".. si è dirotttata l'attenzione pubblica sull'evasione, distogliendola sia dalla spesa pubblica sia dalla pressione fiscale i cui eccessi sono all'origine della crisi e ne precludono la possibilità di soluzione.
Un capolavoro di mistificazione della realtà e di manipolazione del consenso; un esempio di delegittimazione della democrazia, alimentata da un giornalismo collaborazionista della diffusa incultura politica.
Così molti italiani parlano delle «tasse degli altri» - l'evasione come categoria consolatoria dello spirito – e non di quelle che essi stessi pagano.
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Il contribuente «onesto per forza» finisce per diventare il portatore sano di peculiarità tipicamente totalitarie:
1- l'amore per ogni forma di costrizione e violenza, purché esercitate sul prossimo
2- la bassa cultura della legalità
3- l'inclinazione all'invidia, più che alla giustizia sociale
4- l'assimilazione della giustizia sociale a una forma di vendetta collettiva nei confronti di chi ha di più. Egli non chiede di pagare meno tasse vuole che ne paghino di più gli altri.
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La recrudescenza della «questione fiscale», con le frustrazioni del contribuente onesto che paga le tasse, ha fatto riemergere storiche diffidenze per le libertà e i diritti e una pericolosa tentazione a sacrificarli alla congiuntura".




Rispondi Citando
) sono pesantissimi sulle fortune economiche dei quotidiani, dato che la pubblicità pesa molto meno rispetto al resto del mondo..
