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Discussione: Le delizie della società multietnica

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    Predefinito Re: Le delizie della società multietnica

    SOSTITUZIONE ETNICA: GOVERNO INVIA 50 MASCHI AFRICANI IN PAESINO DI 135 ABITANTI
    VALLEVE — Proteste a Valleve per l’arrivo di 50 richiedenti asilo nel paesino della Valbrembana.
    Ieri il movimento di destra Casapound ha affisso uno striscione dal messaggio più che eloquente. “A San Simone prosegue la grande sostituzione”. È la frase che si legge sullo striscione affisso da CasaPound Italia Bergamo a Valleve, dopo l’arrivo di 50 richiedenti asilo.
    “Le valli bergamasche – ricorda una nota di Cpi – soffrono sempre di più la disoccupazione e uno stato di abbandono da parte delle istituzioni, che ne stanno determinando lo spopolamento. Di fronte a questa situazione c’è chi pensa di infilarsi nel business dell’accoglienza per ricavarsi la sua fetta di profitto”.
    “In questo modo però – prosegue il movimento – si colpiscono direttamente le famiglie che vivono dell’indotto del turismo e, di conseguenza, si mette a rischio l’intero tessuto sociale di questa zona. Come capita sempre con il traffico di uomini, per pochi che troveranno il loro tornaconto molti pagheranno un prezzo salatissimo”.
    “San Simone – prosegue Casapound – è per lo più composta da case vacanze e insieme al paese di Valleve conta 135 abitanti: non può sostenere l’accoglienza di questi 50 profughi, a cui probabilmente seguiranno altri in futuro. Oltre a danneggiarne il turismo, una delle principali fonti di reddito della zona, in questo modo rischia di mettere in atto in breve tempo una vera e propria sostituzione etnica”.
    Ora ci sono più giovani maschi africani che italiani, a Valleve. Il futuro che il PD vuole per l’Italia.
    http://voxnews.info/2017/06/01/sosti...-135-abitanti/

    ANCHE IKEA FINANZIA L’INVASIONE: SOLDI A MEDICI SENZA FRONTIERE PER TRAGHETTARE CLANDESTINI
    Un’altra multinazionale che finanzia l’invasione: Ikea.
    Da mercoledì 31 maggio fino a domenica 11 giugno per ogni pantofola NJUTA venduta, IKEA donerà 1,99 euro a favore di Medici Senza Frontiere per il progetto #MILIONIDIPASSI. Inoltre durante tutto il periodo della campagna, per qualsiasi acquisto ogni cliente avrà la possibilità di aderire al progetto donando 1 euro.
    La campagna #MILIONIDIPASSI si inserisce all’interno dei numerosi interventi che MSF opera a sostegno dei profughi lungo tutto il loro percorso di migrazione. La collaborazione tra IKEA e MSF ha inizio nel 2004.
    Ma attenzione, come nel caso di Coop, ci sono motivazioni più prosaiche di quello che viene pubblicizzato. Non è strano che le multinazionali finanzino l’invasione: hanno bisogno di carne fresca per la loro produzione a basso costo e di futuri clienti per i loro prodotti sempre più scadenti. Immigrazione e Globalizzazione sono essenziali alla desertificazione del tessuto produttivo e al trionfo delle multinazionali: siano queste UBER o Ikea. Che è famosa per l’utilizzo del lavoro forzato ed è una delle più capaci a camuffarlo come ‘opera buona’.
    Ma c’è di più. Non è solo un investimento a lungo termine. Ogni euro che Ikea investe nel traghettamento di clandestini dalla Libia o dalla Turchia, rientra moltiplicato. Ciò che è infatti dannoso alla stragrande maggioranza della popolazione, non necessariamente lo è per tutti. Anzi, è altamente probabile che sia un fenomeno estremamente lucrativo per pochi.
    Con l’arrivo dei ‘profughi’, Ikea fa tali e tanti affari, da avere esaurito la propria scorta di letti e materassi. Il colosso svedese ha comunicato che i suoi negozi in Svezia e Germania sono a corto di materassi e letti, ‘grazie’ alla domanda statale per l’afflusso senza precedenti di richiedenti asilo nei due paesi. Pagano, ovviamente, i contribuenti svedesi e tedeschi.
    http://voxnews.info/2017/05/30/anche...e-clandestini/

    TUBERCOLOSI TRA I PROFUGHI, SI INFETTA FAMIGLIA LOCALE: SINDACO CHIUDE SCUOLA MEDIA
    «Tre immigrati malati di tubercolosi tra i richiedenti asilo alloggiati a San Potito Ultra». Lo conferma il Prefetto, Carlo Sessa, dopo le richieste di chiarezza da parte della popolazione, a seguito della chiusura della scuola media di Avellino, Leonardo Da Vinci, per un caso di tubercolosi che ha colpito un bambino di San Potito che la frequenta. Poi parlano di vaccini (che sono giusti, senza esagerare nel fanatismo), questi politici criminali al governo. E’ contro la loro idiozia che ci dovremmo vaccinare.
    La disposizione del Comune irpino dopo che un alunno di dodici anni del vicino centro di San Potito Ultra, che frequenta la scuola del capoluogo irpino, è stato portato in ospedale con i sintomi della malattia. Prima di lui, come riferisce Il Mattino, era stata la sorellina a essere ricoverata e poi dimessa dall’ospedale Santobono di Napoli con gli stessi sintomi e infine anche a loro padre era stata diagnosticata una forma di tubercolosi.
    «Non voglio parlare di allarme tubercolosi. Stiamo continuando a monitorare i centri d’accoglienza. E il servizio sanitario può affrontare al meglio la situazione. Sul caso di San Potito le dico quanto appreso dal collega che si occupa dell’accoglienza. Fra gli ospiti del paese ci sarebbero tre infetti. Ma la situazione è sotto controllo». E’ sotto controllo, dice il prefetto. Si scopre che un’intera famiglia di un paesino infestato da profughi prende la Tubercolosi, e che questa è presente all’interno del centro profughi: ma è tutto sotto controllo.
    Intanto, tutti gli alunni della scuola sono sotto profilassi. Dopo i fatti di ieri, comunque, molti si chiedono se si possa parlare di emergenza. Anche a causa degli altri sette casi di tubercolosi che si sono registrati nell’ultimo mese.
    http://voxnews.info/2017/06/01/tuber...-scuola-media/



    SGOZZATORE ISLAMICO CHIEDE DANNI A COMMENTATORE FACEBOOK: “RAZZISMO”
    Nella società attuale, pensare e scrivere è ormai un reato. Quasi l’unico ‘reato’ che viene perseguito. Così ormai li vocabolario pullula di neologismi demenziali come ‘xenofobia’ e ‘omofobia’ per poi scadere nel delirante ‘afrofobia’. Come se la paura non non fosse sinonimo di intelligenza, ma un crimine. Accade così che Abraham Ukbagabir, il richiedente asilo eritreo che nel 2015 sgozzo madre e figlia in un negozio Ikea, chieda i danni a chi ha parlato male di lui su Facebook: razzismo.
    Ukbagabir ha chiesto alcune migliaia di euro di risarcimento ad un cittadino svedese che lo avrebbe descritto in modo negativo per la sua razza e lo si sarebbe augurato di vederlo morto. Sentimento al quale, con sincerità, ci uniamo.
    http://voxnews.info/2017/06/01/sgozz...book-razzismo/

    BRANCO MULTIETNICO STUPRA RAGAZZINA IN STABILE ABBANDONATO
    Una banda multietnica composta da 2 marocchini e 1 italiano (quasi sicuramente per cittadinanza acquisita) ha stuprato una ragazza. I tre bastardi sono stati arrestati dalla polizia con l’accusa di avere sottoposto a violenza sessuale aggravata di gruppo una ragazza di 20 anni. Il fatto è avvenuto a Crema (Cremona) il 25 maggio all’interno di uno stabile abbandonato e gli arresti sono stati compiuti due giorni dopo, come è stato riferito oggi in una conferenza in questura a Cremona.
    Le indagini hanno preso avvio dopo la denuncia presentata dalla ragazza. Gli indizi hanno trovato iniziale riscontro nel referto medico stilato dai sanitari dell’ospedale di Crema che hanno fornito le prime cure e hanno riscontrato inequivocabili tracce della violenza subìta. Le indagini, svolte dal commissariato di Crema e coordinate dalla Procura di Cremona, hanno consentito di individuare, sulla base della descrizione riferita dalla vittima, sia il luogo del reato, sia i tre rintracciati e arrestati poco dopo. I fermi sono stati convalidati dal gip che ha emesso a carico degli indagati le misure cautelari in carcere.
    http://voxnews.info/2017/06/01/branc...e-abbandonato/

    IBRAHIM, IL PROFUGO CHE PICCHIA GLI ANZIANI HA COLPITO ANCORA
    Ibrahim, il profugo, ha colpito ancora. Avere pestato due anziani dopo averne occupato casa non è stato sufficiente per tenerlo in carcere o, ancora meglio, espellerlo, così, il ghanese ventiduenne ospite di un hotel per profughi di Marsala e già noto alle forze dell’ordine per le sue continue scorribande cittadine notturne e anche diurne, ha aggredito i passanti.
    Lo scorso 16 maggio era stato arrestato dalla polizia per aver causato violenti tumulti nel centro di accoglienza che lo ospita e in seguito era stato espulso (ma solo dalla struttura) per violenza e danneggiamenti alla struttura dopo che la sua richiesta di ottenere l’asilo politico era stata respinta. Nel suo girovagare, qualche giorno dopo ha rubato nei pressi delle “due rocche”, piccola spiaggia in località Capo Boeo, una bicicletta da donna. Lunedì 29 maggio però è giunta la segnalazione di un cittadino alla Questura che denunciava la presenza di un immigrato di colore (negro) che molestava i passanti a Porta Nuova, piazza frequentatissima nel centro della città di Marsala e quando gli agenti di una volante sono arrivati sul posto, Ibrahim ha tentato la fuga ma è stato raggiunto ed identificato. Alla perquisizione personale è stato trovato in possesso di un coltello vietato con lama di 9 cm. Portato in commissariato si è mostrato ostile nei confronti dei poliziotti ed ha tentato nuovamente la fuga, aggredendo in questa fase uno degli agenti che è caduto a terra mentre un altro è stato morso dal ghanese alla mano. L’agente morso ha ricorso alle cure mediche dell’ospedale “Paolo Borsellino” di Marsala ed è stato giudicato guaribile in cinque giorni salvo complicazioni. La stessa sera del 16 maggio aveva tentato di introdursi nell’abitazione di due anziani coniugi che terrorizzati avevano avvisato le forze dell’ordine.
    http://voxnews.info/2017/06/01/ibrah...olpito-ancora/

    MANCHESTER, MIGRANTI RUBANO FIORI E GIOCATTOLI DA MEMORIALE STRAGE ISLAMICA
    Manchester – Mark McNally, 43 anni, ha bloccato due migranti, probabilmente islamici, mentre rubavano oggetti e fiori dal memoriale per le vittime della strage islamica al concerto di Ariana Grande.
    Questo detto, la memoria si onora con azioni, non con fiorellini e oggettini. Questa è la femminilizzazione della società occidentale che ne accompagna il declino nella tomba. Rassicurandola come una mamma. Urge una reazione. Forte. Dura. ‘Incivile’.
    http://voxnews.info/2017/06/01/manch...rage-islamica/



    PROFUGHI RIFIUTANO VOLONTARIATO: “PREFERISCONO BIGHELLONARE IN PAESE”
    Non chiedete ai richiedenti asilo di fare volontariato – in realtà a pagamento, visto che ricevono 35€ al giorno in vitto, alloggio assistenza e paghetta per gli stravizi – nell’attesa lo Stato italiano non riconosca loro lo status di rifugiati, visto che solo il 2,7 ne ha davvero ‘diritto’.
    Un caso esemplare potrebbe essere quello di Gragnano Trebbiense (Piacenza). Qui i richiedenti asilo sono 24, su 4.600 abitanti. Sono arrivati “a sorpresa” nel 2015, grazie a una società privata che ha vinto una gara d’appalto per l’accoglienza indetta dalla Prefettura.
    Il sindaco Patrizia Calza: “Ci siamo subito accorti che questi richiedenti asilo venivano alloggiati e sfamati, ma non veramente gestiti – ha raccontato – per questo ci siamo attivati. Non ci piace che ci siano persone che per mesi girino per il paese senza fare nulla, non sapendo come ammazzare il tempo. È indecoroso per chi deve accoglierli, ma anche per loro. Non sono dei pacchi da collocare in un posto e basta”. Così nell’agosto 2016 il Comune ha chiesto ai 24 rifugiati di firmare un patto di volontariato. Di quei 24 hanno risposto sì in 18, “gli altri hanno rifiutato ogni tipo di impegno”. E di questi 18, conclude il sindaco, “solo tre hanno garantito un lavoro continuativo e serio”.
    Nemmeno il 10 per cento. E questo secondo un sindaco fanatico dell’accoglienza.
    http://voxnews.info/2017/05/31/profu...nare-in-paese/

    PROFUGO VIOLENTA DONNA ITALIANA DI 70 ANNI, ARRESTATO IN CENTRO PROFUGHI
    Un cittadino del Gambia, ospite del Cara di Borgo Mezzanone, è stato sottoposto a fermo di polizia perchè ritenuto responsabile di aver aggredito e usato violenza nei confronti di una signora di 70 anni residente a borgo Mezzanone.
    Il cosiddetto profugo (del Gambia!), che è stato fermato dagli agenti della squadra mobile della questura di Foggia, dovrà rispondere di violenza sessuale e rapina.
    Il 23 maggio scorso l’africano si è avvicinato alla donna e dopo averle strappato alcuni oggetti personali, si è denudato, tentando la violenza. Solo le grida disperate di aiuto della donna avevano impedito lo stupro grazie all’intervento dei residenti che avevano fatto fuggire lo straniero. La donna era stata poi trasportata al pronto soccorso degli Ospedali Riuniti di Foggia dove le erano state riscontrate ferite e contusioni giudicate guaribili in 25 giorni.
    Dopo l’aggressione i residenti della borgata avevano protestato per tutta la notte posizionando bidoni della spazzatura sulle carreggiate dell’unica via di accesso, impedendo la circolazione anche a mezzi pubblici.
    I centri profughi di tutta Italia vanno sgomberati. Sono covi di stupratori. Ormai le violenze commesse da finti profughi non si contano più.
    http://voxnews.info/2017/06/03/profu...ntro-profughi/

    TITOLARI CENTRI ACCOGLIENZA USAVANO PROFUGHI PAGATI DA CONTRIBUENTI PER SOSTITUIRE LAVORATORI ITALIANI
    “In un caso, 3 persone responsabili di un’impresa agricola, pagavano gli operai venti euro per quattordici ore consecutive nei campi mentre, in un altro, altre tre persone responsabili di una struttura di accoglienza per profughi, sfruttavano gli extracomunitari ospiti”.
    Titolari di imprese edili, agricole e commerciali, 29 in tutto, denunciati dai Carabinieri di Isernia nell’ambito di un’indagine contro il caporalato. L’attività, predisposta dal Comando Interregionale Carabinieri “Ogaden” di Napoli, ha visto l’impiego di tutte le Stazioni, dei Nuclei Operativi e Radiomobile, del Nucleo Investigativo provinciale e del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Isernia.
    “I lavoratori a nero erano spesso costretti a turni di lavoro massacranti, non adeguatamente retribuiti e ridotti quasi in uno stato di schiavitù”. I reati contestati ai denunciati vanno dalla intermediazione illegale allo sfruttamento lavorativo, fino alle violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro.
    “In un caso, 3 persone responsabili di un’impresa agricola, pagavano gli operai venti euro per quattordici ore consecutive nei campi mentre, in un altro, altre tre persone responsabili di una struttura di accoglienza per profughi, sfruttavano gli extracomunitari ospiti”.
    Dall’inizio dell’anno sono complessivamente 90 le persone denunciate in operazioni dell’Arma dei Carabinieri in provincia di Isernia a tutela dei lavoratori, ottantadue le attività imprenditoriali in cui sono state riscontrate irregolarità, cinquanta i lavoratori a nero segnalati e di oltre mezzo milione di euro il valore complessivo delle sanzioni contestate durante i controlli.
    La presenza di questa massa di persone degrada il mercato del lavoro e impedisce il miglioramento tecnologico della produzione:
    L’immigrazione di massa è un freno allo sviluppo e una disgrazia per i lavoratori.
    http://voxnews.info/2017/05/30/titol...tori-italiani/

    MIGRANTI: “TAGLIAMO LA TESTA AI CRISTIANI”
    Sono stati espulsi dall’Italia due migranti cresciuti in Italia, di 25 e 29 anni e di nazionalità marocchina, per motivi di ‘sicurezza dello Stato’ dopo che avevano espresso più volte frasi minacciose e di fondamentalismo islamico, come ‘Tagliamo la testa ai miscredenti cristiani, nel nome di Allah’. Il primo dei due viveva a Brescia ed era titolare di permesso di soggiorno.
    Conoscente del foreign fighter (figli di migranti nati in Europa che vanno a combattere con ISIS) El Abboubi Anas, arrestato nel giugno 2013 dalla Digos della questura di Brescia, per i reati di addestramento ad attività con finalità di terrorismo internazionale’ e successivamente affiliato all’ISIS. La polizia ha detto che “le indagini hanno poi documentato l’adesione del marocchino espulso all’ideologia jihadista”.
    Il secondo invece viene da Perugia dove non aveva fissa dimora. Senza permesso di soggiorno e senza fonte di reddito, era stato segnalato alla polizia nel 2010 perché era un imam e responsabile di un centro di Preghiera a Perugia. Inoltre la polizia ha fatto sapere che “Il marocchino espulso è stato oggetto di mirati approfondimenti investigativi in quanto, in occasione di una predica recentemente tenuta a Perugia, avrebbe divulgato messaggi dal tenore radicale, invocando il taglio della testa per i non credenti e invitando i presenti, se chiamati da Allah, a sacrificare la propria vita”.
    Pensate a quelle migliaia che non esprimono le loro idee, ma che le mettono o metteranno in pratica…Sono tra noi.
    http://voxnews.info/2017/06/02/migra...-ai-cristiani/

    Ius soli, Delrio torna alla carica: "Cittadinanza a figli immigrati"
    Il ministro vuole lo ius soli: "Che male può venire se un ragazzo nato qui diventa italiano?". Così la sinistra vuole regalare la cittadinanza italiana agli immigrati
    Sergio Rame
    "Il Parlamento ce la farà". Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio torna alla carica.
    Torna, infatti, a premere l'acceleratore sullo ius soli. "Avremo una nuova legge sulla cittadinanza - assicura in una intervista a Repubblica - ".
    Quella sullo ius soli è una riforma divisiva. Da una parte la sinistra, che vuole regalare a tutti gli immigrati che nascono in Italia la cittadinanza, dall'altra la destra che, a fronte dell'emergenza immigrazione e dei continui attentati terroristici nel Vecchio Continente, preannuncia l'esplodere di una bomba sociale. Eppure, mentre la politica si confronta sulla nuova legge elettorale per riuscire ad andare al voto entro la fine di settembre, Delrio preme l'acceleratore per arrivare all'approvazione in parlamento della nuova legge sullo ius soli. "Siamo fiduciosi - dice nell'intervista a Repubblica - che, come si è trovato un accordo su altro di cui tanto si è parlato in questi giorni, si troverà il tempo per festeggiare la Repubblica dando una nuova legge di cittadinanza".
    "Che male ci può venire se un ragazzo nato in Italia diventa italiano o se lo diventa dopo che ha completato un ciclo di studi invece che attendere fino alla maggiore età?", incalza il ministro nell'intervista pubblicata proprio nel giorno della Festa della Repubblica. "Diamo dunque a questi giovani - esorta, infine, Delrio - la possibilità di vivere da uomini liberi, come parte di una comunità, prendendo parola nelle decisioni per il bene comune e contribuendo a realizzarle".
    Ius soli, Delrio torna alla carica: "Cittadinanza a figli immigrati" - IlGiornale.it



