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Discussione: Le delizie della società multietnica

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    Predefinito Re: Le delizie della società multietnica

    SOSTITUZIONE ETNICA: GOVERNO INVIA 50 MASCHI AFRICANI IN PAESINO DI 135 ABITANTI
    VALLEVE — Proteste a Valleve per l’arrivo di 50 richiedenti asilo nel paesino della Valbrembana.
    Ieri il movimento di destra Casapound ha affisso uno striscione dal messaggio più che eloquente. “A San Simone prosegue la grande sostituzione”. È la frase che si legge sullo striscione affisso da CasaPound Italia Bergamo a Valleve, dopo l’arrivo di 50 richiedenti asilo.
    “Le valli bergamasche – ricorda una nota di Cpi – soffrono sempre di più la disoccupazione e uno stato di abbandono da parte delle istituzioni, che ne stanno determinando lo spopolamento. Di fronte a questa situazione c’è chi pensa di infilarsi nel business dell’accoglienza per ricavarsi la sua fetta di profitto”.
    “In questo modo però – prosegue il movimento – si colpiscono direttamente le famiglie che vivono dell’indotto del turismo e, di conseguenza, si mette a rischio l’intero tessuto sociale di questa zona. Come capita sempre con il traffico di uomini, per pochi che troveranno il loro tornaconto molti pagheranno un prezzo salatissimo”.
    “San Simone – prosegue Casapound – è per lo più composta da case vacanze e insieme al paese di Valleve conta 135 abitanti: non può sostenere l’accoglienza di questi 50 profughi, a cui probabilmente seguiranno altri in futuro. Oltre a danneggiarne il turismo, una delle principali fonti di reddito della zona, in questo modo rischia di mettere in atto in breve tempo una vera e propria sostituzione etnica”.
    Ora ci sono più giovani maschi africani che italiani, a Valleve. Il futuro che il PD vuole per l’Italia.
    http://voxnews.info/2017/06/01/sosti...-135-abitanti/

    ANCHE IKEA FINANZIA L’INVASIONE: SOLDI A MEDICI SENZA FRONTIERE PER TRAGHETTARE CLANDESTINI
    Un’altra multinazionale che finanzia l’invasione: Ikea.
    Da mercoledì 31 maggio fino a domenica 11 giugno per ogni pantofola NJUTA venduta, IKEA donerà 1,99 euro a favore di Medici Senza Frontiere per il progetto #MILIONIDIPASSI. Inoltre durante tutto il periodo della campagna, per qualsiasi acquisto ogni cliente avrà la possibilità di aderire al progetto donando 1 euro.
    La campagna #MILIONIDIPASSI si inserisce all’interno dei numerosi interventi che MSF opera a sostegno dei profughi lungo tutto il loro percorso di migrazione. La collaborazione tra IKEA e MSF ha inizio nel 2004.
    Ma attenzione, come nel caso di Coop, ci sono motivazioni più prosaiche di quello che viene pubblicizzato. Non è strano che le multinazionali finanzino l’invasione: hanno bisogno di carne fresca per la loro produzione a basso costo e di futuri clienti per i loro prodotti sempre più scadenti. Immigrazione e Globalizzazione sono essenziali alla desertificazione del tessuto produttivo e al trionfo delle multinazionali: siano queste UBER o Ikea. Che è famosa per l’utilizzo del lavoro forzato ed è una delle più capaci a camuffarlo come ‘opera buona’.
    Ma c’è di più. Non è solo un investimento a lungo termine. Ogni euro che Ikea investe nel traghettamento di clandestini dalla Libia o dalla Turchia, rientra moltiplicato. Ciò che è infatti dannoso alla stragrande maggioranza della popolazione, non necessariamente lo è per tutti. Anzi, è altamente probabile che sia un fenomeno estremamente lucrativo per pochi.
    Con l’arrivo dei ‘profughi’, Ikea fa tali e tanti affari, da avere esaurito la propria scorta di letti e materassi. Il colosso svedese ha comunicato che i suoi negozi in Svezia e Germania sono a corto di materassi e letti, ‘grazie’ alla domanda statale per l’afflusso senza precedenti di richiedenti asilo nei due paesi. Pagano, ovviamente, i contribuenti svedesi e tedeschi.
    http://voxnews.info/2017/05/30/anche...e-clandestini/

    TUBERCOLOSI TRA I PROFUGHI, SI INFETTA FAMIGLIA LOCALE: SINDACO CHIUDE SCUOLA MEDIA
    «Tre immigrati malati di tubercolosi tra i richiedenti asilo alloggiati a San Potito Ultra». Lo conferma il Prefetto, Carlo Sessa, dopo le richieste di chiarezza da parte della popolazione, a seguito della chiusura della scuola media di Avellino, Leonardo Da Vinci, per un caso di tubercolosi che ha colpito un bambino di San Potito che la frequenta. Poi parlano di vaccini (che sono giusti, senza esagerare nel fanatismo), questi politici criminali al governo. E’ contro la loro idiozia che ci dovremmo vaccinare.
    La disposizione del Comune irpino dopo che un alunno di dodici anni del vicino centro di San Potito Ultra, che frequenta la scuola del capoluogo irpino, è stato portato in ospedale con i sintomi della malattia. Prima di lui, come riferisce Il Mattino, era stata la sorellina a essere ricoverata e poi dimessa dall’ospedale Santobono di Napoli con gli stessi sintomi e infine anche a loro padre era stata diagnosticata una forma di tubercolosi.
    «Non voglio parlare di allarme tubercolosi. Stiamo continuando a monitorare i centri d’accoglienza. E il servizio sanitario può affrontare al meglio la situazione. Sul caso di San Potito le dico quanto appreso dal collega che si occupa dell’accoglienza. Fra gli ospiti del paese ci sarebbero tre infetti. Ma la situazione è sotto controllo». E’ sotto controllo, dice il prefetto. Si scopre che un’intera famiglia di un paesino infestato da profughi prende la Tubercolosi, e che questa è presente all’interno del centro profughi: ma è tutto sotto controllo.
    Intanto, tutti gli alunni della scuola sono sotto profilassi. Dopo i fatti di ieri, comunque, molti si chiedono se si possa parlare di emergenza. Anche a causa degli altri sette casi di tubercolosi che si sono registrati nell’ultimo mese.
    http://voxnews.info/2017/06/01/tuber...-scuola-media/



    SGOZZATORE ISLAMICO CHIEDE DANNI A COMMENTATORE FACEBOOK: “RAZZISMO”
    Nella società attuale, pensare e scrivere è ormai un reato. Quasi l’unico ‘reato’ che viene perseguito. Così ormai li vocabolario pullula di neologismi demenziali come ‘xenofobia’ e ‘omofobia’ per poi scadere nel delirante ‘afrofobia’. Come se la paura non non fosse sinonimo di intelligenza, ma un crimine. Accade così che Abraham Ukbagabir, il richiedente asilo eritreo che nel 2015 sgozzo madre e figlia in un negozio Ikea, chieda i danni a chi ha parlato male di lui su Facebook: razzismo.
    Ukbagabir ha chiesto alcune migliaia di euro di risarcimento ad un cittadino svedese che lo avrebbe descritto in modo negativo per la sua razza e lo si sarebbe augurato di vederlo morto. Sentimento al quale, con sincerità, ci uniamo.
    http://voxnews.info/2017/06/01/sgozz...book-razzismo/

    BRANCO MULTIETNICO STUPRA RAGAZZINA IN STABILE ABBANDONATO
    Una banda multietnica composta da 2 marocchini e 1 italiano (quasi sicuramente per cittadinanza acquisita) ha stuprato una ragazza. I tre bastardi sono stati arrestati dalla polizia con l’accusa di avere sottoposto a violenza sessuale aggravata di gruppo una ragazza di 20 anni. Il fatto è avvenuto a Crema (Cremona) il 25 maggio all’interno di uno stabile abbandonato e gli arresti sono stati compiuti due giorni dopo, come è stato riferito oggi in una conferenza in questura a Cremona.
    Le indagini hanno preso avvio dopo la denuncia presentata dalla ragazza. Gli indizi hanno trovato iniziale riscontro nel referto medico stilato dai sanitari dell’ospedale di Crema che hanno fornito le prime cure e hanno riscontrato inequivocabili tracce della violenza subìta. Le indagini, svolte dal commissariato di Crema e coordinate dalla Procura di Cremona, hanno consentito di individuare, sulla base della descrizione riferita dalla vittima, sia il luogo del reato, sia i tre rintracciati e arrestati poco dopo. I fermi sono stati convalidati dal gip che ha emesso a carico degli indagati le misure cautelari in carcere.
    http://voxnews.info/2017/06/01/branc...e-abbandonato/

    IBRAHIM, IL PROFUGO CHE PICCHIA GLI ANZIANI HA COLPITO ANCORA
    Ibrahim, il profugo, ha colpito ancora. Avere pestato due anziani dopo averne occupato casa non è stato sufficiente per tenerlo in carcere o, ancora meglio, espellerlo, così, il ghanese ventiduenne ospite di un hotel per profughi di Marsala e già noto alle forze dell’ordine per le sue continue scorribande cittadine notturne e anche diurne, ha aggredito i passanti.
    Lo scorso 16 maggio era stato arrestato dalla polizia per aver causato violenti tumulti nel centro di accoglienza che lo ospita e in seguito era stato espulso (ma solo dalla struttura) per violenza e danneggiamenti alla struttura dopo che la sua richiesta di ottenere l’asilo politico era stata respinta. Nel suo girovagare, qualche giorno dopo ha rubato nei pressi delle “due rocche”, piccola spiaggia in località Capo Boeo, una bicicletta da donna. Lunedì 29 maggio però è giunta la segnalazione di un cittadino alla Questura che denunciava la presenza di un immigrato di colore (negro) che molestava i passanti a Porta Nuova, piazza frequentatissima nel centro della città di Marsala e quando gli agenti di una volante sono arrivati sul posto, Ibrahim ha tentato la fuga ma è stato raggiunto ed identificato. Alla perquisizione personale è stato trovato in possesso di un coltello vietato con lama di 9 cm. Portato in commissariato si è mostrato ostile nei confronti dei poliziotti ed ha tentato nuovamente la fuga, aggredendo in questa fase uno degli agenti che è caduto a terra mentre un altro è stato morso dal ghanese alla mano. L’agente morso ha ricorso alle cure mediche dell’ospedale “Paolo Borsellino” di Marsala ed è stato giudicato guaribile in cinque giorni salvo complicazioni. La stessa sera del 16 maggio aveva tentato di introdursi nell’abitazione di due anziani coniugi che terrorizzati avevano avvisato le forze dell’ordine.
    http://voxnews.info/2017/06/01/ibrah...olpito-ancora/

    MANCHESTER, MIGRANTI RUBANO FIORI E GIOCATTOLI DA MEMORIALE STRAGE ISLAMICA
    Manchester – Mark McNally, 43 anni, ha bloccato due migranti, probabilmente islamici, mentre rubavano oggetti e fiori dal memoriale per le vittime della strage islamica al concerto di Ariana Grande.
    Questo detto, la memoria si onora con azioni, non con fiorellini e oggettini. Questa è la femminilizzazione della società occidentale che ne accompagna il declino nella tomba. Rassicurandola come una mamma. Urge una reazione. Forte. Dura. ‘Incivile’.
    http://voxnews.info/2017/06/01/manch...rage-islamica/



    PROFUGHI RIFIUTANO VOLONTARIATO: “PREFERISCONO BIGHELLONARE IN PAESE”
    Non chiedete ai richiedenti asilo di fare volontariato – in realtà a pagamento, visto che ricevono 35€ al giorno in vitto, alloggio assistenza e paghetta per gli stravizi – nell’attesa lo Stato italiano non riconosca loro lo status di rifugiati, visto che solo il 2,7 ne ha davvero ‘diritto’.
    Un caso esemplare potrebbe essere quello di Gragnano Trebbiense (Piacenza). Qui i richiedenti asilo sono 24, su 4.600 abitanti. Sono arrivati “a sorpresa” nel 2015, grazie a una società privata che ha vinto una gara d’appalto per l’accoglienza indetta dalla Prefettura.
    Il sindaco Patrizia Calza: “Ci siamo subito accorti che questi richiedenti asilo venivano alloggiati e sfamati, ma non veramente gestiti – ha raccontato – per questo ci siamo attivati. Non ci piace che ci siano persone che per mesi girino per il paese senza fare nulla, non sapendo come ammazzare il tempo. È indecoroso per chi deve accoglierli, ma anche per loro. Non sono dei pacchi da collocare in un posto e basta”. Così nell’agosto 2016 il Comune ha chiesto ai 24 rifugiati di firmare un patto di volontariato. Di quei 24 hanno risposto sì in 18, “gli altri hanno rifiutato ogni tipo di impegno”. E di questi 18, conclude il sindaco, “solo tre hanno garantito un lavoro continuativo e serio”.
    Nemmeno il 10 per cento. E questo secondo un sindaco fanatico dell’accoglienza.
    http://voxnews.info/2017/05/31/profu...nare-in-paese/

    PROFUGO VIOLENTA DONNA ITALIANA DI 70 ANNI, ARRESTATO IN CENTRO PROFUGHI
    Un cittadino del Gambia, ospite del Cara di Borgo Mezzanone, è stato sottoposto a fermo di polizia perchè ritenuto responsabile di aver aggredito e usato violenza nei confronti di una signora di 70 anni residente a borgo Mezzanone.
    Il cosiddetto profugo (del Gambia!), che è stato fermato dagli agenti della squadra mobile della questura di Foggia, dovrà rispondere di violenza sessuale e rapina.
    Il 23 maggio scorso l’africano si è avvicinato alla donna e dopo averle strappato alcuni oggetti personali, si è denudato, tentando la violenza. Solo le grida disperate di aiuto della donna avevano impedito lo stupro grazie all’intervento dei residenti che avevano fatto fuggire lo straniero. La donna era stata poi trasportata al pronto soccorso degli Ospedali Riuniti di Foggia dove le erano state riscontrate ferite e contusioni giudicate guaribili in 25 giorni.
    Dopo l’aggressione i residenti della borgata avevano protestato per tutta la notte posizionando bidoni della spazzatura sulle carreggiate dell’unica via di accesso, impedendo la circolazione anche a mezzi pubblici.
    I centri profughi di tutta Italia vanno sgomberati. Sono covi di stupratori. Ormai le violenze commesse da finti profughi non si contano più.
    http://voxnews.info/2017/06/03/profu...ntro-profughi/

    TITOLARI CENTRI ACCOGLIENZA USAVANO PROFUGHI PAGATI DA CONTRIBUENTI PER SOSTITUIRE LAVORATORI ITALIANI
    “In un caso, 3 persone responsabili di un’impresa agricola, pagavano gli operai venti euro per quattordici ore consecutive nei campi mentre, in un altro, altre tre persone responsabili di una struttura di accoglienza per profughi, sfruttavano gli extracomunitari ospiti”.
    Titolari di imprese edili, agricole e commerciali, 29 in tutto, denunciati dai Carabinieri di Isernia nell’ambito di un’indagine contro il caporalato. L’attività, predisposta dal Comando Interregionale Carabinieri “Ogaden” di Napoli, ha visto l’impiego di tutte le Stazioni, dei Nuclei Operativi e Radiomobile, del Nucleo Investigativo provinciale e del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Isernia.
    “I lavoratori a nero erano spesso costretti a turni di lavoro massacranti, non adeguatamente retribuiti e ridotti quasi in uno stato di schiavitù”. I reati contestati ai denunciati vanno dalla intermediazione illegale allo sfruttamento lavorativo, fino alle violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro.
    “In un caso, 3 persone responsabili di un’impresa agricola, pagavano gli operai venti euro per quattordici ore consecutive nei campi mentre, in un altro, altre tre persone responsabili di una struttura di accoglienza per profughi, sfruttavano gli extracomunitari ospiti”.
    Dall’inizio dell’anno sono complessivamente 90 le persone denunciate in operazioni dell’Arma dei Carabinieri in provincia di Isernia a tutela dei lavoratori, ottantadue le attività imprenditoriali in cui sono state riscontrate irregolarità, cinquanta i lavoratori a nero segnalati e di oltre mezzo milione di euro il valore complessivo delle sanzioni contestate durante i controlli.
    La presenza di questa massa di persone degrada il mercato del lavoro e impedisce il miglioramento tecnologico della produzione:
    L’immigrazione di massa è un freno allo sviluppo e una disgrazia per i lavoratori.
    http://voxnews.info/2017/05/30/titol...tori-italiani/

    MIGRANTI: “TAGLIAMO LA TESTA AI CRISTIANI”
    Sono stati espulsi dall’Italia due migranti cresciuti in Italia, di 25 e 29 anni e di nazionalità marocchina, per motivi di ‘sicurezza dello Stato’ dopo che avevano espresso più volte frasi minacciose e di fondamentalismo islamico, come ‘Tagliamo la testa ai miscredenti cristiani, nel nome di Allah’. Il primo dei due viveva a Brescia ed era titolare di permesso di soggiorno.
    Conoscente del foreign fighter (figli di migranti nati in Europa che vanno a combattere con ISIS) El Abboubi Anas, arrestato nel giugno 2013 dalla Digos della questura di Brescia, per i reati di addestramento ad attività con finalità di terrorismo internazionale’ e successivamente affiliato all’ISIS. La polizia ha detto che “le indagini hanno poi documentato l’adesione del marocchino espulso all’ideologia jihadista”.
    Il secondo invece viene da Perugia dove non aveva fissa dimora. Senza permesso di soggiorno e senza fonte di reddito, era stato segnalato alla polizia nel 2010 perché era un imam e responsabile di un centro di Preghiera a Perugia. Inoltre la polizia ha fatto sapere che “Il marocchino espulso è stato oggetto di mirati approfondimenti investigativi in quanto, in occasione di una predica recentemente tenuta a Perugia, avrebbe divulgato messaggi dal tenore radicale, invocando il taglio della testa per i non credenti e invitando i presenti, se chiamati da Allah, a sacrificare la propria vita”.
    Pensate a quelle migliaia che non esprimono le loro idee, ma che le mettono o metteranno in pratica…Sono tra noi.
    http://voxnews.info/2017/06/02/migra...-ai-cristiani/

    Ius soli, Delrio torna alla carica: "Cittadinanza a figli immigrati"
    Il ministro vuole lo ius soli: "Che male può venire se un ragazzo nato qui diventa italiano?". Così la sinistra vuole regalare la cittadinanza italiana agli immigrati
    Sergio Rame
    "Il Parlamento ce la farà". Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio torna alla carica.
    Torna, infatti, a premere l'acceleratore sullo ius soli. "Avremo una nuova legge sulla cittadinanza - assicura in una intervista a Repubblica - ".
    Quella sullo ius soli è una riforma divisiva. Da una parte la sinistra, che vuole regalare a tutti gli immigrati che nascono in Italia la cittadinanza, dall'altra la destra che, a fronte dell'emergenza immigrazione e dei continui attentati terroristici nel Vecchio Continente, preannuncia l'esplodere di una bomba sociale. Eppure, mentre la politica si confronta sulla nuova legge elettorale per riuscire ad andare al voto entro la fine di settembre, Delrio preme l'acceleratore per arrivare all'approvazione in parlamento della nuova legge sullo ius soli. "Siamo fiduciosi - dice nell'intervista a Repubblica - che, come si è trovato un accordo su altro di cui tanto si è parlato in questi giorni, si troverà il tempo per festeggiare la Repubblica dando una nuova legge di cittadinanza".
    "Che male ci può venire se un ragazzo nato in Italia diventa italiano o se lo diventa dopo che ha completato un ciclo di studi invece che attendere fino alla maggiore età?", incalza il ministro nell'intervista pubblicata proprio nel giorno della Festa della Repubblica. "Diamo dunque a questi giovani - esorta, infine, Delrio - la possibilità di vivere da uomini liberi, come parte di una comunità, prendendo parola nelle decisioni per il bene comune e contribuendo a realizzarle".
    Ius soli, Delrio torna alla carica: "Cittadinanza a figli immigrati" - IlGiornale.it



    La stretta di Trump sui clandestini: boom di immigrati irregolari arrestati
    Oltre 41mila immigrati irregolari in manette nei primi cento giorni della presidenza Trump. In aumento anche gli arresti di migranti sprovvisti di documenti ma senza precedenti penali
    Alessandra Benignetti
    Negli Stati Uniti i primi cento giorni della presidenza di Donald Trump sono stati contrassegnati da un boom degli arresti di migranti irregolari entrati clandestinamente in territorio americano.
    A dirlo sono i dati ufficiali diffusi mercoledì dalla Immigration and Custom Enforcement (ICE), l’agenzia federale responsabile del controllo della sicurezza delle frontiere e dell’immigrazione negli Stati Uniti. Secondo quanto riporta Usa Today, citando i dati diffusi dall'agenzia, nel periodo compreso tra il 22 gennaio e il 29 aprile, sono finiti in manette 41.318 immigrati, per una media di 400 arresti al giorno. Un numero che è aumentato del 38% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
    Il direttore dell’ICE, Thomas Homan, ha fatto sapere che l’agenzia si sta concentrando sui migranti sprovvisti di documenti e con precedenti penali. I dati mostrano però come l’aumento più significativo riguardi, in realtà, gli arresti dei migranti senza precedenti penali. Il numero dei migranti senza precedenti penali, arrestati solo per il fatto di non essere in possesso dei documenti, è salito, infatti, a 10.845 persone: quasi il triplo rispetto allo stesso periodo del 2016, in cui gli arresti erano stati 4.242. A questo proposito, Homan ha chiarito che anche i migranti senza precedenti penali compiono un “atto criminale” entrando senza documenti, quindi illegalmente, negli Stati Uniti.
    Per l'amministrazione Trump, i dati confermano gli impegni assunti dal presidente durante la campagna elettorale e la corretta applicazione delle nuove norme contro l’immigrazione clandestina. L’espulsione dei migranti senza documenti, ed in particolare di quelli con precedenti penali, già condannati o accusati di aver commesso reati, era stata disposta, infatti, con un ordine esecutivo firmato dal presidente americano lo scorso 25 gennaio, a pochi giorni dal suo insediamento alla Casa Bianca. Il giro di vite sugli immigrati irregolari senza precedenti penali è stato bollato, invece, dai Democratici e dagli attivisti pro-migranti, come un’offensiva ingiustificata e come il risultato della “campagna di paura” promossa dall’amministrazione Trump contro gli immigrati.
    La stretta di Trump sui clandestini: boom di immigrati irregolari arrestati - IlGiornale.it



    Venezia, prete caccia un’anziana: “La casa serve ai profughi, è un ordine di Bergoglio”
    VENEZIA – Ordini di Bergoglio. Di fronte all’arrivo dei sedicenti profughi raccattati ogni giorno in Libia, le parrocchie devono a mettere a disposizione case o spazi in un’ottica di accoglienza diffusa. A spese degli italiani. E non solo in termini di 35 euro a ‘profugo’ al giorno. Infatti iniziano gli sfratti degli anziani che vivono nelle case del Vaticano.
    A Malamocco, antico borgo di pescatori al Lido di Venezia, c’è un appartamento inagibile perché ha l’impianto elettrico e quello del riscaldamento fuori norma, e la parrocchia, retta da don Cesare Zanusso, non ha i soldi per sistemarli.
    La casa è abitata da una parrocchiana di 77 anni, vedova da tre mesi. Lo scorso gennaio l’anziana ha ricevuto la lettera di sfratto, che oggi per la seconda volta l’ufficiale giudiziario e le forze dell’ordine cercheranno di rendere esecutivo.
    La parrocchia vuole metterlo a disposizione dei sedicenti profughi, in cambio, la Prefettura deve essere disposta a restaurare l’immobile. A spese dei contribuenti.
    «La casa è inagibile, l’impianto di riscaldamento e quello elettrico sono fuori norma, se succede qualcosa la responsabilità è della parrocchia – spiega don Cesare – ora la casa verrà chiusa, noi non abbiamo soldi per restaurarla. Seguendo le parole di papa Francesco, che ha invitato le parrocchie ad accogliere i profughi, potremmo mettere a disposizione la casa se la Prefettura o la Regione sono disponibili a eseguire i lavori necessari ad avere l’agibilità». Osceno.
    L’inquilina oggi si vedrà arrivare per la seconda volta l’ufficiale giudiziario con la forza pubblica. Pubblica e abusiva. Per lei, con la pensione di reversibilità del marito, sarebbe impossibile trovare un’altra casa, finirà per strada.
    Don Cesare parla come un manager, spiega che l’affitto pagato dalla signora è fuori mercato, «con quella cifra non sono in grado neppure di pagare le tasse, è uno sfruttamento della parrocchia».
    Ieri il presidente Danny Carella, assieme a Matelda Bottoni della Consulta della Casa del Comune, l’ha incontrata. «Era molto spaventata dall’idea di essere buttata fuori casa e molto confusa – riporta Carella – mi auguro che si trovi un accordo con la parrocchia».
    Bottoni spiega che avendo una pensione, seppure bassa, la signora non rientra nei canoni previsti per l’Edilizia residenziale pubblica, in quelli ci rientrano solo gli immigrati: «Purtroppo le proposte fatte dalla parrocchia sono avvenute tutte a voce – dice Bottoni – e il parroco non può pensare che la signora riesca a sobbarcarsi i lavori degli impianti e il rialzo dell’affitto a prezzo di mercato: si parla di un importo di 800 euro».
    Vaticano Spa. Vuole i profughi (finti), perché sono un business. Butta gli anziani per strada.
    Venezia, prete caccia un'anziana: "La casa serve ai profughi, è un ordine di Bergoglio" | Riscatto Nazionale

    PARROCO ACCOGLIE 6 MASCHI AFRICANI IN PARROCCHIA E INCASSA 200€ A BOTTA
    SARONNO, Varese – Sei, provenienti da Paesi del centro Africa (subsahariani): è il primo gruppo di sedicenti profughi arrivato a Saronno, sono da ieri sera ospiti della casa parrocchiale di piazza Libertà, nell’ambito del progetto d’accoglienza fortemente voluto dal prevosto, monsignor Armando Cattaneo, pur a fronte di opinioni diametralmente opposte da parte dell’Amministrazione comunale a guida leghista del sindaco Alessandro Fagioli, con la quale nelle ultime settimane non sono mancate le scintille mentre domenica scorsa la Lega per dire di no aveva anche allestito un presidio di protesta in piazza.
    Poche le informazioni sui primi arrivati: da parte della parrocchia non sono state fornite informazioni, sarebbero comunque tutti maschi, assistiti da un mediatore culturale della Caritas ambrosiana, ed abita al terzo piano dello stabile parrocchiale, appositamente sistemato. Al Comune, che come detto a più riprese aveva espresso contrarietà al progetto, ne è stata data comunicazione da parte della prefettura di Varese.
    Insomma, giovani maschi africani nella garconniere del parroco bergogliano. Che per questo servizietto incassa anche 200€ al giorno. Sollazzo a pagamento dei contribuenti.
    http://voxnews.info/2017/05/31/parro...-200e-a-botta/


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    Predefinito Re: Le delizie della società multietnica

    PROFUGHI ARMATI DI SPRANGHE ASSALTANO CITTADINI: “QUI E’ KABUL”
    Panico ieri sera, attorno alle 20, nell’area del Silos accanto alla Stazione ferroviaria. Un gruppo di cittadini in sopralluogo, su iniziativa di “Stop prima Trieste” e “Noi nazionalisti forconi”, è stato aggredito da gruppi di profughi islamici armati che occupano i capannoni fatiscenti.
    I richiedenti asilo pakistani e afghani, sollazzati in zona da varie Ong tra le quali Caritas, armati di spranghe metalliche, tra offese e minacce hanno cercato di allontanare i triestini, tra cui due donne gridando: “Qui è Kabul, non Italia” e ancora “Italia di merda” hanno ripetuto più volte. «Questa è casa nostra, non Kabul» hanno risposto Marco Prelz, Giacomo Sturniolo e Antonio Carrese.
    «Non siamo qui per fare ronde o manifestazioni – spiega in diretta sul posto Sturniolo – ma da privati cittadini, Caritas e Ics sono tanto bravi nel parlare di umanità nell’accogliere le persone mentre qui cè un albergo a cielo aperto, volevamo parlare con un gruppetto e il risultato, dopo dieci minuti, è che stavano venendo alle mani». A fargli eco è Prelz: «Cinque ragazzi ci hanno affrontato con delle spranghe dicendo “Qui non è Italia, questo è Kabul”, non è ammissibile perchè significa che lo Stato ha fallito. Hanno anche tentato di colpire le due donne della comitiva – prosegue – non vogliono aiuto, sono volgari e offensivi». Se la situazione non è degenerata è perchè ad un certo punto sono state chiamate le volanti della Polizia che hanno raccolto le testimonianze sull’accaduto: «Hanno tentato – riferisce ancora Prelz – di toglierci i cellulari dalle mani e di darmi un pugno in faccia ma alla vista dei poliziotti si sono allontanati e nascosti, ormai hanno ghetizzato l’area».
    PROFUGHI ARMATI DI SPRANGHE ASSALTANO CITTADINI: ?QUI E? KABUL, NO ITALIA DI MERDA? ? VIDEO CHOC | Vox

    "Per l'accoglienza dei migranti lo Stato impoverisce la polizia"
    Domenico Pianese, segretario generale del Coisp, attacca: "Per l'emergenza sbarchi uno sforzo enorme: ci ha costretti a ridurre il numero di agenti in strada"
    Giuseppe De Lorenzo
    I numeri fanno impressione. E chi si occupa di sicurezza lo sa: in dieci anni la polizia ha perso 20mila agenti a causa del blocco del turn over. "E pensare che di questi tempi, tra minaccia terroristica e criminalità organizzata, bisognerebbe ampliare e migliorare il controllo sul territorio. Non ridurlo". Domenico Pianese è stato da poco eletto segretario generale del Coisp, il Sindacato indipendente di Polizia, prendendo il posto di Franco Maccari, diventato presidente. "Dobbiamo riuscire a convincere i governi che la sicurezza è un bene primario dello Stato - dice - Dove non c'è criminalità, anche l'economia cresce".
    Pianese, l'Italia sembra essere diventata un porto da cui passano i terroristi che insanguinano l'Ue. Prima Anis Amri ucciso a Sesto San Giovanni e ora Youssef Zaghba, passato da Bologna. Siamo al sicuro?
    "Mentre aumentava la minaccia terroristica, l'Italia ha registrato un trend opposto negli investimenti sulla sicurezza: taglio delle risorse, blocco dei turn-over, carenze di uomini. Così è difficile per le forze armate essere pronte al peggio. La polizia ha carenze di 20mila uomini, lo stesso vale per i Carabinieri. L'intelligence è ottima, ma avrebbe bisogno di nuovo organico".
    Insomma, basterebbe assumere altri poliziotti.
    "I primi campanelli di allarme su un determinato quartiere, città o periferia vengono registrati dalle volanti che battono le strade notte e giorno. Il controllo del territorio è fondamentale. Per questo siamo contrari alla chiusura di commissariati, uffici della Polfer e presidi della Polizia Postale".
    Uffici chiusi e organici ridotti. Sembra che i tagli alla spesa pubblica abbiano azzoppato la polizia...
    "In 10 anni abbiamo subito una riduzione dei finanziamenti per qualcosa come 4 miliardi di euro all'anno.
    Alcuni uffici sono rimasti con due sole persone. Altri che avrebbero bisogno di 200 agenti ne hanno solo 100. Senza contare che il flusso di migranti ha prodotto un impoverimento del sistema di sicurezza".
    In che senso?
    "Faccio un esempio. Se negli scorsi anni per gestire il fenomeno migratorio bastavano 100 unità, adesso la polizia e i carabinieri ne impiegano mille: servono agenti per l'emergenza sbarchi, per i rimpatri, per il controllo dei Cie e via dicendo. Uno sforzo enorme che ci ha costretti a ridurre il numero di personale impegnato in strada. E questo produce un aumento dell'insicurezza per il cittadino".
    Per il 2017 l'esecutivo ha previsto 4,6 miliardi di euro di spesa per l'accoglienza degli stranieri. Guarda caso la stessa cifra che manca al comparto sicurezza ogni anno...
    "È un dato che fa impressione. E non è un caso: la dice lunga sulle scelte fatte negli ultimi anni da tutti i governi. Basti pensare che il pagamento per gli straordinari e le indennità collegate all'immigrazione sono in ritardo di un anno. È inaccettabile".
    Intanto in Italia si discute sulla scarcerazione di Toto Riina.
    "Lo Stato deve innanzitutto garantire il rispetto per la dignità delle vittime. Ricordo che Riina ha ucciso decine di servitori dello Stato che hanno dato la loro vita per fermare il fenomeno eversivo più crudele della storia della Repubblica. Non possiamo dimenticarlo. La sua scarcerazione sarebbe inaccettabile dal punto di vista giuridico è umano. Il 'capo dei capi' ha avuto il barbaro coraggio di sciogliere nell'acido un bimbo. Non merita rispetto".
    Il crollo dell'accordo sulla legge elettorale ha regalato nuovo ossigeno alla legislatura. Forse si arriverà al 2018 e il Parlamento potrebbe approvare il reato di tortura. Che voi non apprezzate.
    "Lo abbiamo detto anche ai parlamentari: siamo contrari a questa legge. Perché è un provvedimento che rischia di generare un reato proprio delle forze di polizia. Il testo attuale è un pastrocchio che non accontenta nessuno".
    Cosa proponete?
    "Tutti noi siamo contrari alla tortura. Ma inserirla così nel codice penale significa supporre che in Italia i poliziotti siano famosi per picchiare i cittadini. È assurdo. Il codice già prevede pene severe per lesioni e altri comportamenti scorretti. Perché aggiungere il reato di tortura?"
    C'è un secondo fine?
    "Sì: l'intento è quello di introdurre norme che blocchino l'operatività delle forze di polizia. Se dovesse essere approvata la legge che fa rientrare nell'istituto della tortura anche la pressione psicologica, pm e agenti non potrebbero più condurre un interrogatorio in serenità. Basterebbe una perizia dello psicologo e anche Riina potrebbe dire di essere stato 'torturato psicologicamente' solo perché è stato incalzato con delle domande. Saremo costretti a chiederci se ammanettare una persona possa turbare o meno la sua psiche. Siamo alla follia".
    "Per l'accoglienza dei migranti lo Stato impoverisce la polizia" - IlGiornale.it

    LUCCA, VOTI MELONI, E TI TROVI IL SENEGALESE IN COMUNE
    Cadono le braccia, e non solo le braccia. Quando un partito parla di identità e di ‘prima gli italiani’, e poi candida nelle proprie liste senegalesi, quel partito ha un problema. E non venite a menarci il labedo con il ‘razzismo’: dire che qualcuno non è italiano solo perché vive qui, non è razzismo, è cogliere la realtà dei fatti. Un gatto che vive in un canile non diventa cane. La natura non è mutevole. Magari, questo Faye, sarebbe un ottimo candidato a Dakar, ma non a Lucca. Non in Italia. Non in un partito come FdI.
    Non è un caso isolato. Diversi movimenti che si definiscono ‘nazionalisti’ fanno calciomercato di altri immigrati. Un controsenso evidente. Da notare che a Lucca, nessun altro partito, non il PD, e nemmeno le frattaglie di estrema sinistra, candida africani. Lo fanno i ‘nazionalisti’. Penoso.
    La tesi principale che muovono coloro che difendono candidature come questa, è “ma è regolare”. Non c’è differenza tra essere invasi da clandestini rispetto che da regolari: cambia il modo, non l’esito finale. Trovarsi un’Italia a maggioranza africana e islamica tra qualche decennio non sarà diverso, se sono ‘regolari’.
    Lucca, voti Meloni, e ti trovi il Senegalese in Comune | Vox



    PROFUGHI SI UBRIACANO CON LA PAGHETTA DEL GOVERNO: «BUONI SPESA USATI SOLO PER ACQUISTARE ALCOLICI»
    I buoni spesa per i sedicenti profughi finiscono nuovamente sotto la lente d’ingrandimento dopo la segnalazione di molti clienti e dipendenti dei supermercati esasperati per la presenza di persone completamente ubriache.
    In un’interrogazione depositata dal consigliere provinciale Maurizio Fugatti viene chiesto alla giunta provinciale se non ritenga doveroso rivedere la lista dei prodotti che i presunti profughi possono acquistare tramite tessera elettronica presso i supermercati che hanno aderito alla convenzione con la Provincia eliminando gli alcoolici.
    Fugatti chiede lumi anche su alcuni profughi che stazionerebbero all’esterno dei supermercati di Rovereto in evidente stato di ebrezza alcolica durante le ore giornaliere e chi si occupa del controllo dei “presunti profughi” e se sia loro possibile portare all’interno delle strutture alcoolici e quali controlli vengano fatti in merito.
    I costi per i contribuenti trentini, per quanto riguarda le tessere elettroniche, negli ultimi tre anni ammonta a circa 1 milione di euro (qui la lista dei negozi dove viene usata la tessera elettronica e le cifre pagate).
    Ma in molti hanno anche ventilato la possibilità che i richiedenti asilo abbiano strutturato un «mercato» nero dei farmaci, che va ricordato, per i richiedenti asilo sono totalmente gratuiti.
    Profughi si ubriacano con la paghetta del governo: «Buoni spesa usati solo per acquistare alcolici» | Vox

