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Discussione: Le delizie della società multietnica

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    Predefinito Re: Rif: Le delizie della società multietnica

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    Siracusa, protesta choc dei migranti minori: lanciano armadi dalla finestra
    La rivolta scoppiata due sere fa a causa del mancato pagamento del pocket money ai migranti. L'ira di Matteo Salvini: "Adesso diranno che sono io a seminare odio"
    Rachele Nenzi
    L'ira esplode nel centro migranti di Francoforte, a Siracusa. Un gruppo di immigrati monorenni, ospitati dalla cooperativa locale, si sono ribellati perché a loro dire da qualche tempo non gli verrebbe elargito il pocket money che gli spetta per legge, ovvero il contributo di 2,5 euro al giorno per comprare i beni non di prima necessità.
    Tutto inizia intorno alle 21 del 9 settembre. A documentare la rivolta c'è un video (guarda qui il filmato) in cui si vedono volare giù dalle finestre del centro profughi mobili e tutto il mobilio della struttura di accoglienza.
    Quando i cittadini hanno visto cosa stava accadendo, sono scesi in strada indignati. E si è quasi arrivati alle mani. Solo l'intervento dei carabinieri ha permesso di sedare gli animi e identificare i responsabili delle violenze. I militari, secondo quanto scrive Live Sicilia, "hanno identificato i quattro, degli undici ospiti della struttura, responsabili della violenta protesta, che, sebbene le circostanze dell’evento siano ancora oggetto di riscontri, potrebbe essere infondata".
    Migranti trasferiti
    Insomma, secondo quanto emerge dalle prime indagini non solo i migranti avrebbero devastato mezzo centro di accoglienza. Ma i motivi della loro protesta sarebbero anche farlocchi. I quattro responsabili sono stati quindi allontanati dalla struttura e ora godranno di vitto e alloggio pagato dallo Stato in un'altra struttura, lo Sprar presente sempre a Francoforte. I facinorosi non verranno perseguiti per la loro protesta, hanno 14 anni, ma il loro nome è comunque finito sul tavolo del procuratore per i minori di Catania. Che valuterà il da farsi.
    Siracusa, protesta choc dei migranti minori: lanciano armadi dalla finestra - IlGiornale.it



    PROFUGHI FINGONO DI SISTEMARE PANCHINE, LAVORO DA RIFARE: DOPPI COSTI
    Sapete la storia dei “profughi che lavorano gratis per le nostre città”? Beh, a parte che non lavorano gratis, e a parte che quei lavori potrebbero farli i nostri disoccupati, come chiunque dotato di più di un neurone, passati loro, i lavori vanno rifatti daccapo. Con doppi costi per le comunità.
    Ad esempio, a Perugia, a parte l’idea ironica di fare loro pitturare le panchine dove poi andranno a spacciare, questa si è rivelatoa in tutta la sua entità meramente propagandistica in una marchetta raccontata dai media locali.
    L’Arci e il gruppo che coordina (per il progetto “Perugia In”) sono al lavoro ai giardini Carducci per dare l’ultima mano di vernice alle panchine. Si rivelano così infondate le critiche di quanti avevano gridato allo scandalo per le panchine imbiancate di cementite, con telefonate di vibrata protesta agli uffici comunali e alla segreteria del sindaco.
    Ieri si è scoperto che il lavoro sulle panchine è tutto da rifare. Tanto che il Comune ha dovuto chiamare un artigiano locale per rifare tutto. Ovviamente a spese della comunità. Perché quello che importa non è sistema l’arredo urbano, ma fingere che a farlo siano i migranti e, ovviamente, davanti alle telecamere.
    Profughi fingono di sistemare panchine, lavoro da rifare: doppi costi | Vox

    TRUMP ANNUNCIA IL VIA LIBERA AL GRANDE MURO DI CONFINE
    Donald Trump annuncia la costruzione del muro al confine tra Stati Uniti e Messico. Intanto il PD annuncia case per i clandestini
    Una barriera necessaria, scrive in un tweet il presidente Usa, perché il Messico “è una delle nazioni con maggiore criminalità al mondo”. E sui fondi per costruirla aggiunge: “Lo pagherà il Messico con un rimborso o altro”. E’ noto come i cartelli della droga facciano la spola tra Messico e Usa attraverso il poroso confine.
    Gli Stati Uniti fanno guerre ovunque, tranne per difendere il proprio territorio dal crimine: perché il deep state vuole soldi per fare guerre all’estero e immigrati a basso costo da sfruttare in casa.
    Trump annuncia il via libera al Grande Muro di confine | Vox

    RIPRENDONO SBARCHI: OLTRE 1.200 CLANDESTINI IN 24 ORE
    Oltre gli sbarchi fantasma che non sono mai cessati, riprendono anche in grande stile i traghettamenti delle Ong, evidentemente si sono liberati posti negli hotel gestiti da Coop, Vaticano e ‘ndrangheta.
    Oltre 1200 arrivi nelle ultime 24 ore. Con altre navi in arrivo, uno, addirittura, ha prelevato direttamente i clandestini in un porto libico.
    Riprendono sbarchi: Oltre 1.200 clandestini in 24 ore | Vox

    NOVANTENNE SFRATTATA DA CASA: «DEVE FARE SPAZIO AI PROFUGHI»
    Ormai siamo oltre ogni limite. Pasiano manteneva, orgogliosamente, la sua quota zero e non ospitava alcun fancazzista spacciato da richiedente asilo. Praticamente un caso unico nella zona di Pordenone. Non era tollerabile per il PD e le Coop.
    Così anche a Pasiano arriveranno i coloni africani, a fecondare il territorio, come ebbe a dire quel parassita vestito di bianco. E per fare posto a loro, una donna di 90 anni sarà cacciata di casa.
    Saranno infatti ospitati in un’abitazione privata lungo la strada che collega la frazione di Pozzo a quella di Traffe. Tutto è avvenuto attraverso una contrattazione tra il privato e la Prefettura di Pordenone.
    Il piano è stato svelato dall’ex sindaco Claudio Fornasieri, di Forza Italia: «L’abitazione in questione è finita all’asta tempo fa ed è stata correttamente rilevata. E fino a qui tutto normale, al suo interno, però, vive una donna anziana di 90 anni che adesso non sappiamo dove debba andare ad abitare».
    Per questo è nata l’interrogazione protocollata in municipio. «Chiederemo al sindaco e all’amministrazione comunale – è andato avanti l’ex primo cittadino – come si affronterà la vicenda a 360 gradi».
    Diciamolo chiaramente: è il governo, attraverso la prefettura, a cacciare una donna italiana di 90 anni di casa, per piazzare lì dei clandestini africani in fuga dalla guerra in Siria. Perché rendono molto di più, e magari la casa all’asta l’ha presa una coop o qualche affarista che non vedeva l’ora di affittarla ad una coop dei profughi e sostituire un’anziana con qualche decina di africani.
    In un paese sano, una notizia del genere farebbe cadere un governo. Questo governo è abusivo. Questo governo è criminale. Questo governo è il nemico da abbattere.
    Novantenne sfrattata da casa: «Deve fare spazio ai profughi» | Vox

    SALA: “DOBBIAMO DARE UNO STIPENDIO AI PROFUGHI”
    Non basta il vitto, l’alloggio e la paghetta.
    Sala, che da organizzatore di Expo ha visto all’opera Farinetti, vuole sostituire i lavoratori italiani con i finti profughi: «bisogna cercare di farli lavorare, ma perché devono avere una assicurazione e il lavoro va retribuito. Il punto è solamente essere legittimati a farli lavorare: di lavoro a Milano, anche relativo alla manutenzione e al decoro della città, se ne può trovare. Continuo a insistere con il governo perché credo che sia nell’interesse di tutti il Paese, non solo di Milano».
    E tanti saluti a pensionati, studenti e disoccupati che, magari, farebbero volentieri quei ‘lavoretti’ in cambio di qualche soldo.
    SALA: ?DOBBIAMO DARE UNO STIPENDIO AI PROFUGHI? | Vox

    PROFUGO PALPEGGIA RAGAZZA, CARABINIERI LO SALVANO DA LINCIAGGIO E GIUDICE LO LIBERA
    ENNESIMO PROFUGO CHE TENTA VIOLENZA SU UNA RAGAZZA ITALIANA: ORMAI E’ EMERGENZA NAZIONALE
    Un ivoriano, richiedente asilo, ha palpeggiato una giovane bagnante sulla spiaggia di Santa Teresa.
    Il 31enne, proveniente dalla Costa d’Avorio e con permesso di soggiorno in quanto richiedente asilo, era seduto in acqua quasi a riva quando ha allungato una mano sul posteriore di una ragazza salernitana (21enne) che si era chinata per giocare con il figlioletto.
    La ragazza ha immediatamente reagito dando uno schiaffo all’immigrato e allontanandosi dal bagnasciuga in modo da evitare ulteriori molestie da parte del profugo e chiedendo, al tempo stesso, aiuto agli altri bagnanti. Che non si sono lasciati pregare.
    Per sfortuna, su lungomare, c’era già una pattuglia dei carabinieri impegnata in servizi di controllo del territorio: l’equipaggio della Radiomobile ha visto l’immigrato rincorso dalla folla inferocita e lo ha fermato.
    LA BEFFA – Il richiedente asilo è stato arrestato per violenza sessuale e – in un primo momento – sottoposto agli arresti domiciliari presso un centro di accoglienza della provincia di Avellino dove il 31enne straniero (celibe e nullafacente con un temporaneo permesso di soggiorno) era ospite. Ieri il giudice del Tribunale di Salerno non ha convalidato nemmeno l’arresto per mancanza di flagranza e ha disposto l’obbligo di firma.
    La ragazza doveva lasciarsi stuprare. E magari avvisare il giudice di Salerno che, così, poteva andare a “cogliere in fragranza” il bastardo. Ma forse, vista la decisione, la cosa l’avrebbe eccitato.
    Questi sedicenti profughi che passano le giornate in vacanza tra hotel e spiagge, hanno l’idea di avere le donne italiane a loro disposizione. Idea convalidata dalla decisione di tanti, troppi giudici, che li liberano.
    PROFUGO PALPEGGIA RAGAZZA, CARABINIERI LO SALVANO DA LINCIAGGIO E GIUDICE LO LIBERA | Vox

    LAMPEDUSA IN BALIA DI 200 TUNISINI, SINDACO: “MOLESTANO DONNE E RUBANO”
    “Minacce, molestie, furti. Lampedusa è al collasso, le forze dell’ordine sono impotenti, nel centro ci sono 180 tunisini molti dei quali riescono tranquillamente ad aggirare i controlli: bivaccano e vivono per strada. Chiedo che venga chiuso l’hot spot, una struttura inutile che non serve a niente”. Così il sindaco sindaco di Lampedusa, Totò Martello, cerca di rimediare al caos creato dal suo predecessore, la fanatica Nicolini.
    Il sindaco Martello denuncia: “I bar sono pieni di tunisini che si ubriacano e molestano le donne. Ricevo decine di messaggi di turisti impauriti, gli albergatori, i commercianti e i ristoratori subiscono quotidianamente, non ce la fanno più”.
    “Nonostante il centro sia presidiato da polizia, carabinieri e guardia di finanza, i tunisini entrano ed escono come e quando vogliono. Non c’è collaborazione fa parte delle istituzioni – accusa Martello – Siamo soli. C’è un grave problema di ordine pubblico, chiedo l’intervento diretto del ministro degli Interni.
    Lampedusa in balia di 200 Tunisini, Sindaco: ?Molestano donne e rubano? | Vox

    PROFUGHI MOLESTANO RAGAZZINE SUL BUS, MA HANNO LA TESSERA DEL PD
    IL PD TOSCANO HA CONSEGNATO AI PROFUGHI TESSERE DI IDENTITA’ CHE POSSONO UTILIZZARE PER VIAGGIARE GRATIS SU TUTTI I MEZZI DI TRASPORTO: PAGANO I CONTRIBUENTI
    Ancora racconti di escandescenze sugli autobus da parte di richiedenti asilo ospiti delle strutture autorizzate operanti in provincia di Grosseto. Alcuni genitori di ragazze minorenni che mercoledì pomeriggio viaggiavano da Grosseto verso Massa Marittima hanno segnalato episodi che vengono descritti come «di routine» e contro i quali pare si possa fare poco o nulla perché pur essendo percepiti come molesti non sfociano mai (e per fortuna) in vera e propria violenza. In particolare, appunto, mercoledì pomeriggio lungo la linea Grosseto – Massa Marittima alcuni richiedenti asilo sono saliti in via Tripoli in evidente stato di ebbrezza.
    «Mia figlia – racconta un genitore – ha detto di averne visto uno addirittura salire a bordo con due bottiglie che sono apparse essere di vino o roba del genere. E lo stato di ebbrezza era evidente. Questa persona si è messa a parlare con altri richiedenti asilo saliti sul bus, ma non lo faceva in maniera normale, bensì urlando anche in maniera piuttosto accalorata. Mia figlia era con delle amiche, anche loro minorenni, e tutte hanno avuto paura che la situazione potesse degenerare».
    Prima che ciò fosse potuto accadere, però, la giovane autista del pullman ha fermato il mezzo e ha chiamato i carabinieri.
    «Quando i militari sono arrivati al bus – riprende il genitore di una delle ragazze che erano a bordo – la comitiva di extracomunitari si è improvvisamente calmata. Si sono messi seduti sui seggiolini come dei tranquillissimi passeggeri, hanno esibito il tesserino rilasciato dalla Regione e tutto è finito lì. Dopo un po’ i carabinieri se ne sono andati, l’autobus ha ripreso il viaggio e quando è giunto in prossimità de La Castellaccia, ove pare siano ospiti queste persone, la comitiva è scesa inveendo in maniera pesante contro la conducente».
    Racconti di questo genere sono ormai all’ordine del giorno. «Con questi tesserini di libera circolazione – conclude il genitore – i richiedenti asilo viaggiano in lungo e in largo. Va benissimo, ma fino a quando mantengono un atteggiamento civile e consono».
    Va benissimo? Per nulla. I cocchi del governatore eletto dal PD Rossi viaggiano gratis, a spese dei contribuenti. Anche se lo facessero educatamente sarebbe scandaloso. Il fatto che lo facciano molestando le ragazzine lo rende anche illegale.
    Profughi molestano ragazzine sul bus, ma hanno la tessera del PD | Vox



    AFFITTA CASA A 20 PROFUGHI, AFFARISTA AGGREDITA DALLA FOLLA FURIOSA
    Un’affarista di 59 anni che ha deciso di fare affari con il lucroso business dell’accoglienza, affittando una delle proprie case ad una cooperativa che utilizzerà lo stabile per accogliere 20 giovani maschi africani, è stata aggredita dalla folla dei suoi ex concittadini.
    E’ successo a San Michele Tiorre, piccolo paese della collina parmense. L’episodio risale a martedì sera e la donna, dopo avere avvisato di quanto successo la Prefettura, ha sporto denuncia presso i Carabinieri. Lei che importa immigrati presenta denuncia contro chi difende il proprio territorio.
    Ad affrontarla una cinquantina di persone, residenti del paese, ed alcuni di loro sarebbero stati identificati dalla donna che nella denuncia ne avrebbe indicato nomi e cognomi.
    “Quanto è avvenuto è grave ed inaccettabile – commentano oggi in una nota i parlamentari del Pd parmensi Giorgio Pagliari, Giuseppe Romanini e Patrizia Maestri. Alla signora e a tutta la comunità, scossa da quanto avvenuto, va la nostra vicinanza e solidarietà”.
    Beh, la comunità è scossa dall’arrivo dei vostri amichetti, vista la reazione.
    Affitta casa a 20 profughi, affarista aggredita dalla folla furiosa | Vox

    RECORD DI PROFUGHI INFETTI: DILAGANO TUBERCOLOSI E SCABBIA
    E’ record di profughi infetti. I dati elaborati dalla Regione Lombardia non lasciano spazio a dubbi.
    Secondo il report nel solo mese di luglio sono state effettuate 1500 vaccinazioni, 1615 test di Mantoux (tubercolosi), 722 controlli di secondo livello per la tubercolosi e 196 trattamenti anti scabbia. Tutto a spese dei contribuenti. Salate spese.
    Quando si parla di 722 ‘controlli di secondo livello’, significa che almeno 722 profughi sono risultati positivi al test sulla TBC. Poi, ovviamente, ci sono quelli asintomatici. E poi, ovviamente, ci sono le altre patologie infettive.
    Il numero di prestazioni sanitarie erogate dalle Ats lombarde nel corso dello stesso mese ha superato quota quattromila (4.033 per la precisione di cui 921 all’ Ats dell’ Insubria, tra Como e Varese, e 712 in quella di Bergamo).
    Ogni giorno gli ospedali lombardi sono costretti a curare in media 130 profughi africani in fuga dalla guerra in Siria.
    In questo senso la Ats di Brescia è quella con la maggior percentuale di interventi per scabbia (il 13,2 per cento degli interventi seguita dall’ Ats di Pavia con 12,3). Quella della Brianza è prima per sospetta tubercolosi (il 25,3 per cento) mentre le vaccinazioni rappresentano il 48 per cento delle prestazioni erogate a Sondrio e in Valcamonica (l’ Ats della montagna è seguita da quella della Val Padana con il 44,8 per cento).
    «La Regione Lombardia in materia di immigrazione fa tutto quanto di propria competenza», ha ricordato l’assessore regionale alla Sicurezza Simona Bordonali. «Anzi, è lo Stato centrale che ci deve dei soldi. Garantiamo controlli igienico sanitari agli immigrati che arrivano, nell’ottica di tutelare la salute dei lombardi, e all’ interno delle strutture di accoglienza. Grazie al lavoro dell’ assessore Gallera e di tutti gli operatori delle Ats, l’ attività si è sempre svolta in maniera puntuale con tutte le visite necessarie per verificare la presenza di patologie infettive come la Tbc o la scabbia. Il fatto che possano arrivare sul territorio lombardo dei clandestini portatori di malattie», ha puntualizzato Bordonali, «conferma definitivamente come il governo italiano sia totalmente allo sbando nel gestire, o meglio non gestire, la questione relativa all’ immigrazione. Purtroppo i problemi si riversano poi sul territorio».
    I fancazzisti ospitati in Lombardia sono praticamente tutti adulti maschi (20.969), poche le donne adulte (2.413) e nell’80 per cento dei casi prostitute nigeriane traghettate dalla Mafia nigeriana in collaborazione con le Ong. Solo 1.132 i minorenni, o presunti tali.
    Dati identici, sia per il genere che per le epidemie, a quelli del resto d’Italia.
    In particolare, nella Città Metropolitana di Milano i maschi adulti ospitati in strutture di accoglienza sono circa l’ 80%. Le strutture di accoglienza dei migranti, inclusi gli appartamenti, erano a fine luglio 2017 1442. «In questi ultimi anni si è monitorato costantemente il dato creditorio di Regione Lombardia e delle sue aziende per il recupero delle prestazioni a stranieri indigenti da parte delle Prefetture», ha confermato l’ assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera. «Ad oggi il debito da parte del Ministero dell’ Interno ha raggiunto la cifra di 80 milioni per il cui recupero mi sono già attivato e sarà mia cura sollecitare le modalità per il rientro delle risorse».
    Tanto il ministero li frega sempre e comunque ai contribuenti italiani. Lombardi compresi.
    Record di profughi infetti: dilagano Tubercolosi e Scabbia | Vox