    La stretta di Trump sui clandestini: boom di immigrati irregolari arrestati
    Oltre 41mila immigrati irregolari in manette nei primi cento giorni della presidenza Trump. In aumento anche gli arresti di migranti sprovvisti di documenti ma senza precedenti penali
    Alessandra Benignetti
    Negli Stati Uniti i primi cento giorni della presidenza di Donald Trump sono stati contrassegnati da un boom degli arresti di migranti irregolari entrati clandestinamente in territorio americano.
    A dirlo sono i dati ufficiali diffusi mercoledì dalla Immigration and Custom Enforcement (ICE), l’agenzia federale responsabile del controllo della sicurezza delle frontiere e dell’immigrazione negli Stati Uniti. Secondo quanto riporta Usa Today, citando i dati diffusi dall'agenzia, nel periodo compreso tra il 22 gennaio e il 29 aprile, sono finiti in manette 41.318 immigrati, per una media di 400 arresti al giorno. Un numero che è aumentato del 38% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
    Il direttore dell’ICE, Thomas Homan, ha fatto sapere che l’agenzia si sta concentrando sui migranti sprovvisti di documenti e con precedenti penali. I dati mostrano però come l’aumento più significativo riguardi, in realtà, gli arresti dei migranti senza precedenti penali. Il numero dei migranti senza precedenti penali, arrestati solo per il fatto di non essere in possesso dei documenti, è salito, infatti, a 10.845 persone: quasi il triplo rispetto allo stesso periodo del 2016, in cui gli arresti erano stati 4.242. A questo proposito, Homan ha chiarito che anche i migranti senza precedenti penali compiono un “atto criminale” entrando senza documenti, quindi illegalmente, negli Stati Uniti.
    Per l'amministrazione Trump, i dati confermano gli impegni assunti dal presidente durante la campagna elettorale e la corretta applicazione delle nuove norme contro l’immigrazione clandestina. L’espulsione dei migranti senza documenti, ed in particolare di quelli con precedenti penali, già condannati o accusati di aver commesso reati, era stata disposta, infatti, con un ordine esecutivo firmato dal presidente americano lo scorso 25 gennaio, a pochi giorni dal suo insediamento alla Casa Bianca. Il giro di vite sugli immigrati irregolari senza precedenti penali è stato bollato, invece, dai Democratici e dagli attivisti pro-migranti, come un’offensiva ingiustificata e come il risultato della “campagna di paura” promossa dall’amministrazione Trump contro gli immigrati.
    La stretta di Trump sui clandestini: boom di immigrati irregolari arrestati - IlGiornale.it



    Venezia, prete caccia un’anziana: “La casa serve ai profughi, è un ordine di Bergoglio”
    VENEZIA – Ordini di Bergoglio. Di fronte all’arrivo dei sedicenti profughi raccattati ogni giorno in Libia, le parrocchie devono a mettere a disposizione case o spazi in un’ottica di accoglienza diffusa. A spese degli italiani. E non solo in termini di 35 euro a ‘profugo’ al giorno. Infatti iniziano gli sfratti degli anziani che vivono nelle case del Vaticano.
    A Malamocco, antico borgo di pescatori al Lido di Venezia, c’è un appartamento inagibile perché ha l’impianto elettrico e quello del riscaldamento fuori norma, e la parrocchia, retta da don Cesare Zanusso, non ha i soldi per sistemarli.
    La casa è abitata da una parrocchiana di 77 anni, vedova da tre mesi. Lo scorso gennaio l’anziana ha ricevuto la lettera di sfratto, che oggi per la seconda volta l’ufficiale giudiziario e le forze dell’ordine cercheranno di rendere esecutivo.
    La parrocchia vuole metterlo a disposizione dei sedicenti profughi, in cambio, la Prefettura deve essere disposta a restaurare l’immobile. A spese dei contribuenti.
    «La casa è inagibile, l’impianto di riscaldamento e quello elettrico sono fuori norma, se succede qualcosa la responsabilità è della parrocchia – spiega don Cesare – ora la casa verrà chiusa, noi non abbiamo soldi per restaurarla. Seguendo le parole di papa Francesco, che ha invitato le parrocchie ad accogliere i profughi, potremmo mettere a disposizione la casa se la Prefettura o la Regione sono disponibili a eseguire i lavori necessari ad avere l’agibilità». Osceno.
    L’inquilina oggi si vedrà arrivare per la seconda volta l’ufficiale giudiziario con la forza pubblica. Pubblica e abusiva. Per lei, con la pensione di reversibilità del marito, sarebbe impossibile trovare un’altra casa, finirà per strada.
    Don Cesare parla come un manager, spiega che l’affitto pagato dalla signora è fuori mercato, «con quella cifra non sono in grado neppure di pagare le tasse, è uno sfruttamento della parrocchia».
    Ieri il presidente Danny Carella, assieme a Matelda Bottoni della Consulta della Casa del Comune, l’ha incontrata. «Era molto spaventata dall’idea di essere buttata fuori casa e molto confusa – riporta Carella – mi auguro che si trovi un accordo con la parrocchia».
    Bottoni spiega che avendo una pensione, seppure bassa, la signora non rientra nei canoni previsti per l’Edilizia residenziale pubblica, in quelli ci rientrano solo gli immigrati: «Purtroppo le proposte fatte dalla parrocchia sono avvenute tutte a voce – dice Bottoni – e il parroco non può pensare che la signora riesca a sobbarcarsi i lavori degli impianti e il rialzo dell’affitto a prezzo di mercato: si parla di un importo di 800 euro».
    Vaticano Spa. Vuole i profughi (finti), perché sono un business. Butta gli anziani per strada.
    Venezia, prete caccia un'anziana: "La casa serve ai profughi, è un ordine di Bergoglio" | Riscatto Nazionale

    PARROCO ACCOGLIE 6 MASCHI AFRICANI IN PARROCCHIA E INCASSA 200€ A BOTTA
    SARONNO, Varese – Sei, provenienti da Paesi del centro Africa (subsahariani): è il primo gruppo di sedicenti profughi arrivato a Saronno, sono da ieri sera ospiti della casa parrocchiale di piazza Libertà, nell’ambito del progetto d’accoglienza fortemente voluto dal prevosto, monsignor Armando Cattaneo, pur a fronte di opinioni diametralmente opposte da parte dell’Amministrazione comunale a guida leghista del sindaco Alessandro Fagioli, con la quale nelle ultime settimane non sono mancate le scintille mentre domenica scorsa la Lega per dire di no aveva anche allestito un presidio di protesta in piazza.
    Poche le informazioni sui primi arrivati: da parte della parrocchia non sono state fornite informazioni, sarebbero comunque tutti maschi, assistiti da un mediatore culturale della Caritas ambrosiana, ed abita al terzo piano dello stabile parrocchiale, appositamente sistemato. Al Comune, che come detto a più riprese aveva espresso contrarietà al progetto, ne è stata data comunicazione da parte della prefettura di Varese.
    Insomma, giovani maschi africani nella garconniere del parroco bergogliano. Che per questo servizietto incassa anche 200€ al giorno. Sollazzo a pagamento dei contribuenti.
    http://voxnews.info/2017/05/31/parro...-200e-a-botta/


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    Predefinito Re: Le delizie della società multietnica

    PROFUGHI ARMATI DI SPRANGHE ASSALTANO CITTADINI: “QUI E’ KABUL”
    Panico ieri sera, attorno alle 20, nell’area del Silos accanto alla Stazione ferroviaria. Un gruppo di cittadini in sopralluogo, su iniziativa di “Stop prima Trieste” e “Noi nazionalisti forconi”, è stato aggredito da gruppi di profughi islamici armati che occupano i capannoni fatiscenti.
    I richiedenti asilo pakistani e afghani, sollazzati in zona da varie Ong tra le quali Caritas, armati di spranghe metalliche, tra offese e minacce hanno cercato di allontanare i triestini, tra cui due donne gridando: “Qui è Kabul, non Italia” e ancora “Italia di merda” hanno ripetuto più volte. «Questa è casa nostra, non Kabul» hanno risposto Marco Prelz, Giacomo Sturniolo e Antonio Carrese.
    «Non siamo qui per fare ronde o manifestazioni – spiega in diretta sul posto Sturniolo – ma da privati cittadini, Caritas e Ics sono tanto bravi nel parlare di umanità nell’accogliere le persone mentre qui cè un albergo a cielo aperto, volevamo parlare con un gruppetto e il risultato, dopo dieci minuti, è che stavano venendo alle mani». A fargli eco è Prelz: «Cinque ragazzi ci hanno affrontato con delle spranghe dicendo “Qui non è Italia, questo è Kabul”, non è ammissibile perchè significa che lo Stato ha fallito. Hanno anche tentato di colpire le due donne della comitiva – prosegue – non vogliono aiuto, sono volgari e offensivi». Se la situazione non è degenerata è perchè ad un certo punto sono state chiamate le volanti della Polizia che hanno raccolto le testimonianze sull’accaduto: «Hanno tentato – riferisce ancora Prelz – di toglierci i cellulari dalle mani e di darmi un pugno in faccia ma alla vista dei poliziotti si sono allontanati e nascosti, ormai hanno ghetizzato l’area».
    PROFUGHI ARMATI DI SPRANGHE ASSALTANO CITTADINI: ?QUI E? KABUL, NO ITALIA DI MERDA? ? VIDEO CHOC | Vox

    "Per l'accoglienza dei migranti lo Stato impoverisce la polizia"
    Domenico Pianese, segretario generale del Coisp, attacca: "Per l'emergenza sbarchi uno sforzo enorme: ci ha costretti a ridurre il numero di agenti in strada"
    Giuseppe De Lorenzo
    I numeri fanno impressione. E chi si occupa di sicurezza lo sa: in dieci anni la polizia ha perso 20mila agenti a causa del blocco del turn over. "E pensare che di questi tempi, tra minaccia terroristica e criminalità organizzata, bisognerebbe ampliare e migliorare il controllo sul territorio. Non ridurlo". Domenico Pianese è stato da poco eletto segretario generale del Coisp, il Sindacato indipendente di Polizia, prendendo il posto di Franco Maccari, diventato presidente. "Dobbiamo riuscire a convincere i governi che la sicurezza è un bene primario dello Stato - dice - Dove non c'è criminalità, anche l'economia cresce".
    Pianese, l'Italia sembra essere diventata un porto da cui passano i terroristi che insanguinano l'Ue. Prima Anis Amri ucciso a Sesto San Giovanni e ora Youssef Zaghba, passato da Bologna. Siamo al sicuro?
    "Mentre aumentava la minaccia terroristica, l'Italia ha registrato un trend opposto negli investimenti sulla sicurezza: taglio delle risorse, blocco dei turn-over, carenze di uomini. Così è difficile per le forze armate essere pronte al peggio. La polizia ha carenze di 20mila uomini, lo stesso vale per i Carabinieri. L'intelligence è ottima, ma avrebbe bisogno di nuovo organico".
    Insomma, basterebbe assumere altri poliziotti.
    "I primi campanelli di allarme su un determinato quartiere, città o periferia vengono registrati dalle volanti che battono le strade notte e giorno. Il controllo del territorio è fondamentale. Per questo siamo contrari alla chiusura di commissariati, uffici della Polfer e presidi della Polizia Postale".
    Uffici chiusi e organici ridotti. Sembra che i tagli alla spesa pubblica abbiano azzoppato la polizia...
    "In 10 anni abbiamo subito una riduzione dei finanziamenti per qualcosa come 4 miliardi di euro all'anno.
    Alcuni uffici sono rimasti con due sole persone. Altri che avrebbero bisogno di 200 agenti ne hanno solo 100. Senza contare che il flusso di migranti ha prodotto un impoverimento del sistema di sicurezza".
    In che senso?
    "Faccio un esempio. Se negli scorsi anni per gestire il fenomeno migratorio bastavano 100 unità, adesso la polizia e i carabinieri ne impiegano mille: servono agenti per l'emergenza sbarchi, per i rimpatri, per il controllo dei Cie e via dicendo. Uno sforzo enorme che ci ha costretti a ridurre il numero di personale impegnato in strada. E questo produce un aumento dell'insicurezza per il cittadino".
    Per il 2017 l'esecutivo ha previsto 4,6 miliardi di euro di spesa per l'accoglienza degli stranieri. Guarda caso la stessa cifra che manca al comparto sicurezza ogni anno...
    "È un dato che fa impressione. E non è un caso: la dice lunga sulle scelte fatte negli ultimi anni da tutti i governi. Basti pensare che il pagamento per gli straordinari e le indennità collegate all'immigrazione sono in ritardo di un anno. È inaccettabile".
    Intanto in Italia si discute sulla scarcerazione di Toto Riina.
    "Lo Stato deve innanzitutto garantire il rispetto per la dignità delle vittime. Ricordo che Riina ha ucciso decine di servitori dello Stato che hanno dato la loro vita per fermare il fenomeno eversivo più crudele della storia della Repubblica. Non possiamo dimenticarlo. La sua scarcerazione sarebbe inaccettabile dal punto di vista giuridico è umano. Il 'capo dei capi' ha avuto il barbaro coraggio di sciogliere nell'acido un bimbo. Non merita rispetto".
    Il crollo dell'accordo sulla legge elettorale ha regalato nuovo ossigeno alla legislatura. Forse si arriverà al 2018 e il Parlamento potrebbe approvare il reato di tortura. Che voi non apprezzate.
    "Lo abbiamo detto anche ai parlamentari: siamo contrari a questa legge. Perché è un provvedimento che rischia di generare un reato proprio delle forze di polizia. Il testo attuale è un pastrocchio che non accontenta nessuno".
    Cosa proponete?
    "Tutti noi siamo contrari alla tortura. Ma inserirla così nel codice penale significa supporre che in Italia i poliziotti siano famosi per picchiare i cittadini. È assurdo. Il codice già prevede pene severe per lesioni e altri comportamenti scorretti. Perché aggiungere il reato di tortura?"
    C'è un secondo fine?
    "Sì: l'intento è quello di introdurre norme che blocchino l'operatività delle forze di polizia. Se dovesse essere approvata la legge che fa rientrare nell'istituto della tortura anche la pressione psicologica, pm e agenti non potrebbero più condurre un interrogatorio in serenità. Basterebbe una perizia dello psicologo e anche Riina potrebbe dire di essere stato 'torturato psicologicamente' solo perché è stato incalzato con delle domande. Saremo costretti a chiederci se ammanettare una persona possa turbare o meno la sua psiche. Siamo alla follia".
    "Per l'accoglienza dei migranti lo Stato impoverisce la polizia" - IlGiornale.it

    LUCCA, VOTI MELONI, E TI TROVI IL SENEGALESE IN COMUNE
    Cadono le braccia, e non solo le braccia. Quando un partito parla di identità e di ‘prima gli italiani’, e poi candida nelle proprie liste senegalesi, quel partito ha un problema. E non venite a menarci il labedo con il ‘razzismo’: dire che qualcuno non è italiano solo perché vive qui, non è razzismo, è cogliere la realtà dei fatti. Un gatto che vive in un canile non diventa cane. La natura non è mutevole. Magari, questo Faye, sarebbe un ottimo candidato a Dakar, ma non a Lucca. Non in Italia. Non in un partito come FdI.
    Non è un caso isolato. Diversi movimenti che si definiscono ‘nazionalisti’ fanno calciomercato di altri immigrati. Un controsenso evidente. Da notare che a Lucca, nessun altro partito, non il PD, e nemmeno le frattaglie di estrema sinistra, candida africani. Lo fanno i ‘nazionalisti’. Penoso.
    La tesi principale che muovono coloro che difendono candidature come questa, è “ma è regolare”. Non c’è differenza tra essere invasi da clandestini rispetto che da regolari: cambia il modo, non l’esito finale. Trovarsi un’Italia a maggioranza africana e islamica tra qualche decennio non sarà diverso, se sono ‘regolari’.
    Lucca, voti Meloni, e ti trovi il Senegalese in Comune | Vox



    PROFUGHI SI UBRIACANO CON LA PAGHETTA DEL GOVERNO: «BUONI SPESA USATI SOLO PER ACQUISTARE ALCOLICI»
    I buoni spesa per i sedicenti profughi finiscono nuovamente sotto la lente d’ingrandimento dopo la segnalazione di molti clienti e dipendenti dei supermercati esasperati per la presenza di persone completamente ubriache.
    In un’interrogazione depositata dal consigliere provinciale Maurizio Fugatti viene chiesto alla giunta provinciale se non ritenga doveroso rivedere la lista dei prodotti che i presunti profughi possono acquistare tramite tessera elettronica presso i supermercati che hanno aderito alla convenzione con la Provincia eliminando gli alcoolici.
    Fugatti chiede lumi anche su alcuni profughi che stazionerebbero all’esterno dei supermercati di Rovereto in evidente stato di ebrezza alcolica durante le ore giornaliere e chi si occupa del controllo dei “presunti profughi” e se sia loro possibile portare all’interno delle strutture alcoolici e quali controlli vengano fatti in merito.
    I costi per i contribuenti trentini, per quanto riguarda le tessere elettroniche, negli ultimi tre anni ammonta a circa 1 milione di euro (qui la lista dei negozi dove viene usata la tessera elettronica e le cifre pagate).
    Ma in molti hanno anche ventilato la possibilità che i richiedenti asilo abbiano strutturato un «mercato» nero dei farmaci, che va ricordato, per i richiedenti asilo sono totalmente gratuiti.
    Profughi si ubriacano con la paghetta del governo: «Buoni spesa usati solo per acquistare alcolici» | Vox

    UN ANNO DI SBARCHI CI COSTA IL DOPPIO DELLE PENSIONI MINIME
    Enrico Verga per il Sole24Ore analizza l’impatto degli immigrati sull’economia italiana, con un occhio di riguardo per quelli definiti profughi, ma non solo:
    Arrivi in Italia: 505.378 unità (2014-2016)
    I migranti che interessano direttamente l’Italia sono per lo più prodotti in Africa. Dei tre corridoi indicati dallo IOM quello mediterraneo centrale (che interessa la rotta Libia-Italia) è il più attivo. Dal gennaio 2014 a dicembre 2016 il ministero dell’interno traccia 505.378 migranti sbarcati in Italia. A questi si aggiungono quelli sbarcati sino a oggi (ultimo aggiornamento 24 maggio 2017 dello IOM) <di 50.267 unità (in pratica nei soli primi 5 mesi del 2017 in Italia sono già sbarcati il 10% del totale degli ultimi 3 anni). Nell’area mediterranea dall’inizio 2017 al 24 maggio sono arrivati 60mila migranti, la quasi totalità in Italia, con un trend di traffico in aumento rispetto allo stesso periodo anno 2016.
    Se analizziamo il sito del ministero dell’Interno aggiornato notiamo che le richieste di asilo sono drasticamente aumentate negli ultimi anni. I maggiori richiedenti sono di origine africana, per lo più migranti economici.
    Costo migranti per l’Italia nel 2017: 4,6 miliardi di euro
    “L’impatto complessivo sul bilancio italiano della spesa per migranti, in termini di indebitamento netto e al netto dei contributi dell’Unione europea, è attualmente quantificato in 2,6 miliardi per il 2015, previsto pari a 3,3 miliardi per il 2016 e 3,8 per il 2017, in uno scenario costante, ossia in assenza di un ulteriore acuirsi della crisi. Tale stima tiene conto della spesa per l’accoglienza, per il soccorso in mare e per i riflessi immediati su sanità e istruzione. In particolare, il soccorso in mare vede impegnati oltre ai corpi militari, gli uomini e i mezzi delle Capitanerie di porto e della Guardia di finanza”, spiega il ministero dell’Economia.
    Facciamo i conti della serva, in 3 anni abbiamo: 2,6 + 3,3 + 3,8 = 9,4 miliardi di euro. Il conteggio di 3,8 miliardi di euro, tuttavia, era una previsione. In data aprile 2017 il ministero rivede i conti e fa due previsioni di spesa (quindi non cifre definitive) già superiori.
    Scenario “cauto” (costante) implica una spesa di 4,2 miliardi di euro per tutto il 2017.
    Scenario di crescita (sulla base degli storici direi il più plausibile) 4,6 miliardi di euro. (fonte: pagina 45 del Programma di Stabilità).
    Alcuni paragoni per dare l’idea delle cifre (usando la stima costante)
    L’ultima finanziaria, quella approvata per il 2017, è di circa 27 miliardi. Allo stato attuale delle due stime (costante e in crescita) l’impatto negativo sul Pil sarà negativo: tra 0,25% e 0,27%.
    Pensioni
    1,9 miliardi di euro (nel 2017 per quattordicesime, pensioni basse e Ape) stanziate nella finanziaria vs 4,2 miliardi per migranti nel 2017 (l’industria dei migranti riceve oltre il doppio).
    Piano Casa
    4,5 miliardi per il piano casa vs 4,6 miliardi per i migranti (un po’ di meno per il piano casa che copre tutti i cittadini italiani interessati)
    Dissesto idrogeologico
    7 miliardi (ma in 7 anni, il che significa 1 miliardo l’anno) vs 4,6 miliardi per i migranti (all’industria dei migranti vanno oltre 4 volte tanto)
    La società civile ci guadagna?
    Secondo un’analisi approfondita del Fondo Monetario internazionale (pagina 8 del documento) i costi per l’asilo dei migranti hanno un impatto negativo dello 0,24% (dati del 2016) sul nostro Prodotto Interno Lordo (Pil).
    Sul medio-lungo periodo il Fondo Monetario internazionale cita a pagina 14 un possibile calo del Pil superiore allo 0,40 %.
    La Lady Pesc (la signora Mogherini, ex ministro degli esteri) suggerisce che le “economie europee hanno bisogno dei migranti”.
    Non mi appare del tutto chiaro da dove provengano le fonti che suggeriscano alla Mogherini che essi siano una necessità. Sulla base dei dati IOM una buona parte dei migranti sono di origine umile. Molti con un livello di educazione poco adatto a integrarsi nella società civile europea che sempre più tende a valorizzare una occupazione post industriale.
    La stessa Germania ha deciso una sorta di “selezione all’ingresso” solo per migranti adatti ad integrarsi, che possono portare un vero valore all’economia nazionale.
    RIMESSE: 15.359.000.000 dollari
    I migranti, se trovano lavoro in Italia, sembra che tendano a risparmiare. Ottimo per loro, discutibile per il benessere del sistema economico italiano. Le remittance sono i soldi che i migranti guadagnano qui, risparmiano e spediscono a casa (alle loro famiglie).
    Il Pew riporta (al 31 agosto, anno 2016) una cifra di circa 15 miliardi di dollari usciti dall’Italia diretti in varie nazioni.
    Un anno di sbarchi ci costa il doppio delle pensioni minime | Vox

