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  1. #51
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    Predefinito Rif: Capitalismo e comunismo: dialettiche dell’illimitatezza e della corruzione

    Cazzo mi confondete con sti avatar tutti uguali. Avete colto lo spirito dell'Operaio come forma, come tipo umano impersonale; mi compiaccio
    Ultima modifica di Troll; 24-12-11 alle 20:17

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  2. #52
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    Predefinito Rif: Capitalismo e comunismo: dialettiche dell’illimitatezza e della corruzione

    Citazione Originariamente Scritto da Leone Visualizza Messaggio
    Se l'incontro avviene nel barrio stai pur certo che a casa (o in albergo) non ci torni.. però sì, sarebbe un paese decisamente godibile.
    guarda che Ulver è napoletano

  3. #53
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    Predefinito Rif: Capitalismo e comunismo: dialettiche dell’illimitatezza e della corruzione

    Preve hegeliano si incazza con la Storia che sostituisce Dio

    Citazione Originariamente Scritto da Preve Visualizza Messaggio
    Ho fatto notare come l’abbattimento di Dio, sostituito da un connubio di Scienza e di Storia, dà luogo ad un esito nichilistico integrale.
    L’essenza della costruzione hegeliana consiste nel fatto che essa misura il corso della storia secondo il progresso temporale, cioè costruisce dall’ultimo passo quelli precedenti, considerandoli come necessariamente determinanti la situazione attuale. Questo orientamento secondo la successione temporale presuppone che nella storia del mondo valga soltanto ciò che determina delle conseguenze, e che il susseguirsi degli avvenimenti del mondo debba essere valutato secondo la ragione del successo. Il successo non è però soltanto la suprema istanza della visione storica dì Hegel, ma rappresenta al tempo stesso un criterio costante della vita quotidiana, dove del pari si suppone che il successo di qualcosa dimostri un diritto superiore rispetto a ciò che non ha successo. Il nucleo popolare della speculazione di Hegel sta quindi nel diffusissimo convincimento che soltanto ciò che ha successo abbia anche ragione. Questa fede ha ottenuto nel secolo XIX un’apparente conferma nel mondo della natura mercè la teoria dell’evoluzione di Darwin. Sotto l’impressione della concorrenza economica, Darwin ha scoperto la legge della «selezione naturale», secondo cui le specie animali superiori vengono a determinarsi perché nella « lotta per l’esistenza » il piú forte sopravvive ai meno dotati. La filosofia della storia di Hegel e la teoria biologica di Darwin hanno entrambe ricavato da quel che di fatto ha successo la pretesa necessità e l’intimo diritto del suo prodursi, e la loro ammirazione per le forze storiche e biologiche ha condotto ad una idolatria per quella forza che si riveli in un dato caso vittoriosa. D’altro canto, ciò che è scomparso dalla memoria storica, essendo stato annientato od essendo rimasto senza successo, è considerato secondo la formula di Hegel un’ «esistenza ingiustificata».

    Karl Löwith, Da Hegel a Nietzsche, 1939, trad. it. di G. Colli, Einaudi 1949, pp. 329 – 330
    Ultima modifica di Troll; 25-12-11 alle 14:21

  4. #54
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    Predefinito Rif: Capitalismo e comunismo: dialettiche dell’illimitatezza e della corruzione

    Citazione Originariamente Scritto da Preve Visualizza Messaggio
    Per quanto concerne la Scienza, essa è effettivamente un’ideazione conoscitiva e pratica di enorme valore, motore di un “progresso” tecnologico che sarebbe sciocco negare e sottovalutare (e che personalmente non nego e non sottovaluto assolutamente), ma questo vale soltanto, ed è già molto, per la conoscenza della natura e per le applicazioni tecniche e mediche, ma nessuna “mentalità scientifica” arriverà mai a distinguere il Bene dal Male (scritti maiuscoli, ovviamente). In quanto alla storia, la sua divinizzazione finisce con il perdere tutte le conquiste etiche della vecchia religione, che magari postulava una divinità trascendente antropomorfizzata non esistente, ma conteneva giganteschi tesori espressivi non solo artistici, ma anche storici, morali e politici.
    Ultima modifica di Troll; 25-12-11 alle 14:28

  5. #55
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    Predefinito Rif: Capitalismo e comunismo: dialettiche dell’illimitatezza e della corruzione

