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    Predefinito Monti affida la gestione delle frequenze libere agli avvocati di Mediaset

    Alle ore 19:00 del 23 dicembre 2011, Mario Monti ha firmato l’apposita delega al cosiddetto "gruppo di esperti" per definire le modalità della gara d’appalto. Chi c’è dentro? SORPRESA! Ci sono uomini e avvocati di Berlusconi, delegati dell’ opus dei, e una ex funzionaria del pds –longa manus personale di Massimo D’Alema- che alla fine degli anni ’90 gestì per conto di Prodi-Violante-Cardinale l’accordo di ferro tra Berlusconi e i DS (da cui l’accordo mediaset-rai) che consentì il totale controllo del sistema di telecomunicazioni in Italia da parte di Berlusconi da una parte e D’Alema-Veltroni dall’altra, con la bocciatura definitiva del varo di una legge sul conflitto d’interessi. Tale organizzazione è dipendente dal Ministero dello Sviluppo Economico, e risponde direttamente a Corrado Passera, uomo che aveva portato le poste italiane da una perdita di 400 milioni di euro all’anno a un miliardo e 200 milioni con il regalo di un totale disservizio, dopodiché promosso da presidente delle poste italiane a membro del consiglio direttivo di Banca Intesa di cui è diventato in seguito Presidente.
    L’organizzazione si chiama “Fondazione Bordoni”. Ecco qui di seguito come viene istituzionalmente presentata (dal sito della Camera dei Deputati):



    La Fondazione Ugo Bordoni è un'Istituzione di Alta Cultura e Ricerca, sottoposta alla vigilanza del Ministero dello Sviluppo Economico.
    La Fondazione realizza ricerche, studi scientifici e applicativi nelle materie delle comunicazioni elettroniche, dell'informatica, dell'elettronica, dei servizi pubblici a rete, della radiotelevisione e dei servizi audiovisivi e multimediali in genere, al fine di promuovere il progresso scientifico e l'innovazione tecnologica.

    La Fondazione svolge attività di consulenza nei confronti del Parlamento, del Governo, delle Autorità amministrative indipendenti, delle Amministrazioni Pubbliche centrali e locali. Promuove iniziative di raccordo e di coordinamento con Università ed Enti di ricerca; svolge attività di formazione ed opera per la promozione e la tutela del patrimonio tecnologico e culturale del Paese.

    Dal 2009 la Fondazione Ugo Bordoni ha un nuovo statuto, che ne attribuisce la governance alla Pubblica Amministrazione, ne sottolinea la rilevanza pubblica e il carattere di terzietà e indipendenza.
    La Fondazione è riconosciuta dalla legge 3/2003 e dalla legge 69/2009 che, in particolare, definisce le modalità di collaborazione della Fondazione con le pubbliche amministrazioni e con le autorità indipendenti attraverso apposite e dirette convenzioni.

    Organi della Fondazione sono: il Presidente; il Consiglio d'Amministrazione, composto da sette membri nominati dal Ministro dello Sviluppo Economico, di cui uno designato dal Presidente del Consiglio dei Ministri e due con il parere del Presidente dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni; il Comitato dei Soci Fondatori, composto dai principali operatori di tlc , dalle imprese dei servizi a rete e dalle manifatturiere del settore, con un ruolo di indirizzo strategico di carattere consultivo; un Comitato Scientifico di nove membri, composto da studiosi di alta professionalità, esponenti del mondo accademico e della ricerca.

    La Fondazione sviluppa la sua attività lungo due filoni: attività di ricerca non finalizzate ed attività finalizzate per specifiche commesse. Le sue risorse sono costituite da finanziamenti del Ministero dello Sviluppo Economico, regolati da specifiche convenzioni, da commesse di ricerca provenienti da soggetti pubblici o privati, e dai contributi delle aziende statutariamente riconosciute come Soci Fondatori.