    UN ANNO DI SBARCHI CI COSTA IL DOPPIO DELLE PENSIONI MINIME
    Enrico Verga per il Sole24Ore analizza l’impatto degli immigrati sull’economia italiana, con un occhio di riguardo per quelli definiti profughi, ma non solo:
    Arrivi in Italia: 505.378 unità (2014-2016)
    I migranti che interessano direttamente l’Italia sono per lo più prodotti in Africa. Dei tre corridoi indicati dallo IOM quello mediterraneo centrale (che interessa la rotta Libia-Italia) è il più attivo. Dal gennaio 2014 a dicembre 2016 il ministero dell’interno traccia 505.378 migranti sbarcati in Italia. A questi si aggiungono quelli sbarcati sino a oggi (ultimo aggiornamento 24 maggio 2017 dello IOM) <di 50.267 unità (in pratica nei soli primi 5 mesi del 2017 in Italia sono già sbarcati il 10% del totale degli ultimi 3 anni). Nell’area mediterranea dall’inizio 2017 al 24 maggio sono arrivati 60mila migranti, la quasi totalità in Italia, con un trend di traffico in aumento rispetto allo stesso periodo anno 2016.
    Se analizziamo il sito del ministero dell’Interno aggiornato notiamo che le richieste di asilo sono drasticamente aumentate negli ultimi anni. I maggiori richiedenti sono di origine africana, per lo più migranti economici.
    Costo migranti per l’Italia nel 2017: 4,6 miliardi di euro
    “L’impatto complessivo sul bilancio italiano della spesa per migranti, in termini di indebitamento netto e al netto dei contributi dell’Unione europea, è attualmente quantificato in 2,6 miliardi per il 2015, previsto pari a 3,3 miliardi per il 2016 e 3,8 per il 2017, in uno scenario costante, ossia in assenza di un ulteriore acuirsi della crisi. Tale stima tiene conto della spesa per l’accoglienza, per il soccorso in mare e per i riflessi immediati su sanità e istruzione. In particolare, il soccorso in mare vede impegnati oltre ai corpi militari, gli uomini e i mezzi delle Capitanerie di porto e della Guardia di finanza”, spiega il ministero dell’Economia.
    Facciamo i conti della serva, in 3 anni abbiamo: 2,6 + 3,3 + 3,8 = 9,4 miliardi di euro. Il conteggio di 3,8 miliardi di euro, tuttavia, era una previsione. In data aprile 2017 il ministero rivede i conti e fa due previsioni di spesa (quindi non cifre definitive) già superiori.
    Scenario “cauto” (costante) implica una spesa di 4,2 miliardi di euro per tutto il 2017.
    Scenario di crescita (sulla base degli storici direi il più plausibile) 4,6 miliardi di euro. (fonte: pagina 45 del Programma di Stabilità).
    Alcuni paragoni per dare l’idea delle cifre (usando la stima costante)
    L’ultima finanziaria, quella approvata per il 2017, è di circa 27 miliardi. Allo stato attuale delle due stime (costante e in crescita) l’impatto negativo sul Pil sarà negativo: tra 0,25% e 0,27%.
    Pensioni
    1,9 miliardi di euro (nel 2017 per quattordicesime, pensioni basse e Ape) stanziate nella finanziaria vs 4,2 miliardi per migranti nel 2017 (l’industria dei migranti riceve oltre il doppio).
    Piano Casa
    4,5 miliardi per il piano casa vs 4,6 miliardi per i migranti (un po’ di meno per il piano casa che copre tutti i cittadini italiani interessati)
    Dissesto idrogeologico
    7 miliardi (ma in 7 anni, il che significa 1 miliardo l’anno) vs 4,6 miliardi per i migranti (all’industria dei migranti vanno oltre 4 volte tanto)
    La società civile ci guadagna?
    Secondo un’analisi approfondita del Fondo Monetario internazionale (pagina 8 del documento) i costi per l’asilo dei migranti hanno un impatto negativo dello 0,24% (dati del 2016) sul nostro Prodotto Interno Lordo (Pil).
    Sul medio-lungo periodo il Fondo Monetario internazionale cita a pagina 14 un possibile calo del Pil superiore allo 0,40 %.
    La Lady Pesc (la signora Mogherini, ex ministro degli esteri) suggerisce che le “economie europee hanno bisogno dei migranti”.
    Non mi appare del tutto chiaro da dove provengano le fonti che suggeriscano alla Mogherini che essi siano una necessità. Sulla base dei dati IOM una buona parte dei migranti sono di origine umile. Molti con un livello di educazione poco adatto a integrarsi nella società civile europea che sempre più tende a valorizzare una occupazione post industriale.
    La stessa Germania ha deciso una sorta di “selezione all’ingresso” solo per migranti adatti ad integrarsi, che possono portare un vero valore all’economia nazionale.
    RIMESSE: 15.359.000.000 dollari
    I migranti, se trovano lavoro in Italia, sembra che tendano a risparmiare. Ottimo per loro, discutibile per il benessere del sistema economico italiano. Le remittance sono i soldi che i migranti guadagnano qui, risparmiano e spediscono a casa (alle loro famiglie).
    Il Pew riporta (al 31 agosto, anno 2016) una cifra di circa 15 miliardi di dollari usciti dall’Italia diretti in varie nazioni.
    Un anno di sbarchi ci costa il doppio delle pensioni minime | Vox

    In piazza per i migranti. Sindaco si segna i nomi: "Li ospiterete voi"
    La decisione del sindaco di Inzago: "Nessuno è straniero? Bene, i migranti li ospiterete voi. Venite in Prefettura a firmare un documento"
    Claudio Cartaldo
    "Nessuno è straniero? Bene: i migranti li ospiterete voi". Non le manda a dire il sindaco di Inzago, Andrea Fumagalli, eletto nelle fila della Lega Nord.
    Nel piccolo comune che dirige domenica scorsa alcuni citadini avevano organizzato una manifestazione in favore dell'accoglienza dei migranti. Una decina di persone che vorrebbero spingere il primo cittadino ad accettare la ripartizione degli immigrati decisa dalla prefettura.
    La mossa del sindaco
    Ma Fumagalli non ci sta. E passa al contrattacco. Come riporta La Gazzetta dell'Adda, infatti, il sindaco è pronto - se constretto - ad aprire le porte del suo paese ai richiedenti asilo. Ma a quel punto chiamerà uno ad uno i concittadini che hanno manifestato per consegnare loro l'onere dell'accoglienza. "Hanno espresso la loro opinione - ha detto - ma ora mi asopetto anche che si dimostrino coerenti con quanto sostengono".
    La sfida sull'accoglienza dei migranti
    "Se e quando dovesse arrivare la richiesta della Prefettura di ospitare migranti - continua il sindaco - come prima cosa convocherò uno ad uno coloro che hanno manifestato. Se non sbaglio qualuno di loro ha anche appartamenti liberi, in ogni caso gli chiederò di mettere a disposizione i propri immobili firmando un documento in preferruta. Hanno la possibilità di dimostrare coerenza e mettere in pratica ciò in cui credono. Se hanno spazi, li ospiteranno loro".
    In piazza per i migranti. Sindaco si segna i nomi: "Li ospiterete voi" - IlGiornale.it

    RICORDATE VANDALO DEL BUS? SCAPPA DA DOMICILIARI IN COMUNITÀ E COMMETTE NUOVI REATI
    Servirà il carcere minorile, almeno secondo il giudice, per far giungere a più miti consigli uno dei vandali migranti protagonisti di avere rubato un autobus, che poi hanno utilizzato come ariete contro una scuola. Episodio avvenuto lo scorso 21 aprile a Carpi. Uno dei ragazzi, infatti, si è macchiato di nuovi reati durante le scorse settimane, che stava trascorrendo ai domiciliari a Imola presso una comunità minorile, con una forma di custodia in considerata meno dura di quella in cella e volta proprio alla riabilitazione. In pratica era in vacanza pagata dai contribuenti.
    Il 17enne, tuttavia, non ha dimostrato di aver accettato la lezione imposta dall’autorità giudiziaria e si è macchiato di una serie di fatti gravi sui quali hanno indagato gli stessi Carabinieri di Carpi che avevano individuato i tre giovani vandali poche ore dopo il fattaccio.
    Due bus lanciati contro una scuola chiusa nel Modenese. Carpi: dopo furto in un deposito danni ingenti
    Il migrante è accusato di ripetute fughe dalla comunità minorile, durante le quali si è macchiato di altri atti vandalici nel territorio imolese, ma anche di tentati furti ed episodi violenti, alcuni dei quali in concorso con altri. Per questo motivo, nel primo pomeriggio i militari della Compagnia di Carpi si sono portati a Imola e hanno prelevato il giovane, accompagnandolo poi nel carcere minorile del Pratello (BO) dove attenderà il processo.
    Ricordate vandalo del bus? Scappa da domiciliari in comunità e commette nuovi reati | Vox

    LOMBARDIA, REGIONE CERCA 1.000 TUTORI PER COCCOLARE I CLANDESTINI: PAGANO I CONTRIBUENTI
    In Lombardia servono almeno 1000 volontari che facciano da tutori ai minori stranieri non accompagnati. “La Lombardia è la prima regione a dare seguito concreto a questa legge – spiega il Garante regionale, Massimo Pagani (Lega) – Ad aprile 2017 erano censiti 1075 minori stranieri non accompagnati, a cui andrebbero aggiunti quelli presenti ma sconosciuti alle Prefetture e quelli in arrivo con i flussi migratori in corso. Il Consiglio regionale si farà carico economicamente della formazione dei tutori, ma la gestione non sarà affatto semplice. Serviranno mediatori culturali, esperti e consulenti da affiancare ai tutori volontari dei minori, spazi fisici per la formazione e le attività di aggiornamento, percorsi per l’inserimento scolastico”.
    Ma che brava, la Regione Lombardia, è la prima a dare seguito ad una legge voluta dal PD. Potevate aspettare dopo le elezioni e non ‘dare seguito concreto’. Stiamo scherzano: inserimento scolastico, mediatori, tutor? Una pletora di nuovi parassiti foraggiati dai contribuenti lombardi per coccolare un migliaio di clandestini, quasi sempre albanesi?
    Lombardia, Regione cerca 1.000 tutori per coccolare i clandestini: pagano i contribuenti | Vox

    MINNITI ECCITATO: “SBARCHI DURERANNO PER I PROSSIMI 20 ANNI”
    “L’immigrazione è un fenomeno che durerà almeno per i prossimi venti anni”, se lo augura il ministro abusivo dell’Interno Marco Minniti, in visita a Lucca, una delle città il cui sindaco più ha accolto con soddisfazione clandestini, spiegando come la diffusione dei fancazzisti sul territorio sia l’unica soluzione per governare i flussi. Governare i flussi significa impedire che i clandestini entrino, non andarli a prendere in Libia e poi spargerli sul territorio, ma l’intelligenza non è una delle migliori qualità dei ministri PD, di cui Minniti è uno dei più brillanti esponenti.
    “Questa è la scelta che abbiamo fatto in accordo con i sindaci e con l’Anci. Bisogna puntare su una capacità di accoglienza – ha proseguito – che non sia più legata all’esistenza dei grandi centri di accoglienza. L’obiettivo che io mi sono posto e’ quello del superamento dei grandi centri di accoglienza”. Certo, come no.
    Minniti eccitato: ?Sbarchi dureranno per i prossimi 20 anni? | Vox

    PROTESTE E SENTINELLE CONTRO LO FOLLIA IUS SOLI: “E’ LINEA DEL PIAVE”
    “A seguito dell’ulteriore perdurante e massiccio afflusso sulle coste italiane di cittadini stranieri richiedenti la protezione internazionale, si è reso necessario rivedere, rispetto alle stime iniziali, il numero dei cittadini richiedenti la protezione internazionale, nei confronti dei quali assicurare il servizio di accoglienza e assistenza”, -è quanto si legge sul sito della Prefettura di Vicenza che ha aggiornato dopo poco più di due mesi il nuovo bando che inizialmente prevedeva posti letto per 2600 persone, mentre la stima attuale è aumentata a 2900 posti letto che i funzionari della prefettura ricercano nel territorio provinciale anche attraverso strutture ricettive che contengano fino a 150 persone.
    “All’inizio dell’anno avevamo previsto che il 2017 sarebbe stato l’anno dei record -spiega Alex Cioni, portavoce del comitato antiprofughi PrimaNoi. Il nuovo bando è la palese dimostrazione che avevamo ragione ma dimostra ancora di più, quanto sia importante non cedere di un metro. Guai a noi se ci arrendiamo all’assuefazione, oggi più di ieri -aggiunge Cioni- è urgente che in ogni paese ci siano delle sentinelle pronte ad attivarsi come delle cellule dormienti per contribuire a rendere l’estate bollente e insopportabile ai funzionari della prefettura e di quei Comuni intenzionati ad aderire alla rete Sprar”.
    Ma c’è un altro fronte di contestazione che in queste ore si sta organizzando in tutta Italia e così nel vicentino, e riguarda la legge dello IusSoli che presumibilmente andrà in discussione al Senato giovedì prossimo, mentre all’esterno del parlamento sono previste numerose manifestazioni di protesta a cui prenderanno parte i rappresentanti del comitato vicentino. “Abbiamo deciso di impegnarci anche in questa battaglia, strettamente legata alla questione profughi, con l’obiettivo di costituire un coordinamento provinciale trasversale che vada oltre i partiti, le sigle e gli schieramenti. Fermare la legge genocida dello IusSoli è la priorità di queste ore che mette in secondo piano ogni altra cosa” -hanno spigato i membri del direttivo. “Dobbiamo essere pronti ad una collaborazione che vada oltre le logiche partigiane, altrimenti c’è poco da fare, siamo già estinti -è l’accorato appello del comitato. Ai veneti di buona volontà diciamo che è il momento di prendere coscienza che l’opposizione all’immigrazione selvaggia, così come alla legge razzista che intende regalare la cittadinanza agli immigrati, deve essere recepita come la nostra linea del Piave”.
    Proteste e sentinelle contro lo follia Ius Soli: ?E? linea del Piave? | Vox

    COSTRETTE A BARRICARSI IN CASA PER NON ESSERE STUPRATE DAI PROFUGHI CHE GIRANO A BRANCHI
    A Mezzanone la gente è esasperata ed ha paura. Ormai è costretta a barricarsi in casa per non correre il rischio di essere vittima delle aggressioni da parte di migranti e richiedenti asilo che bivaccano nella piazza della borgata”. L’on. Michele Bordo, presidente PD della Commissione Politiche UE della Camera, rilancia l’allarme sulla “degenerazione del clima sociale all’interno del borgo che ha bisogno sempre più urgentemente degli interventi necessari a ripristinare l’ordine pubblico”.
    “Ogni giorno ricevo decine di messaggi e telefonate dai residenti terrorizzati e che temono per la propria incolumità. I ragazzini non sono più liberi di giocare negli spazi aperti del borgo, i cittadini di passeggiare e i commercianti vivono con l’ansia che scoppino tafferugli dentro e fuori i loro negozi.
    Il contesto sociale, già molto difficile per la presenza di migliaia tra richiedenti asilo politico, ospitati nel vicino CARA, e migranti che trovano lavoro nei campi, molti dei quali vivono in una baraccopoli abusiva a pochi chilometri, è adesso aggravato dalla presenza di gruppetti di persone che girano armati per la borgata con l’intento di spaventare ed eventualmente aggredire i cittadini stranieri”. Si chiama legittima difesa, Bordo. Da un governo di abusivi che invia stupratori in un quartiere.
    “Quanto fatto fino ad oggi dal Governo evidentemente non è sufficiente. È necessario intervenire subito per ridurre drasticamente il numero degli stranieri presenti nel borgo, smantellare la baraccopoli e, soprattutto, attivare un posto fisso di Polizia. Non c’è più tempo da perdere. La situazione rischia di sfuggire di mano da un momento all’altro. I cittadini della borgata non ne possono più di vivere una condizione così difficile dal punto di vita sociale e dell’ordine pubblico. Chiederò al ministro Minniti, al quale ho presentato un’altra interrogazione parlamentare, di venire personalmente a rendersi conto della situazione ed a presiedere una riunione con i vertici delle forze dell’ordine per individuare le soluzioni operative più efficaci da adottare rapidamente e prima che sia troppo tardi”.
    In realtà è sufficiente, dipende da quale era l’obiettivo del governo.
    Costrette a barricarsi in casa per non essere stuprate dai profughi che girano a branchi | Vox

    LA MADRE DEL TERRORISTA METICCIO: “ORA MIO FIGLIO È IN PARADISO”
    La madre del meticcio Youssef Zaghba, uno dei tre terroristi entrati in azione negli ultimi attacchi islamici a Londra, è tornata a parlare ieri sera su La7, ormai è una dive. E ha difeso l’islam, che come sostiene la ha dato la “pace”. Anche a Londra e Manchester ha portato pace: eterna.
    Accusa invece internet, colpevole di aver mostrato a suo figlio quei video che poi lo hanno radicalizzato. E’ colpa dei video. Vedrete, useranno la follia islamica per censurare internet a noi persone normali.
    Poi ripercorre il viaggio del figlio verso Turchia: “Lo hanno fermato a Bologna mentre si stava imbarcando per Instambul. Era sospetto: un solo biglietto d’andata. Ed è stato fermato”. Era il marzo del 2013. “Mi ha sempre detto che voleva andare in Siria, per aver una famiglia”. Ma precisa: “Mai avrei pensato che sarebbe andato a morire. Era dolce, sensibile e non violento”. E’ questo il punto: ogni immigrato islamico è un potenziale terrorista, non hanno scritto in fronte: terrorista.
    Quando alla donna viene chiesto dove pensa sia suo figlio: “Credo sia nel paradiso come lui sperava. Allah guarda le intenzioni, se Allah guarda solo le intenzioni è in paradiso”.
    La madre del terrorista meticcio: ?Ora mio figlio è in paradiso? ? VIDEO | Vox

    CON LO IUS SOLI AVREMMO MILIONI DI ISMAIL E YOUSSEF: LE NOSTRE STRADE SI COPRIREBBERO DI SANGUE
    E così, dopo Ismail da Milano, abbiamo Youssef da Bologna. In pochi mesi è già il secondo caso di meticcio figlio di un immigrato nordafricano e di una donna italiana che si fa conoscere per essere un terrorista islamico. Visto che fanno parte di una popolazione di riferimento ancora piuttosto limitata, è un fatto statisticamente rilevante.
    E mette in luce cosa sarebbe l’Italia se gli abusivi in Parlamento approvassero lo Ius Soli, non importa quanto annacquato.
    Quando fu fermato a Bologna, secondo il tribunale del riesame, non c’erano i presupposti per ravvisare la sussistenza di un reato. Lo ha spiegato ai microfoni di Radio 24 il procuratore di Bologna, Giuseppe Amato, parlando del meticcio Youssef Zaghba, il terzo attentatore ucciso a Londra sabato scorso che ha una madre italiana. “Quindi – chiosa il procuratore – fu segnalato a Londra come possibile sospetto”.
    Ricorda il caso di Ismail. Fino ad ora abbiamo evitato attacchi perché siamo ancora indietro con le ‘seconde generazioni’. E perché, a differenza di GB e Francia non abbiamo lo Ius Soli. Questo permette, in caso di ‘mancanza di prove’ per arrestare qualcuno, di espellerlo. Va da sé che, in caso venisse approvato lo Ius Soli, non si potrebbe più fare: non puoi espellere i cittadini.
    E allora, dall’oggi al domani, ci troveremmo milioni di Ismail e Youssef. Pronti a sgozzare per le strade delle nostre città. Chi vuole lo Ius Soli, altro non è che un assassino per procura.
    Rimangono i figli di coppie miste, che però sono un numero limitato sul quale, comunque, bisognerà intervenire: niente cittadinanza a chi ha un genitore non europeo.
    CON LO IUS SOLI AVREMMO MILIONI DI ISMAIL E YOUSSEF: LE NOSTRE STRADE SI COPRIREBBERO DI SANGUE | Vox



    STRAGI ISLAMICHE DEI METICCI, IL RAPPER DEL PD LE AVEVA PREVISTE E FORSE INCITATE
    Il futuro è il nostro lo vogliamo in esclusiva, stanchi di elemosinare diritti e metterci in fila.
    Da Palermo a Torino scoppierà un casino, se l’Europa è un altra storia se Roma non è Berlino, è la paura di qualcosa che ormai vive qua vicino e non ti salverai.
    Non sono un G2 Italiano col trattino, una fiat uno col bazooka sul tettino è la storia di un normale cittadino impazzito era clandestino adesso è un assassino.
    Così cantava Amir Issaa insieme al deputato marocchino del PD, il fratello musulmano Chaouki.
    “Per tanti anni i miei genitori mi hanno chiamato Massimo, sia a casa che in mezzo alla gente. Ma sui miei documenti c’è scritto bello chiaro, il mio nome è Amir Issaa”.
    Amir Issaa è un rapper meticcio, come Ismail, come Youssef. Esaltato dalla stampa nichilista, fa parte di quel novero di individui divisi a metà, che per questo vuoto di identità diventa violento. E si rivolge all’identità del padre. Quasi sempre un delinquente che sposa una disadattata. Spesso, nella storia, sono i mezzosangue a guidare i nemici contro quella terra verso la quale provano un sentimento di odio dettato da rifiuto.
    “Mia madre, la figlia di un fascista tutto d’un pezzo che decise di sposare un egiziano mettendosi contro tutta la famiglia. Fu uno scandalo ma il loro amore durò sino alla fine”. “Mio padre, piombato nel tunnel dell’eroina e passato da un carcere all’altro in giro per l’Italia. Ma sono a favore della legalizzazione delle droghe leggere, un tabù ridicolo”.
    Amir Issaa nel libro cita diversi brani dei suoi nove album e ricorda la petizione che ottenne 10 mila firme su Change.org e Caro presidente, un video-appello rivolto nel 2012 a Giorgio Napolitano per sensibilizzarlo sullo Ius soli: “L’Italia del domani sarà tutta colorata, gente con la pelle diversa che viene qui per cercare il proprio futuro”. Come i padri di Ismail, Youssef e Amir.
    “Lo Ius soli è importante perché è in corso una rivoluzione e la storia non si può fermare”, dice con tono minaccioso, e pare di vedere quel camioncino bianco schiacciare bambini sul ponte di Londra.
    Amir, meticcio, ha gli occhi leggermente a mandorla (“mi chiamavano Er Cina”) e il tema della cosiddetta integrazione razziale, dei cosiddetti “italiani di seconda generazione” è una costante nei suoi pezzi che incitano, spesso, all’odio contro gli italiani, quelli veri. Nel 2014 fu al centro di una bufera in compagnia dell’estremista islamico per la Difesa, il deputato marocchino del PD Chaouki, per il suo brano Ius Music e venne accusato di incitamento all’odio.
    Ismail. Youssef. Issaa. Si sentono tanto soli. Vogliono altri come loro. Con l’approvazione dello Ius Soli ne avranno un esercito.
    Stragi islamiche dei meticci, il rapper del PD le aveva previste e forse incitate | Vox

    Per la Chiesa cattolica l’Islam deve essere una religione di pace
    di Cesaremaria Glori
    L’ostinazione con cui la Chiesa cattolica, papa Bergoglio in primis, continua a sostenere che l’Islam è una religione di pace diventa sempre più inspiegabile. Che cosa deve ancora accadere per far intendere che l’Islam odia profondamente il Cristianesimo in quanto tale e che coloro che si fanno saltare in aria per proclamare il loro credo distruttivo e totalitario sono sostenuti moralmente, e non solo, da una massa di mussulmani stimati essere circa il 30% della totalità islamica del mondo?
    Come si fa a chiudere gli occhi di fronte alle manifestazioni di giubilo di milioni di persone che, nei paesi a maggioranza islamica, scendono nelle piazze a proclamare la loro solidarietà e il loro plauso ai kamikaze che si sono immolati per la loro religione provocando la morte di centinaia di odiati cristiani o comunque infedeli?
    Come chiudere gli occhi di fronte all’evidenza che ad ogni attentato le contestazioni da parte del cosiddetto Islam moderato acquisiscono quella veste di protesta diplomatica più o meno sincera espressa da frange talmente modeste di numero che assomigliano tanto alle condoglianze per la morte di un avversario eliminato?
    Tuttavia, nonostante il ripetersi degli attentati, del numero di vittime che giorno per giorno si va assommando a quelle precedenti, formando un numero di perdite che equivale a quelle di una guerra dichiarata di altri tempi, le dichiarazioni dei leader politici d’Occidente, della gran parte dei Media, degli opinion makers, delle riviste patinate, dei rappresentanti ufficiali della Chiesa Cattolica e delle altre Chiese Riformate – salvo rarissime eccezioni – con ostinazione degna di miglior causa, continuano a manifestare fiducia nell’Islam come religione di pace.
    Tante volte, pensando all’ostinazione delle autorità cattoliche e cristiane in genere nel sostenere che l’Islam è una religione di pace, mi ricordo un film in cui Totò, l’impareggiabile comico di altri tempi, continuava a ridere divertito mentre veniva preso a sonore ceffate da parte di uno sconosciuto che infieriva su di lui accompagnando epiteti ingiuriosi al nome col quale lo apostrofava. Quel nome era Pasquale, assai comune nell’ambito della Napoletanità di un tempo. Quel comportamento strano e surreale del malmenato suscitò lo sdegno e la rabbia dell’energumeno che chiese infastidito: “imbecille, ma perché continui a ridere”? E quello, serafico rispose: “ Ma io mica so’ Pasquale”!
    Surreale, vero? Altrettanto surreale è il comportamento di Papa Bergoglio, dei vescovi e dei numerosi parroci e preti italiani nel blandire l’Islam in generale come religione di pace, come un credo in grado di portare buoni frutti in vista della eterna salvezza (si ricordino i saluti rivolti agli islamici con l’augurio di buoni frutti dal Ramadam). E a nulla valgono gli studi approfonditi e le considerazioni fatte da esperti e da studiosi che circa il 30% dei mussulmani del mondo approvano la strategia sinora seguita da coloro che hanno dichiarato la guerra al Cristianesimo. Il 30% di circa un miliardo e seicento milioni di mussulmani presenti ora nel mondo è una cifra impressionante di quasi mezzo miliardo di potenziali sostenitori degli attentatori e di potenziali fighters!
    Non meno surreale e inspiegabile è il comportamento delle autorità europee e di altri Stati che sostengono la stessa linea delle autorità religiose cristiane. Tutte convergenti nel sostenere che è possibile una convivenza pacifica con l’Islam. Si noti bene: soltanto con l’Islam, ma è sottinteso che sono comprese tutte le altre religioni.
    A questo punto appare chiara la convergenza fra l’ideale massonico scaturito dopo la fine della prima Guerra Mondiale di una società sovrannazionale ispirata da idee di fratellanza universale che richiamava manifestamente i principi della Rivoluzione Francese: Liberté, Fraternité, Egalité, e l’idea di una Chiesa aperta alla Modernità uscita dal Concilio Vaticano II.
    La Modernità, nel frattempo, aveva fatto ulteriori passi verso la costituzione di un Potere Globale che abbracciasse l’intero mondo. Nella prima metà del secolo scorso le idee si erano affinate e avevano raggiunto una convergenza su certi programmi imbevuti di Malthusianesimo, di Scientismo, di Indifferentismo religioso e morale. Libri come Pan-Europa e Praktischer Idealismus di Richard Nikolaus Coudenhowe-Kalergi avevano tracciato un programma abbastanza preciso. Programma che fu completato nella seconda metà del secolo scorso dal Rapporto Meadows che si fece interprete delle convergenze di pensiero emerse al Club di Roma e che ancora in seguito fu perfezionato grazie ai progressi tecnologici in ogni campo del sapere umano, dalla medicina alla chirurgia e alle scienze esatte in generale.
    Restava però lo scoglio apparentemente insormontabile della Chiesa di Roma che sembrava invulnerabile ed impermeabile alle lusinghe della Modernità e alle idee imperanti nelle Università di tutto il mondo. Doveva accadere qualcosa che permettesse di agire alle nascoste frange infiltrate nell’ambito della Chiesa cattolica ed emerse un po’ dappertutto, e che avevano trovato anche a Roma una sponda favorevole soprattutto nel campo liturgico ove si aspirava ad un rinnovamento mascherato da un presunto ritorno alle origini, frange che attendevano soltanto il segnale per mettersi in moto e per dettare il mutamento epocale anche nella antica, rocciosa e incrollabile Chiesa Cattolica. Quell’evento fu il Concilio Vaticano II che, iniziato con grandi speranze di un rinnovamento nella Tradizione e salutato da ogni parte con gli auspici più favorevoli, si animò ben presto, con grande sorpresa di gran parte dei vertici, per l’irruenza e la compattezza di certe minoranze aggressive e intolleranti che spingevano verso soluzioni rivoluzionarie e che, con un’abile gestione delle convergenze e dei ripiegamenti tattici, riuscirono ad introdurre idee e dottrine che, se non capovolgevano duemila anni di coerente dottrina e di prassi, ingeneravano però il dubbio e la possibilità di interpretazioni di differente e, sovente, contrastante discernimento.
    Il cattolico, in questa mutazione così rapida e sconvolgente di equilibri e tradizioni avite che sembravano immutabili nel tempo, si sentì smarrito e i giovani accolsero entusiasti le idee di progresso e di liberazione. Idee che non trovavano più nella Chiesa quel freno e quell’ancoraggio ad una Sapienza che aveva una paternità trascendente. Il Concilio conteneva affermazioni che portavano a ritenere che tutte le religioni conducono a Dio e che esiste nell’Uomo come un legame trascendentale che suggerisce alla coscienza individuale la scelta del Bene. Era il trionfo del Kantismo e del Freudismo in salsa esistenziale, il trionfo apparente dell’individualismo che, in realtà, portava inevitabilmente verso il relativismo e il nikilismo più deteriore. Lo si constata al giorno d’oggi vedendo le società occidentali come ubriacate in questa specie di carnevale sessuale ove ogni perversione ha acquistato liceità e parvenza di legittimità, ove si è dovuto anche riformare il modo di parlare per non urtare alcuna diversità, assistendo così ad una perversione del linguaggio che è parallela a quella delle coscienze individuali e di massa.
    Con l’avvento di papa Bergoglio si è data piena attuazione alle deliberazioni conciliari, cioè si è sposata l’interpretazione progressista del Concilio, di un rinnovamento della Chiesa in tutti i campi, non ultimo quello della famiglia e della morale individuale.
    Se la Chiesa avesse l’ardire di scostarsi da quest’abbraccio mortale con la Modernità entrerebbe subito in conflitto con essa. Ci aveva provato Benedetto XVI con quel magistrale intervento di Regensburg ove richiamava il mondo intero e l’Islam, in particolare, alla razionalità. Quell’intervento può essere considerato come l’ultimo tentativo per portare il confronto fra Islam e Mondo Occidentale su basi razionali e concrete. Un confronto che era in contrasto col disegno globalsincretista del Praktischer Idealismus e con il programma di Pan-Europa accompagnato dall’inseparabile Rapporto Meadows. Il razionalismo di Ratzinger era l’esatto opposto del pensiero della Modernità che confida esclusivamente sull’Uomo e sulle sue risorse naturali, sovente scrutate e perseguite con criteri esoterici.
    Per quell’intervento Benedetto XVI, che parlò con intuito profetico per la salvaguardia del mondo occidentale e dei suoi valori, fu ostracizzato e considerato un nemico da abbattere ad ogni costo. Benedetto XVI fu coartato a isolarsi per non danneggiare maggiormente la Chiesa. Il suo è stato un sacrificio che solo Dio può valutare. Forse quel sacrificio è stato necessario per far venire a galla tutto il marcio che c’è nella Chiesa di Cristo. Quel marcio che obbliga questa Chiesa ad andare di pari passo con la Modernità accettandone tutte quelle derive morali ed esistenziali lasciando sempre più interdetti e disorientati i fedeli di ogni confessione cristiana. La Chiesa conciliare sposando l’interpretazione modernista sa che si è fatta ancella del Mondo: simul stabunt simul cadent.
    https://www.riscossacristiana.it/per...remaria-glori/

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    Predefinito Re: Rif: Le delizie della società multietnica

    Ius soli? I Romani non sapevano cosa fosse. Così si diventava cittadini nell’Urbe
    Adriano Scianca
    Non c’è marchetta all’immigrazione che non tiri in ballo Roma, la “aperta”, “tollerante”, “colorata” Roma, contrapposta alla chiusura delle polis greche. È vero che, a differenza di queste ultime, l’Urbe non conobbe mai mito dell’autoctonia. Da qui a farne l’antesignana della società multirazziale ce ne passa. Proprio il dibattito sullo ius soli è, a questo riguardo, interessante. Come si diventava cittadino, a Roma? Ha scritto Eva Cantarella (pur aggiungendo in seguito le frasi di prassi sui romani come campioni dell’assimilazione): “Back to the Romans, quindi, torniamo ai romani. Per i quali la soluzione era chiara: la cittadinanza si acquistava iure sanguinis. Come scriveva il giurista Gaio, nel II secolo d. C., nel suo celebre manuale di Istituzioni, erano cittadini romani i figli legittimi di un cittadino, ovvero quelli naturali di una cittadina. La regola, infatti, voleva che i figli nati da un matrimonio legittimo seguissero la condizione del padre al momento del concepimento, e che quelli nati fuori del matrimonio seguissero la condizione della madre al momento della nascita”.
    Valerio Marotta è stato anche più preciso, spiegando che i romani non conoscono il dibattito ius soli / ius sanguinis e che “a dispetto delle apparenze, tale dicotomia — sicuramente estranea alla compilazione giustinianea — prese corpo soltanto negli scritti dei giuristi d’età intermedia a partire dal XII secolo, sebbene sia stata compiutamente definita, quasi duecento anni più tardi, da Bartolo di Sassoferrato e da Baldo degli Ubaldi”. In particolare, “la genesi della nozione di ius soli va rindividuata […] in un particolare contesto, quello del dibattito dottrinale e giurisprudenziale sui diritti sovrani dei Principi tra XVI e XVIII secolo”.
    A Roma erano cittadini in primo luogo i nati da padre cittadino purché procreati in un matrimonio legittimo. Proprio per questo il matrimonium era, per Cicerone, principium urbis et quasi fundamentum rei publicae (De officiis, 1,17,54). Al di fuori del matrimonio, è certa solo la madre, quindi è la sua condizione che fa testo: il neonato nasce schiavo, straniero o cittadino romano, a seconda che la madre abbia, al momento del parto, la condizione di schiava, straniera o cittadina. L’origo paterna non coincideva con il luogo di nascita del padre, ma con la città da cui il padre stesso traeva la patris origo, e così via di seguito.
    Con l’espansione territoriale di Roma, la cittadinanza fu estesa ad altre popolazioni: la lex Iulia del 90 la concedeva a Latini e Italici rimasti leali a Roma, la lex Calpurnia dell’89 la concesse ai militari, appartenenti a civitates foederate, che avevano servito Roma, la lex Plautia Papiria nello stesso anno la riconobbe agli alleati italici che l’avessero invocata, sino a quella cesariana ai Cisalpini del 49.
    Ma il mito dei Romani “accoglienti” si basa per lo più sulla Constitutio Antoniniana del 212, con la quale la cittadinanza romana venne estesa a tutti gli abitanti dell’impero. Malgrado la lettura ideologica che ne è stata data in seguito, la misura ebbe probabilmente motivazioni economiche e fiscali. In ogni caso, va sottolineato come la legge valesse per tutti quelli già presenti all’interno dei confini, non per quelli che sarebbero arrivati in seguito. Si trattava di una sanatoria, non di spalancare le porte.
    Non è inoltre chiaro se essa si estendesse ai “dediticii”, ovvero alle popolazioni che si “rendevano” all’imperatore per entrare nell’impero, una sorta di antichi immigrati. Un frammento del testo ritrovato in un papiro farebbe pensare che essi ne fossero esclusi, cosa che renderebbe ancora più anacronistiche le attualizzazioni del provvedimento.
    Certo è che, col passare dei secoli e l’avanzare della decadenza, aperture sempre più considerevoli agli stranieri venissero fatte. Sarebbero state le stesse “aperture” a causare il crollo di quella civiltà. E questo sì che è un paragone con l’oggi che avrebbe senso fare.
    Ius soli? I Romani non sapevano cosa fosse. Così si diventava cittadini nell'Urbe | IL PRIMATO NAZIONALE

    Il primo effetto dello «ius soli»: boom di voti al partito islamico
    Su un sito musulmano le basi per un movimento in Italia. Con la nuova norma potrà contare su milioni di elettori
    Gian Micalessin
    Il partito quasi c'è. Ora mancano solo gli elettori. Ma a trovarglieli contribuirà il progetto di legge sullo ius soli portato avanti dal partito Democratico.
    Per capirlo basta dare un'occhiata a Assemblea Costituente Islamica | Musulmani in Italia il sito internet su cui il convertito Hamza Roberto Piccardo e altri 21 membri del cosiddetto Comitato Promotore gettano le basi per la nascita del primo «partito islamico italiano». Certo se provate a chiamarlo così vi accuseranno immediatamente di essere «xenofobo e islamofobico». E di aderire, come specifica preventivamente il sito, ad «un'operazione di disinformazione che tende a presentare il nostro progetto come l'embrione di un partito islamico, evidentemente integralista, pericoloso per l'ordine pubblico». Ma se le parole hanno un senso il manifesto lanciato due mesi e mezzo prima dell'arrivo al Senato dello ius soli - non sembra avere obbiettivi assai diversi.
    «L'Assemblea Costituente Islamica d'Italia esordisce il manifesto pubblicato a marzo - è uno strumento tendente a dare ai musulmani una rappresentanza eletta. Ci sono in Italia attualmente circa 2,6 milioni di musulmani, dei quali 900mila italiani». In quell'incipit è espressa non solo la volontà di eleggere i rappresentanti della comunità islamica, ma anche una stima del bacino elettorale. Un bacino facilmente ampliabile visto che dietro i 900mila musulmani già cittadini italiani premono un milione e 700mila correligionari. Certo lo ius soli non facilita l'iscrizione all'anagrafe dei musulmani maggiorenni, ma rappresenta sicuramente un potente volano visto che la comunità islamica, sottolinea il manifesto, ha un «vivace tasso demografico». In quell'eufemismo si cela il concetto espresso dal presidente Recep Tayyp Erdogan quando invitò gli immigrati turchi a conquistare l'Europa mettendo al mondo cinque figli a testa. Qui il discorso è più sottile, ma il meccanismo è lo stesso.
    Stando alla Fondazione Leone Moressa, lo ius soli garantirà 800mila nuove cittadinanze non appena varata e altre 60mila ogni anno successivo. Ma grazie ad una comunità islamica «demograficamente più vivace» molti di quei nuovi italiani si trasformeranno inevitabilmente in potenziali elettori del nuovo progetto politico. Un progetto che viste le idee del suo padre putativo non suona esattamente rassicurante. Hamza Piccardo, fondatore e ispiratore della Costituente è considerato, infatti, un rigoroso interprete del pensiero della Fratellanza Musulmana in Italia. Non a caso non ha esitato ad abbandonare l'Ucoii (l'Unione delle Comunità Islamiche Italiane da lui stesso fondata) non appena questa ha reso meno evidenti i legami ideologici con l'organizzazione madre di tutti i moderni fondamentalismi. E, non a caso, resta l'indiscusso portavoce italiano dell' «European Muslim Network» la rete islamista europea guidata da Tariq Ramadam, nipote di quell'Hasan Al Banna, fondatore nel 1928 dei Fratelli Musulmani.
    Del resto il primo ad anticipare gli obbiettivi non proprio moderati del nascente partito dell'Islam italiano è stato proprio il suo ispiratore. «Se è solo una questione di diritti civili, ebbene anche la poligamia è un diritto civile», scriveva lo scorso agosto Hamza Piccardo pubblicando sulla sua pagina Facebook una foto del sindaco di Milano Giuseppe Sala intento a unire in matrimonio due coppie gay. Quella provocazione, lanciata mentre in Europa imperversava il terrorismo dello Stato Islamico, è stata un po' la prova generale per il lancio della Costituente. Una prova generale decisamente esplicita nel far capire che il nuovo partito non ammetterà tentennamenti nelle difesa e nel sostegno di tutti i precetti islamici. A partire da quelli in evidente contrasto con la legislazione italiana. Ed infatti il manifesto della Costituente specifica che potranno far richiesta di adesione soltanto gli aspiranti militanti pronti a sottoscrivere i «principi fondamentali dell'Islam». Le linee guide, insomma, saranno non quelle della politica, ma quelle della religione. Ovvero del sacro e indiscutibile Corano.
    Il primo effetto dello «ius soli»: boom di voti al partito islamico - IlGiornale.it

