Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
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    Predefinito Euro, sette balle sui tedeschi

    1)L’euro ha privato la Germania del marco e la convivenza con valute più deboli è stata un handicap. Secondo Frank Mattern, capo di McKinsey in Germania, è vero il contrario: “La Germania con l’euro ha guadagnato moltissimo”. Negli ultimi dieci anni un terzo della crescita dell’economia tedesca è dovuto all’euro (165 miliardi di euro nel solo 2010). I motivi principali: fine dei costi di transazione e di assicurazione contro il rischio di cambio; crescita del commercio intraeuropeo; e crescita delle esportazioni tedesche proprio per il fatto che l’euro è una valuta più debole di quanto sarebbe stato il marco (il contrario vale per la lira). Inoltre l’euro ha abbassato molto i tassi d’interesse dei Paesi periferici portandoli al livello di quelli tedeschi, con conseguente incremento dei consumi in quei Paesi, a beneficio dell’export tedesco. Il saldo della bilancia dei pagamenti della Germania – in rosso al momento dell’introduzione dell’euro – è cresciuto nel decennio del 41 per cento, sino a 1. 021 miliardi di euro (dati Eurostat).

    2) La maggiore competitività della Germania è dovuta al fatto che i tedeschi lavorano più degli altri. I tedeschi non lavorano più degli altri: in Italia ogni lavoratore lavora 1.711 ore, in Germania 1.419. Ma in Italia l’età media degli impianti industriali è di 26 anni, mentre gli investimenti in tecnologie hanno molto accresciuto la produttività dei lavoratori tedeschi. Poco però dei guadagni si è trasferito ai salari: dal 2000 in termini reali i salari tedeschi sono diminuiti del 4,5 % (caso unico nella zona euro). Ciò ha depresso la domanda interna, ma ha spinto le esportazioni. Soprattutto in Europa: l’80 per cento del surplus commerciale tedesco è interno all’Unione europea.

    3) La Germania ha i conti in ordine. La Germania ha più volte sforato il tetto del 3 per cento nel rapporto deficit/Pil. Questo è avvenuto già prima della crisi, dal 2003 al 2005. All’epoca, però, la Commissione europea decise di non agire su pressione della stessa Germania (e anche della Francia, che aveva problemi simili). Dopo lo scoppio della crisi la Germania ha poi messo in campo il maggior piano di stimoli per l’economia realizzato in Europa, pari al 3 per cento del suo Pil. Inoltre, dal 2008 ad oggi, ha speso 93 miliardi di euro per salvare le sue banche. Anche lo scorso anno il deficit è stato del 3, 3 per cento, nonostante il peso molto inferiore degli interessi sul debito rispetto alla gran parte degli altri Paesi europei, mentre il rapporto debito/Pil è salito all’ 83 per cento (il tetto di Maastricht è il 60%).

    4) La Germania ha pratiche fiscali trasparenti. Secondo stime attendibili, il 40 per cento del debito pubblico tedesco è allocato presso fondi speciali, il cui deficit non figura nel bilancio federale. Per fare un esempio, gli incentivi per la rottamazione, uno dei cardini del sostegno all’industria automobilistica tedesca, non sono stati posti a carico del bilancio dello Stato ma del fondo pubblico ITF, e sono stati giustificati come investimenti per le tecnologie verdi anche se in realtà erano un sussidio ai consumi interni. In questo modo tra il 2009 e il 2011 il governo tedesco ha fatto passare come investimenti ben 20 miliardi di euro di spese a sostegno dell’economia.