    Pubblichiamo Posta Prioritaria, la rubrica in cui Mario Giordano risponde alla missiva di un lettore.
    Caro Giordano, Bergoglio, nato e cresciuto in Sudamerica, non può conoscere fino in fondo né capire la storia e la civiltà europea e si adopra sistematicamente per favorire l’invasione musulmana, dimenticando che la religione cristiana, di cui dovrebbe essere il massimo rappresentante, non può che confliggere con essa. L’Italia, grazie alla politica folle e suicida di Renzi, sta subendo in prima linea quell’invasione mentre il Papa argentino se ne sta tranquillo al riparo delle alte e solide mura vaticane. Bergoglio condanna l’Europa perché non si lascia invadere (Socci), dimenticando, scientemente o meno, che esistono in Medio Oriente tanti Stati arabi, Qatar, Arabia Saudita, etc: spazi sconfinati, ricchi sfondati, e governati da loro fratelli in Allah. Perché non esorta i clandestini musulmani, a lui tanto cari da esserseli portati a Roma, lasciando nel fango e nella disperazione altrettanti profughi cristiani, a dirigere il loro cammino verso quegli Stati, che non aspettano che quel momento per erigere all’istante mura alte e solide sul modello del Vaticano?
    Corrado Alessi
    Milano
    In effetti questa è una domanda che mi sono fatto spesso anch’io, ma senza riuscire a dare una risposta. Se quella in atto non è un’invasione organizzata dell’Europa, ma uno spostamento di popoli dai Paesi più poveri a quelli più ricchi, perché lo spostamento non tocca il Qatar o gli Emirati Arabi? Non sono forse questi Stati assai più ricchi dei nostri? E non c’è persino maggior omogeneità culturale e religiosa con gli immigrati islamici? Non dovrebbe essere più facile l’accoglienza e l’integrazione? Perché, insomma, i musulmani in fuga dalla Nigeria o dal Bangladesh devono trovare ospitalità nell’Alta Val Seriana e non ad Abu Dhabi o a Riad? Perché vogliano avvicinarsi al Vaticano e non alla Mecca? Mistero. A meno che, come si diceva, questa migrazione, più che un fenomeno spontaneo, sia una vera e propria invasione organizzata dell’Europa, una sottomissione programmata. E qui entra il ruolo del Papa. Perché chi dovrebbe difendere la cristianità, non si oppone alla sua progressiva distruzione? Anche a questa domanda non so rispondere. Fra l’altro, pure dal punto di vista più economico, Bergoglio non lo capisco. Lui si dice grande difensore dei poveri. Non si accorge che l’invasione rende tutti più poveri? Non si accorge che viene utilizzata per l’abbassamento dei diritti? Non si accorge che le zone di sfruttamento, di caporalato, lavoro nero, riduzione dei redditi continuano senza freni proprio grazie all’afflusso in Europa dei clandestini?
    Mario Giordano, Posta Prioritaria: "Sono invasori, non immigrati. Non capisco perché il Papa li difenda" - Libero Quotidiano

    Aetas accà
    LE PREDICHE DELLA CEI
    Monsignor Nunzio Galantino e nostri migranti: la Cei predica accoglienza (ma la fa a spese dello Stato). Oltre 23mila migranti ospitati dalla Chiesa ma solo 4 mila sono pagati con fondi ecclesiastici. Il 79% lo paga il governo
    di Giuseppe De Lorenzo
    Il segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino, lo ha detto in tutte le salse: bisogna accogliere i migranti. Posizione legittima, per carità. Ma a spese di chi? Già, perché a conti fatti lo slancio caritatevole della Chiesa non lo sostengono le casse del Vaticano.
    Ma gli italiani.
    A documentarlo sono i dati dell’ultimo rapporto della Caritas sulla "Protezione internazionale in Italia": a giugno 2016, il 17% degli stranieri accolti nel Belpaese erano presi in carico dalla Cei. Mica male. Anche perché di questi 23.201 immigrati che risultano nelle strutture religiose, solo 4.929 mangiano grazie a fondi ecclesiastici o donazioni. I restanti 18.272 (il 79%) la Chiesa li accoglie sì, ma usando i soldi dello Stato, cioè dei cittadini.
    Difficile fornire una somma precisa. Galantino ad aprile li quantificava in 150 milioni di euro all’anno. A far man bassa di appalti sono le diocesi e la Caritas. L’ente della Cei compare come aggiudicatario in almeno 26 diverse prefetture attraverso le sue diramazioni locali o le fondazioni direttamente controllate. L’elenco è sconfinato.
    Al banchetto caritatevole partecipano tutte, dalle coop citate nelle carte di Mafia Capitale fino ad arrivare alla diffusa rete delle Misericordie d’Italia. La sezione più famosa è quella che gestisce il Cara di Isola di Capo Rizzuto, finito nella bufera con l’accusa di collegamenti con la mafia e trattamenti inumani verso i migranti. Ma le maglie della Venerabile Confraternita sono fitte e le sue affiliate non si fermano in Calabria. Alcune sezioni controllano diversi Cas tra Arezzo, Firenze, Ascoli, Pisa (e non solo). In Toscana l’introito complessivo per il 2016 è succulento: 6,2 milioni di euro. E pensare che nel vademecum dei vescovi c’è scritto che l’ospitalità può essere anche “un gesto gratuito”. Alcuni non devono essersene accorti.
    https://apostatisidiventa.blogspot.i...etas-acca.html


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  2. #262
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    Predefinito Re: Rif: Le delizie della società multietnica

    E’ EMERGENZA SBARCHI FANTASMA: SBARCANO MIGLIAIA DI AFROISLAMICI
    «Un’immigrazione pericolosa», denuncia il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio parlando degli ormai sempre più frequenti «sbarchi fantasma» sulle spiagge dell’Agrigentino e su quelle di Lampedusa e Linosa (ma anche in Sardegna), e su cui ha aperto diverse inchieste.
    Migliaia di clandestini, quasi tutti clandestini, e sappiamo che la Tunisia ha recentemente svuoateo le carceri, e imbarcato i detenuti verso l’Italia.
    Arrivano in piena notte o all’alba, sbarcano e fanno perdere le loro tracce.
    Almeno cinquemila, a giudicare dai mezzi da sbarco ritrovati, 2.100 sulle coste dell’Agrigentino, 2.800 su quelle dell’isola di Lampedusa e perfino nella piccola Linosa.
    Di almeno la metà si sono perse le tracce. Diffusi sul territorio, forse armati: «Ma non è la nuova rotta dei migranti al posto di quella libica – avverte Patronaggio – anzi, sembra di essere tornati indietro di 10-15 anni, quando i migranti partivano dalle coste tunisine e venivano in Italia a cercar fortuna». Che tradotto significa: spacciare.
    «Sono quasi tutti tunisini, più qualche maghrebino – dice il procuratore di Agrigento – ma i motivi per cui arrivano in Italia potrebbero non essere solo legati a bisogni economici. Tra loro ci sono persone che non vogliono farsi identificare, gente già espulsa in passato dall’Italia o appena liberata con l’amnistia dalle carceri tunisine o magari che ha preso parte alle rivolte del 2011».
    «Tra loro potrebbero esserci anche persone legate al terrorismo internazionale (islamico ndr…). Per questo penso che siamo di fronte a un’immigrazione pericolosa».
    C’è un particolare che ha fatto suonare un campanello d’allarme negli scorsi giorni: il 27 agosto, dopo uno dei tanti sbarchi su una delle spiagge agrigentine, quella di Torre Salsa, è stata trovata una felpa nera con la scritta «haters Paris» e un’immagine della Tour Eiffel rovesciata.
    Testimoni degli sbarchi sulle spiagge agrigentine raccontano che i migranti raggiungono la statale 115 e chiedono dove sia la più vicina stazione ferroviaria. «Riteniamo che i più scaltri abbiano qualcuno che li attende e li porta via; è possibile che ci siano dei basisti a terra». Non tutti arrivano con i barchini da spiaggiare. E pare che altri gruppi siano portati fino a terra con altre barche o con gommoni che poi riprendono il largo. Particolare che fa pensare alla presenza di «navi madre» su cui viaggiano in centinaia
    «Se esiste una nave madre, questa potrebbe essere benissimo scambiata per una imbarcazione impegnata nella pesca con il cianciolo che prevede la presenza di quattro barche più piccole attorno a quella grande – ipotizza il procuratore – e dunque nessuno potrebbe sospettare».
    E? emergenza sbarchi fantasma: sbarcano migliaia di afroislamici ? VIDEO | Vox

    PROFUGO AFFIDATO A FAMIGLIA ITALIANA PIAZZA BOMBA NELLA METRO, SBARCATO NEL 2015
    Incriminato per l’attentato nella metropolitana di Londra, il profugo iracheno Ahmed Hassan, 18enne. E’ confermato che il terrorista islamico è sbarcato in Italia, a Trieste, con la prima ondata di finti profughi in fuga da Isis, in realtà ‘inviati da Isis’, su una nave partita dalla Turchia il 26 agosto 2015. Alla polizia aveva dichiarato di essere un minorenne siriano, e fu affidato a una casa famiglia italiana per poi fuggire dopo pochi giorni.
    Trasferito poi in Inghilterra, è stato ospitato da una coppia di cuckold locali, decorata da Elisabetta II per essersi presa cura di 268 ‘ragazzi’, per la maggior parte sedicenti profughi islamici.
    Il 18enne si sarebbe servito di perossido di acetone (“la madre di Satana” nel gergo dell’Isis), per poi acquistare su Amazon i restanti componenti e far deflagrare il tutto alle 8:20 del 15 settembre alla fermata di Parsons Green. Hassan è stato catturato a Dover un giorno dopo l’attentato, mentre cercava di imbarcarsi su un traghetto per la Francia.
    Profugo affidato a famiglia italiana piazza bomba nella metro, sbarcato nel 2015 | Vox

    AEROPORTO PISA, SBARCA FAMIGLIA MIGRANTI INFETTA DA FEBBRE TIFOIDE
    Un’immigrata bengalese di 38 anni, insieme alle due figlie di 9 e 12 anni, è stata trasferita dall’aeroporto Galilei all’ospedale Cisanello di Pisa a malattie infettive per un caso di febbre tifoide. La famiglia infetta è sbarcata intorno alle ore 8.30 di questa mattina. Un nuovo esempio di arricchimento culturale dovuto all’immigrazione.
    Si è dovuto procedere alla totale ‘sanificazione’ del velivolo sul quale le tre infette hanno viaggiato.
    DOVE IL TIFO E’ ENDEMICO
    Stando alle prime informazioni la madre avrebbe avuto una febbre tifoide circa 15 giorni prima di arrivare e alla prima visita non presentava sintomi particolari. Sono quindi in corso gli accertamenti per valutare il caso e lo stadio della malattia. Tutto a spese nostre, perché facciamo imbarcare verso l’Italia chiunque senza alcun controllo.
    Durante l’infezione i soggetti affetti da febbre tifoide trasportano i batteri nel sangue e nell’intestino. La maggior parte dei pazienti è contagiosa fino alla fine della prima settimana di convalescenza, ma il 10% degli individui non trattati disperde i batteri fino a tre mesi dopo la guarigione. Il 2-5% delle persone non trattate può anche diventare portatore cronico della malattia continuando a disperdere batteri. Dall’intestino e dal sangue i batteri passano poi nelle feci e nelle urine delle persone infette, permettendo la trasmissione dell’infezione ad altri individui.
    La trasmissione può avvenire per via diretta attraverso le feci o, più frequentemente, per via indiretta, tramite l’ingestione di cibi o bevande maneggiate da persone infette o tramite la contaminazione, attraverso gli scarichi fognari, dell’acqua usata per bere o per lavare il cibo.
    AEROPORTO PISA, SBARCA FAMIGLIA MIGRANTI INFETTA DA FEBBRE TIFOIDE | Vox

    Islamici d'Italia con la sinistra: "Votiamo paladini accoglienza"
    Il sondaggio pubblicato dal Quotidiano Nazionale: la maggioranza degli islamici guarda a sinistra. Nessun voto alla Lega Nord
    Claudio Cartaldo
    Gli islamici votano Pd. Era facile immaginarselo, ma ora ci sono i numeri a confermarlo.
    Fedeli di Allah e immigrati non hanno dubbio: "Scegliamo i paladini dell'accoglienza". E ci sarà un motivo, allora, se i dem continuano a battere il chiodo per dare cittadinanza facile a tutti. Avere più voti nelle urne? Come rivela il sondaggio pubblicato sul Quotidiano Nazionale, oltre il 60% degli immigrati musulmani se oggi andassimo al voto metterebbe la crocetta sul simbolo dei partiti di sinistra. Mentre nessuno darebbe il proprio voto a Lega Nord e Fratelli d'Italia, un buon 26% rivolgerebbe la propria attenzione al M5S.
    Per la precisione, "Sinistra italiana (36%) e Partito Democratico (20%) contano insieme oltre la metà del gradimento degli immigrati musulmani. A questo si aggiunge un 7% di Articolo 1-Mdp". In totale, quindi, il 63% dei musulmani non ha dubbi. Meglio rivolgersi a sinistra.
    Per quanto riguarda la destra, l'1% dei musulmani sarebbe disposto a dare il proprio voto a Giorgia Meloni, il 10% a Forza Italia mentre neppure uno pensa di votare Matteo Salvini.
    È abbastanza semplice dare una spiegazione di questa tentenza di voto. Gli immigrati islamici, con ogni probabilità, più che guardare alle politiche sociali e all'economia, sono attenti alle scelte dei vari partiti in tema di immigrazione, cittadinanza e via dicendo. Ed ecco che i voti finiscono tutti nell'urna di sinistra.
    Islamici d'Italia con la sinistra: "Votiamo paladini accoglienza" - IlGiornale.it

    I veri razzisti sono i fondamentalisti dello "ius soli"
    Aprire le pagine di un quotidiano nazionale e scoprire che chi non sostiene lo ius soli e lo ius culturae è gretto, xenofobo e imbevuto di «pregiudizi colmi di vergognoso razzismo». Scoprire in altre parole che, salvo le Americhe, e anche lì neanche tutti i paesi, in pratica tutto il mondo è vergognosamente razzista perché invece applica lo ius sanguinis, cioè attribuisce ai bambini la cittadinanza dei loro genitori.
    L’articolo spiega che se non passasse l’attuale legge in discussione, già approvata dalla Camera ma ferma al Senato, nessuno «diventerebbe mai italiano per il solo fatto di nascere nel Bel Paese». Sarebbe – commenta l’autore – un gravissimo atto di cecità e di ingiustizia «mantenere nel limbo di una non riconosciuta cittadinanza» i bambini e i ragazzi stranieri che vanno a scuola in Italia e i figli nati in Italia da stranieri.
    A quei bambini, a quei giovani Avvenire – questo è il giornale – per mesi ha dato un volto, spiega l’autore dell’articolo, il direttore Marco Tarquinio, pubblicando ogni giorno le loro storie fatte di «attese e speranze, fatiche e impacci», raccontate con «parole di carne e sangue, di anima e di cuore, di sudore e di intelligenza».
    Di che Italia, di che Italiani e di quali bambini parli Tarquinio, è il primo pensiero che viene in mente, perché i bambini stranieri in Italia non sono respinti né marginalizzati. Godono degli stessi diritti, delle stesse libertà e usufruiscono degli stessi servizi dei bambini italiani. L’unico diritto negato agli stranieri è il voto, diritto che anche gli italiani maturano solo al compimento dei 18 anni. Ma, raggiunta quell’età, i figli di stranieri nati in Italia e residenti stabilmente in Italia hanno facoltà di scegliere se mantenere la cittadinanza dei loro genitori oppure diventare cittadini italiani.
    Se poi di razzismo si vuole parlare, il momento in cui il dibattito sullo ius soli e la proposta di introdurlo in Italia sono nati deve far pensare. Gli stranieri di cui si calpesterebbero i diritti sono infatti quasi tutti originari di paesi africani e asiatici. Dice bene allora il giornalista Rodolfo Casadei quando scrive che le preoccupazioni dei sostenitori dello ius soli hanno «il sapore del disprezzo per la cultura e la nazionalità altrui. È come se dicessero: “Poverini, gli tocca restare marocchini, gli tocca restare albanesi, è intollerabile!”. Ma chi ha stabilito che la nazionalità italiana è così superiore a quella egiziana, o peruviana, o filippina, che negarla troppo a lungo a qualcuno diventa un delitto di lesa civiltà? Dopo tante prediche multiculturaliste, il velo del politically correct cade e si vede quello che i progressisti pensano veramente: le altre nazionalità sono talmente inferiori alla nostra che prima ne liberiamo gli stranieri e meglio sarà per tutti».
    Merita sottolineare che non «le altre nazionalità» bensì «certe» altre nazionalità sono evidentemente giudicate inferiori. Mai, infatti, si è sentito descrivere con i toni usati da Avvenire – italianità umiliata, parole di carne e sangue, sudore e intelligenza, esistenze costrette in una sorta di limbo… – la condizione e il destino dei bambini stranieri residenti in Italia figli di genitori canadesi, neozelandesi o australiani. Né d’altra parte si è mai temuto che, rimandando la scelta, affidando a loro, una volta raggiunta la maggiore età, la decisione se diventare italiani o conservare la nazionalità dei genitori, si suscitino nei giovani stranieri pericolosi sentimenti di estraneità e ostilità. Detto in altre parole, a nessuno è mai venuto in mente che dei bambini canadesi, neozelandesi o australiani possano sviluppare tale e tanta ostilità nei confronti degli Italiani da costituire un problema, magari persino scegliere di diventare terroristi.
    I veri razzisti sono i fondamentalisti dello "ius soli" - La Nuova Bussola Quotidiana

    POLONIA E UNGHERIA SFIDANO UE: “NON CI FAREMO AFRICANIZZARE”
    Il ministro degli Esteri polacco Witold Waszczykowski ha annunciato l’intenzione del suo paese di sfidare la sentenza della Corte di giustizia europea (ECJ) che imporrebbe ai paesi ribelli come la Polonia di partecipare all’africanizzazione dell’Europa attraverso i famigerati ‘ricollocamenti’.
    Il ministro degli Esteri polacco ha dichiarato che anche se l’Unione europea (UE) minaccia la Polonia, il governo polacco continuerà a rifiutare di prendersi i clandestini raccattati in Libia e Turchia dall’Italia e dalla Grecia.
    “La sicurezza della Polonia è più importante delle decisioni ingiustificate delle istituzioni europee in materia di rifugiati”, ha affermato.
    Waszczykowski ha formulato le sue osservazioni in risposta alla sentenza della Corte di giustizia europea che ha respinto il ricorso da parte dei governi ungherese e slovacco che avevano sostenuto che la ridistribuzione dei clandestini non era legale poiché non aveva un consenso unanime da parte di tutti gli Stati membri.
    Fin qui la questione ‘burocratica’ sulle regole di funzionamento della Ue. Ma il fatto che la maggioranza dei governi dei paesi Ue siano occupati da servi della Sinarchia impegnati nell’africanizzazione dell’Europa, non la rende legittima.
    Anche Beata Szydło, premier polacco, ha dichiarato che il suo paese rifiuterà anche dopo la sentenza di partecipare al programma di ridistribuzione dei migranti. Szydło si è detta non sorpresa dalla sentenza del tribunale, ma ha notato che “assolutamente non cambia la posizione del governo polacco rispetto alla politica migratoria”.
    La reazione del governo ungherese alla sentenza è stata altrettanto critica nei confronti della Corte di giustizia. Il ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó ha dichiarato che la sentenza “è politica” e ha attaccato la UE rea di avere “violentato la legge europea e i valori europei”.
    La scorsa settimana, il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha scritto una lettera al presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, affermando che l’Ungheria “non è un paese di immigrazione, non vuole diventare un paese di immigrazione e non può accettare di essere costretto a cambiare”.
    Sia la Polonia che l’Ungheria, che fanno parte del gruppo di Visegrad, insieme alla Repubblica ceca e alla Slovacchia, sono diventati profondamente critici dell’UE e delle imposizioni nei loro affari interni.
    Polonia e Ungheria sfidano Ue: ?Non ci faremo africanizzare? | Vox

    CARDINALE VUOLE PIÙ MEMBRI AFRICANI: “MIGRANTI NON SONO MAI TROPPI”
    Ha ragione Steve Bannon, l’ideologo dell’alt-right americana, il Vaticano vuole più immigrati perché deve riempire le chiese che si svuotano. Il loro problema è che le chiese si svuotano perché loro chiedono più immigrati. E poi, non è solo le chiese che vogliono riempire, anche le canoniche. Per soldi. Ma non solo per soldi.
    E pur di avere carne fresca e nuovi membri nella congregazione. Sono pronti a qualunque cosa. Anche a negare l’evidenza e spostare l’Africa in Italia e definire povero chi ha migliaia di euro da spendere per venire qui.
    Il fenomeno migratorio in Italia? “È sopravvalutato e ci si dimentica che la nostra stessa identità ne è frutto”. Lo ha detto l’arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori all’assemblea del clero che si è tenuta alla Casa di spiritualità “Elia Dalla Costa” a Lecceto.
    Per il prelato toscano, «si tratta di porsi di fronte alle migrazioni contemporanee, legate a contesti di guerra e di povertà, con uno spirito che unisca al tempo stesso accoglienza per l’altro riconosciuto come fratello e consapevolezza della propria identità culturale e religiosa nel momento in cui ci si pone in dialogo. Pensare di arginare i fatti con i muri e i divieti è puramente illusorio; cercare di orientarli attraverso politiche di cooperazione e di coordinamento, come i corridoi umanitari, non solo è saggio ma è anche capace di evitare gli esiti più distruttivi, come le morti in mare, e di generare prassi virtuose, con la prudenza che fa i conti con le concrete possibilità».
    Come abbiamo visto in questi giorni, i muri funzionano. Basta volerlo e gli sbarchi si azzerano. Anche perché non arriva nessuno in fuga dalla guerra, e nemmeno dalla povertà. Sono i figli della loro classe media che vengono a sfruttare il nostro welfare. E a sollazzare qualche prelato.
    Cardinale vuole più membri africani: ?Migranti non sono mai troppi? | Vox