    In piazza per i migranti. Sindaco si segna i nomi: "Li ospiterete voi"
    La decisione del sindaco di Inzago: "Nessuno è straniero? Bene, i migranti li ospiterete voi. Venite in Prefettura a firmare un documento"
    Claudio Cartaldo
    "Nessuno è straniero? Bene: i migranti li ospiterete voi". Non le manda a dire il sindaco di Inzago, Andrea Fumagalli, eletto nelle fila della Lega Nord.
    Nel piccolo comune che dirige domenica scorsa alcuni citadini avevano organizzato una manifestazione in favore dell'accoglienza dei migranti. Una decina di persone che vorrebbero spingere il primo cittadino ad accettare la ripartizione degli immigrati decisa dalla prefettura.
    La mossa del sindaco
    Ma Fumagalli non ci sta. E passa al contrattacco. Come riporta La Gazzetta dell'Adda, infatti, il sindaco è pronto - se constretto - ad aprire le porte del suo paese ai richiedenti asilo. Ma a quel punto chiamerà uno ad uno i concittadini che hanno manifestato per consegnare loro l'onere dell'accoglienza. "Hanno espresso la loro opinione - ha detto - ma ora mi asopetto anche che si dimostrino coerenti con quanto sostengono".
    La sfida sull'accoglienza dei migranti
    "Se e quando dovesse arrivare la richiesta della Prefettura di ospitare migranti - continua il sindaco - come prima cosa convocherò uno ad uno coloro che hanno manifestato. Se non sbaglio qualuno di loro ha anche appartamenti liberi, in ogni caso gli chiederò di mettere a disposizione i propri immobili firmando un documento in preferruta. Hanno la possibilità di dimostrare coerenza e mettere in pratica ciò in cui credono. Se hanno spazi, li ospiteranno loro".
    In piazza per i migranti. Sindaco si segna i nomi: "Li ospiterete voi" - IlGiornale.it

    RICORDATE VANDALO DEL BUS? SCAPPA DA DOMICILIARI IN COMUNITÀ E COMMETTE NUOVI REATI
    Servirà il carcere minorile, almeno secondo il giudice, per far giungere a più miti consigli uno dei vandali migranti protagonisti di avere rubato un autobus, che poi hanno utilizzato come ariete contro una scuola. Episodio avvenuto lo scorso 21 aprile a Carpi. Uno dei ragazzi, infatti, si è macchiato di nuovi reati durante le scorse settimane, che stava trascorrendo ai domiciliari a Imola presso una comunità minorile, con una forma di custodia in considerata meno dura di quella in cella e volta proprio alla riabilitazione. In pratica era in vacanza pagata dai contribuenti.
    Il 17enne, tuttavia, non ha dimostrato di aver accettato la lezione imposta dall’autorità giudiziaria e si è macchiato di una serie di fatti gravi sui quali hanno indagato gli stessi Carabinieri di Carpi che avevano individuato i tre giovani vandali poche ore dopo il fattaccio.
    Due bus lanciati contro una scuola chiusa nel Modenese. Carpi: dopo furto in un deposito danni ingenti
    Il migrante è accusato di ripetute fughe dalla comunità minorile, durante le quali si è macchiato di altri atti vandalici nel territorio imolese, ma anche di tentati furti ed episodi violenti, alcuni dei quali in concorso con altri. Per questo motivo, nel primo pomeriggio i militari della Compagnia di Carpi si sono portati a Imola e hanno prelevato il giovane, accompagnandolo poi nel carcere minorile del Pratello (BO) dove attenderà il processo.
    Ricordate vandalo del bus? Scappa da domiciliari in comunità e commette nuovi reati | Vox

    LOMBARDIA, REGIONE CERCA 1.000 TUTORI PER COCCOLARE I CLANDESTINI: PAGANO I CONTRIBUENTI
    In Lombardia servono almeno 1000 volontari che facciano da tutori ai minori stranieri non accompagnati. “La Lombardia è la prima regione a dare seguito concreto a questa legge – spiega il Garante regionale, Massimo Pagani (Lega) – Ad aprile 2017 erano censiti 1075 minori stranieri non accompagnati, a cui andrebbero aggiunti quelli presenti ma sconosciuti alle Prefetture e quelli in arrivo con i flussi migratori in corso. Il Consiglio regionale si farà carico economicamente della formazione dei tutori, ma la gestione non sarà affatto semplice. Serviranno mediatori culturali, esperti e consulenti da affiancare ai tutori volontari dei minori, spazi fisici per la formazione e le attività di aggiornamento, percorsi per l’inserimento scolastico”.
    Ma che brava, la Regione Lombardia, è la prima a dare seguito ad una legge voluta dal PD. Potevate aspettare dopo le elezioni e non ‘dare seguito concreto’. Stiamo scherzano: inserimento scolastico, mediatori, tutor? Una pletora di nuovi parassiti foraggiati dai contribuenti lombardi per coccolare un migliaio di clandestini, quasi sempre albanesi?
    Lombardia, Regione cerca 1.000 tutori per coccolare i clandestini: pagano i contribuenti | Vox

    MINNITI ECCITATO: “SBARCHI DURERANNO PER I PROSSIMI 20 ANNI”
    “L’immigrazione è un fenomeno che durerà almeno per i prossimi venti anni”, se lo augura il ministro abusivo dell’Interno Marco Minniti, in visita a Lucca, una delle città il cui sindaco più ha accolto con soddisfazione clandestini, spiegando come la diffusione dei fancazzisti sul territorio sia l’unica soluzione per governare i flussi. Governare i flussi significa impedire che i clandestini entrino, non andarli a prendere in Libia e poi spargerli sul territorio, ma l’intelligenza non è una delle migliori qualità dei ministri PD, di cui Minniti è uno dei più brillanti esponenti.
    “Questa è la scelta che abbiamo fatto in accordo con i sindaci e con l’Anci. Bisogna puntare su una capacità di accoglienza – ha proseguito – che non sia più legata all’esistenza dei grandi centri di accoglienza. L’obiettivo che io mi sono posto e’ quello del superamento dei grandi centri di accoglienza”. Certo, come no.
    Minniti eccitato: ?Sbarchi dureranno per i prossimi 20 anni? | Vox

    PROTESTE E SENTINELLE CONTRO LO FOLLIA IUS SOLI: “E’ LINEA DEL PIAVE”
    “A seguito dell’ulteriore perdurante e massiccio afflusso sulle coste italiane di cittadini stranieri richiedenti la protezione internazionale, si è reso necessario rivedere, rispetto alle stime iniziali, il numero dei cittadini richiedenti la protezione internazionale, nei confronti dei quali assicurare il servizio di accoglienza e assistenza”, -è quanto si legge sul sito della Prefettura di Vicenza che ha aggiornato dopo poco più di due mesi il nuovo bando che inizialmente prevedeva posti letto per 2600 persone, mentre la stima attuale è aumentata a 2900 posti letto che i funzionari della prefettura ricercano nel territorio provinciale anche attraverso strutture ricettive che contengano fino a 150 persone.
    “All’inizio dell’anno avevamo previsto che il 2017 sarebbe stato l’anno dei record -spiega Alex Cioni, portavoce del comitato antiprofughi PrimaNoi. Il nuovo bando è la palese dimostrazione che avevamo ragione ma dimostra ancora di più, quanto sia importante non cedere di un metro. Guai a noi se ci arrendiamo all’assuefazione, oggi più di ieri -aggiunge Cioni- è urgente che in ogni paese ci siano delle sentinelle pronte ad attivarsi come delle cellule dormienti per contribuire a rendere l’estate bollente e insopportabile ai funzionari della prefettura e di quei Comuni intenzionati ad aderire alla rete Sprar”.
    Ma c’è un altro fronte di contestazione che in queste ore si sta organizzando in tutta Italia e così nel vicentino, e riguarda la legge dello IusSoli che presumibilmente andrà in discussione al Senato giovedì prossimo, mentre all’esterno del parlamento sono previste numerose manifestazioni di protesta a cui prenderanno parte i rappresentanti del comitato vicentino. “Abbiamo deciso di impegnarci anche in questa battaglia, strettamente legata alla questione profughi, con l’obiettivo di costituire un coordinamento provinciale trasversale che vada oltre i partiti, le sigle e gli schieramenti. Fermare la legge genocida dello IusSoli è la priorità di queste ore che mette in secondo piano ogni altra cosa” -hanno spigato i membri del direttivo. “Dobbiamo essere pronti ad una collaborazione che vada oltre le logiche partigiane, altrimenti c’è poco da fare, siamo già estinti -è l’accorato appello del comitato. Ai veneti di buona volontà diciamo che è il momento di prendere coscienza che l’opposizione all’immigrazione selvaggia, così come alla legge razzista che intende regalare la cittadinanza agli immigrati, deve essere recepita come la nostra linea del Piave”.
    Proteste e sentinelle contro lo follia Ius Soli: ?E? linea del Piave? | Vox

    COSTRETTE A BARRICARSI IN CASA PER NON ESSERE STUPRATE DAI PROFUGHI CHE GIRANO A BRANCHI
    A Mezzanone la gente è esasperata ed ha paura. Ormai è costretta a barricarsi in casa per non correre il rischio di essere vittima delle aggressioni da parte di migranti e richiedenti asilo che bivaccano nella piazza della borgata”. L’on. Michele Bordo, presidente PD della Commissione Politiche UE della Camera, rilancia l’allarme sulla “degenerazione del clima sociale all’interno del borgo che ha bisogno sempre più urgentemente degli interventi necessari a ripristinare l’ordine pubblico”.
    “Ogni giorno ricevo decine di messaggi e telefonate dai residenti terrorizzati e che temono per la propria incolumità. I ragazzini non sono più liberi di giocare negli spazi aperti del borgo, i cittadini di passeggiare e i commercianti vivono con l’ansia che scoppino tafferugli dentro e fuori i loro negozi.
    Il contesto sociale, già molto difficile per la presenza di migliaia tra richiedenti asilo politico, ospitati nel vicino CARA, e migranti che trovano lavoro nei campi, molti dei quali vivono in una baraccopoli abusiva a pochi chilometri, è adesso aggravato dalla presenza di gruppetti di persone che girano armati per la borgata con l’intento di spaventare ed eventualmente aggredire i cittadini stranieri”. Si chiama legittima difesa, Bordo. Da un governo di abusivi che invia stupratori in un quartiere.
    “Quanto fatto fino ad oggi dal Governo evidentemente non è sufficiente. È necessario intervenire subito per ridurre drasticamente il numero degli stranieri presenti nel borgo, smantellare la baraccopoli e, soprattutto, attivare un posto fisso di Polizia. Non c’è più tempo da perdere. La situazione rischia di sfuggire di mano da un momento all’altro. I cittadini della borgata non ne possono più di vivere una condizione così difficile dal punto di vita sociale e dell’ordine pubblico. Chiederò al ministro Minniti, al quale ho presentato un’altra interrogazione parlamentare, di venire personalmente a rendersi conto della situazione ed a presiedere una riunione con i vertici delle forze dell’ordine per individuare le soluzioni operative più efficaci da adottare rapidamente e prima che sia troppo tardi”.
    In realtà è sufficiente, dipende da quale era l’obiettivo del governo.
    Costrette a barricarsi in casa per non essere stuprate dai profughi che girano a branchi | Vox

    LA MADRE DEL TERRORISTA METICCIO: “ORA MIO FIGLIO È IN PARADISO”
    La madre del meticcio Youssef Zaghba, uno dei tre terroristi entrati in azione negli ultimi attacchi islamici a Londra, è tornata a parlare ieri sera su La7, ormai è una dive. E ha difeso l’islam, che come sostiene la ha dato la “pace”. Anche a Londra e Manchester ha portato pace: eterna.
    Accusa invece internet, colpevole di aver mostrato a suo figlio quei video che poi lo hanno radicalizzato. E’ colpa dei video. Vedrete, useranno la follia islamica per censurare internet a noi persone normali.
    Poi ripercorre il viaggio del figlio verso Turchia: “Lo hanno fermato a Bologna mentre si stava imbarcando per Instambul. Era sospetto: un solo biglietto d’andata. Ed è stato fermato”. Era il marzo del 2013. “Mi ha sempre detto che voleva andare in Siria, per aver una famiglia”. Ma precisa: “Mai avrei pensato che sarebbe andato a morire. Era dolce, sensibile e non violento”. E’ questo il punto: ogni immigrato islamico è un potenziale terrorista, non hanno scritto in fronte: terrorista.
    Quando alla donna viene chiesto dove pensa sia suo figlio: “Credo sia nel paradiso come lui sperava. Allah guarda le intenzioni, se Allah guarda solo le intenzioni è in paradiso”.
    La madre del terrorista meticcio: ?Ora mio figlio è in paradiso? ? VIDEO | Vox

    CON LO IUS SOLI AVREMMO MILIONI DI ISMAIL E YOUSSEF: LE NOSTRE STRADE SI COPRIREBBERO DI SANGUE
    E così, dopo Ismail da Milano, abbiamo Youssef da Bologna. In pochi mesi è già il secondo caso di meticcio figlio di un immigrato nordafricano e di una donna italiana che si fa conoscere per essere un terrorista islamico. Visto che fanno parte di una popolazione di riferimento ancora piuttosto limitata, è un fatto statisticamente rilevante.
    E mette in luce cosa sarebbe l’Italia se gli abusivi in Parlamento approvassero lo Ius Soli, non importa quanto annacquato.
    Quando fu fermato a Bologna, secondo il tribunale del riesame, non c’erano i presupposti per ravvisare la sussistenza di un reato. Lo ha spiegato ai microfoni di Radio 24 il procuratore di Bologna, Giuseppe Amato, parlando del meticcio Youssef Zaghba, il terzo attentatore ucciso a Londra sabato scorso che ha una madre italiana. “Quindi – chiosa il procuratore – fu segnalato a Londra come possibile sospetto”.
    Ricorda il caso di Ismail. Fino ad ora abbiamo evitato attacchi perché siamo ancora indietro con le ‘seconde generazioni’. E perché, a differenza di GB e Francia non abbiamo lo Ius Soli. Questo permette, in caso di ‘mancanza di prove’ per arrestare qualcuno, di espellerlo. Va da sé che, in caso venisse approvato lo Ius Soli, non si potrebbe più fare: non puoi espellere i cittadini.
    E allora, dall’oggi al domani, ci troveremmo milioni di Ismail e Youssef. Pronti a sgozzare per le strade delle nostre città. Chi vuole lo Ius Soli, altro non è che un assassino per procura.
    Rimangono i figli di coppie miste, che però sono un numero limitato sul quale, comunque, bisognerà intervenire: niente cittadinanza a chi ha un genitore non europeo.
    CON LO IUS SOLI AVREMMO MILIONI DI ISMAIL E YOUSSEF: LE NOSTRE STRADE SI COPRIREBBERO DI SANGUE | Vox



    STRAGI ISLAMICHE DEI METICCI, IL RAPPER DEL PD LE AVEVA PREVISTE E FORSE INCITATE
    Il futuro è il nostro lo vogliamo in esclusiva, stanchi di elemosinare diritti e metterci in fila.
    Da Palermo a Torino scoppierà un casino, se l’Europa è un altra storia se Roma non è Berlino, è la paura di qualcosa che ormai vive qua vicino e non ti salverai.
    Non sono un G2 Italiano col trattino, una fiat uno col bazooka sul tettino è la storia di un normale cittadino impazzito era clandestino adesso è un assassino.
    Così cantava Amir Issaa insieme al deputato marocchino del PD, il fratello musulmano Chaouki.
    “Per tanti anni i miei genitori mi hanno chiamato Massimo, sia a casa che in mezzo alla gente. Ma sui miei documenti c’è scritto bello chiaro, il mio nome è Amir Issaa”.
    Amir Issaa è un rapper meticcio, come Ismail, come Youssef. Esaltato dalla stampa nichilista, fa parte di quel novero di individui divisi a metà, che per questo vuoto di identità diventa violento. E si rivolge all’identità del padre. Quasi sempre un delinquente che sposa una disadattata. Spesso, nella storia, sono i mezzosangue a guidare i nemici contro quella terra verso la quale provano un sentimento di odio dettato da rifiuto.
    “Mia madre, la figlia di un fascista tutto d’un pezzo che decise di sposare un egiziano mettendosi contro tutta la famiglia. Fu uno scandalo ma il loro amore durò sino alla fine”. “Mio padre, piombato nel tunnel dell’eroina e passato da un carcere all’altro in giro per l’Italia. Ma sono a favore della legalizzazione delle droghe leggere, un tabù ridicolo”.
    Amir Issaa nel libro cita diversi brani dei suoi nove album e ricorda la petizione che ottenne 10 mila firme su Change.org e Caro presidente, un video-appello rivolto nel 2012 a Giorgio Napolitano per sensibilizzarlo sullo Ius soli: “L’Italia del domani sarà tutta colorata, gente con la pelle diversa che viene qui per cercare il proprio futuro”. Come i padri di Ismail, Youssef e Amir.
    “Lo Ius soli è importante perché è in corso una rivoluzione e la storia non si può fermare”, dice con tono minaccioso, e pare di vedere quel camioncino bianco schiacciare bambini sul ponte di Londra.
    Amir, meticcio, ha gli occhi leggermente a mandorla (“mi chiamavano Er Cina”) e il tema della cosiddetta integrazione razziale, dei cosiddetti “italiani di seconda generazione” è una costante nei suoi pezzi che incitano, spesso, all’odio contro gli italiani, quelli veri. Nel 2014 fu al centro di una bufera in compagnia dell’estremista islamico per la Difesa, il deputato marocchino del PD Chaouki, per il suo brano Ius Music e venne accusato di incitamento all’odio.
    Ismail. Youssef. Issaa. Si sentono tanto soli. Vogliono altri come loro. Con l’approvazione dello Ius Soli ne avranno un esercito.
    Stragi islamiche dei meticci, il rapper del PD le aveva previste e forse incitate | Vox