    Citazione Originariamente Scritto da Preve Visualizza Messaggio
    Ma questo non comporta in me un pessimismo radicale. L’umanità sopravvive sempre agli idioti che ne vogliono monopolizzare l’interpretazione. Peccato, però, non esserci più quando questo avverrà.
    Ma perché, il guaio dell'umanità sarebbero gli idioti che vogliono monopolizzare l'interpretazione? Non era la molteplicità relativistica delle interpretazioni? Non erano i capitalisti che ci lasceranno "un mondo invivibile perché inquinato" (espressione con cui Preve entrava nel merito dei pericoli della produzione illimitata - anche se in realtà le sue vere preoccupazioni sono di ordine morale e riguardano l'apeiron che erode le fondamenta della società giusta)? Cosa vuol dire "l'umanità sopravvive sempre"? L'ineluttabile vittoria del Bene rientra per caso dalla finestra? Se fosse vero che l'ingranaggio distrugge il pianeta l'umanità mica sopravvive (e Preve non ci sarà in ogni caso per rammaricarsi - rifuggendo però la conclusione sticazzi da cui anche gli altri dovrebbero essere salvati). Il guaio è il monopolio delle interpretazioni o appunto che il pontificato anticapitalista ed ecologista non sia riuscito a monopolizzare l'interpretazione?
    Ultima modifica di Troll; 25-12-11 alle 16:48

  6. #56
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    Predefinito Rif: Capitalismo e comunismo: dialettiche dell’illimitatezza e della corruzione

    Citazione Originariamente Scritto da Preve Visualizza Messaggio
    (3) La dialettica è una forma di religione per intellettuali, che si inventano un mondo “alienato” a testa in giù da raddrizzare, laddove il mondo reale non è affatto a testa in giù, e quindi non deve essere affatto raddrizzata, ma va preso così com’è nel migliore modo possibile. In particolare la dialettica marxista, presupponendo che il capitalismo è un mondo alienato da raddrizzare, immagina che ci sia stato un tempo, all’origine della storia, un mondo diritto, normale, che si tratta di restaurare. Si tratta della trascrizione in linguaggio filosofico sofisticato nella concezione religiosa monoteistica per cui c’è stato all’origine un Paradiso Terrestre, perduto a causa di un Peccato Originale punito da Dio.

    A questa obiezione si può rispondere che la dialettica non si occupa di una pretesa ed inesistente restaurazione di una Origine nel frattempo perduta ad opera di un Soggetto demiurgico, che non sarebbe altro che la manifestazione storico-sociale del Corpo di Cristo, in vista di un Fine Ultimo della Storia già prefissato (il comunismo, appunto, ma sarebbe un comunismo per imbecilli), ma di un’analisi degli sviluppi storici da un punto di vista interno al processo stesso, e non invece esterno.
    La dialettica marxista non sarebbe l'indignazione profetica contro il mondo da raddrizzare bensì "un'analisi degli sviluppi storici da un punto di vista interno al processo stesso" - nel momento in cui si è appunto demistificato il presunto carattere descrittivo-previsionale delle ipotesi marxiane come un pretesto (consapevole o meno non è importante) per mobilitare la marmaglia in direzione delle nostre idealità umanistiche??

    Il bello è che Preve su storia e scienza come criteri di valutazione del buono e del giusto ha già detto tutto. A questo punto farebbe meglio a riconoscere che l'indignazione può appoggiarsi a qualche cosa soltanto assumendo il punto di vista "esterno" della trascendenza (o del proprio gusto), dato che l'unico tribunale immanente che si conosca è quel Weltgericht corrispondente più o meno agli esiti fattuali della Weltgeschichte.
    Ultima modifica di Troll; 25-12-11 alle 18:07

  7. #57
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    Predefinito Rif: Capitalismo e comunismo: dialettiche dell’illimitatezza e della corruzione

    Oh cinque/dieci persone collegate tutto il tempo a leggere e nessuno che provi a prendere le difese o dica la sua? Cosa c'è da lurkare, mica siamo Stormfront [forse peggio].

  8. #58
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    Predefinito Rif: Capitalismo e comunismo: dialettiche dell’illimitatezza e della corruzione

    Citazione Originariamente Scritto da Troll Visualizza Messaggio
    La dialettica marxista non sarebbe l'indignazione profetica contro il mondo da raddrizzare bensì "un'analisi degli sviluppi storici da un punto di vista interno al processo stesso" - nel momento in cui si è appunto demistificato il presunto carattere descrittivo-previsionale delle ipotesi marxiane come un pretesto (consapevole o meno non è importante) per mobilitare la marmaglia in direzione delle nostre idealità umanistiche??