    IUS SOLI E ALTRO
    "Avvenire", ormai è solo ideologia
    Avvenire di domenica scorsa ha stupito i lettori con una copertina apposita per spingere politicamente per l’approvazione della legge sullo ius soli. Una copertina che avvolgeva il giornale come si fa per i grandi eventi o per le grandi battaglie. Completava il quadro un editorialone del direttore. Qualsiasi cattolico che avesse delle perplessità di qualsiasi genere su questo disegno di legge è stato così indotto o a temere di non essere cattolico oppure a non rinnovare l’abbonamento ad Avvenire. In ogni caso la copertina divideva i cattolici, sia tra di loro che rispetto ad Avvenire. Ne valeva la pena?
    Che interesse ci può essere ad appoggiare in modo così intransigente una legge problematica, che divide gli italiani; che contrappone ricchi e poveri perché sono questi ultimi a sopportare maggiormente il peso dei disguidi di una immigrazione incontrollata; che molti osservatori responsabili e competenti hanno mostrato essere contraddittoria e ricca di sviluppi impropri; che rappresenta la ciambella di salvataggio per un gruppetto di dirigenti del partito di maggioranza e che, soprattutto, non chiama in causa nessun principio assoluto della morale e della Dottrina sociale della Chiesa? Qui di “non possumus” non ce n’è nessuno.
    Appena aperto il giornale, il lettore si sarà chiesto: ma perché ad Avvenire non hanno fatto una copertina simile quando il Parlamento, sopportando per due volte la fiducia di questo governo che ora vuole lo ius soli, e quindi senza esame e senza discussione, ha approvato la legge Cirinnà che di principi assoluti della morale naturale e della Dottrina sociale della Chiesa ne negava almeno un centinaio?
    Perché Avvenire non ha fatto una copertina del genere quando è stata staccata la spina del ventilatore al piccolo Charlie Gard, che era innocente e che in quel modo veniva ucciso (non “moriva”, veniva ucciso), aprendo così un possibile abisso di malvagità legalizzata?
    Perché Avvenire non fa una copertina di questo genere ogni anno, nella ricorrenza dell’approvazione della legge 194 sull’aborto legale, in virtù della quale sono stati uccisi in Italia sei milioni di bambini nel seno delle loro madri?
    Non sarebbero anche questi degli atti di fiducia verso il carattere “contagioso” della nostra civiltà, cui Tarquinio si è appellato per lo ius soli?
    L’ideologia consiste nel proporre una parte come il tutto. Un suo caso particolare consiste nel proporre ciò che è relativo alle situazioni e al giudizio prudenziale come assoluto e vincolante. Spingere al rompete le righe sulle questioni morali assolutamente negative e, al contrario, imporre di serrare i ranghi su questioni che possono stare anche altrimenti è ideologia.
    Ciò che non si dovrebbe mai fare, oggi si può fare; ciò che si può fare, oggi non si può più fare? Il cattolico che contrasta le pretese ciniche e narcisistiche dei “nuovi diritti” deve sentirsi in colpa, come il cattolico che nella legge sullo ius soli vede troppe carenze e soprattutto una accoglienza priva di identità. Si vuole che chiudiamo gli occhi, sia sulle conseguenze disastrose delle nuove leggi della neo borghesia “illuminata”, sia sul fatto che la legge sullo ius soli non regge ad un esame veramente realistico.
    Viviamo in un tempo in cui la cosa peggiore sembra quella di essere “divisivi”. Nelle parrocchie non si può parlare di aborto o di gender, di ideologia omosessualista o di perversioni insegnate a scuola. Non se ne può parlare perché – si dice – sono temi che dividono la comunità. Nelle diocesi non si apprezzano le prese di posizioni pubbliche dei cattolici e le loro iniziative contro il nuovo umanesimo disumano perché sarebbero divisive. Per non produrre divisione ci si imbavaglia spesso, al punto che chi dovrebbe insegnare non insegna. Perché allora Avvenire può dividere la comunità e per di più su un tema di per sé non divisivo?
    Dei termini su cui dovremmo essere tutti d’accordo non si può parlare perché sono divisivi, sui temi per i quali possiamo legittimamente avere pareri diversi, se ne parla come se fosse obbligatorio l’accordo. Per evitare la divisione si finisce per farla sul nulla. Usare il tema del pericolo della divisione quando si vuole è pure ideologico.
    Davanti a casi di distruzione della famiglia e di bambini resi oggetto di desideri e vizi si dice che bisogna adoperare il discernimento, non giudicare ma accompagnare. Per la questione dello ius soli, invece, il discernimento non è ammesso.
    Spesso i fedeli sono lasciati soli su questioni fondamentali di morale e di fede e si chiedono tra sé perché mai chi di dovere nella Chiesa non li confermi e non li sostenga in battaglie che fino a ieri erano considerate assolutamente doverose e meritorie. Poi, invece, si sentono spinti e confermati su questioni politiche, importanti sì ma non fondamentali ed esenti da valutazioni a carattere assoluto, anzi di stretta attualità politica.
    Davanti a operazioni di questo tipo, da un lato viene da pensare che ci sia qualche “calcolo politicante”, per riprendere una espressione del direttore di Avvenire, dall’altro che siamo davanti a cambiamenti di prospettiva portati avanti senza spiegarli ai fedeli. Quando l’assoluto diventa relativo e il relativo assoluto, quando il fondamentale diventa marginale e il marginale fondamentale, quando si chiama alle armi non per il vero nemico … significa che è in atto un forte cambiamento del quadro generale.
    "Avvenire", ormai è solo ideologia - La Nuova Bussola Quotidiana

    "Sì allo ius soli entro l'anno". Il patto segreto tra Gentiloni e Vaticano
    Stretto un accordo tra governo e Vaticano per approvare lo ius soli. Pressing dei vescovi su Alfano e centristi. In campo anche Avvenire. L'ira del centrodestra: "È gravissimo"
    Sergio Rame
    Si parla di intesa sottobanco per far approvare la legge, che regala la cittadinanza ai figli degli immigrati clandestini nati in Italia, entro la fine dell'anno. Prima, cioè, che finisca la legislatura e il Pd perda Palazzo Chigi. A portare avanti questo funesto patto, stando al retroscena pubblicato oggi da Repubblica, sarebbe monsignor Rino Fisichella, ora presidente del Consiglio pontificio per l'evangelizzazione. A lui toccherrebbe il compito di pressare Angelino Alfano a far votare lo ius soli ai suoi uomini di Alternativa popolare. Un compito che ora indigna il centrodestra.
    "Se fosse vero sarebbe gravissimo dal punto di vista politico e dal punto di vista istituzionale", tuona a Montecitorio Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera. "Abbiamo già il Concordato, abbiamo i Patti Lateranensi- continua - ci bastano".
    Le indiscrezioni di un accordo tra Gentiloni e il Vaticano per smuovere Alfano e fargli votare lo ius soli stanno infiammando il centrodestra. Il Partito democratico, da solo, non ce la farebbe. Non ha abbastanza voti. Ha bisogno di quelli di Alternativa popolare. Ma, in area centrista, le acque sono piuttosto agitate. In Sicilia tre senatori (Bruno Mancuso, Pippo Pagano e Salvatore Torrisi) hanno deciso di dare il proprio appoggio a Nello Musumeci, mentre in Lombardia Roberto Formigoni, Gabriele Albertini e Maurizio Sacconi hanno aderito al progetto di Stefano Parisi. A Palazzo Madama, dove da sempre i numeri sono contati, non ci sarebbe margine per portare a casa lo ius soli. Ancora oggi il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha ribadito il "no" alla fiducia: "Una legge giusta con un metodo di approvazione sbagliato, potrebbe rendere sbagliata anche la norma".
    L'idea del premier Paolo Gentiloni è di passare dalle stanze Vaticane per far leva sulle coscienze dei cattolici. Ieri Avvenire ha già fatto il suo. Ha pubblicato una prima pagina a sostegno dello ius soli. Tutti italiani non ancora concittadini scrive a caratteri cubitali il quotidiano della Cei mettendo sullo sfondo i volti degli immigrati senza cittadinanza. È il primo passo di un disegno più ampio. Secondo Repubblica, Monsignor Fisichella, ora, dovrà far leva su Alfano per fargli "reclutare il massimo dei consensi possibili nelle sue fila" e arrivare così al via libera entro la fine della legislatura. Un'ipotesi che sta facendo venire il mal di pancia a molti.
    "L'Italia è uno Stato sovrano - attacca Brunetta - non ha bisogno di fare accordi, né espliciti nè impliciti, con uno Stato straniero per approvare o meno una legge". Qualora il governo dovesse forzare la mano, il centrodestra darà battaglia in Parlamento e nel Paese. "Faremo tutto quello che si può fare secondo le regole democratiche per impedire che diventi legge", promette Brunetta annunciando, qualora dovesse essere approvata la legge, il referendum abrogativo.
    "Sì allo ius soli entro l'anno". Il patto segreto tra Gentiloni e Vaticano - IlGiornale.it

    SIAMO CONDANNATI
    Il patto tra chiesa e Pd per riempire l'Italia di immigrati
    Antonio Socci
    A giugno scorso la politica italiana ha svoltato ed ha cominciato la volata dell’ultimo chilometro. Da allora tutto quello che accade va letto in chiave pre-elettorale, cioè in vista delle elezioni politiche. Tutto è finalizzato a quell’esame.
    Perché è stato decisivo giugno? Perché alle elezioni amministrative parziali l’Italia (ancora una volta) ha mandato al Palazzo un segnale forte e chiaro.
    Infatti il Paese si è rivelato molto diverso da come viene rappresentato sui media e da come lo pensano nel Palazzo della politica dove spesso credono alla loro stessa propaganda. In sintesi, nei Comuni con più di 15 mila abitanti in cui si è votato il centrosinistra governava in 81 Comuni e - dopo giugno - ne ha ripresi solo 50, il centrodestra da 42 è passato a 54 e i grillini sono passati da 3 a 8 amministrazioni municipali. Si è scoperto, di nuovo, che in Italia il centrodestra rappresenta la formazione con più consensi. E per il Pd non vale nemmeno invocare la menomazione dovuta alla scissione perché in quei Comuni di solito il centrosinistra si presentava unito.
    D’altra parte - se si ricorda l’esito delle ultime elezioni politiche - lo stesso esecutivo a trazione Pd non ha mai avuto una maggioranza nel Paese. Adesso poi - dopo anni di governo - il Pd paga la crisi economica nella quale - nonostante i dati sbandierati come “ripresa” - si è sempre più impantanati (con un debito pubblico che cresce) e soprattutto lo stato maggiore piddino ritiene di aver pagato la propria sconsiderata politica dell’emigrazione che ha creato molto malcontento e allarme sociale.
    Dall'esito elettorale di giugno perciò hanno pensato di correre ai ripari e per tutta l’estate hanno provato a mandare all’opinione pubblica segnali di una inversione di rotta. Prima Matteo Renzi ha rottamato lo slogan “Restiamo umani” che aveva usato per anni, per giustificare l’apertura dell’Italia all’immigrazione di massa. Lo ha rottamato - dicevo - sostituendolo con la parola d’ordine che era di Salvini, di cui Renzi si è disinvoltamente appropriato: «Aiutiamoli a casa loro». Era il segnale della marcia indietro.
    Così il ministro dell’Interno Minniti - nel volgere di qualche giorno - ha sostanzialmente fatto cessare gli sbarchi o almeno li ha fortemente ridotti. Di colpo. Cosa che - a ben vedere - ha fatto ancora più irritare gli italiani, dal momento che per anni, dalle parti del Pd e del governo, hanno ripetuto che la migrazione di massa è un fenomeno storico inevitabile, che non si può fermare, perché sarebbe come illudersi di fermare il vento con le mani. E quindi si poteva solo subire. Di colpo si è scoperto che invece si poteva fermare e anche molto velocemente, quindi tanti italiani hanno concluso che per anni sono stati presi in giro, mentre erano sottoposti all’assalto migratorio.
    Per non scoprirsi a sinistra, soprattutto dopo la scissione dalemiana, Gentiloni e Minniti hanno visto bene di chiedere aiuto alla Chiesa da dove - le frange più estremiste - già cominciavano a bombardare il governo per lo scontro con le Ong. Così, incontrando la Segreteria di Stato della Santa Sede e lo stesso papa Bergoglio hanno ottenuto una specie di legittimazione vaticana.
    Perché oltretevere hanno accordato questa copertura politica? Per almeno tre motivi.
    Primo: la Segreteria di Stato vaticana ha così potuto correggere l’ossessiva campagna migrazionista che Bergoglio ha fatto da quattro anni, dal viaggio a Lampedusa del 2013, che ha creato grande sconcerto pure tra i fedeli e ha fatto crollare il consenso attorno al papa argentino.
    Secondo. Bergoglio si è fatto convincere perché ha come sua bussola il consenso (come i politici) e voleva recuperare un po’ del gradimento che ha perduto nell’opinione pubblica con i suoi reiterati comizi sull’emigrazione.
    Inoltre (terzo) il governo ha garantito al Vaticano bergogliano che varerà lo “Ius soli” e - dopo le elezioni - riaprirà agli sbarchi sottoforma di “canali umanitari”.
    A volerla tradurre in parole povere la richiesta del governo piddino dev’essere suonata così: voi ci coprite le spalle adesso che abbiamo bloccato gli sbarchi, così possiamo recuperare voti e - dopo le elezioni, una volta tornati al governo (perché vi assicuriamo che senza Pd non è possibile nessuna maggioranza) - facciamo lo “Ius soli” (se non siamo riusciti a farlo prima) e riapriamo le frontiere, chiamandole “canali umanitari”. Così “passata la festa gabbato lu santo” (e il santo gabbato è il popolo).
    Il Pd ha anche altre frecce al suo arco, con cui cerca di recuperare consensi. A cominciare dalla solita vecchia politica delle mance pre-elettorali. È una trovata di questo tipo il cosiddetto “reddito di inclusione”, anche se - come si è scritto su queste colonne - a ben vedere stanzia per gli italiani poveri un terzo di quanto il governo ha stanziato per gli immigrati e dunque non sarà tanto facile convincere gli elettori. Ma ne vedremo altre dello stesso tipo.
    L’obiettivo del Pd, che di certo non può ambire a conquistare la maggioranza, è quello di essere - dopo le elezioni - indispensabile per qualunque governo e la legge elettorale deve essere funzionale a tale scopo fotografando la divisione dell’elettorato in tre blocchi. Però le elezioni regionali siciliane potrebbero essere l’incidente che destabilizza la leadership renziana e spariglia le carte. Anche perché gli oppositori di Renzi già scaldano i motori per lanciare la candidatura Minniti.
    Inoltre non è affatto detto che il Pd - dopo le elezioni - sia sicuramente indispensabile per mettere insieme una maggioranza di governo. In realtà ci sono delle alternative. Attenti alle sorprese. Al Pd rischiano di fare i conti senza l’oste che sarebbe l’elettorato, nel quale - senza tanti ragionamenti politologici - sta crescendo una voglia matta di mandare a casa il Pd. Questa è l’aria che tira.
    Antonio Socci: il patto tra chiesa e Pd per riempire l'Italia di immigrati - Libero Quotidiano

    Ius Soli: il Pd chiede aiuto al Vaticano per far approvare la legge
    Di Anna Pedri
    Ci sarebbe un’intesa tra governo e Vaticano per far approvare al più presto lo Ius Soli. A rivelarlo è la prima pagina di Repubblica di oggi, che afferma essere monsignor Rino Fisichella l’incaricato del Vaticano per convincere il ministro degli Esteri Angelino Alfano e quanti nel governo sono scettici sulla legge. Fisichella, famoso per le sue posizioni più vicine alla destra che non a quelle di Bergoglio, diventa così l’ambasciatore ufficiale della Santa Sede per far approvare una legge che distrugge definitivamente l’identità italiana.
    Proprio il Vaticano, stato estero su territorio italiano, potrebbe rivelarsi l’alleato più prezioso di Gentiloni per l’approvazione dello Ius Soli. Perché a favore della legge, oltre a mons. Fisichella, c’è un lungo elenco di persone che il Vaticano sta schierando per convincere sulla bontà del regalare la cittadinanza italiana quasi a chiunque. Anche perché si sta premendo affinchè la legge venga approvata entro questa legislatura.
    Quella sinistra che ha sempre invocato la non ingerenza del Vaticano negli affari di Stato, quando si trattava di legiferare su famiglia, omosessuali, procreazione e temi etici di varia natura, oggi si aggrappa disperatamente alla Chiesa per farsi aiutare a non naufragare.
    Tra il ministro degli interni Minniti sembra esserci una buona intesa con il cardinal Gianfranco Ravasi, ministro della cultura del Vaticano. I due si sono confrontati ad Assisi proprio sul tema immigrazione e integrazione. Entrambi hanno sostenuto che accogliere è cosa complessa, che è necessario comprendere i problemi degli altri, allontanandosi dal ppulismo, e che non si deve fare un accumulo di genti. Ma insieme hanno ribadito che lo Ius Soli è necessario e urgente, e che non è collegato agli sbarchi.
    In primissima linea tra i mezzi di informazione cattolici a favore dello Ius Soli c’è Avvenire, il quotidiano dei vescovi italiani, che sta facendo una battaglia mediatica per approvare la legge e renderla appetibile agli italiani, che in realtà non la vogliono. Nemmeno tra i cattolici. Addirittura, nel numero in edicola ieri in prima pagina c’erano “Cento volti, cento storie di chi italiano non è ancora ufficialmente”: tutta gente intervistata negli ultimi mesi, nata in Italia o nel Paese da tempo, in attesa di diventare italiana. Uno spot strappalacrime a favore dello Ius Soli, accompagnato da un editoriale, altrettanto ricco di pathos, del direttore Marco Tarquinio che parla di una “prima pagina piena di facce pulite e vere”.
    Infine ci si mette un altro cattolico di lungo corso: Romano Prodi, che lancia il suo ennesimo endorsement allo Ius Soli. Addirittura stringe i tempi e chiama a raccolta la sinistra tutta, affinché la legge venga approvata non entro la legislatura, ma subito dopo la Finanziaria.
    Ius Soli: il Pd chiede aiuto al Vaticano per far approvare la legge

    Ius soli: se il Vaticano si intromette, gli daremo una nuova breccia di Porta Pia
    Lo abbiamo detto ieri, riprendendo l’indiscrezione lanciata da Repubblica: ci sarebbe un’intesa tra governo e Vaticano per lo ius soli. La Santa Sede starebbe facendo pressioni sui centristi affinché cedano dalla loro opposizione alla legge e si allineino al Pd, dando a quest’ultimo i numeri che cerca al Senato. Non si tratta di un generico appello all’accoglienza e alla carità, che del resto può essere declinata in molti modi. Non si tratta, quindi, di un discorso rivolto alle coscienze, alle anime, ai fedeli. Si tratta di una manovra politica a tutti gli effetti, che non ci risulta sia stata smentita dal Vaticano e che quindi dobbiamo prendere come reale ed effettivamente in corso. Si tratta di un’ingerenza gravissima, nei modi e nel merito, che configura una vera e propria trama clericale per condizionare la politica di una nazione teoricamente sovrana.
    Pochi argomenti dovrebbero essere di esclusiva pertinenza della politica quanto quello che stabilisce chi è cittadino e chi no. Si tratta del cuore della politica, dell’anima dello Stato. Ed è anche un argomento di nessun interesse per un’istituzione religiosa che intenda limitarsi alla sfera che le è propria. Non ci risulta che nel Vangelo siano contenute prescrizioni di tipo costituzionale sugli ordinamenti laici. Che la Chiesa si preoccupi che sulla questione immigrazione non venga tralasciata l’umanità da parte di nessuno è comprensibile, che dica la sua sulle leggi dello Stato è inaccettabile, che intervenga fattivamente per alterarne l’iter parlamentare è semplicemente vergognoso. Il tutto nel silenzio assordante di tutti quegli intellettuali laicisti pronti a scagliarsi contro il Vaticano al minimo accenno ecclesiastico alle unioni gay o all’eutanasia. Tutti i mangiapreti pronti a sfidare i vescovi a ogni minima intromissione, ora sembrano aver riscoperto la fede, prendendo questo tentativo di destabilizzare lo Stato italiano come una raffinata manovra diplomatica ispirata dallo Spirito Santo.
    E allora, dato che siamo alla vigila del 20 settembre, sarà forse il momento di riscoprire proprio lo spirito di Porta Pia. Quella breccia, ricordiamolo bene, non fu un assalto a una fede, ma alle pretese temporali dei suoi rappresentanti in terra. Allo stesso modo, non si tratta oggi di fare dell’anticlericalismo fine a se stesso, a prescindere dalle visioni religiose di ciascuno, ma di stabilire una volta per tutte i limiti invalicabili dello Stato, siano essi fisici o simbolici. Ci sono ingerenze che non possiamo più accettare.
    Ius soli: se il Vaticano si intromette, gli daremo una nuova breccia di Porta Pia