    Per la Chiesa cattolica l’Islam deve essere una religione di pace
    di Cesaremaria Glori
    L’ostinazione con cui la Chiesa cattolica, papa Bergoglio in primis, continua a sostenere che l’Islam è una religione di pace diventa sempre più inspiegabile. Che cosa deve ancora accadere per far intendere che l’Islam odia profondamente il Cristianesimo in quanto tale e che coloro che si fanno saltare in aria per proclamare il loro credo distruttivo e totalitario sono sostenuti moralmente, e non solo, da una massa di mussulmani stimati essere circa il 30% della totalità islamica del mondo?
    Come si fa a chiudere gli occhi di fronte alle manifestazioni di giubilo di milioni di persone che, nei paesi a maggioranza islamica, scendono nelle piazze a proclamare la loro solidarietà e il loro plauso ai kamikaze che si sono immolati per la loro religione provocando la morte di centinaia di odiati cristiani o comunque infedeli?
    Come chiudere gli occhi di fronte all’evidenza che ad ogni attentato le contestazioni da parte del cosiddetto Islam moderato acquisiscono quella veste di protesta diplomatica più o meno sincera espressa da frange talmente modeste di numero che assomigliano tanto alle condoglianze per la morte di un avversario eliminato?
    Tuttavia, nonostante il ripetersi degli attentati, del numero di vittime che giorno per giorno si va assommando a quelle precedenti, formando un numero di perdite che equivale a quelle di una guerra dichiarata di altri tempi, le dichiarazioni dei leader politici d’Occidente, della gran parte dei Media, degli opinion makers, delle riviste patinate, dei rappresentanti ufficiali della Chiesa Cattolica e delle altre Chiese Riformate – salvo rarissime eccezioni – con ostinazione degna di miglior causa, continuano a manifestare fiducia nell’Islam come religione di pace.
    Tante volte, pensando all’ostinazione delle autorità cattoliche e cristiane in genere nel sostenere che l’Islam è una religione di pace, mi ricordo un film in cui Totò, l’impareggiabile comico di altri tempi, continuava a ridere divertito mentre veniva preso a sonore ceffate da parte di uno sconosciuto che infieriva su di lui accompagnando epiteti ingiuriosi al nome col quale lo apostrofava. Quel nome era Pasquale, assai comune nell’ambito della Napoletanità di un tempo. Quel comportamento strano e surreale del malmenato suscitò lo sdegno e la rabbia dell’energumeno che chiese infastidito: “imbecille, ma perché continui a ridere”? E quello, serafico rispose: “ Ma io mica so’ Pasquale”!
    Surreale, vero? Altrettanto surreale è il comportamento di Papa Bergoglio, dei vescovi e dei numerosi parroci e preti italiani nel blandire l’Islam in generale come religione di pace, come un credo in grado di portare buoni frutti in vista della eterna salvezza (si ricordino i saluti rivolti agli islamici con l’augurio di buoni frutti dal Ramadam). E a nulla valgono gli studi approfonditi e le considerazioni fatte da esperti e da studiosi che circa il 30% dei mussulmani del mondo approvano la strategia sinora seguita da coloro che hanno dichiarato la guerra al Cristianesimo. Il 30% di circa un miliardo e seicento milioni di mussulmani presenti ora nel mondo è una cifra impressionante di quasi mezzo miliardo di potenziali sostenitori degli attentatori e di potenziali fighters!
    Non meno surreale e inspiegabile è il comportamento delle autorità europee e di altri Stati che sostengono la stessa linea delle autorità religiose cristiane. Tutte convergenti nel sostenere che è possibile una convivenza pacifica con l’Islam. Si noti bene: soltanto con l’Islam, ma è sottinteso che sono comprese tutte le altre religioni.
    A questo punto appare chiara la convergenza fra l’ideale massonico scaturito dopo la fine della prima Guerra Mondiale di una società sovrannazionale ispirata da idee di fratellanza universale che richiamava manifestamente i principi della Rivoluzione Francese: Liberté, Fraternité, Egalité, e l’idea di una Chiesa aperta alla Modernità uscita dal Concilio Vaticano II.
    La Modernità, nel frattempo, aveva fatto ulteriori passi verso la costituzione di un Potere Globale che abbracciasse l’intero mondo. Nella prima metà del secolo scorso le idee si erano affinate e avevano raggiunto una convergenza su certi programmi imbevuti di Malthusianesimo, di Scientismo, di Indifferentismo religioso e morale. Libri come Pan-Europa e Praktischer Idealismus di Richard Nikolaus Coudenhowe-Kalergi avevano tracciato un programma abbastanza preciso. Programma che fu completato nella seconda metà del secolo scorso dal Rapporto Meadows che si fece interprete delle convergenze di pensiero emerse al Club di Roma e che ancora in seguito fu perfezionato grazie ai progressi tecnologici in ogni campo del sapere umano, dalla medicina alla chirurgia e alle scienze esatte in generale.
    Restava però lo scoglio apparentemente insormontabile della Chiesa di Roma che sembrava invulnerabile ed impermeabile alle lusinghe della Modernità e alle idee imperanti nelle Università di tutto il mondo. Doveva accadere qualcosa che permettesse di agire alle nascoste frange infiltrate nell’ambito della Chiesa cattolica ed emerse un po’ dappertutto, e che avevano trovato anche a Roma una sponda favorevole soprattutto nel campo liturgico ove si aspirava ad un rinnovamento mascherato da un presunto ritorno alle origini, frange che attendevano soltanto il segnale per mettersi in moto e per dettare il mutamento epocale anche nella antica, rocciosa e incrollabile Chiesa Cattolica. Quell’evento fu il Concilio Vaticano II che, iniziato con grandi speranze di un rinnovamento nella Tradizione e salutato da ogni parte con gli auspici più favorevoli, si animò ben presto, con grande sorpresa di gran parte dei vertici, per l’irruenza e la compattezza di certe minoranze aggressive e intolleranti che spingevano verso soluzioni rivoluzionarie e che, con un’abile gestione delle convergenze e dei ripiegamenti tattici, riuscirono ad introdurre idee e dottrine che, se non capovolgevano duemila anni di coerente dottrina e di prassi, ingeneravano però il dubbio e la possibilità di interpretazioni di differente e, sovente, contrastante discernimento.
    Il cattolico, in questa mutazione così rapida e sconvolgente di equilibri e tradizioni avite che sembravano immutabili nel tempo, si sentì smarrito e i giovani accolsero entusiasti le idee di progresso e di liberazione. Idee che non trovavano più nella Chiesa quel freno e quell’ancoraggio ad una Sapienza che aveva una paternità trascendente. Il Concilio conteneva affermazioni che portavano a ritenere che tutte le religioni conducono a Dio e che esiste nell’Uomo come un legame trascendentale che suggerisce alla coscienza individuale la scelta del Bene. Era il trionfo del Kantismo e del Freudismo in salsa esistenziale, il trionfo apparente dell’individualismo che, in realtà, portava inevitabilmente verso il relativismo e il nikilismo più deteriore. Lo si constata al giorno d’oggi vedendo le società occidentali come ubriacate in questa specie di carnevale sessuale ove ogni perversione ha acquistato liceità e parvenza di legittimità, ove si è dovuto anche riformare il modo di parlare per non urtare alcuna diversità, assistendo così ad una perversione del linguaggio che è parallela a quella delle coscienze individuali e di massa.
    Con l’avvento di papa Bergoglio si è data piena attuazione alle deliberazioni conciliari, cioè si è sposata l’interpretazione progressista del Concilio, di un rinnovamento della Chiesa in tutti i campi, non ultimo quello della famiglia e della morale individuale.
    Se la Chiesa avesse l’ardire di scostarsi da quest’abbraccio mortale con la Modernità entrerebbe subito in conflitto con essa. Ci aveva provato Benedetto XVI con quel magistrale intervento di Regensburg ove richiamava il mondo intero e l’Islam, in particolare, alla razionalità. Quell’intervento può essere considerato come l’ultimo tentativo per portare il confronto fra Islam e Mondo Occidentale su basi razionali e concrete. Un confronto che era in contrasto col disegno globalsincretista del Praktischer Idealismus e con il programma di Pan-Europa accompagnato dall’inseparabile Rapporto Meadows. Il razionalismo di Ratzinger era l’esatto opposto del pensiero della Modernità che confida esclusivamente sull’Uomo e sulle sue risorse naturali, sovente scrutate e perseguite con criteri esoterici.
    Per quell’intervento Benedetto XVI, che parlò con intuito profetico per la salvaguardia del mondo occidentale e dei suoi valori, fu ostracizzato e considerato un nemico da abbattere ad ogni costo. Benedetto XVI fu coartato a isolarsi per non danneggiare maggiormente la Chiesa. Il suo è stato un sacrificio che solo Dio può valutare. Forse quel sacrificio è stato necessario per far venire a galla tutto il marcio che c’è nella Chiesa di Cristo. Quel marcio che obbliga questa Chiesa ad andare di pari passo con la Modernità accettandone tutte quelle derive morali ed esistenziali lasciando sempre più interdetti e disorientati i fedeli di ogni confessione cristiana. La Chiesa conciliare sposando l’interpretazione modernista sa che si è fatta ancella del Mondo: simul stabunt simul cadent.
    https://www.riscossacristiana.it/per...remaria-glori/

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    Predefinito Re: Rif: Le delizie della società multietnica

    Ius soli? I Romani non sapevano cosa fosse. Così si diventava cittadini nell’Urbe
    Adriano Scianca
    Non c’è marchetta all’immigrazione che non tiri in ballo Roma, la “aperta”, “tollerante”, “colorata” Roma, contrapposta alla chiusura delle polis greche. È vero che, a differenza di queste ultime, l’Urbe non conobbe mai mito dell’autoctonia. Da qui a farne l’antesignana della società multirazziale ce ne passa. Proprio il dibattito sullo ius soli è, a questo riguardo, interessante. Come si diventava cittadino, a Roma? Ha scritto Eva Cantarella (pur aggiungendo in seguito le frasi di prassi sui romani come campioni dell’assimilazione): “Back to the Romans, quindi, torniamo ai romani. Per i quali la soluzione era chiara: la cittadinanza si acquistava iure sanguinis. Come scriveva il giurista Gaio, nel II secolo d. C., nel suo celebre manuale di Istituzioni, erano cittadini romani i figli legittimi di un cittadino, ovvero quelli naturali di una cittadina. La regola, infatti, voleva che i figli nati da un matrimonio legittimo seguissero la condizione del padre al momento del concepimento, e che quelli nati fuori del matrimonio seguissero la condizione della madre al momento della nascita”.
    Valerio Marotta è stato anche più preciso, spiegando che i romani non conoscono il dibattito ius soli / ius sanguinis e che “a dispetto delle apparenze, tale dicotomia — sicuramente estranea alla compilazione giustinianea — prese corpo soltanto negli scritti dei giuristi d’età intermedia a partire dal XII secolo, sebbene sia stata compiutamente definita, quasi duecento anni più tardi, da Bartolo di Sassoferrato e da Baldo degli Ubaldi”. In particolare, “la genesi della nozione di ius soli va rindividuata […] in un particolare contesto, quello del dibattito dottrinale e giurisprudenziale sui diritti sovrani dei Principi tra XVI e XVIII secolo”.
    A Roma erano cittadini in primo luogo i nati da padre cittadino purché procreati in un matrimonio legittimo. Proprio per questo il matrimonium era, per Cicerone, principium urbis et quasi fundamentum rei publicae (De officiis, 1,17,54). Al di fuori del matrimonio, è certa solo la madre, quindi è la sua condizione che fa testo: il neonato nasce schiavo, straniero o cittadino romano, a seconda che la madre abbia, al momento del parto, la condizione di schiava, straniera o cittadina. L’origo paterna non coincideva con il luogo di nascita del padre, ma con la città da cui il padre stesso traeva la patris origo, e così via di seguito.
    Con l’espansione territoriale di Roma, la cittadinanza fu estesa ad altre popolazioni: la lex Iulia del 90 la concedeva a Latini e Italici rimasti leali a Roma, la lex Calpurnia dell’89 la concesse ai militari, appartenenti a civitates foederate, che avevano servito Roma, la lex Plautia Papiria nello stesso anno la riconobbe agli alleati italici che l’avessero invocata, sino a quella cesariana ai Cisalpini del 49.
    Ma il mito dei Romani “accoglienti” si basa per lo più sulla Constitutio Antoniniana del 212, con la quale la cittadinanza romana venne estesa a tutti gli abitanti dell’impero. Malgrado la lettura ideologica che ne è stata data in seguito, la misura ebbe probabilmente motivazioni economiche e fiscali. In ogni caso, va sottolineato come la legge valesse per tutti quelli già presenti all’interno dei confini, non per quelli che sarebbero arrivati in seguito. Si trattava di una sanatoria, non di spalancare le porte.
    Non è inoltre chiaro se essa si estendesse ai “dediticii”, ovvero alle popolazioni che si “rendevano” all’imperatore per entrare nell’impero, una sorta di antichi immigrati. Un frammento del testo ritrovato in un papiro farebbe pensare che essi ne fossero esclusi, cosa che renderebbe ancora più anacronistiche le attualizzazioni del provvedimento.
    Certo è che, col passare dei secoli e l’avanzare della decadenza, aperture sempre più considerevoli agli stranieri venissero fatte. Sarebbero state le stesse “aperture” a causare il crollo di quella civiltà. E questo sì che è un paragone con l’oggi che avrebbe senso fare.
    Ius soli? I Romani non sapevano cosa fosse. Così si diventava cittadini nell'Urbe | IL PRIMATO NAZIONALE

    Il primo effetto dello «ius soli»: boom di voti al partito islamico
    Su un sito musulmano le basi per un movimento in Italia. Con la nuova norma potrà contare su milioni di elettori
    Gian Micalessin
    Il partito quasi c'è. Ora mancano solo gli elettori. Ma a trovarglieli contribuirà il progetto di legge sullo ius soli portato avanti dal partito Democratico.
    Per capirlo basta dare un'occhiata a Assemblea Costituente Islamica | Musulmani in Italia il sito internet su cui il convertito Hamza Roberto Piccardo e altri 21 membri del cosiddetto Comitato Promotore gettano le basi per la nascita del primo «partito islamico italiano». Certo se provate a chiamarlo così vi accuseranno immediatamente di essere «xenofobo e islamofobico». E di aderire, come specifica preventivamente il sito, ad «un'operazione di disinformazione che tende a presentare il nostro progetto come l'embrione di un partito islamico, evidentemente integralista, pericoloso per l'ordine pubblico». Ma se le parole hanno un senso il manifesto lanciato due mesi e mezzo prima dell'arrivo al Senato dello ius soli - non sembra avere obbiettivi assai diversi.
    «L'Assemblea Costituente Islamica d'Italia esordisce il manifesto pubblicato a marzo - è uno strumento tendente a dare ai musulmani una rappresentanza eletta. Ci sono in Italia attualmente circa 2,6 milioni di musulmani, dei quali 900mila italiani». In quell'incipit è espressa non solo la volontà di eleggere i rappresentanti della comunità islamica, ma anche una stima del bacino elettorale. Un bacino facilmente ampliabile visto che dietro i 900mila musulmani già cittadini italiani premono un milione e 700mila correligionari. Certo lo ius soli non facilita l'iscrizione all'anagrafe dei musulmani maggiorenni, ma rappresenta sicuramente un potente volano visto che la comunità islamica, sottolinea il manifesto, ha un «vivace tasso demografico». In quell'eufemismo si cela il concetto espresso dal presidente Recep Tayyp Erdogan quando invitò gli immigrati turchi a conquistare l'Europa mettendo al mondo cinque figli a testa. Qui il discorso è più sottile, ma il meccanismo è lo stesso.
    Stando alla Fondazione Leone Moressa, lo ius soli garantirà 800mila nuove cittadinanze non appena varata e altre 60mila ogni anno successivo. Ma grazie ad una comunità islamica «demograficamente più vivace» molti di quei nuovi italiani si trasformeranno inevitabilmente in potenziali elettori del nuovo progetto politico. Un progetto che viste le idee del suo padre putativo non suona esattamente rassicurante. Hamza Piccardo, fondatore e ispiratore della Costituente è considerato, infatti, un rigoroso interprete del pensiero della Fratellanza Musulmana in Italia. Non a caso non ha esitato ad abbandonare l'Ucoii (l'Unione delle Comunità Islamiche Italiane da lui stesso fondata) non appena questa ha reso meno evidenti i legami ideologici con l'organizzazione madre di tutti i moderni fondamentalismi. E, non a caso, resta l'indiscusso portavoce italiano dell' «European Muslim Network» la rete islamista europea guidata da Tariq Ramadam, nipote di quell'Hasan Al Banna, fondatore nel 1928 dei Fratelli Musulmani.
    Del resto il primo ad anticipare gli obbiettivi non proprio moderati del nascente partito dell'Islam italiano è stato proprio il suo ispiratore. «Se è solo una questione di diritti civili, ebbene anche la poligamia è un diritto civile», scriveva lo scorso agosto Hamza Piccardo pubblicando sulla sua pagina Facebook una foto del sindaco di Milano Giuseppe Sala intento a unire in matrimonio due coppie gay. Quella provocazione, lanciata mentre in Europa imperversava il terrorismo dello Stato Islamico, è stata un po' la prova generale per il lancio della Costituente. Una prova generale decisamente esplicita nel far capire che il nuovo partito non ammetterà tentennamenti nelle difesa e nel sostegno di tutti i precetti islamici. A partire da quelli in evidente contrasto con la legislazione italiana. Ed infatti il manifesto della Costituente specifica che potranno far richiesta di adesione soltanto gli aspiranti militanti pronti a sottoscrivere i «principi fondamentali dell'Islam». Le linee guide, insomma, saranno non quelle della politica, ma quelle della religione. Ovvero del sacro e indiscutibile Corano.
    Il primo effetto dello «ius soli»: boom di voti al partito islamico - IlGiornale.it

    Ius soli, la lezione dimenticata del politologo Sartori
    Sartori nel 2013 sosteneva: "Lo ius soli è un errore gravissimo, sarebbe un disastro in un paese con altissima disoccupazione. Aumenterebbe le file dei lavoratori sottopagati e la delinquenza per le strade, aggraverebbe tutti i nostri problemi"
    Luca Romano
    C'è una lezione dimenticata che sta facendo il giro del web. È quella del professor Giovanni Sartori.
    Il politogo, ormai defunto, in un articolo del 2013 pubblicato sulle colonne del Corriere della Sera, tuonava contro la Kyenge e lo Ius soli. E scriveva: "Al momento mi occuperò solo di un caso che mi sembra di particolare importanza, il caso della Ministra "nera" Kyenge Kashetu nominata Ministro per l'Integrazione. Nata in Congo, si è laureata in Italia in medicina e si è specializzata in oculistica. Cosa ne sa di "integrazione", di ius soli e correlativamente di ius sanguinis?".
    Il politologo poi continuava: "La ministra Kyenge spiega che il lavoro degli immigrati è "fattore di crescita", visto che quasi un imprenditore italiano su dieci è straniero. E quanti sono gli imprenditori italiani che sono contestualmente falliti? I dati dicono molti di più.
    Ma questi paragoni si fanno male, visto che "imprenditore" è parola elastica. Metti su un negozietto da quattro soldi e sei un imprenditore. E poi quanti sono gli immigrati che battono le strade e che le rendono pericolose?
    La brava Ministra ha anche scoperto che il nostro è un Paese "meticcio". Se lo Stato italiano le dà i soldi si compri un dizionarietto, e scoprirà che meticcio significa persona nata da genitore di razze (etnie) diverse. Per esempio il Brasile è un Paese molto meticcio. Ma l'Italia proprio no. La saggezza contadina insegnava "moglie e buoi dei paesi tuoi". E oggi, da noi, i matrimoni misti sono in genere ferocemente osteggiati proprio dagli islamici.
    Ma la più bella di tutte è che la nostra presunta esperta di immigrazione dà per scontato che i ragazzini africani e arabi nati in Italia sono eo ipso cittadini "integrati". Questa è da premio Nobel. Mai sentito parlare, signora Ministra, del sultanato di Delhi, che durò dal XIII al XVI secolo, e poi dell'Impero Moghul che controllò quasi tutto il continente Indiano tra il XVI secolo e l'arrivo delle Compagnie occidentali? All'ingrosso, circa un millennio di importante presenza e di dominio islamico. Eppure indù e musulmani non si sono mai integrati. Quando gli inglesi dopo la seconda guerra mondiale se ne andarono dall'India, furono costretti (controvoglia) a creare uno Stato islamico (il Pakistan) e a massicci e sanguinosi trasferimenti di popolazione. E da allora i due Stati sono sul piede di guerra l'uno contro l'altro".
    Sartori poi aveva rincarato la dose a La Zanzara spiegando: "Lo ius soli è un errore gravissimo, sarebbe un disastro in un paese con altissima disoccupazione. Aumenterebbe le file dei lavoratori sottopagati e la delinquenza per le strade, aggraverebbe tutti i nostri problemi. Come idea è demente perché è dei paesi sottopopolati che vogliono nuova popolazione: sarebbe l’ultimo colpo per consentire l’accesso a tutti, migranti e clandestini".
    Ius soli, la lezione dimenticata del politologo Sartori - IlGiornale.it

