User Tag List

Pagina 29 di 29 PrimaPrima ... 192829
Risultati da 281 a 283 di 283
Like Tree7Likes

Discussione: Il Verbo di Dio si è fatto carne

  1. #281
    Forumista senior
    Data Registrazione
    15 Dec 2011
    Messaggi
    1,596
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Il Verbo di Dio si è fatto carne

    PROVE GENERALI DI DITTATURA IN NOME DELL’OMOFOBIA. È TEMPO CHE LA CHIESA PARLI FORTE E CHIARO, DICE IL CARD. EIJK.
    MARCO TOSATTI
    Partiamo da Utrecht, dove il cardinale Willem Jacobus Eijk, arcivescovo della città, ha lanciato un appello: che la Chiesa, il magistero Romano, creino un documento il tema di Gender. “È urgente” ha detto il presule ad ACIstampa, perché la pressione sia a livello nazionale che internazionale, spinta dalle grandi agenzie, sta diventando sempre più forte. “Non direi necessariamente ci voglia una enciclica. Può essere anche un documento di altro tipo, come un’istruzione da parte della Congregazione della Dottrina della Fede. È importante però che sia un documento autoritativo della Chiesa su questa teoria. Perché vediamo che le organizzazioni internazionali fanno molta pressione sulle nazioni per introdurre questa teoria, soprattutto nel mondo dell’educazione”, ha detto il cardinale.
    Il porporato ha ricordato che la Chiesa si è espressa molte volte sulla teoria del genere, “Ma non come tema centrale. È invece opportuno un documento concentrato sul tema della teoria del genere. Serve alla gente, perché sente parlare della teoria del genere da parte dei mass media, nel mondo della politica, nelle scuole, ovunque. Soprattutto la Chiesa è chiamata a dare il suo punto di vista”. E cioè far capire alla gente il perché la Chiesa non accetta la teoria del genere: la teoria del genere implica che il ruolo dell’uomo e della donna sia completamente distaccato dal sesso biologico. Questo è incompatibile con la visione dell’uomo che presenta la Chiesa, con la Sacra Scrittura alla base della dottrina. La teoria del genere vede il corpo come qualcosa di secondario, qualcosa di estrinseco alla natura umana, che non partecipa alla dignità della persona come tale, come valore intrinseco della persona. Per la Chiesa, spiega il cardinale, il sesso biologico in linea con il corpo umano è intrinseco alla natura umana. “È evidente come la teoria del genere si contrapponga alla visione della Chiesa Cattolica. Una visione che si può comprendere, tra l’altro, basandosi sulla pura ragione umana, con argomenti filosofici, senza fare riferimento alla rivelazione”. È un’antropologia dualista che sta pervadendo tutta la società, ha influsso su quasi tutti i campi del pensiero, inclusa l’etica medica, e cambia il modo di sentire e di percepire se stessi. “Per questo è urgentissimo presentare la vera visione dell’uomo in questo mondo, altrimenti perderemo la strada”.
    Nelle scorse settimane le associazioni Lgbt hanno invaso le principali città spagnole con manifesti: “Ci sono bambine col pene e bambini con la vagina”. È esattamente quello di cui parlava Eijk, cioè ideologia gender in pieno. “ Un attacco micidiale al buon senso comune” lo definisce CitzenGo, che ha reagito. Tramite l’associazione gemella HazteOir (che significa “Fatti Sentire”), con cui CitizenGO agisce in Spagna, ha iniziato a far girare per le strade di Madrid il “Bus che non mente”. Un enorme pullman con scritto, semplicemente, che i bambini hanno il pene e le bambine la vagina.
    La reazione è stata immediata. “Alcuni gruppi Lgbt hanno attaccato i nostri siti web e hanno paralizzato la nostra attività online per giorni, e ancora oggi continuano gli attacchi. Il Sindaco ultra-progressista di Madrid, Manula Carmena di Podemos, ci ha denunciati per ‘istigazione all’odio’, e la polizia, con un atto assolutamente fuori dalla legge contro cui abbiamo già fatto ricorso coi nostri legali, ha sequestrato il ‘Bus che non mente’, che è tuttora rinchiuso in un parcheggio giudiziario. Altri esponenti socialisti (e popolari) e i capi delle associazioni Lgbt spagnole hanno invocato addirittura la galera”.
    Il presidente Arsuaga ha tenuto un’affollatissima conferenza stampa per denunciare la gravissima violazione della libertà di opinione ed espressione, rivendicando il diritto di dire la semplice verità su un dato biologico incontestabile. “Abbiamo fatto subito preparare un camper sostitutivo, che sta girando per le principali città spagnole”. Il “Bus che non mente” ha scandalizzato, ovviamente, i bigotti dell’ideologia omologata, fra cui Chelsea Clinton, la figlia di Hillary, che ha auspicato che l’autobus non giri mai negli USA.
    Dice il comunicato: “Purtroppo per lei l’ufficio americano di CitizenGO ha già avviato una campagna di raccolta fondi per portare anche per le strade americane il ‘Bus che non mente’.
    E sempre dalla Spagna – e chiudiamo con questa notizia, è stata creata una polizia specializzata per i reati di omotransfobia. LGBTIpol, questo il nome della neonata associazione, composta da agenti della Guardia Civil e del Cuerpo Nacional de Policía, si avvarrà nel suo operato del supporto dell’Asociación de abogados contra los delitos de odio, presieduta da Manuel Ródenas. Avverte “Osservatorio Gender” che “Il nuovo corpo di polizia arcobaleno è stato presentato lo scorso 12 gennaio presso l’ambasciata italiana di Madrid, ricevendo l’applauso entusiasta del nostro ambasciatore Stefano Sannino, dichiaratamente gay e sposato con un catalano di Barcellona, che ha così salutato l’iniziativa: ‘L’obiettivo è che tutti possiamo vivere in pace con il nostro modo di essere e che non dobbiamo più lottare quotidianamente per far valere i nostri diritti’”. La costituzione di Lgtbipol ha sollevato prevedibili polemiche tra cui quella di Rocío Monasterio, responsabile per gli Affari sociali del partito Vox, che sui social ha così criticato l’istituzione di un ente “fortemente ideologizzato”: “Abbiamo bisogno di un corpo di polizia specifico per ogni tipo di reato e movimento? Ci sarà una polizia religiosa? Un’altra per i crimini contro le persone eterosessuali?”.
    In realtà l’unico esempio di polizia “dedicata” che ci venga in mente adesso è quella dei Muṭawwiʿa, in Arabia Saudita, emanazione del Comitato per l’imposizione della virtù e l’interdizione del vizio. Che, ovviamente, se mette le mani su un omosessuale, o una signora scollacciata sarebbero affari loro. Come si dice? Gli estremi si toccano; e concordano in dittatura e totalitarismo. E i mass media a tenere bordone.
    PROVE GENERALI DI DITTATURA IN NOME DELL?OMOFOBIA. È TEMPO CHE LA CHIESA PARLI FORTE E CHIARO, DICE IL CARD. EIJK. ? STILUM CURIAE

    Dimissioni di Mons. Paglia: anche MiL le chiede a gran voce.
    Dopo le increbili e blasfeme affermazioni di Mons. Paglia, che in un vaniloquio ha avuto l'ardire di paragonare lo "spirito" di Pannella niente meno che... allo Spirito Santo, anche MiL si sente in dovere di aderire all'iniziativa di Reti Unificate e di associarsi nel chiedere con forza le dimissioni di Mons. Paglia.
    Il "prelato" pure a capo della Pontificia Accademia per la Vita e membro dell'Istituto per la famiglia, ha "canonizzato" il noto radicale, che - impenitente - si distinse in vita per la difesa del "diritto di aborto", per il sostegno alle leggi sulle coppie di fatto (anche omosessuali) e per la diffusione di una "sessualità" ambigua o ostentata (si ricordi al sostegno all'elezione di Ilona Staller (in "arte" Cicciolina) alla Camera dei Deputati nel partito Radicale di Marco Pannella.
    Con che coraggio un Vescovo della Chiesa Cattolica, per di più nella sua posizione di vertice di due istituti come quello per la vita e per la famiglia, ha potuto arrivare a tanto!!??
    Mons. Paglia, si dimetta!
    la Redazione di MiL
    Chiediamo le dimissioni di Mons. Vincenzo Paglia
    "Chiediamo le dimissioni di Mons. Vincenzo Paglia dal suo ruolo di Presidente della Pontificia Accademia per la Vita e di Cancelliere dell'Istituto Giovanni Paolo II per la famiglia.
    Abbiamo assistito con sgomento alle dichiarazioni rese da Mons. Vincenzo Paglia sulla figura di Marco Pannella.
    Affermare di ‘Marco’ che "ha speso la sua vita in particolare per gli ultimi", che ha lottato "per la difesa della dignità di tutti" è semplicemente falso. Auspicare lo spirito di “Marco ancora vivo e ispiratore di una vita più bella non solo per l’Italia, (ma) per questo nostro mondo” ci preoccupa profondamente.
    Le battaglie di Pannella e dei radicali sono state nel segno della cultura della morte:
    Contro la famiglia e il matrimonio indissolubile
    Contro la vita nascente con l'aborto in tutte le sue forme
    Contro la dignità del procreare, appoggiando la produzione dell'uomo con le tecniche di fecondazione extracorporea
    Contro la dignità dell'uomo promuovendo varie forme di consumo di droga e liberalizzazione della stessa
    Contro la dignità della sessualità matrimoniale promuovendo la contraccezione e le ideologie gay
    Contro la vita nelle battaglie per l'eutanasia e il suicidio assistito.
    Quanto affermato pubblicamente da mons. Paglia dimostra la sua palese indegnità a presiedere la Pontificia Accademia per la Vita e di fungere da cancelliere dell'Istituto Giovanni Paolo II per la famiglia.
    Invitiamo Mons. Paglia a rassegnare le dimissioni o, in caso di rifiuto, chiediamo pubblicamente che venga rimosso da questi incarichi".
    Aderiscono:
    La Nuova Bussola Quotidiana
    Pro Vita Onlus e Notizie Pro Vita
    Chiesa e post concilio
    Nuovo emporio cattolico totus tuus
    Federvita Piemonte e Valle d'Aosta
    Cooperatores Veritatis
    Arcangelo San Michele
    Campari & De Maistre
    Libertà & Persona
    Amici di P. Gabriele Amorth
    Il Cammino dei Tre Sentieri
    TELE MARIA
    Messa in Latino
    Per adesioni di enti/siti/associazioni inviare email a info@retiunificate.it
    MiL - Messainlatino.it: Dimissioni di Mons. Paglia: anche MiL le chiede a gran voce.