    Ius soli, la lezione dimenticata del politologo Sartori
    Sartori nel 2013 sosteneva: "Lo ius soli è un errore gravissimo, sarebbe un disastro in un paese con altissima disoccupazione. Aumenterebbe le file dei lavoratori sottopagati e la delinquenza per le strade, aggraverebbe tutti i nostri problemi"
    Luca Romano
    C'è una lezione dimenticata che sta facendo il giro del web. È quella del professor Giovanni Sartori.
    Il politogo, ormai defunto, in un articolo del 2013 pubblicato sulle colonne del Corriere della Sera, tuonava contro la Kyenge e lo Ius soli. E scriveva: "Al momento mi occuperò solo di un caso che mi sembra di particolare importanza, il caso della Ministra "nera" Kyenge Kashetu nominata Ministro per l'Integrazione. Nata in Congo, si è laureata in Italia in medicina e si è specializzata in oculistica. Cosa ne sa di "integrazione", di ius soli e correlativamente di ius sanguinis?".
    Il politologo poi continuava: "La ministra Kyenge spiega che il lavoro degli immigrati è "fattore di crescita", visto che quasi un imprenditore italiano su dieci è straniero. E quanti sono gli imprenditori italiani che sono contestualmente falliti? I dati dicono molti di più.
    Ma questi paragoni si fanno male, visto che "imprenditore" è parola elastica. Metti su un negozietto da quattro soldi e sei un imprenditore. E poi quanti sono gli immigrati che battono le strade e che le rendono pericolose?
    La brava Ministra ha anche scoperto che il nostro è un Paese "meticcio". Se lo Stato italiano le dà i soldi si compri un dizionarietto, e scoprirà che meticcio significa persona nata da genitore di razze (etnie) diverse. Per esempio il Brasile è un Paese molto meticcio. Ma l'Italia proprio no. La saggezza contadina insegnava "moglie e buoi dei paesi tuoi". E oggi, da noi, i matrimoni misti sono in genere ferocemente osteggiati proprio dagli islamici.
    Ma la più bella di tutte è che la nostra presunta esperta di immigrazione dà per scontato che i ragazzini africani e arabi nati in Italia sono eo ipso cittadini "integrati". Questa è da premio Nobel. Mai sentito parlare, signora Ministra, del sultanato di Delhi, che durò dal XIII al XVI secolo, e poi dell'Impero Moghul che controllò quasi tutto il continente Indiano tra il XVI secolo e l'arrivo delle Compagnie occidentali? All'ingrosso, circa un millennio di importante presenza e di dominio islamico. Eppure indù e musulmani non si sono mai integrati. Quando gli inglesi dopo la seconda guerra mondiale se ne andarono dall'India, furono costretti (controvoglia) a creare uno Stato islamico (il Pakistan) e a massicci e sanguinosi trasferimenti di popolazione. E da allora i due Stati sono sul piede di guerra l'uno contro l'altro".
    Sartori poi aveva rincarato la dose a La Zanzara spiegando: "Lo ius soli è un errore gravissimo, sarebbe un disastro in un paese con altissima disoccupazione. Aumenterebbe le file dei lavoratori sottopagati e la delinquenza per le strade, aggraverebbe tutti i nostri problemi. Come idea è demente perché è dei paesi sottopopolati che vogliono nuova popolazione: sarebbe l’ultimo colpo per consentire l’accesso a tutti, migranti e clandestini".
    Ius soli, la lezione dimenticata del politologo Sartori - IlGiornale.it

    Lo Ius soli è il vero razzismo
    Lo Ius soli non ha un senso pratico: infatti, siamo già invasi, da anni, e lo siamo ogni giorno di più. Non c’è bisogno dello Ius soli per far entrare milioni di immigrati, né, specificamente, per far arricchire ONG varie di varia natura, e in particolare quelle pacifiste sinistrorse e quelle pseudo cattoliche (insieme alla criminalità organizzata, ovviamente). E i clandestini, e anche i non clandestini, hanno più “benefit” (come si dice oggi) degli italiani. Pertanto, lo Ius soli serve solo a dare loro il diritto di voto. Per farli votare a sinistra ovviamente.
    Ma chi crede che venga introdotto per queste ragioni non ha capito. La portata dello Ius soli è immensa, ed è precipuamente ideologica. Occorre, ormai, a invasione in atto – nella tranquillità derivante dal fatto che nessuno si oppone veramente, nel senso concreto, pratico, ma anzi si ha l’appoggio pieno di interi settori della società, clero in primis – far passare nella mentalità generale il principio che non devono esistere più gli italiani. Si tratta insomma di costituire un nuovo “demos”.
    Se il “moderato” di turno crede che stiamo esagerando, la risposta è facile: si potrebbero portare decine e decine di testimonianze e ragionamenti inoppugnabili in tal senso, ma mi limiterò a rendere noto quanto scritto da un politico “serio” (dal punto di vista dei moderati, s’intende) e generalmente apprezzato (candidato di peso perfino alla Presidenza della Repubblica alle ultime elezioni presidenziali) come Stefano Rodotà dopo i famosi “Trattati di Nizza” del 2001. Proprio alla luce di quanto stabilito in quei trattati – il cui senso era quello di fornire una nuova “carta costituzionale” all’Unione Europea alla vigilia dell’introduzione dell’euro – Rodotà sostiene che in una “Nuova Europa costituzionale”, antidiscriminatoria e ugualitaria, non può che essere inammissibile il principio di discriminazione razziale, o anche solo di differenziazione etnica, verso coloro che nascono in Europa ma sono di razze ed etnie non europee dal punto di vista storico: costoro hanno diritto allo Jus Soli, e, col tempo, non solo coloro che vi nascono nel continente, ma anche coloro che vi arrivano, sia che abbiano lavoro e famiglia o meno. Altrimenti si ricade nella discriminazione razziale e, in ogni caso, in una concezione ormai obsoleta della stessa Europa. Scrive testualmente Rodotà: «Perché non valorizzare il fatto che, salvo limitate eccezioni, i diritti della Carta prescindono dalla cittadinanza nazionale, e parificano così europei e stranieri, immigrati legali e clandestini?».
    Rodotà non afferma che il demos debba essere quello della somma degli europei “storici”, delle razze ed etnie da secoli e millenni stanziate nel continente. Rodotà afferma chiaramente che il demos della Nuova Europa va creato. Pertanto, nulla osta a far entrare milioni di immigrati, specialmente africani e medio-orientali nella vecchia Europa: anzi, è necessario.
    Nella Nuova Europa costituzionale, ogni uomo può essere europeo, anche se non appartiene alle usuali stirpi che da millenni hanno abitato il continente, anche se vi arriva da adulto, purché appunto aderisca pienamente non all’identità, cultura, civiltà dell’Europa millenaria, ma al patriottismo costituzionale europeo, il nuovo DNA dell’essere europei scaturito dai Trattati di Nizza. Anzi, un extraeuropeo che aderisca a questo spirito democratico, ugualitarista e antidiscriminatorio, sarebbe certamente molto più “nuovo europeo” di un italiano, di un tedesco, di uno spagnolo, ecc., che invece rimanesse ancorato a una ormai superata visione di un’Europa (classica, cristiana, nazionalista, ecc.) che deve al contrario essere progressivamente perfino cancellata dalla memoria collettiva.
    Insomma, come Rodotà (ma potremmo riportare decine di testimonianze di politici, intellettuali, burocrati) ci spiega, il fine ultimo dello Ius soli è la creazione del meticciato come nuovo demos del continente europeo. Che vuol dire ovviamente la distruzione razziale ed etnica degli italiani (in primis) e degli altri popoli europei. La cancellazione progressiva ma inesorabile dell’intera civiltà europea da ogni punto di vista, soprattutto quello specificamente razziale. Ecco perché ultimamente si fa un gran parlare del “Piano Kalergi”: perché è vero. E chi non è informato a riguardo, farebbe bene a informarsi.
    L’Unione Europea, tramite anche i Trattati di Nizza, si è data lo scopo della distruzione non solo dell’ordine naturale del creato con la omosessualizzazione forzata della gioventù, con il gendersimo, con l’eutanasismo (che solo gli ingenui e i bugiardi possono credere che si limiti ai casi estremi di sofferenza: si veda il caso di Charlie in questi giorni) e tutti gli altri ismi della perversione morale e intellettiva oggi imperante; non solo della distruzione economica di interi popoli (come i greci, di cui nessuno parla più) e di intere società; non solo della statualità nazionale (il concetto di patria, con cui tutti noi siamo cresciuti, non esisterà più); ma anche della distruzione razziale degli europei.
    Ho usato appositamente il termine “razziale”, il più grande di tutti i “tabù” (utilizziamo il loro linguaggio…) dalla Seconda Guerra Mondiale a oggi. Per troppo tempo, sotto la costruzione di una maledizione collettiva, abbiamo taciuto a riguardo, abbiamo acconsentito alla progressiva distruzione dell’ordine del creato anche da questo punto di vista. Infatti, le razze le ha create Dio, come ogni altra cosa, e – come ogni altra cosa voluta da Dio – sono quindi buone in sé.
    La divisione in razze, popoli, etnie, dell’umanità, è una cosa meravigliosa. Come un campo di fiori che riempie la terra intera e la infarcisce di colori e profumi diversi, ovvero di civiltà e ricchezza per ogni gusto. Come lo stesso campo, se fosse rivestito di un solo unico fiore, sarebbe immensamente meno bello, così il nostro mondo sarà meno bello se abitato da una sola unica razza meticcia, ciò che è l’obiettivo finale di chi sta dirigendo oggi la storia verso gli scopi ultimi di un piano diabolico di distruzione di ogni differenza e bellezza (unica razza, unica lingua, unico Stato, unico governo, unica moneta, unica umanità totalmente sotto controllo e, ovviamente, religione unica per tutti). È il Creatore che ha creato i cinesi, gli indiani, gli egizi, i greci. È il Creatore che ha voluto che l’umanità avesse conformazione fisica differente: che vi fossero bianchi, neri, asiatici, e ha fatto in mondo che ogni megarazza o popolo o anche etnia avesse una sua sede naturale in questo pianeta e sue peculiarità fisiche, linguistiche, civili e culturali. E che ogni razza, popolo ed etnia abbia una sua sede storica naturale.
    La stessa parola “razza” dà fastidio: ma ci dimentichiamo che, come detto, è dono di Dio. Quest’opera genialmente satanica è servita, e serve, a farci odiare noi stessi, a farci accettare ciò che per i nostri antenati sarebbe stato inaccettabile, anzi, impensabile: il suicido – dopo quello morale, religioso, economico, politico, culturale – razziale ed etnico della nostra comunità.
    Non solo le razze e le etnie sono costitutive dell’ordine del creato, e quindi volute da Dio; non solo è cosa meravigliosa che ve ne siano tante, tantissime, dalle macrorazze fino alle più svariate “sfumature” etniche (basti pensare anche solo agli italiani, coacervo di etnie), dono immenso dell’umanità di ricchezza civile, culturale, linguistica, artistica, perfino culinaria, ecc.; ma va detto chiaramente che se esiste il “razzismo”, questo consiste proprio nell’odio verso la diversità delle razze. È il razzismo di coloro che odiano tutte le razze, tutti i popoli, tutte le etnie, e vogliono eliminarli. Siccome non è possibile uccidere l’intera umanità (almeno per ora), si attua questo infernale progetto mischiando tutti i popoli – tramite invasioni di decine di milioni di persone, più o meno in difficoltà (e quando le difficoltà non sono sufficienti si creano: vedi Libia, Siria e altri casi simili) – in un’unica razza meticcia, il nuovo demos di Rodotà e soci. E, per far accettare il progetto alle popolazioni più benestanti e civili, che dovranno subire questa invasione, si prepara una colpa collettiva come una sorta di maledizione umana perenne e si scatena tutta la scuola, l’università, l’editoria, giornali e televisioni, la politica, e ovviamente il clero, per decenni, ogni giorno, ovunque, al fine di predisporre la quasi totalità delle persone all’immenso, folle, suicida cambiamento.
    Voglio dire che il vero razzismo è quello degli antirazzisti di professione, che odiano tutte le razze. E' un’ideologia totalitaria e intollerante, che prevede il carcere (e peggio) per legge a chi non vi aderisce, che si riconosce dal fanatismo di coloro che vi cascano (specie i giovani e i più semplici) ed è finalizzato alla realizzazione del piano (che noi chiamiamo di Kalergi, ma che è ben più antico, in quanto presente da sempre nei progetti massonici) di distruzione di ogni differenza razziale, culturale, civile, economica, religiosa.
    E non si dica che le razze e i popoli si sono sempre mischiati. Questo è in parte vero, almeno per l’Occidente (perché in realtà in Africa e Asia ciò non è mai avvenuto, tanto è vero che razze e popoli di quei luoghi mantengono pienamente le caratteristiche fisiche e culturali dei loro antenati): ma erano movimenti di popoli comunque simili, che avvenivano per ragioni storiche precise, non “organizzati” a tavolino a scopo distruttivo. Chi afferma che oggi non esistono più le “razze pure” e quindi è inutile fare questi discorsi, oltre a essere un ignorante (i giapponesi, i cinesi, gli indiani, gli arabi, i neri dell’Africa, insomma, miliardi di persone, non sono forse ancora oggi “razza pura”?) o bugiardo, è un vero razzista. Il problema non è la “purezza della razza”: il problema è la volontà prestabilità da ideologie totalitarie e dissolutorie di distruggere ciò che esiste da millenni per scopi inconfessabili.
    Lascio al lettore l’intuizione su chi oggi, tra tutti i potenti e leader mondiali, sta attuando alla lettera questo piano, essendosi chiaramente venduto a quei poteri totalitari, sinarchici e finanziari che hanno avuto il compito di realizzarlo agli inizi di questo XXI secolo.
    Un conto è la carità verso il prossimo in difficoltà: si vogliono aiutare i popoli africani e asiatici in difficoltà? Ottimo e semplice: si investe nei loro paesi, così li si fa progredire, non li si obbliga a dolorose separazioni e rischiosi viaggi, a sicura miseria qui, e si guadagna pure investendo in aree di sviluppo. Quindi, l’immigrazionismo non ha nulla a che vedere con la carità e l’ospitalità: ne è anzi l’antitesi. Lo Ius soli è invece fondato sull’odio distruttivo. Anzi, come detto, sul razzismo.
    La vera carità consiste nel portare aiuto – sia chiaro: a chi veramente soffre, non al 90% degli immigrati che giungono in Italia e che sono tutti nel pieno delle forze fisiche, ricolmi di richieste di diritti e di tracotanza e disprezzo verso chi li ospita e spesso di violenza, mentre delle decine di milioni di persone che muoiono realmente di fame non v’è traccia alcuna – a chi è in difficoltà direttamente nelle loro terre, investendo lì in fabbriche, scuole, ospedali, bonifiche, lavoro, cultura, ecc. In questo modo, quelle persone rimangono nelle loro terre e patrie e crescono migliorando le proprie condizioni, mentre noi manteniamo il mondo lasciatoci dai nostri antenati. E ognuno mantiene la ricchezza meravigliosa della propria integrità, fiore dell’immenso campo dell’umanità, come Dio lo ha seminato.
    Questa è la carità: il rispetto degli altri, l’aiuto agli altri nel rispetto verso noi stessi, la difesa dell’ordine del creato come il Creatore lo ha pensato e voluto. Il resto, è infernale trappola di distruzione.
    E la carità verso noi italiani? La carità verso i nostri figli e nipoti? E la responsabilità di conservare e trasmettere quanto ci è stato conservato e trasmesso da tutte le precedenti generazioni? Questa responsabilità è talmente onerosa, cogente e grave che venirne meno vuol dire essere traditori: verso i posteri, verso gli antenati, verso la storia della più grande civiltà umana, verso la Carità. Verso l’ordine del creato e quindi verso il Creatore.
    https://www.radiospada.org/2017/06/l...vero-razzismo/

    Follie dell’ideologia: così lo Ius Soli decostruisce il popolo italiano
    Aggiunto da Adriano Scianca
    Lo avevamo già raccontato: in Germania, Angela Merkel non parla più di “tedeschi”, ma di “persone che vivono qui da più tempo” (Menschen, die schon länger hier leben). Tra un tedesco che vive sulla sua terra da generazioni e un ghanese appena sbarcato che non conosce la lingua, la cultura, il paesaggio, ci sarebbe solo una differenza di grado. La decostruzione dei popolo passa anche da scelte linguistiche di questo tipo. La logica su cui si basa lo Ius Soli va esattamente in questa direzione: ci sono gli italiani che stanno qui da più tempo e gli italiani “nuovi”, appena arrivati, ma per il resto nulla ci distingue. L’Italia è quindi come una sala d’aspetto: gente che va e gente che viene, in modo casuale, con l’unica differenza che chi è arrivato prima ha trovato i posti a sedere. Perché non si faccia il passo finale, eliminando direttamente le nozioni di “italiano”, “tedesco” e così via non è chiaro: che senso ha una qualifica che suona, comunque, esclusiva ed escludente, che ha comunque a che fare con un’origine, una lingua, un retaggio culturale? Se l’Italia è la sua Costituzione, il suo welfare e nient’altro, smettiamo di chiamarla Italia. L’Europa intera potrebbe essere ridisegnata dividendola per zone: esisterebbero, quindi, gli esseri umani della zona A (il Portogallo), della zona B (la Spagna), della zona C (la Francia) etc.
    O forse potremmo trasformare direttamente tutta l’Europa in una zona unica, in cui umani di ogni origine e provenienza si possano installare liberamente. L’Europa, si badi, dato che fuori di essa nessuno si sogna di ragionare in questo modo. È solo la nostra utopia fanatica e ideologica che ha deciso di abolire i popoli.
    A questo punto, però, spunta sempre l’obiezione più scontata: l’alternativa, ci viene detto con sarcasmo, sarebbe la “razza italiana”, concetto sfuggente e scientificamente assai dubbio, che viene evocato per buttare in caciara tutto il ragionamento sulla scia delle tragedie novecentesche. Ovviamente il gioco è semplice: gettare il bambino della biodiversità umana con l’acqua sporca del lessico scientifico ottocentesco. Agitare lo spettro di una “razza pura” inesistente per dimostrare che nessun concetto che riguardi enti collettivi (popolo, etnia, cultura) abbia validità. La decostruzione funziona proprio così: prende un fatto, per esempio la sedia che è qui davanti a me, lo riduce a un’idea platonica (la sedietà) e poi stabilisce che, poiché la sedietà non esiste, allora anche la sedia è un fantasma, malgrado l’evidenza che la vuole qui davanti a me.
    Oppure ci dicano che in Francia, dopo le invasioni vichinghe del IX secolo “fino a tempi molto recenti […] non si sono più avuti rilevanti contributi genetici dall’esterno”, per poi concludere che, “poiché le migrazioni successive in Francia sono state di dimensioni modeste, il quadro etnico originario può ancor oggi essere determinato dagli insediamenti più antichi e importanti”, ovvero risalenti addirittura al paleolitico. O ancora che i popoli Baschi, grazie a un isolamento auto-imposto per ragioni politiche-culturali, risultino oggi “essere i diretti discendenti di una popolazione del Paleolitico superiore, del tipo Cro-Magnon” (tutto questo in Luigi Luca Cavalli-Sforza, Paolo Menozzi, Alberto Piazza, Storia e geografia dei geni umani, Adelphi, Milano 1997) Non si tratta, va da sé, di pensare progetti che facciano di tali dati genetici sic et simpliciter delle categorie politiche. Si tratta semplicemente di restituire la realtà dei popoli alla sua verità.
    Follie dell'ideologia: così lo Ius Soli decostruisce il popolo italiano | IL PRIMATO NAZIONALE

    Cinque "no" allo ius soli
    Ben 160 Paesi nel mondo non la applicano o la hanno edulcorata
    Riccardo Pelliccetti
    La sinistra forza la mano ed è scontro durissimo al Senato sullo ius soli. Perché tutta questa bagarre? Cosa si nasconde dietro questa legge che i progressisti vogliono approvare a tutti i costi? Cominciamo col dire sinteticamente che lo ius soli è di fatto la concessione automatica della cittadinanza a chiunque nasca nel nostro Paese, indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori.
    Ma cerchiamo di chiarire il perché non possa funzionare in Italia e quali rischi si correrebbero trasformando lo ius soli in legge.
    LE MOTIVAZIONI ASSURDE
    Le motivazioni addotte per giustificare questo colpo di mano sono essenzialmente due, depurate naturalmente dai tanti deliri buonisti: il diritto all'uguaglianza e la presenza di troppi immigrati in attesa di diventare cittadini. Ebbene, sono entrambe ragioni che non stanno in piedi. La prima è addirittura una fandonia perché in Italia non viene violato alcun principio di uguaglianza: tutti i minori, a prescindere dalla cittadinanza, godono degli stessi diritti, dall'istruzione alle cure sanitarie fino all'iscrizione a società sportive o ad altre associazioni. La seconda motivazione, invece, è inaccettabile perché di fatto affermerebbe il principio della scorciatoia (con tutte le conseguenze che vedremo nel caso ius soli), negato ad esempio a milioni di italiani in attesa di una sentenza civile o penale, di un ricorso fiscale, di riscuotere un credito dallo Stato, di ricevere una cura sperimentale eccetera.
    PERCHÉ NESSUN PAESE LO ADOTTA
    Se 160 Paesi nel mondo non applicano lo ius soli ci sarà un motivo o vogliamo definirli tutti xenofobi? Detto che lo ius soli è tipico dei Paesi anglosassoni, soprattutto il Nord America, territorio d'immigrazione, bisogna ricordare che la Gran Bretagna e l'Eire, dove era in vigore, hanno deciso di abolirlo, rispettivamente nel 1983 e nel 2005. Perché nel mondo allora nessuno lo adotta? Semplice: per tutelare la cultura e l'identità della popolazione e, quindi, la sua sopravvivenza, messa a rischio da uno sbilanciamento etnico e demografico con generazioni che per cultura e fede difficilmente potranno integrarsi nella comunità nazionale.
    CONSEGUENZE SOCIO ECONOMICHE
    Se la legge entrasse in vigore, immediatamente quasi un milione di stranieri diventerebbero cittadini italiani. La «cittadinanza facile», provocherebbe un'altra spinta all'immigrazione, già a livelli insostenibili, aumentando il peso sul sistema sanitario, sulla previdenza e sull'occupazione. Nel 2016 quasi 200mila stranieri hanno ottenuto la cittadinanza italiana senza ius soli e il ritmo cresce di anno in anno. Di fronte a questi numeri si comprende quanto sia inutile una maggiore apertura. Nelle classifiche mondiali del net immigration rate (che tiene conto di immigrati ed emigrati), l'Italia figura fra i Paesi in vetta, davanti a Londra, Madrid, Lisbona. Un tasso elevato, come rilevano questi istituti di statistica, può provocare crescente disoccupazione e conflitti etnici. E la riduzione di forza lavoro in settori chiave, se continuasse la fuga all'estero dei giovani italiani.
    NON INTEGRAZIONE MA INVASIONE
    L'introduzione dello ius soli, come dicevamo, invece di favorire l'integrazione aprirebbe la strada a un'ulteriore immigrazione senza alcuna integrazione. Quanti stranieri approfitterebbero subito della politica delle porte aperte per far nascere i figli in Italia? Consapevoli degli scarsi controlli, sarebbero incoraggiati dalle nostre stesse leggi. Non esiste un'immigrazione contingentata e proporzionata alle necessità dell'Italia. Ma non solo. I migranti che sbarcano negli ultimi anni provengono in stragrande maggioranza da Paesi musulmani, con una fede e una cultura del diritto troppo lontana da quella occidentale che, è sotto gli occhi di tutti, sono pochi a voler far propria. La stessa Istat, nelle recenti proiezioni demografiche dei prossimi 40 anni senza lo ius soli, ha rilevato che la popolazione straniera potrebbe attestarsi a 20 milioni di persone. Che succederebbe con lo ius soli in vigore? Probabilmente in 20-30 anni, gli stranieri supererebbero la popolazione italiana e, acquisendo cittadinanza e diritto di voto, cambierebbero totalmente non solo gli equilibri sociali ma anche quelli politici.
    IL RISCHIO TERRORISMO
    Concludiamo con il rischio più grave, quello che minaccia la nostra sicurezza: il terrorismo. Lo ius soli diventerebbe il grimaldello per aprire anche le porte al terrore. Nel giro di pochi anni l'Italia si ritroverebbe inerme di fronte all'offensiva jihadista perché questa legge impedirebbe il ricorso alle espulsioni, che oggi ci permettono di neutralizzare la minaccia, rimpatriando quegli stranieri sospettati di fiancheggiare il terrorismo. A questo si aggiungerà quel fenomeno, ormai tristemente noto in Francia, Gran Bretagna e altri Paesi europei, delle seconde e terze generazioni di immigrati musulmani considerate terreno fertile per la diffusione dell'integralismo islamico. La possibilità di espellere potenziali terroristi negli ultimi due anni è stata decisiva: dal 2015 a oggi sono stati infatti espulse 175 persone sospettate di collusione con il terrorismo.
    Cinque "no" allo ius soli - IlGiornale.it

    Manifesto contro lo ius soli: 10 ragioni per evitare il suicidio
    Adriano Scianca
    1. Illogico, irrealistico e deprecabile in sé, il meccanismo di acquisizione della cittadinanza basato sullo ius soli diventa suicida e criminale nell’attuale contesto, determinato dalla convergenza di tre emergenze: immigratoria, terroristica e demografica. Voler cambiare le norme sulla cittadinanza oggi significa solo spalancare le porte alla sostituzione etnica, alla destrutturazione del legame sociale, alla distruzione della cultura. La presunta “urgenza” che motiverebbe l’adozione di nuove norme sulla cittadinanza trova in realtà la sua origine in miopi calcoli utilitaristici da parte di cricche colluse con il business dell’accoglienza e, più in profondità, in un atavico istinto anti-europeo che alligna nelle oligarchie.
    2. Malgrado una ossessiva propaganda in questo senso, essere contro lo ius soli non significa assumere una posizione antistorica. È vero semmai il contrario. Secondo “The Citizenship Laws Dataset”, ricerca condotta da due ricercatrici nel maggio 2009 sulle leggi in materia condotta sulla legislazione di 162 paesi, nel 1948 lo ius sanguinis era adottato da 67 stati, la legislazione mista da 19 e lo ius soli da 76. Nel 1975, lo ius sanguinis coinvolgeva 101 stati, la legislazione mista 11, lo ius soli 50. Nel 2001, invece, lo ius sanguinis riguardava 88 stati, la legislazione mista 35 e lo ius soli 39. Ricapitoliamo: lo ius soli che è così à la page, così di moda, è stato abbandonato in 53 anni da 37 nazioni. Nello stesso periodo, invece, 21 paesi sono passati alla legislazione sulla cittadinanza per discendenza. A tutt’oggi, lo ius soli puro è applicato solo in Paesi che sono ex colonie, quello “temperato” in una manciata di altri Paesi che hanno comunque storie del tutto peculiari.
    3. Lo ius soli destruttura la trasmissione familiare e crea un suo dissesto interiore nel bambino, al quale viene chiesto di praticare il rigetto di valori e pratiche radicate nella famiglia d’origine, nonché l’adozione di un’identità nuova che resterà sempre in questione. Qualora ciò non avvenga per infime minoranze facilmente assimilabili, le crisi di rigetto collettive saranno all’ordine del giorno. L’uomo cerca sempre se stesso. O le istituzioni lo aiutano in questo, o egli cercherà se stesso contro di esse.
    4. Lo ius soli costituirebbe (e costituisce già, nei Paesi che lo adottano) un vero e proprio “pull factor”, un fattore di attrazione di ulteriore immigrazione. Il miraggio di una cittadinanza facile incrementerebbe sicuramente gli arrivi, nella speranza, da parte degli immigrati, di garantire ai propri figli un futuro da cittadini nella “ricca” Europa. Non si tratterebbe di regolarizzare una situazione in atto, quindi, ma di crearne una ex novo. Il carattere “temperato” della legge in esame al Senato non deve ingannare: come per tutte le rivendicazioni di questo tipo, un passaggio porta necessariamente all’altro. Dopo la legge temperata verrà quella più audace, e così via fino allo sbraco finale.
    5. In Paesi come Francia o Belgio, lo ius soli ha chiaramente fallito. Gli stranieri, e soprattutto i loro figli, non si sentono europei, spesso sono anzi animati da un rancore antieuropeo. Interi quartieri di Parigi o di Bruxelles, di Marsiglia e o di Anversa sono di fatto già fuori dall’Europa. Non c’è stata alcuna “integrazione” di genti diverse in un orizzonte culturale europeo, c’è stata solo la disintegrazione della società autoctona per lasciar spazio a un mosaico male assortito di enclavi e caos. Inoltre, le reazioni identitarie antieuropee più feroci arrivano proprio dagli immigrati di seconda o terza generazione, quindi esattamente da coloro che hanno goduto del diritto del suolo. La cittadinanza sulla carta non ha creato alcuna cittadinanza reale.
    6. Non tutti gli immigrati sono terroristi, ma tutti i terroristi sono immigrati o figli di immigrati. Il legame tra i due fenomeni è del tutto evidente, per chi lo voglia vedere. In Francia, le autorità hanno censito ben 15mila “radicalizzati”. Nel Regno unito si calcola che ci siano 23mila potenziali jihadisti, di cui 3000 sospettati di costituire una “minaccia imminente”. La gran parte di questi individui sono “francesi” o “britannici”, quindi non è possibile espellerli. Ecco a cosa ha portato lo ius soli: alla creazione di una quinta colonna nemica in casa propria. Si dice che ciò dipenda da un’integrazione attuata malamente, ma non è vero. Le biografie dei terroristi parlano chiaro: sono quasi tutti inseriti, hanno frequentato buone scuole, hanno lavori, amici, vita sociale. Ma lasciano tutto questo per seguire un richiamo ancestrale che nessuna norma burocratica può cancellare.
    7. La presunta ovvietà dello ius soli viene meno se la immaginiamo al contrario: è evidente a tutti che il figlio di un imprenditore italiano trasferitosi in Cina non diventa, per via di questa contingenza, un cinese. La violenza intrinseca in questa visione sradicante ci sembra assolutamente evidente e lampante se cambiamo prospettiva. Lo “scandalo” culturale dei figli di stranieri che non diventano automaticamente cittadini del paese in cui nascono viene meno se immaginiamo di essere noi gli stranieri, a meno che non si tratti di contesti etnicamente prossimi (cioè dei Paesi “occidentali”). Questo perché dietro le buone intenzioni umanitarie si nasconde come al solito un razzismo a rovescio, se è vero che i fan dello ius soli non immaginano regalo migliore da fare agli immigrati che “innalzarli” al nostro livello, come se la concessione della cittadinanza fosse un premio da concedere a chi ha avuto la “sfortuna” di non nascere italiano.
    8. Quando diciamo “cinese”, “arabo”, “giapponese”, “nigeriano”, noi diamo a questi termini un’unanime e pacifica connotazione etnica. Abbiamo in mente persone che abbiano determinate caratteristiche fisiche, che parlino una certa lingua, che siano portatrici di alcune peculiari specificità culturali. Loro stessi, del resto, si vedono in questo modo. Ci sono delle eccezioni, certo, ma che non stravolgono la regola. Nell’immaginario collettivo, permane ancora il ricordo di quando la stessa cosa valeva per le parole “svedese”, “francese” o “italiano”. Solo che in questi ultimi casi, i rispettivi governi hanno imposto, con un atto ideologico al di fuori di qualunque ovvietà, una visione disincarnata e burocratica della cittadinanza. Ma questa è, appunto, una forzatura, un’opera di cinica ingegneria sociale, non è qualcosa di scontato, naturale, sacrosanto, come ci viene detto.
    9. Né la “bontà” o la “generosità” possono essere una scusa per l’accoglienza. Lo ius soli non è la prosecuzione, bensì la negazione dell’idea autentica di “accoglienza”. Dare riparo e sostegno a una popolazione in difficoltà, per un periodo limitato, in modo controllato e nella misura in cui è possibile farlo, è qualcosa che risponde a un criterio di generosità ed equità. L’installazione di tali popolazioni su territorio altrui in modo permanente, per le generazioni a seguire, non è accoglienza, è sostituzione di popolo. Nessuno darebbe un giaciglio a un amico in difficoltà se costui dichiarasse di voler restare in casa nostra per sempre e qui far crescere i suoi figli, ai quali insegnare che l’abitazione in cui vivono è di loro proprietà. Né, del resto, costui sarebbe un vero amico.
    10. Non è affatto vero che, con la legge attuale, si possa diventare italiani solo da maggiorenni. All’art. 14, infatti, l’attuale testo recita: “I figli minori di chi acquista o riacquista la cittadinanza italiana, se convivono con esso, acquistano la cittadinanza italiana, ma, divenuti maggiorenni, possono rinunciarvi”. La stessa legge prevede già casi di ius soli: i nati da cittadini apolidi (ovvero soggetti privi di qualunque cittadinanza) sono di diritto cittadini italiani, quando nascono nei nostri confini, così come i figli di un solo genitore italiano. Esiste, ancora, il caso nel quale i genitori siano ignoti. Non siamo in presenza di una legge draconiana o discriminatoria, le variabili previste sono molte. E infatti non risulta che gli stranieri abbiano grosse difficoltà a diventare italiani senza lo ius soli: nel 2016 hanno ottenuto la cittadinanza italiana 205.000 stranieri (nel 2012 erano stati poco più di 63.000). Il 39,7% ha meno di 19 anni, il 9,2% dai 20 ai 29 anni, il 16,4% dai 30 ai 39 anni, il 20% dai 40 ai 49 anni, mentre gli over 50 sono il 13,9%.
    Manifesto contro lo ius soli: 10 ragioni per evitare il suicidio | IL PRIMATO NAZIONALE

    VATICANO VUOLE CARNE FRESCA: “IUS SOLI INDISPENSABILE”
    Hanno finito i bambini italiani – E’ sempre più difficile procurarsi carne fresca da parte dei preti di Bergoglio, gli pseudo-cristiani.
    Così, per il Vaticano la legge sulla cittadinanza, che introduce lo ius soli, è “indispensabile”.
    “Ius Soli e Ius Culturae – dice il solito fanatico monsignor Gian Carlo Perego in una intervista al giornale di fake news Repubblica – sono strumenti che migliorerebbero la vita nelle nostre città, favorendo inclusione e partecipazione”.
    Nell’intervista monsignor Perego attacca chi si oppone allo scempio: “Seminare panico e confusione non serve. E poi – incalza – perché non votare una legge giusta soltanto perché ci sarebbero altre presunte priorità? Questa legge – conclude – aiuterebbe diversi ragazzi a trovare più facilmente lavoro e aiuterebbe la nostra economia”.
    Quindi a toglierlo ai ragazzi italiani veri.
    Vaticano vuole carne fresca: ?Ius Soli indispensabile? | Vox

    LUCCA: CANDIDATURA AFRICANO ISLAMICO AFFONDA FRATELLI D’ITALIA, DOPPIATI DA CASAPOUND
    Lucca andrà al ballottaggio, si sfideranno il sindaco degli zingari, l’uscente Tambellini, che dimezza i voti, e il candidato del cdx. Sorprende, non noi, il risultato di CasaPound terza forza della città.
    Il candidato Fabio Barsanti, con il 7,8%, supera il grillino Massimiliano Bindocci, fermo al 7,6%. Non solo, le liste di CasaPound quasi doppiano quella di Fratelli d’Italia fermatasi sotto il 5%, nella bufera dopo la candidatura di un senegalese molto estroverso. A spanne, con questa candidatura, FdI ha perso la metà dei voti confluiti verso CasaPound.
    E’ la dimostrazione che le ‘aperture’ non pagano. Paga, invece, essere coerenti come CPI.
    LUCCA: CANDIDATURA AFRICANO ISLAMICO AFFONDA FRATELLI D?ITALIA, DOPPIATI DA CASAPOUND | Vox

    FLOP, IL CANDIDATO AFRICANO ISLAMICO HA PORTATO 2 VOTI ALLA MELONI
    Tanto è valsa la candidatura di un senegalese alle liste di Fratelli d’Italia a Lucca: il suo e quello di chi l’ha candidato. In cambio ne hanno persi centinaia verso le liste di CasaPound.
    Ne valeva la pena?
    Flop, il candidato africano islamico ha portato 2 voti alla Meloni | Vox



    No allo “Ius soli”, Fratelli d’Italia pronto alle barricate: «Nessuna trattativa»
    GROSSETO – “La pericolosa possibilità che la riforma del diritto di cittadinanza permetta l’introduzione dello “ius soli” apre scenari preoccupanti per la nostra Nazione. Se la legge passerà anche al Senato, appoggiata da Pd e sinistra, basterà che uno solo dei genitori sia in grado di esibire un diritto di soggiorno illimitato o un semplice permesso di soggiorno nell’Unione Europea perché ai figli minori venga garantita la cittadinanza italiana. Allo “ius soli” s’affiancherà poi il cosiddetto “ius culturae” che consentirà ai minori stranieri arrivati nel nostro Paese prima dei dodici anni di diventare italiani esibendo una semplice licenza di scuola elementare. Oltre al fatto che il valore dell’identità della cittadinanza italiana verrà ridotto a semplice automatismo burocratico il vero problema riguarda il contesto storico in cui questa legge si colloca”.
    E’ quanto comunica in una nota la Federazione provinciale di Fratelli d’Italia di Grosseto.
    “Premesso che lo “ius soli” rappresenta un fattore di attrazione di ulteriore immigrazione, il rischio è anche in relazione al pericolo del terrorismo. In caso di approvazione della normativa, i futuri governi rischieranno infatti di non aver più strumenti adeguati, come le espulsioni, per fermare i terroristi legati a cellule islamiche internazionali. Dobbiamo scongiurare il pericolo che qualcuno voglia farci diventare come Francia, Belgio o Inghilterra, ovvero laddove lo ius soli ha chiaramente fallito e laddove gli attacchi feroci arrivano proprio dagli immigrati di seconda o terza generazione, quindi esattamente da coloro che hanno goduto del diritto del suolo poiché la cittadinanza sulla carta non ha creato alcuna cittadinanza reale senza un percorso di integrazione consapevole vero e convinto da parte degli immigrati stessi”.
    “Ius soli non significa accoglienza – conclude la nota – impiantare popolazioni sul nostro territorio in modo permanente per le generazioni a seguire, regalando loro la nostra cittadinanza italiana, non è accoglienza ma sostituzione di popolo, e ci vedrà pronti alle barricate. Nel caso in cui la legge sarà approvata avvieremo subito una raccolta firme per abrogarla. Siamo ancora in tempo per fermare questo attacco frontale alla nostra identità: fra un decennio sarà troppo tardi per pentirsene”.
    https://www.ilgiunco.net/2017/06/16/...na-trattativa/