    Lo Ius soli è il vero razzismo
    Lo Ius soli non ha un senso pratico: infatti, siamo già invasi, da anni, e lo siamo ogni giorno di più. Non c’è bisogno dello Ius soli per far entrare milioni di immigrati, né, specificamente, per far arricchire ONG varie di varia natura, e in particolare quelle pacifiste sinistrorse e quelle pseudo cattoliche (insieme alla criminalità organizzata, ovviamente). E i clandestini, e anche i non clandestini, hanno più “benefit” (come si dice oggi) degli italiani. Pertanto, lo Ius soli serve solo a dare loro il diritto di voto. Per farli votare a sinistra ovviamente.
    Ma chi crede che venga introdotto per queste ragioni non ha capito. La portata dello Ius soli è immensa, ed è precipuamente ideologica. Occorre, ormai, a invasione in atto – nella tranquillità derivante dal fatto che nessuno si oppone veramente, nel senso concreto, pratico, ma anzi si ha l’appoggio pieno di interi settori della società, clero in primis – far passare nella mentalità generale il principio che non devono esistere più gli italiani. Si tratta insomma di costituire un nuovo “demos”.
    Se il “moderato” di turno crede che stiamo esagerando, la risposta è facile: si potrebbero portare decine e decine di testimonianze e ragionamenti inoppugnabili in tal senso, ma mi limiterò a rendere noto quanto scritto da un politico “serio” (dal punto di vista dei moderati, s’intende) e generalmente apprezzato (candidato di peso perfino alla Presidenza della Repubblica alle ultime elezioni presidenziali) come Stefano Rodotà dopo i famosi “Trattati di Nizza” del 2001. Proprio alla luce di quanto stabilito in quei trattati – il cui senso era quello di fornire una nuova “carta costituzionale” all’Unione Europea alla vigilia dell’introduzione dell’euro – Rodotà sostiene che in una “Nuova Europa costituzionale”, antidiscriminatoria e ugualitaria, non può che essere inammissibile il principio di discriminazione razziale, o anche solo di differenziazione etnica, verso coloro che nascono in Europa ma sono di razze ed etnie non europee dal punto di vista storico: costoro hanno diritto allo Jus Soli, e, col tempo, non solo coloro che vi nascono nel continente, ma anche coloro che vi arrivano, sia che abbiano lavoro e famiglia o meno. Altrimenti si ricade nella discriminazione razziale e, in ogni caso, in una concezione ormai obsoleta della stessa Europa. Scrive testualmente Rodotà: «Perché non valorizzare il fatto che, salvo limitate eccezioni, i diritti della Carta prescindono dalla cittadinanza nazionale, e parificano così europei e stranieri, immigrati legali e clandestini?».
    Rodotà non afferma che il demos debba essere quello della somma degli europei “storici”, delle razze ed etnie da secoli e millenni stanziate nel continente. Rodotà afferma chiaramente che il demos della Nuova Europa va creato. Pertanto, nulla osta a far entrare milioni di immigrati, specialmente africani e medio-orientali nella vecchia Europa: anzi, è necessario.
    Nella Nuova Europa costituzionale, ogni uomo può essere europeo, anche se non appartiene alle usuali stirpi che da millenni hanno abitato il continente, anche se vi arriva da adulto, purché appunto aderisca pienamente non all’identità, cultura, civiltà dell’Europa millenaria, ma al patriottismo costituzionale europeo, il nuovo DNA dell’essere europei scaturito dai Trattati di Nizza. Anzi, un extraeuropeo che aderisca a questo spirito democratico, ugualitarista e antidiscriminatorio, sarebbe certamente molto più “nuovo europeo” di un italiano, di un tedesco, di uno spagnolo, ecc., che invece rimanesse ancorato a una ormai superata visione di un’Europa (classica, cristiana, nazionalista, ecc.) che deve al contrario essere progressivamente perfino cancellata dalla memoria collettiva.
    Insomma, come Rodotà (ma potremmo riportare decine di testimonianze di politici, intellettuali, burocrati) ci spiega, il fine ultimo dello Ius soli è la creazione del meticciato come nuovo demos del continente europeo. Che vuol dire ovviamente la distruzione razziale ed etnica degli italiani (in primis) e degli altri popoli europei. La cancellazione progressiva ma inesorabile dell’intera civiltà europea da ogni punto di vista, soprattutto quello specificamente razziale. Ecco perché ultimamente si fa un gran parlare del “Piano Kalergi”: perché è vero. E chi non è informato a riguardo, farebbe bene a informarsi.
    L’Unione Europea, tramite anche i Trattati di Nizza, si è data lo scopo della distruzione non solo dell’ordine naturale del creato con la omosessualizzazione forzata della gioventù, con il gendersimo, con l’eutanasismo (che solo gli ingenui e i bugiardi possono credere che si limiti ai casi estremi di sofferenza: si veda il caso di Charlie in questi giorni) e tutti gli altri ismi della perversione morale e intellettiva oggi imperante; non solo della distruzione economica di interi popoli (come i greci, di cui nessuno parla più) e di intere società; non solo della statualità nazionale (il concetto di patria, con cui tutti noi siamo cresciuti, non esisterà più); ma anche della distruzione razziale degli europei.
    Ho usato appositamente il termine “razziale”, il più grande di tutti i “tabù” (utilizziamo il loro linguaggio…) dalla Seconda Guerra Mondiale a oggi. Per troppo tempo, sotto la costruzione di una maledizione collettiva, abbiamo taciuto a riguardo, abbiamo acconsentito alla progressiva distruzione dell’ordine del creato anche da questo punto di vista. Infatti, le razze le ha create Dio, come ogni altra cosa, e – come ogni altra cosa voluta da Dio – sono quindi buone in sé.
    La divisione in razze, popoli, etnie, dell’umanità, è una cosa meravigliosa. Come un campo di fiori che riempie la terra intera e la infarcisce di colori e profumi diversi, ovvero di civiltà e ricchezza per ogni gusto. Come lo stesso campo, se fosse rivestito di un solo unico fiore, sarebbe immensamente meno bello, così il nostro mondo sarà meno bello se abitato da una sola unica razza meticcia, ciò che è l’obiettivo finale di chi sta dirigendo oggi la storia verso gli scopi ultimi di un piano diabolico di distruzione di ogni differenza e bellezza (unica razza, unica lingua, unico Stato, unico governo, unica moneta, unica umanità totalmente sotto controllo e, ovviamente, religione unica per tutti). È il Creatore che ha creato i cinesi, gli indiani, gli egizi, i greci. È il Creatore che ha voluto che l’umanità avesse conformazione fisica differente: che vi fossero bianchi, neri, asiatici, e ha fatto in mondo che ogni megarazza o popolo o anche etnia avesse una sua sede naturale in questo pianeta e sue peculiarità fisiche, linguistiche, civili e culturali. E che ogni razza, popolo ed etnia abbia una sua sede storica naturale.
    La stessa parola “razza” dà fastidio: ma ci dimentichiamo che, come detto, è dono di Dio. Quest’opera genialmente satanica è servita, e serve, a farci odiare noi stessi, a farci accettare ciò che per i nostri antenati sarebbe stato inaccettabile, anzi, impensabile: il suicido – dopo quello morale, religioso, economico, politico, culturale – razziale ed etnico della nostra comunità.
    Non solo le razze e le etnie sono costitutive dell’ordine del creato, e quindi volute da Dio; non solo è cosa meravigliosa che ve ne siano tante, tantissime, dalle macrorazze fino alle più svariate “sfumature” etniche (basti pensare anche solo agli italiani, coacervo di etnie), dono immenso dell’umanità di ricchezza civile, culturale, linguistica, artistica, perfino culinaria, ecc.; ma va detto chiaramente che se esiste il “razzismo”, questo consiste proprio nell’odio verso la diversità delle razze. È il razzismo di coloro che odiano tutte le razze, tutti i popoli, tutte le etnie, e vogliono eliminarli. Siccome non è possibile uccidere l’intera umanità (almeno per ora), si attua questo infernale progetto mischiando tutti i popoli – tramite invasioni di decine di milioni di persone, più o meno in difficoltà (e quando le difficoltà non sono sufficienti si creano: vedi Libia, Siria e altri casi simili) – in un’unica razza meticcia, il nuovo demos di Rodotà e soci. E, per far accettare il progetto alle popolazioni più benestanti e civili, che dovranno subire questa invasione, si prepara una colpa collettiva come una sorta di maledizione umana perenne e si scatena tutta la scuola, l’università, l’editoria, giornali e televisioni, la politica, e ovviamente il clero, per decenni, ogni giorno, ovunque, al fine di predisporre la quasi totalità delle persone all’immenso, folle, suicida cambiamento.
    Voglio dire che il vero razzismo è quello degli antirazzisti di professione, che odiano tutte le razze. E' un’ideologia totalitaria e intollerante, che prevede il carcere (e peggio) per legge a chi non vi aderisce, che si riconosce dal fanatismo di coloro che vi cascano (specie i giovani e i più semplici) ed è finalizzato alla realizzazione del piano (che noi chiamiamo di Kalergi, ma che è ben più antico, in quanto presente da sempre nei progetti massonici) di distruzione di ogni differenza razziale, culturale, civile, economica, religiosa.
    E non si dica che le razze e i popoli si sono sempre mischiati. Questo è in parte vero, almeno per l’Occidente (perché in realtà in Africa e Asia ciò non è mai avvenuto, tanto è vero che razze e popoli di quei luoghi mantengono pienamente le caratteristiche fisiche e culturali dei loro antenati): ma erano movimenti di popoli comunque simili, che avvenivano per ragioni storiche precise, non “organizzati” a tavolino a scopo distruttivo. Chi afferma che oggi non esistono più le “razze pure” e quindi è inutile fare questi discorsi, oltre a essere un ignorante (i giapponesi, i cinesi, gli indiani, gli arabi, i neri dell’Africa, insomma, miliardi di persone, non sono forse ancora oggi “razza pura”?) o bugiardo, è un vero razzista. Il problema non è la “purezza della razza”: il problema è la volontà prestabilità da ideologie totalitarie e dissolutorie di distruggere ciò che esiste da millenni per scopi inconfessabili.
    Lascio al lettore l’intuizione su chi oggi, tra tutti i potenti e leader mondiali, sta attuando alla lettera questo piano, essendosi chiaramente venduto a quei poteri totalitari, sinarchici e finanziari che hanno avuto il compito di realizzarlo agli inizi di questo XXI secolo.
    Un conto è la carità verso il prossimo in difficoltà: si vogliono aiutare i popoli africani e asiatici in difficoltà? Ottimo e semplice: si investe nei loro paesi, così li si fa progredire, non li si obbliga a dolorose separazioni e rischiosi viaggi, a sicura miseria qui, e si guadagna pure investendo in aree di sviluppo. Quindi, l’immigrazionismo non ha nulla a che vedere con la carità e l’ospitalità: ne è anzi l’antitesi. Lo Ius soli è invece fondato sull’odio distruttivo. Anzi, come detto, sul razzismo.
    La vera carità consiste nel portare aiuto – sia chiaro: a chi veramente soffre, non al 90% degli immigrati che giungono in Italia e che sono tutti nel pieno delle forze fisiche, ricolmi di richieste di diritti e di tracotanza e disprezzo verso chi li ospita e spesso di violenza, mentre delle decine di milioni di persone che muoiono realmente di fame non v’è traccia alcuna – a chi è in difficoltà direttamente nelle loro terre, investendo lì in fabbriche, scuole, ospedali, bonifiche, lavoro, cultura, ecc. In questo modo, quelle persone rimangono nelle loro terre e patrie e crescono migliorando le proprie condizioni, mentre noi manteniamo il mondo lasciatoci dai nostri antenati. E ognuno mantiene la ricchezza meravigliosa della propria integrità, fiore dell’immenso campo dell’umanità, come Dio lo ha seminato.
    Questa è la carità: il rispetto degli altri, l’aiuto agli altri nel rispetto verso noi stessi, la difesa dell’ordine del creato come il Creatore lo ha pensato e voluto. Il resto, è infernale trappola di distruzione.
    E la carità verso noi italiani? La carità verso i nostri figli e nipoti? E la responsabilità di conservare e trasmettere quanto ci è stato conservato e trasmesso da tutte le precedenti generazioni? Questa responsabilità è talmente onerosa, cogente e grave che venirne meno vuol dire essere traditori: verso i posteri, verso gli antenati, verso la storia della più grande civiltà umana, verso la Carità. Verso l’ordine del creato e quindi verso il Creatore.
    https://www.radiospada.org/2017/06/l...vero-razzismo/

    Follie dell’ideologia: così lo Ius Soli decostruisce il popolo italiano
    Aggiunto da Adriano Scianca
    Lo avevamo già raccontato: in Germania, Angela Merkel non parla più di “tedeschi”, ma di “persone che vivono qui da più tempo” (Menschen, die schon länger hier leben). Tra un tedesco che vive sulla sua terra da generazioni e un ghanese appena sbarcato che non conosce la lingua, la cultura, il paesaggio, ci sarebbe solo una differenza di grado. La decostruzione dei popolo passa anche da scelte linguistiche di questo tipo. La logica su cui si basa lo Ius Soli va esattamente in questa direzione: ci sono gli italiani che stanno qui da più tempo e gli italiani “nuovi”, appena arrivati, ma per il resto nulla ci distingue. L’Italia è quindi come una sala d’aspetto: gente che va e gente che viene, in modo casuale, con l’unica differenza che chi è arrivato prima ha trovato i posti a sedere. Perché non si faccia il passo finale, eliminando direttamente le nozioni di “italiano”, “tedesco” e così via non è chiaro: che senso ha una qualifica che suona, comunque, esclusiva ed escludente, che ha comunque a che fare con un’origine, una lingua, un retaggio culturale? Se l’Italia è la sua Costituzione, il suo welfare e nient’altro, smettiamo di chiamarla Italia. L’Europa intera potrebbe essere ridisegnata dividendola per zone: esisterebbero, quindi, gli esseri umani della zona A (il Portogallo), della zona B (la Spagna), della zona C (la Francia) etc.
    O forse potremmo trasformare direttamente tutta l’Europa in una zona unica, in cui umani di ogni origine e provenienza si possano installare liberamente. L’Europa, si badi, dato che fuori di essa nessuno si sogna di ragionare in questo modo. È solo la nostra utopia fanatica e ideologica che ha deciso di abolire i popoli.
    A questo punto, però, spunta sempre l’obiezione più scontata: l’alternativa, ci viene detto con sarcasmo, sarebbe la “razza italiana”, concetto sfuggente e scientificamente assai dubbio, che viene evocato per buttare in caciara tutto il ragionamento sulla scia delle tragedie novecentesche. Ovviamente il gioco è semplice: gettare il bambino della biodiversità umana con l’acqua sporca del lessico scientifico ottocentesco. Agitare lo spettro di una “razza pura” inesistente per dimostrare che nessun concetto che riguardi enti collettivi (popolo, etnia, cultura) abbia validità. La decostruzione funziona proprio così: prende un fatto, per esempio la sedia che è qui davanti a me, lo riduce a un’idea platonica (la sedietà) e poi stabilisce che, poiché la sedietà non esiste, allora anche la sedia è un fantasma, malgrado l’evidenza che la vuole qui davanti a me.
    Oppure ci dicano che in Francia, dopo le invasioni vichinghe del IX secolo “fino a tempi molto recenti […] non si sono più avuti rilevanti contributi genetici dall’esterno”, per poi concludere che, “poiché le migrazioni successive in Francia sono state di dimensioni modeste, il quadro etnico originario può ancor oggi essere determinato dagli insediamenti più antichi e importanti”, ovvero risalenti addirittura al paleolitico. O ancora che i popoli Baschi, grazie a un isolamento auto-imposto per ragioni politiche-culturali, risultino oggi “essere i diretti discendenti di una popolazione del Paleolitico superiore, del tipo Cro-Magnon” (tutto questo in Luigi Luca Cavalli-Sforza, Paolo Menozzi, Alberto Piazza, Storia e geografia dei geni umani, Adelphi, Milano 1997) Non si tratta, va da sé, di pensare progetti che facciano di tali dati genetici sic et simpliciter delle categorie politiche. Si tratta semplicemente di restituire la realtà dei popoli alla sua verità.
    Follie dell'ideologia: così lo Ius Soli decostruisce il popolo italiano | IL PRIMATO NAZIONALE

    Cinque "no" allo ius soli
    Ben 160 Paesi nel mondo non la applicano o la hanno edulcorata
    Riccardo Pelliccetti
    La sinistra forza la mano ed è scontro durissimo al Senato sullo ius soli. Perché tutta questa bagarre? Cosa si nasconde dietro questa legge che i progressisti vogliono approvare a tutti i costi? Cominciamo col dire sinteticamente che lo ius soli è di fatto la concessione automatica della cittadinanza a chiunque nasca nel nostro Paese, indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori.
    Ma cerchiamo di chiarire il perché non possa funzionare in Italia e quali rischi si correrebbero trasformando lo ius soli in legge.
    LE MOTIVAZIONI ASSURDE
    Le motivazioni addotte per giustificare questo colpo di mano sono essenzialmente due, depurate naturalmente dai tanti deliri buonisti: il diritto all'uguaglianza e la presenza di troppi immigrati in attesa di diventare cittadini. Ebbene, sono entrambe ragioni che non stanno in piedi. La prima è addirittura una fandonia perché in Italia non viene violato alcun principio di uguaglianza: tutti i minori, a prescindere dalla cittadinanza, godono degli stessi diritti, dall'istruzione alle cure sanitarie fino all'iscrizione a società sportive o ad altre associazioni. La seconda motivazione, invece, è inaccettabile perché di fatto affermerebbe il principio della scorciatoia (con tutte le conseguenze che vedremo nel caso ius soli), negato ad esempio a milioni di italiani in attesa di una sentenza civile o penale, di un ricorso fiscale, di riscuotere un credito dallo Stato, di ricevere una cura sperimentale eccetera.
    PERCHÉ NESSUN PAESE LO ADOTTA
    Se 160 Paesi nel mondo non applicano lo ius soli ci sarà un motivo o vogliamo definirli tutti xenofobi? Detto che lo ius soli è tipico dei Paesi anglosassoni, soprattutto il Nord America, territorio d'immigrazione, bisogna ricordare che la Gran Bretagna e l'Eire, dove era in vigore, hanno deciso di abolirlo, rispettivamente nel 1983 e nel 2005. Perché nel mondo allora nessuno lo adotta? Semplice: per tutelare la cultura e l'identità della popolazione e, quindi, la sua sopravvivenza, messa a rischio da uno sbilanciamento etnico e demografico con generazioni che per cultura e fede difficilmente potranno integrarsi nella comunità nazionale.
    CONSEGUENZE SOCIO ECONOMICHE
    Se la legge entrasse in vigore, immediatamente quasi un milione di stranieri diventerebbero cittadini italiani. La «cittadinanza facile», provocherebbe un'altra spinta all'immigrazione, già a livelli insostenibili, aumentando il peso sul sistema sanitario, sulla previdenza e sull'occupazione. Nel 2016 quasi 200mila stranieri hanno ottenuto la cittadinanza italiana senza ius soli e il ritmo cresce di anno in anno. Di fronte a questi numeri si comprende quanto sia inutile una maggiore apertura. Nelle classifiche mondiali del net immigration rate (che tiene conto di immigrati ed emigrati), l'Italia figura fra i Paesi in vetta, davanti a Londra, Madrid, Lisbona. Un tasso elevato, come rilevano questi istituti di statistica, può provocare crescente disoccupazione e conflitti etnici. E la riduzione di forza lavoro in settori chiave, se continuasse la fuga all'estero dei giovani italiani.
    NON INTEGRAZIONE MA INVASIONE
    L'introduzione dello ius soli, come dicevamo, invece di favorire l'integrazione aprirebbe la strada a un'ulteriore immigrazione senza alcuna integrazione. Quanti stranieri approfitterebbero subito della politica delle porte aperte per far nascere i figli in Italia? Consapevoli degli scarsi controlli, sarebbero incoraggiati dalle nostre stesse leggi. Non esiste un'immigrazione contingentata e proporzionata alle necessità dell'Italia. Ma non solo. I migranti che sbarcano negli ultimi anni provengono in stragrande maggioranza da Paesi musulmani, con una fede e una cultura del diritto troppo lontana da quella occidentale che, è sotto gli occhi di tutti, sono pochi a voler far propria. La stessa Istat, nelle recenti proiezioni demografiche dei prossimi 40 anni senza lo ius soli, ha rilevato che la popolazione straniera potrebbe attestarsi a 20 milioni di persone. Che succederebbe con lo ius soli in vigore? Probabilmente in 20-30 anni, gli stranieri supererebbero la popolazione italiana e, acquisendo cittadinanza e diritto di voto, cambierebbero totalmente non solo gli equilibri sociali ma anche quelli politici.
    IL RISCHIO TERRORISMO
    Concludiamo con il rischio più grave, quello che minaccia la nostra sicurezza: il terrorismo. Lo ius soli diventerebbe il grimaldello per aprire anche le porte al terrore. Nel giro di pochi anni l'Italia si ritroverebbe inerme di fronte all'offensiva jihadista perché questa legge impedirebbe il ricorso alle espulsioni, che oggi ci permettono di neutralizzare la minaccia, rimpatriando quegli stranieri sospettati di fiancheggiare il terrorismo. A questo si aggiungerà quel fenomeno, ormai tristemente noto in Francia, Gran Bretagna e altri Paesi europei, delle seconde e terze generazioni di immigrati musulmani considerate terreno fertile per la diffusione dell'integralismo islamico. La possibilità di espellere potenziali terroristi negli ultimi due anni è stata decisiva: dal 2015 a oggi sono stati infatti espulse 175 persone sospettate di collusione con il terrorismo.
    Cinque "no" allo ius soli - IlGiornale.it