    Nella Risurrezione del Duomo di Terni anche gay e trans vanno in paradiso
    BENEDETTA PERILLI e GIULIA VILLORESI
    TERNI - Nel Duomo di Terni anche gli omosessuali vanno in paradiso. Lo fanno in un dipinto realizzato nel 2007 sulla controfacciata della cattedrale di Santa Maria Assunta che rappresenta una risurrezione dei morti. Al centro dei 16 metri per 9 di pittura muraria si staglia Gesù che ascende al cielo trascinando due reti da pesca piene di figure umane. In basso, dai buchi che si aprono sulla terra, escono altri aspiranti al paradiso; in alto un cordone di umani difende la Gerusalemme celeste; nel centro si intravede una Terni industriale e inquinata. Su tutto si posa la mano di Dio. Nel groviglio di corpi nudi appaiono personaggi nuovi alla tradizione iconografica cristiana. Tra questi, riconoscibili ai lati della porta d'ingresso della chiesa, ci sono due transessuali e una coppia di uomini in atteggiamenti erotici. Ma anche prostitute, spacciatori, donne velate, uomini di colore con scarpe da ginnastica e omosessuali con il cravattino a pois.
    A confermarlo è l'autore dell'opera Ricardo Cinalli, apprezzato pittore argentino che da anni vive a Londra. "Tutti possono aspirare a questa Gerusalemme celeste", spiega a Repubblica. "Omosessuali, transessuali, ladri, spacciatori, prostitute, prostituti, malavitosi tatuati. Ci sono due uomini che si cingono l'un l'altro: tra loro non c'è una tensione erotica, si'. Sono tutte persone che non necessariamente, da un punto di vista tradizionale, avrebbero guadagnato il cielo".
    Tra i vari personaggi dipinti all'interno della rete mistica compaiono anche don Fabio Leonardis - "desnudo" e con un cuore tatuato sul bicipite - e monsignor Vincenzo Paglia sostenuto da un mendicante. Sono loro gli altri due protagonisti di questa storia. La Risurrezione di Cinalli fu realizzata per volere di Vincenzo Paglia, allora vescovo della diocesi Terni-Narni-Amelia, oggi arcivescovo e presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, e del parroco Fabio Leonardis, allora direttore dell'Ufficio beni culturali della diocesi e segretario della Consulta regionale per i beni culturali ecclesiastici. L'opera fu inaugurata in occasione della messa di Pasqua del 2007, ricevendo scarsa attenzione da parte della stampa locale e suscitando reazioni contrastanti nei parrocchiani.
    A Terni circola voce di un progetto per ricoprirlo. Difficile ottenere dei commenti in merito da parte dei rappresentanti della diocesi. Don Claudio Bosi, attuale direttore dell'Ufficio per i beni culturali, conferma che questo sarebbe "il desiderio di molti laici che frequentano la chiesa", ma smentisce che vi sia un progetto concreto in tal senso. E aggiunge: "Ci sono momenti in cui certi temi possono essere affrontati, altri in cui è meglio tacere. Confermo che la questione è scottante, ma non posso aggiungere altro". Don Fabio Leonardis, parroco controverso, è morto nell'agosto del 2008. Non è reperibile a causa dei numerosi impegni monsignor Vincenzo Paglia. Mentre preferisce non commentare l'attuale vescovo di Terni-Narni-Amelia Giuseppe Piemontese.
    "Don Fabio - racconta Cinalli - ebbe modo di vedere alcuni miei lavori alla fiera d'arte di Bologna, dove ci incontrammo per due anni di fila. Poi, nel 2007, Paglia scelse il mio nome da una rosa di dieci candidati internazionali, ed ebbi l'incarico". La Risurrezione è anche il risultato del sodalizio umano tra don Fabio e Paglia (per Cinalli, "i sacerdoti più aperti che abbia mai conosciuto") e di un comune progetto di rigenerazione del dialogo tra Chiesa e arte contemporanea. "Lavorare con loro è stata un'esperienza umanamente e professionalmente fantastica. Mai, in quattro mesi, durante i quali ci vedevamo circa tre volte alla settimana, Paglia mi ha chiesto se credessi in Dio, non mi hai mai messo in una posizione scomoda. Mi è stata lasciata una completa libertà. Volevano che i fedeli, vedendo la mia Risurrezione, sapessero che Dio ama e salva tutti.". Racconta, poi, di un'intesa totale con i committenti; di un unico veto, quello di non inserire nella rete mistica una copulazione tra un uomo di colore e una donna bianca; di un parrucchiere di Terni che ha prestato il volto a un Cristo considerato troppo virile; di un rosone medievale coperto per lasciare posto alla nuova opera.
    L'unico che ha piacere di parlarne ancora è Ricardo Cinalli, che ricorda con commozione il periodo in cui lavorava in Italia, rievocandolo come un sogno: "Quando ci ripenso mi viene spesso in mente il Papa, che è argentino come me. Non so se sa di quest'opera. Mi sarebbe piaciuto mandargli il libro curato da don Fabio, e forse un giorno o l'altro lo faro'".
    Nella Risurrezione del Duomo di Terni anche gay e trans vanno in paradiso - Repubblica.it









    Vaticansecondisti sorpassano a sinistra i radicali
    Toh, ma guarda un po':
    una scuola cattolica promuove un corso obbligatorio di "educazione sessuale esplicita" comprensivo di dettagli "erotici" e "piccanti"
    i genitori di qualche studente si oppongono, col cuore infranto, dicendo di sentirsi traditi da coloro ai quali avevano affidato l'educazione dei loro figli
    la diocesi appoggia la scuola anziché la fede cattolica
    la legge locale (Tenn. Code Ann. s 49-6-1301 et seq.) esige che le scuole pubbliche richiedano ai genitori il consenso scritto per la partecipazione a programmi di educazione sessuale, senza il quale gli alunni sono esentati
    la scuola "cattolica" invece lo impone e basta, per la gioia dell'industria abortista
    Prendete nota, perché quel che succede oggi in America succederà domattina anche in Italia: scuola superiore "Father Ryan High School", di Nashville, nel Tennessee, vescovo della diocesi di Nashville (una faccia, un programma): David Choby
    http://letturine.blogspot.it/2016/10...inistra-i.html



    “Spifferi parte X: se ‘el papa’ dice: “Pell non si tocca!”
    Segreteria di Stato Vaticano. Ingresso principale. Ove sulla sinistra vi è la caserma dei Vigili del Fuoco Vaticani.
    Un Monsignore esce dal portone. Si ferma davanti alla caserma dei Vigili del Fuoco e incontra un laico che lo stava aspettando. Il Monsignore mette una mano sulla spalla al laico e gli sussurra: “Caro, il Cardinale Pell non si tocca. Il capo vuole cosi'”.
    Già. Il Cardinale Pell. Il braccio destro di Bergoglio per quanto riguarda l’economia vaticana. Colui che è entrato nel centro delle polemiche per aver ricevuto un sacco di denunce e per aver protetto sacerdoti che avevano abusato di bambini (pedofilia).
    Pero'una cosa ci sembra comunque strana. E’ possibile che il gesuita argentino mandi purghe immediate ai Francescani dell’Immacolata perché vogliono essere fedeli alla Dottrina, oppure a Burke, a sacerdoti fedeli della Congregazione per la Dottrina della Fede e via discorrendo?
    E non mette a riposo un Cardinale che è accusato di cose cosi' gravi?
    Perlomeno fino a quando queste accuse non si chiariscono…
    Ecco l’ambiguità di Bergoglio. Lui dice di essere paladino della causa contro la pedofilia nella Chiesa. Si'. Lo dice. A parole. Ma nei fatti resta sempre ambiguo. Il porporato Pell è accusato di aver coperto per tanto tempo le denunce dei fedeli che avevano subito abusi da certuni sacerdoti della sua diocesi. Possibile che Bergoglio, il puritano, che addita i tradizionalisti come “rigidi” – quelli dalle “doppie vite” -, non si renda conto che forse questa presenza al suo fianco come minimo è imbarazzante?
    Eppure, davanti ai Vigili del Fuoco Vaticani – a fianco dell’ingresso della Segreteria di Stato – il Monsignore, recatosi a “riferire” l’imbarazzo generale dovuto al fatto che Pell sta al fianco di Bergoglio, si sente rispondere: “Pell non si tocca”.
    Ok. Pell non si tocca. Allora lasciate in pace anche i Francescani dell’Immacolata. Lasciate in pace Burke, Sarah e Müller. E tutti quei Cardinali e Vescovi che vogliono essere fedeli alla Sana Dottrina.
    Ma ormai si sa. Bergoglio è ‘el papa’. E lui fa quello che gli pare.
    Le Iene ci hanno regalato questo video. Che a parer nostro è molto significativo. Soprattutto oggi. Guardatevelo
    Le cose si fanno inquietanti davvero.
    https://anonimidellacroce.wordpress....ra-cristoforo/

    Video Le Iene: TRINCIA: Abusi nascosti dalla chiesa - TUTTI I SERVIZI | MEDIASET ON DEMAND

    La banda del Papa
    di Christopher A. Ferrara
    Pubblicato sul sito della rivista americana The Remnant
    Gli italiani hanno un detto: “dimmi con chi vai e ti diro'chi sei”. Cosi', a questo punto del calamitoso pontificato di Jorge Mario Bergoglio, la lista dei suoi amici – quelli vicini al suo cuore, a cui ha rivolto una particolare attenzione – ci dirà chiaramente chi è lui:
    - una signora abortista, della sinistra radicale italiana, che si è vantata di aver praticato migliaia di aborti illegali con una pompa da bicicletta;
    - persone che vivono nell’adulterio, a cui ha consigliato di accedere alla Santa Comunione senza un cambiamento di vita e mettendo da parte gli avvertimenti contrari dati loro da qualche prete;
    - omosessuali dichiarati che vivono una “unione” basata sulla sodomia;
    - un prete noto omosessuale a cui ha assegnato l’incarico di dirigere la casa dove abita, come aveva già fatto a Buenos Aires;
    - un prete attivista pro-omosessuali, a cui ha baciato le mani dopo aver concelebrato con lui;
    - dei “transgender”, compresa una che ha mutilato se stessa per sembrare un uomo e che pretende di essere “sposata” con un’altra donna e che Francesco ha ricevuto in speciale udienza accompagnata dalla sua supposta fidanzata;
    - un prete spretato condannato per molestie sui ragazzi, che sotto Benedetto XVI era stato ridotto allo stato laicale e che papa Francesco ha reintegrato ignorando quanto stabilito prima dalla Congregazione per la Dottrina della Fede;
    - un vescovo che ha coperto un prete molestatore di bambini;
    - un noto cardinale modernista tedesco, il cui concetto di “misericordia”, sotto forma di ammissione alla Santa Comunione dei pubblici adulteri “risposati”, è stato promosso da Francesco fin dall'inizio del suo pontificato;
    - un cardinale che partecipa alle messe coi palloncini e che fa il portavoce di Francesco riguardo all’Amoris Laetitia che apre alla Santa Comunione ai divorziati risposati;
    - ancora un altro cardinale notoriamente eterodosso, che ha coperto preti molestatori di bambini e che dopo essere caduto in disgrazia ha complottato per l’elezione di Francesco, e quindi successivamente è stato invitato da questi al Sinodo per la Famiglia;
    - un membro del Sovrano Ordine dei Cavalieri di Malta che ha curato la distribuzione di contraccettivi, che è stato allontanato dal Consiglio dell’Ordine quando ha rifiutato di dimettersi e, in flagrante violazione di leggi e regolamenti, è stato forzatamente reintegrato da Francesco dopo aver costretto il capo dell’Ordine a dimettersi;
    - un giornalista ateo, capofila della sinistra, a cui ha rilasciato innumerevoli dichiarazioni scandalose, riportate dalla stampa;
    - ogni sorta di incredibili chierici anglicani e luterani, comprese delle signore vescove;
    - un rabbino liberale e un capo musulmano;
    - diversi ministri protestanti, con uno dei quali “batte il cinque”;
    - un prete marxista che pensa che Fidel Castro fu un dono dello Spirito Santo e la cui sospensione ad opera di Giovanni Paolo venne ritirata da Francesco;
    - i teologi della liberazione, incluso Leonard Boff, che ha abbandonato il sacerdozio e si è sposato;
    - i teologi morali che dissentono dalla Humanae Vitae, incluso Bernard Hنring, forse il più famoso dei dissidenti;
    - i dittatori comunisti, compreso Fidel Castro e Raul Castro;
    - i dittatori marxisti, incluso quello che gli regalato un “crocifisso” su falce e martello e che lui ha portato con sé a Roma;
    - il filosofo che promuove la contraccezione, l’aborto e la sterilizzazione;
    - Barack Obama;
    - politici liberali, rock stars e incredibili attori hollywoodiani di sinistra, che disprezzano la Chiesa ma amano Francesco;
    - i promotori del Super Bowl e dello spettacolo intermedio di Lady Gaga;
    - ogni cattolico divorziato e risposato, o coinvolto in attività omosessuale o che usa gli anticoncezionali o che non è un “rigorista” che pensa che i precetti negativi della legge divina e della legge naturale sono senza eccezioni;
    - i protestanti liberali e gli apologisti musulmani in generale.
    Quest’elenco, apparentemente esaustivo, non è affatto completo, ma puo'essere sufficiente. D’altronde, è molto più facile elencare quelli che non sono amici di Francesco:
    - i cattolici ortodossi, inclusi i cardinali e i vescovi che egli ha licenziato, gli ordini tradizionali che ha distrutto e i tanti giovani che sono devoti alla tradizione liturgica della Chiesa;
    - i politici conservatori o populisti – soprattutto Donald Trump, contro cui ha appena lanciato un attacco malamente velato nel suo ultimo video papale.
    Allora, che cosa sappiamo di Francesco sulla base degli amici di Francesco?
    Sappiamo quello che ha detto Antonio Socci con spietato candore: che con la fine del regime di Obama, la caduta di Hillary Clinton e l’insorgere del populismo occidentale, Francesco è “il solo punto di riferimento per la sinistra internazionale priva di un capo”, mentre dai fedeli cattolici egli è “sempre più percepito come un politico e un corpo estraneo” nella Chiesa.
    Credo che l’espressione “corpo estraneo” dica tutto.
    La banda del Papa – Articolo di Christopher A. Ferrara