    BERGOGLIO, DOPO AVERE CACCIATO I CLOCHARD: “CATTOLICI TROPPO DIFFIDENTI VERSO MIGRANTI”
    Quest’uomo è l’ipocrisia vestita di bianco. Il giorno dopo avere cacciato dal suo regno i ‘clochards’ per ragioni di ‘decoro’ e ‘sicurezza’, Bergoglio se la prende con i ‘cattolici xenofobi’. Che poi sarebbero quelli come lui che non hanno la gendarmeria vaticana a fare il lavoro sporco.
    “Non vi nascondo la mia preoccupazione di fronte ai segni di intolleranza, discriminazione e xenofobia che si riscontrano in diverse regioni d’Europa. Esse sono spesso motivate dalla diffidenza e dal timore verso l’altro, il diverso, lo straniero”. Così Bergoglio ai capi della pastorale migranti. “Mi preoccupa ancor più la triste constatazione che le nostre comunità cattoliche in Europa non sono esenti da queste reazioni di difesa e rigetto”.
    Trovati un lavoro. Possibilmente senza essere mantenuto con le tasse degli italiani.
    Bergoglio, dopo avere cacciato i clochard: ?Cattolici troppo diffidenti verso migranti? | Vox


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    Predefinito Re: Rif: Le delizie della società multietnica

    Chiede il biglietto all'immigrato
    Controllore pestato e rapinato
    Arrestato un 23enne senegalese. La lite con il controllore, poi la violenza. Arrestato: aveva permesso di soggiorno regolare
    Claudio Cartaldo
    Una brutale aggressione. L'ennesima nei confronti di un controllore, oggi categoria sempre più a rischio violenze, perpetrate soprattutto da stranieri che non vogliono pagare il biglietto. E preferiscono menar le mani.
    Di casi se ne contano a decine, da quelli più gravi (il capotreno ferito con il machete a Milano) fino ai più recenti (il controllore insultato a Verdello che si è beccato uno sputo dall'immigrato). Oggi un nuovo evento. Tremendo. Sulla linea Brescia-Cremona, infatti, un capotreno avrebbe chiesto il biglietto ad un 23enne senegalese. Biglietto che il giovane, ovviamente, non aveva. Ne scaturisce una discussione verbale, poi da cosa nasce cosa e l'immigrato decide di mettere le mani addosso al controllore.
    Arrivati alla stazione di Bagnolo Mella, il senegalese prova a scendere dal treno, ma le porte erano bloccate per impedirgli di fuggire senza pagare alcuna multa. E così si avventa sul capotreno, lo scaraventa a terra e cerca di prendergli il palmare.
    All'arrivo della polizia ferroviaria, la situazione è tornata alla normalità. Il senegalese è stato arrestato per rapina aggravata e resistenza a incaricato di pubblico servizio. Senza dimenticare le lesioni. Il giovane, secondo quanto emerso dalle prime indagini, sarebbe un migrante in regola col permesso di soggiorno. E il vizio di non pagare i biglietti.
    Chiede il biglietto all'immigrato Controllore pestato e rapinato - IlGiornale.it

    VIOLENZA AL CENTRO PROFUGHI, “SI LAMENTAVA DI WI-FI LENTO PER IL PORNO, VOLEVA UCCIDERMI””
    La testimonianza della ragazza violentata dai profughi ai carabinieri. Il giorno prima dell’aggressione il richiedente asilo stava guardando un sito porno sul tablet e si era lamentato della connessione wi-fi troppo lenta.
    “Penso che volesse uccidermi”, dice ai carabinieri, mentre ancora si trova in ospedale, raccontando di come il ventenne l’abbia seguita fino ai bagni, in una zona non aperta agli ospiti del centro, per poi aggredirla.
    L’operatrice spinta contro una doccia, mentre il 20enne cercava di baciarla e le metteva le mani addosso. Lo svenimento.
    Come ci hanno spiegato i leccapiedi di Boldrini, ai poveri maschi africani in fuga dalla guerra in Siria serve il wi-fi per contattare le famiglie. E anche i telefonini ultimo modello comprati con i nostri soldi, ci ha spiegato Saviano, servono loro per tenersi in contatto con moglie e figli lasciati in Siria. O in Africa, tanto la geografia è opinabile nell’immaginifico mondo dell’accoglienza business.
    Violenza al centro profughi, ?Si lamentava di wi-fi lento per il porno, voleva uccidermi?? | Vox

    Troppi immigrati nella carceri: ora danno la caccia ai poliziotti
    Nel carcere di Sanremo l'agente lo rimprovera e l'ergastolano albanese gli tira un peso di due chili. Ma è allarme in tutti i penitenziari liguri. E il Sappe prepara una protesta
    Fabrizio Tenerelli
    Sanremo - L'idea di essere rimproverato non è proprio andata giù a un ergastolano albanese detenuto in carcere a Sanremo, il quale ha reagito scagliando un peso da due chilogrammi, di quelli da palestra, contro un agente della polizia penitenziaria.
    Per un miracolo il poliziotto non è stato colpito alla testa. Si tratta, comunque, della cosiddetta goccia che ha fatto traboccare il vaso, a causa dei continui episodi di violenza che da anni ormai caratterizzano il penitenziario di Sanremo. Tanto che il sindacato Sappe, a fronte del regime di anarchia che si è venuto a creare negli istituti di pena, con particolare attenzione a quello di Sanremo, ha proposto l'uscita della polizia penitenziaria dalle carceri della Liguria. E non solo. Sembra che sia in corso di organizzazione una protesta esterna, davanti al Casinò.
    "Ormai, a Sanremo, i detenuti non rispettano più le regole e basta poco per suscitare la loro reattività sempre contro il poliziotto - commenta il segretario nazionale del Sappe, Michele Lorenzo -. E' un fallimento sotto gli occhi di tutti ma nessuno fa niente. Gli episodi di violenza sono sempre eclatanti. Siamo andati dalle secchiate d'acqua lanciate verso il personale, ad aggressioni, risse e quanto di più indescrivibile si possa raccontare". Ma non è tutto. Come se questo non fosse già sufficiente, oggi gli agenti salvato, in extremis, un detenuto nordafricano che si era ingoiato due pile, per protestare contro la mancanza dello psichiatra. "In questa maniera e con continui episodi autolesionistici - prosegue Lorenzo - vogliono causare disturbo al personale. Il problema riguarda soprattutto gli stranieri".
    Le carceri liguri sono ormai al collasso per via dell'alto numero di stranieri, che rappresentano oltre la metà della popolazione detenuta. "Abbiamo chiesto già in passato, di garantire un servizio psichiatrico più efficiente - conclude Lorenzo - perchè il nostro personale non è medico ed è un rischio non soltanto per la nostra incolumità, ma anche per quella del detenuto. Finora non abbiamo ancora ricevuta alcuna risposta".
    Troppi immigrati nella carceri: ora danno la caccia ai poliziotti - IlGiornale.it

    COMUNE MILANO, MORELLI (LEGA NORD): CON IL PD VA IN SCENA "INVIDIAMO IL MONDO", FICTION CHE A MILANO GLI ITALIANI PAGANO 6 MILIONI AL MESE
    Lo dichiara Alessandro Morelli, capogruppo della Lega Nord a Palazzo Marino
    "La fiction con cui Majorino ha usato gli immigrati aggiunge un nuovo tassello nel quale si esige che siano i clandestini, tra i quali qualcuno verrà graziato dalle commissioni prefettizie (quindi governative) con un permesso breve, a decidere dove andare quando dovrà lasciare la caserma Montello" spiega Alessandro Morelli, capogruppo della Lega Nord a Palazzo Marino. "Questo è il paese dei balocchi per giovinastri senza arte né parte sui quali Majorino e C. stanno buttando un mare di soldi degli italiani per "progetti" inutili, visto che oltre il 70% sono destinati a mangiapane a tradimento che risultano clandestini e che il prossimo governo si ritroverà sul groppone da espellere. Mentre Majorino se la spassa a far foto, dai suoi numeri scopriamo che gli italiani spendono a Milano più di 6milioni al mese solo per ospitare e rifocillare questi ospiti senza contare spese sanitarie, burocratiche e di gestione, numeri che ci fanno capire il perché ci siano molte persone legate al business dell'immigrazione e perché coop e Pd sono così propensi alle politiche di invasione".
    COMUNE, MORELLI (LEGA NORD): CON IL PD VA IN SCENA "INVIDIAMO IL MONDO", FICTION CHE A MILANO GLI ITALIANI PAGANO 6 MILIONI AL MESE

    Striscioni CasaPound contro Sala
    (ANSA) - MILANO, 25 SET - "Sala a processo? Falsario dimettiti": è quanto si legge sugli striscioni affissi da CasaPound Italia nelle principali zone di Milano, con riferimento al rinvio a giudizio del sindaco chiesto dalla Procura per il reato di falso ideologico e materiale in atto pubblico. "Torniamo a chiedere - dichiara Angela De Rosa, portavoce cittadina del movimento - le dimissioni del Sindaco che ha già dimostrato di non essere degno di amministrare Milano". "Sala - continua De Rosa - è più interessato a tessere rapporti di comodo con l'estrema sinistra per alimentare il business dell'immigrazione e a spacciare Milano come città dell'accoglienza e dell'integrazione, che non a preoccuparsi dei problemi dei milanesi".
    Striscioni CasaPound contro Sala - Italia - L'Arena

    Napoli, polizia ferma un ivoriano: gli agenti assaliti dagli immigrati
    Ivoriano fermato per controlli di routine. Un gruppo di immigrati attacca la polizia per difendere il connazionale. Quattro agenti contusi, una volante distrutta
    Sergio Rame
    Napoli - Almeno quattro agenti sono finiti contusi. D'altra parte la volante della polizia, che era impegnata in controlli di routine nella zona tra piazza Garibaldi e Porta Nolana, se l'è vista brutta quando è stata accerchiata da un gruppo di immigrati.
    Erano pronti ad attaccarli con violenza per difendere un ivoriano, loro connazionale, che era stato fermato dagli agenti in via Marvasi. È così scoppiata un piccola rivolta che è stata sedata all'arrivo di altre pattuglie giunte a supporto dei colleghi in difficoltà.
    Li hanno colti di sprovvista. Gli immigrati, numericamente di più rispetto agli agenti, sono intervenuti senza pensarci troppo quando un ivoriano è stato fermato per semplici controlli di routine. Ne è scaturito un vero e proprio parapiglia. Che è andato avanti finché non sono arrivati i rinforzi. A quelpunto gli extracomunitari hanno tentato di dileguarsi nei vicoli adiacenti a via Marvasi ma i poliziotti sono riusciti a bloccarne due, oltre al primo uomo. I tre sono stati trovati in possesso di denaro e diversi cellullari e sono stati portati negli uffici della polizia per essere identificati e per essere sottoposti a tutti gli accertamenti del caso.
    I tre immigrati della Costa d'Avorio, di età compresa tra i 20 ed i 25 anni, sono tutti senza fissa dimora. Domani saranno giudicati con rito direttissimo. Le accuse, con cui sono stati arrestati, sono "resistenza oltraggio lesioni a pubblico ufficiale e danneggiamento di beni della pubblica amministrazione" dal momento che una delle volanti è stata pesantemente danneggiata sul cofano durante la violenta colluttazione. Non è andata meglio agli agenti in servizio. Quattro di loro hanno, infatti, riportato contusioni multiple in diverse parti del corpo.
    Napoli, polizia ferma un ivoriano: gli agenti assaliti dagli immigrati - IlGiornale.it

    Gli immigrati fanno perdere all'Italia 5 miliardi l'anno
    I dati sulle uscite smentiscono chi dice che gli stranieri regolari sono una risorsa. Incide il debito pensionistico
    Fausto Biloslavo
    Gli immigrati regolari sono una risorsa economica per la scassata Italia? Non proprio: se le entrate per le casse dell'erario ammontano a 20,6 miliardi di euro, le uscite risultano di 25,6 miliardi con un saldo negativo di 5 miliardi.
    Per non parlare del fatto che in Italia i posti di lavoro per i cittadini extracomunitari aumentano e quelli per i connazionali diminuiscono. In Europa siamo quasi il fanalino di coda rispetto al 24,8 per cento di differenza a favore dei tedeschi doc in Germania.
    La Banca centrale europea, l'Inps, il Papa, fondazioni buoniste varie osannano l'impatto economico positivo degli immigrati. «I nostri ricercatori indicano numeri diversi perché non facciamo finta di non vedere», spiega a il Giornale Massimo Blasoni, imprenditore e presidente del Centro studi impresa lavoro. Prendendo spunto dai dati della fondazione Moressa del 2015, che fa parte del coro pro-immigrati come risorsa, risulta che le entrate annue per lo Stato sono di 9,7 miliardi di gettito fiscale e 10,9 miliardi di contributi previdenziali. Il problema è sul calcolo delle uscite riguardo all'impatto economico degli stranieri regolari. Per la sanità, scuola e servizi sociali escono 8,3 miliardi di euro. Per la casa ed ulteriori misure di sostegno vanno calcolati 3,4 miliardi. Tre miliardi sono da aggiungere per carceri e tribunali assieme la lavoro del ministero dell'Interno relativo a sicurezza e permessi. «L'ulteriore dato negativo, che non viene considerato né dalla fondazione, né dal presidente dell'Inps, Tito Boeri, scaturisce dal debito implicito pensionistico», spiega Blasoni. Una bella cifra quantificata in 10,9 miliardi di euro.
    Il debito implicito si basa sul fatto che gli occupati di oggi pagano le pensioni per chi ha già maturato i requisiti per goderne con la promessa, o patto generazionale, che ci sarà qualcun altro a fare lo stesso con il loro vitalizio. «Lo Stato sta di fatto contraendo un debito, non dichiarato, e quindi implicito, nei confronti di chi oggi versa i contributi, con la promessa di saldarlo, un domani, attraverso la pensione», spiegano gli addetti ai lavori. «In termini semplici - sottolinea Blasoni - i contributi che oggi vengono versati dagli extracomunitari si tradurranno in pensioni che dovremmo pagare un domani». Oltre a quelle legate ai contributi effettivamente versati ce ne saranno non poche slegate da questo sistema. «Già oggi su 81.660 pensioni pagate agli stranieri ben 49.852 sono pensioni sociali, che non derivano dal lavoro svolto», spiega. Il risultato è che fra entrate ed uscite, in relazione all'impatto economico degli stranieri in Italia, Pantalone perde ogni anno 5 miliardi.
    Il Centro studi impresa lavoro fornisce anche altri dati, che dovrebbero far scattare qualche campanello d'allarme sull'aprire troppo le braccia, come vuole il Papa, all'accoglienza. Dal 2008 al 2016 gli occupati italiani sono scesi di 1.043.337 unità. Al contrario gli stranieri regolari hanno registrato un'impennata di 710.826 occupati. E non si tratta solo dello stereotipo legato ai lavori che gli italiani non vogliono più fare. Non è un caso che, secondo una ricerca del Centro studi impresa lavoro sui dati Eurostat 2016, «il tasso di occupazione degli italiani tra i 15 e i 64 anni residenti nel nostro Paese è del 57 per cento, un dato che ci accomuna alla Croazia». Gli extracomunitari occupati ci superano con il 57,8 per cento.
    Germania, Regno Unito, Francia e Spagna battono nettamente l'Italia. I tedeschi hanno un tasso di occupazione dei cittadini «nazionali» del 76,5 per cento rispetto a quelli extracomunitari del 51,7 per cento con una differenza del 24,8 per cento. Blasoni fa notare che «Dobbiamo stare attenti sui flussi ragionati. L'arrivo di immigrati regolari rischia di sostituire gli italiani nel mercato del lavoro».
    Gli immigrati fanno perdere all'Italia 5 miliardi l'anno - IlGiornale.it

    ARRIVANO I PARENTI DEI FINTI PROFUGHI: PIANO CASA NE PREVEDE 300 MILA
    IL PRIMO VERO OBIETTIVO DEL GOVERNO NON ELETTO E’ STATO NON DI ACCOGLIERE VERI PROFUGHI, VISTO CHE NON CI SONO SIRIANI, MA RIPOPOLARE LE NOSTRE CITTA’ CON IMMIGRATI
    In quella stessa ottica il ministro lancia ora un Piano nazionale per l’integrazione rivolto a facilitare l’inserimento di 19mila minori non accompagnati e di 75mila profughi a cui sono stati riconosciuti l’asilo o una forma sussidiaria di protezione.
    Insomma 94mila stranieri a cui vanno garantiti i diritti all’alloggio, all’assistenza sanitaria e al lavoro già previsti per legge.
    Un primo immediato dubbio riguarda i titoli in base ai quali viene accordata la «protezione». Tra i minori non accompagnati si nascondono, come dimostrano molte inchieste di polizia e carabinieri, tanti maggiorenni che hanno usufruito della facile scappatoia per garantirsi l’accoglienza. Per certificata ammissione del Viminale sappiamo, inoltre, che tra i 74.853 beneficiari della «protezione» vi sono 47.814 soggetti a cui non è garantito l’asilo, ma solo una protezione sussidiaria non riconosciuta per legge da altri Paesi europei. Insomma solo il 36 cento di quelli a cui promettiamo lavoro, casa, istruzione e assistenza medica sono profughi a pieno titolo. E qui sorge il problema. Se attuare i diritti riconosciuti per legge ai titolari della protezione internazionale è ineccepibile, lo è anche pretendere efficaci controlli sulle commissioni regionali distintesi per prodigalità e mancanza di verifiche nella concessione di quei titoli. Per non parlare dell’esigenza d’una revisione legislativa rivolta a eliminare la fumosa categoria della protezione sussidiaria. Per quanto riguarda il «patto» proposto da Minniti vien da chiedersi, invece, chi garantirà che i diritti riconosciuti ai nuovi arrivati non diventino più pressanti e urgenti di quelli riservati ai nostri concittadini. Un rischio non proprio infondato come dimostrano le tristi vicende di tanti italiani in stato d’indigenza ritrovatisi discriminati nella concessione degli alloggi rispetto ai migranti. Un timore reso ancor più concreto dalla presenza di oltre cento milioni di fondi europei destinati ai titolari della protezione internazionale mentre non ne esistono di equivalenti per chi è nato e vissuto in Italia. C’è da chiedersi, inoltre, chi certificherà il rispetto degli impegni assunti dai «protetti». Se uno di loro – ottenute casa, assistenza sanitaria e lavoro – incomincerà a predicare la superiorità della sharia sulle leggi dello Stato sarà possibile privarlo dei benefici concessi? E chi sarà tenuto a farlo? E sempre per quanto riguarda la componente islamica di quei 94mila va ricordato che a tutt’oggi Minniti deve ancora metter mano a quell’elenco degli imam indispensabile per garantire l’adesione ai valori nazionali dei predicatori presenti nelle moschee italiane. E per concludere una chiosa non proprio ininfluente. Per l’anno che verrà l’America, paese di 325 milioni di abitanti, ritiene di poter garantire l’accesso di non più di 45mila migranti. L’Italia da sola si prepara a regolarizzarne 94mila.
    Non solo. Questi giovani maschi africani in fuga dalla guerra in Siria, se passa il piano del PD e a primavera non li cacciamo a calci nel culo elettorale, potranno fare arrivare tutte le loro presunte famiglie allargate.
    Insomma, per il PD l’emergenza è sempre e comunque sterminare il popolo italiano attraverso l’importazione massiccia di giovani maschi africani. Che spacciano. Quando va bene. E stuprano. Quando va male.
    https://voxnews.info/2017/09/29/arri...vede-300-mila/

    BOOM DI CRIMINI DEGLI IMMIGRATI, LO STUDIO CHE INCASTRA IL PD
    Se ne sono accordi anche quelli del governo. Uno studio Viminale mostra quello che tutti noi sapevamo già, e conferma i numeri degli anni scorsi: da agosto 2016 al luglio 2017 le denunce per tutti i reati sono state 839.496, di queste, 241.723 commessi da immigrati.
    Se si considera il rapporto tra il numero di denunce e la popolazione (gli stranieri maschi in età di reato in Italia sono poco più dell’8%), gli immigrati hanno un tasso relativo di criminalità del 4,78% 5% (contro l’1,07% degli italiani). E sia chiaro, ci sono diversi tipi di reato. Una cosa è l’evasione fiscale, altra lo stupro per strada. Dove i migranti ‘battono’ gli italiani 10 a 1.
    Il sociologo Luca Ricolfi, docente di Analisi dei dati all’Università di Torino, ha spiegato come questi numeri in realtà non siano affatto una “notizia”. Da anni infatti studiosi e sociologi studiano e commentano l’incidenza dei crimini degli immigrati negli Stati ospitanti. “Il tasso di criminalità relativo degli stranieri è più alto di quello dei nativi in tutta Europa (salvo Irlanda e Lettonia) – spiega Ricolfi – e in Italia è sopra la media europea. In Europa gli stranieri delinquono 4 volte di più dei nativi, in Italia 6 volte di più”.
    “Certe credenze erronee – conclude il sociologo parlando dei media progressisti che negano la preponderanza nel crimine degli immigrati – hanno una potente funzione identitaria: aiutano l’elettore progressista a sentirsi migliore, più civile, più aperto dell’elettore che di sinistra non è” e “i politici di sinistra hanno un disperato bisogno di trovare altre ragioni per far credere ai loro elettori di essere ancora dalla parte giusta. Di qui una mutazione storica, forse irreversibile: la sinistra odierna di tutto si occupa, dalle coppie di fatto allo ius soli, dal testamento biologico alla propaganda fascista, dai diritti dei gay al reato di tortura, tranne di ciò che starebbe a cuore ai ceti popolari: più sicurezza e più posti di lavoro”.
    https://voxnews.info/2017/09/29/boom...ncastra-il-pd/

