferma un’indagine di “Crespi Ricerche”)…; e le Province? Niente da fare, le Province non vogliono morire. Monti – dicono - ha varato una norma anticostituzionale. Guarda un po’; se ne accorgono adesso. Quando il presidente Berlusconi si dimette senza essere stato sfiduciato in Parlamento e quando il presidente Napolitano nomina il nuovo governo saltando il passaggio elettorale (definito “criminale” dai diretti interessati che per comodità chiamiamo “quelli dello spread”) non s’è avvertito nemmeno un sentore che stesse succedendo un che di anticostituzionale. Anzi. Il Quirinale è stato sommerso di osanna. L’Italia in gran parte ha goduto strillando “evviva, arrivano i tecnici, basta con la politica” e via stupideggiando. Poco alla volta, si è diffusa maggior consapevolezza; troppo tardi, però. Hanno tanto desiderato la bicicletta e debbono solo che pedalare. Al lamento dei tartassati s’è aggiunta la denuncia delle Province. “Commissariare – spara il presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta (foto) - organi eletti dal popolo è contro la Costituzione, nella nostra storia era capitato solo durante il fascismo. E noi faremo valere le nostre ragioni davanti alla Corte Costituzionale”. L’accusa nemmeno troppo velata è “Monti fascista”. Terribile e pericolosa, soprattutto in questo momento. Uniti dalla bandiera dell’antifascismo militante, gli antigovernativi potrebbero diventare in men che non si dica un’armata. Altro che sciopero generale! Stiamo esagerando? Certo, ma mai quanto Saitta, il quale ha lanciato l’accusa per creare rumore mediatico. Se avesse voluto rompere Pd e complici, l’avrebbe lanciata direttamente. “Le decisioni del governo Monti sulle Province - ha anche detto l’astuto presidente - rappresentano un grande errore, frutto di pregiudizio, una concessione alla polemica anti-casta oggi imperante. Il risparmio vero che deriverebbe dalla trasformazione delle Province sarebbe di 35 milioni, cioè il costo degli amministratori. Ma il trasferimento delle funzioni a Comuni e Regioni non farebbe altro che aumentare i costi della pubblica amministrazione”. Il succo del presidente Saitta in realtà è il seguente: “Ribadisco la necessità di una riforma vera della pubblica amministrazione nel suo complesso. E partiamo dalla nostra realtà con delle proposte coraggiose: riduciamo a 4 le Province piemontesi, siamo tutti d'accordo, e poi lavoriamo per la Città metropolitana, che nel caso di Torino corrisponde all'intero territorio provinciale”. Il suk, il mercato delle vacche, chiamatelo come volete, non chiude mai. Anche per le Province, Monti dovrà dimostrare, facendo qualche concessione, che la voce degli eletti dal popolo conta ancora parecchio. Ma il sondaggio Crespi accennato sopra ha anche registrato che crescono gli astensionisti (21,6%) e gli indecisi (13,8%). Cioè più del 35% degli elettori s’è scocciato. A dire poco.


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    Eraclito


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  2. #2
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    Predefinito Rif: Tanto piovve che Saitta tuonò: governo fascista

    Se fossimo uno Stato serio, di gente seria, che vota una classe politica seria, sapremmo che il problema delle province non è un problema di costi della politica. Che sono altri che e non sono gli emolumenti della "casta", equiparabili alla punta dell'iceberg.

    Il problema che pone l'ente provincia è un problema complessivo di efficienza della pubblica amministrazione italiana. Tagliare un ente non serve a nulla. Serve ripensare l'articolazione dello Stato. Serve capire che senso hanno comuni di 100 anime, quando una persona normodotata dovrebbe chiedersi che senso abbia chiamare Comune un piccolo borgo sperduto senza nemmeno una scuola elementare o media: senza futuro. Serve capire come riuscire a fare economie di scala senza compromettere la cura del dettaglio. Serve capire che ruolo devono avere Stato e Regioni in rapporto ai comuni, e che tipo di competenze devono avere le Regioni dopo l'ultima riforma del titolo V che prevede un numero esagerato di competenze compartecipate, che andrebbero evitate.

    E' qualcosa di molto più complesso del dilemma "provincia si o no". Allora, dico io, se il problema è risparmiare, perché non attribuire alle province le funzioni dei comuni salvo quelle tendenzialmente in capo ai municipi nelle sempre costituende città metropolitane, e magari la stessa amministrazione periferica dello Stato in blocco, dalle prefetture ai provveditorati alle sovrintendenze? E ancora: via le ASL, via gli ATO, via tutto il sub-governo regionale. Tutto in capo alla Provincia! Immaginate quanto risparmieremmo, se solo avessimo creatività - oramai lasciata alla demagogia - e onestà intellettuale ?

    Ma è più facile vivere di parole d'ordine. Si vendono anche più libri.

