Naturalmente ispirate all'ottuplice sentiero del Buddhismo.
Retto pensiero
Obiettività, discernimento, amore alla verità. Pensiero indipendente dagli influssi esterni e dalle proprie emozioni e rivolto soltanto ad oggetti importanti. Ascoltare con silenzio interiore la parola del prossimo perché essa susciti in noi il pensiero corrispondente a quanto di reale e di obiettivo c'è nel pensiero stesso.
Retto giudizio
Non agire sconsideratamente, senza aver prima giudicato della necessità dell'azione. Allontanare dall'animo l'agire spensierato, il fare senza senso. Essere interiormente gravi e fermi. Essere nel decidere, e quindi nel retto giudizio, indipendenti da antipatie o simpatie.
Retta parola
Soppesare quello che si sta per dire, evitando le parole senza senso e i discorsi inutili. Non perdere il filo del discorso. Se si divaga ritornare al punto di partenza.
Sollevare ad importanza qualunque argomento del discorso.
Retta azione
Considerare ponderatamente il fine e le conseguenze delle proprie azioni, qualunque cosa si intraprenda, poiché le nostre azioni non si esauriscono nel fine immediato che esse perseguono ma si ripercuotono nell'universale. Agire comunque sempre nel senso del raggiungimento del bene comune.
Retta visione
Vivere in armonia di natura e di spirito, dando ad ognuno di essi, equilibratamente, ciò che ambedue richiedono.
Evitare disordine, fretta e pigrizia. Non permettere che una retta visione delle cose venga sopraffatta dal rumore esterno. Ricordare in ogni momento che la vita è uno strumento per la propria elevazione.
Retta abitudine
Abituarsi a non tralasciare nulla di ciò che si può realmente compiere e a non intraprendere nulla che sia al di là delle nostre forze. Abituarsi a considerare le proprie azioni, anche se minime, in rapporto ai massimi fini.
Retta memoria
Tendere ad imparare dalla vita facendone restar traccia nella memoria. Far tesoro di tutte le esperienze compiute. Rammentare gli errori compiuti allo scopo di agire meglio la volta seguente. Avere memoria, considerandola con distacco, delle azioni del prossimo come se fossero lo specchio delle nostre, onde eventualmente correggerle in noi stessi, ai fini di una universale comunione, evitando però di biasimarle negli altri.
Retta contemplazione
Guardare entro di sé di tanto in tanto. Immergersi nella contemplazione degli elementi fondamentali della propria esistenza, proponendoseli e controllandoli.
Contemplare i fini da raggiungere onde orientare in tal senso la propria esistenza, senza perdersi nella contemplazione delle proprie eventuali disfatte.
Tratto da "L'Orientalista guerriero. Omaggio a Pio Filippani Ronconi"




Rispondi Citando