    Tutti in ginocchio, tranne uno!
    Non ci sono più parole!
    Ariccia, primo giorno di esercizi spirituali per la curia vaticana. All'adorazione eucaristica, tutti in ginocchio tranne uno.
    E, anche quando celebra Messa, Bergoglio non si inginocchia mai, neppure alla Consacrazione....
    Chiesa e post concilio: Tutti in ginocchio, tranne uno!


    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #282
    Forumista senior
    Data Registrazione
    15 Dec 2011
    Messaggi
    1,596
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Il Verbo di Dio si è fatto carne

    Per favore, ridateci i tabernacoli
    Aldo Maria Valli
    Non so se succede anche a voi. Quando entro in una chiesa, sempre più spesso fatico a capire dov’è il tabernacolo. Mi tocca cercarlo, come in una caccia al tesoro. E qualche volta non lo trovo proprio.
    Così come la fantasia degli architetti si sbizzarrisce nel progettare ed edificare chiese che sembrano tutto tranne che chiese cattoliche (possono andare benissimo come palazzetti dello sport o come sale protestanti, ma non come luoghi di culto cattolici), allo stesso modo gli arredatori degli interni, presi da irrefrenabile voglia di novità e cambiamento, spostano il tabernacolo negli angoli più strani e a volte più remoti.
    Ora io so di non avere occhi di falco. Sono miope e, quando arrivo dalla luce esterna, impiego un po’ di tempo per adattarmi alla penombra della chiesa. Però molto spesso non è questione di scarsa vista e di luce. In tante chiese, purtroppo, il tabernacolo si trova in posizioni improbabili, quasi che non fosse lui il padrone di casa, quasi che lo si volesse nascondere come si fa con qualcuno di cui ci si deve un po’ vergognare.
    Mi è successo anche oggi. Entro e non vedo. Va bene, mi dico, saranno gli occhi. Guardo, riguardo. E non vedo. Perché il tabernacolo non c’è. O, per lo meno, non è lì dove dovrebbe essere. È spostato a lato, molto defilato, senza la luce rossa, nascosto dentro una specie di gabbia d’acciaio. Perché c’è da dire anche questo: più viene messo ai margini, più il tabernacolo, in quanto oggetto, diventa strano e assume fogge inverosimili e assurde.
    D’accordo, dopo la riforma conciliare, con l’altare e il celebrante rivolti verso l’assemblea, il tabernacolo non può più stare sulla tavola. Ma vogliamo dirlo chiaramente? Il tabernacolo, nel presbiterio, deve stare comunque al centro, perché il suo contenuto è il centro di tutto. Al centro non deve stare la sedia, che a volte sembra un trono, del celebrante. Io non voglio adorare una sedia. No, al centro deve stare il tabernacolo, la casa di nostro Signore. Perché tabernacolo significa piccola casa, e tutto quanto l’edificio della chiesa, a ben guardare, non è che un luogo costruito per accogliere e custodire quella piccola casa dal contenuto infinitamente grande.
    So che a questo punto persone molto esperte troveranno il modo di spiegare che «sì però… va bene… tuttavia…». No. Chiedo che il tabernacolo sia rimesso al centro, che sia immediatamente individuabile, che abbia la sua lucina rossa piccola ma chiara, che gli sia reso l’onore che merita. E che il fedele non debba fare la caccia al tesoro per scoprire dov’è. Perché, quando entri in un’abitazione, il padrone di casa ti viene incontro, e non è che tu devi metterti a cercarlo in giro per le stanze.
    Sapete qual è il mio dubbio? Che chi sposta il tabernacolo ai margini non creda fino in fondo che lì c’è la presenza reale di Gesù. Altrimenti non si spiega una simile scelta. Se tu sai che lì c’è Gesù, se credi che quella sia la sua santa casa, ti viene naturale metterlo al centro.
    Sento già l’obiezione: ma quante storie, guarda che il Signore è presente ovunque nel mondo e nell’universo, ovunque nel cuore delle persone, non c’è bisogno di costruirgli una casa e di esporla. E invece sì che c’è bisogno. Se crediamo che lì non c’è un simbolo, un ricordino, un souvenir, ma proprio Lui, allora dobbiamo concludere che al tabernacolo va riservata una posizione centrale.
    Qualcuno dirà: ma, scusa tanto, quando la cena è terminata la tavola viene sparecchiata, e dunque perché il pane dovrebbe restare lì, al centro? Non è forse vero che, finito il banchetto, tutto quanto viene riposto da un’altra parte?
    Certo che sì. Ma per noi cattolici quello non è solo pane. È il Pane della Vita, è nostro Signore in persona. Quindi non va riposto in un angolo, coma una suppellettile qualsiasi.
    Si dimentica anche che in ogni chiesa il fedele fa un percorso, anzi un vero e proprio pellegrinaggio, un cammino spirituale il cui culmine non è la sedia del celebrante e nemmeno l’altare, e nemmeno qualche statua di santi. È nostro Signore.
    E come non notare che questa tendenza a emarginare nostro Signore va di pari passo con la tendenza a non inginocchiarsi? Troppo spesso si entra in chiesa come in una semplice sala per assemblee, nella quale chiacchierare e intrattenersi con gli altri fedeli. Ma tutto ciò un cattolico non lo può accettare. L’atto di inginocchiarsi rispecchia la disposizione dello spirito. È atto di adorazione. Non si entra in chiesa per incontrare il signor parroco o gli amici. Vi si entra per adorare nostro Signore. Ecco perché resto male quando in chiesa le persone non si inginocchiano, non fanno bene il segno della croce e non stanno in silenzio, ma chiacchierano fra di loro, formano capannelli, si salutano come se si incontrassero per la strada.
    Lo ripeto: noi cattolici non entriamo in chiesa come se fosse un’aula per le assemblee della comunità. Entriamo nella casa del Signore, dove dobbiamo tributargli tutto il nostro rispetto e tutta la nostra adorazione. E se la Chiesa è casa di Dio, tutto deve essere in funzione di Dio che si è fatto uomo ed è morto e risorto per noi. Non deve essere in funzione di noi fedeli che vi entriamo.
    Vorrei dunque fare una modesta proposta a vescovi, parroci, religiosi: per favore, ridateci il tabernacolo. Sia ben visibile e riconoscibile, al centro dell’abside. Ai lati mettiamoci la sedia del celebrante, che è un ministro, un servitore, non il protagonista di uno spettacolo. Sulle pareti non mettiamo cartelli, cartelloni e tazebao, ma ci sia posto solo per immagini sacre, prima di tutto di Maria e poi dei santi, così che possano sostenerci nell’adorazione e nella preghiera. Il tutto, come si legge nel «Messale romano», sia ispirato a nobile semplicità e dignità. La chiesa non è un luogo in cui procedere per accumulo di oggetti, immagini, scritte, manufatti vari. E il Santissimo Sacramento, all’interno del tabernacolo, sia collocato «in una parte della chiesa assai dignitosa, insigne, ben visibile, ornata decorosamente e adatta alla preghiera». Nel caso in cui questo luogo sia una cappella, si faccia in modo che anch’essa sia ben visibile, adatta all’adorazione e alla preghiera e unita strutturalmente al resto della chiesa, così che non sembri un’aggiunta. E presso il tabernacolo resti sempre accesa una lampada (non un faro da set cinematografico o da studio televisivo, come ho visto in alcuni casi).
    Sembrano accorgimenti di poco conto, ma non è così. È rispetto, è coerenza, è fede.
    Benedetto XVI, nell’esortazione postsinodale «Sacramentum caritatis», lo spiega bene: è necessario che «il luogo in cui sono conservate le specie eucaristiche sia facilmente individuabile, grazie anche alla lampada perenne, da chiunque entri in chiesa». Il fedele deve essere aiutato e facilitato nel riconoscere la presenza reale di Cristo nel Santissimo Sacramento. Non deve essere sviato, ostacolato, impedito.
    A meno che non lo si voglia proprio sviare e ostacolare.
    Per favore, ridateci i tabernacoli ? Aldo Maria Valli