    Ius soli, Salvini: «E' una follia, e per fermarla le proveremo tutte»
    Il segretario del Carroccio: «No, di regalare cittadinanza e magari domani anche il diritto di voto agli immigrati. Daremo un referendum coinvolgendo 60 milioni di italiani chiedendogli se vogliono continuare a vivere in Italia»
    «I parlamentari del Partito Democratico vivono smart. Centocinquantamila italiani scappano all'estero perché cercano lavoro, le culle non sono mai state così vuote. Ogni giorno chiudono cento aziende in Italia e sbarcano mille immigrati. Di cosa si occupa il Pd? Di ridurre le tasse, di aiutare i pensionati? No, di regalare cittadinanza e magari domani anche il diritto di voto agli immigrati. E' una follia, e per fermarla le proveremo tutte: non ultima un referendum, coinvolgendo 60 milioni di italiani chiedendogli se vogliono continuare a vivere in Italia o se pensano di essere stranieri in casa loro». Così il leader della Lega, Matteo Salvini, commentando la bagarre scoppiata ieri in Senato durante la discussione per l'approvazione della legge sullo «Ius Soli».
    «Non si capisce l'urgenza di questa legge se non per cercare di recuperare qualche voto o qualche iscritto ai sindacati, altrimenti un Parlamento serio si occuperebbe di altro. Gli unici razzisti in Italia sono quelli del Pd che sono razzisti nei confronti degli italiani», ha continuato Salvini. «La gente è esasperata, bisogna bloccare l'invasione clandestina in corso, non regalare altri pseudo-diritti. Io inviterei i ministri del Pd a un confronto al mercato, con i poliziotti, con i commercianti e i pensionati».
    https://www.diariodelweb.it/italia/v...0170616_424251

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    Predefinito Re: Le delizie della società multietnica

    L’Italia finisce dopo cena
    Se volete avere una proiezione su cosa diventerà l’Italia tra pochi anni, uscite la sera dopo cena. Prendete il bus, la metro, il treno. Andate alla stazione Termini e nei suoi paraggi o comunque intorno alle stazioni delle vostre città.
    Ogni sera, dopo cena, l’Italia sparisce. Come Cenerentola nella fretta di rincasare a mezzanotte perdeva la scarpina, così l’italiano la sera perde lo Stivale. L’Italia si barrica in casa, vive davanti agli schermi, il video della tv, del pc, degli smartphone, degli i-pad.
    Agli arresti domiciliari. Non è solo questione d’abitudine o di stanchezza, di scelta o di pigrizia. È questione d’insicurezza, paura e disagio. Qualche giorno fa è emerso un dato, le donne non viaggiano da sole di sera.
    Ma nessuna di quelle femministe coccodé che solitamente strepitano sulla questione femminile, la parità dei diritti, le donne aggredite e offese– prendine una a caso, la Boldrini – ha aperto bocca e ha denunciato la cosa. Per forza, perché si trattava di ammettere che i treni e i bus di sera sono popolati da torme di sbandati e di immigrati clandestini.
    La gente percepisce il pericolo. Non è razzismo, è paura. La radice della parola xenofobia del resto è quella: non odio e disprezzo verso gli stranieri, non senso di superiorità etnica, ma paura unita a una sensazione di smarrimento.
    Sentirsi stranieri nella propria città. La sera, soprattutto nei mezzi pubblici di trasporto, gli italiani diventano una minoranza in casa loro: incontri più immigrati che concittadini, connazionali. Sono la maggioranza assoluta.
    Se continuano gli sbarchi a migliaia al giorno, finirà che il dopocena si prenderà tutta la giornata. E gli italiani diventeranno una minoranza in casa loro.
    Vero, gli italiani non fanno figli. O fuggono all’estero perché non trovano lavoro o trovano la pressione fiscale davvero insopportabile. Così lasciano spazi vacanti che vengono colmati dagli sbarchi.
    Ma il risultato, in uscita o in entrata, è poi quello: l’Italia sparisce, si va africanizzando e islamizzando, e in alcune zone cinesizzando e balcanizzando, per non dire degli zingari (Roma perde la finale, si fa rom).
    Mi è capitato più volte anche di giorno di uscire dalla stazione di una città e di dover camminare per 300-400 metri prima di vedere un italiano. Solo neri, immigrati, rom, alcuni questuanti, altri languenti, qualcuno minaccioso.
    E quando finalmente vedi un concittadino ti viene voglia quasi d’abbracciarlo, di fare una rimpatriata. Vedi solo neri o se cambi percorso, come a Roma andando verso Piazza Vittorio, entri in China town e paraggi. Al centro storico il paesaggio si fa più frastagliato, perché agli immigrati si aggiungono i turisti, la marea di b&b che hanno un ruolo decisivo nell’ampliare a dismisura l’immondizia random per le strade.
    Ma l’italiano diventa una minoranza.
    Eppure sapevamo, e lo confermavano tanti studi scientifici, che se un territorio in cui sei nato e cresciuto viene gradualmente occupato da una popolazione sostitutiva, si rompe il rapporto tra cittadini e città, si altera il tessuto connettivo di una città, il legame civico, la sensazione elementare di sentirsi a casa e di dover dunque concorrere al bene della tua città.
    Ti senti espulso, invaso, alienato. C’è quella legge di natura definita dagli etologi e dai sociobiologi imperativo territoriale. Anche quella soglia è “bio”, perché non tutelarla, voi che riducete tutto a “bio”, dall’etica ai pomodori?
    Ogni comunità ha una soglia di accettazione e di sopportazione per non snaturarsi. Una soglia fisiologica; superata quella, la situazione diventa patologica. Sentiamo che ogni giorno vengono allargate le soglie.
    Addirittura si smistano su Roma il 50% dei nuovi sbarchi; giustamente anche se tardivamente, e non so quanto efficacemente, insorge la Raggi. E lo fa perché Roma la spinge a farlo, i romani lo chiedono.
    No, non si può stressare una città a tal punto. Roma ha sempre avuto le braccia aperte, è paziente, è accogliente, se ne frega, non ha mai avuto diffidenza verso quelli che a nord si chiamavano vu’cumprà. Però non si può esagerare, non puoi ridurre un popolo a sentirsi straniero in casa sua.
    E la stessa sensazione di disagio in scala è nei piccoli paesi, dove accogliere in piccole comunità 50 immigrati di botto, e non immigrati integrati nel tessuto lavorativo, nella città, nella lingua, ma nullafacenti, ciondolanti per le strade, giovani, single, pieni di energie e dunque affamati di tutto, di cibo, di sesso, di soldi, significa spargere mine sul territorio e alterare il rapporto tra cittadini e habitat.
    Anziché prendervela con cechi, ungheresi e polacchi che cercano di arginare la marea, è tempo di rivedere in Italia e ai confini la politica dell’accoglienza.
    E sottrarla ai demagoghi dell’accoglienza, sia istituzionali che in tonaca, per rispettare il senso della misura e del confine, che è la premessa di ogni civiltà e del bene comune.
    L'Italia finisce dopo cena - Marcello Veneziani

    Chi paga il conto (stellare) dei nuovi italiani
    Questo diritto per i soggetti esteri genera dei costi per chi cittadino lo è già. Le conseguenze su concorsi e università
    Francesco Forte
    Nella discussione sulla cittadinanza in base allo ius soli, inventato dopo la scoperta dell'America per toglierla agli Indios, si dimentica che questo diritto per i soggetti esteri genera dei costi per chi cittadino lo è già sia perché ci sono nuove spese e sia perché essendo la «coperta corta», ce n'è meno per ciascuno.
    I leader politici che sostengono lo ius soli dovrebbero spiegare che «non è un pasto gratis». In Italia esiste la legge sull'invalidità civile che dà diritto a una indennità mensile ed a una serie di agevolazioni, per gli italiani invalidi civilmente, per nascita o disabilità successiva, extra lavoro, conseguita in qualsiasi età.
    Inoltre è prevista, a carico del Tesoro, la pensione sociale per i cittadini anziani, privi di altra pensione o/e reddito adeguato. La concessione, della cittadinanza per ius soli, genererebbe un diritto a tale indennità, anche per chi sia tornato nel paese di origine o sia andato in un terzo.
    Gli extracomunitari potranno fruire del bonus bebè anche se privi di permesso di soggiorno di lunga durata.
    Con lo ius soli, potranno aprire una impresa o fare un lavoro autonomo anche extracomunitari con permesso di soggiorno breve.
    L'annuncio che in Italia c'è lo ius soli agirà da incentivo all'immigrazione illegittima in particolare di donne in gravidanza e di giovani.
    Inoltre tanti semi clandestini che sono in Italia da molto tempo faranno emergere diritti di cittadinanza per lo ius soli dei loro figli.
    Ora, in estensione alla social card, è stato creato il reddito di inclusione, collegato alla cittadinanza. Estendendo il diritto a essere italiani cresce il numero degli aventi diritto al reddito di inclusione. I grillini, che sostengono che tutti debbono avere un «reddito di cittadinanza» se non trovano lavoro o non lo vogliono trovare, ora si oppongono allo ius soli, dopo esserne stati paladini, perché il loro progetto elettoralistico principale sarebbe messo a repentaglio dal fatto che cresca troppo il numero dei cittadini. Così si contorcono.
    Quelli del Pd sventolano il proprio disegno di legge sullo ius soli, per dimostrare che i «veri umanitari» son loro. Ma non spiegano che ci sono nuovi costi e che poiché «i posti a tavola sono limitati», qualcuno dovrà rimaner fuori. Se ci sono più italiani, quelli che lo sono già vedono sminuiti i propri diritti, come quelli per le iscrizioni ai corsi universitari a numero chiuso e alle borse di studio in cui c'è la distinzione fra i posti per gli italiani e quelli per gli stranieri. Lo stesso vale per i concorsi negli impieghi pubblici e per molte agevolazioni statali, regionali e di enti locali per le quali, nella domanda, bisogna mettere che si è italiani.
    Grossi problemi di costi sorgerebbero per gli uffici anagrafici e per quelli dei passaporti, che debbono rilasciarne un maggior numero, controllarne l'aggiornamento e fare traduzioni in lingua italiana di certificati in lingue afro-asiatiche spesso con caratteri sconosciuti.
    Nuovi costi per gli uffici elettorali, con l'aumento degli aventi diritto al voto; e nuove spese per i seggi elettorali all'estero e per le nostre ambasciate.
    Desideriamo accogliere gli stranieri senza mezzi, vogliamo farli nostri concittadini per ius soli, vogliamo dar loro il reddito di inclusione e altri «pasti gratis» e posti perché «ci sentiamo umanitari»? Bene. La domanda non è soltanto «chi paga il conto», ma anche «abbiamo abbastanza mezzi per pagare il conto?».
    Chi paga il conto (stellare) dei nuovi italiani - IlGiornale.it

    Effetto ius soli, ecco i numeri: un «nuovo italiano» ogni 4 nati
    Solo a Milano i bimbi figli di stranieri sono un quarto delle nascite. E con la legge sarebbero tutti cittadini
    Redazione
    Un quarto: questa la proporzione tra i bambini italiani nati a Milano da gennaio al 9 giugno 2017 e quelli nati da genitori stranieri. Su un totale di 4.396 nuovi nati residenti nella città che ha organizzato la manifestazione «20 maggio senza muri», 3.146 sono da genitori italiani e 1.250 da stranieri. A questi vanno aggiunti 304 nati da genitori italiani non residenti e 1.698 da stranieri non residenti. Questi dati ci restituiscono una fotografia molto chiara della composizione della popolazione milanese: quasi un quarto dei bambini sono stranieri, che con lo ius soli temperato, il disegno di legge attualmente in discussione al Senato, potrebbero diventare italiani. Attenzione, dai dati del Comune di Milano non è possibile capire gli anni di residenza dei genitori stranieri (requisito per lo ius soli la residenza da almeno cinque anni dei genitori). Diverso il caso dei figli di stranieri non residenti, che supera addirittura i nati da stranieri residenti (1.698 contro 1.250). Cioè figli di clandestini o di richiedenti asilo, o di stranieri in regola con il permesso di soggiorno, ma che non hanno fato richiesta o comunque non hanno concluso l'iter per la residenza.
    La proporzione: - uno su quattro - è confermata dai dati dell'Inps di qualche giorno fa: si contano 167.033 milanesi (cioè residenti) tra 0 e 13 anni, di cui 42.468 extracomunitari. «Preoccupa il fatto che gli italiani non facciano figli, a differenza degli stranieri. Colpa anche della politica vessatoria del Comune che ha introdotto la tassa sulle scuole dell'infanzia e aumentato le tariffe dei centri estivi - commenta Gianluca Comazzi, capogruppo di Forza Italia in Comune - . Manca un piano strategico sul lungo periodo ovvero risorse per rendere gratuiti gli asili per i milanesi indigenti, sostegno alla maternità, un piano serio sulla casa e politiche sociali che non si occupino soltanto degli immigrati».
    La città governata da Beppe Sala e la regione Lombardia sono in testa alle classifiche per numero di cittadini stranieri che chiedono e ottengono il passaporto italiano. Tradotto in numeri: un quarto delle oltre 200mila cittadinanze ottenute nel 2016 da persone nate all'estero sono nella regione. E nel 2017 si contano già 1.990 cittadinanze conferite a Milano, in base all'attuale legge (91/ 1992). «In Lombardia - spiega l'Ismu (Iniziative e studi sulla multietnicità) - si riscontra la più alta percentuale di acquisizioni di cittadinanza. La Lombardia registra la più alta percentuale di cittadinanze ottenute tramite trasmissione familiare (figli di un italiano e uno straniero) o scelta ai 18 anni (44,4%)».
    Allargando lo sguardo sulla nazione si parla di 600mila nuovi potenziali italiani, ovvero figli di immigrati nati in Italia dal 1998 a oggi cioè ancora minorenni, i cui genitori risiedono nel nostro Paese da almeno cinque anni, cui si aggiungono 178mila potenziali nuovi italiani in base allo ius culturae, ovvero minorenni nati all'estero ma che hanno già completato almeno cinque anni di studi da noi.
    Effetto ius soli, ecco i numeri: un "nuovo italiano" ogni 4 nati - IlGiornale.it

    EPIDEMIA DI TUBERCOLOSI IN PAESINO DOPO SBARCO PROFUGHI
    San Potito, in Irpinia, era un piccolo comune italiano come tanti. Fino a quando il governo ha deciso di inviare in loco una trentina di cosiddetti profughi. Da allora è scoppiata un’epidemia di Tubercolosi.
    Nonostante questo, in una sorta di fanatismo e assaggio di quello che aspetta a tutti noi, il commissario prefettizio La Montagna ha annunciato l’arrivo di altri 20 cosiddetti profughi.
    Sono ormai diversi i casi di tubercolosi registrati nelle ultime settimane, con epicentro del focolaio il centro profughi. Così ieri la comunità è scesa in piazza per un presidio che potrebbe diventare permanente per sconngiurare l’arrivo di altri coloni, potenzialmente infetti. Insomma, il malcontento è tanto e i cittadini si dicono pronti alle barricate.
    Intanto uno dei migranti è ricoverato nel reparto di malattie infettive del Moscati. Il primario Acone sta effettuando ogni esame necessario. Febbre alta e tosse i sintomi principali dell’infezione. In paese è allarme.
    Epidemia di Tubercolosi in paesino dopo sbarco profughi | Vox

    PROFUGO OSPITATO DA PARROCCHIA INFETTA 18 BIMBI CON TUBERCOLOSI
    Un rifugiato ospitato come richiesto da Bergoglio dalla parrocchia locale ha infettato i bambini della scuola materna di Bünsdorf, in Germania, con la tubercolosi. Almeno 18 i bambini colpiti. Tutti sono stati sottoposti a trattamento antibiotico preventivo che durerà diverse settimane.
    L’uomo è un rifugiato proveniente dallo Yemen, ospitato da fine gennaio a fine maggio nella chiesa parrocchiale. Per propagandare l’accoglienza ha frequentato ripetutamente i bambini della scuola materna gestita dai religiosi.
    La settimana scorsa l’uomo è stato portato in ospedale e si è scoperto che era affetto da tubercolosi. Sembra che si tratti di una forma altamente contagiosa di tubercolosi, anche se questo è ancora da accertare e serviranno ulteriori esami.
    Ovviamente i genitori sono furiosi. Non comprendono perché il rifugiato abbia avuto accesso alla scuola materna: “Noi genitori dovremmo dare il consenso ad attività di questo, invece uno straniero può semplicemente entrare nella scuola materna quando vuole”. Secondo i genitori il numero delle vittime è molto più grande dei 18 bambini e quattro insegnanti. “Ci sono fratelli, familiari e amici che ora devono essere esaminati”.
    Profugo ospitato da Parrocchia infetta 18 bimbi con Tubercolosi | Vox

    Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin nel primo giorno di lancio del numero verde 1500 sui vaccini
    «Abbiamo flussi di milioni di persone che provengono anche da Paesi in guerra, da luoghi in cui queste epidemie ci sono. Ci sono in Nordafrica, nell'Est, ci sono stati casi di difterite in Europa» ha avvertito il ministro della Salute Beatrice Lorenzin nel primo giorno di lancio del numero verde 1500 sui vaccini. «Viviamo in un contesto geopolitico completamente diverso da quello di 20 anni fa -aggiunge-. Abbiamo quindi delle situazioni che dobbiamo monitorare».
    https://amp.diariodelweb.it/italia/v...0170614_423690

    #Morethanrefugee: ennesima campagna pro immigrati. Ma non abbocca più nessuno
    Di Vittorio Sasso
    La narrazione del video pro rifugiati nella (ennesima) giornata a loro dedicata è da Libro Cuore: una ragazza ugandese che gioca a calcio, un’altra irachena appassionata di musica rap, ed un nonno palestinese che costruisce aquiloni. Tra le loro facce, le loro storie, i commenti di due volontari (un uomo ed una donna, lui inglese lei di origine araba) che ci spiegano in poche parole le loro esperienze emotive nei “campi profughi”. Il video si conclude con il nonno barbuto che dice “Non me ne andrò finché non lo farò volare in cielo” l’aquilone, non il missile o la barrel bomb eh… segue il decollo dell’innocente giocattolo nel cielo azzurro di un campo greco.
    Una narrazione strappalacrime, da Libro Cuore appunto, un esempio magistrale di propaganda che fa leva sui sentimenti dell’uomo più intimi: come si fa a non commuoversi per la ragazza ugandese che gioca a calcio, e per il nonno che costruisce aquiloni per i bambini del campo? L’empatia regna sovrana. 10 e lode ai produttori del video. Pioggia di like quindi? No. Il pubblico di YouTube, non di Der Adler o di un altro giornale “fascista”, sommerge di commenti negativi il video ed i “pollice verso” non si contano. Anzi, si contano eccome. Sono più di 200mila a fronte di soli 80mila “pollice recto”. Insomma in una parola “il popolo del web” non apprezza. Nei commenti poi viene espressa quella che sembra essere l’anima di un risveglio: oltre ai soliti insulti e alle invocazioni al “Reich”, il filo rosso che accomuna il pensiero dei commentatori è che ci si trovi davanti ad una invasione di finti profughi, una ondata di immigrazione clandestina mossa da interessi economici (i famosi “migranti economici” di renziana memoria); inoltre c’è chi fa notare come, mentre nel video si vedono solo donne, vecchi e bambini, nella realtà gli immigrati siano composti nella stragrande maggioranza da uomini adulti che “hanno lasciato indietro queste donne e bambini”, come scrive un utente.
    Commenti anche brevi ed al fulmicotone come il geniale “More than a refugee: an invader” (Più di un rifugiato: un invasore) che, nella loro pungente sinteticità esprimono appieno quello che è un sentimento diffuso in tutta Europa, viste le nazionalità di chi li ha scritti. Propaganda quindi rispedita al mittente questa volta, nonostante il tentativo, alquanto goffo, di far leva sugli istinti di pancia dell’uomo come l’empatia ed il pietismo. Sì abbiamo scritto “di pancia”, perché non c’è cosa più istintiva di commuoversi davanti ad un bambino, ad una donna o ad un vecchio, ma questa volta a quanto pare non ha funzionato. Per fortuna.
    #Morethanrefugee: ennesima campagna pro immigrati. Ma non abbocca più nessuno

    Navi anti-Ong, la sinistra protesta. E chiudono il conto agli Identitari
    La decisione di Paypal dopo la protesta social degli attivisti di sinistra in Francia. Generazione Identitaria: "Non ci fermeranno. Le Ong che raccolgono migranti hanno paura di noi"
    Giuseppe De Lorenzo
    Se collettivi e quotidiani di sinistra protestano, Paypal risponde. Tutto molto politicamente corretto. Nei giorni scorsi infatti la piattaforma di pagamenti online ha congelato il conto intestato a Generazione Identitaria (GI), il movimento internazionale di destra che ha avviato una raccolta fondi per mettere in mare una flotta in grado di ostacolare le operazioni delle Ong che importano migranti in Italia.
    Video
    Migranti, la flotta patriottica che ostacola le navi delle Ong - IlGiornale.it
    Proviamo ad andare con ordine. Come ilGiornale.it aveva raccontato in esclusiva, ad aprile un'imbarcazione carica di ragazzi "identitari" era riuscita a bloccare la nave Aquarius della Ong Sos Mediterraneé. Un'azione estemporanea, in quel caso simbolica. Ma che aveva l'obiettivo di dare il via ad una campagna "più strutturata per fermare il più grande business economico mai intentato ai danni dei popoli europei". Ovvero "l'immigrazione massiva" sostenuta dalle operazioni di salvataggio delle Ong.
    La raccolta fondi intitolata Defende Europe in poche settimane ha spinto migliaia di europei a donare qualche euro per sostenere l'attività del movimento patriottico. In totale circa 70mila euro, 40mila attraverso bonifici bancari e altri 30mila nella piattaforma PayPal. E qui casca l'asino.
    Perché quando si diffonde la notizia della "flotta anti-Ong", movimenti di sinistra e giornaloni gridano alla "pirateria" e si mobilitano per ostacolare le attività di GI. Prima un'attivista britannica, Caroline Criado-Perez, avvia una contro-iniziativa online. Poi sui social network nasce l'hastagh #StopDefendEuropePaypal, con cui gli internauti accusano PayPal di essere "complice" degli identitari, minacciando di boicottare il sistema di pagamento e ipotizzando azioni legali.
    In un primo momento Paypal prova a invocare le norme sulla privacy. Poi cede alle pressioni. "Esaminiamo regolarmente le attività dei nostri clienti in base alle nostre condizioni d'uso - ha scritto l'azienda a Rue89 in una mail - Come parte di questo processo, passiamo in rassegna nel dettaglio tutte le azioni che vengono segnalate e stiamo per sospendere il nostro rapporto con i clienti che non rispettano la nostre condizioni. La politica di PayPal è di vietare che i nostri servizi sono utilizzati per accettare pagamenti o donazioni per le organizzazioni le cui attività predicare l'odio, la violenza o intolleranza razziale. La nostra politica sulla privacy ci proibisce tuttavia di fare qualsiasi commento su un account specifico". Risultato: ora Paypal ha deciso di congelare il conto di Generazione Identitaria. "Sabato abbiamo ricevuto una mail in cui ci veniva comunicata l'apertura di un'indagine sulla nostra raccolta fondi".
    Per ora GI non ha più accesso a 30mila euro che i suoi sostenitori gli avevano inviato usando quel metodo di pagamento. "Ci hanno detto che i fondi non erano trasferibili, potevamo solo rispedirli indietro ai nostri donatori". E così è stato fatto. "Abbiamo scritto diverse mail per informarli che gli sarebbero tornati indietro i soldi e abbiamo avviato una nuova colletta da 30mila euro sul sito Defende Europe per recuperare le somme congelate". Il contrattempo non li scoraggia: "Siamo certi che questo ci aiuterà a trovare ancora più sostenitori".
    Sarà un caso, ma ad avere interessi sulle attività di Paypal c'è anche il finanziere George Soros, che secondo Business Insider nel 2015 possedeva "137 milioni di dollari, o più di 4,4 milioni di azioni, in PayPal". Lo stesso Soros che ha più volte sostenuto le cause immigrazioniste.
    Intanto le operazioni per mettere in mare le navi anti-Ong proseguono. "Ci stiamo per mettere in contatto con la Guardia Costiera libica - spiega l'attivista di GI - nella speranza di poterci accreditare come una sorta di Ong al contrario che operi nella Sar zone di Tripoli e riporti indietro i barconi che salpano dalle coste della Libia". Generazione Identitaria ha già messo gli occhi su una grande imbarcazione in grado di fronteggiare le rivali umanitarie. "Sappiamo che le Ong temono la nostra iniziativa. Ma noi non ci fermeremo".
    Navi anti-Ong, la sinistra protesta. E chiudono il conto agli Identitari - IlGiornale.it

    ROMANO PRODI CELEBRA RAMADAN: “SIAMO TUTTI ITALIANI”
    Non dobbiamo solo non dare la cittadinanza agli immigrati, ma toglierla anche ai traditori
    Romano Prodi ha preso parte ieri sera a Bologna all’iftar, il pasto di rottura del digiuno nel corso del Ramadan, al quale la sedicente comunità islamica cittadina ha invitato chi li ha fatti venire in Italia.
    Per la prima volta nel capoluogo la comunità islamica celebra l’iftar, il pasto di rottura del digiuno nel mese sacro del Ramadan, in un luogo diverso dal centro di preghiera di via Pallavicini, e lo fa invitando a partecipare il sindaco Virginio Merola, l’arcivescovo Matteo Maria Zuppi, il questore Ignazio Coccia, il prefetto Matteo Piantedosi, il rettore dell’Università Francesco Ubertini: la feccia istituzionale cittadina.
    Non poteva mancare Romano Prodi: “Oggi siamo tutti qui – ha detto l’ex premier – e siamo tutti italiani, abbiamo un avvenire in comune”.
    “È bello che le nostre strade si chiudano per aprirsi agli altri – ha dichiarato il sindaco Virginio Merola – ne abbiamo bisogno come Paese e come europei. Dobbiamo continuare a saper costruire insieme”.
    Purtroppo non è potuto intervenire il ‘nuovo bolognese’ Youssef, che nel frattempo si è fatto ‘esplodere’ a Londra.
    “Senza ponti non si vive – ha detto l’arcivescovo di Bologna, monsignor Matteo Maria Zuppi, usando una frase da bacio perugina andato a male – se ci si conosce l’estremismo cala, per combatterlo dobbiamo continuare a costruire ponti e creare legami di rispetto e amicizia”.
    Insomma, una massa di venduti senza amigdala. Potere dei Rolex e, nel caso di Zuppi, desiderio ormai evidente di essere culturalmente sodomizzati. E forse non solo culturalmaente.
    Romano Prodi celebra Ramadan: ?Siamo tutti italiani? | Vox

    IUS SOLI, VATICANO: “NECESSARIO PER SOSTITUIRE ITALIANI CON IMMIGRATI”
    Si chiama “sostituzione etnica”: fuori gli italiani, dentro gli immigrati. Lo ha detto in modo chiaro uno degli sgherri di Bergoglio, Monsignor Guerino Di Tora, vescovo ausiliare di Roma, presidente della famigerata Fondazione Migrantes e della Commissione Cei sulle migrazioni.
    Intervistato dal giornale amico Corriere della Sera, il predatore di anime spiega: “Qui si tratta di un diritto della persona che l’Europa ha già riconosciuto nella stragrande maggioranza delle nazioni. Del resto, come cristiani, andare incontro alle persone in una realtà umana che ci unisce mi pare doveroso. Secondo gli insegnamenti di Papa Francesco, dobbiamo includere, non escludere”. Prima si seguivano gli insegnamenti di Cristo, oggi la religione non è più il Cristianesimo, è il Bergoglianesimo, un’eresia terzomondista e dal masochismo esasperato.
    “Si fanno sempre meno figli, è anche una risposta al problema della denatalità. Molti italiani inoltre stanno emigrando, dal 2005 sono 4 milioni e 800mila in dieci anni, circa il 40%, per motivi di studio e gli altri di lavoro, intere famiglie che se ne vanno. Abbiamo bisogno di giovani. Probabilmente ce ne sono già 800mila che potrebbero usufruire di questa regolamentazione. Quante altre volte, in Italia, si sono fatte sanatorie?”.
    Questa è una dichiarazione di guerra. L’annuncio di una sostituzione etnica in corso. Programmata e voluta.
    Ormai la Chiesa è ostaggio di fanatici. Le parrocchie sono diventante centri attivi nella sostituzione etnica. Certo, ci sono alcuni preti che resistono. Ma è tempo che decidano da che parte stare: dalla parte del loro popolo, o dalla parte di un usurpatore che condurrà i cristiani al massacro islamico.
    Ius Soli, Vaticano: ?Necessario per sostituire italiani con immigrati? | Vox

    PENSIONE VERSO I 70 ANNI PER MANTENERE I PROFUGHI
    CI SI AVVICINA SEMPRE DI PIU’ AI 70 ANNI
    Il governo prepara un nuovo attacco sulle pensioni. I tecnici sono già al lavoro e la trappola è pronta a scattare subito dopo l’estate sotto forma di decreto con il quale l’esecutivo Gentiloni innalzerà a 67 anni l’età minima necessaria dai 66 e 7 mesi attuali. Non subito, ma dal 2019. Come sempre, il tutto viene giustificato dall’aumento dell’aspettativa di vita. In effetti, è questo il meccanismo fissato dalla legge e – stando almeno a quel che dicono i tecnici dei ministeri di Economia e Lavoro e quelli di Palazzo Chigi – non lascia troppo spazio all’interpretazione. L’età della pensione è legata alla speranza di vita a 65 anni, cioè il tempo che in media resta da vivere una volta superata questa ormai fatidica soglia.
    Scendendo nel dettaglio, secondo i numeri in possesso dei tecnici del governo, l’aspettativa di vita dopo i 65 anni si sarebbe allungata per gli uomini siamo passati dai 18,6 anni del 2013 ai 19,1 anni del 2016 e da 22 a 24 anni per le donne. La conseguenza è l’ulteriore innalzamento dei requisiti previdenziali che già adesso fanno dell’Italia uno dei Paesi dove si va in pensione più tardi.
    Ma il vero punto è un altro: siamo davvero sicuri che ci troviamo di fronte ad un aumento dell’aspettativa di vita, così come ci viene ormai raccontato da ogni parte? Il dubbio è più che legittimo se si considera che solo il 10 aprile scorso, il Rapporto Osservasalute pubblicato anche dall’agenzia Ansa ha certificato che nel 2015, in Italia, la speranza di vita alla nascita è più bassa di 0,2 anni negli uomini e di 0,4 anni nelle donne rispetto al 2014, attestandosi, rispettivamente, a 80,1 anni e a 84,6 anni.
    Pensione verso i 70 anni per mantenere i profughi | Vox

    DAL PULPITO
    Ius soli, il Papa Francesco e i vescovi predicano ma in Vaticano non esiste
    Si fa presto a esigere accoglienza e integrazione per gli immigrati, quando in casa propria si è i primi a tenerli "fuori". E dire che in Vaticano il pulpito per la predica sarebbe anche quello adatto. Eppure alle parole di Papa Francesco e dei vescovi sullo Ius Soli non corrispondo i fatti perché lo Stato del Vaticano è per certi versi un paradosso istituzionale. La popolazione è composta da soli immigrati, ma nessun bambino vi è mai nato. La cittadinanza viene accordata o revocata a discrezione dal capo dello Stato, cioè il Pontefice, e i figli dei cittadini, al 18esimo anno di età, diventano "residenti" con permesso di soggiorno. Le regole in materia sono talmente stringenti che non è consentito sul territorio di San Pietro nessun clandestino e le misure di sicurezza, tra muri e guardie di confine, fanno invidia a quel "cattivone" di Donald Trump.
    Secondo la legge "sulla cittadinanza, la residenza e l'accesso nello Stato della Città del Vaticano" riammodernata nel 2011 sono cittadini vaticani i cardinali che risiedono nel comune di Roma e dentro le mura leonine, i laici o i prelati residenti nel territorio vaticano per ragioni di dignità, carica, ufficio o impiego, sempre previo assenso del Pontefice. Possono acquistare la cittadinanza anche il coniuge, i figli e i fratelli di un cittadino vaticano purché siano conviventi, la perdono i cardinali, i diplomatici, il personale e i prelati residenti quando cessano dalla carica o dal servizio, così come coniuge e figli di un cittadino vaticano vengono cancellati dall'anagrafe se quel cittadino perde la cittadinanza.
    Ius soli, il Papa Francesco e i vescovi predicano ma in Vaticano non esiste - Libero Quotidiano

    SARTORI SUL MONSIGNORE PRO-IUS SOLI: “UN DEMENTE”
    Nei giorni in cui il Vaticano invoca la sostituzione etnica, e per bocca del segretario della Cei, monsignor Nunzio Galantino, preme sul parlamento abusivo perché approvi il famigerato Ius Soli, è bene ricordare cosa pensasse di lui
    Giovanni Sartori, uno dei pochi intellettuali con la palle e purtroppo scomparso.
    “Monsignor Galantino? A me quello mi sembra…un demente – dice Sartori, intervistato dal Messaggero – per due anni lui e gli altri della Chiesa di Bergoglio non hanno fiatato sulle stragi dei cattolici in Africa e nel resto del mondo, sulla continua persecuzione dei curdi. Pensino a quelle cose lì, e lascino perdere i temi che non competono loro”.
    Già allora, un paio di anni fa, il ‘demente’ era intervenuto per attaccare Salvini e propagandare l’immigrazione.
    “Si sono svegliati di botto – continua il politologo – e il fatto che abbiano preso a dire cose che dicono tutti e nel modo in cui le dicono tutti. E i curdi che muoiono? E gli altri cristiani martirizzati?”.
    “Per me, è una sciagura questo Vaticano che straparla. Se ne infischiano dei fatti veri e pensano a queste cosucce”.
    “Papa Francesco è un argentino furbacchione. E avrebbe immense questioni su cui concentrarsi. Si occupi di quella che lui chiama terza guerra mondiale combattuta a pezzetti”.
    Sartori sul monsignore pro-Ius Soli: ?Un demente? | Vox

    VESCOVI, UNA CASTA DI MANTENUTI CHE ODIA GLI ITALIANI
    “Stupisce la netta presa di posizione della Cei che invoca l’approvazione della legge che introdurrebbe lo ius soli e lo ius culturae” perché “raramente dalla Cei abbiamo sentito prese di posizione altrettanto dure e nette davanti ai tanti problemi che affliggono milioni di nostri cittadini in un’Italia che ha una disoccupazione generale all’11,5%, con una disoccupazione giovanile che sfiora il 40%, e oltre sei milioni di italiani con una pensione minima sotto i mille euro”, ha dichiarato Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato e responsabile organizzazione e territorio della Lega, secondo cui dei veri problemi degli italiani dovrebbe “occuparsi e preoccuparsi una Chiesa che vuole stare dalla parte degli ultimi, dei poveri, di chi è in difficoltà”.
    “L’attuale legge sulla cittadinanza funziona, eccome se funziona – fa notare il senatore leghista – dato che in due anni abbiamo concesso 385 mila nuove cittadinanze, il numero nettamente più alto in Europa: non bastano ai nostri vescovi più di 200 mila nuovi cittadini italiani l’anno? Cari vescovi, pensate a quei tanti italiani senza lavoro, senza una casa, senza una pensione dignitosa e lasciate che sia il Pd, a corto di idee e di voti, a pensare a coltivarsi il bacino elettorale degli immigrati…”.
    A noi non stupisce. Chi oggi controlla la multinazionale un tempo conosciuta come Chiesa cattolica, altro non è che il discendente diretto di uno degli apostoli di Cristo, Giuda. Solo che lui si limitò a 30 denari per la vita di un uomo, loro no. Loro se ne fanno dare 35 al giorno.
    A loro non interessa il benessere del popolo. Interessa dare sfogo alla propria perversione etnica e intanto vivere nel lusso. Predicano ponti, mentre stanno dietro ai muri, perché la loro etica corrotta li porta a desiderare la distruzione della nostra civiltà: sublimano la loro mancanza sessuale nella sottomissione verso il diverso. Basta guardare i loro volti: sono dei sodomiti culturali, dei masochisti. La loro è una forma corrotta di Cristianesimo: non più il sacrificio in nome della redenzione, ma il sacrificio fine a se stesso. Il loro Dio non è il nostro, il loro dio non sta in croce, il loro dio è la croce, dove inchiodano il popolo in un rovesciamento sadico della religione.
    La battaglia sullo Ius Soli non è politica. E’ tra vita e morte. E quando c’è in ballo la vita di un popolo, questo popolo ha il diritto a prendere le armi e fare la rivoluzione.
    VESCOVI, UNA CASTA DI MANTENUTI CHE ODIA GLI ITALIANI | Vox

    ECCO IL KAMIKAZE ISLAMICO DI BRUXELLES, BELGA PER IUS SOLI
    ORMAI E’ ‘NORMALE’ CHE UN CITTADINO PER IUS SOLI DI UN PAESE EUROPEO TENTI DI FARSI ESPLODERE IN MEZZO AI SUOI CONCITTADINI: PERCHE’ SE NON METTI MURI, QUESTO E’ IL RISULTATO, TERRIBILE
    Oussama Z., residente a Molenbeek, il quartiere a maggioranza musulmana di Bruxelles da dove provenivano gli immigrati islamici della cellula che colpì Parigi con una serie di attacchi coordinati il 13 novembre del 2015. Tra di loro anche Salah Abdeslam, che verrà poi arrestato proprio a Molenbeek il 18 marzo del 2016. Nel quartiere, ormai una ecnclave islamica nel cuore di Bruxelles, sono in corso perquisizioni. Inutile, servono retate e rimpatri di massa.
    Ma non possono farli: sono cittadini per Ius Soli.
    Il ministro degli interni belga, Jean Jambon, ha detto alla radio belga La Premiere che “il peggio è stato evitato” ieri sera, perché l’attentatore aveva con sé un’altra bomba – imbottita di chiodi, secondo l’emittente Vrt – che non è esplosa. Jambon ha anche detto che l’uomo è stato identificato, ed ha lasciato intendere che nella notte sono state effettuate delle perquisizioni che hanno portato all’identificazione
    L’attentatore era noto alla polizia per reati a sfondo sessuale e spaccio di droga. Il classico cursus honorum dei migranti islamici proto-terroristi.
    ECCO IL KAMIKAZE ISLAMICO DI BRUXELLES, BELGA PER IUS SOLI | Vox

