“Le persone incluse nella lista pubblicata da Stormfront non hanno nulla da temere. Stiamo parlando di quattro matti che scrivono su un forum per sfogare i propri deliri razzisti”.
Parola di Casapound e del suo vicepresidente Simone Di Stefano che rispondendo a Panorama.it prende le distanze da quella che viene indicata come la costola italiana di un’organizzazione americana che si rifa al Ku Klux Klan e che si autodefinisce come un “forum di self-help dedicato a far incontrare tutte le persone del mondo affette da deficienza di melanina a prescindere dal credo politico o religioso, dal sesso o dalle origini etniche”.
Di Stefano, sul forum italiano di Stormfront appaiono diversi post dedicati a Casapound. Quali sono i vostri rapporti?
Noi li conosciamo perché spesso ci hanno duramente attaccato per il fatto che nella nostra organizzazione la militanza è aperta anche agli immigrati di seconda generazione. Per il resto, non abbiamo con loro alcun rapporto visto che non si tratta di un’organizzazione politica ma di un forum dove scrivono quattro matti.
Si tratta davvero solo di “quattro matti”?
Lo posso affermare con certezza. A livello internazionale è un gruppo più folcloristico dei nazisti dell’Illinois del film dei Blues Brothers. In Italia si tratta di 50 persone sparse sul territorio che dietro nick name spesso ridicoli sfogano il loro pensiero razzista e di suprematismo bianco privo di qualsiasi consistenza politica.
Casapound non è razzista?
No, Casapound abbraccia un’ideologia da cui Stormfront prende nettamente le distanze. Loro considerano il fascismo come una dottrina che ha tradito l’ideale di razza pura aprendo, ad esempio, alla gioventù araba del Littorio. Il loro punto principale è il razzismo, il separatismo razziale e la supremazia dei bianchi. Il nostro no.
Le persone accusate di “aiutare gli allogeni per trarne un beneficio economico” devono preoccuparsi?
Le persone indicate in questa lista non hanno assolutamente alcun motivo di preoccuparsi perché, ripeto, si tratta di un fenomeno marginale privo di qualsiasi consistenza e che delira su internet. Purtroppo internet dà megafono a chiunque, anche a dei decerebrati come questi che fanno le liste di proscrizione.
Casapound ha mai messo all’indice qualcuno?
No, a noi le liste di proscrizione fanno ribrezzo. E’ un metodo che usa spesso e volentieri l’estrema sinistra. E’ successo anche ultimamente di vedere pubblicato un elenco di persone, tra cui molti esponenti della sinistra moderata, accusati di aver aiutato, o anche solo parlato, con Casapound.
E’ accaduto dopo il caso del killer di Firenze che ha fatto fuori due senegalesi. Quanto era vicino Casseri a Casapound?
Era un tesserato che partecipava anche alle nostre attività ma sempre in maniera marginale.
Vi sentite comunque moralmente e politicamente responsabili di questo episodio di violenza?
Casapound respinge con forza l’attribuzione di responsabilità morale e politica per la tragedia di Firenze. La Costituzione, in questo senso, traccia un solco affermando che le responsabilità sono sempre personali e mai di gruppo.
Si è parlato, però, dell’azione di Casseri come di un fatto maturato da un humus razzista che anche Casapound avrebbe contribuito a generare.
Né di Casseri né di altri si può dire che si siano abbeverati al cosiddetto nostro brodo di coltura, per usare un’espressione utilizzata anche dal ministro dell’Interno Cancellieri. Nessuno può sostenere di essere stato ispirato da Casapound per i propri deliri xenofobi e razzisti. I nostri programmi e documenti ufficiali parlano tutti chiaro.
Allora, secondo voi, perché ci troviamo di fronte, sempre più di frequente, a episodi di odio e violenza razziale nel nostro Paese?
Credo siano collegati alla crisi economica e al fatto che la gente è arrabbiata. Però se un senegalese uccide un italiano, come è successo in Sardegna, nessuno incolpa la comunità senegalese, quindi bisogna stare molto attenti anche con le parole perché c’è il rischio di innescare dinamiche pericolose che sarebbe meglio evitare.
Il Pd, e non solo, ha chiesto più volte, negli ultimi tempi, la chiusura di Casapound. Perché secondo voi?
Perché per i movimenti di sinistra Casapound rappresenta un pericolo visto che agisce nel sociale attraverso l’occupazione delle case, la politica sindacale, gli sportelli aperti ai cittadini. Nella loro ottica si tratta di un’invadenza in un campo che considerano il loro. E d’altra parte al Pd conviene in questo momento attaccare noi piuttosto che spiegare ai propri elettori perché appoggia il governo Monti, la riforma delle pensioni e dell’articolo 18 invece che scendere in piazza con i sindacati.
“La lista di Stormfront? Deliri razzisti”. Lo dice anche Casapound - Italia - Panorama.it




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