    Fatima, torna il mistero del Terzo segreto
    di Marco Tosatti
    Su Fatima, e il Terzo Segreto, è stato pubblicato davvero tutto? Dubbi e perplessità non si sono mai placati sin da quando nel 2000 il cardinale Angelo Sodano, a Fatima, rese nota la parte finora tenuta segreta di cio'che suor Lucia aveva ricevuto dalla Madonna. Ma lo svelamento è stato completo?
    La polemica mai sopita, a dispetto degli sforzi del cardinale Tarcisio Bertone, ha conosciuto nuovi guizzi di fiamma un anno fa, quando il sito OnePeterFive pubblico'alcune dichiarazioni di Ingo Dollinger, un anziano sacerdote, professore di teologia, amico di lunghissima data del cardinale Joseh Ratzinger, poi Benedetto XVI. Ratzinger, che allora era Prefetto della Congregazione della Fede, avrebbe confidato a Dollinger che una parte del segreto era ancora non pubblicata. «C’è di più di quello che abbiamo pubblicato», avrebbe detto Ratzinger, aggiungendo che la parte pubblicata era autentica e che invece la parte ancora segreta riguarderebbe «un cattivo Concilio e una cattiva messa» che sarebbero giunti in futuro. E' da ricordare che la versione più recente del segreto è datata al 1944, e si riferisce a visioni avute nel 1917.
    Non molto tempo dopo la Sala Stampa della Santa Sede riferiva che papa Benedetto aveva affermato «di non aver mai parlato di Fatima con il professore Dollinger», e inoltre che «la pubblicazione del Terzo Segreto è completa». Dollinger pero'ha continuato a confermare la sua dichiarazione iniziale.
    Ma ora questa vicenda si arricchisce di una testimonianza inedita, che avvalora quanto dichiarato da Dollinger. Giuseppe Nardi, direttore di Katholisches.info, ha trovato una testimonianza importante, e l’ha comunicata a Maike Hickson, di OnePeterFive, che per prima ha scritto di Dollinger e della sua rivelazione.
    Giuseppe Nardi ha incontrato in Austria un amico stretto di Dollinger, Gottfried Kiniger, e l’ha intervistato. Kiniger vive in un paese del Tirolo Orientale, ha più di 80 anni ed è stato molto attivo politicamente nella sua vita, prima nel Partito monarchico e poi nel PaneuropaBewgung di Otto d’Asburgo. E' anche un cattolico molto attivo e praticante. Si vedeva con regolarità con Dollinger, dopo che si erano incontrati a Salisburgo nel 1990. Kiniger non usa Internet, e di conseguenza era totalmente ignaro sia delle dichiarazioni di Dollinger sia della smentita vaticana.
    Nardi ha conosciuto casualmente Kiniger il 21 dicembre 2016, e gli ha accennato alla vicenda. «Dopo aver sentito della smentita, Kiniger si è molto emozionato. Non riusciva a immaginare che Benedetto avesse fatto una tale dichiarazione, perché quello che Hickson aveva scritto era quello che Dollinger gli aveva detto nel 2000», racconta Nardi. Che tre settimane più tardi torno'a vedere Kiniger, per raccogliere la sua versione dei fatti e registrarla. La presentiamo qui di seguito.
    «Non ricordo la data esatta – ha detto Kiniger – ma era ancora nell’anno 2000, ne sono sicuro. Ricordo la conferenza stampa (sulla pubblicazione del Terzo Segreto) a Roma, diffusa dalla televisione. In autunno, come al solito, visitai Dollinger con cui sono amico da molti anni. In quell’occasione, mi ha detto di avere incontrato il card. Ratzinger, allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, poco dopo la Conferenza stampa. Ha persino concelebrato con lui, una cosa che Dollinger abitualmente non faceva, ma Ratzinger lo aveva invitato. Dopo la celebrazione Dollinger parlo'con il cardinale e tocco'il tema di Fatima e del Terzo Segreto. Ratzinger gli disse: ‘Quello che abbiamo pubblicato non è l’intero segreto [‘Was wir verِffentlicht haben, ist nicht das ganze Geheimnis.’]. Nella sacrestia erano presento altri sacerdoti, con cui il cardinale scambiava qualche parola. Ma presto torno'da Dollinger e gli disse: ‘Ci hanno dato istruzioni di fare cosi'’. [‘Es ist uns so aufgetragen worden.’]. Questa frase Dollinger l’ha ripetuta. E ha interpretato queste parole cosi': cioè che Giovanni Paolo II ha voluto cosi', e ha ordinato cosi'. A questo incontro, quando Dollinger mi racconto'queste cose, erano presenti altre persone, fra cui i miei compagni. Negli anni seguenti Dollinger ha raccontato questo episodio più volte, durante i nostri incontri. La maggior parte delle volte c’erano anche altre persone presenti. Non era un segreto, non c’era niente da tenere segreto. Questo era quello che il cardinale gli aveva detto, questo lo passava agli altri. Talvolta c’erano preti e seminaristi seduti a tavola con noi, del seminario della Fraternità di San Pietro a Wigratzbad. Non conosco il loro nome. In ogni modo molte persone hanno sentito questo racconto nel corso degli anni. Personalmente posso testimoniare di questa storia sin dall’autunno del 2000, quando Dollinger me l’ha raccontata la prima volta. Per me non c’è nessun dubbio che il professor Dollinger, in cui ho completa fiducia, abbia raccontato la storia in maniera veridica. Che ragione avrebbe avuto per inventare una tale conversazione e tale contenuto, subito dopo la conferenza stampa, e anche raccontarla liberamente e apertamente a tutti coloro che volevano ascoltarla? Che Benedetto la neghi improvvisamente, dopo sedici anni, non riesco a immaginarlo. Mi sembra poco plausibile. Non so perché Roma faccia questo. Non riesco a capirlo. Sembra come se si volesse mettere il coperchio su Fatima e chiudere il caso. Ma non funziona. Non so perché Roma abbia agito in tale maniera».
    Fatima, torna il mistero del Terzo segreto

    Suor Jeannine Gramick, apologeta dell’omosessualità in Polonia e nel mondo
    di Cristiano Lugli
    La “Campaign Against Homophobia” e la “Faith and Rainbow”, due organizzazioni che intuibilmente dal nome si occupano di diritti omosessuali all’interno delle comunità di cosiddetti “cristiani LGBT”, hanno sponsorizzato il tour polacco di suor Jeannine Gramick, svoltosi nel 2016-2017.
    Questa “religiosa”, per chi non lo sapesse, è conosciuta per il suo impegno a favore di una piena accettazione delle persone gay, lesbiche e trans nella Chiesa Cattolica e nella società; ha fondato tre sezioni (“chapters”) di Dignity USA a Baltimora, Washington e Philadelphia, e ha dato vita alla “Conferenza delle lesbiche cattoliche”. Con padre Robert Nugent ha fondato il New Ways Ministry, un’organizzazione “cattolica” impegnata per la giustizia e la tutela dei diritti delle persone gay e lesbiche nella Chiesa e nella società. Le posizioni e le attività di suor Jeannine a favore dell’omosessualità imperante sono testimoniate da diverse opere da lei curate, come ad esempio “Homosexuality and the Catholic Church,” “Homosexuality in the Priesthood and Religious Life,” “The Vatican and Homosexuality,” “Voices of Hope: A Collection of Positive Catholic Writings on Lesbian/Gay Issues”, tutti titoli che evidenziano fin troppo bene il contenuto.
    Con padre Nugent è anche co-autrice di “Building Bridges: Gay and Lesbian Reality and the Catholic Church”, la cui edizione italiana (dal titolo “Anime gay”) è stata curata da Andrea Ambrogetti e pubblicata nel 2003 dagli Editori Riuniti, con un tour italiano di presentazione nelle città di Caserta, Napoli, Roma, Bologna e Milano.
    Le associazioni LGBT che hanno lanciato il tour di questa suora hanno promosso una vera e propria campagna mediatica dal titolo “Let’s Exchange a Sign of Peace”, affiggendo cartelloni in tutta la Polonia, paese in cui si è tenuta la serie di incontri con la “religiosa”. Al centro del logo che annunciava l’iniziativa, si trovano disegnate due mani che si stringono: una regge un rosario e l’altra porta al polso un braccialetto arcobaleno. La campagna è stata appoggiata da molte personalità e pubblicazioni cattoliche di spicco.
    La suora attivista statunitense era stata invitata per una settimana ad alcune conferenze sui problemi dei “cattolici LGBT”; ha fatto tre presentazioni pubbliche, quattordici interviste a radio, TV e giornalisti, un ritiro per cristiani LGBT, e infine ha parlato personalmente con un numero indefinito di polacchi, incluso il Segretariato Generale per l’organizzazione delle comunità delle suore del paese.
    Il suo tour si è svolto nelle tre principali città polacche – Varsavia, Cracovia e Danzica – dove suor Jeannine ha lanciato il messaggio su cui sta insistendo da ben quarantacinque anni: “Dio ama incondizionatamente le persone LGBT ed è compito della Chiesa rendere reale questo amore”.
    Questa indefinibile personaggia, che comunque di suora non ha nulla, si è detta però un po’ allarmata a causa dell’attuale situazione in America, a seguito dell’elezione del Presidente Donald Trump, affermando che potrebbe essere più difficile far riuscire la missione ma, come i suoi amici in Polonia, lei sarà pronta a continuare il suo lavoro:
    “Questo lavoro proseguirà – ha dichiarato ancora ad un giornale locale – perché i cuori e le menti dei sostenitori della comunità LGBT sono cambiati. Questi cuori e queste menti sono aperti. Non faremo passi indietro. Sarà molto difficile, ma possiamo farcela. Dobbiamo farcela”.
    L’operato della signora in questione, che più volte si è schierata anche a favore dell’aborto “nei casi limite”, come li chiama lei, in passato era stato contrastato dalle autorità ecclesiastiche, sia all’interno del suo ordine di suore (Suore scolastiche di Nostra Signora), sia dalla Congregazione per la dottrina della Fede, allora presieduta da Ratzinger, che aveva vietato a suor Gramick e padre Nugent di proseguire il proprio “lavoro pastorale” con gli omosessuali, avendo mancato di esporre il pensiero e la dottrina della Chiesa circa l’omosessualità. Questo divieto restò inascoltato e i due continuarono – e come si vede continuano – la loro attività, senza aver subito sanzioni.
    In seguito all’elezione di Bergoglio, avvenuta nel 2013, in diverse occasioni suor Jeannine ha auspicato che ciò che in America viene chiamato “the Pope Francis effect”, “possa tradursi in una concreta e duratura accettazione degli omosessuali nella Chiesa e nella società”.
    Nell’ottobre del 2015 ha parlato a Roma alla conferenza mondiale “Ways of Love”, tenutasi a ridosso della seconda sessione del Sinodo della Famiglia e promossa da una rete internazionale di 13 organizzazioni di/con i “cattolici LGBT”.
    L’attività di questa “suora” non è da sottovalutare e se anche i risultati paiono essere lenti rispetto ai tempi da cui lei ha iniziato questa rivoluzione omosessuale da portare avanti in seno alla Chiesa, va detto che ha l’appoggio di tanti cattolici, di tanto potere mediatico ma soprattutto di tanti porporati che per ora tacciono.
    Questa “eroina” senz’abito gira il mondo cercando di portare la parola omosessuale a tutte le genti, e intanto incassa i risultati di un’azione costante e martellante.
    Ciò che è accaduto in Polonia è solo l’inizio dei grandi trionfi conquistabili in una neo-chiesa che appare essere sempre più propensa ad incanalare il pensiero LGBT come pietra fondante, relegando la Dottrina e ingalluzzendo tutto il marasma di omosessuali che, una volta scoperchiato il Vaso di Pandora, si paleserà senza timori: partendo dai Charamsa e dai Ricca, già arruolati, e passando per altrettante importanti figure ecclesiastiche.
    https://www.riscossacristiana.it/suo...istiano-lugli/