    BERGOGLIO PARLA DI CRISTIANI STERMINATI, MA NON DICE DA CHI!
    “Le Chiese orientali specialmente in Siria, Iraq ed Egitto, vedono i loro figli soffrire a causa del perdurare della guerra e le insensate violenze perpetrate dal terrorismo fondamentalista”.
    “Non dimentichiamo – ha aggiunto Bergoglio – che in Oriente, anche ai giorni nostri, i cristiani, non importa se cattolici, ortodossi o protestanti, versano il loro sangue come sigillo della loro testimonianza”.
    Non una volta cita il termine ‘islamico’. Il terrorismo diventa ‘fondamentalista’, senza avere il coraggio di specificare rispetto a cosa. Questo nemmeno lascia cantare il gallo.
    Queste parole sono coltellate nel cuore dei Cristiani d’Oriente, sterminati non da qualcosa di ‘sconosciuto’, ma dagli Islamici.
    Poi l’unica cosa che interessa Bergoglio, che “i fedeli orientali, se costretti a emigrare, possano essere accolti nei luoghi dove giungono, e possano continuare a vivere secondo la tradizione ecclesiale loro propria”.
    E’ un profeta della decristianizzazione dell’Oriente e del meticciamento forzato delle popolazioni. Un criminale politico.
    Bergoglio parla di Cristiani sterminati, ma non dice da chi! | Vox

    Immigrati, quando i vescovi vendono ideologia
    di Riccardo Cascioli
    Apprendiamo dagli interventi di ieri di monsignor Nunzio Galantino (segretario della Conferenza Episcopale Italiana) e di monsignor Giancarlo Perego (direttore della Fondazione Migrantes e neo-vescovo di Ferrara) che «la Chiesa italiana vuole lo ius soli». E guai a chi non è d’accordo, verrebbe da aggiungere visti i toni perentori e polemici dei due interventi, curiosamente affidati entrambi al “salotto” di Repubblica.
    Ci interessa riprendere gli interventi dei rappresentanti della Conferenza episcopale: conoscendo chi sono, la loro uscita non è certo sorprendente, ciononostante fa sorgere alcune domande.
    Anzitutto, una questione di metodo: a nome di chi parlano esattamente i due? Non risulta che tra i vescovi italiani ci sia mai stato un dibattito per decidere la posizione su ius soli (cittadinanza concessa per luogo di nascita) e ius sanguinis (cittadinanza per legami familiari). Ed è curioso che siano proprio quelli che più parlano di “Chiesa sinodale” ad avere la tendenza a intervenire sempre a nome di tutti, senza aver mai consultato alcuno. Tanto più quando si tratta di intervenire su una legge dello stato italiano su cui c’è molto da discutere, come abbiamo spiegato ancora in questi giorni. Dunque, a che titolo Galantino e Perego parlano a nome della Chiesa?
    Quanto poi al tema della concessione della cittadinanza sulla base dello ius soli, abbiamo già spiegato abbondantemente perché siamo contrari. Non ripeterò qui dunque ragioni già dette. Ma le affermazioni di Galantino & Perego lasciano intendere che la Chiesa giudichi ovvio il favore per lo ius soli, una sorta di assoluto morale. Non è affatto così. Tanto è vero che neanche nello Stato della Città del Vaticano viene applicato lo ius soli per l’ottenimento della cittadinanza.
    In effetti nei documenti magisteriali della Chiesa non c’è mai un riferimento diretto alle condizioni per la concessione o il rifiuto della cittadinanza, nemmeno nella Erga Migrantes Caritas Christi, il documento del Pontificio Consiglio per i Migranti pubblicato nel 2004. Nel magistero si fa invece riferimento a criteri di fondo, quali il dovere di concorrere al bene comune dello Stato in cui si vive; la necessità di un “popolo” che si basa sulla «condivisione di vita e di valori», pur nel rispetto delle minoranze. La concessione della cittadinanza si dovrebbe basare proprio su questi criteri, e si capisce allora perché è troppo semplicistico pensare di risolvere ogni problema con un bel “tutti italiani”.
    Secondo Galantino & Perego solo lo ius soli garantirebbe l’integrazione. C’è però un clamoroso errore di fondo in questa affermazione, che rivela un approccio ideologico al tema. L’affermazione dei due rappresentanti della CEI sottintende infatti che oggi tutti gli immigrati vogliano integrarsi e sia invece lo Stato italiano a fare resistenza. Non è così: come l’esperienza ci dimostra molti problemi nascono perché c’è una fascia di immigrati, residenti di lungo periodo nei nostri paesi, che non hanno affatto alcun desiderio di integrarsi, anzi disprezzano sinceramente la nostra società e la nostra cultura.
    Inoltre, sembrerebbe che l’Italia sia chiusa davanti a chi chiede di diventare cittadino italiano. Ma neanche questo è vero: l’Italia è il paese europeo che concede ogni anno il maggior numero di cittadinanze: 202mila nel 2016, come ci ha detto l’Istat proprio nei giorni scorsi.
    C’è poi un’altra questione molto delicata, messa in rilievo dal demografo Giancarlo Blangiardo, in una intervista al Sussidiario: l’attacco al concetto di famiglia che la concessione dello ius soli comporta. Attualmente la legge in vigore (no.91 del 1992) ragiona proprio in termini di famiglia, non così la proposta di modifica: «La legge in vigore – afferma Blangiardo - dice che i figli di genitori albanesi, marocchini o qualsivoglia paese sono anch'essi albanesi, marocchini, eccetera. Poi a 18 anni decidono cosa vogliono diventare. Se invece prima della maggior età i genitori hanno deciso di diventare italiani, anche loro, minori, saranno italiani. Oggi si vogliono figli italiani e genitori marocchini, che senso ha?». Domanda che giriamo volentieri ai monsignori Galantino e Perego, a cui la famiglia, anche degli immigrati, dovrebbe stare a cuore.
    Un’ultima notazione: ancora i nostri due rappresentanti della Cei prefigurano città più belle e sicure con la cittadinanza concessa alla nascita. Dimenticano però una cosa importante: l’eventuale legge sullo ius soli si applica soltanto ai figli di genitori stranieri, con regolare permesso di soggiorno, che risiedono stabilmente in Italia da molti anni. A rendere oggi le città italiane drammaticamente insicure e sporche sono invece le decine e decine di migliaia di immigrati irregolari, richiedenti asilo, piazzati a fare nulla in strutture pagate per l’occasione, e che poi bivaccano in grossi gruppi nei pressi di stazioni e piazze di cui diventano padroni. Ed è questo che comprensibilmente rende i cittadini italiani sempre più insofferenti.
    Immigrati, quando i vescovi vendono ideologia

    Cinque "no" allo ius soli
    Ben 160 Paesi nel mondo non la applicano o la hanno edulcorata
    Riccardo Pelliccetti
    La sinistra forza la mano ed è scontro durissimo al Senato sullo ius soli. Perché tutta questa bagarre? Cosa si nasconde dietro questa legge che i progressisti vogliono approvare a tutti i costi? Cominciamo col dire sinteticamente che lo ius soli è di fatto la concessione automatica della cittadinanza a chiunque nasca nel nostro Paese, indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori.
    Ma cerchiamo di chiarire il perché non possa funzionare in Italia e quali rischi si correrebbero trasformando lo ius soli in legge.
    LE MOTIVAZIONI ASSURDE
    Le motivazioni addotte per giustificare questo colpo di mano sono essenzialmente due, depurate naturalmente dai tanti deliri buonisti: il diritto all'uguaglianza e la presenza di troppi immigrati in attesa di diventare cittadini. Ebbene, sono entrambe ragioni che non stanno in piedi. La prima è addirittura una fandonia perché in Italia non viene violato alcun principio di uguaglianza: tutti i minori, a prescindere dalla cittadinanza, godono degli stessi diritti, dall'istruzione alle cure sanitarie fino all'iscrizione a società sportive o ad altre associazioni. La seconda motivazione, invece, è inaccettabile perché di fatto affermerebbe il principio della scorciatoia (con tutte le conseguenze che vedremo nel caso ius soli), negato ad esempio a milioni di italiani in attesa di una sentenza civile o penale, di un ricorso fiscale, di riscuotere un credito dallo Stato, di ricevere una cura sperimentale eccetera.
    PERCHÉ NESSUN PAESE LO ADOTTA
    Se 160 Paesi nel mondo non applicano lo ius soli ci sarà un motivo o vogliamo definirli tutti xenofobi? Detto che lo ius soli è tipico dei Paesi anglosassoni, soprattutto il Nord America, territorio d'immigrazione, bisogna ricordare che la Gran Bretagna e l'Eire, dove era in vigore, hanno deciso di abolirlo, rispettivamente nel 1983 e nel 2005. Perché nel mondo allora nessuno lo adotta? Semplice: per tutelare la cultura e l'identità della popolazione e, quindi, la sua sopravvivenza, messa a rischio da uno sbilanciamento etnico e demografico con generazioni che per cultura e fede difficilmente potranno integrarsi nella comunità nazionale.
    CONSEGUENZE SOCIO ECONOMICHE
    Se la legge entrasse in vigore, immediatamente quasi un milione di stranieri diventerebbero cittadini italiani. La «cittadinanza facile», provocherebbe un'altra spinta all'immigrazione, già a livelli insostenibili, aumentando il peso sul sistema sanitario, sulla previdenza e sull'occupazione. Nel 2016 quasi 200mila stranieri hanno ottenuto la cittadinanza italiana senza ius soli e il ritmo cresce di anno in anno. Di fronte a questi numeri si comprende quanto sia inutile una maggiore apertura. Nelle classifiche mondiali del net immigration rate (che tiene conto di immigrati ed emigrati), l'Italia figura fra i Paesi in vetta, davanti a Londra, Madrid, Lisbona. Un tasso elevato, come rilevano questi istituti di statistica, può provocare crescente disoccupazione e conflitti etnici. E la riduzione di forza lavoro in settori chiave, se continuasse la fuga all'estero dei giovani italiani.
    NON INTEGRAZIONE MA INVASIONE
    L'introduzione dello ius soli, come dicevamo, invece di favorire l'integrazione aprirebbe la strada a un'ulteriore immigrazione senza alcuna integrazione. Quanti stranieri approfitterebbero subito della politica delle porte aperte per far nascere i figli in Italia? Consapevoli degli scarsi controlli, sarebbero incoraggiati dalle nostre stesse leggi. Non esiste un'immigrazione contingentata e proporzionata alle necessità dell'Italia. Ma non solo. I migranti che sbarcano negli ultimi anni provengono in stragrande maggioranza da Paesi musulmani, con una fede e una cultura del diritto troppo lontana da quella occidentale che, è sotto gli occhi di tutti, sono pochi a voler far propria. La stessa Istat, nelle recenti proiezioni demografiche dei prossimi 40 anni senza lo ius soli, ha rilevato che la popolazione straniera potrebbe attestarsi a 20 milioni di persone. Che succederebbe con lo ius soli in vigore? Probabilmente in 20-30 anni, gli stranieri supererebbero la popolazione italiana e, acquisendo cittadinanza e diritto di voto, cambierebbero totalmente non solo gli equilibri sociali ma anche quelli politici.
    IL RISCHIO TERRORISMO
    Concludiamo con il rischio più grave, quello che minaccia la nostra sicurezza: il terrorismo. Lo ius soli diventerebbe il grimaldello per aprire anche le porte al terrore. Nel giro di pochi anni l'Italia si ritroverebbe inerme di fronte all'offensiva jihadista perché questa legge impedirebbe il ricorso alle espulsioni, che oggi ci permettono di neutralizzare la minaccia, rimpatriando quegli stranieri sospettati di fiancheggiare il terrorismo. A questo si aggiungerà quel fenomeno, ormai tristemente noto in Francia, Gran Bretagna e altri Paesi europei, delle seconde e terze generazioni di immigrati musulmani considerate terreno fertile per la diffusione dell'integralismo islamico. La possibilità di espellere potenziali terroristi negli ultimi due anni è stata decisiva: dal 2015 a oggi sono stati infatti espulse 175 persone sospettate di collusione con il terrorismo.
    Cinque "no" allo ius soli - IlGiornale.it

    BERGOGLIO: “MIGRANTI CHE SBARCANO SONO ITALIANI DI DOMANI”
    Da Bergoglio l’appoggio alla raccolta firme per una legge che promuove lo ius soli e regolarizza i clandestini già in Italia: vuole l’annientamento del popolo italiano. E’ qui per questo
    “Esprimo un sincero apprezzamento per la campagna per la nuova legge migratoria ‘Ero straniero, l’umanità che fa bene’, che gode del sostengo ufficiale di Caritas italiana, Migrantes e altre organizzazioni cattoliche”. E i Radicali finanziati da Soros. Una saldature di criminali politici e trafficanti di varia estrazione culturale ma con un unico obiettivo comune: soldi e potere. E la destrutturazione etnica dell’Italia.
    Al termine dell’udienza generale in piazza San Pietro, Bergoglio esprime “sincero apprezzamento per la campagna della nuova legge migratoria”. Una sanatoria di massa di tutti i clandestini, che è quello a cui puntano le associazioni collaborazioniste come Caritas.
    E’ tempo di rimandarlo nelle pampas.
    BERGOGLIO: ?MIGRANTI CHE SBARCANO SONO ITALIANI DI DOMANI? | Vox


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    Predefinito Re: Rif: Le delizie della società multietnica

    Attentati jihadisti, la censura imposta da Berlino
    di Gianandrea Gaiani
    Immigrazione selvaggia e terrorismo islamico sono ormai "mali endemici” dell’Europa, che invece di operare le scelte necessarie (anche se dolorose) per affrontarli con pragmatico realismo sembra attuare la politica dello “struzzo” nascondendo la testa sotto la sabbia e cercando di ingannare l’opinione pubblica con false notizie e linguaggio enigmatico politicamente corretto.
    Basti pensare a quanti terroristi islamici sono stati definiti in diversi Paesi della Ue “squilibrati mentali” o ai tentativi di far passare per crimini comuni reati di matrice islamica, anche di massa, come gli stupri di Capodanno a Colonia, oppure alle definizioni edulcorate degli immigrati illegali, giunti in Europa dalle rotte mediterranee e balcanica, al fine di evitare di chiamarli clandestini o illegali, per renderne più accettabile la presenza ai popoli europei.
    Una sorta di “neolingua” orwelliana o, come le definirebbero i militari, operazioni psicologiche (Psy-Ops) tese a influenzare la percezione dell’opinione pubblica e ormai piuttosto consuete anche in tempo di pace nell’era delle “fake news”. Caratteristiche che accomunano un po’ tutti i Paesi dell’Europa Occidentale ma che in Germania sembra siano state messe nere su bianco per ridurre l’impatto delle notizie su terrorismo islamico e immigrazione, nell’imminenza delle elezioni.
    Lo ha rivelato il quotidiano svizzero Il Corriere del Ticino che ha reso noto un documento riservato di 20 pagine del Bundeskriminalamt (BKA), la Polizia criminale federale tedesca, che indica le linee guida sulla comunicazione. “Non importa quanto siano sicuri dei fatti i funzionari sul campo, davanti alla stampa e all’opinione pubblica si deve negare sempre tutto” perché “lo staff di consulenza del Governo ha bisogno di tempo per illustrare l’accaduto e per mettere insieme un racconto credibile agli occhi dell’opinione pubblica”. “Le lettere di rivendicazione devono essere citate solo se necessario, ma senza fornire particolari. In caso di dubbio, escludere l’attacco terroristico. Divulgare la teoria dell’autore singolo, come pure quella della persona psichicamente disturbata evitando sempre di parlare di Stato islamico o di islam”.
    Nel dossier della BKA si accenna anche alla relazione tra immigrazione-terrorismo-criminalità, sempre negata dalle autorità anche italiane. I crimini compiuti dai “fuggitivi” (come in Germania vengono definiti i migranti arrivati illegalmente negli ultimi tre anni) sono cresciuti da 309 mila a 465 mila tra il 2015 e l’anno scorso, cifre che peraltro non contengono i reati contro le leggi sull’asilo “per non gonfiare inutilmente la statistica”. Ma ai media vien raccomandato di fornire dati decisamente più bassi: “per il 2015, 209 mila reati, nel 2016 di 295 mila” mentre il documento citato raccomanda di non fornire elementi utili a valutare la percentuale di crimini commessi dagli immigrati rispetto al totale dei reati commessi in Germania. Dimezzate anche le previsioni sui flussi migratori previsti. “I colleghi italiani prevedono l’arrivo di circa 350 /400 mila migranti dall’Africa nel 2017 ma “alla stampa indichiamo una cifra di 250 mila unità”. Guarda caso le stesse stime diffuse dal governo italiano.
    Le disposizioni impartite alla polizia tedesca prevedono di anteporre la nazionalità tedesca nel caso di crimini compiuti da cittadini naturalizzati o con doppio passaporto “evitando la parola nordafricano e, qualora non vi fosse altra soluzione, utilizzando il termine di profugo di guerra” senza “mai parlare di migranti economici”. Al di là delle rivelazioni del quotidiano svizzero non va dimenticato che voci circa censure e occultamenti di notizie su ordine del governo tedesco ce n’erano già state tante e alcuni ufficiali di polizia avevano raccontato in più occasioni alla stampa, protetti dall’anonimato, le pressanti pretese politiche di mantenere a basso profilo atti violenti ispirati dal fanatismo islamico e il boom di reati compiuti dai migranti.
    Attentati jihadisti, la censura imposta da Berlino

    USA, DIMEZZATO INGRESSO PROFUGHI DOPO ARRIVO TRUMP
    Il numero di rifugiati ammessi negli Stati Uniti è stato tagliato di quasi la metà nei primi tre mesi dell’amministrazione Trump a confronto con gli ultimi tre mesi della presidenza Obama,
    Le statistiche mostrano che più di 25.000 cosiddetti profughi sono stati autorizzati a entrare e soggiornare negli Stati Uniti negli ultimi tre mesi dell’amministrazione Obama. Nei primi mesi della presidenza di Trump, il numero è sceso a 13.000.
    Le statistiche sono state rilasciate dal Dipartimento di Homeland Security, sulla base delle informazioni fornite dal Dipartimento di Stato.
    E questo nonostante l’ordine esecutivo di Trump che avrebbe azzerato di fatto gli arrivi, sia ancora impelagato nelle corti giudiziarie.
    I dati suggeriscono che l’amministrazione Obama, in procinto di passare il potere a Trump, aveva significativamente intensificato il numero di sedicenti profughi ammessi: Hussein aveva fretta. Gli negli ultimi tre mesi obamiani riflettono un aumento anno su anno dell’86% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
    Nei primi tre mesi di Trump, quando ancora i numeri risentono comunque dell’amministrazione uscente, gli arrivi sono stati inferiori del 12% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
    Usa, dimezzato ingresso profughi dopo arrivo Trump | Vox

    IMMIGRAZIONE, IL PRIMO CASO DI VAIOLO DELLE SCIMMIE SU UN BARCONE IN ITALIA
    L’immigrazione è fonte inesauribile di patologie esotiche. E’ inevitabile, quando sbarchi mille individui al giorno provenienti da zone del mondo ad alta densità di infezioni. Ed è praticamente impossibile individuarle, tranne casi di manifestazioni esteriori, al momento dello sbarco sulle nostre coste.
    Il 30 giugno di 3 anni fa, all’inizio dell’ondata di sbarchi voluta dal governo Renzi, che seguiva l’operazione Mare Nostrum, i giornali diedero notizia del primo caso di Vaiolo delle Scimmie in Italia.
    Un immigrato infetto a bordo di una, la Orione, con altri 396 clandestini, era infetto da vaiolo delle scimmie, una malattia altamente infettiva che richiede l’isolamento e la quarantena di tutte le persone venute a contatto con il malato.
    Una cosa di una gravità inaudita.
    Conferme arrivarono dalla Croce Rossa siciliana, che mise a disposizione una barella ad alto bio-contenimento usata in casi di alta possibilità di contagio.
    Il ministero della Salute confermò, per poi smentire il contagio un paio di giorni dopo: “è solo varicella” dissero. Che ha manifestazioni esantematiche profondamente differenti, tra l’altro. Poi non si seppe più nulla.
    La malattia è chiamata “vaiolo delle scimmie” perché fu osservata per la prima volta nel 1958 nelle scimmie da laboratorio. Il virus colpisce soprattutto scoiattoli, ratti e topi, e può essere trasmesso anche agli esseri umani, dagli animali infetti, attraverso uno stretto contatto con sangue o morsi. L’agente patogeno del genere Orthopoxvirus, famiglia Poxviridae, è un virus simile al Variola il virus del vaiolo.
    È possibile la trasmissione interumana del virus, in base a un’epidemia scoppiata nel 1997 nella Repubblica Democratica del Congo, in seguito è stato confermato da uno studio epidemiologico. I sintomi del virus in questione sono simili a quelli del vaiolo. Nel caso del Vaiolo la mortalità è del 30 per cento.
    Essendo tra quelli che, senza eccessi, pensano i Vaccini siano utili alla salvaguardia della salute pubblica, non possiamo non pensare che dietro questa invasione ci sia, anche, l’idea di importare nuove malattie un tempo debellate o comunque rese statisticamente irrilevanti per vendere nuovi vaccini. Nel capitalismo la domanda crea l’offerta, nel capitalismo corrotto di BigPharma e dei politici a libro paga, è l’offerta a creare la domanda.
    Si crea quindi una emergenza sanitaria importando masse infette, per poi ‘doverla’ combattere a spese dei contribuenti. Ingrassando i soliti. Le stesse masse di immigrati che vengono comode al Sistema anche perché, con il terrorismo, impongono ‘svolte autoritarie’.
    Immigrazione, il primo caso di Vaiolo delle Scimmie su un barcone in Italia | Vox





    Il costo per gli irregolari fa esplodere i conti pubblici
    L'immigrazione fa saltare in aria tutto. Il governo ha già stanziato 4 miliardi di euro. Ma ne restano da coprire altri due
    Francesco Forte
    L'immigrazione irregolare fa saltare i saldi dei conti pubblici. La relazione di Angelo Buscema, presidente del Comitato di controllo della Corte dei Conti, sulla finanza del 2016 segnala una spesa fuori bilancio di 2 miliardi e pagamenti di conti in sospeso relativi a precedenti esercizi, che peggiorano la spesa corrente al netto di quella per interessi, che sale dell'1,3% invece che scendere del 2,8% come parrebbe dal bilancio ufficiale.
    Gran parte di questa spesa fuori bilancio si riferisce a esborsi delle prefetture per gli immigrati irregolari e spese delle Asl che li riguardano. Nella legge di finanza pubblica 2017 le spese per gli immigrati sono 4 miliardi. Tenendo conto di quelle fuori bilancio per esercizi pregressi, che emergeranno anche nel 2017, la spesa per immigrati irregolari lievita a circa 6 miliardi: il 50% in più. La cifra può aumentare perché gli arrivi superano le previsioni. Il sistema di accoglienza ed espulsione degli irregolari è gestito dalle prefetture con i Cpsa (centri di primo soccorso e aiuto) dislocati sulle coste, con smistamento successivo ai Cda (centri di prima accoglienza) e ai Cara (centri per richiedenti asilo) e con un eventuale passaggio ai Cie (centri di identificazione ed espulsione).
    Gli immigrati irregolari non espulsi dovrebbero essere mandati dalle prefetture nei siti dei comuni individuati con lo Sprar (sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) i cui progetti di accoglienza integrata sono finanziati sul fondo nazionale per le politiche e i servizi dell'asilo (Fnpsa), gestito dal Viminale. Ma questo sistema complesso è stato messo in crisi dal flusso eccessivo di immigrati, per cui s'è sviluppato un surrogato consistente nei Csa, centri di accoglienza straordinaria creati da cooperative, alberghi, associazioni di vario genere. Il soccorso temporaneo che doveva essere l'eccezione è diventato la regola. I Cas che erano già oltre 3mila nel giugno del 2016, sono ora forse 3.500, mentre gli Sprar che erano poco più di 400 sono ora 600. Essi non bastano di certo per ospitare i circa 200mila immigrati irregolari, che ci sono presumibilmente in Italia nel giugno 2017.
    Così mentre un sesto di loro sta nei 600 centri Sprar, che hanno una gestione sistematica oggetto di controlli contabili analitici, gli altri cinque sesti stanno nei Cas, che hanno una gestione abborracciata con contabilità di ardua verifica. Il personale delle prefetture addetto a questi controlli è scarso e perciò essi vanno a rilento. Per ogni immigrato irregolare nei Cas e negli Sprar lo Stato paga 35 euro al giorno per vitto, alloggio e spese varie correnti, cioè 1.050 euro mensili, 12.600 annui. Sicché per i 200mila stranieri irregolari nel 2017 la spesa di puro sostentamento è di 2,5 miliardi a cui si aggiungono le spese sanitarie e i costi fissi di manutenzione e gestione delle strutture di ospitalità. Questa è la parte terminale della spesa per gli immigrati, che inizia con quelle di soccorso e prima accoglienza e prosegue nei successivi smistamenti con relativi costi di trasporto. A ciò si aggiunge la spesa per il personale pubblico addetto a questi servizi e per le sue attrezzature.
    Il ministero ha stanziato 4 miliardi, per quest'anno. Probabilmente - come dicevo - ce ne sono altri due fuori bilancio o in corso di contabilizzazione, relativi al 2016. Una selva contabile e gestionale e una emorragia di denaro, che non può continuare.
    Il costo per gli irregolari fa esplodere i conti pubblici - IlGiornale.it

    Di Ius Soli si muore
    “Ed è in quest’ottica esiziale che deve essere letto il famigerato ius soli: con esso, si diventa tutti egualmente cittadini. Senza distinzioni. L’apice della uguaglianza, si potrebbe pensare. Ma il capitale conosce solo l’uguaglianza dell’irrilevanza, come la chiamava Hegel. Ossia ci rende tutti eguali nel senso di tutti egualmente irrilevanti. Chiama privilegi i diritti: per poterli distruggere in nome della lotta ai privilegi (vi ricorda qualcosa la rimozione dell’articolo 18?). Ed ecco lo ius soli: la cui ratio si compendia nel noto detto spagnuolo ‘todos caballeros’, dove ovviamente se sono tutti ‘caballeros’, nessuno è veramente ‘caballero'”. Diego Fusaro, saggista e filosofo del pensiero marxista con una spolverata neoidealista, dalle colonne dei Il Fatto Quotidiano lancia il suo monito contro la cittadinanza, a tutti i costi, per i figli degli stranieri nati sul suolo italiano. Quel maledetto Ius Soli che mira a sostituirci, una volta per tutte. Parliamoci chiaro, la battaglia che si sta combattendo in Senato e nelle piazze del nostro Paese è LA questione focale di questo tempo. Vivere o morire. Vivere come popolo o morire come civiltà.
    Adriano Scianca, sulla sua pagina di Facebook, concentra l’attenzione sulla scoperta dell’identità interiore di ogni essere umano. La burocrazia può sostituire la storia degli uomini? “Chi dice che a un bambino marocchino bastano cinque anni di scuola in Italia per assorbire tutto questo e sentirsi italiano, mente sapendo di mentire. Quel bambino continuerà a guardarsi attorno e fingerà di identificarsi con ciò che vede, ma sarà sempre una finzione. Una voce interiore gli dirà sempre che i suoi avi hanno costruito qualcos’altro, hanno lavorato, conquistato, sofferto altrove. Le ossa dei suoi antenati fecondano un’altra terra, l’orizzonte che ha plasmato la sua gente è a migliaia di chilometri di distanza”. Lo specchio riflette l’immagine di quello che siamo, un timbro sopra un documento è carta straccia. L’individualità si scioglie tra la propria gente, l’Io muore davanti al Noi. Dobbiamo tenere salde le posizioni, in ogni istanza difendere lo Ius Sanguinis. Laddove riposano le ossa dei tuoi avi si trova la tua Patria.
    In un articolo, apparso su Il Tempo qualche giorno fa, dal titolo L’imbecille globale è al potere, Marcello Veneziani prende a pugni il carrozzone del politicamente corretto. Quello che inginocchiato davanti agli intellettuali, mi venga perdonato l’abuso del termine per descrivere i cerimonieri della morte delle idee, ci indica la via, l’unica via possibile. “E se l’Imbecille Globale a reti unificate fosse il Grande Fratello del nostro tempo? Se fosse lui il Portavoce multiplo del Non-Pensiero Unico, cioè del nuovo regime totalitario-globalitario? E se fosse proprio quell’Uniformità Totale e quel corale accodarsi la miseria prioritaria del nostro tempo? Non so voi, ma io di quell’Imbecille Planetario che ripete il Discorso Unico e Identico all’Infinito, non ne posso più”. Siamo arcistufi, ne abbiamo le orecchie piene, il vomito ci assale. Basta, lasciateci stare. Intorno a noi vediamo decine, centinaia, migliaia e milioni di agenti Smith, quelli portati su cellulosa dai fratelli Wachowski nella pellicola Matrix, inconsapevoli difensori dello status quo. Inconsapevoli beoni pronti a spellarsi le mani e farsi rauca la voce per difendere gli altri, per difendere i diritti delle minoranze, per difendere la propria condanna. Pazzesco. Abbiamo messo la testa nella ghigliottina, diventando vittime e carnefici. “E adesso, boia, mandami pure all’altro mondo, da quel Dio Onnipotente, Lui sì padrone del Cielo e della Terra, al quale – al posto dell’altra guancia – io porgo… tutta la capoccia”. Per dirla con le parole di Don Bastiano, personaggio proveniente da Il Marchese del Grillo.
    Il Primato Nazionale scomoda alcuni dei capofamiglia nobili della Patria per dimostrare come ci sia qualcos’altro oltre alla nazionalità d’appartenenza. Non basta una firma sopra un foglio dell’ufficio nascite per essere considerati italiani. “La visione risorgimentale e post-risorgimentale dell’italianità risente potentemente di un’idea di nazionalità anche ‘biologica': da Mazzini, per cui ‘lingua, territorio, razza’ sono ‘gli indizi della nazionalità’, da confermare poi con un atto storico volontaristico, a Manzoni (‘una [l’Italia] d’arme, di lingua, d’altare/Di memorie, di sangue e di cor’), a Gioberti (‘v’ha bensì un’Italia e una stirpe italiana congiunta di sangue, di religione, di lingua scritta ed illustre’) fino a Francesco De Sanctis (‘saremo una nazione di ventisei milioni di uomini, una di lingua, di religione, di memorie, di coltura, d’ingegno e di tipo’) e Cavour (‘una [l’Italia] la rendono la stirpe, la lingua, la religione, le memorie degli strazi sopportati e le speranze dell’intiero riscatto’). Così parlarono i padri della nazione. Chissà come parleranno i suoi figli ultimi…”. Questa è la nostra storia, il nostro spirito, il resto atti criminali verso la nazione.
    Gli italiani devono essere consapevoli che accordare lo ius soli e consentire ai musulmani o ai cinesi di auto-amministrarsi sulla base di proprie regole e leggi, promuovendo in parallelo l’auto-invasione di milioni di giovani prevalentemente islamici nella fascia d’età dell’esplosione della fertilità maschile, sarebbe un suicidio traducendosi nella sostituzione etnica della popolazione italiana e nella fine della nostra civiltà, nella sottomissione alla dittatura finanziaria e alla tirannia dell’Islam. Non moriremo sostituiti, ma dobbiamo gridarlo a tutto il mondo, un ruggito inequivocabile. Non regaleremo mai la nostra identità per essere, infine, sostituiti.
    Di Ius Soli si muore ? Il blog di Andrea Pasini

    Ius soli? 14volte no!
    Lo ‘ius soli’ ha il valore simbolico dello ‘ius primae noctis’, che sarà stato anche un falso storico, ma da entrambi ricaviamo la stessa percezione di una imposizione calata dall’alto; di una fregatura, insomma.
    Non entro nel vivo delle questioni tecniche, nei meandri sempre paradossali e complessi della eventuale legge, dei commi e degli articoli. Resto alla premessa, alla strategia e alla visione d’insieme che è quanto di più antidemocratico si possa considerare in un momento storico come il nostro. Vale a dire, a come si sia arrivati a questo moderno ‘ius primae noctis’ senza un minimo di realismo ma strabordanti di falso ecumenismo che quel geniaccio di Giovanni Papini avrebbe definito ‘pecoreccio’. Perché l’idea nascosta, e perciò non detta, è che il futuro ci prospetti una società globale senza vincoli, limiti e identità, e quindi sia giusto ‘attrezzarci’ per tempo.
    E allora provo a confutare, una ad una, le premesse di una scelta che ritengo ideologica prima che politica.
    Leggo di paragoni con l’Impero Romano e mille altri regni o monarchie ed epoche della Storia che farebbero da pezze d’appoggio in tema di moderna inclusione e di integrazione più o meno coatta. Nulla di più sbagliato. Decisioni di questo tipo vanno calate nella realtà sociale di uno specifico contesto storico. Non c’è una legge che vale per tutti i tempi. Così come non c’è un governo o un regime adatto per ogni situazione.
    Che sia una questione ideologica è chiaro e palese a tutti. Il fatto che giornali e Tv intervistino bambini nati in Italia da genitori stranieri, cogliendo il lato sentimentale di quelle esperienze, è operazione volgare e indegna.
    Se da una parte c’è chi sostiene questa tesi facendosi vergognosamente scudo con le facce e le storie di bambini, c’è un ministro dell’Interno che ci intima di tenerci lontano dai cattivi maestri. Ora, con tutto il rispetto che si deve per un ministro così importante, va da sé che sentir parlare un ex comunista di cattivi maestri provoca risentimento e irritazione di non lieve entità.
    Chi sarebbero i ‘cattivi maestri’? Quelli che hanno una posizione diversa sui flussi migratori o sul concetto di cittadinanza? Se è così, si sbaglia caro Ministro, si tratta di un sacrosanto scontro dialettico che è sale della democrazia.
    Si finisca, una volta e per tutte, di portare come esempio gli altri Paesi. Solo qualche giorno fa, un deputato di Forza Italia ci invitava a dare uno sguardo alla legislazione di non so quale stato africano dove le regole di integrazione sarebbero più restrittive. Non so se sia una boutade o una ‘uscita’ fatta col proposito di provocare una discussione pubblica. Tuttavia, su questo tema vale lo stesso discorso fatto per le riforme costituzionali. Le leggi si fanno tenendo presente l’interesse primario dei cittadini e il contesto storico, economico e sociale. Giolitti diceva che un sarto, quando taglia un abito per un gobbo, deve fare la gobba anche all’abito …e così doveva fare un politico. Ecco, lorsignori facciano il vestito tenendo conto della attuale situazione generale e perciò non annuncino la palingenesi della umanità. Non c’è riuscito Gesù Cristo, dovremmo credere ai sinistrorsi e ai democratici di turno?
    Non è assolutamente vero che il tema della identità non è connesso ai flussi migratori. A leggere i dati, per la quasi totalità, coloro che scappano dai propri paesi sono migranti economici. Sono cioè futura mano d’opera a basso costo che si prepara a penetrare nel nostro sistema economico e a rendere ancor più labili le certezze del diritto del lavoro grazie alla percezione reale di poter diventare in un breve-medio periodo cittadini.
    Tenuto conto di ciò, dal punto di vista simbolico, approvare lo ‘ius soli’ sarebbe un colpo micidiale (positivo) per coloro i quali ci ritengono ‘il paese del bengodi’. L’idea di partorire in Italia per ottenere una futura cittadinanza sarebbe un incentivo incredibile per i poveri e i diseredati dell’intero Mediterraneo.
    In tutti i Paesi del mondo cosiddetto civile, gli immigrati si adeguano alle leggi del paese ospitante. Da noi sta succedendo l’inverso. C’è timidezza e ritrosia nel segnalare questa verità lapalissiana. Tuttavia, di fronte a fenomeni enormi, invece di regolarli e stringere le maglie, abbassiamo ai minimi termini la soglia del lecito e del legittimo.
    Insieme allo ‘ius soli’ il Parlamento ha pensato di collegare una sorta di ‘ius culturae’, una cittadinanza data <<agli under 12 che abbiano frequentato almeno cinque anni di scuola>>. Ma davvero si ritiene che possa essere sufficiente ciò per una reale integrazione? Un riassunto fatto bene all’esame di quinta elementare, delle tabelline citate a memoria o le divisioni? E se anche fosse così, qualcuno ha pensato che se il bambino con regolare licenza elementare e successiva cittadinanza italiana continui a frequentare predicatori di odio, in famiglia, in moschea o da qualunque altra parte, sarà integrato solo formalmente?
    In Paesi come Francia e Belgio le maglie larghe della integrazione hanno chiaramente palesato un tragico fallimento. Tante migliaia di ‘seconde’ e ‘terze’ generazioni sono francesi o belgi solo sulla carta. Come i fatti dimostrano, restano invece legati ai paesi di provenienza dei loro familiari. E questo preoccupa perché in non rari casi si rifanno al radicalismo islamico e a fanatismi di vario tipo.
    Una volta che avranno compiuto qualche atto terroristico, non potremmo nemmeno espellerli. Sarebbero italiani e quindi dovrebbero restare nelle nostre carceri, il luogo in cui più si alimenta il fanatismo.
    Il tema dell’identità non è secondario. Nonostante viviamo in una società magmatica, ‘liquida’ avrebbe detto il famoso sociologo, non significa che ogni riferimento alle proprie radici debba per forza essere azzerato. Ecco perché a me fa paura un paese come la Germania dove si parla di ‘’persone che vivono qui’’ e non più di tedeschi. Su questo concetto si era aperto un dibattito alcuni anni fa ma la situazione non sembra essere cambiata visto che la settimana scorsa la Cancelliera Merkel ha ancora una volta utilizzato lo stesso perfido concetto (‘’tutte le persone che vivono qui’’).
    Non è un dato secondario il fatto che il migrante economico sia essenzialmente lo scopo principale del capitalismo finanziario che vuole esseri apolidi, non legati ad alcuna identità e soprattutto precari nel lavoro e disponibili per mano d’opera a basso costo. Che voglia cioè dei cittadini riconoscibili solo dal loro esser consumatori, senza valori autoctoni di rifermento.
    Ed infine, la deriva tragica ed eterna della sinistra contemporanea che rinnega completamente le sue idee storiche per mettersi dalla parte dei ‘padroni’. Non capisce che è tutto connesso: cittadinanza, flussi migratori, diritto del lavoro, eccetera. Finge di non accorgersi di nulla e porta avanti stupide battaglie ecumeniche che andranno a penalizzare le fasce di popolazione più deboli, proprio quelle che un tempo erano il suo bacino elettorale di riferimento. Ma tant’è.
    Stiamo dunque vivendo tempi bui. Aveva ragione Baudelaire: all’inferno si scende per piccoli passi. Ma ho l’impressione che i nostri passi siano grossi e veloci.
    Ius soli? 14volte no! ? Il blog di Luigi Iannone