    Il principale socio investitore della fondazione, neanche a dirlo, è la Fininvest, nella persona di Marina Berlusconi. Il nocciolo duro – ovverosia coloro che per legge avranno la facoltà di decidere il futuro assetto delle telecomunicazioni in Italia a brevissimo termine - è rappresentato da:

    - Presidente (doppio voto): Prof. Alessandro Luciano.
    Consiglieri delegati del comitato direttivo:
    - Avv. Gian Michele Roberti.
    - Avv. Alessandro Munari
    - Prof. Enzo Pontarollo
    - On. Maria Luisa Sangiorgio
    - Prof. Ruben Razzante
    - Consigliere delegato aggiunto: Gina Nieri.


    Queste sono le persone che decideranno.
    Vediamo un po’ chi sono.



    Il Presidente, avv. Alessandro Luciano
    Record da guinness, di sicuro in Italia, e forse - molto probabilmente - anche in tutto il mondo occidentale democratico, da cui il suo celebre soprannome “165”. Questo numero, infatti, è quello di coloro che lo hanno votato alle ultime elezioni. Risulta il deputato (credo al mondo) che è diventato onorevole con il numero più esiguo e deprimente di votanti, per l’appunto centosessantacinque. Considerando che ha una vasta famiglia che si aggira tra figli, fratelli, moglie, ecc, in una sessantina di persone, è riuscito a coagulare su di sé l’attenzione di un centinaio di persone, praticamente il numero dei componenti di un condominio urbano. Eppure è diventato deputato, e non appena eletto immediatamente presidente di commissione e due mesi dopo Presidente di questa fondazione. Viene originariamente dall’MSI, poi in AN ed è uomo vicino e voluto da Ignazio La Russa. Sbeffeggiato da Vittorio Feltri su “Il Giornale” nel 2010 (perché allora sembrava che potesse passare con Fini) quando, parlando di lui, scrisse sul quotidiano "[...] in quota a An anche se un po' annacquato, conosciuto soprattutto per essere il marito di una delle sorelle Fendi, da cui un florilegio di soprannomi nei suoi confronti che potete immaginare, comunque sia il nostro onorevole 165 se la passa davvero proprio bene, forse troppo bene, quantomeno per i miei gusti [...]" Costui dal 1974 è diventato consulente di diversi enti e società finanziarie, tra il 1980 e il 1988 è stato consulente del consiglio direttivo a Londra della Goldman Sachs e di J.P.Morgan e nel 1984 ha ottenuto alla Bocconi la cattedra in “Diritto Valutario per gli uffici esteri di Banche”. E’ stato consulente finanziario di Banca Intesa - mentre era presidente Corrado Passera - e oggi presiede la fondazione che dipende istituzionalmente da Corrado Passera. L’avv. Alessandro Luciano è laureato in giurisprudenza e ha un master in economia e finanza a Londra dove ha esercitato la funzione di “consulente per il settore d’investimento nelle telecomunicazioni in Italia” per il fondo d’investimento britannico “Black Rock” (il più importante fondo attivo in Europa, 4.500 miliardi di euro d’investimento) la cui cura è affidata a J.P.Morgan a New York. E’ consulente e collaboratore (sotto contratto tuttora valido) con la U.T.C. (United Technology Consultant) un’azienda strategica nelle telecomunicazioni dipendente dal Ministero della Difesa U.S.A. e finanziata dal Pentagono. E’ consigliere di amministrazione della AGRAL, della FIGEA ed è consulente della SNAM PROGETTI, della COMERINT e della AQUATER. Tutte queste cariche vengono ascritte sotto la dizione “consulenze istituzionali di carattere strategico” (in termini piatti vuol dire: pagati con i soldi delle nostre tasse) che ammontano complessivamente a circa 2,4 milioni di euro all’anno più benefits che gli consentiranno di poter avere cinque pensioni diverse cumulate. Lui è il capo e risponde a Corrado Passera, il quale fino a due anni fa investiva i soldi sulla base di ciò che lui gli suggeriva o meno.