    CONTO SUL UN ALTRO SACCO DI ROMA. E SO CHE NON MANCHERA’.
    Maurizio Blondet
    Un amico mio omonimo scrive:
    "Gregory Baum, sacerdote che oggi ha 93 anni e si è spretato, in occasione del suo ultimo libro pochi mesi fa, ha rivelato di essere omosessuale da quando aveva quarant’anni, cioè dal 1964".
    Dirai: che importa che una decrepita checca faccia outing.
    Ebbene, Baum fu l’estensore della prima parte del documento conciliare Nostra Aetate, da cui parte la Nuova Rivelazione quella per cui gli ebrei non sono tenuti a convertirsi, perché, tanto, i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili [nonostante tutti i passi dell’Antico Testamento che dicono a chiare lettere il contrario] ed Israele è il popolo di Dio [checché ne dica tutto il Nuovo Testamento ed in particolare S. Paolo sul fatto che la Chiesa è il Nuovo Israele, prefigurato anche dai Profeti del Vecchio Testamento].
    Inoltre Baum fu quello che indusse la Chiesa canadese a rifiutare la Humanae Vitae ed è stato un sostenitore del matrimonio omosessuale. Interesserà notare che Baum:
    era di madre ebrea e quindi considerato ebreo per le regole rabbiniche;
    era giunto in Canada dopo la guerra come rifugiato ebreo;
    aveva ricevuto l’incarico dal card. Agostino Bea, che si è poi scoperto essere massone (v. Bulletin de l’Occident Chrétien NR.12, Luglio, 1976) “
    Da questi figuri è stato “fatto” il Concilio
    Baum fu un “peritus”, ossia un esperto: di quelli che veramente fabbricavano i documenti nelle commissioni a nome dei loro vescovi, i quali quasi sempre non sapevano né capivano le questioni e nemmeno le manipolazioni, avendo fiducia in quei loro “periti” teologi che si erano portati dai vari paesi. Anzi, ha scritto uno storico del periodo, simpatizzante: “Il Concilio fu fatto da Gregory Baum; ha partecipato a varie commissioni incaricate di preparare i documenti…Cominciando a lavorare nel novembre 1960, finì insieme al Concilio nel dicembre 1965, una esperienza che culminò con la sua stesura del primo testo di Nostra Aetate”, appunto quel documento che dichiara non necessaria la conversione degli ebrei.
    Il teologo Baum.
    Ora a 93 anni, costui racconta di aver avuto il primo rapporto omosessuale a 40 anni con un uomo “incontrato in un ristorante di Londra; fu eccitante..”, però non si spretò, conducendo una doppia vita per decenni come ascoltatissimo e influentissimo “teologo”; solo molto tempo dopo gettò la tonaca e – chissà perché – sposò una “ex suora divorziata” (pure divorziata…); la quale però, racconta lui, “non fece problema, quando traslocammo a Montreal nel 1986, e io incontrai Normand, un ex prete, e mi innamorai di lui”. Normand “era gay e accettò ben volentieri il mio abbraccio sessuale”.
    Il meglio però è perché decise di non fare acting-out: ”Non ho professato pubblicamente la mia omosessualità perché questo atto di onestà avrebbe ridotto la mia influenza come teologo critico”.
    Questo ha agito per mezzo secolo a “riformare” la Chiesa, in assoluta malafede. Questo, invece di liberare la Chiesa, noi e anche se stesso andando a vivere la sua vita da libero finocchio, volle restare al solo scopo di mantenere il potere – di “teologo importante” e “autorevole” – per sovvertire dall’interno la morale di una organizzazione che gli dava – diciamo – lo stipendio e da cui traeva la sua “autorità”. Ingannando e offendendo così anche l’ultimo dei fedeli.
    Ora, spero si capisca che anche la più laicista delle organizzazioni, il partito radicale, il giornale La Repubblica, la Massoneria – non tollererebbe un simile fenomeno di malafede, al suo interno un membro influente che gli lavora contro, di nascosto, dissimulando la sua appartenenza ad un altro partito o giornale. Lo smaschererebbe, lo licenzierebbe. Come minimo, gli toglierebbe ogni diritto di parlare per l’organizzazione.
    Invece, solo la Chiesa cattolica pullula di queste doppiezze e disonestà che parlano a nome di una fede su cui sputano in privato, e di un Cristo cui non credono. Il Concilio Vaticano II è stato praticamente scritto e plasmato da anime doppie come Baum; il perito cui tanto devono il cardinal Kasper e Bergoglio, l’eminenza grigia dietro le quinte di tutte le innovazioni, il gesuita Karl Rahner, mentre con altezzosa sicumera di cattedratico “lavorava” al Concilio Vaticano II scriveva lettere erotiche all’amante Luise Rinser : “Coccolina” lui, “Pesciolino” lei, infantilismi vezzosi.
    LE LETTERE VIETATE DEL GESUITA INNAMORATO - la Repubblica.it
    Vi prego di capire che non è moralismo sessuofobico. E’ il senso di offesa che un cittadino di una patria (la fede cattolica lo è) prova per dei colpevoli di alto tradimento. Che hanno ingannato tutti i credenti – i concittadini – con la loro doppia vita e dissimulazione, mancanza di sincerità e di franchezza – una viltà abietta che una patria punisce con la fucilazione alla schiena. Come hanno osato ingannarci? Per decenni ci siamo sforzati di obbedire al Concilio, accettandone le ambiguità, stranezze e discutibili novità; adesso questo, a 93 anni e mezzo secolo dopo, ci viene a dire impunemente che la sua “autorità” come teologo era un trucco per adattare la Chiesa al suo vizio privato. Come osa?
    E soprattutto: che Concilio è il Vaticano II, fabbricato da questi falsari morali? Perché dobbiamo obbedire a Nostra Aetate che contraddice le parole di Cristo e di Pietro sugli ebrei?
    CONTO SUL UN ALTRO SACCO DI ROMA. E SO CHE NON MANCHERA'. - Blondet & Friends

    Papa Francesco quattro anni dopo
    Roberto de Mattei
    Il quarto anniversario della elezione di Papa Francesco vede la Chiesa cattolica lacerata da profonde divisioni. «È una pagina inedita nella storia della Chiesa – mi dice con tono preoccupato un alto prelato vaticano – e nessuno può dire quale sarà l’esito di questa crisi senza precedenti».
    I mass media, che fin dall’inizio avevano espresso un massiccio appoggio a papa Bergoglio, cominciano a manifestare qualche perplessità. «Mai si sono viste tante opposizioni al Papa, nemmeno ai tempi di Paolo VI», ammette lo storico Andrea Riccardi, secondo cui, tuttavia, «la leadership papale è forte» (Corriere della Sera, 13 marzo 2017). Troppo forte per molti che accusano il Papa di autoritarismo e che vedono la conferma del clima di paura che regna in Vaticano nelle contestazioni anonime espresse da manifesti, epigrammi, video che girano sul web. Sarcasmo e anonimato sono le caratteristiche del dissenso che si produce nei regimi totalitari, quando nessuno osa uscire allo scoperto per timore delle ritorsioni del potere.
    E oggi nella Chiesa la resistenza a papa Bergoglio cresce. Il sito LifeSiteNews ha pubblicato una lista dei vescovi e cardinali che hanno pubblicamente espresso il loro appoggio o la loro opposizione ai “dubia” presentati il 16 settembre 2016 al Papa da quattro cardinali. Non sono pochi, e ad essi si deve aggiungere la voce di chi, come il cardinale Joseph Zen Ze-kiun, critica il pontificato bergogliano per la sua politica in favore del governo comunista cinese, che definisce «dialogo con Erode».
    I cattolici fedeli all’insegnamento perenne della Chiesa denunciano la novità di un pontificato che, de facto, stravolge la morale tradizionale. I novatori sono insoddisfatti di un’“apertura”che avviene in maniera solo implicita, senza materializzarsi in gesti di reale frattura con il passato. Il corrispondente dello Spiegel Walter Mayr, lo scorso 23 dicembre, ha riportato alcune parole che il Papa avrebbe confidato a un gruppo ristretto di collaboratori: «Non è escluso che io passerò alla storia come colui che ha diviso la Chiesa Cattolica».
    La sensazione è di essere alla vigilia di uno scontro dottrinale interno alla Chiesa, che sarà tanto più violento quanto più si cercherà di evitarlo o di rinviarlo, con il pretesto di non incrinare un’unità ecclesiale che da tempo è dissolta. Ma c’è una seconda guerra che incombe, questa volta non metaforica. Il quarto anniversario del pontificato ha coinciso con le pesanti minacce del premier turco Recep Tayyip Erdoğannei confronti dell’Olanda, colpevole di non offrire le sue piazze ai propagandisti del sultano di Ankara. Lo stesso Erdogan, lo scorso novembre, ha minacciato di inondare l’Europa di milioni di migranti se Bruxelles interromperà i negoziati per un rapido ingresso della Turchia nell’Unione Europea. Ma per papa Francesco queste masse migratorie sono solo un’opportunità.
    Proteggere i migranti è un «imperativo morale» ha ribadito nei giorni scorsi il Papa, che dopo l’istituzione di un dicastero pontificio per lo Sviluppo umano integrale, ha conservato per sé la delega ai migranti. Un brillante scrittore francese, Laurent Dandrieu, ha pubblicato un saggio dal titolo Église et immigration. Le grand malaise (Presses de la Renaissance, Paris 2016) in cui denuncia l’atteggiamento politico di papa Bergoglio, titolando un capitolo del suo libro: Da Lepanto a Lesbo, la Chiesa in un’idolatria dell’accoglienza?
    Mentre l’Europa è sommersa da un’ondata migratoria senza eguali, papa Francesco, ha fatto del «diritto ad emigrare» e del «dovere di accogliere» i capisaldi della sua politica, dimenticando il diritto delle nazioni europee di difendere la propria identità religiosa e culturale. È questa la “conversione pastorale” che egli esige dalla Chiesa: la rinuncia alle radici cristiane della società, su cui tanto avevano insistito Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, per dissolvere l’identità cristiana in un confuso calderone multietnico e multireligioso.
    Il teologo prediletto del Papa, Víctor Fernández, Rettore della Pontificia Università Cattolica Argentina, spiega che la «conversione pastorale» va intesa, come una trasformazione «che conduca tutta la Chiesa ad una “Uscita da sé”, rinunciando a centrarsi su sé stessa», ovvero ad una rinuncia della Chiesa alla propria identità e alla propria tradizione, per assumere le molteplici identità proposte dalle periferie del mondo.
    Ma l’invasione migratoria produce necessariamente una reazione dell’opinione pubblica, in difesa di tutto ciò che oggi è minacciato: non solo l’identità culturale, ma gli interessi economici, la qualità della vita, la sicurezza delle famiglie e della società. Il Papa dice che respingere gli immigrati è un atto di guerra. Ma il suo appello all’accoglienza indiscriminata alimenta la guerra.
    Papa Francesco quattro anni dopo | CR ? Agenzia di informazione settimanale


  3. #283
    Forumista senior
    Data Registrazione
    15 Dec 2011
    Messaggi
    1,596
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Il Verbo di Dio si è fatto carne