    TRUMP PUNISCE SOCIETÀ CHE ASSUME IMMIGRATI INVECE DI AMERICANI
    Rivoluzione. L’amministrazione Trump, oggi, ha messo sotto accusa una delle tante società americane che preferiscono assumere immigrati low-cost rispetto a cittadini americani.
    Lo ha fatto attraverso il Dipartimento della Giustizia guidato da Jeff Session.
    The Department of Justice announced Thursday it has filed a lawsuit against a Colorado corporation for allegedly discriminating against U.S. workers.
    The complaint alleges that in 2016, Crop Production discriminated against at least three United States citizens by refusing to employ them as seasonal technicians in El Campo, Texas, because Crop Production preferred to hire temporary foreign workers under the H-2A visa program.
    “In the spirit of President Trump’s Executive Order on Buy American and Hire American, the Department of Justice will not tolerate employers who discriminate against U.S. workers because of a desire to hire temporary foreign visa holders,” Attorney General Jeff Sessions said in a statement. “… Where there is a job available, U.S. workers should have a chance at it before we bring in workers from abroad.”
    This is the first complaint filed stemming from the “Protecting U.S. Workers Initiative,” which was launched on March 1.
    A Civil Rights Division official told Fox News that since the initiative’s launch, the division has opened 29 investigations of “potential discrimination against U.S. workers based on a hiring preference for foreign visa workers.”
    E’ un totale cambiamento di paradigma. Fino ad ora i ‘diritti civili’ erano utilizzati per privilegiare le minoranze, da oggi, negli Usa, saranno utilizzati per evitare che la maggioranza continui ad essere discriminata dagli oligarchi. E presto toccherà a Silicon Valley e ai suoi baroni che preferiscono programmatori stranieri low-cost.
    Qui, invece, abbiamo un governo non eletto che privilegia per casa e lavoro i profughi africani in fuga dalla guerra in Siria.
    https://voxnews.info/2017/09/28/trum...-di-americani/

    MOSCA, PUTIN ORDINA RETATA ANTI-IMMIGRATI DOPO SCONTRI: 250 ARRESTI
    Dopo gli scontri avvenuti ieri sera nel centro commerciale Moskva tra i dipendenti immigrati e il personale di sicurezza della struttura, sono state arrestate più di 250 persone.
    E’ quanto riferito dal presidente della Federazione dei migranti della Comunità degli Stati indipendenti, Karomat Sharipov.
    “Presso il Centro commerciale sono state arrestate circa 250 persone”, ha dichiarato Sharipov, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa russa “Interfax”. Sharipov ha osservato che questa non è la prima volta in cui si verificano scontri nel centro commerciale sopra menzionato. In precedenza, la polizia ha annunciato di aver compiuto un gran numero di arresti tra quanti avevano partecipato alla rissa. Gli scontri sarebbero sorti tra il personale di sorveglianza e i dipendenti del centro commerciale, secondo quanto riferito dal ministero dell’Interno di Mosca.
    La Russia vive gli stessi nostri problemi grazie agli immigrati ‘interni’, ovvero di etnie provenienti da repubbliche della Federazione Russa come la Cecenia. Mosca è infestata di musulmani dal Caucaso.
    Mosca, Putin ordina retata anti-immigrati dopo scontri: 250 arresti | Vox

    SOLDI ELEMOSINE USATI PER PAGARE FESTINI GAY, PRETE E VESCOVO INDAGATI
    E’ stato soprannominato Don Euro come il suo collega di Fermo, per motivi che potete intuire, e che si traducono in ostriche, champagne, incontri con prostituti gay e regali ai suoi amanti omosessuali.
    A chiusura delle indagini, partite su segnalazioni degli ex parrocchiani, la procura di Massa Carrara ha sequestrato 700mila euro in contanti e 150mila in gioielli. Il parroco è accusato di truffa e appropriazione indebita. Coinvolto anche il vescovo di Massa Carrara, Monsignor Giovanni Santucci. Entrambi sono molto impegnati nell’accoglienza dei cosiddetti profughi, il motivo lo potete intuire.
    Lo scandalo è scoppiato lo scorso anno, quando un giovane prostituto napoletano svelò il suo presunto rapporto omosessuale con il prete, che si sarebbe presentato come un facoltoso magistrato. Poi le testimonianze dei parrocchiani, che hanno denunciato di aver sovvenzionato per anni il sacerdote che chiedeva con insistenza offerte in denaro contante e assegni, ignorate dal vescovo.
    Attualmente sul territorio della diocesi di Massa Carrara ci sono quasi 400 cosiddetti profughi. Molti di questi sono ospitati in strutture della Diocesi. Carne fresca.
    Soldi elemosine usati per pagare festini gay, Prete e Vescovo indagati | Vox

    BRIGITTE BARDOT SCRIVE A BERGOGLIO: “STRANO TU FAVORISCA IMMIGRAZIONE ISLAMICA”
    La grande attrice francese cerca di contattare Bergoglio per riferirgli tutto il suo sdegno riguardo la sua delirante propaganda sull’immigrazione: “Spero che stavolta possa mettersi una mano sulla coscienza” , ha scritto l’attrice che ha inviato direttamente in Vaticano una lettera rivelata dall’agenzia di stampa AFP.
    La Bardot chiede a Papa Francesco perche' «Lei si interessa alla miseria umana favorendo stranamente la migrazione musulmana a discapito dei cristiani del Medio Oriente».
    https://voxnews.info/2017/09/29/brig...ione-islamica/


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    Predefinito Re: Rif: Le delizie della società multietnica

    IMMIGRATI ASSUNTI COME SUPPLENTI E BIDELLI, RIVOLTA PRECARI
    Lo avevamo scritto giorni fa, ora la protesta dei precari italiani contro la folle decisione del governo abusivo e criminale
    Sei un precario della scuola? Da tempo immane fai su e giù per l’Italia in attesa di un posto fisso? Guardi le graduatorie per le supplenze del personale amministrativo, tecnico e ausiliario dal basso in alto? Beh, arrangiati. Grazie al governo del PD dovrai subire la concorrenza anche degli immigrati. Saranno loro a fare il tuo lavoro.
    Il governo si piega infatti volentieri alla richiesta dell’Ue di aprire a tutti gli immigrati comunitari, extracomunitari, profughi e titolari di protezione sussidiaria o permesso di soggiorno di contendere agli italiani le supplenze o i posti fissi del settore Ata nella scuola. Il decreto dice per la precisione “titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permenente”.
    Protesta il Presidente nazionale di Feder.ata, Giuseppe Mancuso: “Negli ultimi anni si sono persi posti di lavoro nel settore del personale non docente della scuola – dice – I pensionati non sono stati rimpiazzati e circa 15- 20.000 precari attendono un inserimento stabile: sono precari che hanno già avuto una formazione e hanno un’esperienza del lavoro, molto delicato, da compiere nella scuola”.
    “È decisamente irrazionale scavalcare questi precari che attendono da anni e immettere cittadini di altri Paesi che possono avere tutte le qualità e anche titoli equivalenti ma non possono avere l’esperienza già maturata sul campo dai precari italiani”.
    https://voxnews.info/2017/10/06/immi...volta-precari/

    IUS SOLI, SCIOPERO INSEGNANTI FAVOREVOLI FA FLOP: SOLO 800 SU 700MILA
    Se c’è una categoria che dovrebbe vedere l’immigrazione come un dramma, a parte ovviamente i disoccupati, questa è quella degli insegnanti. Visto come le scuole pubbliche sono ridotte nei Paesi ad alto quoziente multietnico: veri e propri zoo.
    E non solo per il numero eccessivo di alunni figli di genitori che contribuiscono quasi zero all’erario pubblico, ma anche per le violenze perpetrate ai danni degli insegnanti. Sempre più precari, sempre più senza autorità.
    Ma non è difficile trovare 800 cuckold e sgallettate in un gruppo di 700 mila persone.
    Lo scontro sullo Ius soli, la legge sulla cittadinanza per diritto di nascita, si è andato via via radicalizzando, perdendo sul campo di battaglia la razionalità. E così il 3 ottobre, giornata mondiale delle vittime dell’immigrazione, è andato in scena sul palcoscenico della cultura mondialista e multietnica della sinistra uno sciopero della fame di pannelliana memoria per chiedere il varo della suddetta legge. Coordinati dall’associazione “Italiani senza cittadinanza”, circa 800 tra insegnanti della scuola media e maestri delle elementari hanno rifiutato di assumere cibo per una giornata intera.”In classe insegniamo uguaglianza e cittadinanza a bambini che però non possono averla”, spiega Barbara Iannarilli dell’elementare Oberdan “è una cosa che ci offende. Per noi i bambini sono tutti uguali, ma fuori dalla scuola non lo sono più”. Chi aderiva allo sciopero, moltissimi insegnanti di Roma, indossava un nastrino tricolore per affermare l’italianità dei bambini.
    Un flop. Gli aderenti a questo ‘sciopero della fame’ a base di cappuccino e brioche sono poco più dello 0,1% della platea interessata. Non che il giudizio degli insegnanti sullo ius soli sia più importante di quello degli idraulici o dei commercianti: l’unico, insindacabile, giudizio che conta, è quello del popolo italiano nel suo complesso. Non siamo il governo delle ‘categorie’, ma una democrazia. E la stragrande maggioranza degli italiani non vuole che i figli degli immigrati si trasformino in ‘italiani’. Vuole, anzi, un ritorno allo Ius Sanguinis.
    La tesi di questi pannelliani a scoppio ritardato è che, essendo tra noi, ed essendo ‘tanti’, dobbiamo farli diventare italiani. E’ come se il medico ti dicesse di chiamare ‘polmone’ il tumore solo perché è cresciuto. E ti invitasse a non combatterlo, non asportarlo, perché è cresciuto: quando sarà troppo tardi asportarlo perché troppo ingombrante, allora sarà finita. O meglio: sarà la guerra etnica per le strade, quella che già oggi viviamo.
    Del resto basta guardarli in faccia. Sempre che si possa chiamare faccia. Il fatto che siamo in presenza di individui ai quali non si dovrebbero affidare nemmeno conchiglie (vuote), non significa che l’avere esposto in classe le proprie idee politiche non sia grave: è gravissimo. Tentano di condizionare le future generazioni con oscene marchette da centro sociale, che è poi il posto dal quale provengono. E dove devono tornare.
    https://voxnews.info/2017/10/04/ius-...00-su-700mila/

    La rivolta dei sindaci italiani: "Tasse sul business migranti"
    Da Nord a Sud, amministratori locali sulle barricate. Non possono chiudere i centri di accoglienza. Così attaccano il business delle cooperative
    Giuseppe De Lorenzo
    "Non possiamo fare nulla, abbiamo le mani legate. I prefetti ci mandano i migranti e non non possiamo opporci". Sembra ancora di sentirli i sindaci di tutta Italia: lamentele contro l'accoglienza dei richiedenti asilo, centri profughi che crescono come funghi, prefetture che non si coordinano con i primi cittadini e proteste ad oltranza "perché così ci scavalcano".
    Fino a pochi mesi fa gli amministratori locali subivano le decisioni del governo senza poter far nulla. Ora le cose sono cambiate. E non tanto (o non solo) per il calo degli sbarchi e la nuova "dottrina Minniti". Ma soprattutto perché hanno trovato il modo per mettere i bastoni tra le ruote alle cooperative dell'accoglienza e ad uno Stato "che riempie i nostri borghi di immigrati".
    Tassa sul profugo
    Un sindaco, come noto, non può opporsi alle scelte del Prefetto in tema di immigrazione. Ma può firmare alcuni decreti per costringere le coop che operano nel suo territorio a pagare più imposte. È così che Matteo Camiciottoli, primo cittadino di Pontivrea, si vanta di aver liberato dagli immigrati il suo paesino da 847 abitanti in provincia di Savona. Nel marzo scorso con un decreto ha equiparato le abitazioni affittate alle cooperative agli hotel, costringendo i proprietari a pagare l'Imu e la Tari come se fossero strutture commerciali. Poi ha imposto una tassa di soggiorno da 2,5 euro al giorno per ogni profugo accolto. E per finire, qualora uno graditi ospiti commettesse un reato, il Comune è pronto a presentare il conto alle associazioni costituendosi in sede legale per chiedere loro un (lauto) risarcimento.
    Risultato finale: dopo nove mesi a Pontivrea non ci sono più buonisti disposti a farsi carico dei migranti. Costi troppo alti. "Ho dimostrato che l'accoglienza è un business - esulta ora Camiciottoli - Sono andato a colpire le cooperative nel portafogli".
    In breve tempo la mossa del primo cittadino della Lega Nord fa scuola. A maggio a Lucca il candidato sindaco Donatella Buonriposi inserisce nel programma elettorale lo stesso balzello sul soggiorno degli immigrati ideato a Pontivrea. A Tortona Gianluca Bardone avvia verifiche sulla posizione della Tari delle coop, scoprendo che le case adibite a centri di accoglienza pagano le tasse come se fossero utenze domestiche, nonostante producano più rifiuti degli alberghi. E così le inserisce nella stessa categoria Tari delle case di riposo, triplicandogli - di fatto - l'importo delle imposte.
    E pensare che a Rovigo il leghista Massimo Bergamin già un anno fa aveva annunciato di voler chiedere tra i 3,5 e i 5 euro al giorno a migrante alle associazioni che li ospitano. Su di lui si scatenò una bufera politica, ma ora il vento è cambiato. Per esempio tira un'altra aria a Genova, dove pochi giorni fa l'assessore Stefano Garassino si è detto pronto a contrastare il "business dei profughi che ci ha rotto le palle". In che modo? Obbligandole a fornire un elenco dei profughi prima del loro arrivo (pena: una multa) e costringendole a pagare un balzello in stile Pontivrea. Si parla di 2,5 euro al giorno a profugo e le coop sono già in rivolta.
    Dove i sindaci sposano le linee buoniste, ci pensano le opposizioni a smuovere le acque. A settembre ad Arezzo il consigliere comunale Roberto Bardelli chiede al Comune di impedire la partecipazione a nuovi bandi della prefettura. In che modo? Introducendo una tassa di soggiorno sul profugo. Il motivo? "I migranti producono reddito". Quindi vanno pagate più imposte. E lo stesso provano a fare le minoranze a Città di Castello (Umbria) e a Merate (Toscana).
    Scatta la multa
    Per chi non ama aumentare i balzelli, c'è sempre la strada delle multe. Come a Palazzago (Bergamo), dove ad agosto il sindaco ha inventato una nuova contravvenzione pensata appositamente per i proprietari di case che stipulano un affitto con le cooperative d'accoglienza. O informano il Comune entro 48 ore dalla sottoscrizione dei contratti di locazione, oppure dovranno versare fino a 15mila euro di contravvenzione. Un salasso. E per non essere da meno la collega di San Germano Vercellese, Michela Rosetta, ha annunciato una multa da 150 a 500 euro a chi affitta la casa agli immigrati. Coop avvisata, mezza salvata.
    Più innovativo invece il sistema dei sindaci leghisti di Borgosesia e San Germano: hanno deciso di sanzionare quelle cooperative i cui ospiti vengono beccati a chiedere l'elemosina in giro. Il profugo fa accattonaggio? Paga l'associazione che avrebbe dovuto tenerlo a bada.
    Tutti contro il business immigrazione
    E non pensate che la rivolta degli amministratori locali sia una questione solo leghista. Sono in tanti a lamentare l'incapacità dello Stato di gestire il fenomeno immigrazione. E così accade che Alice Zanardi, sindaco Pd di Codigoro (Ferrara), annunci di voler diversificare le tassazioni per le coop dei migranti, aumentandogli le tasse e emettendo un decreto per inviare controlli sanitari e fiscali. Matteo Renzi la sconfessò, dicendo pubblicamente che si trattava di una scelta sbagliata. Ma il disagio rimane. E il business pure.
    La rivolta dei sindaci italiani: "Tasse sul business migranti"

    FRIULI: 400MILA EURO PER TENERE IMPEGNATI I PAKISTANI
    Nuova pioggia di soldi sui giovani maschi africani e pakistani in fuga dalla guerra in Siria. I rappresentanti dei quattro Comuni sede di Prefettura – Trieste, Gorizia, Udine e Pordenone – hanno siglato ieri a Trieste, nella sede del Consiglio regionale, un protocollo che prevede una nuova modalità di finanziamento dei progetti per i richiedenti asilo a sostegno dei Comuni maggiori, finanziamento che ammonta in totale a 400 mila euro suddivisi sulla base della presenza dei migranti nel territorio.
    «Una scelta fatta per ottimizzare la progettualità dei Comuni maggiori – ha commentato l’assessore regionale alla Solidarietà, Gianni Torrenti – affinché non siano costretti a fare molti progetti come negli scorsi anni. Trieste, Udine, Gorizia e Pordenone potranno così proporre interventi che avranno effetti pratici sulla quotidianità dei migranti, in particolare attraverso corsi di lingua italiana e di sicurezza sul lavoro, formazione professionale di base, educazione civica e anche svolgimento gratuito volontario di attività socialmente utili al territorio.
    Un’intesa – ha evidenziato con soddisfazione Torrenti – che ha quindi anche una valenza simbolica poiché incide sulla responsabilizzazione delle persone migranti».
    Le ‘persone migranti’ faranno volontariato a pagamento sostituendo i giovani e i disoccupati locali. Per l’integrazione. E a spese dei contribuenti friulani. Complimenti al sindaco forzista di Trieste che si allinea alla Serracchiani in vista dell’alleanza a livello nazionale dopo le elezioni politiche.
    A margine dell’incontro, Torrenti ha ricordato che nel decreto Mezzogiorno del 15 giugno scorso si prevede anche lo stanziamento da parte del Governo di risorse strutturali dedicate al sostegno dei Comuni ospitanti, stanziamento che permette l’assunzione di personale aggiuntivo a tempo determinato dedicato alla gestione dei migranti in modo da non appesantire gli uffici comunali di questa incombenza.
    https://voxnews.info/2017/10/04/friu...i-i-pakistani/

    GIUDICE DÀ PERMESSO UMANITARIO AD AFRICANO PERCHÉ HA IL MALOCCHIO
    In Italia dal 2016, il Tribunale civile di Milano gli ha concesso il permesso di soggiorno per motivi umanitari. Perché ha il malocchio.
    Il ghanese in fuga dalla guerra in Siria ha richiesto asilo perché la sua famiglia ha il malocchio. Ha raccontato alla Commissione prefettizia per i rifugiati che tutta la sua famiglia sarebbe morta in poche ore: “Qualcuno dice che hanno avuto un maleficio, ho paura di quel che è successo alla mia famiglia perchè io sono l’unico superstite. Loro sono morti tutti all’improvviso, senza avere alcun problema di salute”.
    La Commissione, ovviamente, nega al fancazzista lo status di rifugiato. Lui presenta ricorso (a spese nostre, come fanno tutti gli africani in fuga dalla guerra intasando i tribunali) e il caso arriva al Tribunale civile. Il suo bizzarro avvocato, in aula, ricorda come le credenze popolari esistano anche da noi, citando articoli di stampa secondo i quali milioni di italiani sono seguaci di maghi e veggenti.
    E così il giudice, bizzarro come l’avvocato, accorda al giovane fancazzista con il malocchio un permesso di soggiorno per motivi umanitari perchè Amir si trova “in una situazione di vulnerabilità legata alla vicenda traumatica vissuta nel suo Paese a causa della morte, in rapida successione, di tutti i suoi famigliari, dovendosi anche dare atto altresì dell’elevato grado di integrazione in Italia del ricorrente”.
    Questi sono fuori di testa.
    https://voxnews.info/2017/10/04/giud...-il-malocchio/