    Avv. Gian Michele Roberti
    Solido avvocato di Milano, con enorme esperienza nel campo della legiferazione relativa al sistema multimediale televisivo italiano, vanta la più alta parcella professionale finora incassata in Italia da un legale (e dichiarata legalmente per intero, sulla quale ha pagato tutte le tasse): 4,5 milioni. Il cliente che gli ha saldato questa fattura (assegno personale) si chiama Cavaliere Silvio Berlusconi. In qualità di associato allo studio Previti, infatti, insieme agli avvocati Alessandro La Rosa, Gaetano Morazzoni, Stefano Previti e Vincenzo Sangalli,si è occupato del contenzioso tra Mediaset e Google per una controversia legata alla trasmissione dei video del Grande Fratello su you tube. Ma l’assegno grosso se l’è guadagnato insieme all’avvocato Raffale Cavani dello studio Murani & Cavani associati assistendo Publitalia nella cosiddetta “guerra degli spot”, una battaglia legale per impedire a Sky di avere il diritto di acquistare pubblicità sulle reti Mediaset, diritto poi sancito dal Ministro delle Poste e telecomunicazioni Salvatore Cardinale (ds, siciliano, uomo di Massimo D’Alema) il 23 novembre 2006 con il decreto titolato “Verso una nuova disciplina della radiotelevisione e della convergenza multimediale” approvato da Romano Prodi.


    Consigliere di amministrazione: Prof. Ruben Razzante
    Ruben Razzante è professore di diritto dell’informazione e del prodotto culturale e di diritto del copyright e legislazione dei beni culturali all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dove si è laureato in giurisprudenza e in scienze politiche. È direttore del Master in giornalismo dell’Università degli studi della Basilicata. Consulente per le attività di lobbying, comunicazione e formazione di importanti multinazionali statunitensi nel campo delle telecomunicazioni strategiche e di numerose pubbliche amministrazioni, è anche giornalista professionista e docente ai corsi di preparazione all’esame di Stato promossi dall’Ordine nazionale dei giornalisti. Uomo dell’opus dei. Attualmente gode di circa 12 consulenze incrociate per il Ministero dello Sviluppo Economico.


    Consigliere di amministrazione: Enzo Pontarollo
    Professore ordinario di Economia Industriale all’Università Cattolica di Milano. Nel 1995 è stato Visiting Professor presso il Centre d’Etudes et des services de l’Universitè de Paris1 Sorbonne. Presidente della commissione governativa sull’elettronica (1979-82) su incarico di Giulio Andreotti e sull’industria termoelettromeccanica (1988-1989). Dal 1986 al 1999 è stato membro del Comitato Editoriale della Casa Editrice Vita e Pensiero, l’editoriale dell’università cattolica di Milano, finanziata da Roberto Formigoni grazie ai sussidi governativi. Dal maggio 1998 è membro del Comitato Scientifico dello CSELT. Politicamente è appoggiato da Roberto Formigoni e da Rosy Bindi. Cattolico integralista.


    Consigliere delegato: Gina Nieri
    Direttrice generale della Divisione Affari Istituzionali legali e strategici di Mediaset. Autrice del disegno di legge “Disposizioni per la disciplina del settore televisivo nella fase di transizione alla tecnologia digitale”. Relazione istituzionale in data 2009 al Presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato Antonio Catricalà (attuale sottosegretario).


    Consigliere d’amministrazione: Maria Luisa Sangiorgio
    Nata a Milano nel 1947, laureata con lode in lingue e letterature straniere all’Università Luigi Bocconi di Milano nel 1971, la Sangiorgio è il Presidente del Corecom Lombardia. Consulente per la Comunicazione e le Relazioni Istituzionali della Fondazione Politecnico di Milano, Consigliere per la Comunicazione del Commissario straordinario del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), Presidente del Comitato Regionale per le Comunicazioni della Lombardia. In precedenza, dal 1994 al 2002, è stata Direttrice Comunicazione e Informazione per il Politecnico Milano. Dal 1987 al 1991 consulente per la formazione e riqualificazione professionale del personale per varie aziende. Dal '71 al '77 e dall '85 all '87 ha svolto incarichi di docenza e, ancora prima, dal 1964 al 1971 attività di ricerca e professionale come traduttrice per varie case editrici e come interprete in numerosi eventi nazionali ed internazionali. Sotto il profilo amministrativo, dal 1970 al 1990 è stata Consigliere comunale a Milano e dal 1977 al 1985 Assessore all’Educazione ed alla Condizione Femminile del Comune di Milano (PCI). Si è occupata dello sviluppo e della riqualificazione degli asili nido e delle scuole materne, ha organizzato attività di integrazione per la scuole elementari e medie, ha sviluppato numerose attività di educazione permanente e professionale attraverso il sistema delle scuole civiche serali e diurne. Ha affiancato alla tradizionali strutture formative, come la Scuola di Musica e di Teatro, la Scuola per il Cinema e la Televisione e ha fondato i Cori Civici e la scuola di Jazz. Inoltre, ha dato vita al Centro Milano Donna. In merito all'attività legislativa, dal 1987 al 1994 è stata deputato al Parlamento, membro della Commissione cultura nel gruppo del PCI prima e dei DS poi e dal 1992 membro dell’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati. Ha partecipato all’elaborazione ed all’approvazione di numerose leggi, in particolare: Legge di riordino del sistema radio televisivo; Provvedimenti in materia radiotelevisiva; Norme per il sostegno all’editoria; Legge sul cinema; Riforma della scuola elementare; Riordino degli strumenti di formazione professionale; Riforma degli ordinamenti didattici universitari; Diritto allo studio universitario; Rapporto con le università non statali; Istituzione del Ministero dell’Università.

