
Originariamente Scritto da
Zorro
Il mio non vuole essere uno sfogo, perlomeno non personalistico. Non ho particolare antipatia verso il personaggio ma, piuttosto, verso il tipo di poltico di cui è tristemente emblematico. Ogni volta che parla, addirittura perchè richiesto di farlo, intervistato, mi propone il fastidioso quesito: a chi serve? Lui parla, interviene nel panorama dell'attualità pure molto grave, e non lascia nulla, è come se non avesse aperto bocca. O meglio, l'impressione dell'ascoltatore, infastidita, è quella di sentire cose già molto dette, o cose scontate, insignificanti, non incidenti. Lui, poverino, si sforza pure, tenta di assumere un tono di voce pacato ma suasivo, con l'espressione del viso di chi dice cose molto importanti, esplicative, educative. Insomma, aspira ad una credibilità che, oggettivamente, non si riesce di riconoscergli. Il fastidio che si prova, che, poverino, nolente, suscita, cresce quando ci si rende conto che il personaggio è inadeguato, persino insulso. Perchè si avverte la gravità della situazione, la preoccupazione che, spesso, si aggrava nel timore, e allora si accende la televisione, per informarsi, per avere notizie, per individuare, speranzosi, qualche personaggio che rassicuri, che dia l'idea, almeno, di potere qualcosa di positivo. E invece c'è lui, Rutelli, che non dice nulla di nuovo, nulla di rassicurante, perchè nulla di affidabile, di credibile. Guida una massa politica politica dell'ordine dell'1%, non può, quindi, neppure giustificarsi la sua presenza perchè, comunque, abbastanza rappresentativo. Se lo si ascolta, magari, come esponente del Terzo Polo, allora c'è già Casini che, se possibile, comunque, lo supera in scontatezza ed inutilità, magari solo un tantino più "serie" e "preoccupate", ma insomma...Abbiamo lo spread a 515, una Manovra da tenda d'ossigeno, un futuro di lacrimevole incertezza, e abbiamo Rutelli, e Casini, e troppi altri come questi...Mi sento sconfortato.