    5) Anche la Germania sta pagando la crisi del debito, per questo vuole mettere ordine. La caduta della domanda interna nei Paesi europei colpiti dalla crisi del debito ha fatto diminuire le esportazioni tedesche verso questi Paesi, e secondo Patrick Artus di Natixis ciò ha comportato una minore crescita del Pil dell’ 1,5 per cento. Ma la fuga verso i titoli di Stato tedeschi ne ha abbassato gli interessi di oltre il 2 per cento, con un risparmio per lo Stato tedesco di quasi un punto di Pil (0, 9 per cento). La crisi ha comportato anche un significativo deprezzamento dell’euro (-17 per cento circa), con conseguente crescita del volume delle esportazioni extraeuropee del 2,4 per cento: un altro 0,8 per cento di prodotto interno lordo guadagnato. Fatte le somme, il saldo della crisi per la Germania per ora è positivo, sia pure in misura contenuta: lo 0,2 per cento del Pil per il 2011. A questo va aggiunto che le aziende tedesche oggi possono procurarsi prestiti a tassi significativamente inferiori a quelli delle imprese italiane, spagnole, francesi.

    6) Per la Germania è inaccettabile che l’Unione europea diventi un’Unione di trasferimenti (Transferunion). È inaccettabile per Angela Merkel, ma non per la SPD. Il capogruppo SPD al Bundestag, Frank-Walter Steinmeier, in un’intervista allo Spiegel ha sostenuto che trasferimenti di ricchezza in Europa avvengono da tempo, ma dal Sud verso il Nord, grazie alla maggiore competitività della Germania, e che servirebbero oggi trasferimenti anche in direzione opposta, proprio per evitare che gli squilibri tra i Paesi facciano saltare l’euro.

    7) In Germania l’argomento che Hitler abbia preso il potere dopo l’iperinflazione degli anni Venti impedisce di accettare l’idea di una Bce libera di muoversi, per timore che crei inflazione. Se la Bce accettasse di sostenere illimitatamente i titoli di Stato europei, non si avrebbe una forte inflazione. Negli Usa, dove la Fed ha comprato Buoni del tesoro per oltre 1.600 miliardi di dollari, l’inflazione è intorno al 3, 5 per cento. Inoltre, a portare Hitler al potere non è stata l’inflazione del 1923. Sono state le politiche deflazionistiche dei primi anni Trenta, attuate – in Germania e altrove – proprio per paura dell’inflazione. Lo storico Richard Overy le ha descritte così: “I politici cercarono di evitare qualsiasi cosa che minacciasse la stabilità della moneta e dei bilanci in pareggio. In Francia lo Stato perseguì una rigida politica monetaristica sino al 1936, riducendo gli stipendi dei funzionari pubblici e dei dipendenti dello Stato e tagliando le spese per la difesa e l’assistenza sociale. Nella Germania del 1932 si ebbe una serie di tagli forzosi sui salari pubblici, sulle rendite e sulle pensioni”. (Crisi tra le due guerre mondiali. 1919-1939, Il Mulino). Vi ricorda qualcosa?

    Il Fatto Quotidiano, 27 Dicembre 2011

    Euro, sette balle sui tedeschi | Vladimiro Giacché | Il Fatto Quotidiano
    Le uniche battaglie perse sono quelle che non si combattono. Ernesto Che Guevara

  2. #2
    vae victis
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    Predefinito Rif: Euro, sette balle sui tedeschi

    Ue, via a procedura infrazione contro GermaniaLa Commissione europea ha lanciato la prevista azione per il deficit eccessivo raggiunto dal bilancio tedesco
    BRUXELLES - Procedura d'infrazione contro la Germania, avviso per la Francia. Come già annunciato la scorsa settimana dal Commissario agli Affari economici Pedro Solbes, la Commissione europea ha lanciato oggi una procedura per deficit eccessivo contro la Germania, che nel 2002 registrerà un disavanzo superiore al 3% del Pil. Lo ha annunciato lo stesso Solbes, al termine della riunione del collegio che oggi ha analizzato un rapporto sui conti tedeschi. La procedura - assunta sulla base dell'articolo 104 del Trattato di Maastricht - è motivata dalle cifre sulla situazione di bilancio tedesco che indicano per il 2002 un rapporto deficit/Pil al 3,8% (contro un massimo del 3% previsto dal Trattato).
    AVVERTIMENTO PER LA FRANCIA - La Commissione Ue ha proposto oggi di lanciare un «early warning» (avvertimento preventivo) contro la Francia il cui deficit nel 2002 si avvicina pericolosamente al tetto del 3% del rapporto deficit/Pil previsto dal Patto di stabilità e di crescita. Secondo le nuove previsioni dell'esecutivo, il deficit francese si attesterà al 2,7% del Pil nel 2002 ed al 2,9% nel 2003.
    19 novembre 2002