    Donna di grande intelligenza e abilità, ha gestito la bicamerale tra il 1996 e il 1998 tra Massimo D’Alema e Silvio Berlusconi. Nel 2005, in séguito ad un accordo politico tra Massimo D’Alema e Roberto Formigoni, è diventata Presidente del Corecom, uno dei più grossi carrozzoni della Repubblica Italiana, che succhia complessivamente circa 4 miliardi di euro all’anno, senza produrre nulla. Il Corecom è il luogo in cui si incontrano alti funzionari del PD, del PDL e dell’UDC suddividendosi cariche di consulenze incrociate. Ma che cos’è il Corecom? In data 18 settembre 2009, il giornalista italiano Andrea Ducci pubblicò il primo articolo di un’inchiesta sul Carrozzone Corecom, sul quotidiano Corriere della sera. I successivi articoli non sono mai usciti. Ecco un estratto dell’articolo datato 2009:



    Quel baraccone chiamato Corecom
    Un poltronificio e poco più. A passare in rassegna l' elenco dei membri e delle spese dei Corecom, i comitati regionali per le comunicazioni che a livello locale fanno quello che su scala nazionale spetta all' Autorità guidata da Corrado Calabrò, saltano fuori nomi e cifre che sembrano cozzare con le linee guida della legge istitutiva di questi strani organismi: incastrati dall' esigenza di operare alle direttive dell' Authority per le garanzie nelle comunicazioni e nominati e finanziati dalle giunte regionali. Ragion per cui i presidenti e i componenti dei Corecom finiscono spesso per avere un colore o una sfumatura politica a dispetto della funzione di garanzia che dovrebbero svolgere. Tra i compiti dei comitati c' è la vigilanza sul rispetto della par condicio da parte delle televisioni locali durante i periodi elettorali, così come l' organizzazione delle tribune politiche regionali della Rai. Per conto dell' Agcom viene inoltre svolto il delicatissimo compito di conciliatore per le controversie tra gli utenti e i gestori di servizi di tlc. Non a caso la legge chiarisce che i componenti dei Corecom devono essere scelti tra «persone in possesso dei necessari requisiti di competenza ed esperienza nel settore della comunicazione nei suoi aspetti culturali, giuridici, economici e tecnologici». Un dettaglio trascurato in più di un' occasione. In Calabria lo scorso anno, dopo un commissariamento da parte dell' Authority di Calabrò, la giunta ha nominato il nuovo vertice del Corecom. La scelta è caduta su Francesco Crifò Gasparro, ex manager a capo della Usl 11 di Reggio Calabria e poi dg dell' ospedale Forlanini di Roma arrestato nel 1995 nell' ambito di un' inchiesta sulla malasanità. Analoga sorte è toccata anche a Tiziano Mariani, un ex socialista già assessore ai Lavori pubblici del Comune di Cesano Maderno ed ex presidente della municipalizzata di Seregno, finito in manette per corruzione e ricettazione all' epoca di Tangentopoli. Oggi Mariani è uno dei componenti del Corecom Lombardia, dove il presidente è l' ex deputato dei Ds Maria Luisa Sangiorgio. Nel comitato lombardo ci sono Emma Paola Bassani, ex presidente del Consiglio provinciale di Milano ed ex ufficio stampa della Lega Nord, e i giornalisti Pietro Scaramucci (ex Rai) e Maurizio Gussoni. In Puglia come presidente del Corecom è stato scelto un nome che combinasse la veste di ex giornalista del Tg1 con quella di ex senatore della Dc, ossia Giuseppe Giacovazzo. Dentro Mamma Rai ha pescato anche la Regione Friuli Venezia Giulia nominando l' ex direttore dello sport di Viale Mazzini Paolo Francia. In Campania il presidente del consiglio regionale Sandra Lonardo, moglie di Clemente Mastella, ha invece optato per Gianni Festa, un giornalista conosciuto dai Mastella visto che è stato direttore del Corriere dell' Irpinia . Singolare il caso del Piemonte, dove gli otto membri del Corecom indicano nei curricula diplomi di ragioneria, maestra elementare, lauree in lettere. Quanto di più lontano dai requisiti minimi previsti dalla legge istitutiva. L' importante, del resto, è essere stati assessori o consiglieri in qualche Comune o Provincia. Al Piemonte spetta, inoltre, il record di spesa con oltre 530 mila euro di stipendi e rimborsi che si aggiungono ai trattamenti di missione e costi generali facendo salire il conto finale a 830 mila euro.