    IUS SOLI, ADDIO ITALIA: 7 MILIONI DI ITALIANI ISLAMICI IN 10 ANNI
    Micalessin, su IlGiornale, parla di Ius Soli come volano per il partito islamico ‘italiano’. Se passa lo Ius Soli, sarà il ‘problema minore’, come spieghiamo più sotto.
    «L’Assemblea Costituente Islamica d’Italia esordisce il manifesto pubblicato a marzo – è uno strumento tendente a dare ai musulmani una rappresentanza eletta. Ci sono in Italia attualmente circa 2,6 milioni di musulmani, dei quali 900mila ‘italiani’». In quell’incipit è espressa non solo la volontà di eleggere i rappresentanti della comunità islamica, ma anche una stima del bacino elettorale. Un bacino facilmente ampliabile visto che dietro i 900mila musulmani già cittadini italiani premono un milione e 700mila correligionari. Certo lo ius soli non facilita l’iscrizione all’anagrafe dei musulmani maggiorenni, ma rappresenta sicuramente un potente volano visto che la comunità islamica, sottolinea il manifesto, ha un «vivace tasso demografico». In quell’eufemismo si cela il concetto espresso dal presidente Recep Tayyp Erdogan quando invitò gli immigrati turchi a conquistare l’Europa mettendo al mondo cinque figli a testa. Qui il discorso è più sottile, ma il meccanismo è lo stesso.
    Stando alla Fondazione Leone Moressa, lo ius soli garantirà 800mila nuove cittadinanze non appena varata e altre 60mila ogni anno successivo. Ma grazie ad una comunità islamica «demograficamente più vivace» molti di quei nuovi italiani si trasformeranno inevitabilmente in potenziali elettori del nuovo progetto politico. Un progetto che viste le idee del suo padre putativo non suona esattamente rassicurante. Hamza Piccardo, fondatore e ispiratore della Costituente è considerato, infatti, un rigoroso interprete del pensiero della Fratellanza Musulmana in Italia. Non a caso non ha esitato ad abbandonare l’Ucoii (l’Unione delle Comunità Islamiche Italiane da lui stesso fondata) non appena questa ha reso meno evidenti i legami ideologici con l’organizzazione madre di tutti i moderni fondamentalismi.
    E ne sbarcano 1.000 al giorno, tutti islamici. Considerando per difetto la metà dei ‘nuovi italiani’ come musulmani, il numero di ‘profughi’ che traghettano ogni giorno e che sono al 90% islamici, i nuovi nati e i già ‘italiani’, di questo passo avremo 7 milioni di ‘italiani’ islamici entro 10 anni. Ben oltre il 10% della popolazione. Nel giro di pochi decenni, l’Italia sarà, con lo Ius Soli, un paese islamico. E questo, senza contare l’effetto ‘attrazione’ che una legge simile avrà.
    E in un contesto simile il ‘partito islamico’ sarà il problema minore. Non ci saranno nemmeno più elezioni, direttamente un Califfo. ‘Italiano’.
    Ergo, dobbiamo impedirne l’approvazione con ogni mezzo. Perché questa non è una normale legge, è una dichiarazione di guerra. Il governo Gentiloni non è un governo italiano, è il governo di una potenza nemica illegalmente al potere.
    IUS SOLI, ADDIO ITALIA: 7 MILIONI DI ITALIANI ISLAMICI IN 10 ANNI | Vox

    IUS SOLI: TUTTI IN PRINCIPIO SONO BAMBINI, POI CRESCONO
    LA CITTADINANZA NON INTEGRA, PERMETTE SOLO DI GIRARE LIBERAMENTE SUL TERRITORIO SENZA CONTROLLI
    Quando qualche giornale di fake news vi presenta la solita foto, o il solito video creato per commuovere le zitelle dell’immigrazione, su bambini definiti ‘nuovi italiani’, cercate di riflettere su una frase di Sharon, che gli islamici li conosceva bene: poi crescono. I bambini di oggi sono, bene che vada, gli spacciatori di domani. Se va male, i terroristi. Lo insegna la Francia delle banlieus. E l’Inghilterra delle stragi. Dove lo ius soli più o meno temperato esiste da decenni.
    Si. Perché essere ‘bambino’ non è un valore in sé. Tutti sono stati bambini. I peggiori carnefici lo sono stati. Ma poi sono cresciuti. E il fatto che fossero stati ‘bambini’, non ha evitato che uccidessero milioni di persone.
    Tutto deve essere analizzato con razionalità. Non con la foga del momento. E la razionalità ci dice che le seconde e terze generazioni di immigrati sono peggiori delle prime. Resto d’Europa docet.
    Quando vi faranno vedere la ‘solita foto’, o video strappalacrime, pensate a Mohammad Emwazi. Arrivò bambino in Inghilterra. Con la sua famiglia di profughi in fuga dalle persecuzioni. Ricevette alloggio gratuito, per molti anni. Scuola, sanità e tutto quello che invece i suoi coetanei inglesi dovevano pagare.
    Poté frequentare la St. Mary Magdalene Church of England Primary School, una scuola cristiana. Quel bambino è poi cresciuto. Oggi si fa chiamare Jihadi John.
    Ius Soli: tutti in principio sono bambini, poi crescono | Vox



    A PROPOSITO DI IUS SOLI E BAMBINI INTEGRATI – VIDEO
    Di questo video parlammo tempo fa. In tempo di ius soli in discussione al senato e di politici che parlano di bambini che sono italiani perché nascono o vivono in Italia qualche anno, è importante riproporlo. Perché ci sono ‘bambini’ e ‘bambini’. E a volte non è neanche necessario crescano per fare quello che fanno.

    A proposito di Ius Soli e bambini integrati ? VIDEO | Vox

    GUARDIAN: ‘IN ITALIA FINORA NIENTE ATTACCHI ISLAMICI PERCHÉ NON C’È IUS SOLI’
    Si può sintetizzare così la risposta emersa in un articolo sul tema del quotidiano britannico
    “Perché l’Italia è stata risparmiata dagli attacchi terroristici islamici degli ultimi anni?”, è la domanda che si è posto in un articolo il giornale dell’oligarchia britannica, il Guardian. E la risposta principale che il quotidiano si è data l’avete letta su Vox tantissime volte: “La differenza principale è che l’Italia non ha una popolazione ampia di immigrati di seconda generazione radicalizzata o che potrebbe essere radicalizzata“, ha spiegato Francesca Galli, assistente presso l’Università di Maastricht ed esperta di politiche contro il terrorismo.
    Talmente evidente da non potere, ormai, essere nascosto. Tranne dalle parti dei politici abusivi al governo. C’è una chiarissima correlazione tra immigrati di seconda e terza generazione e terrorismo islamico: più l’immigrazione è matura, più diventa violenta e, ovviamente, organizzata in modo tale da permettere di veicolare questa violenza. In genere, i profughi che colpiscono devono avere supporto di ‘cittadini’, non è un caso che gli unici due eventi ‘italiani’ abbiano visto come protagonisti due meticci con la cittadinanza.
    Basterebbe solo questo a gettare via il ddl sullo Ius Soli e a bloccare l’immigrazione, soprattutto i ricongiungimenti familiari tanto cari alle tonache del Vaticano per ovvi motivi.
    Insomma, l’Italia non ha ancora vissuto eventi di terrorismo islamico di una certa rilevanza sulla propria pelle perché non ci sono abbastanza immigrati di seconda generazione. Una classe dirigente degna di questo nome eviterebbe di percorrere la stessa strada di Francia e Regno Unito.
    Guardian: ?In Italia finora niente attacchi islamici perché non c?è Ius Soli? | Vox

    MINISTRO DEL RIO: “SUONARE INNO QUANDO SBARCANO MIGRANTI”
    “Nessun porto chiuso, lo dico da responsabile della Guardia costiera e delle operazioni di soccorso ai migranti. Non stiamo rinunciando a quei princìpi di umanità che l’Italia ha messo in campo con Renzi e Gentiloni”.
    Lo ha affermato il ministro delle Infrastrutture, noto difensori di stupratori migranti, Graziano Delrio in un’intervista al giornale di partito, il ‘Corriere della Sera’.
    Ora la chiamano ‘umanità’. In realtà è business per le coop del partito di Del Rio, quelle già impegnate nel business dei terremoti.
    Ma l’apice della sua ossessione lo raggiunge chiedendo che “l’Inno alla gioia si suoni quando sbarcano le navi dei migranti e non solo per celebrare il sogno europeo. Vogliamo risposte. Perché gli sbarchi sono aumentati del 14% e per le condizioni terribili di povertà e instabilità dei Paesi di provenienza, come Siria e Libia”.
    Un totale incompetente. Non sorprende che sia lui il responsabile della demenziale Guardia Costiera e delle operazioni di colonizzazione soccorso: in Italia non sbarcano siriani, e nemmeno libici, la Libia è usata solo dai fancazzisti africani amici di quel che non si dice di Del Rio come base di transito. Ma lui, da piddino, non capisce.
    L’Europa, ha concluso il ministro, deve “lavorare al grande piano Marshall per l’Africa suggerito dalla cancelliera Merkel”. No, la UE va mandata a quel paese, insieme al PD, e poi deve scattare il blocco navale. Non sono i poveri africani a prendere i barconi, ma i benestanti di quei paesi che pagano migliaia di dollari.
    Noi, invece, suoneremo l’Inno alla gioia quando vi cacceremo a calci in culo dal governo. Come si conviene a chi occupa abusivamente un posto.
    Ministro Del Rio: ?Suonare Inno quando sbarcano migranti? | Vox

    SPUNTA DOCUMENTO, RENZI DIETRO VIA LIBERA A SBARCHI NAVI STRANIERE IN ITALIA
    ”Renzi è politicamente responsabile del disastro immigrazione. Con il suo governo è entrata in vigore l’operazione Triton che autorizza le navi di 15 Stati europei a pattugliare il Mar Mediterraneo. Queste navi portano i migranti solo in Italia. I dettagli tecnici, tra cui le modalità di sbarco di queste operazioni congiunte, sono contenuti nel piano operativo dell’operazione stessa”. Così sul blog di Beppe Grillo il M5S Europa. ”Purtroppo – scrivono i Cinquestelle – il documento non è pubblico. Si deve fare trasparenza. Vogliamo capire perché i migranti arrivano solo nei porti italiani, quando invece spesso il porto più sicuro è quello maltese o tunisino. Stessa modalità viene seguita dalle ONG che operano nel Mar Mediterraneo: i migranti soccorsi vengono sbarcati solo nel nostro Paese. Da quando Triton è entrato in vigore – il 1 novembre 2014 – sono sbarcati nel nostro Paese ben 413.000 migranti”. ‘
    ‘Il piano voluto da Renzi era insostenibile e avrebbe trasformato l’Italia nel campo profughi d’Europa ci accusavano di essere razzisti, ma i dati dicono che avevamo ragione: rispetto al 2016 quest’anno si registra il 26% in più di arrivi. Se continua così quest’anno toccheremo il record assoluto di 230.000 sbarchi. Per l’immigrazione l’Italia ha previsto 4,6 miliardi di spesa, 1 miliardo in più rispetto al 2016. Anziché mandare lettere a Bruxelles, Minniti chieda conto degli errori che il Pd al governo ha commesso. Renzi deve chiedere scusa a milioni di cittadini esasperati dalla mancanza di risposte efficaci sull’immigrazione”.
    SPUNTA DOCUMENTO, RENZI DIETRO VIA LIBERA A SBARCHI NAVI STRANIERE IN ITALIA | Vox

    RENZI VUOLE IMPORRE IUS SOLI CON 4 VOTI DI FIDUCIA
    Per approvare il famigerato ius soli il PD, come vi avevamo già raccontato, ha solo una possibilità: la fiducia. Quattro volte. Una per ogni articolo del disegno di legge. Sarebbe scandaloso. Sarebbe una sfida alla democrazia dopo il disastro elettorale delle amministrative che ha dimostrato che il PD è in minoranza. Microminoranza.
    È questa l’unica via per far arrivare in porto il ddl prima della pausa estiva. E sarebbe questo l’imperativo che passa in queste ore tra le fila del Pd: «O adesso o mai più». A settembre lo scenario sarà completamente cambiato e il ddl, se non approvato, evaporerebbe col caldo estivo e l’imminenza delle elezioni. Dunque sembra che la batosta elettorale subita dal Pd alle amministrative non abbia provocato ripensamenti nei confronti di una legge che la maggioranza degli italiani chiaramente non vuole.
    A forzare la mano è ancora una volta l’ex premier Matteo Renzi. «Non si cambiano le proprie idee in base ai sondaggi – ha detto ieri Renzi- Non si rimettano in discussione le battaglie che abbiamo fatto: quella sullo ius soli non si può mettere in discussione». E pur riconoscendo che i flussi attuali «non sono sostenibili» e che «l’opinione pubblica è esasperata» chiede uno sforzo educativo e culturale perché rinunciare allo ius soli significherebbe «cadere in basso perché un bambino che è nato e studia in Italia è italiano». Nonostante un’analisi approfondita del voto abbia dimostrato che il Pd ha perso nelle sue roccheforti rosse, in Toscana ed in Emilia, probabilmente proprio per una politica sbagliata sull’accoglienza, Renzi non fa marcia indietro ricordando che anche «noi siamo un popolo di migranti».
    La discussione sul ddl in aula è già avviata e la prossima settimana il provvedimento è calendarizzato a partire dal voto sulle pregiudiziali di costituzionalità. Non sarebbe troppo difficile rallentare la discussione affrontando i 48.000 emendamenti (per lo più presentati dalla Lega) e lasciare che le sabbie mobili del Senato inghiottano il ddl. E per questo Renzi punta alla fiducia. Non approvare il ddl sarebbe un ulteriore segno di debolezza e il premier Paolo Gentiloni sarebbe dalla sua parte anche perché senza questo provvedimento si rischia l’ennesima reprimenda dall’Europa.
    In caso di imposizione con 4 fiducie, votate da un Senato abusivo con il voto decisivo di senatori eletti nello schieramento opposto da elettori contrari allo Ius Soli, ogni forma di reazione sarebbe lecita. Perché sarebbe violato il principio più sacro della democrazia: la volontà popolare. In casi come questi, di solito, scatta la rivolta armata: il governo abusivo rischia di creare le condizioni perché scorra sangue per le strade.
    RENZI VUOLE IMPORRE IUS SOLI CON 4 VOTI DI FIDUCIA | Vox

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    Predefinito Re: Rif: Le delizie della società multietnica

    MILANO, EPIDEMIA DI SCABBIA IN CONDOMINIO CHE OSPITA PROFUGHI
    Scabbia in un condominio in pieno centro a San Vittore Olona, Milano. L’epidemia è stata tenuta nascosta dall’associazione onlus “Cielo e Terra” che gestisce l’appartamento che ospita i profughi.
    «Il loro è stato un comportamento ci ha delusi – spiega il sindaco Marilena Vercesi -. Siamo venuti a sapere di questo caso soltanto tramite l’Ast e non dai diretti interessati che hanno taciuto anche sulla presenza di altri migranti sul nostro territorio. A seguito dei controlli fatti dalla nostra polizia locale risulta infatti che invece delle quattro persone dichiarate dalla onlus, ce ne sono oggi ben undici, di cui non sappiamo assolutamente nulla non solo noi, ma anche i carabinieri. Il tutto senza avvertire nessuno. Non ci sono iscrizioni in anagrafe e nessuno sa quante persone sono girate sul nostro territorio in tutto questo tempo: è incredibile che in paese piccolo come il nostro non ci sia alcuna collaborazioni fra associazioni ed istituzioni. Adesso che scoppia il caso scabbia, veniamo a conoscenza di cose taciute: è questo il modo di affrontare la questione profughi?».
    L’immigrato infetto è un ospite di un appartamento affittato dalla stessa onlus da privati e sul quale non c’è alcuna decisione nel merito da parte del Comune, bypassato da un accordo fra Prefettura e la stessa onlus legnanese. Adesso però il comune ha puntato il dito contro la stessa associazione, imponendo misure urgenti per il contrasto ed il diffondersi di malattie infettive. Sul territorio comunale vige il divieto di dimora, anche occasionale, per persone prive di regolare documento d’identità e di regolare certificato medico attestante l’idoneità a soggiornare e l’obbligo, da parte di soggetti privi di regolare permesso di soggiorno e tessera sanitaria, di sottoporsi entro tre giorni a visite mediche per verificare le condizioni sanitarie, soprattutto in relazione a malattie infettive. Nei confronti della onlus viene chiesto di effettuare frequenti operazioni di sanificazione di ambienti e arredi.
    Milano, epidemia di Scabbia in condominio che ospita profughi | Vox

    APPELLI DEI FINTI PROFUGHI INTASANO I TRIBUNALI, LORO METÀ RICORSI
    All’Ordine degli avvocati di Trieste é boom di richieste di ammissione al patrocinio a spese dello Stato presentate da stranieri che ricorrono contro il provvedimento di diniego dello status di rifugiato. “Su 1.847 istanze presentate nel 2016, 873 (il 47%) erano relative a rifugiati. Nei primi sei mesi di quest’anno le istanze complessive sono già 1.172 e 617 (il 52%) sono inerenti la protezione internazionale dello straniero”, spiega Mariapia Maier, presidente dell’Ordine degli avvocati di Trieste.
    “La situazione – afferma Maier, alla vigilia dell’assemblea degli avvocati del Nordest che si svolgerà domani a Trieste – è davvero pesante non solo per il Tribunale, ma anche per il Consiglio dell’Ordine che si trova di fatto intasato dovendo istruire un numero così elevato di pratiche. Ci sono tre persone che ormai si dedicano a tempo pieno alla gestione di questa attività, mentre le code allo sportello si vanno allungando”.
    Una barzelletta. E’ ridicolo che un pakistano e un nigeriano possano fare appello al diniego. Con i soldi dei contribuenti, oltretutto.
    Appelli dei finti profughi intasano i tribunali, loro metà ricorsi | Vox

    MASTELLA HA L’ACQUOLINA IN BOCCA: “ARRIVERANNO MILLE MIGRANTI NELL’EX SCUOLA CARABINIERI”
    La dimostrazione di quanto immigrazione e corruzione siano la stessa cosa: “Arriveranno mille migranti nell’ex Scuola allievi carabinieri”. Lo ha annunciato nel corso della conferenza stampa sul bilancio di un anno di insediamento Mastella.
    “Ho il dovere di dirlo alla città, arriveranno mille migranti nella Caserma, al viale degli Atlantici, che fino a qualche anno fa ospitava gli allievi carabinieri. Ho espresso la mia contrarietà ma è del demanio, è una cosa che va gestita per bene. Dobbiamo essere accoglienti, ma forti e decisi con chi non si comporta bene”. Ah, ah, ah.
    In questo modo, non passerà molto tempo prima che i cittadini si rivolgano alla Camorra davanti all’arroganza dello Stato che non è altro che una mafia più strutturata che elegge senatori, deputati ma, soprattutto, criminali politici che attentano all’identità del proprio popolo.
    Intanto, a Salerno, in arrivo 28 migranti in località Lontrano, nel comune di Auletta e il sindaco di mobilita. Il primo cittadino Pietro Pessolano ha detto di non essere a conoscenza dell’arrivo dei profughi e di aver avuto informazioni da canali informali. I migranti saranno ospitati in una struttura privata.
    Pessolano si è così sfogato con un post sulla sua pagina Facebook: “L’arroganza della prefettura non ha limiti!!!Senza neanche informare e contro ogni legge in materia ha appreso che a brevissimo, ad ore, arriveranno gli ospiti a Lontrano…gli immigrati!!!Invito tutti, con estrema urgenza a recarsi a Lontrano per una protesta democratica e pacifica dove ho convocato anche ora un consiglio comunale straordinario – urgente in C.Da. Amorisella sul suolo pubblico”.
    Pessolano avrebbe detto comunque di non essere contro l’accoglienza e di aver aderito alla delibera per lo Sprar ad Auletta, convinto delle capacità del Piano di Zona, mentre in questa situazione teme che si creino dei ghetti, fatti di traffico di droga e delinquenza”. Contestato anche il luogo scelto vicino alle Grotte di Pertosa Auletta, “l’unica risorsa che abbiamo”, avrebbe detto il sindaco. Intanto molti concittadini approvano la scelta di Pessolano e inneggiano alle barricate e a tenere lontani gli stranieri, “troppi e pericolosi”.
    Mastella ha l?acquolina in bocca: ?Arriveranno mille migranti nell?ex Scuola Carabinieri? | Vox

    LA FOTO DICE TUTTO: “DIAMO 700 EURO A CHI OSPITA UN PROFUGO”
    In una delirante intervista a una tv locale, tal Giancarlo Freggia, presidente di una delle cooperative che specula sull’invasione, la famigerata Paim, ha proposto ai residenti della provincia di Pistoia di accogliere nelle proprie case i sedicenti minori non accompagnati in cambio di 700 euro per stanza e fino a 1500 per due. Magari qualche omo in cerca di maschione pseudo-minorenne potrebbe abboccare, pentendosene una volta sgozzato.
    «NON È una mia idea – precisa Freggia – già la Regione aveva lanciato questa proposta – nessuno obbliga nessuno, semplicemente invece di accogliere i ragazzi in grandi strutture potremmo scegliere noi alcuni ragazzi da sistemare nelle case di chi dà la propria disponibilità. Noi facciamo la parte burocratica e di accompagnamento nel percorso dei documenti e le famiglie pensano all’accoglienza. Una proposta rivolta ai minori non accompagnati, ai bambini».
    «Stiamo cercando immobili per far fronte a un problema che in un modo o in un altro va risolto – continua Freggia – servono nuove idee e soprattutto collaborazione massima. La situazione migranti è drammatica per questo invito chiunque abbia i requisiti necessari per l’accoglienza, almeno una stanza per ospitare e la volontà di farlo, a mettersi a un tavolo con il prefetto e la società della salute».
    «COME è stata la prima reazione? – risponde il presidente – Le prime mail che mi sono arrivate mi dicevano in maniera non troppo gentile di ospitare i migranti tutti a casa mia. Ma sono convinto che sia un’idea da sperimentare, se non altro per non fare in modo che la nostra accoglienza fatta di piccoli gruppi si trasformi in qualcosa di diverso».
    In certi casi la foto dice tutto. Lombroso non è stato capito. Ma dietro la non eccelsa scatola cranica, c’è anche il progetto di ampliare il proprio parco accoglienza sfruttando la stupidità di qualche cuckold. Poi fanno a metà.
    La foto dice tutto: ?Diamo 700 euro a chi ospita un profugo? | Vox



    ALBERGATORE OSPITA 14 PROFUGHI IN HOTEL 4 STELLE: INCASSERÀ 15 MILA EURO AL MESE
    Ci risiamo con gli avvoltoi dell’accoglienza a caccia di soldi facili dei contribuenti.
    «Nella vita serve un po’ di coraggio, e la volontà di voler capire e toccare le cose». Nicola Scolamacchia, presidente Confesercenti, ieri ha consegnato le chiavi di sette stanze dell’hotel Astra a quattordici dei diciannove fancazzisti africani arrivati in città. Lo chiama ‘coraggio’, questo affarista che vende la propria città in cambio di 35 euro.
    Un gesto coraggioso, per usare le sue parole.
    «L’eroismo è un’altra cosa. Tuttavia, dopo l’incontro con il prefetto Tortora di giovedì, ho inviato una lettera agli associati, indicando un’apertura della nostra categoria, su base volontaria e a fronte di regole chiare. A quel punto mi è parso logico fare da apripista, e adesso spero che altri miei colleghi facciano la stessa cosa».
    Non si attenderà che scendano nella hall abbigliati da turisti…
    «Mi consenta una battuta, dovrebbe vedere come fanno colazione certi americani, li dovrei rispedire in stanza a cambiarsi! (Scolamacchia ride, ndr). Non pretenderemo eleganza, ma non ci aspettiamo sciatteria. Il punto, comunque, non è questo».
    Non crede, così, di voler identificare gli albergatori tra ‘buoni’ e ‘insensibili’?
    «Io non mi permetterò mai di giudicare chi non raccoglierà il mio invito, così come non l’ho fatto all’epoca del terremoto. Mi lasci dire che questo momento assomiglia a un secondo sisma. Anche nel 2012, tra i 50-60 ospiti del nostro albergo, ci sono stati senegalesi, nigeriani, marocchini. E comunque, adesso, ogni imprenditore è libero di fare la propria scelta. Ognuno, per usare un termine in voga, è padrone in casa sua. Anche di essere solidale».Con la garanzia, però, di essere pagato per l’accoglienza.
    «Parliamo di 35 euro al giorno a persona, per pensione completa. Che diventano 32,5 euro considerando il ‘pocket money’ che spetta al migrante. Mi creda, chi parla di business, di fronte a queste cifre, è fuori strada».
    Il solito affarista che vende il proprio business come ‘coraggio e solidarietà’. Pensano, queste teste poco pensanti a 4 stelle, di poter continuare a fare turismo di classe, in città che si trasformano in slum africani. Hanno la visione più corta della circonferenza cranica, per l’uovo di oggi, uccidono la gallina di domani. Ma almeno loro l’uomo lo prendono, i cittadini dei dintorni nemmeno quello.
    Devono essere chiamati con il nome che meritano: traditori. Come traditori sono i prefetti mantenuti dai contribuenti in residenze lussuose per fare da agenti viaggio ai fancazzisti.
    E’ evidente che l’invasione in atto non potrebbe andare avanti, se non ci fossero personaggi disprezzabili come questo Nicola Scolamacchia. Moderni Giuda.
    Albergatore ospita 14 profughi in hotel 4 stelle: incasserà 15 mila euro al mese | Vox

    RIVOLTA CONTRO PROFUGHI, DANNEGGIATA AUTO SEGRETARIO PD CHE GESTISCE COOP
    Ormai la protesta contro l’invasione dilaga.
    Per il presidente della cooperativa l’accoglienza durante la notte tra venerdì e sabato si è espressa in una sassaiola che gli ha mandato in frantumi il parabrezza e i finestrini dell’auto. Per chi li accompagnava in auto, vedi un albergatore di Isola della Scala, un collaborazionista che fa affari con la coop a scapito dei cittadini, l’unisono è stato «giuda… servo dello Stato». Il prefetto vicario, andato per un sopralluogo venerdì sera, è stato, giustamente, preso a insulti.
    È stato un tranquillo fine settimana di resistenza, all’imbocco di Roncolevà, frazione di Trevenzuolo. Con i cittadini che lo abitano che si sono mobilitati davanti alla casa in cui, sabato mattina, sono arrivati 25 fancazzisti.
    Quei richiedenti asilo che arrivano dal Mali, Guinea e Nigeria.....sono in fuga dalla guerra in Siria.
    E l’annuncio del loro sbarco, che si pensava avvenisse venerdì notte è deflagrato nella frazione verso sera. Sono stati chiamati gli attivisti di «Verona ai Veronesi» a dar man forte a una protesta che non solo – spiegano gli organizzatori – non scemerà ma avrà il suo acme lunedì sera con una manifestazione davanti a quella villetta che, dicono in paese, è stata venduta alla cooperativa Versoprobo di Vercelli per 160- 170mila euro. Che recupereranno alla svelta, a botta di oltre 1.000 euro al giorno che prenderanno dai contribuenti per mantenere 25 fancazzisti in villa, ai quali si aggiungeranno altri 15, portando il numero a 40 e il business a quasi mezzo milione di euro in un anno. La coop piemontese che all’ultimo bando indetto dalla prefettura ha risposto offrendo 220 posti in tutta la provincia.
    «Qui non li vogliamo», si tagliava corto ieri al presidio davanti alla casa, organizzato in modo «permanente» con un gazebo all’ingresso e un divano messo all’ombra a lato della struttura. «Questa frazione non è in grado di sopportare un arrivo del genere. Roncolevà deve restare tranquilla. Sappiamo che non è colpa loro, ma delle cooperative che sono come degli untori. In questa frazione non c’è niente. Dopo un po’ di stancheranno e vorranno andare in città, sulle corriere senza pagare il biglietto e portando via il posto a sedere ai ragazzi che vanno a scuola. Senza parlare degli anziani o dei bambini che non potranno più andare al parco perché ci saranno questi qui».
    Al presidio è arrivato anche il sindaco di Trevenzuolo, Roberto Gazzani. «La prefettura ha fatto un errore a mandarli qui. Il rapporto tra loro e gli abitanti è spropositato. Capisco che devono sistemarli in qualche modo, ma l’impressione è che lo facciano a casaccio».
    In realtà, come spiega il presidente della Versoprobo Islao Patriarca, già responsabile dei giovani Pd di Vercelli, «noi non facciamo nulla a caso e tutto è preordinato per creare un percorso virtuoso».
    E’ tutto preordinato. Lo sappiamo, la sostituzione etnica è un piano del PD. Che ha i suoi a capo delle cooperative che stanno africanizzando l’Italia.
    RIVOLTA CONTRO PROFUGHI, DANNEGGIATA AUTO SEGRETARIO PD CHE GESTISCE COOP | Vox

    ECCO COME CREANO I FINTI FILMATI DEI PROFUGHI CHE AFFOGANO – VIDEO
    Un piccolo esempio di come possono essere costruiti in modo semplice i finti filmati dei finti profughi che ‘affogano’. Voi vedreste solo il ‘povero’ migrante in acqua che tenta di salvarsi, magari in qualche pubblicità di qualche Ong che vuole raccogliere fondi.
    La verità non esiste in una inquadratura stretta. Si deve sempre osservare le cose dall’esterno, per comprenderle.
    Video
    Ecco come creano i finti filmati dei profughi che affogano ? VIDEO | Vox

    Dai nuovi elettori al business accoglienza
    Ecco perché alla sinistra conviene l'invasione
    Il Pd spinge per la legge sulla cittadinanza per incassare i voti dei naturalizzati, favorire patronati e associazioni amiche e garantirsi il sostegno dei salotti buonisti
    Riccardo Pelliccetti
    La sinistra ha affilato le armi e non ha alcuna intenzione di fare passi indietro sullo ius soli, tanto che il governo sembra intenzionato a chiedere la fiducia per portare a casa l'approvazione della legge.
    Perché tutta questa fretta e perché la sinistra nostrana spinge tanto per concedere automaticamente la cittadinanza a chiunque nasca nel nostro Paese, indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori? Innanzitutto parliamo di numeri, che ci consentono di avere un quadro più chiaro di quello che potrebbe avvenire. Con l'eventuale entrata in vigore dello ius soli oltre 800mila stranieri diventerebbero subito italiani, secondo le stime ufficiali sulle richieste di cittadinanza, ma non solo: ogni anno ci sarebbero altri 50-60mila nuovi italiani, senza tenere assolutamente conto dell'eventuale invasione di donne straniere incinte che verrebbero in Italia solo per partorire. Detto questo, vediamo nel dettaglio perché alla sinistra fa gola lo ius soli.
    IL CONSENSO
    Questa è forse la principale ragione che spinge i progressisti a naturalizzare gli immigrati. Ricordiamo che le elezioni politiche sono alle porte e che negli ultimi vent'anni siamo andate alle urne cinque volte per eleggere il Parlamento. Ebbene, tre volte su cinque il vantaggio che ha consentito a una maggioranza di governare è stato inferiore a 500mila voti. Da questi numeri si comprende bene quale vantaggio possa avere uno schieramento che raccolga la fetta più consistente del voto straniero. D'altronde, non è un mistero che sia scomparso quasi del tutto il bacino operaio dove la sinistra attingeva consensi ed è da anni che i progressisti guardano con speranza al voto dei «nuovi italiani». È vero, non tutti gli stranieri votano o voterebbero per il Pd oppure per i partiti di estrema sinistra, ma sappiamo tutti che gran parte degli immigrati pendono politicamente, per interesse o per convinzione, verso sinistra. E la dimostrazione arriva dalle elezioni amministrative, per esempio quelle di Milano, dove le comunità straniere (in primo luogo musulmani e cinesi) hanno giocato un ruolo importante per garantire quei tre punti percentuali grazie a cui il candidato progressista Beppe Sala è diventato sindaco. Per la sinistra, che governa meno grandi città di prima, non è un particolare insignificante. Tanto più a livello nazionale.
    GLI AFFARI
    Il grande affare della immigrazione sappiamo bene da chi è gestito. Legalmente, ci mancherebbe. Non stiamo infatti parlando di bande criminali, ma di associazioni e cooperative che assistono i migranti e che ricevono dallo Stato un congruo contributo per la loro opera (oltre 30 euro al giorno più Iva grazie agli appalti del ministero dell'Interno). Naturalmente è noto da chi sono sponsorizzati politicamente e a chi fanno riferimento queste organizzazioni. Con lo ius soli questo business incrementerebbe ulteriormente grazie alla corsa delle partorienti straniere. Ma non solo. Ci sono poi agenzie, patronati e associazioni (anche loro con padrini politici che, guarda caso, stanno in gran parte a sinistra) che si garantirebbero un nuovo affare e cioè assistere gli immigrati non solo per le procedure di asilo ma anche per quelle che permettono di ottenere la cittadinanza. Come dicevamo prima, 800mila da subito e almeno 50-60mila ogni anno.
    L'INTELLIGHENZIA
    Non possiamo inoltre tralasciare l'influenza dei salotti radical chic e buonisti che con il loro terzomondismo e il mito del melting pot condizionano non poco i partiti di sinistra. I nomi sono tanti e ogni giorno leggiamo sui giornali o sentiamo alla tv e alla radio i loro proclami sui diritti dei migranti, sulla bellezza della società multiculturale, sui vantaggi sociali ed economici dell'integrazione. Sono bravi a raccontare favole, alcuni ci credono pure, altri invece seguono la tendenza. Ma sta di fatto che sono e restano influenti e le loro accuse di razzismo e xenofobia continuano ad avere peso in una società fragile e sensibile come la nostra. Non vogliamo qui elencare tutte le negative conseguenze sociali, economiche, religiose e culturali che l'immigrazione incontrollata e lo ius soli portano e porterebbero nel nostro Paese, ma desideriamo solo ricordare la storia a questi profeti dell'integrazione. Mai sentito parlare della presenza e del dominio islamico del subcontinente indiano durata fino all'arrivo degli inglesi (cioè sette secoli)? Musulmani e indù non si sono mai integrati. E quando Londra lasciò l'India fu costretta a creare uno stato islamico (il Pakistan) con massicce deportazioni di popolazione. Da allora i due Paesi hanno combattuto quattro guerre e l'intolleranza religiosa regna perenne all'interno della stessa India.
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    ERA TUTTO PREVISTO: “FAREMO ARRIVARE IN MASSA IMMIGRATI, CI SERVIRANNO PER RILANCIARE IL PARTITO”
    Quello che oggi sta avvenendo sotto i nostri occhi, la sostituzione etnica attraverso massiccia immigrazione dall’Africa, non è un fenomeno subito da chi ci governa, ma la fase finale di un piano a lungo termine concepito dalle forze oscure della Globalizzazione che in Italia hanno i propri servi nell’odierno PD. Un piano che altro non è possibile definire se non di invasione e di integrazione forzata.
    E c’è una data da tenere in mente. Questa data è il 18 settembre 1988. Perché ? Che accadde ? Dove ? Il luogo è Campi Bisenzio, comune alle porte di Firenze, l’evento è il Festival Nazionale de “L’Unità”, un Festival importante, ove si presentava alle “masse” il nuovo segretario nazionale: Achille Occhetto. E quella che segue è la testimonianza di un ‘infiltrato’.
    Era un Festival per qualche verso diverso a tutti gli altri, erano scomparsi i gazebo dei paesi dell’Est, al loro posto c’erano quelli di varie industrie, anche multinazionali… Mi colpì la cucina multietinica – anche questa era una novità – e uno sparuto gruppetto di anziani, meno di dieci, che ascoltavano l’oracolo di un alto esponente del partito, un parlamentare presente anche in questa legislatura, che avevo conosciuto da ragazzo nei primi anni sessanta.
    Mi avvicinai ed ascoltai: “Compagni, vi vedo preoccupati, ma non ne capisco la ragione… il Partito si è mosso. Sì all’Est siamo in crisi e può anche darsi che salti tutto per aria… Ma da noi non succederà niente. Per certi versi anzi è meglio… non ci potranno più accusare di essere i servi di Mosca…Dal prossimo anno faremo arrivare in massa gli extracomunitari, ci serviranno per rilanciare la lotta di classe, disarticolare l’Occidente e la Chiesa Cattolica.”
    Il fatto, sul piano personale, mi sconvolse a tal punto dal trasformare la pacifica organizzazione del Movimento Solidale nel combattente Movimento Autonomista Toscano, perché ero certo, per lunga esperienza e per l’autorevolezza dell’esponente comunista, che si trattava di una operazione gravissima che si sarebbe risolta in una aggressione a danno dei nostri Ultimi – giovani, anziani, ammalati, senza casa, disoccupati – e della nostra cultura ed identità. Fu seguita da allora, con estrema attenzione, la strategia comunista. Poco dopo il Festival de “L’Unità” inizio' l’invasione clandestina cinese di San Donnino, non a caso frazione di Campi Bisenzio. I cinesi, raccontavano gli abitanti, arrivavano di notte ed andavano ad affollare capannoni obsoleti, si venne poi a conoscenza che i primi capannoni erano di proprietà di imprenditori falliti o semifalliti già demo“cristiani”.
    I vigili urbani, capaci di censurare un tetto alzato di dieci centimetri, erano scomparsi, scomparsi anche i carabinieri, la guardia di finanza, la prefettura, la questura… Tanto che, un po’ fessi, ci domandavamo: Chi gli ha dato l’ordine di non vedere ?
    Vi fu una reazione degli autoctoni che si costituirono in Comitato e stamparono una cartolina, nel davanti si vede il disegno della chiesa parrocchiale, mentre il cartello di San Donnino, viene coperto con la scritta “San Pechino”. Nel retro c’è la scritta : “Il paese della vergogna chiede aiuto!!”, c’è sotto un rigo per la firma e l’indirizzo del Presidente della Repubblica alla quale ingenuamente, molto ingenuamente… la povera gente si rivolgeva…
    Contemporaneamente alla prima invasione cinese, apparve quella senegalese, sembra che questa fosse sponsorizzata da Bettino Craxi, amico del loro corrottissimo governo, la scusa di questa invasione era “l’impoverimento” del Senegal, ma un grande sacerdote e missionario Padre Piero Gheddo, dimostra in un saggio l’oggettiva falsità della “scusa” e contesta anche la tesi dello sfruttamento unilaterale dell’Occidente. E’ un testo su cui, affrontando la questione extracomunitaria , occorre assolutamente riflettere: “… Si parla di “popoli impoveriti”. Ma dove e come e da chi? Chi ha impoverito il Sudan che combatte una guerra civile da 50 anni? Chi ha impoverito Etiopia, Eritrea, Somalia, Congo, Algeria, Guinea-Bissau, Myanmar, Corea del Nord, Tanzania, Haiti, Ruanda, Burundi, Madagascar, Mozambico, Egitto, Repubblica centro-africana, Uganda e via dicendo? Il termine stesso di “paesi impoveriti” è contrario alla verità storica, illude e deresponsabilizza i poveri. Il grande missionario comboniano mons. Enrico Bartolucci, vescovo di Esmeraldas (Equador), nel 1989 mi portava a visitare l’ospedale moderno costruito e donato dalla Comunità Europea e da lui inaugurato pochi anni prima: era quasi distrutto dall’incuria e dai furti, ascensori fermi, porte che non chiudevano, sporcizia ovunque, materassi e lenzuola rubati, ecc. E diceva: “Affermare che le cause del sottosviluppo sono solo e sempre esterne, imposte dall’esterno, dall'Occidente, a me pare diseducativo. Si parla molto anche ad Esmeraldas, di multinazionali, di imperialismo, di sfruttamento economico delle ricchezze di questa regione da parte di compagnie. In parte è vero, ma è deresponsabilizzante. Adesso poi, ogni discorso sui mali di questo paese finisce inevitabilmente nel parlare del debito estero, secondo un cliché marxisteggiante comune anche nella stampa italiana”.
    E lo stanno facendo. Stanno vincendo loro. Hanno messo in atto in complicità con la Chiesa, da allora degradata ad essere una Ong dissoluta e terzomondista, un piano di sostituzione etnica senza precedenti. Una vera e propria sostituzione di popolo per la qual erano e sono pronti a passare sul cadavere dei propri avi. Perché per loro, la terra è solo valore monetario, non è sangue e identità.
    La ex sinistra, persa l’ideologia marxista, si è venduta all’idolotria del ‘diverso’. E soprattutto, in un perverso rovesciamento di valori, in crisi di elettori ha scelto di eleggersi un nuovo popolo. Ed è evidente che essenziale alla riuscita di questo piano è lo ius soli.
    Vogliono ucciderci come popolo. Questo noi dobbiamo impedirlo. Pacificamente, se possibile; anche con la resistenza armata, se necessario. Ce lo chiedono, dalle loro tombe, i nostri nonni. Il PD non deve passare. Questo suo folle piano di annientamento etnico della nostra identità non deve passare. Meglio morti che meticci.
    E questo vale per noi, ma deve valere per ogni popolo. Ogni popolo ha diritto alla propria identità: è un diritto naturale.
    ERA TUTTO PREVISTO: ?FAREMO ARRIVARE IN MASSA IMMIGRATI, CI SERVIRANNO PER RILANCIARE IL PARTITO? | Vox