    Esorcizziamo
    Pubblicato da Berlicche
    “Eminenza, la prego, aiuti nostra figlia!”
    Il sorriso del cardinale si incrinò impercettibilmente. Interruppe l’intervista che stava concedendo ai giornalisti di “Donna Oggi” e si rivolse alla coppia che, abbracciata e tremante, aspettava da lui un cenno.
    “Carissimi, se vi rivolgerete all’ufficio diocesano sono sicuro…”
    “Non ci ascoltano! La prego! E proprio qui accanto!” disse la donna, torcendosi le mani.
    Il cardinale sospirò. “Quanto le serve? Se…”
    “Non è questione di soldi! Nostra figlia è indemoniata!”
    Il prelato si arrestò a metà frase. Con lentezza, disse “Carissimi, come credo sappiate spesso un buon psicologo…”
    La madre scoppiò a piangere. Il padre la strinse. “Fuggiti! Sono fuggiti tutti! Crediamo che…Dio ci scampi, crediamo che ci si veramente il demonio dentro nostra figlia!”
    Il cardinale sbirciò con la coda dell’occhio i due giornalisti che, con le antenne dritte, aspettavano la sua reazione. Non si poteva rifiutare.
    Sospirò. “E va bene, vengo a dare un’occhiata.” Preceduto dalla coppia entrò in una casa dall’altra parte della strada. Fece un cenno ai reporter. “E’ una questione privata, sarebbe meglio che aspettaste qui fuori”.
    L’interno dell’appartamento era a soqquadro. “Al piano di sopra…” “Meglio aspettiate qui anche voi”, suggerì il prelato ai genitori.
    Mentre saliva le scale diede un’occhiata all’orologio. Era meglio non metterci troppo, aveva un’inaugurazione tra cinquanta minuti.
    Pochi dubbi su dove fosse la ragazza. Una nebbia fetida e verdastra filtrava da sotto una porta. Il cardinale l’aprì.
    C’era, all’interno della stanza, un letto macchiato di ogni genere di liquami. Una ragazza di forse dieci anni, in camicia da notte, levitava un buon metro sopra le lenzuola. Il suo volto era deformato da una smorfia immonda. “Ah, un prete? Sei venuto a cercare di scacciarmi?” ringhiò, con voce cavernosa.
    Il cardinale si fermò, perplesso. “Perché, scusa? E’ camera tua, questa, no?”
    Il volto demoniaco aggrottò le ciglia. “Eh?”
    “Ho detto: è camera tua, no, bambina?”
    Una lunga lingua azzurrina saettò tra le labbra screpolate della ragazza. “Io abito in questa ragazzina, adesso!”
    Il prelato annuì. “Va bene. Se questo ti detta la tua sensibilità sono sicuro che si può trovare un accomodamento.”
    “Non riuscirai…come?”
    “Ho detto che è importante trovare la propria dimensione spirituale. Se la tua convinzione è di essere posseduta da…ehm…una cretura infernale…”
    “Ma quale convinzione! Io sono davvero un demone!” La ragazzina girò la testa di 180 gradi. “Convinto, pretonzolo?”
    “E’ stupefacente cosa possa fare la psicologia delle persone” disse il prelato. “L’hai visto in qualche film?”
    “Ma quale film? Io sono l’originale!” gridò con timbro animalesco la creatura.
    “La ricerca di originalità nei giovani è importante. Carissima, credo che se parlassi con i tuoi genitori potremmo aiutarli a capire i tuoi desideri nascosti…”
    La ragazzina atterrò con un tonfo sul letto. “Vuoi dire che non sei qui per l’esorcismo?”
    Il cardinale rise. “Ah, il rito dell’esorcismo è superato. Era frutto di antiche concezioni del peccato, legate ad una personalizzazine tipica delle civiltà semitiche. Ormai sappiamo che il male è frutto della società, di un disagio. Vuoi che ne parliamo?”
    “Parlare… questo vuole parlare…” la ragazza sembrava molto agitata. “Vuoi dire che non credi che io esista?”
    “Esistere? Certo che esisti. Per i giovani è molto importante che qualcuno dica loro che esistono, che c’è chi li ama, li stringe in un abbraccio…”
    “Ah! Ho trovato!” Fece l’indemoniata. “Abbraccio? Io so che tu…”
    Il cardinale la lasciò parlare, sbirciando ogni tanto verso la porta, assicurandosi che fosse chiusa. Quando ebbe finito, la ragazza aveva un ghigno di trionfo sul volto. “Allora? Non ti chiedi come faccio a sapere queste cose?”
    “Evidentemente frequenti cattive compagnie. Dovresti lasciare perdere internet” disse il cardinale. “Oppure è una specie di candid camera. Ovviamente nego decisamente questa ricostruzione dei fatti.”
    L’indemoniata pestò i piedi. “Insomma, non capisci? Nessun essere umano poteva sapere queste cose!”
    “E’ proprio questo: non c’è nessuna prova. Ed io nego decisamente.” Il cardinale restò serio ancora qualche secondo, poi disse “Una ragazzina come te certi, ahem, fatti di vita non li dovrebbe conoscere. Ma rientra anche questo nei segni dei tempi, che dobbiamo comprendere ed accogliere.”
    La bambina ululò. “Insomma, non capisci? Io sono un demonio, il Nemico del tuo dio! Sto possedendo un’innocente! Perché non mi combatti?”
    Il prelato ridacchiò. “Oh, no davvero. Sei solo una proiezione antropomorfa della libido e del senso del male presente nei preadolescenti. Con un adeguato percorso di introspezione, confrontandoti con te stessa riuscirai a scendere a patti con la tua diversità, con il tuo essere unica e accolta.”
    La piccola indemoniata si strappò i capelli incrostati di sudiciume “Insomma, mi stai dicendo che per te non esisto davvero?”
    “Ma no, esisti, esisti! Tu sei importante per me! I giovani…”
    “Agh, ma quale giovane! Io sono più vecchio dell’universo stesso…”
    “Capisco che certe volte ci si possa sentire così, ma l’importante è comprendere come non siamo limitati dal nostro male. In fondo il male non esiste davvero, è solo questione di scelte personali forzate dall’ambiente che di per sé…”
    La bambina guardò il sacerdote, spazientita.
    “Insomma, proprio niente esorcismo?”
    “Quello che bisogna esorcizzare è la paura di non vedersi accettati.”
    “Acqua santa? Crocefissi?”
    “Mia cara bambina, quelli sono solo simboli. Sarebbe grave non rispettare…”
    “Insomma, vecchio, dimmelo chiaramente: tu non credi in me.”
    “Ma no, cara, io credo in te: nei tuoi progetti, nella tua giovinezza…”
    “Ma neanche in…quello lassù, allora?”
    “Chi, piccolina?”
    La ragazzina alzò le braccia. “Basta. Non lo reggo più. Me ne vado. Dovrei essere contento, ma credo che dovrò andare da uno psicologo. Non so più chi sono. Non so neanche se ci sono davvero…”
    Una specie di fumo nero uscì dalla bocca della indemoniata, aleggiò verso il bagno, si infilò nello scarico e scomparve. I lineamenti della ragazzina ormai libera si rilassarono, tornando quelli di una piccola della sua età.
    Quando il cardinale e la bambina scesero dalle scale i genitori l’abbracciarono piangendo, mentre i giornalisti filmavano e intervistavano. “Dev’essere veramente un santo”, esclamò la madre asciugandosi le lacrime.
    Barbariccia pescava anime dannate dalle pozze di pece quando adocchiò Malacoda che si trascinava verso la sua bolgia, la coda che strisciava per terra. “Giornataccia?”, gli chiese.
    Il demone scosse la testa. “Non me ne parlare”.
    https://berlicche.wordpress.com/2017.../esorcizziamo/

    Nuova rivelazione su Fatima, l'apostasia nella Chiesa
    di Marco Tosatti
    Oggi esce in Spagna un libro di José Maria Zavala, intitolato “El secreto mejor guardado de Fatima”, il Segreto meglio custodito di Fatima. E’ un’opera piuttosto ampia, di 330 pagine, in cui si ripercorre la storia delle apparizioni del 1917, e del Terzo Segreto. L’autore, convertito al cattolicesimo, è un giornalista molto noto in Spagna, e autore di una trentina di opere di storia e religione. Nel libro c’è anche una conversazione molto interessante con don Gabriele Amorth, scomparso di recente.
    Ma il libro contiene una parte che - se confermata come autentica - non può non rivelarsi clamorosa.
    Racconta José Maria Zavala di aver ricevuto sulla posta del suo sito web una mail, anonima. Non c’era né testo, né oggetto; solo un allegato. La mail era nella cartella spam. L’ha aperta, e dopo un po’ di esitazioni ha aperto l’allegato. Era una lettera manoscritta, in portoghese, intitolata JMJ. La lettera consta di 24 righe.
    José Maria Zavala l’ha fatta tradurre, e poi ha chiesto una perizia calligrafica a una professionista del settore, Begona Slocker de Arce, perito calligrafo dei tribunali di Giustizia, riconosciuta dalla Società Spagnola di Grafologia, perita calligrafa diretta del professore Francisco Alvarez (ex capo della Jefatura di investigazione e criminalistica della Guardia Civile), professore “tutor” nei corsi di Madrid di perito calligrafo giudiziario. E con altri titoli ancora.
    La perizia, molto dettagliata (occupa venti pagine di libro) si conclude così: “Il documento ‘dubitado’ (cioè quello da studiare. N.D.R.) a cui ci si riferisce qui come Terza Parte non rivelata del Segreto di Fatima, è stato realizzato dalla stessa mano del documento ‘indubitado’ (il testo di riferimento, certamente autentico N.D.R.) corrispondente alla Prima e alla Seconda Parte del Segreto di Fatima redatto di proprio pugno da Suor Lucia dos Santos nella sua Terza Memoria del 31 agosto del 1941”.
    Ecco il testo, nella nostra traduzione. Abbiamo mantenuto la spaziatura originale. Il testo comincia con le sigle JMJ, e la data: “Tuy, 1/4/1944”.
    E continua così:
    “Adesso vado a rivelare il terzo frammento del segreto; questa parte è l’apostasia nella Chiesa. Nostra Signora ci mostrò una visione di un individuo che io descrivo come ‘il “Santo Padre’, davanti a una moltitudine che stava lodandolo.
    Però c’era una differenza con un vero Santo Padre, lo sguardo del demonio, questo aveva gli occhi del male.
    Poi, alcuni momenti più tardi, vedemmo lo stesso Papa entrare in una Chiesa, però questa Chiesa era la Chiesa dell’inferno, non c’è modo di descrivere la bruttezza di questo luogo, sembrava come una fortezza fatta di cemento grigio, con gli angoli rotti e le finestre come occhi, aveva un picco sul tetto dell’edificio.
    Subito alzammo lo sguardo verso Nostra Signora che ci disse avete visto l’apostasia nella Chiesa, questa lettera può essere aperta dal Santo Padre, però deve essere annunciata dopo Pio XII e prima del 1960.
    Poiché il dogma della fede non è conservato a Roma, la sua autorità sarà rimossa e consegnata a Fatima.
    La cattedrale di Roma deve essere distrutta e una nuova costruita a Fatima.
    Se 69 settimane dopo che questo ordine sia annunciato, Roma continua la sua abominazione, la città sarà distrutta.
    Nostra Signora ci disse che questo è scritto, Daniele 9,24-25 e Matteo 21, 42-44”.
    Così terminava il messaggio.
    Abbiamo contattato José Maria Zavala via mail, chiedendogli alcuni chiarimenti sul modo in cui era giunto in possesso del documento, ma ha risposto che preferisce, vista la delicatezza dell’argomento, e la poca affidabilità dello strumento di posta elettronica, rispondere a voce, in un incontro che avverrà nelle prossime settimane.
    Se il documento fosse autentico risolverebbe certamente molti degli interrogativi che sono stati posti in passato sulla completezza dello svelamento, e sulle contraddizioni che sono emerse durante gli anni, legate a testimonianze di chi aveva letto le memorie di Suor Lucia, e chi aveva visto il documento. Il testo del libro, per esempio coinciderebbe con il singolo foglio, visto in controluce nella busta destinata al Papa, dal vescovo di Leiria-Fatima mons. Venancio. E la possibilità che una parte del Terzo Segreto riguardasse problemi di fede e di apostasia nella Chiesa è stata ventilata più volte nei decenni passati. E naturalmente fare riferimento a una controversia ancora aperta, e che proprio in questi giorni è tornata di attualità, legata alle presunte dichiarazioni fatte dall’allora cardinale Ratzinger a un suo amico di antica data, Ingo Dollinger, sacerdote e professore di teologia.
    Se si tratta di un falso, bisogna riconoscere che è un falso di altissima qualità. E naturalmente si aprirebbe la questione di chi l’ha forgiato, e perché; e perché l’ha inviato a un giornalista e scrittore così noto in Spagna per la sua testimonianza professionale ed esistenziale di fede cristiana.
    Sarà naturalmente molto interessante sapere se, e quale eventualmente sarà, la risposta della Santa Sede agli interrogativi aperti da questo nuovo clamoroso sviluppo della saga di Fatima. Una conferma di quanto Benedetto XVI avrebbe rivelato qualche mese fa nel corso di un colloquio privato: “Fatima non è finita”.
    Nuova rivelazione su Fatima, l'apostasia nella Chiesa

