Nella Destra Radicale, molti sono favorevoli alla reintroduzione della pena di morte per i reati più gravi in proporzione alla colpa commessa.
Un principio ammesso dagli ordinamenti giuridici moderni è quello della reversibilità della pena. Le persone contrarie alla pena di morte sostengono che quest'ultima violi tale principio fondamentale e che quindi, nonostante tutte le argomentazioni che si possano addurre a suo favore a livello teorico, nel concreto sia meglio non introdurla o comunque non applicarla per una questione di coerenza dell'ordinamento giuridico stesso e anche per il fatto che la verità giuridica, per ovvi motivi, non può avere una carattere di verità assoluta e certissima. Perciò, senza pena di morte, in caso di errore giudiziario, anche dopo una condanna definitiva, si può arrivare ad una "correzione", mentre invece, con la pena di morte legalizzata, una volta emessa la sentenza definitiva la pena è irreversibile, nonostante non sia possibile alcuna certezza totale in merito. Secondo tale visione, nemmeno la possibilità della grazia da parte del Capo dello Stato, in seguito ad attento esame, intaccherebbe questa obiezione.
Voi cosa ne pensate? La pena di morte intacca effettivamente il principio della reversibilità della pena oppure è possibile giungere, a livello giudiziario, ad una certezza tale da rendere la condanna a morte scevra da ogni dubbio e sospetto?
Oppure per voi è il principio della reversibilità della pena a non avere alcun senso, ad essere un'inutile fisima, di fronte alla necessità di preservazione del bene comune e dell'ordine pubblico da un pericolo troppo grande per la società nel suo complesso?




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