    Quel sussidiario che indottrina i bambini sull'accoglienza
    Il coinvolgimento e la strumentalizzazione dei bambini nelle iniziative di propaganda politica pro immigrazione e pro ius soli non conosce tregua
    Laura Tecce
    Il coinvolgimento e la strumentalizzazione dei bambini nelle iniziative di propaganda politica pro immigrazione e pro ius soli non conosce tregua.
    Né mezze misure. Persino gli alunni delle scuole primarie ed elementari ne sono vittime. Fra scioperi della fame a staffetta di pannelliana memoria di deputati, senatori e ministri e manifestazioni promosse dalla rete «Insegnanti per la cittadinanza», sono sempre i più giovani il bersaglio di un indottrinamento subdolo e unilaterale. In realtà non ci sarebbe neanche bisogno di tanto clamore perché la metodica e insistente azione di persuasione già viene fatta ogni giorno sui banchi, a partire dai libri di testo: è il caso della scuola elementare Ernesto Solvay di Rosignano Solvay in provincia di Livorno.
    Nel sussidiario di storia, scelto dal consiglio interclasse e approvato dal collegio docenti e dalla direzione didattica statale, nella sezione Cittadinanza & Costituzione campeggia in evidenza lo slogan: «Accogliamo insieme i profughi». A guisa di giustificazione per tanto entusiasmo, ai bambini della quarta elementare viene spiegato che «Gli stranieri non portano solo problemi, come alcuni riferiscono, ma anche le loro culture, i loro modi di pensare, le loro tradizioni, le loro abitudini che rappresentano occasioni di crescita di una civiltà. Gli stranieri sono anche ricchezza!».
    Bontà sua, l'autore ha tralasciato di puntualizzare chi siano coloro che «riferiscono» che gli stranieri portano problemi ma in altri passaggi non ha mancato di elencare chi invece sia in prima linea per farci conoscere e apprezzare tanta ricchezza: «Alcune associazioni di volontari («Croce Rossa, Save The Children, Emergency», si legge, «sono impegnati sin dall'arrivo nell'accoglienza dei migranti offrendo loro cibo, vestiti e un pasto nei centri di accoglienza di tutta Italia perché possano poi trovare un lavoro e vivere una vita dignitosa».
    Indubbiamente una visione ottimistica: solo per citare gli ultimi dati Unhcr, tra il 1 gennaio e il 31 agosto 2017 sono sbarcate in Italia 98.988 persone e nello stesso periodo del 2016 ne arrivarono 115.075. Se ci fosse pronto un lavoro per tutti la disoccupazione nel nostro Paese non sarebbe il dramma sociale che invece, purtroppo, è.
    Quel sussidiario che indottrina i bambini sull'accoglienza

    INTEGRAZIONE: CASI DI SCABBIA IN ASILO NIDO, EPATITE A SCUOLA E MALARIA
    La Direzione del Dipartimento di Sanità Pubblica informa che sono stati riscontrati due casi di acariasi (scabbia) in bambini che frequentano due diverse Scuole dell’Infanzia (Asilo nido e Scuola materna ) nel Comune di Reggio Emilia.
    I sanitari del Servizio Igiene e Sanità Pubblica del Distretto di Reggio Emilia hanno dato avvio agli interventi di controllo, sorveglianza e profilassi sulle persone esposte al contagio in ambito familiare e scolastico, al fine di prevenire ogni ulteriore diffusione.
    Si è provveduto all’allontanamento temporaneo dei bambini affetti da acariasi e ad informare le famiglie dei compagni delle classi in cui si sono verificati i casi.
    E si registrano due casi di epatite A in un asilo nido ed in una scuola d’infanzia di Arezzo: ad ammalarsi sono stati due bambini. A renderlo noto è stata la stessa amministrazione comunale aggiungendo che “è stato avviato il percorso per la profilassi.
    “Tutte le famiglie interessate – si aggiunge in una nota – saranno informate nella giornata odierna per essere messe nelle condizioni di poter procedere in base al protocollo previsto dalla Asl. Essendo una patologia che può contagiare per via orale e fecale, le indicazioni date dalla Asl e consegnate all’Ufficio scuola del Comune di Arezzo – prosegue l’amministrazione comunale – prevedono il coinvolgimento delle bambine, dei bambini e degli operatori interessati. Preme sottolineare l’immediata attivazione di tutti gli uffici competenti nel dare una tempestiva informazione alle famiglie dei bambini”.
    Intanto, le analisi del Policlinico di Bari hanno tolto qualsiasi dubbio i quattro extracomunitari ricoverati ieri nel reparto infettivo di un ospedale pugliese hanno la malaria.
    I quattro extracomunitari, tre marocchini e un sudanese, sono dei braccianti ed ora sono in isolamento nel reparto infettivo dell’ospedale San Giuseppe Moscati di Taranto.
    I sintomi dei quattro pazienti già da subito avevano innescato molti dubbi nei medici. Dubbi che poi sono stati confermati dal risultato delle analisi.
    I quattro stranieri lavoravano nei campi di Ginosa Marina e si sono presentati all’ospedale di Castellaneta in gravissime condizioni. I medici hanno subito predisposto il loro trasferimento al reparto infettivi del plesso ospedaliero San Giuseppe Moscati di Taranto.
    https://voxnews.info/2017/10/04/inte...ola-e-malaria/

    Sardone: troppe borse di lavoro agli stranieri
    Elena Gaiardoni
    Se il 70% dei sussidi del Comune di Milano destinati alle famiglie in crisi economica finiscono a nuclei famigliari stranieri, sempre agli stranieri viene elargito anche il 50% delle borse lavoro.
    A rimarcare l'ennesima ingiustizia ai danni dei «nostri» è Sivia Sardone, consigliere comunale di Forza Italia, autrice di un'interrogazione sull'argomento. «Ho chiesto all'assessore Majorino quante borse lavoro siano state attivate negli ultimi due anni e a chi siano state destinate. La risposta, purtroppo, dimostra uno squilibrio che danneggia come al solito, con la sinistra a Palazzo Marino, gli italiani in difficoltà» dichiara la Sardone.
    Nel 2016 le borse lavoro ammontano a 1664 e il numero di beneficiari è di 1138; al 30 giugno 2017 le borse attivate di quest'anno sono 745 a favore di 585 persone.
    Nel 2016 i beneficiari stranieri sono stati 544 e gli italiani 594 mentre per il 2017 siamo a 300 italiani e 285 stranieri. Nel 2016 il totale messo a disposizione dei bisonosi è stato di 1.585.734 euro mentre al 30 giugno l'esborso del Comune è stato di 470.134 euro.
    Donate dal Celav (Centro di mediazione al lavoro) le borse lavoro servono ad aiutare disoccupati e persone in difficoltà, grazie a un contributo di 500 euro al mese. «Il dato del 50% a stranieri risulta fuori proporzione rispetto al peso, in termine di popolazione, degli stranieri a Milano. È l'ennesima dimostrazione della vocazione anti-italiana e immigrazionista della sinistra con i soldi dei milanesi».
    Sardone: troppe borse di lavoro agli stranieri

    BOLDRINI CHIAMA FACEBOOK: “HO UN ELENCO DI 300 PAGINE DA CHIUDERE”
    «Il 25 Aprile a Bologna – ha detto il presidentesso della Camera – ho voluto fare un appello all’ideatore di Facebook, Mark Zuckerberg, accogliendo l’invito dell’Anpi che aveva denunciato come ci siano molte pagine Facebook chiaramente apologetiche verso il fascismo: parliamo di almeno trecento pagine su svariate migliaia aperte da simpatizzanti», ha affermato in occasione del solito incontro tra simpatizzanti del nulla cosmico.
    Sembra non concepire che se esistono centinaia di migliaia di individui con un’idea, censurarla è poco democratico. Non importa quale idea sia. Ma questo Boldrini non lo comprende.
    «Ho detto – ha ricordato la Boldrini – che il nazifascismo non può essere considerato un fenomeno locale, per cui Facebook non applica le norme italiane. In Italia l’apologia di fascismo è reato, e dunque dovrebbe essere vietata anche su Facebook. Fomentare il razzismo, la xenofobia, ispirarsi a questi principi, secondo me – ha sottolineato – è una minaccia all’assetto democratico».
    Facebook già censura in stile cinese. Ma secondo il perverso pensiero di Boldrini, dovrebbe applicare le leggi sulla libertà di espressione non, del paese dove ha i server, ma di quello dove vivono gli utenti delle pagine aperte. Il che significa che in Cina dovrebbe denunciare al PC i dissidenti anticomunisti e in Arabia Saudita, come già fa, applicare la sharia contro pagine di non islamici accusati di ‘blasfemia’. Perché paese che vai, idea proibita che trovi.
    https://voxnews.info/2017/09/28/bold...e-da-chiudere/

    Gli italiani rassegnati alla sottomissione
    Come mai gli italiani non si ribellano alle ingiustizie come fanno altri popoli? È una domanda che molti di noi si pongono.
    Se gli stranieri sui mezzi di trasporto pubblici si rifiutano di pagare il biglietto e peggio ancora aggrediscono fisicamente il controllore, tutti noi denunciamo totalmente indignati, ma poi concretamente li si lascia fare e alla fine siamo solo noi italiani ad essere tenuti a pagare il biglietto. Se nelle nostre città talune vie, parchi, piazze o quartieri diventano pericolosi per la presenza di delinquenti comuni, spacciatori di droga, sfaccendati che molestano donne e bambini aspirando a violentarli sessualmente, noi denunciamo massimamente preoccupati ma poi concretamente finiamo per non frequentare più quegli spazi pubblici che, di fatto, diventano delle roccaforti della criminalità.
    Nel novembre del 2011 con la regia di Giorgio Napolitano e l'avvento al potere di Mario Monti l'Italia è stata sottomessa a una dittatura finanziaria che, da allora, ha spogliato la democrazia del suo contenuto sostanziale e ha generato quattro governi non eletti dagli italiani. Nel 2013 la Corte Costituzionale ha sentenziato l'incostituzionalità della legge elettorale con cui sono stati eletti i parlamenti nel 2006, 2008 e 2013, ma a quattro anni di distanza il parlamento continua a legiferare, così come i governi e i capi di Stato designati da quei parlamenti continuano a operare come se non fosse successo nulla. Nel 2016 c'è stato il referendum sulla riforma della Costituzione. Il governo era per il Sì e ha vinto il No. Ma è stato riesumato un governo del Sì come se gli italiani non fossero andati a votare. Gli italiani hanno denunciato a viva voce, ma concretamente nessuno mette in discussione la legittimità del sistema politico o si sottrae all'osservanza delle decisioni assunte da questi governi.
    A questo punto dobbiamo concludere che gli italiani che subiscono le ingiustizie limitandosi a denunciare ma senza ribellarsi concretamente, dimostrano di non essere un popolo unito. Massimo D'Azeglio all'indomani dell'unità d'Italia nel 1861 disse: «Pur troppo s'è fatta l'Italia, ma non si fanno gli italiani». Prendiamo atto che gli italiani sono un popolo che si sente appagato dalla denuncia fine a se stessa, che vuole accontentare tutti e non scontentare nessuno, che aggira le realtà che impongono delle scelte impegnative.
    Gli italiani rassegnati alla sottomissione

    Immigrati, blitz della sinistra Per votare basta la residenza
    Appello firmato da 176 parlamentari: alle urne anche gli extracomunitari che abitano qui da almeno 5 anni
    Francesca Angeli
    Approvare lo Ius soli? Non serve. Basta concedere il diritto di voto a tutti i residenti, comunitari e non, a prescindere dal fatto che si abbia o no la cittadinanza italiana.
    L'approvazione della riforma della cittadinanza è impantanata al Senato e la sua approvazione appare improbabile e dunque ecco un modo per aggirare l'ostacolo: far votare, non soltanto alle amministrative ma anche alle politiche, i residenti stranieri.
    Questo il senso dell'appello Una persona, un voto promosso inizialmente da padre Alex Zanotelli, religioso e missionario italiano da sempre impegnato per i diritti dei migranti. Appello poi raccolto a sinistra da molti parlamentari che in questi giorni sono saliti a 176, rendendolo quindi assai più concreto. Insomma l'appello è diventato una solida proposta. Tra i firmatari tre ex ministri: Maria Chiara Carrozza, Giuseppe Fioroni e Cecile Kyenge. Tra i parlamentari i deputati Francesco Boccia e Cristian Iannuzzi ma anche Vannino Chiti, Monica Cirinnà, Giuseppe Civati, Paolo Corsini, Gianni Cuperlo, Alfredo D'Attorre, Loredana De Petris. Anche Piero Ichino che però sostiene la battaglia soltanto relativamente al diritto di voto alle amministrative.
    La legislazione attuale prevede che i cittadini stranieri comunitari residenti in Italia e iscritti regolarmente alle liste elettorali possano esercitare il diritto di eleggere e di essere eletti, con l'esclusione della carica di sindaco nelle elezioni comunali e circoscrizionali. Ci si riferisce però ai cittadini comunitari. Tra i riferimenti normativi la Convenzione di Strasburgo, ratificata oltre venti anni fa dall'Italia, che prevede appunto il diritto di voto attivo e passivo per tutti gli stranieri purché residenti in modo legale in uno stato Ue nei cinque anni precedenti alle elezioni. Convenzione comunque disattesa da molti paesi Ue compresi Francia e Germania. Da anni poi giace in Parlamento una proposta di legge dell'Anci, l'Associazione nazionale comuni d'Italia, che chiede di concedere il diritto di voto a tutti gli stranieri residenti da almeno 5 anni per le elezioni locali.
    Nell'appello firmato da 176 parlamentari si ricorda che «il presupposto de facto dell'appello è che vivono stabilmente in Italia oltre cinque milioni di persone non native, che qui risiedono, qui lavorano, qui pagano le tasse, qui mandano a scuola i loro figli che crescono nella lingua e nella cultura del nostro paese; queste persone rispettano le nostre leggi, contribuiscono intensamente alla nostra economia, contribuiscono in misura determinante a sostenere il nostro sistema pensionistico, contribuiscono in modo decisivo ad impedire il declino demografico del nostro paese; sono insomma milioni di nostri effettivi conterranei che arrecano all'Italia ingenti benefici» e dunque non si può «continuare a negare il primo diritto democratico a milioni di persone che vivono stabilmente qui».
    Esiste per i firmatari anche un presupposto de iure che è rappresentato appunto dal progetto di legge dell'Anci che detta le «norme per la partecipazione politica ed amministrativa e per il diritto di elettorato senza discriminazioni di cittadinanza e di nazionalità». Anche se la proposta riguarda soltanto le elezioni locali per i firmatari dell'appello quella «intelaiatura giuridica è riferibile anche tout court alle elezioni politiche». Gli stranieri residenti in Italia sono circa cinque milioni e tra questi gli extracomunitari sono circa la metà. Visto che gli italiani sono sempre più restii ad andare alle urne, la sinistra è partita a caccia dell'elettore perduto. Nelle ultime politiche per la prima volta la quota dei votanti è scesa al 75 per cento e alle ultime amministrative l'astensionismo in molti casi ha ampiamente superato la soglia del 50 per cento.
    Immigrati, blitz della sinistra Per votare basta la residenza

    BERGOGLIO ACCOGLIE LEADER LEGA MUSULMANA MONDIALE, ORDINAVA DECAPITAZIONI
    Avevamo sfiorate l’argomento in un articolo precedente, Bergoglio ha incontrato ieri il segretario generale della Lega Mondiale Musulmana (MWL) in Vaticano, gruppo legato al finanziamento saudita del terrorismo jihadista e agli attacchi dell’11 settembre nel 2001.
    Muhammad bin Abdul Karim Al-Issa, che per diversi anni è stato ministro della giustizia saudita a Riyad e ora segretario generale del Lega Musulmana, ha espresso l’apprezzamento del mondo musulmano per le “posizioni giuste” del papa per quanto riguarda le false dichiarazioni che collegano l’estremismo e la violenza all’Islam “, così come per la sua insistenza che l’estremismo non è distintivo dell’Islam ma si trova tra i seguaci di tutte le religioni.
    La Lega Musulmana Mondiale è una ONG islamica finanziata dal governo saudita, fondata il 18 maggio 1962 alla Mecca per la diffusione degli insegnamenti islamici. E’ stata oggetto di numerose inchieste contro il terrorismo negli Stati Uniti relative ad Hamas, al Qaeda e ad altri gruppi terroristici.
    Due mesi dopo gli attacchi dell’11 settembre, il giornalista Ewe Thomas ha riferito che la World League musulmana era una delle due “ong globali interconnesse” direttamente finanziate dal governo saudita che sono state utilizzate da Osama bin Laden per finanziare le sue operazioni. Le organizzazioni sono state lasciate fuori dall’elenco dei gruppi sanzionati dagli Stati Uniti “per evitare imbarazzo nel governo saudita”, ha scritto Thomas. Del resto i Bush e i sauditi hanno da sempre legami inconfessabile, come tutto il deep state americano.
    Nel 2004, Harper’s Magazine ha dichiarato che la Lega Musulmana Musulmana era “conosciuta per aver inviato denaro ad Al Qaeda” finanziata direttamente dal governo saudita.
    In pratica questa Ong è il nesso tra l’Arabia Saudita e il terrorismo, il mezzo con il quale i sauditi finanziano i terroristi islamici.
    Ufficialmente “è un’organizzazione islamica che è stata creata per aiutare a diffondere il Wahhabismo, il marchio saudita del fondamentalismo islamico”, aggiungeva l’articolo.
    Secondo il New York Times, un rapporto interno e segreto del Dipartimento del Tesoro ottenuto attraverso la Legge sulla libertà di informazione americana ha affermato che l’Organizzazione Internazionale di Soccorso Islamico (IIRO)”, parte della Lega Mondiale Musulmana, “ha iniziato a sostenere le organizzazioni terroristiche nei primi anni ’90 “.
    Alla loro prima Conferenza islamica internazionale sul dialogo alla Mecca nel 2008, MWL ha invitato a parlare Yusuf al-Qaradawi. Durante il suo intervento, ha denunciato chi dialoga con gli Ebrei.
    Bergoglio e Al-Issa si sono scambiati regali commemorativi. Al-Issa ha offerto al Papa un dono simbolico che rappresenta la civiltà islamica e la sua interazione con altre civiltà (una scimitarra che decapita un infedele?), mentre Bergoglio ha dato al suo ospite una medaglia per commemorare il quinto anno del sedicente Papa sul Soglio di Pietro.
    Bergoglio accoglie leader Lega Musulmana Mondiale, ordinava decapitazioni | Vox



    VESCOVI SFIDANO BERGOGLIO: “COMMETTONO TROPPI REATI, PROFUGHI TORNINO A CASA LORO”
    Il coinvolgimento crescente di rifugiati nell’escalation di crimini e reati commessi sta alimentando l’insofferenza della popolazione nei confronti dei profughi. E i reati commessi dai rifugiati rappresentano una grave manifestazione di ingratitudine per l’ospitalità ricevuta.
    È la denuncia dei vescovi italiani? No, di quelli libanesi nel corso della loro riunione mensile, svoltasi mercoledì 4 ottobre a Bkerké, sotto la presidenza del patriarca Bechara Boutros Rai.
    Davanti al crescere della tensione sociale, i vescovi maroniti (cattolici), nel comunicato finale, hanno rinnovato l’appello alle autorità politiche libanesi e internazionali a «non risparmiare alcuno sforzo per accelerare il ritorno degli rifugiati siriani alle loro case», in modo che possano anche contribuire alla ricostruzione del proprio paese.
    I vescovi maroniti hanno aggiunto che ormai in Siria, vista la piega che stanno prendendo gli avvenimenti sul campo, «ci sono molte aree sicure che possono ospitare gli sfollati in modo dignitoso, in attesa che nel proprio paese si consolidi una pace completa». Già lo scorso 30 settembre (cf. Fides 2.10.2017) il patriarca Rai, nel corso di una visita pastorale nella Valle della Beqa’, aveva rimarcato che la presenza massiccia di profughi siriani in Libano sta creando una situazione insostenibile, che può essere affrontata solo favorendo in tutti i modi il ritorno dei rifugiati siriani al proprio paese.
    E quelli sono almeno profughi veri, non maschi africani in fuga dalla guerra in Siria. I vescovi italiani, però, sono troppo ghiotti di nuovi membri africani per la chiesa.
    https://voxnews.info/2017/10/07/vesc...o-a-casa-loro/