    Comunicare che cosa ? Il Nulla
    PICCOLI SEGNI DI UNA CATASTROFE GRANDE
    Mi viene tra mano una copia del Piccolo Missionario, mensile dei missionari comboniani destinato ai giovani. Precisamente, una copia del gennaio 2017, che celebra vistosamente il Novantesimo Anno della rivista (1927 – 2017).
    Ricordo, con commozione e gratitudine, che io leggevo il Piccolo Missionario tra il 1950 e il 1960 (scuole elementari e medie), abbonamento donatomi da una anziana zia premurosa della mia formazione. E infatti anche grazie a quella lettura imparai ad amare e ammirare i missionari cattolici e a considerare un dovere prioritario della Chiesa quello di evangelizzare i popoli pagani e di convertirli, e ancora penso così pur avendo un po’ di cultura in più.
    Perciò tutto contento dell’occasione di tornare all’età bella, ho preso a sfogliare il giornaletto. Ma che cosa ho trovato ?
    60 pagine illustrate e colorate, per comunicare che cosa ? Il Nulla. Non si parla MAI di Dio, non si parla di fede, non di conversione; niente di niente su Gesù Cristo (vedi sotto), né sulla Madonna; non si nomina la Chiesa cattolica, niente Papa, niente vescovi e sacerdoti, niente missionari e missionarie, niente martiri e testimoni della fede; nessuna parola sui sacramenti, né Battesimo, né Eucarestia, né altri; silenzio completo sulla morale cattolica. I Novissimi, la vita eterna ? e che roba è ? Ossia non c’è una sola riga, dico una riga, che faccia capire che codesto dovrebbe essere un giornaletto cattolico. (Qualcuno potrebbe pensare che sia il programma delle Scholas Occurrentes e del loro sponsor).
    E quindi, detto quello che non c’è, qual è invece il riempiticcio delle 60 pagine? Mi limito a poche perle.
    Due paginette per ricordare che il giornale fu fondato nel 1927, e per accennare ai suoi sviluppi tipografici, ma che dovesse essere uno strumento di apostolato è messo tra così tante parentesi che bravo sarà chi se ne accorge.
    Due paginette in cui si parla di un regno imprecisato (e chi se ne? noi siamo repubblicani) – troppo impegnativo sarebbe scrivere Regno di Dio. E ne parla un ragazzetto un po’ svagato e strambo, che si firma Yashua; ora, c’è gente che parla di Yahshua (notate la differente grafia), inventandosi che codesto sarebbe il nome ebraico di Gesù – ma noi perché dovremmo baloccarci con archeologismi d’accatto, rivelatori di un’ideologia dalla quale tutto il Nuovo Testamento e San Paolo ci ammoniscono a staccarci, dando a Gesù il suo nome greco, passato in latino, e tradotto in italiano? Codesto Yashua che non ha mai sentito parlare di Gesù il Cristo Salvatore, nomina en passant sua madre, una certa Maria che legge il Talmud, noncurante che si tratti di una raccolta di testi (a) successivi di alcuni secoli a Gesù Cristo, (b) pieni di calunnie blasfeme e invettive contro la Vergine Santissima e il suo Divin Figlio.
    Due paginette sui Profeti d’Africa, che non sono San Daniele Comboni e i suoi eroici missionari che col sangue hanno fecondato la Nigrizia, macché, è il noto marxista Frantz Fanon (un must del terzomondismo sessantottino – vi accorgete di essere sempre in ritardo?), e una riga è dedicata anche al Che Guevara, che liberò Cuba (!! scritto così, senza virgolette, senza ridere! quello che per il comico Ficarra è “Sceghevara, uno che fa magliette”).
    Una paginetta anche per le monache, ma mica per le missionarie cattoliche, macché: 500 monache buddiste, che hanno fatto un lungo tour montano in bicicletta, per propagandare l’uguaglianza tra uomo e donna, capirai.
    E ancora, due storie a fumetti, che insegnano a credere non nel Credo Apostolico, ma nella magia e nella superstizione: una visita magica nella piramide di Cheope, e un incontro ravvicinato con Babbo Natale; davvero formative e spirituali!
    La galleria degli orrori non è finita, ma ne ho abbastanza e mi fermo. E mi aspetto che salti fuori qualche “benaltrista”. “Se tali cose si fanno al legno verde, che cosa sarà fatto al legno secco?» (Luca 23,31).
    https://apostatisidiventa.blogspot.i...ulla.html#more



    Il Papa nel Duomo di Milano, seduto davanti al Ss.mo Sacramento
    Rigiriamo una amara constatazione fatta da Antonio Socci.
    Il papa, in visita pastorale a Milano, entra in Duomo (bontà sua) e visita il Santissimo Sacramento. Non si inginocchia e si mette seduto su una bella poltrona attorniato da altri prelati in piedi...
    Fino qui Socci.
    A questo aggiungiamo alcune meste considerazioni:
    a) il Papa visita il Santissimo non all'altar maggiore (che sarebbe stata un'occasione buona e giusta per dare visibilità ad un momento di degno culto a Dio) ma nella cripta, quasi fosse una questione privata, da fare di nascosto e in fretta.
    b) l'inginocchiatoio non è stato nemmeno predisposto. Vuol dire che il cerimoniere del duomo ha avuto ordine di non metterlo proprio. Non solo il papa non lo vuole usare ma proprio non lo vuole manco tra i piedi, l'inginocchiatoio.
    C) inoltre, ma solo alcuni forse se ne accorgono, Francesco davanti al santissimo non si è nemmeno tolto la papalina. (A pensare che era detta "solodeo", cioè da togliersi "solo davanti a Dio" sacramentato).
    D) l'espressione e la postura, le mani non giunte sono l'antitesi di una predisposizione orante, di adorazione di NSGC sacramentato. Chissà cosa starà pensando... Secondo me si sarà pure scocciato di dover fare sta sosta nella cripta. A vedere lo sguardo pare proprio apatico. Sembra ignorare Dio presente nel Santissimo.
    Conclusioni: Papa Francesco proprio non intende compiere atti di latria a Domine Iddio (che a Lui solo sono riservati!).
    MiL - Messainlatino.it: Il Papa nel Duomo di Milano, seduto davanti al Ss.mo Sacramento