    Corriere della Sera - Ue, via a procedura infrazione contro Germania
    Ultima modifica di King Z.; 27-12-11 alle 22:38
    Regressista amante della pucchiacca.

  3. #3
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    Predefinito Rif: Euro, sette balle sui tedeschi

    Citazione Originariamente Scritto da Giacomo79 Visualizza Messaggio

    7) In Germania l’argomento che Hitler abbia preso il potere dopo l’iperinflazione degli anni Venti impedisce di accettare l’idea di una Bce libera di muoversi, per timore che crei inflazione. Se la Bce accettasse di sostenere illimitatamente i titoli di Stato europei, non si avrebbe una forte inflazione. Negli Usa, dove la Fed ha comprato Buoni del tesoro per oltre 1.600 miliardi di dollari, l’inflazione è intorno al 3, 5 per cento. Inoltre, a portare Hitler al potere non è stata l’inflazione del 1923. Sono state le politiche deflazionistiche dei primi anni Trenta, attuate – in Germania e altrove – proprio per paura dell’inflazione. Lo storico Richard Overy le ha descritte così: “I politici cercarono di evitare qualsiasi cosa che minacciasse la stabilità della moneta e dei bilanci in pareggio. In Francia lo Stato perseguì una rigida politica monetaristica sino al 1936, riducendo gli stipendi dei funzionari pubblici e dei dipendenti dello Stato e tagliando le spese per la difesa e l’assistenza sociale. Nella Germania del 1932 si ebbe una serie di tagli forzosi sui salari pubblici, sulle rendite e sulle pensioni”. (Crisi tra le due guerre mondiali. 1919-1939, Il Mulino). Vi ricorda qualcosa?

    Il Fatto Quotidiano, 27 Dicembre 2011

    Euro, sette balle sui tedeschi | Vladimiro Giacché | Il Fatto Quotidiano
    Giusto, Hitler contava un piffero, prese il 2,6% ancora alle elezioni del 1928, ma ben il 36,8% nel 1932, dopo la crisi economica dovuta ai crolli del '29 e le politiche monetarie deflazionistiche.
    Ma gli economisti i libri di storia non li leggono.

    Comunque concordo: l'economia tedesca dipende dalle economie degli Stati ormai suoi satelliti, più impone lacrime e sangue più chiodi pianta nella sua bara. Ma anche qui gli economisti non rispondono.
    Ultima modifica di Grifo; 27-12-11 alle 23:39
    Io sono al bando da circoli, logge e sagrestie.
    Ma col mio carattere e i miei gusti me ne consolo facilmente.

  4. #4
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    Predefinito Rif: Euro, sette balle sui tedeschi

    Citazione Originariamente Scritto da Grifo Visualizza Messaggio
    Giusto, Hitler contava un piffero, prese il 2,6% ancora alle elezioni del 1928, ma ben il 36,8% nel 1932, dopo la crisi economica dovuta ai crolli del '29 e le politiche monetarie deflazionistiche.
    Ma gli economisti i libri di storia non li leggono.

    Comunque concordo: l'economia tedesca dipende dalle economie degli Stati ormai suoi satelliti, più impone lacrime e sangue più chiodi pianta nella sua bara. Ma anche qui gli economisti non rispondono.
    Ma che roba è... un fachiro? :sofico:
    Salviamo ogni albero come se fosse l'ultimo. Vento fresco tra i capelli.