    La doppia mutazione genetica e le affinità elettive, da Marx a Bilderberg passando per Lotta Continua in groppa alla chiesa ex cattolica
    di Patrizia Fermani
    La storica fotografia del Signor Gentiloni e del Signor Bergoglio che hanno appena stretto un patto per la approvazione dello jus soli, è di certo la più evocativa dell’anno, insieme a quella di Macron sullo sfondo della piramide del Louvre. Evocativa per la storia della politica e per la storia tout court, ma importante anche per l’antropologia.
    Infatti vi troviamo ben rappresentato da entrambi i personaggi, quel fenomeno che gli specialisti chiamano di “ricombinazione genetica”, ovvero del “il processo attraverso il quale a partire da un genotipo si ottengono nuove combinazioni di alleli rispetto a quelle iniziali”. Il fenomeno per cui a partire dai comunisti, passati per Lotta continua, si sono formate le belle persone totalmente convertite al progressismo neo liberale all’americana, con le carte in regola per occupare i posti di potere politico e mediatico. Insomma quelli del PD, dove la bandiera rossa, mutando colore a ogni stagione, è diventata bandiera arcobaleno e al popolo sono state sostituite le banche.
    Una mutazione paragonabile soltanto a quella che ha portato il rettile a diventare un pennuto. Ma che ha ricevuto un impulso formidabile dalla concomitante trasformazione della chiesa conciliare ex cattolica in una agenzia di supporto alle attività socio filantropiche e ricreative di interesse geopolitico. Tale stupefacente conversione di un credo religioso fondato sulla verità rivelata in una prassi politica di servizio, non si sarebbe potuta realizzare senza la eliminazione del sacro, diventato zavorra da gettare a mare. Eliminazione cominciata presto a partire dal Concilio, e avvenuta in fretta anche attraverso lo abbattimento materiale degli altari, quindi ben prima che venissero installati da Bergoglio i gabinetti pubblici in una basilica cristiana (pardon, appena fuori, come ha precisato il vaticanista di fiducia). Infatti bisogna riconoscere che se Bergoglio è stato il manager scelto in virtù della sua efficienza e della mancanza di inibizioni per la messa in liquidazione ufficiale del cattolicesimo, di questa egli è soltanto l’utilizzatore finale secondo il ben noto canone berlusconiano.
    La sinistra in evoluzione e la chiesa in rivoluzione hanno capito dunque che avrebbero potuto fare grandi cose insieme per il nuovo ordine mondiale, e infatti l’universalismo cristiano e quello comunista si chiamano ora globalizzazione obbligata, mentre la perfetta fusione tra questi organismi geneticamente modificati viene messa in scena un giorno si e uno no, dai tanti abbracci dispensati da Bergoglio a Scalfari e Bonino, a Soros e simili, fino a quello culturale riservato alla Fedeli.
    L’obiettivo assegnato dall’alto è il sacrificio delle identità nazionali e del patrimonio comune di civilizzazione, sull’altare del mondialismo politico etico e culturale che deve ridurre alla insignificanza le “masse europee precarizzate”, per dirla con Diego Fusaro.
    Per un progetto tanto ambizioso è stata eliminata in via preventiva ogni resistenza con la inoculazione obbligatoria del vaccino antirivolta contenuto nel culto della pace e dell’amore universale. Che costa poco ai produttori e ancora meno ai consumatori.
    Se non odi nulla, neppure il male, e da nulla ti devi difendere, per coerenza devi accettare ogni nefandezza propagandata dai cantori di regime, dall’aborto alla omosessualità alla pedofilia e all’educazione genderista, e subire passivamente l’oltraggio del nemico, e l’importazione illimitata di quelle che la Boldrini chiama “le risorse”, e alla fine anche l’esproprio umanitario.
    Pace e amore servono benissimo pure per disinnescare il pericolo sempre latente della rivolta delle giovani generazioni debitamente omologate, votate all’indifferentismo sessuale ed etico, e condannate all’analfabetismo in via scolastica. Tutto è orientato insomma ad eliminare senza rumore anche ogni spazio materiale di libertà, quale possa venire dal possesso di una casa o di una terra. Del resto la proprietà privata è già stata abolita con l’abolizione di fatto del furto, che né l’Arma dei carabinieri né le Procure della Repubblica si sognano di perseguire, a vantaggio delle categorie “disagiate” che lo praticano.
    Così il rampollo di antica famiglia di proprietari terrieri, che in gioventù sfilava in corteo gridando “la proprietà è un furto”, oggi si trova in piena armonia con l’uomo che si vanta a buon diritto di avere conservato l’odore delle pecore, come si evince del resto anche dalle parole e dai gesti.
    Entrambi possono servire al progetto di eliminare ogni residuo di sovranità territoriale dopo l’abolizione della sovranità politica nazionale.
    Il nuovo diritto di espropriazione proletaria su scala collettiva è quanto lega strettamente il governo ad una chiesa che è stata capace di espropriare il popolo della sua religione millenaria, e l’inquilino di Santa Marta, dopo avere cancellato la dottrina e la morale cattolica, si accorda con i tirannelli al potere, forti di pochi studi ma di spettacolare arroganza, per chiudere anche lo spazio e fisico e morale di libertà di quella che un tempo aveva il nome di patria, perché era la terra dei padri ricevuta in eredità, difesa e pagata col sangue.
    https://www.riscossacristiana.it/la-...rizia-fermani/



    BERGOGLIO SI FA I SELFIE COI PROFUGHI AFRICANI
    DEL RESTO, LUI E LORO LI MANTENIAMO NOI: PARASSITA NON MORDE PARASSITA
    Anche un bel selfie con i giovani maschi africani in fuga dalla guerra in Siria. Un selfie fatto con gli smartphone ultimo modello che gli abbiamo comprato noi.
    I fancazzisti, poi, si sono rivolti direttamente a lui, conoscendo i suoi rapporti ‘intimi’ con Gentiloni, per chiedere di ottenere in tempi brevi i documenti per rimanere in hotel a vita. “Caro Papa Franesco noi abbiamo bisogno dei documenti”, hanno scritto in un cartellone che lo stesso pontefice ha letto durante il suo demenziale discorso.
    “Molti non vi conoscono e hanno paura – dice il papa – Questa li fa sentire in diritto di giudicare e di poterlo fare con durezza e freddezza credendo anche di vedere bene. Ma non è così”. Il riferimento è a chi non accetta l’arrivo massiccio di immigrati “Da lontano possiamo dire e pensare qualsiasi cosa – ribadisce Francesco – come facilmente accade quando si scrivono frasi terribili e insulti via internet. Se guardiamo il prossimo senza misericordia, non ci rendiamo conto dei suoi problemi”.
    Noi il prossimo – o meglio il ‘remoto’ visto che questi non sono il nostro prossimo in senso biblico – lo abbiamo guardato bene, e non ci piace.
    Questo non è semplicemente eretico, questo farebbe sembrare geni Alfano e Boldrini messi per secoli sottovuoto. Con questi gesti umilia prima i veri poveri italiani e i veri profughi, quelli che devono fare la spesa nei cassonetti della spazzatura e che non hanno migliaia di euro per imbarcarsi. Ma umilia anche il Cristianesimo: ridotto ad una caricatura. Da religione a bordello masochista.
    Il Bergoglianesimo è l’ultimo canto di una religione millenaria degradata a leccaculismo dell’invasione afroislamica.
    https://voxnews.info/2017/10/01/berg...erra-in-siria/


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    Predefinito Re: Rif: Le delizie della società multietnica

    Atti osceni davanti ai bambini: il parco di Milano in balìa dei migranti
    Due bengalesi si masturbano davanti ai bimbi. Arrestati, erano ospiti del centro della Croce Rossa. De Corato accusa il presidente del parco: "Aveva manifestato per chiedere più migranti"
    Giovanni Neve
    Un nuovo orrore al Parco Nord. A poche settimane dallo stupro di un'ottantunenne, sono stati arrestati per atti osceni in luogo pubblico due richiedenti asilo bengalesi di 20 e 28 anni sorpresi a masturbarsi a pochi metri dalle aree giochi per bambini.
    A chiamare i carabinieri sono state le Guardie ecologiche del parco. E ora esplode la polemica politica perché, come fanno notare dal centrodestra, i colpevoli di questo degrado sono proprio quei buonisti che da anni propagandano l'accoglienza dei migranti.
    "Al Parco Nord ormai ne abbiamo viste di tutti colori". Riccardo De Corato, capogruppo di Fratelli d'Italia al Pirellone punta il dito contro il presidente Marco Cornelli, l'ex segretario provinciale del Pd che il giorno della marcia per chiedere di accogliere più immigrati a Milano aveva usato il sito del Parco Nord per promuovere l'evento: "Oggi cosa dirà visto che gli arrestati sono richiedenti asilo ospitati nella sede della Croce Rossa?". I due giovani sono stati fermati ieri pomeriggio, a distanza di un'ora l'uno dall'altro, in due diversi punti del parco. Le Guardie ecologiche del parco li hanno sorpresi mentre si stavano masturbando a pochi metri dall'area giochi per bambini. Sono entrambi ospiti del centro di accoglienza della Croce Rossa e adesso dovranno rispondere dell'accusa di "atti osceni in luogo pubblico" aggravata dalla vicinanza di luoghi frequentati da minori.
    Nelle prossime ore De Corato chiederà, con una interrogazione in Regione, che si provveda a mettere sotto video sorveglianza l'intera area. "Il presidente del Parco pensa più ad organizzare festival della Biodiversità che a tutelare l'incolumità dei suoi frequentatori - tuona l'ex vice sindaco - forse oggi dovrebbe presentare come atto riparatore e provocatorio le sue dimissioni". Ora la palla passa nelle mani del comune di Milano. I residenti si aspettano, infatti, che faccia qualcosa per metterlo in sicurezza. "Ma - continua De Corato - mi aspetto i comunicati che diranno che non bisogna generalizzare e fare di tutta un'erba un fascio. I fatti sono chiari - conclude - due richiedenti asilo bengalesi ospitati e accolti con i soldi dei contribuenti sono stati arrestati per atti osceni in un parco giochi riservato ai bambini, ogni replica della sinistra quindi oggi risulterebbe di cattivo gusto e inappropriata".
    Atti osceni davanti ai bambini: il parco di Milano in balìa dei migranti

    I pitbull contro gli immigrati.
    Rachele Nenzi
    Dove lo Stato in interviene, meglio difendersi con i pitbull. I cani antistupro.
    L'idea è venuta ad una donna napoletana che vive nel quartiere Vasto del capoluogo campano. Una zona da qualche tempo finita nelle mani degli immigrati. "Hanno cercato di aggredirmi, di rapinarmi. Per fortuna adesso ho Zeus, lui percepisce il pericolo. Ringhia e li mette in fuga", ha raccontato la donna a La Verità.
    "Senza di lui non esco di casa, ormai è impossibile, dice Monica Caterino che ormai si sente abbandonata da Stato, Comune e tutte le istituzioni che dovrebbero intervenire per renderle la vita se non migliore, almeno normale. Senza la paura di rapine o stupri.
    Secondo quanto racconta La Verità, nel quartiere Vasto la notte scorsa un immigrato ha distrutto una gazzella dei carabinieri e terrorizzato l'intero quartiere. Ma non è il primo caso. Monica lo definisce "una polveriera pronta ad esplodere". "Tutto è nato in parrocchia - ha raccontato - nella chiesa del Buon consiglio. È qui che abbiamo iniziato a interrogarci su cosa fare per non soccombere davanti agli assalti che l' ondata di immigrati senza controllo ha portato nel nostro quartiere". La risposta è stata affidarsi a pitbull capaci di "percepire il pericolo". Ogni venerdì si vedono alle 19 e con i loro cani realizzano una ronda contro il degrado. Vogliono liberare la zona dal degrado che la rende invivibile.
    La situazione è drammatica. "I mariti si alternano con le auto per farci uscire dal quartiere", racconta una mamma. "La mia bimba indossava un vestito di carnevale, un uomo di colore ha cercato di afferrarla e le si è avvicinato per baciarla sulla bocca", aggiunge un'altra. E ci sono ragazze che hanno subito più di una tentata violenza sessuale. Il problema? Gli immigrati che "passano le giornate agli angoli delle strade, a ubriacarsi e a partecipare a liti - racconta la donna a La Verità - La vede quella campana della raccolta differenziata? È il loro arsenale. Da lì prendono le bottiglie per sfidarsi all' ultimo colpo".
    Il degrado degli immigrati nel quartiere Vasto di Napoli

    LETTERE CON ESCREMENTI A SINDACI PRO-ACCOGLIENZA
    E’ giugno che a Udine vengono recapitate a sindaci e amministratori comunali impegnati nell’attività di colonizzazione, che loro chiamano ‘accoglienza’, lettere contenenti una piccola parte di quello che loro inviano alla popolazione.
    All’interno delle buste recapitate ai diversi politici locali c’è infatti sempre lo stesso contenuto: merda. Non senza un biglietto che spiega il motivo del gesto. Non avessero a prenderlo per un regalo, questi coprofagi.
    https://voxnews.info/2017/10/05/lett...o-accoglienza/

    VINCONO I CITTADINI, DOPO INCENDIO NEGA AFFITTO A COOP DEI PROFUGHI
    Sassari si prepara ad ‘ospitare’ a spese dei contribuenti 31 giovani maschi africani in fuga dalla guerra in Siria, richiedenti asilo attraverso il famigerato progetto Sprar, ma nel quartiere di Sant’Orsola, dove pochi giorni fa una casa destinata ad ospitare altri sedicenti profughi è stata colpita con un attentato incendiario, vince la rivolta dei cittadini e i proprietari della villetta non affitteranno più l’abitazione alla Ong che avrebbe dovuto fare affare con gli immigrati.
    Le novità sono emerse in un incontro nel salone parrocchiale di Sant’Orsola fra i residenti, il sindaco Nicola Sanna, il prefetto Giuseppe Marani, l’assessora delle Politiche sociali Monica Spanedda e la coordinatrice regionale dei progetti Sprar Gus Sardegna Katia Luciani.
    “Quelle persone non sono certo pericolose, mentre quel gesto poteva sfociare in una tragedia, perciò d’accordo con Gus Sardegna abbiamo disdetto il contratto d’affitto e quella casa non ospiterà più i 31 richiedenti asilo”, ha detto l’avvocato Stefano Pilo, proprietario delle due case prese di mira, una affittata all’Ong e l’altra abitata dalla sua famiglia.
    https://voxnews.info/2017/10/03/vinc...-dei-profughi/

    CIRCOLARE CHOC: “VIETATO FOTOGRAFARE I PROFUGHI”, RESIDENTI MINACCIATI
    Hanno paura che la popolazione sappia cosa fanno. Fotografare i migranti deve invece diventare una ossessione, una disobbedienza civile contro i soviet del governo, anche detti prefetti.
    https://voxnews.info/2017/10/14/circ...ti-minacciati/



    PSICHIATRA: “MIGRANTI SONO UNA BOMBA A OROLOGERIA, NON INTEGRABILI”
    Solo gli psichiatri sono in grado di analizzare la follia delle politiche europee sull’immigrazione. E le gravi implicazioni a lungo termine.
    Uno di loro, Christian Peter Dogs, psichiatra tedesco, ha avvertito che l’Europa ha ora in casa una “bomba a orologeria” ‘grazie’ all’immigrazione di massa di giovani che hanno un “pazzesco potenziale di aggressione”.
    “Questa è una bomba a orologeria”, ha dichiarato Christian Peter Dogs parlando della decisione di aprire i confini, spiegando che la psichiatria ha da tempo scoperto che il comportamento e la personalità di un individuo si fissano già all’età di 12 anni.
    Ha quindi affermato che i migranti “non possono essere educati” a comprendere i nostri valori”, e riferendosi poi alla situazione tedesca, ha spiegato che i corsi su come comportarsi in Germania non avranno probabilmente effetto.
    “Ci sono persone che hanno un pazzesco potenziale per l’aggressione perché sono cresciute circondate da guerra. Hanno imparato a combattere e non conoscono nemmeno il senso di vivere armoniosamente “, ha spiegato.
    Dogs, che dirige la clinica psicosomatica di Max-Grundig a Bühlerhöhe, ha anche avverito che le persone sono “veramente impaurite da quello che sta accadendo e si sentono insicure”, riferendo che la sua clinica tratta un gran numero di persone affette da gravi disturbi d’ansia che dopo l’ondata di aggressioni non si sentono sicure di lasciare le loro case a causa dell’arrivo massiccio di immigrati.
    https://voxnews.info/2017/10/03/psic...n-integrabili/



    FABIO FAZIO PARLA DI IUS SOLI, TELESPETTATORI IN FUGA
    Forse anche per Fabio Fazio è tempo di dieta. E’ fuga di telespettatori dopo il suo show a favore dello ius soli sulla televisione pubblica. E con gli spettatori fuggono anche gli inserzionisti.
    Dopo la spudorata sceneggiata sulla cittadinanza agli stupratori di Rimini, Che tempo che fa non ha raggiunto nemmeno il risultato minimo del 10% di share, nonostante fosse arrivato al traino della partita della Nazionale.
    Un flop che si sarebbe già ripercosso sugli incassi pubblicitari e in particolare su quelli della domenica di Raiuno. Secondo Dagospia, tra gli inserzionisti “c’è fibrillazione”. Al punto che il dg Mario Orfeo sarebbe già corso ai ripari: “Non potendo cambiare Fazio in corsa, avrebbe chiesto al conduttore di cambiare format”, spiega il sito di Roberto D’Agostino.
    https://voxnews.info/2017/10/14/fabi...atori-in-fuga/

    IUS SOLI: 7MILA AFRICANE INCINTE PRONTE A RIVERSARSI IN ITALIA
    Attendono il via libera da Del Rio e dagli altri dietologi che mandiamo orgogliosamente a fare merenda
    Circa 26mila migranti bloccati in condizioni inumane potrebbero riprendere la via del mare. «Il rischio è che si torni alle partenze in grande stile. Le sacche di migranti sono a livello di guardia ed in molti casi non ci sono neppure i soldi per dar loro da mangiare», spiega Giulio Lolli. L’italiano, pur avendo qualche guaio giudiziario nel nostro paese, vive in Libia dai tempi della caduta di Gheddafi e comanda una motovedetta del ministero dell’Interno nel porto di Tripoli.
    L’ennesima tragedia di ieri, al largo della Tunisia, è solo la punta di un iceberg pronto a riemergere. Nella notte fra domenica e lunedì una nave militare tunisina ha intercettato un peschereccio con 70-80 migranti a bordo a 33 miglia dall’isola di Kerkennah. Secondo Belhassen Oueslati, il portavoce del ministero della Difesa di Tunisi, il barcone sarebbe andato a sbattere contro la fiancata della nave. Oppure sarebbe stato speronato per errore complici le tenebre. I migranti erano partiti da Sfax, in Tunisia, e puntavano sulle coste siciliane di Agrigento. Il peschereccio è affondato e per il momento la marina tunisina ha recuperato 8 corpi, ma Flavio Di Giacomo, portavoce dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni teme che il bilancio sia più grave. In un tweet ha annunciato: «Forse quasi 30 le vittime. Salvati oltre 40 migranti. Recuperati 8 cadaveri, si temono 20 dispersi». Nel tratto di mare che rientrerebbe nell’area di soccorso di Malta stanno operando anche una nave della Marina e della Finanza. Il triste episodio fa parte dei cosiddetti sbarchi «fantasma» che si stanno susseguendo sulle coste siciliane da quando si sono ridotte sensibilmente le partenze dalla Libia. Fantasma perché si tratta di piccole imbarcazioni che prendono il mare dalle coste tunisine e arrivano da noi senza venir intercettate.
    Il problema è che la «bomba» migranti potrebbe riesplodere anche dalla Libia, dove la situazione è al limite. Circa 7mila persone, comprese molte donne africane incinte, si stanno ammassando fra Zhuara, vicino al confine tunisino e Smel. Fin da agosto nell’entroterra, alla snodo del traffico di esseri umani di Al Sooerf, erano in attesa 16mila migranti trattenuti in condizioni terribili dai trafficanti, dopo gli accordi con il governo di Tripoli voluti e finanziati dall’Italia. A Sabrata sarebbero oltre 3100 i migranti stoppati negli ultimi giorni, ma la situazione è resa caotica da tre settimane di duri scontri armati fra le milizie, che hanno ribaltato i rapporti di potere locale. Dopo una trentina di morti e 170 feriti, i gruppi che fanno riferimento alla Centrale delle operazioni di Sabrata ed in teoria al ministero della Difesa di Tripoli hanno preso il sopravvento. Gli sconfitti sono i 500 miliziani di Ammu Al Dabbashi, che ha dovuto lasciare la città. Il capo clan aveva chiuso in luglio un accordo con Tripoli, sponsorizzato da emissari italiani, per abbandonare la protezione ai trafficanti e fermare i migranti in cambio di milioni di euro. Qualcosa è andato storto, probabilmente nella spartizione della torta, ed il generale Omar Abdel Jalil ha sfidato la brigata 48 e la milizia Dabbashi. «Solo nell’area di Zhuara sono 7mila i migranti bloccati. Se non si interviene in fretta si rischia la catastrofe umanitaria», spiega Lolli a il Giornale.
    “Triste episodio”, “bloccati in condizioni inumane”. Ma che stupidaggini. Ora dovremmo essere in lutto quando i detenuti tunisini vengono speronati dalle navi militari tunisine mentre sono in viaggio verso l’Italia? Siamo seri.
    E dovremmo essere ‘tristi’, perché chi ha pagato migliaia di euro ai trafficanti, e viveva da benestante in Nigeria, è ‘bloccato’ in Libia? Le nigeriane bloccate non sono incinte per caso.
    L’unica cosa che ci preoccupa è che il traffico, già fiorente da Tunisia e Algeria, potrebbe riprendere in grande stile anche dalla Libia. Dai Kim, fai un test intercontinentale.
    La pietà cristiana, vera, la riserviamo a chi fugge da guerre vere. Da persecuzioni reali. Non a prostitute e spacciatori in attesa di riversarsi nelle strade italiane.
    https://voxnews.info/2017/10/10/ius-...rsi-in-italia/