    Andrea Ducci. Corriere della sera. 18 settembre 2009.



    La Fondazione che vi ho qui presentato è uno dei centri propulsori del sistema di controllo dell’intero sistema di comunicazione televisivo e multimediale della repubblica italiana. Come si evince dal’elenco dei suoi più importanti membri, è gestito da persone che hanno lavorato (in alcuni casi tuttora lavorano) per Mediaset, altri, invece, che hanno partecipato in prima persona nella gestione della bicamerale per impedire - con successo - il varo della legge sul conflitto d’interessi. Questa fondazione è uno dei luoghi dove le retribuzioni sono più alte in assoluto. Dopo il semaforo verde e la delega ufficiale di Mario Monti, hanno rimandato l’inizio delle festività per una riunione alle ore 21.30 del 23 dicembre 2011 per alzare il tetto delle retribuzioni al personale dirigente. Si calcola che ciascuna delle persone summenzionate abbia la facoltà di attivare un giro di consulenze che consente l’attribuzione di contratti a termine della durata di uno o due anni mediamente retribuiti tra i 60 e gli 80 mila euro all’anno netti. Ogni persona si avvale di decine di consulenti, in alcuni casi anche centinaia.
    Questa fondazione, in gran parte presieduta da professionisti pagati da Mediaset, funzionari politici e personalità dell’opus dei, avranno legalmente la funzione, il dovere e il diritto di stabilire come e quando e a chi vendere le frequenze televisive libere nella Repubblica Italiana.

    Il futuro della libertà del mercato della telecomunicazione in Italia si trova nelle mani di queste persone. Ho pensato che fosse utile presentare il dato agli italiani. La manovra serve soprattutto a coprire le spese di enti e fondazioni come questa. Impedire che questo ente goda della facoltà di decidere lo ritengo un impegno doveroso per tutti noi. La battaglia contro la mafia comincia dalla denuncia di fatti come questi. E’ compito di tutti noi andare a stanare il privilegio costituito degli yesman della corrotta classe politica italiana e fare tutto ciò che è possibile per disinnescare questo meccanismo. E prima di tutto è necessario avere le informazioni precise sul nome delle fondazioni, i nomi e le qualifiche e i curriculum vitae delle persone che le presiedono.

    Se non riusciamo a far sentire la nostra voce, sapendo che la truppa mediatica non dirà né scriverà neppure una parola, non riusciremo mai neppure a scalfire il governo dell’oligarchia tecnocratica planetaria ben rappresentato dal ragionier Mario Monti e dai funzionari che lo appoggiano.
    Le condizioni chieste dal PDl, dal PD, dall’UDC appaiono sempre più chiare e nette: “Viva Mario Monti a condizione che lasci tutto come stava prima”. Da questo punto di vista l’attuale governo è un vero successone. Ci sta riuscendo perfettamente. Anche perché non c’è nessuno, all’opposizione, che cominci a pretendere il pensionamento di queste persone. Anzi: le stanno promuovendo, con la benedizione di tutti coloro che poi sostengono di voler combattere un sistema che è la loro fonte principale di benessere. Chi conosce questo settore sa che questa fondazione si è già messa al lavoro e le frequenze libere verranno spartite abbattendo definitivamente qualsivoglia speranza di liberalizzazione, libertà, regolamentazione. Sono fondazioni come questa il cancro che corrode la nazione.