  5. #5
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    Predefinito Rif: Euro, sette balle sui tedeschi

    Citazione Originariamente Scritto da bator Visualizza Messaggio
    Ma che roba è... un fachiro? :sofico:

    1)L’euro ha privato la Germania del marco e la convivenza con valute più deboli è stata un handicap. Secondo Frank Mattern, capo di McKinsey in Germania, è vero il contrario: “La Germania con l’euro ha guadagnato moltissimo”. Negli ultimi dieci anni un terzo della crescita dell’economia tedesca è dovuto all’euro (165 miliardi di euro nel solo 2010). I motivi principali: fine dei costi di transazione e di assicurazione contro il rischio di cambio; crescita del commercio intraeuropeo; e crescita delle esportazioni tedesche proprio per il fatto che l’euro è una valuta più debole di quanto sarebbe stato il marco (il contrario vale per la lira). Inoltre l’euro ha abbassato molto i tassi d’interesse dei Paesi periferici portandoli al livello di quelli tedeschi, con conseguente incremento dei consumi in quei Paesi, a beneficio dell’export tedesco. Il saldo della bilancia dei pagamenti della Germania – in rosso al momento dell’introduzione dell’euro – è cresciuto nel decennio del 41 per cento, sino a 1. 021 miliardi di euro (dati Eurostat).

    Capisci o non capisci?
    Io sono al bando da circoli, logge e sagrestie.
    Ma col mio carattere e i miei gusti me ne consolo facilmente.

  6. #6
    de-elmettizzato.
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    Predefinito Rif: Euro, sette balle sui tedeschi

    Citazione Originariamente Scritto da Grifo Visualizza Messaggio
    Capisci o non capisci?
    Perchè fai domande così difficili?
    Preferisco di no.

  7. #7
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    Predefinito Rif: Euro, sette balle sui tedeschi

    Citazione Originariamente Scritto da Grifo Visualizza Messaggio
    1)L’euro ha privato la Germania del marco e la convivenza con valute più deboli è stata un handicap. Secondo Frank Mattern, capo di McKinsey in Germania, è vero il contrario: “La Germania con l’euro ha guadagnato moltissimo”. Negli ultimi dieci anni un terzo della crescita dell’economia tedesca è dovuto all’euro (165 miliardi di euro nel solo 2010). I motivi principali: fine dei costi di transazione e di assicurazione contro il rischio di cambio; crescita del commercio intraeuropeo; e crescita delle esportazioni tedesche proprio per il fatto che l’euro è una valuta più debole di quanto sarebbe stato il marco (il contrario vale per la lira). Inoltre l’euro ha abbassato molto i tassi d’interesse dei Paesi periferici portandoli al livello di quelli tedeschi, con conseguente incremento dei consumi in quei Paesi, a beneficio dell’export tedesco. Il saldo della bilancia dei pagamenti della Germania – in rosso al momento dell’introduzione dell’euro – è cresciuto nel decennio del 41 per cento, sino a 1. 021 miliardi di euro (dati Eurostat).

    Capisci o non capisci?
    Io capisco che il b. negli ultimi 3,5 anni ha procurato all'Italia ulteriori 400 mld di debiti, e senza dare un euro alle banche o in investimenti, come ha fatto la invece Germania.
    Spagna e Francia con il medesimo euro, adesso, hanno il differenziale degli interessi ridotto in termini fisiologici rispetto alla Germania.
    L'Italia sta affogando per l'enorme debito lasciato dal b., che viene ritenuto dai mercati pressocchè insolvibile.
    Che Dio ce la mandi buona.
    Salviamo ogni albero come se fosse l'ultimo. Vento fresco tra i capelli.

  8. #8
    de-elmettizzato.
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    Predefinito Rif: Euro, sette balle sui tedeschi

    Citazione Originariamente Scritto da Grifo Visualizza Messaggio
    Capisci o non capisci?
    Hai avuto risposta.
    Preferisco di no.

 

 

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