    Fiducia e sequela. Elenco dei sostenitori dei 'Dubia' dei 4 Cardinali
    Voci non corrette, diffuse in questi giorni su blog e reti sociali sotto forma di "spifferi" anonimi su un presunto ripiego dei 4 cardinali in ordine all'atto di “correzione formale”, mi inducono ad esprimere alcuni pensieri con l'aggiunta di un elenco dei sostenitori dei Dubia.
    Per resistere alla confusione effetto delle rivoluzionarie ambiguità vaticane enfatizzate dai soliti corifei e da una capillare penetrazione nel clero, non ci resta che ricorrere alla Sacra Scrittura, al magistero perenne, al Catechismo della Chiesa Cattolica, ai sacramenti e alla preghiera. Tuttavia è indispensabile avere anche punti di riferimento attuali e concreti che, oggi come oggi, possiamo individuare in quei cardinali che hanno dimostrato con i fatti di avere a cuore la salus animarum. E dunque il pensiero corre, in primis, ai “Quattro cardinali” autori dei Dubia, che hanno ricordato e riaffermato pubblicamente e autorevolmente, l'insegnamento costante della Chiesa, per poi guardare anche ai vescovi che hanno espresso il loro sostegno e ricordare che non sono mancati chierici studiosi e fedeli che ne condividono spirito e contenuti dando anche un loro contributo.
    Noi abbiamo guardato con fiducia (e continuiamo a farlo) ai quattro cardinali, che del resto non sono soli. Riportiamo di seguito un sommario elenco di vescovi e cardinali che pubblicamente hanno espresso il loro sostegno ai dubia, ai quali aggiungo i prelati studiosi e fedeli che hanno fatto sentire le loro voci:
    Cardinale Willem J. Eijk, marzo 2017 - Appello al papa affinché pubblichi un "documento magisteriale" di condanna della filosofia gender e collegati, che amplia il fronte della desistenza e negligenza dell'attuale Pontefice, fronte del quale il silenzio sui Dubia è solo un ulteriore aspetto.
    Mons Luigi Negri: [qui] 6 Marzo 2017 - «L’Amoris Laetitia ha bisogno di una specificazione, purtroppo la guida ultima della Chiesa ancora tace. Io penso che il Santo Padre debba rispondere»
    Arcivescovo Charles J. Chaput: 3 marzo 2017 - John Allen: «Pensa che il Papa debba rispondere ai dubia?» Chaput: «Sì. Penso che sia sempre bene rispondere, chiaramente, alle domande»
    Cardinale Joseph Zen [qui]: 16 feb 2017 - «Una rispettosa richiesta alla quale i cardinali hanno titolo ad avere chiarezza»
    Vescovo Huonder [qui] febbraio 2017 - La santità del vincolo matrimoniale. L'Amoris Laetitia e le indicazioni di Monsignor Huonder al suo clero
    Mille sacerdoti (le Confraternite del Clero Cattolico negli Stati Uniti, Gran Bretagna, Australia e Irlanda) [qui] febbraio 2017 - Una risposta definitiva alle questioni dibattute in relazione al documento papale «È gravemente necessaria per correggere l’abuso dell’esortazione apostolica che mina la tradizione sacra»
    Tomash Peta, Arcivescovo Metropolita dell’arcidiocesi di Maria Santissima in Astana; Jan Pawel Lenga, Arcivescovo-Vescovo emerito di Karaganda e Athanasius Schneider, Vescovo ausiliare dell’arcidiocesi di Maria Santissima in Astana [qui]: gennaio 2017 - «Appello (pubblicato e diffuso in sette lingue) alla preghiera perché il Papa confermi l'insegnamento (e la prassi) costante della Chiesa sulla indissolubilità del matrimonio»
    Vescovo Andreas Laun: 23 Dicembre 2016 - «Ho letto le preoccupazioni dei quattro cardinali, e sono d'accordo con loro!»
    Cardinale Renato Raffaele Martino [qui]: 16 DICEMBRE 2016 - «Ѐ lecito in tema di dottrina rivolgere al Papa un parere ed è anche giusto rispondere»
    Cardinale Paul Josef Cordes [qui]: 12 dicembre 2016 - «Con un tono obiettivo, i quattro cardinali hanno chiesto la rimozione di dubbi sul testo [Amoris Laetitia]»
    Cardinal Robert Sarah [qui] - dicembre 2016 - «Neanche un Papa può sciogliere una legge divina»
    Vescovo James D. Conley [qui]: 5 Dicembre 2016 - «Le domande poste al Santo Padre hanno lo scopo di contribuire al raggiungimento di chiarezza»
    Cardinale George Pell [qui]: 29 novembre 2016 - «Come si può non essere d'accordo con una domanda?»
    I Vescovi polacchi [qui]: novembre 2016 - Il presidente del Consiglio per la famiglia della conferenza episcopale della Polonia appoggia la lettera su AL inviata al Papa: «Domande legittime»
    Vescovo Athanasius Schneider: è stato il primo ad intervenire (vedi in fondo all'elenco), ma poi ha anche espresso il suo sostegno ai cardinali [qui]: 23 novembre 2016 - «I quattro cardinali hanno fatto solo il loro dovere fondamentale, in quanto vescovi e cardinali»
    Vescovo Jan Wątroba [qui]: 23 novembre 2016 - «Ogni vescovo e pastore si trova coinvolto in simili domande»
    Vescovo Józef Wróbel [qui]: 22 novembre 2016 - «I quattro cardinali hanno fatto bene a chiedere chiarimenti su Amoris Laetitia. Semmai era doveroso rispondere loro. Il primato della carità comincia dai vicini».
    80 personalità cattoliche [qui] (che nella petizione pubblica successiva sono diventate 26.500) settembre 2016 - rendono pubblica una «Dichiarazione di fedeltà all’insegnamento immutabile della Chiesa sul matrimonio e alla sua ininterrotta disciplina»
    Robert Spaemann [qui] aprile 2016 - «È il caos eretto a principio con un tratto di penna»
    Ventitré studiosi di cinque continenti rilanciano l'appello dei quattro cardinali al papa: [qui] «La barca di Pietro è senza timone».
    Stanislaw Grygiel, Docente ordinario di Antropologia filosofica al Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia di Roma [qui]: «Verità, non compassione. Ѐ questo che i cardinali chiedono al Papa»
    Due grandi studiosi laici, John Finnis e Germain Grisez [qui]: Dopo i cinque “Dubia”, adesso arrivano gli otto “Errori”
    45 teologi, filosofi, storici e pastori di anime: luglio 2016 [qui]: «Critica teologica sull'Esortazione post-sinodale Amoris Laetizia».
    Vescovo Athanasius Schneider: aprile 2016 [qui]- «Il paradosso delle interpretazioni contraddittorie di Amoris laetitia»
    Chiesa e post concilio: Fiducia e sequela. Elenco dei sostenitori dei 'Dubia' dei 4 Cardinali

    Insulti ai cardinali e "nuova Chiesa del popolo"
    di Riccardo Cascioli
    C'è un’aria sempre più pesante nella Chiesa: chiunque osi soltanto mostrare qualche perplessità su alcuni interventi di papa Francesco o semplicemente ribadisca le verità di fede che la Chiesa ha sempre annunciato, finisce nel mirino dei nuovi giacobini papisti. L’ultimo in ordine di tempo a fare le spese di questo clima è il Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il cardinale Gerhard Muller, che sarà questa sera a Trieste per un incontro nel quadro dell’iniziativa della cattedra di san Giusto.
    Ebbene il suo arrivo è stato preceduto da una lettera di protesta del solito gruppetto catto-comunista, a cui ha fatto da sponda il quotidiano locale (laicista) Il Piccolo: “Raccolta firme contro l’arrivo del cardinale anti-Bergoglio”, titolava il giornale. Ormai basta affermare la centralità della dottrina nell’appartenenza alla Chiesa per scatenare la caccia alle streghe.
    Il caso di Trieste è grave, meriterebbe un intervento deciso da parte della Sala Stampa della Santa Sede, ma chissà perché ci sentiremmo di scommettere sul silenzio. Forse perché ultimamente assistiamo, ad esempio, a continue e impunite esternazioni imbarazzanti contro i cardinali che hanno firmato i Dubia, ad opera di persone vicine al Papa. È il caso presentato nei giorni scorsi dal vaticanista Sandro Magister, che ha pubblicato alcuni stralci degli interventi del vescovo Bruno Forte e dello storico della Chiesa Alberto Melloni lo scorso 9 marzo a Roma, in occasione di una conferenza. Se Forte ha indicato i seminatori di dubbi quale causa di «insicurezze e divisioni tra i cattolici e non solo», Melloni l’ha buttata sulla derisione definendo i cardinali «quattro ciliegie che si credono la metà del ciliegio».
    Il 25 febbraio c’era stato invece un attacco pesante di don Vinicio Albanesi, fondatore della comunità di Capodarco, che, ricevuto in udienza con la sua comunità, aveva invitato il Papa a lasciare perdere «quanti cincischiano con i dubia. Sono un po’ farisei e nemmeno scribi, perché non capiscono la misericordia con cui lei suggerisce le cose». Incredibile che si possa parlare così pubblicamente di cardinali davanti al Papa, e c’è da dire che da parte del Pontefice non c’è stata alcuna obiezione.
    Del resto, lo stesso papa Francesco nella recente intervista al giornale tedesco Die Zeit, ha espresso parole ben poco lusinghiere nei confronti del cardinale Raymond Burke. Il tema era la vicenda dell’Ordine di Malta, ma l’accusa di incapacità rivolta a quello che resta nominalmente il cardinale patrono dei cavalieri di Malta, è senza precedenti.
    Ai Dubia dunque non arrivano risposte, in compenso arrivano insulti a chi li ha formulati. E soprattutto accuse di disobbedienza, di ostilità nei confronti del Papa, di seminatori di zizzania e via di questo passo. Ma per capire questi attacchi vale la pena ricordare chi sono i nuovi inquisitori. Abbiamo citato Alberto Melloni, persona che si picca di essere molto vicino a papa Francesco, e sicuramente tra i più insistenti nell’insulto ai cardinali dei Dubia.
    Nell’incontro pubblico di cui all’inizio dell’articolo, Melloni dopo aver definito come «improprio lo strumento stesso delle domande fatte al Papa», afferma che vescovi e cardinali non hanno il diritto di trattare il Papa da imputato. Ora, a parte che i Dubia sono uno strumento previsto e molte volte usato per chiarire il senso di alcuni documenti e non solo, bisogna ricordare che il Melloni oggi “papista” è lo stesso Melloni firmatario di un documento di aperta contestazione a san Giovanni Paolo II.
    Correva l’anno 1989, Giovanni Paolo II era papa da 11 anni, e teologi e intellettuali di sinistra non potevano sopportare un’interpretazione del Concilio Vaticano II che non andasse nel senso di una rottura con la Chiesa precedente e della fondazione di una nuova Chiesa. Meno che mai potevano sopportare che il Papa nominasse dei vescovi non in linea con la rivoluzione in corso. Così dopo un durissimo testo del teologo modernista Bernard Haring (sarà un caso che ora sta tornando di moda?) che contestava il Papa in materia di morale sessuale, nel gennaio 1989 esce la Dichiarazione di Colonia, un attacco frontale al Papa firmato da 162 teologi. Iniziativa che viene poi replicata in Olanda, Spagna, Francia, Belgio e altri paesi.
    E in maggio è seguita dalla Lettera ai cristiani di 63 teologi italiani, che non riconoscendosi nel Magistero di Giovanni Paolo II decidono di farsi loro stessi magistero rivolgendosi direttamente al popolo di Dio. Non solo Melloni è tra i firmatari: ovviamente ci sono i suoi soci della “Scuola di Bologna”, il fondatore Giuseppe Alberigo in testa; c’è il priore della Comunità di Bose Enzo Bianchi, c’è l’attuale vice-presidente della Conferenza episcopale italiana e vescovo di Novara Franco Giulio Brambilla; ci sono i nomi più noti della teologia italiana, i cui testi tuttora fanno scuola nei seminari e nelle università pontificie. E molti di loro sono fra gli attuali “papisti”, censori e fustigatori di quanti ricordano che non esiste la Chiesa di Francesco ma esiste la Chiesa di Cristo.
    Ma basta dare un’occhiata alle rivendicazioni di allora per capire cosa sta accadendo oggi: la richiesta di una “svolta pastorale”, libertà dei teologi dal Magistero, lo “spirito del Concilio” contro “la lettera del Concilio”.
    Allora c’era Giovanni Paolo II; adesso che c’è papa Francesco bandiera della “svolta pastorale”, e gli stessi personaggi invocano il centralismo romano, nomine dei vescovi dall’alto in barba a tutte le procedure tradizionali, obbligo di una sola linea teologica, punizione severa per chiunque intendesse obiettare.
    È l’evidenza che le posizioni di certi “papisti”, turiferari e guardiani della rivoluzione, non hanno niente a che vedere con l’amore per la Chiesa: è solo un’operazione ideologica per fare avanzare un’agenda che rompe con la tradizione, al fine di affermare una “nuova Chiesa del popolo”. E si sa, quando il popolo lo vuole, non c’è spazio per Dubia.
    Insulti ai cardinali e "nuova Chiesa del popolo"


 

 
Pagina 29 di 29 PrimaPrima ... 192829

Discussioni Simili

  1. carne della nostra carne
    Di cireno nel forum Fondoscala
    Risposte: 10
    Ultimo Messaggio: 31-01-14, 09:24
  2. Il verbo avere e il verbo dovere in napoletano
    Di Peppe Sombrero nel forum Fondoscala
    Risposte: 14
    Ultimo Messaggio: 17-05-12, 23:51
  3. Il verbo di Vendola
    Di Quayag nel forum Padania!
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 22-12-10, 12:08
  4. Sondaggio: chi è il più verbo di POL?
    Di Nicki (POL) nel forum Il Seggio Elettorale
    Risposte: 15
    Ultimo Messaggio: 08-07-06, 18:28
  5. Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 11-10-04, 15:15

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
Single Sign On provided by vBSSO

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224