    Il bello è che Preve su storia e scienza come criteri di valutazione del buono e del giusto ha già detto tutto. A questo punto farebbe meglio a riconoscere che l'indignazione può appoggiarsi a qualche cosa soltanto assumendo il punto di vista "esterno" della trascendenza (o del proprio gusto), dato che l'unico tribunale immanente che si conosca è quel Weltgericht corrispondente più o meno agli esiti fattuali della Weltgeschichte.
    per quello ieri dicevo di confidare di più nella bestia da preda desiderante che in quella orante
    la prima ha la caratteristica dell'eternità biologica e può essere indirizzata e plasmata dal demiurgo facendo leva sul fulcro dell'avidità naturale mantre la seconda è appunto solo una forma che può esplicitare il gusto o la decisione razionale ed utilitaristica del filosofo su come l'energia del desiderante debba essere impiegata a questo o quel fine.
    rimanevo perplesso perchè non capivo per quale motivo il comunismo delle comunità dovesse rifiutare magicamente la produzione illimitata delle merci e soprattutto con quale magico strumento ciò avvenisse ovvero potesse essere imposto (se non col monopolio di una qualche interpretazione e sia detto per inciso il monopolio delle interpretazioni è cosa preziosissima e solo strumentalmente possiamo lagnarcene)
    laddove l'impiego in missione di un drakkar vikingo ha solo bisogno del carisma di un capo
    Ultima modifica di amerigodumini; 25-12-11 alle 18:37

  9. #59
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    Predefinito Rif: Capitalismo e comunismo: dialettiche dell’illimitatezza e della corruzione

    Citazione Originariamente Scritto da amerigodumini Visualizza Messaggio
    per quello ieri dicevo di confidare di più nella bestia da preda desiderante che in quella orante
    la prima ha la caratteristica dell'eternità biologica e può essere indirizzata e plasmata dal demiurgo facendo leva sul fulcro dell'avidità naturale mantre la seconda è appunto solo una forma che può esplicitare il gusto o la decisione razionale ed utilitaristica del filosofo su come l'energia del desiderante debba essere impiegata a questo o quel fine.
    Ma lo sai che evocando il Raubtier non bisognoso di giustificazioni e fondazionalismi (l'autoaffermazione diceva Heidegger, il Selbstbehauptung) con me sfondi una porta aperta... solo che m'è venuto il capriccio di prendere in parola chi dice "l'avidità acquisitiva non è un contrassegno naturale dell'uomo" per suggerire la possibilità dell'allevamento in grande stile di schiavi servizievoli.

    Citazione Originariamente Scritto da amerigodumini Visualizza Messaggio
    rimanevo perplesso perchè non capivo per quale motivo il comunismo delle comunità dovesse rifiutare magicamente la produzione illimitata delle merci
    Perché la luce elettrica e la locomotiva rischiano di mettere in crisi le care vecchie cose cui credevamo, come insegnava Monaldo Leopardi. Per correre dietro all'appagamento materiale rischiamo di perdere cose più importanti.

    Citazione Originariamente Scritto da amerigodumini Visualizza Messaggio
    e soprattutto con quale magico strumento ciò avvenisse ovvero potesse essere imposto se non col monopolio di una qualche interpretazione (il monopolio delle interpretazioni è cosa preziosissima e solo strumentalmente possiamo lagnarcene)
    laddove l'impiego in missione di un drakkar vikingo ha solo bisogno del carisma di un capo
    Il carisma umano di Costanzo Preve rende più luminosa una verità che non è da intendersi come mero accertamento "verificabile" positivistico.

    Ultima modifica di Troll; 25-12-11 alle 18:59

  10. #60
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    Predefinito Rif: Capitalismo e comunismo: dialettiche dell’illimitatezza e della corruzione

    Citazione Originariamente Scritto da Troll Visualizza Messaggio
    solo che m'è venuto il capriccio di prendere in parola chi dice "l'avidità acquisitiva non è un contrassegno naturale dell'uomo" per suggerire la possibilità dell'allevamento in grande stile di schiavi servizievoli.
    c'era un mio amico che preconizzava un IV Reich elitario ed invisibile articolato su onlus e ong

    ma non credo che l'avidità acquisitiva sia un ostacolo "all'allevamento di schiavi servizievoli"

    questo per molti verosimili motivi

 

 
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