    Manifesto contro lo ius soli: 10 ragioni per evitare il suicidio
    Adriano Scianca
    1. Illogico, irrealistico e deprecabile in sé, il meccanismo di acquisizione della cittadinanza basato sullo ius soli diventa suicida e criminale nell’attuale contesto, determinato dalla convergenza di tre emergenze: immigratoria, terroristica e demografica. Voler cambiare le norme sulla cittadinanza oggi significa solo spalancare le porte alla sostituzione etnica, alla destrutturazione del legame sociale, alla distruzione della cultura. La presunta “urgenza” che motiverebbe l’adozione di nuove norme sulla cittadinanza trova in realtà la sua origine in miopi calcoli utilitaristici da parte di cricche colluse con il business dell’accoglienza e, più in profondità, in un atavico istinto anti-europeo che alligna nelle oligarchie.
    2. Malgrado una ossessiva propaganda in questo senso, essere contro lo ius soli non significa assumere una posizione antistorica. È vero semmai il contrario. Secondo “The Citizenship Laws Dataset”, ricerca condotta da due ricercatrici nel maggio 2009 sulle leggi in materia condotta sulla legislazione di 162 paesi, nel 1948 lo ius sanguinis era adottato da 67 stati, la legislazione mista da 19 e lo ius soli da 76. Nel 1975, lo ius sanguinis coinvolgeva 101 stati, la legislazione mista 11, lo ius soli 50. Nel 2001, invece, lo ius sanguinis riguardava 88 stati, la legislazione mista 35 e lo ius soli 39. Ricapitoliamo: lo ius soli che è così à la page, così di moda, è stato abbandonato in 53 anni da 37 nazioni. Nello stesso periodo, invece, 21 paesi sono passati alla legislazione sulla cittadinanza per discendenza. A tutt’oggi, lo ius soli puro è applicato solo in Paesi che sono ex colonie, quello “temperato” in una manciata di altri Paesi che hanno comunque storie del tutto peculiari.
    3. Lo ius soli destruttura la trasmissione familiare e crea un suo dissesto interiore nel bambino, al quale viene chiesto di praticare il rigetto di valori e pratiche radicate nella famiglia d’origine, nonché l’adozione di un’identità nuova che resterà sempre in questione. Qualora ciò non avvenga per infime minoranze facilmente assimilabili, le crisi di rigetto collettive saranno all’ordine del giorno. L’uomo cerca sempre se stesso. O le istituzioni lo aiutano in questo, o egli cercherà se stesso contro di esse.
    4. Lo ius soli costituirebbe (e costituisce già, nei Paesi che lo adottano) un vero e proprio “pull factor”, un fattore di attrazione di ulteriore immigrazione. Il miraggio di una cittadinanza facile incrementerebbe sicuramente gli arrivi, nella speranza, da parte degli immigrati, di garantire ai propri figli un futuro da cittadini nella “ricca” Europa. Non si tratterebbe di regolarizzare una situazione in atto, quindi, ma di crearne una ex novo. Il carattere “temperato” della legge in esame al Senato non deve ingannare: come per tutte le rivendicazioni di questo tipo, un passaggio porta necessariamente all’altro. Dopo la legge temperata verrà quella più audace, e così via fino allo sbraco finale.
    5. In Paesi come Francia o Belgio, lo ius soli ha chiaramente fallito. Gli stranieri, e soprattutto i loro figli, non si sentono europei, spesso sono anzi animati da un rancore antieuropeo. Interi quartieri di Parigi o di Bruxelles, di Marsiglia e o di Anversa sono di fatto già fuori dall’Europa. Non c’è stata alcuna “integrazione” di genti diverse in un orizzonte culturale europeo, c’è stata solo la disintegrazione della società autoctona per lasciar spazio a un mosaico male assortito di enclavi e caos. Inoltre, le reazioni identitarie antieuropee più feroci arrivano proprio dagli immigrati di seconda o terza generazione, quindi esattamente da coloro che hanno goduto del diritto del suolo. La cittadinanza sulla carta non ha creato alcuna cittadinanza reale.
    6. Non tutti gli immigrati sono terroristi, ma tutti i terroristi sono immigrati o figli di immigrati. Il legame tra i due fenomeni è del tutto evidente, per chi lo voglia vedere. In Francia, le autorità hanno censito ben 15mila “radicalizzati”. Nel Regno unito si calcola che ci siano 23mila potenziali jihadisti, di cui 3000 sospettati di costituire una “minaccia imminente”. La gran parte di questi individui sono “francesi” o “britannici”, quindi non è possibile espellerli. Ecco a cosa ha portato lo ius soli: alla creazione di una quinta colonna nemica in casa propria. Si dice che ciò dipenda da un’integrazione attuata malamente, ma non è vero. Le biografie dei terroristi parlano chiaro: sono quasi tutti inseriti, hanno frequentato buone scuole, hanno lavori, amici, vita sociale. Ma lasciano tutto questo per seguire un richiamo ancestrale che nessuna norma burocratica può cancellare.
    7. La presunta ovvietà dello ius soli viene meno se la immaginiamo al contrario: è evidente a tutti che il figlio di un imprenditore italiano trasferitosi in Cina non diventa, per via di questa contingenza, un cinese. La violenza intrinseca in questa visione sradicante ci sembra assolutamente evidente e lampante se cambiamo prospettiva. Lo “scandalo” culturale dei figli di stranieri che non diventano automaticamente cittadini del paese in cui nascono viene meno se immaginiamo di essere noi gli stranieri, a meno che non si tratti di contesti etnicamente prossimi (cioè dei Paesi “occidentali”). Questo perché dietro le buone intenzioni umanitarie si nasconde come al solito un razzismo a rovescio, se è vero che i fan dello ius soli non immaginano regalo migliore da fare agli immigrati che “innalzarli” al nostro livello, come se la concessione della cittadinanza fosse un premio da concedere a chi ha avuto la “sfortuna” di non nascere italiano.
    8. Quando diciamo “cinese”, “arabo”, “giapponese”, “nigeriano”, noi diamo a questi termini un’unanime e pacifica connotazione etnica. Abbiamo in mente persone che abbiano determinate caratteristiche fisiche, che parlino una certa lingua, che siano portatrici di alcune peculiari specificità culturali. Loro stessi, del resto, si vedono in questo modo. Ci sono delle eccezioni, certo, ma che non stravolgono la regola. Nell’immaginario collettivo, permane ancora il ricordo di quando la stessa cosa valeva per le parole “svedese”, “francese” o “italiano”. Solo che in questi ultimi casi, i rispettivi governi hanno imposto, con un atto ideologico al di fuori di qualunque ovvietà, una visione disincarnata e burocratica della cittadinanza. Ma questa è, appunto, una forzatura, un’opera di cinica ingegneria sociale, non è qualcosa di scontato, naturale, sacrosanto, come ci viene detto.
    9. Né la “bontà” o la “generosità” possono essere una scusa per l’accoglienza. Lo ius soli non è la prosecuzione, bensì la negazione dell’idea autentica di “accoglienza”. Dare riparo e sostegno a una popolazione in difficoltà, per un periodo limitato, in modo controllato e nella misura in cui è possibile farlo, è qualcosa che risponde a un criterio di generosità ed equità. L’installazione di tali popolazioni su territorio altrui in modo permanente, per le generazioni a seguire, non è accoglienza, è sostituzione di popolo. Nessuno darebbe un giaciglio a un amico in difficoltà se costui dichiarasse di voler restare in casa nostra per sempre e qui far crescere i suoi figli, ai quali insegnare che l’abitazione in cui vivono è di loro proprietà. Né, del resto, costui sarebbe un vero amico.
    10. Non è affatto vero che, con la legge attuale, si possa diventare italiani solo da maggiorenni. All’art. 14, infatti, l’attuale testo recita: “I figli minori di chi acquista o riacquista la cittadinanza italiana, se convivono con esso, acquistano la cittadinanza italiana, ma, divenuti maggiorenni, possono rinunciarvi”. La stessa legge prevede già casi di ius soli: i nati da cittadini apolidi (ovvero soggetti privi di qualunque cittadinanza) sono di diritto cittadini italiani, quando nascono nei nostri confini, così come i figli di un solo genitore italiano. Esiste, ancora, il caso nel quale i genitori siano ignoti. Non siamo in presenza di una legge draconiana o discriminatoria, le variabili previste sono molte. E infatti non risulta che gli stranieri abbiano grosse difficoltà a diventare italiani senza lo ius soli: nel 2016 hanno ottenuto la cittadinanza italiana 205.000 stranieri (nel 2012 erano stati poco più di 63.000). Il 39,7% ha meno di 19 anni, il 9,2% dai 20 ai 29 anni, il 16,4% dai 30 ai 39 anni, il 20% dai 40 ai 49 anni, mentre gli over 50 sono il 13,9%.
    Manifesto contro lo ius soli: 10 ragioni per evitare il suicidio | IL PRIMATO NAZIONALE

    VATICANO VUOLE CARNE FRESCA: “IUS SOLI INDISPENSABILE”
    Hanno finito i bambini italiani – E’ sempre più difficile procurarsi carne fresca da parte dei preti di Bergoglio, gli pseudo-cristiani.
    Così, per il Vaticano la legge sulla cittadinanza, che introduce lo ius soli, è “indispensabile”.
    “Ius Soli e Ius Culturae – dice il solito fanatico monsignor Gian Carlo Perego in una intervista al giornale di fake news Repubblica – sono strumenti che migliorerebbero la vita nelle nostre città, favorendo inclusione e partecipazione”.
    Nell’intervista monsignor Perego attacca chi si oppone allo scempio: “Seminare panico e confusione non serve. E poi – incalza – perché non votare una legge giusta soltanto perché ci sarebbero altre presunte priorità? Questa legge – conclude – aiuterebbe diversi ragazzi a trovare più facilmente lavoro e aiuterebbe la nostra economia”.
    Quindi a toglierlo ai ragazzi italiani veri.
    Vaticano vuole carne fresca: ?Ius Soli indispensabile? | Vox

    LUCCA: CANDIDATURA AFRICANO ISLAMICO AFFONDA FRATELLI D’ITALIA, DOPPIATI DA CASAPOUND
    Lucca andrà al ballottaggio, si sfideranno il sindaco degli zingari, l’uscente Tambellini, che dimezza i voti, e il candidato del cdx. Sorprende, non noi, il risultato di CasaPound terza forza della città.
    Il candidato Fabio Barsanti, con il 7,8%, supera il grillino Massimiliano Bindocci, fermo al 7,6%. Non solo, le liste di CasaPound quasi doppiano quella di Fratelli d’Italia fermatasi sotto il 5%, nella bufera dopo la candidatura di un senegalese molto estroverso. A spanne, con questa candidatura, FdI ha perso la metà dei voti confluiti verso CasaPound.
    E’ la dimostrazione che le ‘aperture’ non pagano. Paga, invece, essere coerenti come CPI.
    LUCCA: CANDIDATURA AFRICANO ISLAMICO AFFONDA FRATELLI D?ITALIA, DOPPIATI DA CASAPOUND | Vox

    FLOP, IL CANDIDATO AFRICANO ISLAMICO HA PORTATO 2 VOTI ALLA MELONI
    Tanto è valsa la candidatura di un senegalese alle liste di Fratelli d’Italia a Lucca: il suo e quello di chi l’ha candidato. In cambio ne hanno persi centinaia verso le liste di CasaPound.
    Ne valeva la pena?
    Flop, il candidato africano islamico ha portato 2 voti alla Meloni | Vox



    No allo “Ius soli”, Fratelli d’Italia pronto alle barricate: «Nessuna trattativa»
    GROSSETO – “La pericolosa possibilità che la riforma del diritto di cittadinanza permetta l’introduzione dello “ius soli” apre scenari preoccupanti per la nostra Nazione. Se la legge passerà anche al Senato, appoggiata da Pd e sinistra, basterà che uno solo dei genitori sia in grado di esibire un diritto di soggiorno illimitato o un semplice permesso di soggiorno nell’Unione Europea perché ai figli minori venga garantita la cittadinanza italiana. Allo “ius soli” s’affiancherà poi il cosiddetto “ius culturae” che consentirà ai minori stranieri arrivati nel nostro Paese prima dei dodici anni di diventare italiani esibendo una semplice licenza di scuola elementare. Oltre al fatto che il valore dell’identità della cittadinanza italiana verrà ridotto a semplice automatismo burocratico il vero problema riguarda il contesto storico in cui questa legge si colloca”.
    E’ quanto comunica in una nota la Federazione provinciale di Fratelli d’Italia di Grosseto.
    “Premesso che lo “ius soli” rappresenta un fattore di attrazione di ulteriore immigrazione, il rischio è anche in relazione al pericolo del terrorismo. In caso di approvazione della normativa, i futuri governi rischieranno infatti di non aver più strumenti adeguati, come le espulsioni, per fermare i terroristi legati a cellule islamiche internazionali. Dobbiamo scongiurare il pericolo che qualcuno voglia farci diventare come Francia, Belgio o Inghilterra, ovvero laddove lo ius soli ha chiaramente fallito e laddove gli attacchi feroci arrivano proprio dagli immigrati di seconda o terza generazione, quindi esattamente da coloro che hanno goduto del diritto del suolo poiché la cittadinanza sulla carta non ha creato alcuna cittadinanza reale senza un percorso di integrazione consapevole vero e convinto da parte degli immigrati stessi”.
    “Ius soli non significa accoglienza – conclude la nota – impiantare popolazioni sul nostro territorio in modo permanente per le generazioni a seguire, regalando loro la nostra cittadinanza italiana, non è accoglienza ma sostituzione di popolo, e ci vedrà pronti alle barricate. Nel caso in cui la legge sarà approvata avvieremo subito una raccolta firme per abrogarla. Siamo ancora in tempo per fermare questo attacco frontale alla nostra identità: fra un decennio sarà troppo tardi per pentirsene”.
    https://www.ilgiunco.net/2017/06/16/...na-trattativa/

    Ius soli, Salvini: «E' una follia, e per fermarla le proveremo tutte»
    Il segretario del Carroccio: «No, di regalare cittadinanza e magari domani anche il diritto di voto agli immigrati. Daremo un referendum coinvolgendo 60 milioni di italiani chiedendogli se vogliono continuare a vivere in Italia»
    «I parlamentari del Partito Democratico vivono smart. Centocinquantamila italiani scappano all'estero perché cercano lavoro, le culle non sono mai state così vuote. Ogni giorno chiudono cento aziende in Italia e sbarcano mille immigrati. Di cosa si occupa il Pd? Di ridurre le tasse, di aiutare i pensionati? No, di regalare cittadinanza e magari domani anche il diritto di voto agli immigrati. E' una follia, e per fermarla le proveremo tutte: non ultima un referendum, coinvolgendo 60 milioni di italiani chiedendogli se vogliono continuare a vivere in Italia o se pensano di essere stranieri in casa loro». Così il leader della Lega, Matteo Salvini, commentando la bagarre scoppiata ieri in Senato durante la discussione per l'approvazione della legge sullo «Ius Soli».
    «Non si capisce l'urgenza di questa legge se non per cercare di recuperare qualche voto o qualche iscritto ai sindacati, altrimenti un Parlamento serio si occuperebbe di altro. Gli unici razzisti in Italia sono quelli del Pd che sono razzisti nei confronti degli italiani», ha continuato Salvini. «La gente è esasperata, bisogna bloccare l'invasione clandestina in corso, non regalare altri pseudo-diritti. Io inviterei i ministri del Pd a un confronto al mercato, con i poliziotti, con i commercianti e i pensionati».
    https://www.diariodelweb.it/italia/v...0170616_424251

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    Predefinito Re: Le delizie della società multietnica

    L’Italia finisce dopo cena
    Se volete avere una proiezione su cosa diventerà l’Italia tra pochi anni, uscite la sera dopo cena. Prendete il bus, la metro, il treno. Andate alla stazione Termini e nei suoi paraggi o comunque intorno alle stazioni delle vostre città.
    Ogni sera, dopo cena, l’Italia sparisce. Come Cenerentola nella fretta di rincasare a mezzanotte perdeva la scarpina, così l’italiano la sera perde lo Stivale. L’Italia si barrica in casa, vive davanti agli schermi, il video della tv, del pc, degli smartphone, degli i-pad.
    Agli arresti domiciliari. Non è solo questione d’abitudine o di stanchezza, di scelta o di pigrizia. È questione d’insicurezza, paura e disagio. Qualche giorno fa è emerso un dato, le donne non viaggiano da sole di sera.
    Ma nessuna di quelle femministe coccodé che solitamente strepitano sulla questione femminile, la parità dei diritti, le donne aggredite e offese– prendine una a caso, la Boldrini – ha aperto bocca e ha denunciato la cosa. Per forza, perché si trattava di ammettere che i treni e i bus di sera sono popolati da torme di sbandati e di immigrati clandestini.
    La gente percepisce il pericolo. Non è razzismo, è paura. La radice della parola xenofobia del resto è quella: non odio e disprezzo verso gli stranieri, non senso di superiorità etnica, ma paura unita a una sensazione di smarrimento.
    Sentirsi stranieri nella propria città. La sera, soprattutto nei mezzi pubblici di trasporto, gli italiani diventano una minoranza in casa loro: incontri più immigrati che concittadini, connazionali. Sono la maggioranza assoluta.
    Se continuano gli sbarchi a migliaia al giorno, finirà che il dopocena si prenderà tutta la giornata. E gli italiani diventeranno una minoranza in casa loro.
    Vero, gli italiani non fanno figli. O fuggono all’estero perché non trovano lavoro o trovano la pressione fiscale davvero insopportabile. Così lasciano spazi vacanti che vengono colmati dagli sbarchi.
    Ma il risultato, in uscita o in entrata, è poi quello: l’Italia sparisce, si va africanizzando e islamizzando, e in alcune zone cinesizzando e balcanizzando, per non dire degli zingari (Roma perde la finale, si fa rom).
    Mi è capitato più volte anche di giorno di uscire dalla stazione di una città e di dover camminare per 300-400 metri prima di vedere un italiano. Solo neri, immigrati, rom, alcuni questuanti, altri languenti, qualcuno minaccioso.
    E quando finalmente vedi un concittadino ti viene voglia quasi d’abbracciarlo, di fare una rimpatriata. Vedi solo neri o se cambi percorso, come a Roma andando verso Piazza Vittorio, entri in China town e paraggi. Al centro storico il paesaggio si fa più frastagliato, perché agli immigrati si aggiungono i turisti, la marea di b&b che hanno un ruolo decisivo nell’ampliare a dismisura l’immondizia random per le strade.
    Ma l’italiano diventa una minoranza.
    Eppure sapevamo, e lo confermavano tanti studi scientifici, che se un territorio in cui sei nato e cresciuto viene gradualmente occupato da una popolazione sostitutiva, si rompe il rapporto tra cittadini e città, si altera il tessuto connettivo di una città, il legame civico, la sensazione elementare di sentirsi a casa e di dover dunque concorrere al bene della tua città.
    Ti senti espulso, invaso, alienato. C’è quella legge di natura definita dagli etologi e dai sociobiologi imperativo territoriale. Anche quella soglia è “bio”, perché non tutelarla, voi che riducete tutto a “bio”, dall’etica ai pomodori?
    Ogni comunità ha una soglia di accettazione e di sopportazione per non snaturarsi. Una soglia fisiologica; superata quella, la situazione diventa patologica. Sentiamo che ogni giorno vengono allargate le soglie.
    Addirittura si smistano su Roma il 50% dei nuovi sbarchi; giustamente anche se tardivamente, e non so quanto efficacemente, insorge la Raggi. E lo fa perché Roma la spinge a farlo, i romani lo chiedono.
    No, non si può stressare una città a tal punto. Roma ha sempre avuto le braccia aperte, è paziente, è accogliente, se ne frega, non ha mai avuto diffidenza verso quelli che a nord si chiamavano vu’cumprà. Però non si può esagerare, non puoi ridurre un popolo a sentirsi straniero in casa sua.
    E la stessa sensazione di disagio in scala è nei piccoli paesi, dove accogliere in piccole comunità 50 immigrati di botto, e non immigrati integrati nel tessuto lavorativo, nella città, nella lingua, ma nullafacenti, ciondolanti per le strade, giovani, single, pieni di energie e dunque affamati di tutto, di cibo, di sesso, di soldi, significa spargere mine sul territorio e alterare il rapporto tra cittadini e habitat.
    Anziché prendervela con cechi, ungheresi e polacchi che cercano di arginare la marea, è tempo di rivedere in Italia e ai confini la politica dell’accoglienza.
    E sottrarla ai demagoghi dell’accoglienza, sia istituzionali che in tonaca, per rispettare il senso della misura e del confine, che è la premessa di ogni civiltà e del bene comune.
    L'Italia finisce dopo cena - Marcello Veneziani

    Chi paga il conto (stellare) dei nuovi italiani
    Questo diritto per i soggetti esteri genera dei costi per chi cittadino lo è già. Le conseguenze su concorsi e università
    Francesco Forte
    Nella discussione sulla cittadinanza in base allo ius soli, inventato dopo la scoperta dell'America per toglierla agli Indios, si dimentica che questo diritto per i soggetti esteri genera dei costi per chi cittadino lo è già sia perché ci sono nuove spese e sia perché essendo la «coperta corta», ce n'è meno per ciascuno.
    I leader politici che sostengono lo ius soli dovrebbero spiegare che «non è un pasto gratis». In Italia esiste la legge sull'invalidità civile che dà diritto a una indennità mensile ed a una serie di agevolazioni, per gli italiani invalidi civilmente, per nascita o disabilità successiva, extra lavoro, conseguita in qualsiasi età.
    Inoltre è prevista, a carico del Tesoro, la pensione sociale per i cittadini anziani, privi di altra pensione o/e reddito adeguato. La concessione, della cittadinanza per ius soli, genererebbe un diritto a tale indennità, anche per chi sia tornato nel paese di origine o sia andato in un terzo.
    Gli extracomunitari potranno fruire del bonus bebè anche se privi di permesso di soggiorno di lunga durata.
    Con lo ius soli, potranno aprire una impresa o fare un lavoro autonomo anche extracomunitari con permesso di soggiorno breve.
    L'annuncio che in Italia c'è lo ius soli agirà da incentivo all'immigrazione illegittima in particolare di donne in gravidanza e di giovani.
    Inoltre tanti semi clandestini che sono in Italia da molto tempo faranno emergere diritti di cittadinanza per lo ius soli dei loro figli.
    Ora, in estensione alla social card, è stato creato il reddito di inclusione, collegato alla cittadinanza. Estendendo il diritto a essere italiani cresce il numero degli aventi diritto al reddito di inclusione. I grillini, che sostengono che tutti debbono avere un «reddito di cittadinanza» se non trovano lavoro o non lo vogliono trovare, ora si oppongono allo ius soli, dopo esserne stati paladini, perché il loro progetto elettoralistico principale sarebbe messo a repentaglio dal fatto che cresca troppo il numero dei cittadini. Così si contorcono.
    Quelli del Pd sventolano il proprio disegno di legge sullo ius soli, per dimostrare che i «veri umanitari» son loro. Ma non spiegano che ci sono nuovi costi e che poiché «i posti a tavola sono limitati», qualcuno dovrà rimaner fuori. Se ci sono più italiani, quelli che lo sono già vedono sminuiti i propri diritti, come quelli per le iscrizioni ai corsi universitari a numero chiuso e alle borse di studio in cui c'è la distinzione fra i posti per gli italiani e quelli per gli stranieri. Lo stesso vale per i concorsi negli impieghi pubblici e per molte agevolazioni statali, regionali e di enti locali per le quali, nella domanda, bisogna mettere che si è italiani.
    Grossi problemi di costi sorgerebbero per gli uffici anagrafici e per quelli dei passaporti, che debbono rilasciarne un maggior numero, controllarne l'aggiornamento e fare traduzioni in lingua italiana di certificati in lingue afro-asiatiche spesso con caratteri sconosciuti.
    Nuovi costi per gli uffici elettorali, con l'aumento degli aventi diritto al voto; e nuove spese per i seggi elettorali all'estero e per le nostre ambasciate.
    Desideriamo accogliere gli stranieri senza mezzi, vogliamo farli nostri concittadini per ius soli, vogliamo dar loro il reddito di inclusione e altri «pasti gratis» e posti perché «ci sentiamo umanitari»? Bene. La domanda non è soltanto «chi paga il conto», ma anche «abbiamo abbastanza mezzi per pagare il conto?».
    Chi paga il conto (stellare) dei nuovi italiani - IlGiornale.it