    FINANCIAL TIMES RIDICOLIZZA BOERI: “GLI IMMIGRATI NON FANNO CRESCERE UN PAESE”
    Anche Martin Wolf, economista britannico da 27 anni e direttore editoriale del Financial Times, ridicolizza Boeri, che solo l’altro giorno se ne è uscito con l’ormai smentita bufala dei “migranti che ci pagheranno la pensione”. Forse la sua, visto chi lo ha nominato.
    “Lasciamo stare gli approcci ideologici – spiega Wolf intervistato da il Giorno -. Il contributo economico dei migranti è molto limitato. L’immigrazione – dice l’economista – non è una panacea economica per nessun Paese”. Il caso italiano è per certi aspetti emblematico: “Oggi tra contributi previdenziali e tasse pagate, gli immigrati regolari contribuiscono per 17 miliardi di euro l’anno e ne costano quasi 16. L’attivo quindi è molto lieve”.
    In realtà qui Wolf dimostra di non conoscere a fondo i dati italiani:
    Immigrati ci costano 18 miliardi l?anno: e saremo noi a pagare le loro pensioni | Vox
    Ma non è colpa sua, se i giornali italiani non danno queste notizie.
    Conclude: “Credo che sia una politica ragionevole quella di tutelare gli interessi dei propri cittadini e dei loro discendenti. Non è razzismo. Non dico che sia la politica giusta, o quella che suggerisco in ogni caso, ma che politicamente è legittima, specialmente se l’afflusso atteso è numericamente importante”.
    Financial Times ridicolizza Boeri: ?Gli immigrati non fanno crescere un Paese? | Vox

    Lo Ius Soli e quella voglia di sanatoria per chi vota No
    Berlusconi: "Legge ipocrita, il Pd vuole 800mila nuovi voti". L'ipotesi di apertura ai centristi
    Il primo segnale, inaspettato, è arrivato venerdì scorso. Matteo Renzi, rispondendo al telefono, ha riconosciuto la voce inconfondibile dell'altro Matteo, Salvini. «Volevo dirti - è arrivato subito al punto il suo interlocutore, che ha i modi spicci del leghista - che sullo ius soli il governo rischia.
    Io lancerò un segnale a tutti i centristi, annunciando che se voteranno contro questa legge scellerata, per noi torneranno ad essere degli interlocutori, dei potenziali alleati. Per vincere quella che consideriamo la madre di tutte le battaglie, siamo pronti a dare, anche a chi è passato dall'altra parte, una sorta di amnistia politica. E vedrai che saranno in tanti a rispondere. Per cui, se non vuoi che salti tutto, fermati». Ma la minaccia non ha fatto breccia nel muro di Renzi. «Per noi lo ius soli resta una questione di principio», ha risposto. Poi, commentando con i suoi più stretti collaboratori il tenore della telefonata, ha chiosato: «Per me Salvini bluffa, Alfano non voterà mai contro questo governo, basta conoscerlo... Ma quando mai!». Eppure i seguaci di Salvini si sono messi subito al lavoro e hanno cominciato a contattare i centristi, uno ad uno. Da Formigoni a Lupi.
    Il secondo segnale lo ha mandato Silvio Berlusconi, che ha lanciato bordate molto dure sulla legge. Un appello all'intero centrodestra per opporsi in maniera decisa in Parlamento. Con segnali anche alla base parlamentare della galassia centrista, per una battaglia comune su un tema tanto sentito dall'elettorato di centrodestra. «Una legge sbagliata, retorica, non voluta dagli italiani - ha spiegato - che non ha nulla a che fare con l'accoglienza. Noi vogliamo che possa diventare italiano chi si sente davvero italiano, non chi ha superato qualche passaggio burocratico. Forse il Pd spera in questo modo di crearsi un bacino di nuovi elettori. Si parla di 800mila persone. Se è così, è un calcolo miope e cinico sulla pelle degli italiani. Il Pd in questo finale di legislatura sta dando il peggio di sé, con provvedimenti inutili e addirittura dannosi come lo ius soli, il reato di tortura e il codice antimafia».
    La manovra di Salvini e l'uscita del Cav hanno dato i loro frutti, mettendo in ebollizione la miriade di gruppi che danno vita al «centro». La sera di martedì scorso una delegazione di Ncd ha chiesto ad Alfano di dissuadere Gentiloni a porre la «fiducia» sullo ius soli. «Guarda che tanti di noi non lo voteranno», ha detto Formigoni per tutti. E per molti lo ius soli si sta trasformando nel tipico casus belli per rompere con Ncd o con Verdini, e ritornare in Forza Italia. «Alfano - spiega Formigoni - non deve fare due passi indietro, ma dieci. Molti di noi hanno aperto un dialogo con Forza Italia e entro luglio ci saranno delle novità». Già, il «no» allo ius soli può essere l'occasione per riaprire un rapporto. Ieri, nei saloni di Palazzo Madama, molti senatori centristi dell'area governativa giuravano che avrebbero votato contro la legge: da Milo a Falanga, da Torrisi a Pagano, da Bonaiuti a Pagnoncelli, da Viceconte ad Eva Longo. E tanti altri. Mentre fuori dal palazzo, raggiunto dalle sirene leghiste, anche Stefano Parisi faceva sentire la sua voce contro lo ius soli.
    Detto questo, anche su un tema così delicato e strategico, si è creata una sorta di competizione nel centrodestra. La sortita del Cav, infatti, serve a contendere a Salvini la leadership dello schieramento anti-ius soli, nei fatti lo stesso che, contestando la politica sull'immigrazione dell'attuale governo, ha fatto la fortuna elettorale della Lega nelle ultime elezioni amministrative.
    Lo Ius Soli e quella voglia di sanatoria per chi vota No - IlGiornale.it

    CON IL REATO DI TORTURA VIETATI I RIMPATRI DEI CLANDESTINI
    Il giorno dopo l’approvazione del reato di tortura (dove la tortura è anche ‘psicologica’), voluto dal Partito Democratico e votato dalla frattaglie alfaniane pur di non perdere la poltrona, viene svelata una «clausola» contenuta nella legge.
    Una clausola pensata dal PD proprio per impedire anche i pochi rimpatri che ad oggi si riesce a fare.
    In sostanza si stabilisce che non si potrà rimpatriare nessun migrante proveniente da Paesi in cui viene applicata la ‘tortura’. Ulteriore problema è che – nonostante i tentativi dell’opposizione – non è stato chiarita quale sia la fonte in base alla quale si stabilisce la lista dei buoni e dei cattivi. Un meccanismo perverso (e fortemente indefinito) che lascia una estrema discrezionalità al magistrato e rischia di alzare un muro invalicabile per i rimpatri.
    La denuncia è firmata dal deputato Fontana che entra nel dettaglio dei possibili effetti di quella che definisce «una sanatoria mascherata» e fornisce un dato impressionante. In sostanza, dice il parlamentare, dei 10.467 respingimenti effettuati dall’Italia dal 1 gennaio del 2017 al 15 giugno, ben 9.286 sarebbero stati con ogni probabilità impossibili con questa norma in vigore.
    «La proposta di legge che introduce in reato di tortura è uno schiaffo alle Forza dell’Ordine e alle politiche di rimpatrio. Il provvedimento approvato ieri alla Camera dei Deputati, oltre ai noti e ben tristi effetti sull’operatività delle forze dell’ordine, nasconde un altro grave pasticcio legislativo: una norma contenuta nel provvedimento infatti comprometterà di certo il già compromesso sistema dei rimpatri, assumendo il sapore di una sanatoria mascherata» spiega Fontana. Facendo un calcolo sui dati recentemente forniti dalla Commissione migranti e tenendo solo in considerazione alcuni dei paesi sommariamente citati nella ricerca condotta per la campagna globale Stop alla Tortura, lanciata da Amnesty International nel 2014, dei 10.467 respingimenti effettuati dall’Italia dal 1 gennaio del 2017 al 15 giugno, ben 9.286 sarebbero stati con tutta probabilità impossibili con questa nuova norma in vigore».
    In pratica se anche fare ‘buu’ al migrante è considerata ‘tortura’, i magistrati troveranno il modo di accogliere i ricorsi di tutti i finti profughi clandestini che così rimarranno in Italia. Hanno trovato il modo per dare il ‘permesso umanitario’ a chiunque lo chieda e che fino ad oggi veniva bocciato.
    Con il reato di tortura vietati i rimpatri dei clandestini | Vox

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    Predefinito Re: Le delizie della società multietnica

    Migranti, la denuncia al governo: "C'è il rischio Aids tra i nigeriani"
    Degli oltre 80mila nigeriani arrivati, più di 15mila potrebbero essere sieropositivi. La denuncia di Fdi: "Il governo dica cosa è stato fatto per la profilassi a tutela degli italiani"
    Sergio Rame
    "Il governo non sottovaluti un'altra grave problematica riguardante l'emergenza immigrazione in Italia".
    Mentre i porti del Sud Italia si riempiono di migliaia di immigrati appena sbarcati, il deputato di Fratelli d'Italia, Edmondo Cirielli, lancia un nuovo, inquietante allarme che, almeno fino a oggi, non era stato preso in considerazione. "Chi sbarca sulle coste italiane - fa notare - proviene innanzitutto dalla Nigeria, il secondo paese, dopo il Sudafrica, con il più grande numero di persone affette da Aids". E ora vuole sapere se il governo sta facendo qualcosa per prevenire o, perlomeno, monitorare questo rischio.
    Presumibilmente, secondo le stime, almeno il 20% della popolazione nigeriana è sieropositiva. E, calcola Cirielli, "poiché negli ultimi tre anni e mezzo sono arrivati oltre 80mila nigeriani, si presume che di costoro più di 15mila siano sieropositivi". La Nigeria è, peraltro, il quarto Paese al mondo per malati di tubercolosi e il 22% delle persone affette da tale patologia vive con l'Hiv. "Si tratta di una situazione gravissima se si considera che troppe persone non sono in terapia", spiega l'esponente di Fratelli d'Italia che, in queste ore, ha presentato un'interrogazione parlamentare per conoscere "quali iniziative l'esecutivo intenda adottare per garantire la sicurezza e la salute degli appartenenti alle forze dell'ordine, dei volontari e di tutti coloro che sono impegnati nelle operazioni di sbarco e soccorso sulle nostre coste e nelle fasi immediatamente successive".
    Dal governo Cirielli vuole sapere "se sono stati informati i sindacati di tutti i lavoratori e i Cocer dei militari intervenuti al momento degli sbarchi e su tutto il territorio nazionale" del rischio di contrarre l'Hiv "visto che si moltiplicano gli atti di delinquenza degli immigrati". "Il governo del Pd di Renzi - conclude l'esponente di Fratelli d'Italia - dica cosa è stato fatto per la profilassi, a tutela di tutti i cittadini italiani".
    Migranti, la denuncia al governo: "C'è il rischio Aids tra i nigeriani" - IlGiornale.it

    PROFUGO CONFESSA: “VENIAMO IN ITALIA PERCHÉ CI DATE 30 EURO AL GIORNO”
    Liberoquotidiano intervista uno dei migliaia di clandestini africani che infestano le nostre strade, da quanto il PD ha aperto le porte e i porti italiani alle navi Ong.
    Ibrahim, senegalese di 24 anni, giunto in Italia da poco più di un anno e ha pagato un biglietto di viaggio con tanto di ricevuta che, a sentire lui, gli dava diritto al trasferimento dal Senegal all’Italia, passando per la Libia. Una volta giunto in Italia, avrebbe trovato vitto, alloggio e soldi, tanti soldi.
    L’accordo non esiste, ovviamente: «Ma se non esiste, perché l’Italia continua ad accogliere tutti coloro che si mettono in viaggio per raggiungerla?», chiede il clandestino senegalese spacciato da profugo.
    «Io vedevo i miei fratelli tornare dall’Europa vestiti bene, ricchi, e desideravo andare via. Un mio amico che vive in Germania mi raccontava che lì lo Stato gli regala 600 euro al mese. Ero stanco di lavorare tutto il giorno come operaio per un compenso di un euro per ogni ora. Io sognavo una vita migliore. In Italia mi avrebbero dato 30 euro al giorno, una sistemazione, da mangiare, da bere, e poi anche un lavoro. Io ho rischiato tutto per realizzare questo sogno, persino la mia vita», racconta.
    Insomma, questi hanno un lavoro a casa loro. La loro aspirazione – legittima se ci sono dei dementi che li accolgono – è venire a farsi mantenere. E non hanno torto, l’Italia garantisce a ciascun immigrato giunto dal mare una somma di 35 euro al giorno in vitto, alloggio e paghetta.
    «Non abbiamo mai visto atterrare in Senegal voli di Stato italiani carichi di nostri connazionali rimpatriati. Abbiamo visto sulla tv nazionale scendere dagli aerei tedeschi numerosissimi senegalesi rimandati in patria. Questo ci ha fatto capire che l’Italia non solo accoglie tutti, ma non ci rispedisce a casa. Un motivo in più per partire».
    Profugo confessa: ?Veniamo in Italia perché ci date 30 euro al giorno? | Vox

    Richiedente asilo devasta Somma Lombardo: "Me lo ha detto uno spirito"
    Un richiedente asilo ha imbracciato una mazza e distrutto auto e arredo urbano a Somma Lombarda. La Lega: "Un nuovo Kabobo"
    Franco Grilli
    Notte di panico e paura a Somma Lombardo, in provincia di Varese, dove un 32enne del Burkina Faso ha preso una mazza e ha iniziato a spaccare vetrine, auto parcheggiate e arredo urbano.
    Il tutto senza un apparente motivo.
    Come racconta VareseNews, l'uomo è un richiedente asilo ospitato nel centro di accoglienza di Somma Lombardo. "È un ragazzo del Burkina Faso, cristiano", ha detto al quotidiano locale il gestore del centro, "Dice che questa notte all’improvviso lo spirito si è insinuato nel suo cervello. È stato portato in ospedale dai carabinieri, gli hanno fatto un Tso. Ora è in sicurezza, a far danni non ci va più. I medici ci diranno cosa è successo e come evitare che si ripeta".
    "Il finto profugo che questa notte ha devastato Somma Lombardo è l'emblema di come il sistema di accoglienza sia allo sbando", attacca però l'assessore alla sicurezza, protezione civile e immigrazione della Regione Lombardia, Simona Bordonali, come racconta il Giorno, "Per altri, questa persona è una risorsa, per me è un clandestino che uno Stato serio dovrebbe rimandare in Africa oggi stesso. Non ci sono state vittime solo per miracolo ma questa immigrazione di massa sta generando problemi di sicurezza su tutto il territorio lombardo, tra controllori aggrediti e attimi di follia pura. Va affrontato il tema dei richiedenti asilo con problemi psichiatrici o di aggressività. Una questione sottovalutata dal governo, ma che rischia di essere una bomba sociale".
    "Si è rischiata un'altra tragedia alla Kabobo stanotte", aggiunge il segretario della Lega Lombarda, Paolo Grimoldi, "Non passa giorno senza che un immigrato ferisca un poliziotto, aggredisca un passante, sia arrestato a spacciare o rubare o metta a rischio la vita dei cittadini. Stiamo ospitando quasi 30mila richiedenti asilo, abbiamo strutture strapiene: Roma la smetta di mandarci immigrati, qui si rischia veramente una tragedia".
    Richiedente asilo devasta Somma Lombardo: "Me lo ha detto uno spirito" - IlGiornale.it

    CASAPOUND, MILITANTI INDAGATI PER AVERE LIBERATO SPIAGGIA DA ABUSIVI
    Assurde novità, su questa notizia:
    Ostia: Casapound “caccia” abusivi dalle spiagge, indagini in corso
    “Violenza privata” e “manifestazione non autorizzata”. Sono questa le accuse mosse ai militanti di CasaPound che sabato pomeriggio ad Ostia hanno “cacciato” gli ambulanti immigrati abusivi dalle spiagge libere del lungomare Duca degli Abruzzi. Delirante, invece di denunciare gli abusivi, le cosiddette autorità, illegali e abusive come loro, denunciano chi li caccia.
    Un gruppo di ragazzi, con tanto di fratini rossi con la scritta CasaPound, accompagnati da Luca Marsella, responsabile di Cpi sul litorale hanno di fatto liberato la spiaggia dai venditori abusivi: “Oltre a cianfrusaglie di dubbia provenienza, vendono anche bibite facendo concorrenza sleale ai legittimi concessionari delle strutture che invece sono sovente tartassati da controlli di vigili”, sottolinea Marsella nel video postato su Facebook e diventato poi virale.
    CasaPound, militanti indagati per avere liberato spiaggia da abusivi | Vox

    La vera storia della "cameriera scomparsa"
    La vicenda di Claudio Ortichi, l'albergatore del bolognese che non riesce a trovare una cameriera o che ne trova solo di svogliate e pretenziose, aveva attirato la mia attenzione fin da quando era uscita sul Resto del Carlino - oggi è in prima pagina sul Corriere, nella rubrica di Gramellini.
    Aveva attirato la mia attenzione perché mi sembrava un po' strana - con tutti i disoccupati o precari che ci sono in questo Paese - e perché mi sembrava un po' troppo strumentale alla solita narrazione del presente, quella che ha fatto e continua a fare egemonia culturale: non è vero che non c'è lavoro, sono gli italiani - soprattutto quelli giovani - a essere pelandroni e choosy, come diceva Fornero.
    Già il giorno in cui su Fb avevo trovato l'articolo del Carlino, avevo quindi cercato sui vari siti di lavoro l'annuncio disertato da così tante e schizzinose ragazze che non sentono la crisi - mettendo svariate chiavi di ricerca, compresa quella di Castel San Pietro Terme, dove si trova l'albergo - ma stranamente non ne avevo trovato nessuno.
    Poi neppure mi ricordo perché avevo lasciato perdere, probabilmente qualcosa di più urgente atterrata sul mio tavolo.
    Oggi però, letto l'articolo di Gramellini, non ho resistito e ho fatto una telefonata a questo signor Ortichi, persona simpatica e gradevolissima, per capire com'erano andate le cose.
    E, diciamo, le cose sono andate un po' diversamente dalla narrazione.
    Il signor Ortichi non ha mai - mai - messo un annuncio su un sito o su un giornale per cercare una cameriera.
    Si è limitato, il 31 maggio scorso, a scrivere un post sulla sua bacheca Facebook, in cui ha 1262 amici. Tra un post sulla Juve e uno contro i maltrattamenti animali, aveva scritto tre righe per dire che cercava una cameriera che sapesse un paio di lingue. Nessun accenno al tipo di assunzione, nessun accenno alla paga, soprattutto nessun numero di telefono o mail a cui rivolgersi.
    Oltre a questo, aveva "diffuso la voce", racconta, tra i clienti, i fornitori e i colleghi ristoratori della zona.
    Non aveva messo annunci, il signor Ortichi, perché preferiva "assumere qualcuno che non fosse proprio una sconosciuta", il che è nel pieno dei suoi diritti, ci mancherebbe.
    Qualche settimana dopo, chiacchierando con un amico giornalista locale, Ortichi ha raccontato questa cosa. L'amico giornalista ci ha fatto un pezzo sul Carlino (titolo: "Hotel cerca una cameriera, ma non si presenta nessuno") arricchito da qualche commento sociologico: "Difficile trovare un posto di lavoro? Più difficile trovare un dipendente", (…) "ci sarà anche la crisi di posti di lavoro tanto sbandierata in questi anni, ma evidentemente c’è anche chi la crisi non la sente", (…) "forse tutte le potenziali interessate sono al mare o in piscina" etc).
    Qualche giorno dopo Gramellini ha letto il pezzo sul Resto del Carlino, non si è penato di telefonare a Ortichi per chiedere come stavano le cose (me l'ha detto lui stesso, Ortichi) e ci ha fatto direttamente un pezzo in prima pagina del Corriere riassumendo quello del collega locale e aggiungendo di suo che per trovare una cameriera "l'albergatore le ha provate tutte", mentre non aveva messo neppure un annuncio se non sulla sua bacheca Facebook.
    Fine della storia.
    Ah, da quando è uscito il pezzo sul Carlino a ieri - quando Gramellini ha scritto il suo - Ortichi ha ricevuto oltre cento curriculum.
    La vera storia della "cameriera scomparsa" - Piovono rane - Blog - L?Espresso



    TORINO, PREFETTO SI INVENTA UNA LEGGE E SOSTITUISCE LAVORATORI ITALIANI CON CLANDESTINI
    Che l’obiettivo di questo traffico voluto dal PD dalla Libia all’Italia pagato dagli italiani fosse, in realtà, rifornire di manodopera schiavile e a basso costo i finanziatori più o meno occulti dello stesso partito, era ovvio fin dall’inizio.
    Torino diventa capofila in quest’opera di sostituzione etnica nel mondo del lavoro. La svolta ha riguardato finora oltre trenta cosiddetti profughi, mentre altri venti sono in attesa che si concluda l’iter burocratico. È la prima volta che in Italia la protezione umanitaria viene concessa non perché sei in fuga dalla guerra, ma perché hai rubato il posto di lavoro a lavoratori italiani.
    Questa vergognosa vicenda comincia quattro mesi fa:
    ?Lasciateci assumere profughi invece di Italiani?: appello choc di 100 imprese | Vox
    La risposta delle istituzioni alla lettera delle imprese di affaristi è stata di esaltata eccitazione. Con un’iniziativa senza precedenti – e illegale – il prefetto ha chiesto alla commissione territoriale di esaminare le nuove domande di protezione avanzate dai profughi alla luce della loro situazione attuale. «Abbiamo valutato ogni istanza reiterata. In tutti i casi la risposta alle esigenze produttive è stata accompagnata da una puntigliosa verifica dei presupposti giuridici», commenta Saccone. E così i primi trenta migranti, che si erano visti respingere le domande d’asilo, hanno ottenuto i documenti necessari per rimanere in Italia. Per tutti la formula scelta è stata quella della protezione umanitaria (la durata è due anni), una forma residuale per quanti non hanno diritto allo status di rifugiato.
    In sostanza: questi clandestini, perché tali sono, si sono visti dare il permessino – non avendone diritto – dal prefetto di Torino, non perché perseguitati e in fuga dalla guerra, ma perché si sono presi i lavori degli italiani.
    Questa cosa potrebbe moltiplicarsi per migliaia di casi in tutta Italia. Trasformando i clandestini in ‘profughi’ e rifornendo così gli affaristi di lavoratori low-cost in un paese, il nostro, con milioni di disoccupati.
    TORINO, PREFETTO SI INVENTA UNA LEGGE E SOSTITUISCE LAVORATORI ITALIANI CON CLANDESTINI | Vox

    CGIL FA CANTARE BELLA CIAO AGLI AFRICANI, DISOCCUPATI ITALIANI CONTESTANO
    La Cgil è diventato un sindacato posto a tutela del lavoro nero, e non soltanto dei neri, come abbiamo potuto evincere giovedì scorso a Gioia Tauro, in Calabria, dove la confederazione ha organizzato un evento, una sorta di manifestazione contro il caporalato, da anni piaga della piana calabrese. Proprio grazie alla presenza di migliaia di braccia low-cost pronte a tutto. Questo impedisce ai locali di fare lavori stagionali e, al tempo stesso, investimenti in miglioramenti produttivi.
    La ‘ndrangheta, con la complicità dei sindacati, li utilizza sia per abbattere il costo del lavoro italiano sia per non investire in tecnologia: questo avrà gravi implicazioni a medio lungo termine sulla produttività.
    Peccato che questa genialata abbia segnato l’ennesimo tristissimo flop, suscitando il malcontento, oltre che la rabbia, dei 380 lavoratori portuali che di recente sono stati licenziati senza ricevere nessuna forma di tutela da parte del sindacato e che giovedì si sono recati in piazza solo per rivolgere alla Cgil fischi ed insulti.
    Sprizzavano gioia da tutti i pori, di contro, i numerosi immigrati ai quali l’evento è stato dedicato, tutti dotati di cappellino rosso e maglietta bianca e intenti a cantare a squarciagola e allegramente l’inno comunista per eccellenza: «Ciao bella, ciao bella, ciao ciao ciao», che non avranno avuto difficoltà ad imparare dato che sono le prime parole che apprendono quando arrivano in Italia e che tutte noi, donne belle e anche brutte, ci sentiamo rivolgere per strada tutti i giorni. I partigiani si saranno rivoltati nella tomba. Qualcuno ballava, qualcuno gridava «Africa, Africa», qualcun altro addentava un panino, dubitiamo che gli immigrati abbiano capito che non si trattava di una sagra di paese, molto frequenti da quelle parti in questa stagione.
    Ciò che è certo è che fare cantare «Bella ciao» agli immigrati senza che questi sappiano nulla della nostra storia né conoscano il significato del testo, è ridicolo almeno quanto fare camminare un elefante sulle due zampe reggendo una pallina in cima alla proboscide. Insomma, roba da circo.
    È proprio vero: oggi in Italia se non sei nero non vali un cappero. Nei mesi scorsi i lavoratori licenziati in Calabria hanno bloccato l’autostrada, hanno indetto scioperi, hanno manifestato, ma nessuno è intervenuto in aiuto di ben 380 padri di famiglia rimasti all’improvviso senza lavoro. Sono stati abbandonati anche dalle istituzioni.
    L’evento di Gioia Tauro, benché sia stato un fallimento totale, ha rivelato le intenzioni della sinistra, che vuole ora strumentalizzare gli immigrati perché paghino quote e portino iscrizioni ad un sindacato che assomiglia ormai ad un circolo di pensionati, affinché esso possa continuare ad esercitare una funzione che fino a ieri era misteriosa.
    Cgil fa cantare Bella Ciao agli Africani, disoccupati italiani contestano | Vox

    BONINO: “PERMESSO A CHIUNQUE SBARCHI”
    L’ex ministro degli Esteri, Emma Bonino, una delle marionette in Italia dello speculatore Soros, mette in evidenza quali sono i piani fin dall’inizio, con la complicità del governo PD: riempire l’Italia di clandestini, tanto da rendere la situazione insostenibile e così diffondere il cancro in tutta Europa. E’ un piano globale di sostituzione etnica.
    Rientra in questo piano quanto ventilano in un’intervista a La Stampa ds Bonino, che proprone l’uso di visti temporanei per smistare negli altri Paesi Ue i migranti che arrivano in Italia: “In caso di afflusso massiccio di sfollati (li chiama ‘sfollati’, l’assassina di bambini italiani), prevede uno smistamento nei vari Paesi attraverso una protezione temporanea di un anno prorogabile fino a un altro anno. Verrebbe rilasciata a tutti i profughi che vengono dalla Libia, viste le condizioni disumane che soffrono”.
    Le condizioni ‘disumane’ di chi, dei nigeriani e dei senegalesi che pagano migliaia di euro per farsi traghettare in Italia?
    La Bonino di fatto poi spiega come l’Italia possa muoversi in questa direzione: “Roma deve chiedere formalmente di portare in Consiglio europeo la richiesta di attivazione della direttiva, e tratta coi Paesi membri affinché la proposta passi”. “L’Italia può pensare a un provvedimento nazionale (così tutti i clandestini diventerebbero residenti in un baleno ndr..) che richiami quella direttiva: sarebbe un segnale forte nei confronti degli altri Stati in risposta all’atteggiamento tenuto finora. Uno strumento di pressione efficace su cui ragionare”. Con questa mossa l’Italia potrebbe rilasciare visti temporanei “nel rispetto delle regole di Schengen che in ogni caso prevedono deroghe per motivi umanitari”, ha spiegato la Bonino. Infine lancia un messaggio proprio al governo: “Mi auguro che la stiano studiando, anche a partire dai precedenti: in particolare quello relativo al grande afflusso dalla Tunisia dopo la caduta di Ben Ali, nel 2011. La Francia si oppose, poi un vertice bilaterale stabilì una “tregua” e passarono i tunisini con permesso di soggiorno umanitario e titolo di viaggio valido”.
    Il piano da sempre della Bonino e soci era quello di svuotare l’Europa con gli aborti e poi riempirla di africani.
    Bonino: ?Permesso a chiunque sbarchi? | Vox

    La società che abortisce se stessa
    IMMIGRATI E L'ELDORADO ITALIA
    Migranti: Se sono un "arricchimento" perchè gli altri non li vogliono. Alla fine il bubbone è scoppiato sommersi come siamo dai numeri di un’invasione: l’intera Africa guarda ormai all’Italia come all’Eldorado
    di Michele Rallo
    Alla fine, il bubbone è scoppiato. E non poteva non scoppiare, sommersi come siamo dai numeri di un’invasione ormai incontrollata e incontrollabile, con una barca di miliardi bruciati in “accoglienza”, con i centri di raccolta sul punto di esplodere, con le stazioni e i giardini pubblici divenuti bivacchi, con gli ospedali al collasso, con le forze di polizia in ginocchio, con la minaccia di sommosse e rivolte che non saremmo in grado di fronteggiare.
    L’intera Africa guarda ormai all’Italia come all’Eldorado, dove ti prendono, ti alloggiano, ti nutrono, ti vestono, ti regalano biciclette, telefonini e internet col wi-fi, dove se rubi non vai in galera (e magari i derubati ti devono risarcire), dove non ti possono più espellere neanche se sei un terrorista (grazie a un emendamento PD alla legge sulla “tortura”), e dove – ciliegina sulla torta – il governo vuole dare la cittadinanza ai tuoi figli (e poi anche ai padri col “ricongiungimento familiare”).
    Siamo alla follìa. Eppure il povero Gentiloni va e viene da Bruxelles come un cane bastonato, col cappello in mano, mendicando “quote”, “condivisione” e “solidarietà” per il disastro che sta per sommergerlo; mentre il Vispo Tereso si esibisce nei soliti siparietti ad uso di giornali e televisioni, invocando il “numerus clausus”.
    E questo mentre viene fuori – rivelazione della Bonino – che è stato proprio lui, il bulletto toscano, insieme a quell’altro genio incompreso di Angelino Alfano, ad impegnarsi a far sbarcare nei porti italiani tutti i profughi “salvati” anche da navi straniere. In cambio – mi sembra di capire – la Commissione Europea gli avrebbe consentito una certa elasticità per fare altri debiti da utilizzare per mance e mancette in vista del referendum.
    Adesso sono cavoli del suo successore che, poveretto, non sa proprio che pesci prendere. Fa lo scontroso, tiene il broncio, minaccia di trattenere una parte del nostro contributo all’Unione Europea. Ma, chiaramente, nessuno lo prende sul serio. E se anche l’Italia mettesse in opera la sua rappresaglia finanziaria, a Bruxelles e a Francoforte farebbero spallucce. Figuriamoci... presi come sono dall’enorme salasso della Brexit, il piccolo ammanco aggiuntivo non li preoccuperebbe più di tanto.
    L’importante, per loro, è fermare l’afflusso di migranti in Germania e in Austria (alla vigilia di due importanti appuntamenti elettorali), in Francia (per non tarpare subito le ali a Macron) e un po’ dappertutto nell’Europa “che conta”. L’Italia serve soltanto a dimostrare che l’Europa non alza “muri”. I muri, poi, li alzano gli altri ai confini dell’Italia; ed anche della Grecia, dove governa quell’altro enfant prodige della sinistra che risponde al nome di Alexis Tsipras.
    Ma guarda un po’... francesi, tedeschi, spagnoli e tutti gli altri non hanno capito ancora che i migranti sono “una risorsa”, che serviranno a fare i lavori che i ricchi europei “non vogliono più fare”, che “pagheranno le nostre pensioni”, che “ci arricchiranno”. Non lo capiscono questi scemi di Bruxelles, di Francoforte, di Berlino... non capiscono che, così facendo, faranno arricchire soltanto l’Italia? Non sentono la Boldrini magnificare i vantaggi di un’accoglienza “a 360 gradi”, non sentono D’Alema augurarsi per l’Italia “almeno 30 milioni di immigrati”, non sentono tale Tito Boeri pontificare sull’avvenire di un sistema pensionistico da incubo? Non capiscono – Macron, Rajoy, la Merkel e tutto il cucuzzaro – che stanno rinunziando a questa grande, incommensurabile “risorsa” a beneficio esclusivo dell’Italia e, in piccola parte, anche della Grecia?
    E i nostri (i D’Alema, le Boldrini, i Boeri e tutti gli altri geni della politica) non si sono chiesti come mai i loro amici europei non vogliano prendersi un pezzettino di quella enorme ricchezza che stanno lasciando solo a noi? E che aspettano i Gentiloni, i Padoan, gli scienziati della spending review a prendere le distanze da quella massa di incompetenti e incapaci che, così a cuor leggero, rinunziano per i loro popoli a quei doni dal cielo che Renzi e Tsipras hanno egoisticamente voluto solo per la loro gente?
    Fuori da ogni ironia, non sembri il mio un ragionamento per assurdo. Se è vero che i migranti sono una ricchezza, gli altri governi europei dovrebbero fare a gara per prendersene un po’. Se ciò non avviene, evidentemente, è perché questo non è affatto vero. Anzi, è vero il contrario.
    https://apostatisidiventa.blogspot.i...essa.html#more

    TREMONTI: “IMMIGRAZIONE AFRICANA SARA’ UNA CATASTROFE EPOCALE” – VIDEO
    La situazione sarà catastrofica. Giulio Tremonti, su La7, è solo l’ennesimo, dopo tanti altri a lanciare l’allarme: “nessuno parla della presenza della Cina in Africa, una presenza di enorme rilievo”. E’ vero, la Cina, da brava potenza coloniale, si sta prendendo le risorse africane, quelle nel sottosuolo, noi ci stiamo prendendo quello che rende l’Africa il buco sociale che è: gli Africani.
    Il numero di clandestini non sarà di 220mila ma “di 200 milioni. Le masse sono sconfinate e andando via i più giovani restano nella miseria i vecchi, una catastrofe epocale. L’immagine è che l’Italia è l’unica dalle frontiere aperte. Oggi il governo invece di chiudere ha stipulato accordi suicidi e messo in piedi una serie di organizzazioni che portano i migranti qui da noi ed è solo l’inizio della catastrofe”.
    TREMONTI: ?IMMIGRAZIONE AFRICANA SARA? UNA CATASTROFE EPOCALE? ? VIDEO | Vox

    ORBAN: “UNGHERIA PRONTA AD ACCOGLIERE PROFUGHI ITALIANI, TEDESCHI E FRANCESI IN FUGA DA ISLAM”
    I leader dell’Unione europea e lo speculatore George Soros stanno cercando di creare una “nuova, meticcia e islamizzata Europa”, ha accusato Orban, il premier ungherese, durante una visita in Romania, assicurando che l’Ungheria e gli altri paesi del blocco Visengrad bloccheranno lo sforzo UE-Soros di aumentare la migrazione musulmana in Europa.
    Mentre l’Ungheria si è opposta e continuerà ad opporsi all’invio di migranti islamici “che potrebbero cambiare l’identità culturale del paese”, ha detto Orban, l’Ungheria rimarrà un luogo dove “i cristiani dell’Europa occidentale potranno sempre trovare sicurezza”.
    Orban, che cercherà un quarto mandato nell’aprile del 2018, ha dichiarato che “Nella prossima campagna, prima di tutto, dobbiamo affrontare le competenze esterne”, ha detto Orban a un festival culturale a Baile Tusnad, in Romania. “Dobbiamo combattere contro la rete mafiosa di Soros e i burocrati di Bruxelles e, nei prossimi nove mesi, dobbiamo combattere contro i media che controllano”.
    Soros è diventato un bersaglio chiave di Orban e del suo governo, vista la sua frenetica attività per facilitare il meticciamento del continente.
    In due decenni siano arrivati al rovesciamento dei valori. La libertà – quella con la L, non quella autodistruttiva propagandata dai media di distrazione di massa occidentali – è oggi difesa a Est, mentre le nazioni occidentali sono ostaggio di oligarchie corrotte in preda a frenesia terzomondista.
    Orban: ?Ungheria pronta ad accogliere profughi italiani, tedeschi e francesi in fuga da Islam? | Vox