  3. #3
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    Predefinito Rif: Tanto piovve che Saitta tuonò: governo fascista

    Citazione Originariamente Scritto da Ringhio Visualizza Messaggio
    E’ vero: la cancellazione delle Province è frutto di demagogia spicciola. La gente sa che la politica costa, crede che i costi veri siano gli emolumenti dei parlamentari, le spese per tenere in piedi enti inutili come le Province e analoghi luoghi comuni, perciò il governo nominato dal capo dello Stato si muove di conseguenza. Deputati e senatori rinunciano a un po’ di quattrini (troveranno poi il modo di far rientrare dal finestrone ciò che esce dalla porticina) e il professor Monti sega le gambe alle Province. In questo modo Mario Poppins (come l’abbiamo chiamato appaiandolo alla governante di bambini che cantava “basta un poco di zucchero e la pillola va giù”) ricopre la pillolona che deve far inghiottire a milioni di italiani. Pare che dica: “Vedete? Ho costretto i politici a fare sacrifici, ho tolto di mezzo le Province costose e inutili, ma voi capite che il vostro sacrificio serve lo stesso”.
    Il problema è che in concreto non ha ancora eliminato niente. E comunque (oltre ovviamente a 'ste cazzo di provincie) eliminerei il 70% dei comuni

  4. #4
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    Predefinito Rif: Tanto piovve che Saitta tuonò: governo fascista

    Le provincie Monti non le ha eliminate e non le può eliminare per via della costituzione. Monti ha reso il controllo delle provincie e la nomina dei consiglieri sotto diretto controlo dei comuni che le compongono, non ci saranno più elezioni provinciali ma le provincie sono sempre al loro posto e saranno i comuni a deciderne finzionamento e funzioni. Quindi ben venga questa normativa che non toglie nulla, produce evidente risparmio ed è immediatamente applicabile..

  5. #5
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    Predefinito Rif: Tanto piovve che Saitta tuonò: governo fascista

    Citazione Originariamente Scritto da nickname enigmista Visualizza Messaggio
    Le provincie Monti non le ha eliminate e non le può eliminare per via della costituzione. Monti ha reso il controllo delle provincie e la nomina dei consiglieri sotto diretto controlo dei comuni che le compongono, non ci saranno più elezioni provinciali ma le provincie sono sempre al loro posto e saranno i comuni a deciderne finzionamento e funzioni. Quindi ben venga questa normativa che non toglie nulla, produce evidente risparmio ed è immediatamente applicabile..
    ma il problema di costituzionalità non riguarda proprio il fatto che non vi sarebbero più elezioni dirette da parte dei cittadini ( mentre non mi sembra sussista per le altre modifiche proposte in fatto di province)
    "E' decretato che ogni uomo il quale s'accosta alla setta dei moderati debba smarrire a un tratto senso morale e dignità di coscienza?" G. Mazzini

    http://www.novefebbraio.it/

  6. #6
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    Predefinito Rif: Tanto piovve che Saitta tuonò: governo fascista

    Citazione Originariamente Scritto da Ringhio Visualizza Messaggio
    Quando il presidente Berlusconi si dimette senza essere stato sfiduciato in Parlamento e quando il presidente Napolitano nomina il nuovo governo saltando il passaggio elettorale (definito “criminale” dai diretti interessati che per comodità chiamiamo “quelli dello spread”) non s’è avvertito nemmeno un sentore che stesse succedendo un che di anticostituzionale.
    Perché non lo è.
    Lo sà qualunque costituzionalista
    Lo sà chiunque abbia sostenuto un esame di diritto pubblico
    Lo sà chiunque abbia mai letto la costituzione
    La sà chiunque abbia mai sentito parlare di quello che stà scritto nella costituzione.

    Il governo è eletto dal parlamento.
    Il governo può chiedere le dimissioni senza voto di sfiducia (che, per la cronaca non è mai passato nella nostra storia. I governi cadevano perché non passava la fiducia. C'è differenza)
    Il presidente, sentiti i rappresentanti dei gruppi parlamentari, può nominare un nuovo presidente del consiglio, che deve ricevere il voto di fiducia del parlamento.
    Questa è la costituzione. Ricordate la prima repubblica? Era molto più vicina al dettato costituzionale della seconda.
    Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi.

  7. #7
    repubblicano perciò di Sx
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    Predefinito Rif: Tanto piovve che Saitta tuonò: governo fascista

    Citazione Originariamente Scritto da Iluvatar85 Visualizza Messaggio
    Questa è la costituzione. Ricordate la prima repubblica? Era molto più vicina al dettato costituzionale della seconda.
    E Scalfaro fu svillaneggiato ed attaccato in continuazione perchè difese la costituzione scritta rispetto a quella chiaccherata al bar Sport e nei circoli della canasta, oltre che nelle sezion idi forza Italia.
    Nella prima repubblica nessuno si sognava di dare il proprio nome ad una lista elettorale e vi era un maggior senso della identità politica , ed all'interno della Dc ( e lo dico da laico e da persona più a sinistra della stessa) nessuno poteva immaginare di diventarne il padrone assoluto.
    "E' decretato che ogni uomo il quale s'accosta alla setta dei moderati debba smarrire a un tratto senso morale e dignità di coscienza?" G. Mazzini

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  8. #8
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    Predefinito Rif: Tanto piovve che Saitta tuonò: governo fascista

    Non è vero che eliminando le provincie si risparmiano 35milioni, non sono stati considerate tutte le tangenti risparmiate...
    ---------------------------------------
    Non morirò fiorentino...
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