    Effetto ius soli, ecco i numeri: un «nuovo italiano» ogni 4 nati
    Solo a Milano i bimbi figli di stranieri sono un quarto delle nascite. E con la legge sarebbero tutti cittadini
    Redazione
    Un quarto: questa la proporzione tra i bambini italiani nati a Milano da gennaio al 9 giugno 2017 e quelli nati da genitori stranieri. Su un totale di 4.396 nuovi nati residenti nella città che ha organizzato la manifestazione «20 maggio senza muri», 3.146 sono da genitori italiani e 1.250 da stranieri. A questi vanno aggiunti 304 nati da genitori italiani non residenti e 1.698 da stranieri non residenti. Questi dati ci restituiscono una fotografia molto chiara della composizione della popolazione milanese: quasi un quarto dei bambini sono stranieri, che con lo ius soli temperato, il disegno di legge attualmente in discussione al Senato, potrebbero diventare italiani. Attenzione, dai dati del Comune di Milano non è possibile capire gli anni di residenza dei genitori stranieri (requisito per lo ius soli la residenza da almeno cinque anni dei genitori). Diverso il caso dei figli di stranieri non residenti, che supera addirittura i nati da stranieri residenti (1.698 contro 1.250). Cioè figli di clandestini o di richiedenti asilo, o di stranieri in regola con il permesso di soggiorno, ma che non hanno fato richiesta o comunque non hanno concluso l'iter per la residenza.
    La proporzione: - uno su quattro - è confermata dai dati dell'Inps di qualche giorno fa: si contano 167.033 milanesi (cioè residenti) tra 0 e 13 anni, di cui 42.468 extracomunitari. «Preoccupa il fatto che gli italiani non facciano figli, a differenza degli stranieri. Colpa anche della politica vessatoria del Comune che ha introdotto la tassa sulle scuole dell'infanzia e aumentato le tariffe dei centri estivi - commenta Gianluca Comazzi, capogruppo di Forza Italia in Comune - . Manca un piano strategico sul lungo periodo ovvero risorse per rendere gratuiti gli asili per i milanesi indigenti, sostegno alla maternità, un piano serio sulla casa e politiche sociali che non si occupino soltanto degli immigrati».
    La città governata da Beppe Sala e la regione Lombardia sono in testa alle classifiche per numero di cittadini stranieri che chiedono e ottengono il passaporto italiano. Tradotto in numeri: un quarto delle oltre 200mila cittadinanze ottenute nel 2016 da persone nate all'estero sono nella regione. E nel 2017 si contano già 1.990 cittadinanze conferite a Milano, in base all'attuale legge (91/ 1992). «In Lombardia - spiega l'Ismu (Iniziative e studi sulla multietnicità) - si riscontra la più alta percentuale di acquisizioni di cittadinanza. La Lombardia registra la più alta percentuale di cittadinanze ottenute tramite trasmissione familiare (figli di un italiano e uno straniero) o scelta ai 18 anni (44,4%)».
    Allargando lo sguardo sulla nazione si parla di 600mila nuovi potenziali italiani, ovvero figli di immigrati nati in Italia dal 1998 a oggi cioè ancora minorenni, i cui genitori risiedono nel nostro Paese da almeno cinque anni, cui si aggiungono 178mila potenziali nuovi italiani in base allo ius culturae, ovvero minorenni nati all'estero ma che hanno già completato almeno cinque anni di studi da noi.
    Effetto ius soli, ecco i numeri: un "nuovo italiano" ogni 4 nati - IlGiornale.it

    EPIDEMIA DI TUBERCOLOSI IN PAESINO DOPO SBARCO PROFUGHI
    San Potito, in Irpinia, era un piccolo comune italiano come tanti. Fino a quando il governo ha deciso di inviare in loco una trentina di cosiddetti profughi. Da allora è scoppiata un’epidemia di Tubercolosi.
    Nonostante questo, in una sorta di fanatismo e assaggio di quello che aspetta a tutti noi, il commissario prefettizio La Montagna ha annunciato l’arrivo di altri 20 cosiddetti profughi.
    Sono ormai diversi i casi di tubercolosi registrati nelle ultime settimane, con epicentro del focolaio il centro profughi. Così ieri la comunità è scesa in piazza per un presidio che potrebbe diventare permanente per sconngiurare l’arrivo di altri coloni, potenzialmente infetti. Insomma, il malcontento è tanto e i cittadini si dicono pronti alle barricate.
    Intanto uno dei migranti è ricoverato nel reparto di malattie infettive del Moscati. Il primario Acone sta effettuando ogni esame necessario. Febbre alta e tosse i sintomi principali dell’infezione. In paese è allarme.
    Epidemia di Tubercolosi in paesino dopo sbarco profughi | Vox

    PROFUGO OSPITATO DA PARROCCHIA INFETTA 18 BIMBI CON TUBERCOLOSI
    Un rifugiato ospitato come richiesto da Bergoglio dalla parrocchia locale ha infettato i bambini della scuola materna di Bünsdorf, in Germania, con la tubercolosi. Almeno 18 i bambini colpiti. Tutti sono stati sottoposti a trattamento antibiotico preventivo che durerà diverse settimane.
    L’uomo è un rifugiato proveniente dallo Yemen, ospitato da fine gennaio a fine maggio nella chiesa parrocchiale. Per propagandare l’accoglienza ha frequentato ripetutamente i bambini della scuola materna gestita dai religiosi.
    La settimana scorsa l’uomo è stato portato in ospedale e si è scoperto che era affetto da tubercolosi. Sembra che si tratti di una forma altamente contagiosa di tubercolosi, anche se questo è ancora da accertare e serviranno ulteriori esami.
    Ovviamente i genitori sono furiosi. Non comprendono perché il rifugiato abbia avuto accesso alla scuola materna: “Noi genitori dovremmo dare il consenso ad attività di questo, invece uno straniero può semplicemente entrare nella scuola materna quando vuole”. Secondo i genitori il numero delle vittime è molto più grande dei 18 bambini e quattro insegnanti. “Ci sono fratelli, familiari e amici che ora devono essere esaminati”.
    Profugo ospitato da Parrocchia infetta 18 bimbi con Tubercolosi | Vox

    Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin nel primo giorno di lancio del numero verde 1500 sui vaccini
    «Abbiamo flussi di milioni di persone che provengono anche da Paesi in guerra, da luoghi in cui queste epidemie ci sono. Ci sono in Nordafrica, nell'Est, ci sono stati casi di difterite in Europa» ha avvertito il ministro della Salute Beatrice Lorenzin nel primo giorno di lancio del numero verde 1500 sui vaccini. «Viviamo in un contesto geopolitico completamente diverso da quello di 20 anni fa -aggiunge-. Abbiamo quindi delle situazioni che dobbiamo monitorare».
    https://amp.diariodelweb.it/italia/v...0170614_423690

    #Morethanrefugee: ennesima campagna pro immigrati. Ma non abbocca più nessuno
    Di Vittorio Sasso
    La narrazione del video pro rifugiati nella (ennesima) giornata a loro dedicata è da Libro Cuore: una ragazza ugandese che gioca a calcio, un’altra irachena appassionata di musica rap, ed un nonno palestinese che costruisce aquiloni. Tra le loro facce, le loro storie, i commenti di due volontari (un uomo ed una donna, lui inglese lei di origine araba) che ci spiegano in poche parole le loro esperienze emotive nei “campi profughi”. Il video si conclude con il nonno barbuto che dice “Non me ne andrò finché non lo farò volare in cielo” l’aquilone, non il missile o la barrel bomb eh… segue il decollo dell’innocente giocattolo nel cielo azzurro di un campo greco.
    Una narrazione strappalacrime, da Libro Cuore appunto, un esempio magistrale di propaganda che fa leva sui sentimenti dell’uomo più intimi: come si fa a non commuoversi per la ragazza ugandese che gioca a calcio, e per il nonno che costruisce aquiloni per i bambini del campo? L’empatia regna sovrana. 10 e lode ai produttori del video. Pioggia di like quindi? No. Il pubblico di YouTube, non di Der Adler o di un altro giornale “fascista”, sommerge di commenti negativi il video ed i “pollice verso” non si contano. Anzi, si contano eccome. Sono più di 200mila a fronte di soli 80mila “pollice recto”. Insomma in una parola “il popolo del web” non apprezza. Nei commenti poi viene espressa quella che sembra essere l’anima di un risveglio: oltre ai soliti insulti e alle invocazioni al “Reich”, il filo rosso che accomuna il pensiero dei commentatori è che ci si trovi davanti ad una invasione di finti profughi, una ondata di immigrazione clandestina mossa da interessi economici (i famosi “migranti economici” di renziana memoria); inoltre c’è chi fa notare come, mentre nel video si vedono solo donne, vecchi e bambini, nella realtà gli immigrati siano composti nella stragrande maggioranza da uomini adulti che “hanno lasciato indietro queste donne e bambini”, come scrive un utente.
    Commenti anche brevi ed al fulmicotone come il geniale “More than a refugee: an invader” (Più di un rifugiato: un invasore) che, nella loro pungente sinteticità esprimono appieno quello che è un sentimento diffuso in tutta Europa, viste le nazionalità di chi li ha scritti. Propaganda quindi rispedita al mittente questa volta, nonostante il tentativo, alquanto goffo, di far leva sugli istinti di pancia dell’uomo come l’empatia ed il pietismo. Sì abbiamo scritto “di pancia”, perché non c’è cosa più istintiva di commuoversi davanti ad un bambino, ad una donna o ad un vecchio, ma questa volta a quanto pare non ha funzionato. Per fortuna.
    #Morethanrefugee: ennesima campagna pro immigrati. Ma non abbocca più nessuno

    Navi anti-Ong, la sinistra protesta. E chiudono il conto agli Identitari
    La decisione di Paypal dopo la protesta social degli attivisti di sinistra in Francia. Generazione Identitaria: "Non ci fermeranno. Le Ong che raccolgono migranti hanno paura di noi"
    Giuseppe De Lorenzo
    Se collettivi e quotidiani di sinistra protestano, Paypal risponde. Tutto molto politicamente corretto. Nei giorni scorsi infatti la piattaforma di pagamenti online ha congelato il conto intestato a Generazione Identitaria (GI), il movimento internazionale di destra che ha avviato una raccolta fondi per mettere in mare una flotta in grado di ostacolare le operazioni delle Ong che importano migranti in Italia.
    Video
    Migranti, la flotta patriottica che ostacola le navi delle Ong - IlGiornale.it
    Proviamo ad andare con ordine. Come ilGiornale.it aveva raccontato in esclusiva, ad aprile un'imbarcazione carica di ragazzi "identitari" era riuscita a bloccare la nave Aquarius della Ong Sos Mediterraneé. Un'azione estemporanea, in quel caso simbolica. Ma che aveva l'obiettivo di dare il via ad una campagna "più strutturata per fermare il più grande business economico mai intentato ai danni dei popoli europei". Ovvero "l'immigrazione massiva" sostenuta dalle operazioni di salvataggio delle Ong.
    La raccolta fondi intitolata Defende Europe in poche settimane ha spinto migliaia di europei a donare qualche euro per sostenere l'attività del movimento patriottico. In totale circa 70mila euro, 40mila attraverso bonifici bancari e altri 30mila nella piattaforma PayPal. E qui casca l'asino.
    Perché quando si diffonde la notizia della "flotta anti-Ong", movimenti di sinistra e giornaloni gridano alla "pirateria" e si mobilitano per ostacolare le attività di GI. Prima un'attivista britannica, Caroline Criado-Perez, avvia una contro-iniziativa online. Poi sui social network nasce l'hastagh #StopDefendEuropePaypal, con cui gli internauti accusano PayPal di essere "complice" degli identitari, minacciando di boicottare il sistema di pagamento e ipotizzando azioni legali.
    In un primo momento Paypal prova a invocare le norme sulla privacy. Poi cede alle pressioni. "Esaminiamo regolarmente le attività dei nostri clienti in base alle nostre condizioni d'uso - ha scritto l'azienda a Rue89 in una mail - Come parte di questo processo, passiamo in rassegna nel dettaglio tutte le azioni che vengono segnalate e stiamo per sospendere il nostro rapporto con i clienti che non rispettano la nostre condizioni. La politica di PayPal è di vietare che i nostri servizi sono utilizzati per accettare pagamenti o donazioni per le organizzazioni le cui attività predicare l'odio, la violenza o intolleranza razziale. La nostra politica sulla privacy ci proibisce tuttavia di fare qualsiasi commento su un account specifico". Risultato: ora Paypal ha deciso di congelare il conto di Generazione Identitaria. "Sabato abbiamo ricevuto una mail in cui ci veniva comunicata l'apertura di un'indagine sulla nostra raccolta fondi".
    Per ora GI non ha più accesso a 30mila euro che i suoi sostenitori gli avevano inviato usando quel metodo di pagamento. "Ci hanno detto che i fondi non erano trasferibili, potevamo solo rispedirli indietro ai nostri donatori". E così è stato fatto. "Abbiamo scritto diverse mail per informarli che gli sarebbero tornati indietro i soldi e abbiamo avviato una nuova colletta da 30mila euro sul sito Defende Europe per recuperare le somme congelate". Il contrattempo non li scoraggia: "Siamo certi che questo ci aiuterà a trovare ancora più sostenitori".
    Sarà un caso, ma ad avere interessi sulle attività di Paypal c'è anche il finanziere George Soros, che secondo Business Insider nel 2015 possedeva "137 milioni di dollari, o più di 4,4 milioni di azioni, in PayPal". Lo stesso Soros che ha più volte sostenuto le cause immigrazioniste.
    Intanto le operazioni per mettere in mare le navi anti-Ong proseguono. "Ci stiamo per mettere in contatto con la Guardia Costiera libica - spiega l'attivista di GI - nella speranza di poterci accreditare come una sorta di Ong al contrario che operi nella Sar zone di Tripoli e riporti indietro i barconi che salpano dalle coste della Libia". Generazione Identitaria ha già messo gli occhi su una grande imbarcazione in grado di fronteggiare le rivali umanitarie. "Sappiamo che le Ong temono la nostra iniziativa. Ma noi non ci fermeremo".
    Navi anti-Ong, la sinistra protesta. E chiudono il conto agli Identitari - IlGiornale.it

    ROMANO PRODI CELEBRA RAMADAN: “SIAMO TUTTI ITALIANI”
    Non dobbiamo solo non dare la cittadinanza agli immigrati, ma toglierla anche ai traditori
    Romano Prodi ha preso parte ieri sera a Bologna all’iftar, il pasto di rottura del digiuno nel corso del Ramadan, al quale la sedicente comunità islamica cittadina ha invitato chi li ha fatti venire in Italia.
    Per la prima volta nel capoluogo la comunità islamica celebra l’iftar, il pasto di rottura del digiuno nel mese sacro del Ramadan, in un luogo diverso dal centro di preghiera di via Pallavicini, e lo fa invitando a partecipare il sindaco Virginio Merola, l’arcivescovo Matteo Maria Zuppi, il questore Ignazio Coccia, il prefetto Matteo Piantedosi, il rettore dell’Università Francesco Ubertini: la feccia istituzionale cittadina.
    Non poteva mancare Romano Prodi: “Oggi siamo tutti qui – ha detto l’ex premier – e siamo tutti italiani, abbiamo un avvenire in comune”.
    “È bello che le nostre strade si chiudano per aprirsi agli altri – ha dichiarato il sindaco Virginio Merola – ne abbiamo bisogno come Paese e come europei. Dobbiamo continuare a saper costruire insieme”.
    Purtroppo non è potuto intervenire il ‘nuovo bolognese’ Youssef, che nel frattempo si è fatto ‘esplodere’ a Londra.
    “Senza ponti non si vive – ha detto l’arcivescovo di Bologna, monsignor Matteo Maria Zuppi, usando una frase da bacio perugina andato a male – se ci si conosce l’estremismo cala, per combatterlo dobbiamo continuare a costruire ponti e creare legami di rispetto e amicizia”.
    Insomma, una massa di venduti senza amigdala. Potere dei Rolex e, nel caso di Zuppi, desiderio ormai evidente di essere culturalmente sodomizzati. E forse non solo culturalmaente.
    Romano Prodi celebra Ramadan: ?Siamo tutti italiani? | Vox

    IUS SOLI, VATICANO: “NECESSARIO PER SOSTITUIRE ITALIANI CON IMMIGRATI”
    Si chiama “sostituzione etnica”: fuori gli italiani, dentro gli immigrati. Lo ha detto in modo chiaro uno degli sgherri di Bergoglio, Monsignor Guerino Di Tora, vescovo ausiliare di Roma, presidente della famigerata Fondazione Migrantes e della Commissione Cei sulle migrazioni.
    Intervistato dal giornale amico Corriere della Sera, il predatore di anime spiega: “Qui si tratta di un diritto della persona che l’Europa ha già riconosciuto nella stragrande maggioranza delle nazioni. Del resto, come cristiani, andare incontro alle persone in una realtà umana che ci unisce mi pare doveroso. Secondo gli insegnamenti di Papa Francesco, dobbiamo includere, non escludere”. Prima si seguivano gli insegnamenti di Cristo, oggi la religione non è più il Cristianesimo, è il Bergoglianesimo, un’eresia terzomondista e dal masochismo esasperato.
    “Si fanno sempre meno figli, è anche una risposta al problema della denatalità. Molti italiani inoltre stanno emigrando, dal 2005 sono 4 milioni e 800mila in dieci anni, circa il 40%, per motivi di studio e gli altri di lavoro, intere famiglie che se ne vanno. Abbiamo bisogno di giovani. Probabilmente ce ne sono già 800mila che potrebbero usufruire di questa regolamentazione. Quante altre volte, in Italia, si sono fatte sanatorie?”.
    Questa è una dichiarazione di guerra. L’annuncio di una sostituzione etnica in corso. Programmata e voluta.
    Ormai la Chiesa è ostaggio di fanatici. Le parrocchie sono diventante centri attivi nella sostituzione etnica. Certo, ci sono alcuni preti che resistono. Ma è tempo che decidano da che parte stare: dalla parte del loro popolo, o dalla parte di un usurpatore che condurrà i cristiani al massacro islamico.
    Ius Soli, Vaticano: ?Necessario per sostituire italiani con immigrati? | Vox

    PENSIONE VERSO I 70 ANNI PER MANTENERE I PROFUGHI
    CI SI AVVICINA SEMPRE DI PIU’ AI 70 ANNI
    Il governo prepara un nuovo attacco sulle pensioni. I tecnici sono già al lavoro e la trappola è pronta a scattare subito dopo l’estate sotto forma di decreto con il quale l’esecutivo Gentiloni innalzerà a 67 anni l’età minima necessaria dai 66 e 7 mesi attuali. Non subito, ma dal 2019. Come sempre, il tutto viene giustificato dall’aumento dell’aspettativa di vita. In effetti, è questo il meccanismo fissato dalla legge e – stando almeno a quel che dicono i tecnici dei ministeri di Economia e Lavoro e quelli di Palazzo Chigi – non lascia troppo spazio all’interpretazione. L’età della pensione è legata alla speranza di vita a 65 anni, cioè il tempo che in media resta da vivere una volta superata questa ormai fatidica soglia.
    Scendendo nel dettaglio, secondo i numeri in possesso dei tecnici del governo, l’aspettativa di vita dopo i 65 anni si sarebbe allungata per gli uomini siamo passati dai 18,6 anni del 2013 ai 19,1 anni del 2016 e da 22 a 24 anni per le donne. La conseguenza è l’ulteriore innalzamento dei requisiti previdenziali che già adesso fanno dell’Italia uno dei Paesi dove si va in pensione più tardi.
    Ma il vero punto è un altro: siamo davvero sicuri che ci troviamo di fronte ad un aumento dell’aspettativa di vita, così come ci viene ormai raccontato da ogni parte? Il dubbio è più che legittimo se si considera che solo il 10 aprile scorso, il Rapporto Osservasalute pubblicato anche dall’agenzia Ansa ha certificato che nel 2015, in Italia, la speranza di vita alla nascita è più bassa di 0,2 anni negli uomini e di 0,4 anni nelle donne rispetto al 2014, attestandosi, rispettivamente, a 80,1 anni e a 84,6 anni.
    Pensione verso i 70 anni per mantenere i profughi | Vox

