Iraq, attentati multipli a Bagdad
almeno 40 morti e 150 feriti
Tredici esplosioni, provocate sia da ordigni che da autobombe, in varie zone della città a soli quattro giorni dalla partenza dell'ultimo soldato statunitense. Il bilancio più grave nel distretto commerciale di Karrada. Mentre nel Paese divampa lo scontro tra sunniti e sciiti
BAGDAD - Una serie di attentati coordinati ha colpito stamattina la capitale irachena, a soli quattro giorni dalla partenza dell'ultimo soldato Usa. Il bilancio provvisorio parla di almeno 40 morti e 150 feriti. Almeno cinque le aree colpite, secondo le prime ricostruzioni della polizia: due bombe nella zona centrale della città, un'autobomba nel distretto commerciale di Karrada e altre due esplosioni nella zona nord della città. Secondo la Bbc, gli attacchi sono avvenuti addirittura in 13 diverse zone della capitale. Non è giunta per ora alcuna rivendicazione degli attentati che, tuttavia, per l'organizzazione e il livello di coordimento sembrano riconducibili ad al-Qaeda. La guerra in Iraq sarà finita per gli Stati Uniti 1, ma per le strade di Bagdad dunqe si continua a morire.
Questo mentre si aggrava la crisi politica che contrappone sunniti e sciiti. Negli ultimi giorni è stato spiccato un mandato di cattura nei confronti di uno dei due vice presidenti, il sunnita Tareq al-Hashemi, per presunte attività terroristiche: avrebbe avuto ai suoi ordini uno 'squadrone della morte'. Il premier Nouri al-Maliki, sciita moderato, ha ingiunto al governo autonomo del Kurdistan di consegnare Hashemi alle autorità centrali, e ha inoltre chiesto le dimissioni di uno dei suoi vice, Saleh al-Mutlak, anch'egli di confessione sciita e appartenente al cartello 'Iraqiya', lo stesso del vice presidente finito nell'occhio del ciclone: la colpa di Mutlak è l'aver definito il governo di unità nazionale a guida sciita una "dittatura". 'Iraqiya' dal canto suo ha intrapreso il boicottaggio dei lavori parlamentari e governativi, inducendo il primo ministro a minacciare di sostituire i membri del proprio gabinetto che fanno capo a tale partito.