    MAROCCHINO SVENTRA LA MOGLIE, ERA INTEGRATO
    Si è costituito il Marocchino che nella notte ha ucciso a coltellate la moglie nella sua abitazione di Asti.
    L’uomo, 46 anni, si è presentato dai carabinieri ed ha confessato di averla uccisa al culmine di un litigio. Poi si è cambiato gli abiti e si è allontanato. I carabinieri, che lo hanno fermato, indagano ora sui motivi del gesto. L’uomo, un operaio, non aveva precedenti e viveva da anni in Italia. Integrato.
    Quello che i media di distrazione di massa definiscono ‘femminicidio’, e che altro non è se non l’ennesimo crimine degli immigrati, è avvenuto al secondo piano di una palazzina di via Montebruno. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, avvisati dai vicini di casa che poco prima avevano udito delle urla.
    Due i fendenti mortali che hanno ucciso la donna, uno all’addome e l’altro al torace, inferti con un coltello da cucina.
    https://voxnews.info/2017/10/10/maro...era-integrato/

    In Libia le cose si stanno mettendo decisamente male per Minniti (e per l’Italia)
    Di Adriano Scianca
    Tira una brutta aria, per Marco Minniti, ministro degli Interni con una sorta di opa anche sugli Esteri, che si era messo in testa di risolvere la questione sbarchi puntando tutto sulla Libia. Il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Nils Muiznieks, ha infatti scritto una lettera al ministro taliano chiedendo chiarimenti sulle operazioni che l’Italia ha messo in campo da luglio nelle acque territoriali libiche e chiedendo garanzie sul rispetto della Convenzione europea dei diritti umani nel momento del salvataggio dei migranti in mare. La missiva vale quel che vale, anche in considerazione del fatto che il Consiglio d’Europa, a differenza di quello che si può pensare, è estraneo all’Unione europea e non va confuso con organi di quest’ultima, quali il Consiglio dell’Unione europea o il Consiglio europeo. La pressione europea sull’azione italiana in Libia, però, si intensifica.
    Il Commissario sottolinea che “uno Stato, anche quando incontra difficoltà nell’affrontare il flusso dei migranti, ha comunque il dovere di proteggere e salvaguardare i loro diritti umani”. Cosa che non può avvenire, spiega, se li si rispedisce dall’altro lato del Mediterraneo, anche “alla luce dei report delle Nazioni Unite e di altre organizzazioni non governative riguardo alla situazione dei diritti umani dei migranti in Libia. Lasciandoli in mano delle autorità libiche o di altri gruppi del paese, si espone loro a un rischio reale di torture o di trattamenti umilianti oltre che a punizioni”. Muiznieks chiede quindi al governo italiano di “chiarire le modalità dell’operazione di supporto che pensa di attuare con le autorità libiche nelle acque territoriali del paese”.
    Tutto questo mentre proprio in Libia la situazione sta per sfuggirci di mano. Sarebbero circa 26.000 gli immigrati bloccati in attesa di imbarcarsi: 7000 a Zhuara, 16.000 ad Al Sooerf, 3100 a Sabrata. Proprio in tale città costiera libica, è appena stata sconfitta, dopo settimane di scontri, la milizia con cui l’Italia e il governo di unità nazionale di Fayez Al Sarraj si erano alleate, mentre a trionfare una coalizione di forze fra cui spicca una milizia appoggiata dal generale Khalifa Haftar, quello che voleva bombardare le nostre navi. La parte soccombente era proprio quella che, seppur con atroce pugno di ferro, aveva causato lo stop delle partenze dalla zona. Secondo la ricostruzione de Il Post, tale milizia “dal 2015 si occupava della sicurezza dell’impianto di Eni per l’estrazione di petrolio nel vicino paese di Mellita, e in questi anni ha espresso sia il capo della divisione locale dello Stato Islamico (o Isis) sia quello della Guardia Costiera”.
    Una situazione che ben descrive l’ambiguità e il caos del quadro libico. Del resto si tratta delle stesse frange che, riciclatesi come squadre anti immigrati, per anni avevano invece lucrato proprio sul traffico di clandestini. Viceversa, la milizia che ha sgominato tale clan è composta da brigate anti Isis di Haftar che combattono fianco a fianco con gruppi islamisti. Insomma, ovunque c’è tutto e il contrario di tutto. Resta il fatto che l’Italia ha ancora una volta puntato sul cavallo perdente. E ora la bomba migratoria è nelle mani dello spregiudicato Haftar, con cui abbiamo fatto la voce grossa inutilmente, mentre il pericolo fondamentalista non sembra esattamente uscito di scena definitivamente. Le cose, per Minniti, si complicano sempre più.
    In Libia le cose si stanno mettendo decisamente male per Minniti (e per l'Italia)

    PIANO PER ISLAMIZZARE L’ITALIA: ASSEDIO DI BARCONI DA TUNISIA, ALGERIA, TURCHIA E LIBIA
    Centodiciannove clandestini sono sbarcati nelle prime ore di stamane nell’Isola di Lipari, nell’Arcipelago delle Eolie da un veliero di una ventina di metri, Inktuis, salpato da Istanbul. Ora ce li inviano anche i Turchi. C’è un piano per islamizzare l’Italia.
    Guardia Costiera, Guardia di finanza e carabinieri sono alla ricerca di 4 scafisti. Un centinaio i clandestini recuperati.
    L’imbarcazione, dopo essere transitata dallo Stretto di Messina è approdata a due passi dalla spiaggia sottostante le terme di San Calogero. Qui quattro scafisti hanno abbandonato il veliero alla deriva e si sono allontanati con un gommone verso Filicudi. I clandestini hanno telefonato al 112! Una trentina di migranti ha cercato di raggiungere la spiaggia. L’allarme è scattato alle 4 di stamane. In mare sono uscite le motovedette della Guardia Costiera, dei carabinieri e della Guardia di finanza. Il veliero è stato rimorchiato fino al porto di Pignataro.
    E intanto proseguono senza sosta gli sbarchi di algerini in Sardegna. Nella notte e alle prime luci dell’alba ne sono arrivati complessivamente 34. Il primo sbarco è avvenuto alle 23 sulla spiaggia di Porto Pino, a Sant’Anna Arresi, nel Sulcis, dove i carabinieri hanno bloccato 12 algerini.
    Alle 2: 30 nella stessa zona ne sono stati intercettati altri 14. Gli ultimi otto questa mattina sempre nella zona di Porto Pino. I militari, che avevano ricevuto la segnalazione di un nuovo sbarco, sono giunti quando gli algerini si stavano allontanando dalla spiaggia. Sono stati trasferiti nel centro di accoglienza di Monastir.
    Una tenaglia islamica si sta chiudendo sull’Italia con il consenso di un governo di abusivi e deficienti di democrazia. Da Tunisia, Algeria, Turchia e Libia sbarcano ogni giorno centinaia di afroislamici. E’ una invasione islamica programmata: le monarchie estremiste del Golfo si sono comprate il PD a suon di rolex in cambio di questa islamizzazione ormai evidente?
    https://voxnews.info/2017/10/14/pian...rchia-e-libia/

    GOVERNO CHIEDE SCUSA A IMMIGRATI AFFONDATI, MARINA SI RIBELLA: “NULLA DI CUI SCUSARCI”
    “Attendiamo sereni quelli che saranno gli sviluppi di questa indagine in corso, sicuri di aver fatto comunque il nostro dovere”. Il Capo di Stato maggiore della Marina, l’ammiraglio di squadra Valter Girardelli, replica così, con un imprevedibile moto di orgoglio, alle “””rivelazioni””” del giornale svizzero Espresso sul naufragio dei clandestini dell’11 ottobre 2013, nelle quali si sostiene che una nave della Marina sarebbe potuta intervenire in 40 minuti ma che le sarebbe stato ordinato di non fare nulla.
    Tutto serve ad instillare nella popolazione il senso di colpa necessario alla prosecuzione del piano di sostituzione etnica, e perché le vittime non reagiscano alla loro sostituzione. Per la quale sono anche costrette a pagare il conto.
    Su quel barcone, come in tutti gli altri barconi, non c’erano vittime in fuga dalla guerra, che anche allora era in Siria, non in Ghana, Senegal o Nigeria, c’erano consapevoli delinquenti che tentavano di entrare clandestinamente in Italia dietro pagamento di somme cospicue ai trafficanti. Con la complicità di Ong e dello Stato italiano. Se per una volta la Marina se li è persi, capiamo che questo irriti le Coop, il partito di riferimento delle Coop e i media di riferimento delle Coop come quelli di mr. Tumore che ha insozzato Vado Ligure rimanendo impunito, ma sono rischi del mestiere di clandestino.
    Ovviamente, non poteva mancare il piagnisteo scomposto di un ministro abusivo del governo mai eletto:
    “È una storia terribile. Ed è terribile che loro abbiano cercato soccorso per oltre quattro ore e che questo soccorso non sia arrivato”.
    Chiedi scusa al popolo italiano per essere ministro senza averne alcun diritto e per volare a spese dei contribuenti da un posto all’altro a sparare stupidaggine piddine. Chiedi scusa per avere importato 1 milione di spacciatori, prostitute, stupratori e clandestini. Non per essertene perso qualcuno. Perché l’Italia non ha alcun dovere morale di correre appena il barcone di turno telefona con il satellitare da un punto imprecisato del Mediterraneo.
    https://voxnews.info/2017/10/14/gove...-cui-scusarci/

    Quelle bugie dell'imam moderato
    Magdi Allam
    In Italia il «musulmano moderato» è, ad esempio, il cosiddetto «imam di Pordenone». Viene accreditato come un'autorità religiosa alla stregua del vescovo cittadino; è considerato il rappresentante della «comunità islamica», percepita come un corpo distinto dalla società italiana; è stato elevato a interlocutore ufficiale delle istituzioni dello Stato e della Chiesa.
    Venerdì scorso, 13 ottobre, è intervenuto a Sacile, in provincia di Pordenone, in un incontro pubblico dove ho presentato il mio nuovo libro Maometto e il suo Allah di fronte ad una platea di circa 120 persone. È giovane, parla sufficientemente ma non adeguatamente l'italiano, veste pantaloni e camicia all'occidentale, aveva comprato il mio libro da meno di un'ora e si sentiva già in grado di bocciarlo, ma soprattutto di emettere una sentenza di condanna nei miei confronti. Ha ammesso che io conosco il Corano ma, ha spiegato pacatamente con il tono di chi si sforza di essere convincente, «Magdi Allam estrapola i versetti del Corano per dare un'immagine fuorviante dell'islam». Infine formula la sentenza di condanna, gravissima dal punto di vista della sharia, la legge islamica: «Magdi Allam è falso, mente sull'islam, diffonde odio contro l'islam tra gli italiani». Fa questo esempio: «Magdi Allam vi dice che Maometto uccise 600 ebrei, ma non spiega che quel fatto si consumò nel contesto di una guerra».
    In realtà fu una decisione unilaterale di Maometto che si tradusse nella strage, tramite sgozzamento e decapitazione, di circa 900 ebrei maschi adulti della tribù ebraica dei Banu Qurayza nel 627 a Medina. Le donne e i bambini furono catturati e venduti al mercato degli schiavi. In ogni caso non vi può essere nessuna giustificazione a un massacro che, se fosse stato perpetrato oggi, avrebbe portato all'arresto e alla condanna di Maometto per crimini contro l'umanità. Sempre questo prototipo di «musulmano moderato» ha poi preteso di tenere un comizio per spiegare al pubblico il «vero islam». È stato interrotto dall'organizzatore dell'incontro, il consigliere regionale Luca Ciriani, e dal pubblico insofferenti per l'arbitrio e l'arroganza con cui il sedicente imam tentava di sfruttare la mia conferenza per screditarmi e diffamarmi pubblicamente.
    Ebbene il messaggio che questo cosiddetto «imam di Pordenone» riferirà alla propria «comunità islamica» è il seguente: «Sono andato ad ascoltare Magdi Allam e ho denunciato pubblicamente che è un falso. Sappiate che è un nemico dell'islam perché offende Allah, Maometto e il Corano». Calata nel contesto della sharia, questa denuncia è una condanna a morte che legittima il terrorismo islamico. So bene che non accadrà nulla. Lui continuerà a fare l'imam, riverito e temuto, cercando di farci credere che Maometto fu un sant'uomo e che l'islam è una religione di pace. Io continuerò a girare l'Italia per far conoscere i fatti oggettivi, contribuire a illuminare le menti e fortificare gli animi, per riscattare il nostro inalienabile diritto ad essere pienamente noi stessi dentro casa nostra.
    Quelle bugie dell'imam moderato

    Accoltellato alla gola da un nigeriano: ​orrore al mercato di Torino
    Lite al mercato del libero scambio. Un nigeriano irregolare dà in escandescenze e accoltella due persone: una muore sul posto. L'ira della Lega contro la Appendino: "Quel posto va chiuso"
    Sergio Rame
    Per alcuni, a Torino, si tratta di una tragedia annunciata. Perché l'emergenza sicurezza al mercato di libero scambio "Barattolo" è un problema noto a tutti e mai risolto dalla Giunta Appendino.
    E così, questa mattina, Maurizio Gugliotta (51 anni) è stato ammazzato con un fendente alla gola da Khalid Be Greata, un nigeriano di 27 anni. Il folle gesto, consumato all'interno del mercato di via Carcano, è stato scatenato da una lite banale: un passaggio troppo stretto tra due banchi.
    "Basta, Basta, Basta. Abbiamo superato ogni limite". Il capogruppo comunale del Carroccio, Fabrizio Ricca, non nasconde la propria rabbia. E torna a chiedere con forza la chiusura del "Barattolo". "La giunta Appendino non ci ha ascoltato quando chiedevamo di non aprilo anche per i forti dubbi legati alla sicurezza - tuona il lefghista - dopo questo terribile fatto non ci sono più alibi, da sabato questa porcheria non deve più esistere". Intorno alle 7.30 di questa mattina, il giovane nigeriano ha estratto il coltellato dalla tasca e l'ha piantato alla gola del 52enne e ha colpito al petto un amico dell'ultimo. Quest'ultimo è, fortunatamente, rimasto illeso grazie agli abiti spessi indossati. I soccorritori intervenuti sul posto hanno cercato di rianimare l'uomo colpito brutalmente alla gola per quasi quaranta minuti (video), ma si è rivelato tutto inutile: è morto dissanguato davanti a tutti.
    "Dopo l'omicidio - hanno raccontato alcuni testimoni - (il migrante, ndr) si è seduto su una sedia, ha pulito il coltello con il fazzoletto e si è acceso una sigaretta".
    Accoltellato alla gola da un nigeriano: ?orrore al mercato di Torino

    Torino, la denuncia ignorata da Appendino: "Noi aggrediti al mercato"
    La denuncia: "Avevamo rischiato anche noi di essere aggrediti per aver documentato in un video certe 'bancarelle' ma ovviamente siamo stati ignorati"
    Rachele Nenzi
    Non è la prima volta che il mercato di libero scambio "Barattolo" di Torino, dove oggi un nigeriano ha sgozzato un 51enne, è al centro delle polemiche politiche.
    Da destra e sinistra era stato più volte denunciato lo stato di degrado, con i residenti sempre sul piede di guerra a chiedere che la situazione cambiasse. Così però non è stato, e dal "semplice" degrado si è arrivati all'omicidio.
    Tutti conoscevano i problemi, eppure la giunta di Chiara Appendino non è mai intervenuta. "Non ci ha ascoltato quando chiedevamo di non aprilo anche per i forti dubbi legati alla sicurezza - attacca il capogruppo leghista al Comune, Fabrizio Ricca - dopo questo terribile fatto non ci sono più alibi, da sabato questa porcheria non deve più esistere". E pensare che solo lo scorso aprile il commissario cittadino Davide Balena aveva documentato l'esplosività del mercatino rischiando pure di rimetterci la pelle.
    "Avevamo rischiato anche noi di essere aggrediti per aver documentato in un video certe 'bancarelle' ma ovviamente siamo stati ignorati...- tuona - possibile che debba sempre scapparci prima il morto per attirare l'attenzione di chi ha il dovere di intervenire?". Il video, ancora disponibile online, mostra la "legalizzazione di vendita di merce contraffatta o rubata". Ci sono computer, cellulari, smarphone e iPhone di ultima generazione. "Avevamo denunciato le zone d'ombra presenti al 'Barattolo" - continua l'azzurro - Un conto è creare un mercato per il libero scambio, per favorire l'economia circolare: un altro invece é legalizzare di fatto la vendita di merce che parrebbe contraffatta o rubata. In questo caso si convive con situazioni che possono degnare in qualsiasi momento e portare alle tristi conseguenze di questa mattina".
    "La morte avvenuta oggi risveglierà la coscienza di chi aveva il dovere di decidere, ma per quanto tempo? A breve si circoscriverà tutto ad un caso isolato e tutto tornerà come prima, come spesso avviene a Torino perché molti preferiscono nascondere la testa sotto la sabbia invece di occuparsi dei problemi. Noi dal canto nostro continueremo a denunciare queste situazioni limite, le quali costituiscono un pericolo per tutti i cittadini".
    Torino, la denuncia ignorata da Appendino: "Noi aggrediti al mercato"

    LAMPEDUSA: BERGOGLIO PARLA A CONCERTO PRO-INVASIONE, SI SCATENA NUBIFRAGIO
    Un “affettuoso saluto” e il “vivo compiacimento per l’importante iniziativa che, unitamente alle altre celebrazioni previste nel corso della giornata, intende testimoniare l’impegno profuso in questi anni a favore di tanti fratelli e sorelle migranti e rifugiati, alla ricerca di un luogo più sicuro e di una vita più degna”.
    Non aveva fatto in tempo a terminare il patetico telegramma inviato da Bergoglio, l’arcivescovo di Agrigento, in occasione dell’evento per cuckold ‘Noi qui’, promosso dalla Fondazione O’Scià Onlus a Lampedusa, per la quarta Giornata della memoria e dell’accoglienza, che si è scatenato un nubifragio.
    Il messaggio del Pontefice, firmato dal Segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, doveva essere letto sul palco da Claudio Baglioni, animatore del concerto, a metà dello show ed è stato invece diffuso dall’organizzazione.
    Tra i fancazzisti presenti alla serata, il capo della polizia Franco Gabrielli, il ministro Maria Elena Boschi, il comandante della gendarmeria vaticana Domenico Giani e il comandante generale dell’arma dei carabinieri Tullio Del Sette. Tutti finiti sotto il nubifragio mentre erano in gita a Lampedusa.
    https://voxnews.info/2017/10/05/lamp...na-nubifragio/



    VARESE, PRETE FA LE ORGE CON I MIGRANTI OSPITATI IN CANONICA
    Due giovani migranti in fuga dalla guerra in Siria, uno marocchino e l’altro tunisino, sono stati arrestati dai carabinieri del comando provinciale di Varese in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Busto Arsizio (Varese), con l’accusa di estorsione, rapina e lesioni personali ai danni di un sacerdote di Saronno (Varese).
    Ma è il motivo dell’estorsione di questi due cosiddetti profughi ad essere interessante, e a rivelare cosa si cela dietro l’ossessione di alcuni preti, e non solo preti, per lo ius soli.
    I due migranti avrebbero estorto al prete circa 11 mila euro, in cambio del silenzio sul sesso tra loro e lui nel periodo in cui il sacerdote li ha ospitati nel suo appartamento.
    Prima ha pagato, ma nel maggio scorso, a seguito di una nuova richiesta di denaro sfociata in aggressione da parte di uno dei due giovani migranti, il sacerdote aveva deciso di sporgere denuncia. Le indagini dei carabinieri hanno portato stamane all’arresto dei due presunti responsabili delle estorsioni, che vivono nel Varesotto. Ma ci piacerebbe conoscere il nome di questo sacerdote che accoglie. Lo fanno per portare nuovi e giovani "membri" nel cu...cuore della Chiesa.
    Del resto c’è da comprenderli, dopo tanto digiuno per lo ius soli, viene fame. Prima, gli amanti della sodomizzazione esotica, dovevano confondersi tra i missionari, ora il PD li rifornisce direttamente in canonica.
    https://voxnews.info/2017/10/10/vare...i-in-canonica/


 

 
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