    DAL PULPITO
    Ius soli, il Papa Francesco e i vescovi predicano ma in Vaticano non esiste
    Si fa presto a esigere accoglienza e integrazione per gli immigrati, quando in casa propria si è i primi a tenerli "fuori". E dire che in Vaticano il pulpito per la predica sarebbe anche quello adatto. Eppure alle parole di Papa Francesco e dei vescovi sullo Ius Soli non corrispondo i fatti perché lo Stato del Vaticano è per certi versi un paradosso istituzionale. La popolazione è composta da soli immigrati, ma nessun bambino vi è mai nato. La cittadinanza viene accordata o revocata a discrezione dal capo dello Stato, cioè il Pontefice, e i figli dei cittadini, al 18esimo anno di età, diventano "residenti" con permesso di soggiorno. Le regole in materia sono talmente stringenti che non è consentito sul territorio di San Pietro nessun clandestino e le misure di sicurezza, tra muri e guardie di confine, fanno invidia a quel "cattivone" di Donald Trump.
    Secondo la legge "sulla cittadinanza, la residenza e l'accesso nello Stato della Città del Vaticano" riammodernata nel 2011 sono cittadini vaticani i cardinali che risiedono nel comune di Roma e dentro le mura leonine, i laici o i prelati residenti nel territorio vaticano per ragioni di dignità, carica, ufficio o impiego, sempre previo assenso del Pontefice. Possono acquistare la cittadinanza anche il coniuge, i figli e i fratelli di un cittadino vaticano purché siano conviventi, la perdono i cardinali, i diplomatici, il personale e i prelati residenti quando cessano dalla carica o dal servizio, così come coniuge e figli di un cittadino vaticano vengono cancellati dall'anagrafe se quel cittadino perde la cittadinanza.
    Ius soli, il Papa Francesco e i vescovi predicano ma in Vaticano non esiste - Libero Quotidiano

    SARTORI SUL MONSIGNORE PRO-IUS SOLI: “UN DEMENTE”
    Nei giorni in cui il Vaticano invoca la sostituzione etnica, e per bocca del segretario della Cei, monsignor Nunzio Galantino, preme sul parlamento abusivo perché approvi il famigerato Ius Soli, è bene ricordare cosa pensasse di lui
    Giovanni Sartori, uno dei pochi intellettuali con la palle e purtroppo scomparso.
    “Monsignor Galantino? A me quello mi sembra…un demente – dice Sartori, intervistato dal Messaggero – per due anni lui e gli altri della Chiesa di Bergoglio non hanno fiatato sulle stragi dei cattolici in Africa e nel resto del mondo, sulla continua persecuzione dei curdi. Pensino a quelle cose lì, e lascino perdere i temi che non competono loro”.
    Già allora, un paio di anni fa, il ‘demente’ era intervenuto per attaccare Salvini e propagandare l’immigrazione.
    “Si sono svegliati di botto – continua il politologo – e il fatto che abbiano preso a dire cose che dicono tutti e nel modo in cui le dicono tutti. E i curdi che muoiono? E gli altri cristiani martirizzati?”.
    “Per me, è una sciagura questo Vaticano che straparla. Se ne infischiano dei fatti veri e pensano a queste cosucce”.
    “Papa Francesco è un argentino furbacchione. E avrebbe immense questioni su cui concentrarsi. Si occupi di quella che lui chiama terza guerra mondiale combattuta a pezzetti”.
    Sartori sul monsignore pro-Ius Soli: ?Un demente? | Vox

    VESCOVI, UNA CASTA DI MANTENUTI CHE ODIA GLI ITALIANI
    “Stupisce la netta presa di posizione della Cei che invoca l’approvazione della legge che introdurrebbe lo ius soli e lo ius culturae” perché “raramente dalla Cei abbiamo sentito prese di posizione altrettanto dure e nette davanti ai tanti problemi che affliggono milioni di nostri cittadini in un’Italia che ha una disoccupazione generale all’11,5%, con una disoccupazione giovanile che sfiora il 40%, e oltre sei milioni di italiani con una pensione minima sotto i mille euro”, ha dichiarato Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato e responsabile organizzazione e territorio della Lega, secondo cui dei veri problemi degli italiani dovrebbe “occuparsi e preoccuparsi una Chiesa che vuole stare dalla parte degli ultimi, dei poveri, di chi è in difficoltà”.
    “L’attuale legge sulla cittadinanza funziona, eccome se funziona – fa notare il senatore leghista – dato che in due anni abbiamo concesso 385 mila nuove cittadinanze, il numero nettamente più alto in Europa: non bastano ai nostri vescovi più di 200 mila nuovi cittadini italiani l’anno? Cari vescovi, pensate a quei tanti italiani senza lavoro, senza una casa, senza una pensione dignitosa e lasciate che sia il Pd, a corto di idee e di voti, a pensare a coltivarsi il bacino elettorale degli immigrati…”.
    A noi non stupisce. Chi oggi controlla la multinazionale un tempo conosciuta come Chiesa cattolica, altro non è che il discendente diretto di uno degli apostoli di Cristo, Giuda. Solo che lui si limitò a 30 denari per la vita di un uomo, loro no. Loro se ne fanno dare 35 al giorno.
    A loro non interessa il benessere del popolo. Interessa dare sfogo alla propria perversione etnica e intanto vivere nel lusso. Predicano ponti, mentre stanno dietro ai muri, perché la loro etica corrotta li porta a desiderare la distruzione della nostra civiltà: sublimano la loro mancanza sessuale nella sottomissione verso il diverso. Basta guardare i loro volti: sono dei sodomiti culturali, dei masochisti. La loro è una forma corrotta di Cristianesimo: non più il sacrificio in nome della redenzione, ma il sacrificio fine a se stesso. Il loro Dio non è il nostro, il loro dio non sta in croce, il loro dio è la croce, dove inchiodano il popolo in un rovesciamento sadico della religione.
    La battaglia sullo Ius Soli non è politica. E’ tra vita e morte. E quando c’è in ballo la vita di un popolo, questo popolo ha il diritto a prendere le armi e fare la rivoluzione.
    VESCOVI, UNA CASTA DI MANTENUTI CHE ODIA GLI ITALIANI | Vox

    ECCO IL KAMIKAZE ISLAMICO DI BRUXELLES, BELGA PER IUS SOLI
    ORMAI E’ ‘NORMALE’ CHE UN CITTADINO PER IUS SOLI DI UN PAESE EUROPEO TENTI DI FARSI ESPLODERE IN MEZZO AI SUOI CONCITTADINI: PERCHE’ SE NON METTI MURI, QUESTO E’ IL RISULTATO, TERRIBILE
    Oussama Z., residente a Molenbeek, il quartiere a maggioranza musulmana di Bruxelles da dove provenivano gli immigrati islamici della cellula che colpì Parigi con una serie di attacchi coordinati il 13 novembre del 2015. Tra di loro anche Salah Abdeslam, che verrà poi arrestato proprio a Molenbeek il 18 marzo del 2016. Nel quartiere, ormai una ecnclave islamica nel cuore di Bruxelles, sono in corso perquisizioni. Inutile, servono retate e rimpatri di massa.
    Ma non possono farli: sono cittadini per Ius Soli.
    Il ministro degli interni belga, Jean Jambon, ha detto alla radio belga La Premiere che “il peggio è stato evitato” ieri sera, perché l’attentatore aveva con sé un’altra bomba – imbottita di chiodi, secondo l’emittente Vrt – che non è esplosa. Jambon ha anche detto che l’uomo è stato identificato, ed ha lasciato intendere che nella notte sono state effettuate delle perquisizioni che hanno portato all’identificazione
    L’attentatore era noto alla polizia per reati a sfondo sessuale e spaccio di droga. Il classico cursus honorum dei migranti islamici proto-terroristi.
    ECCO IL KAMIKAZE ISLAMICO DI BRUXELLES, BELGA PER IUS SOLI | Vox

    BERGOGLIO PARLA DI CRISTIANI STERMINATI, MA NON DICE DA CHI!
    “Le Chiese orientali specialmente in Siria, Iraq ed Egitto, vedono i loro figli soffrire a causa del perdurare della guerra e le insensate violenze perpetrate dal terrorismo fondamentalista”.
    “Non dimentichiamo – ha aggiunto Bergoglio – che in Oriente, anche ai giorni nostri, i cristiani, non importa se cattolici, ortodossi o protestanti, versano il loro sangue come sigillo della loro testimonianza”.
    Non una volta cita il termine ‘islamico’. Il terrorismo diventa ‘fondamentalista’, senza avere il coraggio di specificare rispetto a cosa. Questo nemmeno lascia cantare il gallo.
    Queste parole sono coltellate nel cuore dei Cristiani d’Oriente, sterminati non da qualcosa di ‘sconosciuto’, ma dagli Islamici.
    Poi l’unica cosa che interessa Bergoglio, che “i fedeli orientali, se costretti a emigrare, possano essere accolti nei luoghi dove giungono, e possano continuare a vivere secondo la tradizione ecclesiale loro propria”.
    E’ un profeta della decristianizzazione dell’Oriente e del meticciamento forzato delle popolazioni. Un criminale politico.
    Bergoglio parla di Cristiani sterminati, ma non dice da chi! | Vox

    Immigrati, quando i vescovi vendono ideologia
    di Riccardo Cascioli
    Apprendiamo dagli interventi di ieri di monsignor Nunzio Galantino (segretario della Conferenza Episcopale Italiana) e di monsignor Giancarlo Perego (direttore della Fondazione Migrantes e neo-vescovo di Ferrara) che «la Chiesa italiana vuole lo ius soli». E guai a chi non è d’accordo, verrebbe da aggiungere visti i toni perentori e polemici dei due interventi, curiosamente affidati entrambi al “salotto” di Repubblica.
    Ci interessa riprendere gli interventi dei rappresentanti della Conferenza episcopale: conoscendo chi sono, la loro uscita non è certo sorprendente, ciononostante fa sorgere alcune domande.
    Anzitutto, una questione di metodo: a nome di chi parlano esattamente i due? Non risulta che tra i vescovi italiani ci sia mai stato un dibattito per decidere la posizione su ius soli (cittadinanza concessa per luogo di nascita) e ius sanguinis (cittadinanza per legami familiari). Ed è curioso che siano proprio quelli che più parlano di “Chiesa sinodale” ad avere la tendenza a intervenire sempre a nome di tutti, senza aver mai consultato alcuno. Tanto più quando si tratta di intervenire su una legge dello stato italiano su cui c’è molto da discutere, come abbiamo spiegato ancora in questi giorni. Dunque, a che titolo Galantino e Perego parlano a nome della Chiesa?
    Quanto poi al tema della concessione della cittadinanza sulla base dello ius soli, abbiamo già spiegato abbondantemente perché siamo contrari. Non ripeterò qui dunque ragioni già dette. Ma le affermazioni di Galantino & Perego lasciano intendere che la Chiesa giudichi ovvio il favore per lo ius soli, una sorta di assoluto morale. Non è affatto così. Tanto è vero che neanche nello Stato della Città del Vaticano viene applicato lo ius soli per l’ottenimento della cittadinanza.
    In effetti nei documenti magisteriali della Chiesa non c’è mai un riferimento diretto alle condizioni per la concessione o il rifiuto della cittadinanza, nemmeno nella Erga Migrantes Caritas Christi, il documento del Pontificio Consiglio per i Migranti pubblicato nel 2004. Nel magistero si fa invece riferimento a criteri di fondo, quali il dovere di concorrere al bene comune dello Stato in cui si vive; la necessità di un “popolo” che si basa sulla «condivisione di vita e di valori», pur nel rispetto delle minoranze. La concessione della cittadinanza si dovrebbe basare proprio su questi criteri, e si capisce allora perché è troppo semplicistico pensare di risolvere ogni problema con un bel “tutti italiani”.
    Secondo Galantino & Perego solo lo ius soli garantirebbe l’integrazione. C’è però un clamoroso errore di fondo in questa affermazione, che rivela un approccio ideologico al tema. L’affermazione dei due rappresentanti della CEI sottintende infatti che oggi tutti gli immigrati vogliano integrarsi e sia invece lo Stato italiano a fare resistenza. Non è così: come l’esperienza ci dimostra molti problemi nascono perché c’è una fascia di immigrati, residenti di lungo periodo nei nostri paesi, che non hanno affatto alcun desiderio di integrarsi, anzi disprezzano sinceramente la nostra società e la nostra cultura.
    Inoltre, sembrerebbe che l’Italia sia chiusa davanti a chi chiede di diventare cittadino italiano. Ma neanche questo è vero: l’Italia è il paese europeo che concede ogni anno il maggior numero di cittadinanze: 202mila nel 2016, come ci ha detto l’Istat proprio nei giorni scorsi.
    C’è poi un’altra questione molto delicata, messa in rilievo dal demografo Giancarlo Blangiardo, in una intervista al Sussidiario: l’attacco al concetto di famiglia che la concessione dello ius soli comporta. Attualmente la legge in vigore (no.91 del 1992) ragiona proprio in termini di famiglia, non così la proposta di modifica: «La legge in vigore – afferma Blangiardo - dice che i figli di genitori albanesi, marocchini o qualsivoglia paese sono anch'essi albanesi, marocchini, eccetera. Poi a 18 anni decidono cosa vogliono diventare. Se invece prima della maggior età i genitori hanno deciso di diventare italiani, anche loro, minori, saranno italiani. Oggi si vogliono figli italiani e genitori marocchini, che senso ha?». Domanda che giriamo volentieri ai monsignori Galantino e Perego, a cui la famiglia, anche degli immigrati, dovrebbe stare a cuore.
    Un’ultima notazione: ancora i nostri due rappresentanti della Cei prefigurano città più belle e sicure con la cittadinanza concessa alla nascita. Dimenticano però una cosa importante: l’eventuale legge sullo ius soli si applica soltanto ai figli di genitori stranieri, con regolare permesso di soggiorno, che risiedono stabilmente in Italia da molti anni. A rendere oggi le città italiane drammaticamente insicure e sporche sono invece le decine e decine di migliaia di immigrati irregolari, richiedenti asilo, piazzati a fare nulla in strutture pagate per l’occasione, e che poi bivaccano in grossi gruppi nei pressi di stazioni e piazze di cui diventano padroni. Ed è questo che comprensibilmente rende i cittadini italiani sempre più insofferenti.
    Immigrati, quando i vescovi vendono ideologia

    Cinque "no" allo ius soli
    Ben 160 Paesi nel mondo non la applicano o la hanno edulcorata
    Riccardo Pelliccetti
    La sinistra forza la mano ed è scontro durissimo al Senato sullo ius soli. Perché tutta questa bagarre? Cosa si nasconde dietro questa legge che i progressisti vogliono approvare a tutti i costi? Cominciamo col dire sinteticamente che lo ius soli è di fatto la concessione automatica della cittadinanza a chiunque nasca nel nostro Paese, indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori.
    Ma cerchiamo di chiarire il perché non possa funzionare in Italia e quali rischi si correrebbero trasformando lo ius soli in legge.
    LE MOTIVAZIONI ASSURDE
    Le motivazioni addotte per giustificare questo colpo di mano sono essenzialmente due, depurate naturalmente dai tanti deliri buonisti: il diritto all'uguaglianza e la presenza di troppi immigrati in attesa di diventare cittadini. Ebbene, sono entrambe ragioni che non stanno in piedi. La prima è addirittura una fandonia perché in Italia non viene violato alcun principio di uguaglianza: tutti i minori, a prescindere dalla cittadinanza, godono degli stessi diritti, dall'istruzione alle cure sanitarie fino all'iscrizione a società sportive o ad altre associazioni. La seconda motivazione, invece, è inaccettabile perché di fatto affermerebbe il principio della scorciatoia (con tutte le conseguenze che vedremo nel caso ius soli), negato ad esempio a milioni di italiani in attesa di una sentenza civile o penale, di un ricorso fiscale, di riscuotere un credito dallo Stato, di ricevere una cura sperimentale eccetera.
    PERCHÉ NESSUN PAESE LO ADOTTA
    Se 160 Paesi nel mondo non applicano lo ius soli ci sarà un motivo o vogliamo definirli tutti xenofobi? Detto che lo ius soli è tipico dei Paesi anglosassoni, soprattutto il Nord America, territorio d'immigrazione, bisogna ricordare che la Gran Bretagna e l'Eire, dove era in vigore, hanno deciso di abolirlo, rispettivamente nel 1983 e nel 2005. Perché nel mondo allora nessuno lo adotta? Semplice: per tutelare la cultura e l'identità della popolazione e, quindi, la sua sopravvivenza, messa a rischio da uno sbilanciamento etnico e demografico con generazioni che per cultura e fede difficilmente potranno integrarsi nella comunità nazionale.
    CONSEGUENZE SOCIO ECONOMICHE
    Se la legge entrasse in vigore, immediatamente quasi un milione di stranieri diventerebbero cittadini italiani. La «cittadinanza facile», provocherebbe un'altra spinta all'immigrazione, già a livelli insostenibili, aumentando il peso sul sistema sanitario, sulla previdenza e sull'occupazione. Nel 2016 quasi 200mila stranieri hanno ottenuto la cittadinanza italiana senza ius soli e il ritmo cresce di anno in anno. Di fronte a questi numeri si comprende quanto sia inutile una maggiore apertura. Nelle classifiche mondiali del net immigration rate (che tiene conto di immigrati ed emigrati), l'Italia figura fra i Paesi in vetta, davanti a Londra, Madrid, Lisbona. Un tasso elevato, come rilevano questi istituti di statistica, può provocare crescente disoccupazione e conflitti etnici. E la riduzione di forza lavoro in settori chiave, se continuasse la fuga all'estero dei giovani italiani.
    NON INTEGRAZIONE MA INVASIONE
    L'introduzione dello ius soli, come dicevamo, invece di favorire l'integrazione aprirebbe la strada a un'ulteriore immigrazione senza alcuna integrazione. Quanti stranieri approfitterebbero subito della politica delle porte aperte per far nascere i figli in Italia? Consapevoli degli scarsi controlli, sarebbero incoraggiati dalle nostre stesse leggi. Non esiste un'immigrazione contingentata e proporzionata alle necessità dell'Italia. Ma non solo. I migranti che sbarcano negli ultimi anni provengono in stragrande maggioranza da Paesi musulmani, con una fede e una cultura del diritto troppo lontana da quella occidentale che, è sotto gli occhi di tutti, sono pochi a voler far propria. La stessa Istat, nelle recenti proiezioni demografiche dei prossimi 40 anni senza lo ius soli, ha rilevato che la popolazione straniera potrebbe attestarsi a 20 milioni di persone. Che succederebbe con lo ius soli in vigore? Probabilmente in 20-30 anni, gli stranieri supererebbero la popolazione italiana e, acquisendo cittadinanza e diritto di voto, cambierebbero totalmente non solo gli equilibri sociali ma anche quelli politici.
    IL RISCHIO TERRORISMO
    Concludiamo con il rischio più grave, quello che minaccia la nostra sicurezza: il terrorismo. Lo ius soli diventerebbe il grimaldello per aprire anche le porte al terrore. Nel giro di pochi anni l'Italia si ritroverebbe inerme di fronte all'offensiva jihadista perché questa legge impedirebbe il ricorso alle espulsioni, che oggi ci permettono di neutralizzare la minaccia, rimpatriando quegli stranieri sospettati di fiancheggiare il terrorismo. A questo si aggiungerà quel fenomeno, ormai tristemente noto in Francia, Gran Bretagna e altri Paesi europei, delle seconde e terze generazioni di immigrati musulmani considerate terreno fertile per la diffusione dell'integralismo islamico. La possibilità di espellere potenziali terroristi negli ultimi due anni è stata decisiva: dal 2015 a oggi sono stati infatti espulse 175 persone sospettate di collusione con il terrorismo.
    Cinque "no" allo ius soli - IlGiornale.it

    BERGOGLIO: “MIGRANTI CHE SBARCANO SONO ITALIANI DI DOMANI”
    Da Bergoglio l’appoggio alla raccolta firme per una legge che promuove lo ius soli e regolarizza i clandestini già in Italia: vuole l’annientamento del popolo italiano. E’ qui per questo
    “Esprimo un sincero apprezzamento per la campagna per la nuova legge migratoria ‘Ero straniero, l’umanità che fa bene’, che gode del sostengo ufficiale di Caritas italiana, Migrantes e altre organizzazioni cattoliche”. E i Radicali finanziati da Soros. Una saldature di criminali politici e trafficanti di varia estrazione culturale ma con un unico obiettivo comune: soldi e potere. E la destrutturazione etnica dell’Italia.
    Al termine dell’udienza generale in piazza San Pietro, Bergoglio esprime “sincero apprezzamento per la campagna della nuova legge migratoria”. Una sanatoria di massa di tutti i clandestini, che è quello a cui puntano le associazioni collaborazioniste come Caritas.
    E’ tempo di rimandarlo nelle pampas.
    BERGOGLIO: ?MIGRANTI CHE SBARCANO SONO ITALIANI DI DOMANI? | Vox


 

 
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