    “ITALIANI SONO IGNORANTI”, BOLDRINI VUOLE RIEDUCARE 80 PER CENTO ITALIANI
    Un paio di giorni fa abbiamo dato conto della disperazione di Boldrini per i risultati di un sondaggio da lei commissionato.
    Ora pare che Boldrini voglia ‘rieducare’ quell’80 per cento di italiani che non la pensano come lei. In sostanza la parte sana del paese, quella impermeabile alla propaganda dei media di distrazione di massa. Quella irraggiungibile dai suoi galoppini digitali.
    E allora, visto che non si fanno convincere, l’obiettivo è silenziare loro e chi ascoltano, Vox tra i primi (nei prossimi giorni parleremo del tentativo di Boldrini di uccidere Vox, sono due anni che ci prova, attraverso i suoi sgherri digitali e non): “È il tempo di reagire concretamente contro i razzisti”, dice la presidente della Camera chiedendo le maniere forti per contrastare le opinioni discriminatorie, xenofobe e più in generale “razziste”. Carcere? Sanzioni pecuniarie? La presidente della Camera non lo dice chiaramente, ma lascia intendere che il confronto non può essere solamente sulle opinioni. Intervenendo a un convegno a Montecitorio, la Boldrini si è lamentata della scarsa accoglienza dell’Italia nei confronti degli immigrati. Per la Boldrini gli italiani “sono ignoranti, non sanno che i migranti sono una risorsa e che i musulmani rappresentano solo il 6 per cento della popolazione”. Il “non detto” è che non bastano le parole, che si debba intervenire con misure coercitive.
    A lei il 6 per cento di musulmani in un paese dove fino ad un decennio fa erano praticamente assenti sembra poco. Lei non è ignorante, lei sa e non capisce. Che è molto peggio.
    ?Italiani sono ignoranti?, Boldrini vuole rieducare 80 per cento Italiani ? VIDEO | Vox



    GENERALE ATTACCA IL GOVERNO
    Marco Bertolini, ex comandante del Coi, comando operativo di vertice interforze attacca la delirante politica del governo sull’immigrazione e la propaganda mediatica che la sostiene. Anche lui, come noi, parla di ‘invasione’, non di ‘immigrazione’.
    Ecco un breve estratto dell’intervista della reporter Chiara Giannini:
    Generale, in che situazione versa il nostro Paese?
    «L’Italia si trova al centro del Mediterraneo e nel Mediterraneo bisogna essere forti, politicamente, economicamente, culturalmente e, perché no, anche militarmente. Il nostro Paese, invece, non vuole esercitare la forza. In quest’area si scontrano gli interessi di altri Paesi fortissimi, che sono i classici vasi di ferro e se noi ci proponiamo come vaso di coccio, perché abbiamo dei confini porosi, perché accettiamo chiunque arrivi, perché siamo passivi nei confronti delle iniziative politiche e militari degli altri, siamo destinati a pagarla molto cara».
    Dove pensa arriveremo se dovessimo proseguire su questa strada?
    «Se dovessimo andare avanti in questa maniera scompariremo. Si usa il termine sovranità come se fosse una bestemmia dimenticando che, invece, è il valore per cui hanno giurato i militari, ma anche i ministri».
    Con la linea suggerita dall’est Europa pensa cambierebbe qualcosa?
    «Sicuramente potremmo essere meno passivi nei confronti dell’immigrazione. Il problema va risolto in Africa, ma non possiamo aspettare anni. Come facciamo a ridurre il flusso? Non possiamo costruire un muro in mezzo al Mediterraneo, ma possiamo fermare, ad esempio, le Ong».
    A proposito di Ong, che pensa del loro operato?
    «Che la devono smettere di prendere i migranti e di portarli da noi, che passivamente li dobbiamo subire, visto che rimarranno qua. Adesso, di fatto, c’è quasi un servizio di traghettamento che non fa sicuramente i nostri interessi».
    Cosa si potrebbe fare di più?
    «Il dibattito in Italia su cosa fare nei confronti di questo fenomeno è incentrato su come accoglierli e distribuirli, invece dovrebbe essere incentrato su come fermarli».
    Pensa ci sia un disegno dietro a questa invasione?
    «Non ho elementi, ma ci sono politici che dicono che noi dei migranti abbiamo bisogno perché non facciamo più figli. Dimenticano di dire, però, che i motivi per cui non facciamo più figli sono dovuti alle scelte fatte da loro perché è stata distrutta la famiglia, ci sono state politiche contro la natalità, provvedimenti umilianti per la famiglia naturale a favore di una famiglia sterile che non fanno bene. Abbiamo bisogno di giovani, ma non possiamo importarli e non possiamo sostituire gli italiani con i cittadini acquisiti ai quali si dà un passaporto».
    GENERALE ATTACCA GOVERNO: ?SE NON FERMIAMO IMMIGRATI L?ITALIA SCOMPARE? | Vox

    30 MILIONI NON SONO BASTATI A COMPRARE IUS SOLI, VESCOVI RABBIOSI DOPO SCONFITTA
    La reazione scomposta di chi aveva investito tanto, e non solo in termini ideologici, sullo Ius Soli, era prevedibile, se non scontata. Quindi nessuna sorpresa per l’uscita della CEI, la filiale italiana della multinazionale Vaticano.
    Il rinvio dello ius soli “è una vittoria dell’indecisione, una vittoria dell’incapacita’ di risolvere i problemi”. La bizzarra tesi di uno dei mantenuti con i soldi dell’8 per mille, monsignor Giancarlo Perego, direttore della famigerata Migrantes (Cei) e arcivescovo di Ferrara-Comacchio. Il diritto in questione “non è un premio ma uno strumento fondamentale di integrazione”, sottolinea il vescovo, dimenticando le centinaia di morti causati negli ultimi anni da ‘nuovi cittadini’ dei paesi dove lo ius soli è legge.
    30 milioni non sono bastati a comprare Ius Soli, Vescovi rabbiosi dopo sconfitta | Vox

    MOLOTOV CONTRO CENTRO PROFUGHI DELLA CARITAS, CRESCE RIVOLTA CONTRO BUSINESS
    Cresce la resistenza dei cittadini contro l’invasione afro-islamica, e ormai sono all’ordine del giorno gli attacchi contro le caserme dei coloni e le sedi di chi fa business con la sostituzione etnica.
    Un attacco incendiario ha colpito la sede di “Porta Aperta”, associazione di volontariato a pagamento della Caritas, che gestisce un certo numero di cosiddetti richiedenti asilo a Modena.
    Due molotov sono state lanciate contro la struttura, da persone la cui identità è ancora ignota. Soltanto una delle due bottiglie ha effettivamente preso fuoco e anche questo ha contribuito a non far sviluppare un vasto incendio che avrebbe provocato ingenti danni. O più probabilmente era un avviso.
    MOLOTOV CONTRO CENTRO PROFUGHI DELLA CARITAS, CRESCE RIVOLTA CONTRO BUSINESS | Vox

    FULMINE SI ABBATTE SU CHIESA CHE ACCOGLIE PROFUGHI ISLAMICI
    Si Deus pro nobis, quis contra nos?
    Qualcuno, lassù, evidentemente non gradisce. Un fulmine ha colpito stamani il lucernario della chiesa madre della frazione superiore di Caulonia lesionando la sezione verticale.
    Lo stesso fulmine ha anche innescato un incendio che ha interessato il sottotetto della chiesa. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Siderno che hanno provveduto a spegnere le fiamme ed a mettere in sicurezza la parte danneggiata.
    Un fulmine ha colpito il lucernario della Chiesa madre di Caulonia provocando anche un incendio
    Il paese, insieme a Riace, è una delle due cittadine vittima del piano di ripopolamento con immigrati islamici deciso, in complicità, dall’amministrazione locale e dal parroco. Ovviamente in combutta con la Regione e il Governo. Simbolico. Altamente simbolico.
    Fulmine si abbatte su chiesa che accoglie profughi islamici | Vox

    SONDAGGIO CHOC: PER 95% BERGOGLIO DISTRUGGERÀ CHIESA E ITALIA
    Nuovo sondaggi di Scenarieconomici.it. Stavolta si parla di Bergoglio. Della sua elezione e della sua politica.
    Il risultato è piuttosto eclatante. E evidenziano il rigetto di una parte consistente della popolazione:







    Del resto si tratta di dati confermati dall’emorragia di fedeli nelle chiese.
    Sondaggio choc: per 95% Bergoglio distruggerà Chiesa e Italia | Vox


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    Predefinito Re: Rif: Le delizie della società multietnica

    Quell'ossessione delle coop: dare lavoro ai migranti
    Dopo il volontariato, le cooperative offrono i migranti alle aziende per gli stage. "Non hanno pretese retributive". La Lega: "Usati come schiavi"
    Giuseppe De Lorenzo
    Il Financial Times, autorevole organo del capitalismo occidentale, aveva avuto il coraggio di scriverlo qualche anno fa: i flussi migratori abbasseranno i salari.
    E lo stesso sosteneva il politologo francese Henri Hude: "O si delocalizzano i posti di lavoro che costano troppo, o si fanno venire dei lavoratori che si potranno pagare di meno". Semplice e lineare.
    Non tutti però sono d'accordo. Il partito del "gli immigrati ci pagano le pensioni" non credono che l'afflusso di migranti possa provocare danni al mercato del lavoro in un Paese dove 37 giovani su 100 non hanno un impiego e l'11% non gode di uno stipendio mensile. E così l'attenzione sovente si concentra sulle opportunità da dare ai richiedenti asilo anziché ai disoccupati italiani. I profughi in mezza Italia vengono stati usati dai Comuni per le attività più variegate: pulizia dei giardini, servizio di pedibus per i bambini dell'asilo, volontariato e via dicendo. Tutto con la complicità delle cooperative sociali che li hanno a carico. Ben contente di trovargli pure un'occupazone (magari nelle loro fila).
    L'ultimo caso viene da Oderzo, paesino in provincia di Treviso. Qui il sindaco leghista Maria Scardellato ha criticato aspramente la decisione di una società locale di offrire i propri ospiti alle aziende per uno stage da 400 euro al mese. "Migranti usati come schiavi dalle cooperative", ha detto il primo cittadino. A lasciare di stucco, infatti, è la missiva spedita dall'associazione alle aziende locali: "Si tratta di ragazzi gentili, umili, volenterosi - scrive la coop - con ottima resistenza fisica e che non avanzano alcuna pretesa dal punto di vista retributivo, professionale o di turnazione". Chiaro, no? "Nessuna pretesa retributiva". Perché allora pagare salario, contributi e tasse per un italiano in fila alle agenzie interinali quando c'è chi si accontenta di molto meno? "Capiscono e parlano italiano - si legge ancora nella lettera - ed inoltre sono iscritti a Garanzia Giovani Veneto, oltre che al centro di impiego. Il progetto Garanzia Giovani dà la possibilità alle aziende di assumere i ragazzi tramite un contratto di stage (per la durata minima di 3 mesi) con una retribuzione di 400 euro al mese. Già alcuni dei nostri ragazzi sono stati inseriti in aziende del territorio. Hanno tutti i documenti in regola per lavorare (permesso di soggiorno e codice fiscale)". Non l'ha presa molto bene l'assessore regionale al Lavoro del Veneto, Elena Donazzan (Fi). "Il progetto si rivolge esclusivamente ai residenti in Veneto ed è uno strumento che abbiamo messo in campo per aiutare i notri ragazzi in cerca di occupazione, non certo per simili iniziative". Non è la prima volta, però, che le associazioni impegnate nell'accoglienza cercano di sfruttare le maglie delle leggi italiane per trovare un impiego ai profughi.
    A ottobre del 2016 il responsabile di Legacoopsociali Emilia-Romagna, Alberto Alberani, aveva proposto al governo di iscrivere i migranti al Servizio Civile Nazionale per poi farli sfacchinare nelle coop a spese dello Stato. L'idea era quella di far firmare ai richiedenti asilo un contratto di 12 mesi con un impegno settimanale dalle 24 alle 36 ore. Lo stipendio mensile doveva ammontare a 14,46 euro netti al giorno, che al mese fanno 433,80 euro. Più o meno la stessa cifra ipotizzata dalla società triestina per gli stage di chi "non ha pretese retributive". Alla faccia degli italiani che vorrebbero conservare il diritto ad una vita dignitosa.
    Per carità: la legge prevede che gli immigrati dopo due mesi in Italia possano iniziare a lavorare qualora trovino un impiego. Spesso finiscono col bighellonare tutto il giorno nei centri di accoglienza, lautamente coccolati a spese dei contribuenti. Ma c'è anche ci ha pensato di farne un altro uso. La cooperativa Versoprobo di Vercelli, per esempio, a marzo decise di utilizzare i propri ospiti per le opere di ristrutturazione di un hotel dove avrebbe voluto aprire una nuova struttura per profughi. I migranti scaricarono il camion senza compenso o contratto e così in qualche modo l'azienda risparmiò sui costi di ristrutturazione risparmandosi la fatica, e l'onere, di pagare regolarmente un operaio. Magari italiano. Di quelli che "non vogliono fare più quei mestieri".
    Quell'ossessione delle coop: dare lavoro ai migranti - IlGiornale.it

    DE BENEDETTI NEL BUSINESS: “CASE RIPOSO DIVENTANO CENTRI ACCOGLIENZA, E HA ANCHE NAVI ONG”
    Mia suocera è ospitata in una struttura molto bella in un paese del Piemonte che si chiama Dogliani. Questa struttura fa parte dell’organizzazione ”ANNI AZZURRI” facente capo ad un tale…Carlo De Benedetti (gruppo CIR).
    Recentemente, abbiamo ricevuto una lettera da parte della direzione di Anni Azzurri con la quale ci veniva comunicato che la Anni Azzurri cambiava ragione sociale e diventava KOS s.r.l.
    Ho fatto una rapida indagine ed ho scoperto che alla KOS s.r.l. fanno capo due navi ONG, gestite dal figlio di De Benedetti che trasportano migranti in Italia.
    La cosa mi ha stupito e, approfondendo le indagini da amicizie che nelle ASL torinesi, cosa sono venuto a sapere?
    Si mormora che, poco per volta, le strutture per anziani verranno trasformate in strutture per l’accoglienza degli immigrati. Sì, avete capito bene: accoglienza per gli immigrati, sbattendo fuori gli anziani italiani. Il tutto avverrà nel silenzio più totale dei media, svuotando, uno per volta, i vari reparti….
    Perché, come diceva Buzzi, gli immigrati rendono più della droga e non necessitano di assistenza sanitaria né il rispetto di tutte quelle norme previste per gli anziani. Con tre-quattro persone non qualificate, si gestiscono 150-200 migranti che saranno ammucchiati in tre-quattro per camera che oggi è singola!
    Ho saputo inoltre che le cooperative che gestiscono la sistemazione degli immigrati ricevono, per occuparsi della loro sistemazione, circa 60 euro a migrante, più eventuali spese accessorie che non riguardano i 35 euro destinati al loro mantenimento.
    De Benedetti nel business: ?Case Riposo diventano Centri Accoglienza, e ha anche navi Ong? | Vox

    La Sardegna: "L'albergo prende soldi pubblici? Non può accogliere i migranti"
    In Consiglio regionale passa l'emendamento di Forza Italia che vieta agli alberghi che ricevono finanziamenti pubblici di accogliere gli immigrati. Insorge la sinistra
    Sergio Rame
    La Sardegna mostra i muscoli contro le strutture alberghiere che vogliono fare affari con l'accoglienza dei migranti.
    Ieri il consiglio regionale ha approvato, con voto segreto, un emendamento al Testo Unico in materia di Turismo che mette in riga le aziende turistiche. Gli alberghi, che attingono ai contributi regionali per migliorare e riqualificare le proprie strutture, non potranno accogliere gli immigrati per tutti i cinque anni successivi alla concessione dei finanziamenti. Altrimenti, come riferisce Repubblica, saranno revocati loro i contributi regionali e dovranno restituire quelli che hanno già usato.
    La sinistra già accusa di "razzismo" chi l'ha votata e parla di legge fondata su un "principio immorale". In consiglio regionale, dove hanno una maggioranza ampia, a democratici e compagni non è riuscito di stoppare la normativa che mette un freno a chi specula sul business dell'immigrazione. Come ha spiegato il primo firmatario Antonello Peru (Forza Italia), l'obiettivo dell'emendamento è "distinguere la vocazione turistica dalla semplice accoglienza" e dare "un chiaro segnale a chi ha scommesso sul turismo". E, infatti, riguarda la possibilità di ottenere finanziamenti per ristrutturare i locali e gli impianti per la sicurezza, migliorare il sistema energetico, installare reti wi-fi gratuite, garantire l'accoglienza ai disabili e, infine, assicurare la presenza degli operatori sul web. Soldi per incrementare il turismo, insomma. E così la norma è passata con 27 voti a favore e 22 contro e tra i banchi della sinistra è scoppiato un vero e proprio putiferio.
    La Sardegna: "L'albergo prende soldi pubblici? Non può accogliere i migranti" - IlGiornale.it

    I giudici spalancano le porte a chi delinque e poi sparisce
    Una sentenza stabilisce che non si può procedere contro chi è irreperibile. Garantendo impunità ai clandestini
    Redazione
    Un modo facile facile per garantirsi di non essere mai processati: rendersi irreperibile, svanire nella nebulosa del vagabondaggio e della clandestinità. Già tre anni fa il Parlamento aveva varato una legge che spediva nel limbo migliaia di processi considerati «inutili» a imputati introvabili. Ora la sentenza di un giudice milanese punta ad allargare a dismisura il numero dei processi che non si celebreranno mai, garantendo di fatto l'impunità perenne agli imputati.
    Fino a pochi anni fa, chi non si presentava in aula il giorno del processo veniva dichiarato contumace e processato in sua assenza. Il sistema non garantiva granché il diritto alla difesa, e intasava le aule già affollate dei tribunali penali. Ma prima o poi la sentenza arrivava e veniva inserita nel casellario: e quando il colpevole - magari a distanza di tempo - incappava in un controllo qualsiasi, veniva portato a scontarla.
    Nel 2014 il codice di procedura penale è stato modificato, prevedendo la sospensione del processo quando l'imputato non si trova: ma la nuova norma specifica che il processo invece va avanti se l'imputato ha avuto modo, durante le indagini, di nominare un difensore. La logica era chiara: se ha un avvocato, ha modo di tenersi aggiornato sugli sviluppi del processo. Se non si presenta in aula, fatti suoi.
    Ma adesso ad allargare robustamente la rete arriva la sentenza «garantista» che il giudice milanese Guido Salvini ha emesso nel processo a carico di un algerino sorpreso dalla Guardia di finanza a spacciare euro falsi nel centro di Milano. Le fiamme gialle lo bloccano, lui dice di non avere documenti nè fissa dimora, viene identificato grazie alle impronte digitali. Lo denunciano a piede libero, perché il reato non prevede l'arresto in flagranza: ma prima gli nominano un difensore d'ufficio e gli spiegano che dovrà fare riferimento all'avvocato. E lui, come era prevedibile, svanisce nel nulla.
    Il processo arriva sul tavolo del giudice Salvini, e qua arriva la svolta: il giudice dà atto che Achaib Wadi - si chiama così - ha nominato un difensore: ma, aggiunge, «vi è da chiedersi se da tale elezione di domicilio, del tutto formale se non fittizia, possa ricavarsi la prova della conoscenza da parte dell'imputato della celebrazione dell'udienza a suo carico». É vero che la legge stabilisce che il processo si faccia, ma Salvini dice che questa prassi «rischia di non rivelarsi, in concreto, in linea con la garanzia del diritto di partecipazione». «La presunzione di conoscenza del processo da parte dell'imputato si basa su un dato assai fragile». Conclude il giudice milanese che «quello che si celebrerebbe è un processo ad un fantasma». Per questo l'udienza viene rinviata a novembre, ma già con la certezza che verrà rinviata un altra volta, e così di anno in anno, potenzialmente all'infinito. Nel frattempo il giovanotto resterà incensurato.
    Lo stesso giudice autore della sentenza dà atto che i suoi colleghi del tribunale di Milano son quasi tutti di diverso avviso, e vanno avanti con i processi; ma intanto con la sua sentenza apre un precedente che altri magistrati potranno seguire, vista anche l'autorevolezza dell'autore (Salvini fu, per esempio, il giudice istruttore delle indagini su piazza Fontana).
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    Povia canta "Immigrazia" ed è subito polemica
    Il cantautore Povia pubblica su Facebook la sua nuova canzone "Immigrazia", in cui esprime la sua visione del fenomeno dell’immigrazione. E scoppia subito la polemica
    Luca Romano
    Ormai è un must: ogni canzone di Povia scatena subito la polemica. Dopo i gay e l’eutanasia, è successo anche con "Immigrazia", l'ultimo video che il cantautore ha pubblicato su Facebook.
    Una visione personale del fenomeno dell'immigrazione. "Immigrazia è una follia voluta da chi vuole che tu vada. Nel frattempo l’immigrato mentre tu stai sulla sedia piano piano lui si insedia. Nel frattempo l’immigrato con l’aiuto del governo si prende il nostro posto e si prende pure il padreterno. Gli immigrati di domani saranno i nuovi italiani. Ma se dici queste cose sei soltanto un incivile", recita Povia.
    E poi ancora: "Se non vuoi fare quel lavoro, lo fanno loro lo fanno loro. E mentre fissi il lampadario ti fregano il salario". Inutile dire che la canzone ha suscitato apprezzamenti ma anche diverse polemiche e accuse di xenofobia e razzismo.
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    COMO: ISLAMICO INCENDIA CHIESETTA
    Un pachistano di 27 anni, nel tardo pomeriggio di ieri ha appiccato il fuoco a una chiesetta a fianco della parrocchia di Maccio di Villa Guardia (Como).
    I danni sono stati limitati solo grazie al tempestivo intervento del sacrestano che ha subito visto il fumo. Il giovane islamico è rimasto fermo davanti alla chiesa senza parlare anche quando sono arrivati i carabinieri.
    Nei suoi confronti pendeva già un provvedimento di espulsione mai eseguito. E’ stato ricoverato nel reparto di psichiatria perché avrebbe “gravi e perduranti problemi mentali”. Come la maggioranza dei sedicenti profughi che ospitiamo in Italia.
    COMO: ISLAMICO INCENDIA CHIESETTA | Vox

    ADDIO AL PROFUGO SPACCIATORE, L’OVULO DI DROGA GLI ESPLODE IN PANCIA
    UNA NOTIZIA TRISTE CHE NON AVREMMO MAI VOLUTO DARE, LA MORTE DI UNA RISORSA SUL LAVORO
    Non era sembrata una morte violenta perché, effettivamente, quell’uomo nigeriano di 49 anni non aveva alcun segno esterno sul corpo. Però, gli inquirenti non erano convinti fin dal primo momento che fosse un decesso naturale, tanto è vero che il sostituto procuratore di turno, Claudio Cicchella, dopo il ritrovamento del cadavere martedì pomeriggio, aveva disposto l’autopsia.
    Si è scoperto che ad uccidere il nigeriano è stato un ovulo di droga, probabilmente cocaina, che gli è letteralmente esploso nella pancia non lasciandogli scampo. Quando martedì è arrivata al 118 una richiesta d’aiuto, c’era un nigeriano che parlava del suo coinquilino esanime in casa. Immediatamente, nell’appartamento di Elce, erano arrivati i sanitari e anche gli agenti della squadra volante della questura di Perugia perchè, fin da subito, qualcosa non tornava.
    Il proprietario dell’abitazione in cui il nigeriano è morto ha detto agli inquirenti che il 49enne era arrivato in città per fargli visita ma che in realtà viveva nel nord Italia. Alla luce di quanto accaduto però, si impongono ulteriori accertamenti nel passato dell’uomo deceduto. La droga era destinata al mercato perugino oppure quell’appartamento di elce era solo una tappa intermedia fatta da un corriere ovulatore?
    A Perugia si teme uno sciopero ad oltranza dei corrieri della droga, dopo la morte di un loro collega sul lavoro. La Cgil potrebbe proclamarlo da un momento all’altro con annessa marcia contro il razzismo, del resto la cocaina è ‘neve bianca’, volete che non sia razzista?
    Addio al profugo spacciatore, l?ovulo di droga gli esplode in pancia | Vox



    TROVATO IN ITALIA IL TELEFONISTA DI ISIS: FIGLIO DI IMMIGRATI CRESCIUTO DA NOI
    Portano in Italia le stragi dell’Isis. Gli inquirenti americani hanno scoperto che i terroristi islamici dello Stato Islamico hanno utilizzato un sistema di comunicazioni via Internet, totalmente anonimo e segreto, che per diversi mesi è stato gestito da un ragazzo maghrebino cresciuto in Italia.
    Nei giorni scorsi il giovane è stato sottoposto a un primo, lunghissimo interrogatorio da due procuratori degli Stati Uniti, arrivati appositamente in Italia con una squadra di poliziotti federali che indagano da tempo sugli attentati terroristici realizzati o progettati in Occidente dagli islamici dell’Isis.
    L’inchiesta statunitense gli attribuisce una posizione chiave nella gestione delle comunicazioni tra i capi-cellula dell’Isis che vivono in zone di guerra e i giovani jihadisti reclutati in Occidente. Il ragazzo cresciuto in Italia, che è molto esperto di informatica, risulta affiliato all’Isis da un paio d’anni: secondo le indagini americane, confermate dagli accertamenti svolti in Italia, era diventato «amministratore» di un canale segreto di comunicazioni dell’Isis, che gestiva senza muoversi dalla sua abitazione, con speciale programma informatico installato su un telefonino dedicato, cioè usato solo per questo, che teneva nascosto in camera da letto.
    Il migrante di seconda generazione era stato arrestato in Italia nei mesi scorsi come “semplice” simpatizzante islamico di ISIS.
    Come amministratore del sistema, il giovane jihadista ‘nuovo italiano’ gestiva la rete che risulta aver distribuito proclami, video e rivendicazioni di attentati tra migliaia di simpatizzanti sparsi nel mondo. E, soprattutto, era sempre lui a gestire, dalla sua casa in Italia, un canale ancora più segreto del cosiddetto dark web, utilizzato per le comunicazioni più importanti e riservate, dove erano ammessi solo pochissimi capi-cellula dell’Isis, su cui ora indagano gli inquirenti americani dell’antiterrorismo.
    E pensare che Boldrini ci aveva avvisato che sarebbero stati i figli di immigrati ai quali negheremo cittadinanza a “farci del male”. Invece questi si sono già portati avanti.
    L’Italia non ha ancora vissuto eventi di terrorismo islamico di una certa rilevanza sulla propria pelle perché non ci sono abbastanza immigrati di seconda generazione. Una classe dirigente degna di questo nome eviterebbe di percorrere la stessa strada di Francia e Regno Unito.
    TROVATO IN ITALIA IL TELEFONISTA DI ISIS: FIGLIO DI IMMIGRATI CRESCIUTO DA NOI | Vox

    Germania, fallisce l’integrazione: un disoccupato su due è immigrato
    LORENZO VITA
    Un giorno Angela Merkel decide di cambiare tutto nella politica di accoglienza made in Germany. Niente più barriere, niente più “muri”, una rotta balcanica aperta a tutti per salvare i profughi in fuga dal Medio Oriente. Il modello tedesco e diventa, nel breve termine, il metro di paragone di ogni sana politica d’integrazione per l’Europa e non solo: un modello cui tutti i Paesi devono ambire per essere considerati civili.
    Passano pochi mesi, e cominciano a sentirsi i primi scricchiolii in questa struttura così mediaticamente perfetta creata dal governo tedesco. E così, si passa dai peluche regalati alla stazione dove arrivano i migranti, ai primi segnali di attrito fra popolazione locale e nuovi arrivati: crescono le violenze contro i centri rifugiati, avvengono i fatti di Colonia e Amburgo, con i primi attentati nelle città tedesche a fare da sfondo. S’inizia, anche in Germania, ad avvertire la sensazione che – in fondo – non esiste una politica migratoria seria che sia compatibile con l’ingresso di masse imponenti di nuove persone.
    Un’immagine di una reale incapacità del sistema tedesco nel gestire una tale ondata migratoria, viene direttamente dai dati di un ufficio federale: l’Agenzia federale del lavoro (Bundesagentur für Arbeit). Perché è proprio il lavoro l’unico vero motore dell’integrazione e l’unica garanzia che il sistema possa funzionare e riallocare le persone in arrivo da ogni parte del mondo. Ebbene, anche la Germania, nazione che storicamente ha un tasso di disoccupazione bassissimo e in cui viene agevolata l’imprenditoria, dimostra di avere un tasso crescente di disoccupazione, ma, in particolare, che gli immigrati rappresentano una fetta molto importante di disoccupati. Secondo l’Agenzia federale del lavoro, i cui dati rimangono fermi a dicembre 2016, circa la metà dei due milioni e mezzo di disoccupati in Germania è di origine straniera o ha radici straniere. Un dato che fa riflettere e che mostra una certa tendenza dello Stato tedesco che può, probabilmente, estendersi anche ad altre realtà europee.
    I dati sono preoccupanti e destano scalpore soprattutto in prossimità delle elezioni tedesche: il 43,1% dei disoccupati ha un cosiddetto “background migratorio”, cioè è immigrata o ha almeno un genitore straniero. Una cifra che raggiunge il 49,5 per cento nell’ex Germania orientale e che raggiunge addirittura il 59% in Assia. Inoltre, è segnalato anche dalla stampa locale, i numeri di questo report sono anche ottimistici, o quantomeno fuorvianti, dal momento che più di quattro milioni di persone in Germania non guadagnano abbastanza per vivere, e le persone che sono malate, che hanno gravi disfunzioni fisiche o che stanno seguendo dei corsi di formazione finanziati con fondi pubblici, non fanno parte di queste statistiche. Una cifra che è aumentata negli ultimi anni, come è aumentato anche il numero di immigrati che ricevono gli aiuti sociali noti come Hartz IV, che è aumentato del 7,1 per cento negli ultimi tre anni.
    L’agenzia federale del lavoro non ha dubbi: il numero di disoccupati è in crescita su tutto il territorio tedesco, e lo è anche grazie all’aumento del numero degli immigrati. E questo dato fa riflettere e fa discutere. Ma soprattutto fa riflettere il dato per cui c’è una forte differenza anche fra le culture di origine e il livello di disoccupazione e di preparazione a seconda del luogo da cui provengono i nuovi residenti in Germania. L’agenzia per esempio ricorda come l’88% dei giovani arrivati dalla Cina abbia un’istruzione liceale, mentre lo è solo il 16% di quello proveniente dalla Turchia. E questo si riflette inevitabilmente anche sulle possibilità di allocazione delle risorse nel mondo del lavoro, soprattutto in un mercato altamente specializzato come quello tedesco.
    Un fallimento del sistema tedesco? Sicuramente una crepa importante. Da una parte, si nota come anche in Germania, pur con dati non allarmanti, la disoccupazione aumenti, e con essa i problemi legati alla tenuta del sistema. Parliamo di milioni di persone senza un lavoro. Preoccupa soprattutto perché la metà di persone senza lavoro è immigrata o proveniente da genitori immigrati, dunque vuol dire che a conti fatti, il sistema d’integrazione promosso dai governi tedeschi non funziona. E tutto ciò comporta dei rischi, soprattutto quando la povertà aumenta parallelamente al numero d’immigrati. Il rischio di un conflitto sociale fra poveri nasce, spesso, proprio dal confronto di culture diverse in un sistema che non garantisce lavoro, anche se l’immigrazione non è la causa dell’assenza. In questo senso, l’aumento dei movimenti cosiddetti populisti nella Germania Orientale può essere considerata come una rappresentazione elettorale del sentimento di sconforto di fronte a questo sistema.
    Un disoccupato su due è immigrato: la Germania ha fallito

    "Così l'esercito può bloccare in pochi giorni le Ong e lo sbarco di migranti"
    Il generale Vincenzo Santo: "I nostri militari potrebbero porre fine all'ondata di migranti in pochi giorni e senza neppure combattere"
    Claudio Cartaldo
    Il generale Vincenzo Santo ne è certo: gli sbarchi dei migranti si possono fermare. Basta usare l'esercito per quello per cui è stato creato: difendere i confini. Ma è proprio vero che l'immigrazione è "un fenomeno epocale che non si puo fermare"? Non lo è. Se lo si volesse, in pochi giorni l'esercito italiano potrebbe fermare i flussi migratori.
    Lo pensa il generale di Corpo d’Armata Vincenzo Santo, ex numero due della Nato in Afghanistan, già capo di Stato Maggiore della missione Isaf (International Security Assistance Force) ed ora collaboratore di uno dei più importanti siti di informazione sulla Difesa.
    "Abbiamo gli strumenti - dice il generale - per controllare le coste libiche senza metterci piede. Le rotte migratorie che ci riguardano convergono su Tripoli, da una parte attraverso il Fezzan, dall’altra attraversando prima l’area sud orientale libica per poi percorrere la costa di Aidabiya. La zona da controllare è molto più ristretta di quanto non si pensi. Per prima cosa si dovrebbe attuare il blocco delle navi Ong per impedirne l’effettivo ingresso in acque libiche, per poi andare a colpire a 'domicilio' gli schiavisti con le nostre forze speciali catturandoli e trasferendoli nelle nostre prigioni. Tutto questo senza attendere la benedizione di organismi internazionali e senza timore di violare la sovranità nazionale di alcuno. La nostra viene violata ogni qualvolta una nave non italiana ci porta a domicilio quel miserevole carico umano". Tradotto: se volesse l'Italia potrebbe colpire e distruggere il traffico di migranti, ponendo fine alla grande invasione.
    Il generale non nasconde che tra le fila dell'esercito ci sia insofferenza rispetto a quanto sta facendo il governo in tema di immigrazione. "I colleghi e i vecchi collaboratori con i quali sono in contatto - dice a Libero - manifestano la stessa rabbia che alimenta, penso, la maggior parte dei cittadini. Del resto, come si fa ad avere fiducia nelle istituzioni quando l’immigrato irregolare che pochi giorni fa a Milano ha accoltellato un poliziotto è stato scarcerato, anche se poi espulso? E magari tornerà. Ed è facile immaginare la frustrazione di chi sta giornalmente in strada per garantire la sicurezza dei cittadini".
    Non condivide invece l'idea di creare campi per migranti in Libia: "Stiamo spendendo soldi per un governo che deve ancora dimostrare di poter controllare il territorio - dice - lo stesso dove le varie tribù che si spartiscono il potere spesso fanno il doppio gioco e comunque non si potrebbe affidare proprio a loro la gestione di eventuali campi. Vanno invece organizzati in Tunisia e in Egitto, forse anche in Algeria a patto, mi riferisco all’Egitto, che si ricostruisca il rapporto diplomatico dopo la rottura del caso Regeni".
    E per i clandestini a cui non è stato riconosciuto il diritto d'asilo, il generale Santo pensa sia necessario aumentare le capacità delle forze dell'Ordine di arrestare, caricare sugli aerei e spedire indietro il migrante. Anche se il Paese di origine non collabora: "Occorre affidare alle forze dell’Ordine il compito di rintracciarli e metterli a disposizione delle varie autorità consolari per l’identificazione certa dei clandestini - conclude Santo - anche se sono stati ben istruiti a far sparire i documenti, con la scusa che sono stati rubati o trattenuti dagli scafisti. Così non si può provare da quale Paese provengono. Ma sono convinto che se si vuole risalire alla nazionalità dell'immigrato, ci si riesce comunque, a meno che non faccia comodo un diverso approccio".
    "Così l'esercito può bloccare in pochi giorni le Ong e lo sbarco di migranti" - IlGiornale.it

    DON JOYBOX, IL PRETE CHE TRASTULLA GLI SPACCIATORI NEL CARCERE DI GENOVA
    Ormai trovare un prete normale è impresa non indifferente. L’ultimo bergogliano a dare sfogo alle sue ossessioni è un prete che ha deciso di portare una discoteca etnica in carcere, per allietare i detenuti migranti.
    Si chiama ‘joybox’, il ‘jukebox della gioia’, la prima audioteca realizzata all’interno del carcere di Marassi. L’idea è di don Roberto Fiscer, fondatore di Radio tra le note, la prima web radio parrocchiale della diocesi di Genova.
    “La musica è speciale – ha detto il prete – e annulla ogni differenza e ogni problema: quando sono con i detenuti mi sento vicino e come loro e gioisco con loro”. Ma infatti, la musica annulla ogni differenza e ogni problema, parola di don Joybox, il trastullatore degli spacciatori magrebini e sudamericani.
    Ogni giovedì pomeriggio, per tre ore, il giovane sacerdote entra nel carcere con i suoi lettori audio grazie ai quali i detenuti possono ascoltare le musiche che gli hanno chiesto la settimana prima. Sono previsti tre turni da un’ora ciascuno nei quali i detenuti si alternano nell’ascolto.
    E lui si commuove, a vedere stupratori, spacciatori, rapinatori e assassini ascoltare musica: “È commovente vedere come anche le persone apparentemente più dure si sciolgono ascoltando le musiche dei loro paesi e nella loro lingua”. È per questo che, ogni settimana, don Joybox varca il cancello di Marassi con i lettori audio pieni di musiche dei paesi del Sud America e del Nord Africa.
    Don Joybox, il prete che trastulla gli spacciatori nel carcere di Genova | Vox



    8×1000: BERGOGLIO PERDE 1 MILIONE DI DONATORI, FEDELI IN FUGA
    Inizia la grande fuga dell’8 per mille. L’esercito di Bergoglio deve essere affamato.
    Il ministero delle finanze ha diffuso dati, cifre e previsioni. Se nel 2014 sono stati 15.180.978 i contribuenti a scegliere di destinare l’8 per mille alla Chiesa (l’anno precedente erano stati 15.226.291), nel 2015 questa cifra si attesterebbe a 14.410.554 e nel 2016 a 13.944.967. Stiamo parlando di una perdita netta dall’inizio della gestione Bergoglio di più di 1 milione di contribuenti.
    Purtroppo l’effetto non è immediato. Infatti la truffa 8 per mille permette al Vaticano – uno Stato estero – di beccarsi l’80 per cento dei fondi nonostante solo il 35% dei contribuenti decide di destinare l’8 per mille alla Chiesa. Questo per il perverso sistema con il quale si spartiscono il malloppo.
    Nondimeno è un segnale importante e devastante. L’Ong Vaticano va affamata, lavora per africanizzare e islamizzare l’Italia.
    8×1000: BERGOGLIO PERDE 1 MILIONE DI DONATORI, FEDELI IN FUGA | Vox


 

 
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