    Sveglia ragazzi.


    Fonte
    Ultima modifica di Carla; 28-12-11 alle 13:11
    Il fascismo è l’antitesi delle fedi politiche. Non si può parlare di fede politica parlando di fascismo. Chi non era fascista era oppresso. Non può parlare di vera fede politica chi opprime le fedi altrui. (Sandro Pertini)

  2. #2
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    Predefinito Rif: Monti affida la gestione delle frequenze libere agli avvocati di Mediaset

    Concordo è uno scandalo, lo dico da vero liberale.

    grazie OCCIDENTE, grazie anglo-americani, grazie Israele, grazie ucraini.



    la libertà avanza ...........

  3. #3
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    Predefinito Rif: Monti affida la gestione delle frequenze libere agli avvocati di Mediaset

    mi sa tanto che hai postato una menzogna, Carla,
    qua nel forum tanti mi hanno giurato che Berlusconi si è ritirato,
    e non conta più nulla repapelle:

  4. #4
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    Predefinito Rif: Monti affida la gestione delle frequenze libere agli avvocati di Mediaset

    Citazione Originariamente Scritto da remox Visualizza Messaggio
    mi sa tanto che hai postato una menzogna, Carla,
    qua nel forum tanti mi hanno giurato che Berlusconi si è ritirato,
    e non conta più nulla repapelle:
    repapelle:
    Il fascismo è l’antitesi delle fedi politiche. Non si può parlare di fede politica parlando di fascismo. Chi non era fascista era oppresso. Non può parlare di vera fede politica chi opprime le fedi altrui. (Sandro Pertini)

  5. #5
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    Predefinito Rif: Monti affida la gestione delle frequenze libere agli avvocati di Mediaset

    Carla mi sa che ancora non hai capito: il governo tecnico è solo la maschera dell'alleanza tra PDL UDC e Partito Democratico (tutti e tre hanno votato la fiducia all governo per due volte e tutti e tre votano gli stessi provvedimenti al parlamento) per cui è ovvio che il goerno Monti faccia (ci metto un anche tanto per essere buono) gli interessi di quei tre partiti.
    Prima lo si capisce meglio sarà per tutti
    Ultima modifica di C@scista; 28-12-11 alle 13:25

  6. #6
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    Predefinito Rif: Monti affida la gestione delle frequenze libere agli avvocati di Mediaset

    Citazione Originariamente Scritto da C@scista Visualizza Messaggio
    Carla mi sa che ancora non hai capito: il governo tecnico è solo la maschera dell'alleanza tra PDL UDC e Partito Democratico (tutti e tre hanno votato la fiducia all governo per due volte e tutti e tre votano gli stessi provvedimenti al parlamento) per cui è ovvio che il goerno Monti faccia (ci metto un anche tanto per essere buono) gli interessi di quei tre partiti.
    Prima lo si capisce meglio sarà per tutti
    questa è buona e anche bella :gratgrat:
    e quali sarebbero i "vantaggi" per il PD, oltre a perdere dei voti?

    stare alla larga dalla dolorosa soluzione dei problemi dell'Italia premia molto...anche per chi li ha creati, Lega docet..

    forse dei vantaggi per le TV di Bersani?
    Ultima modifica di remox; 28-12-11 alle 13:32

  7. #7
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    Predefinito Rif: Monti affida la gestione delle frequenze libere agli avvocati di Mediaset

    mi pare di capire che in questa scelta ha avuto l'appoggio di tutte le forze politiche che lo sosengono PD incluso che ha sempre gridato contro il controllo dell'informazione da parte del berlusca!
    al momento pertanto mi chiedo piu' che altro quanto ci costerà mantenere tutto questo baraccone di fondazione o lavoreranno gratis?


  8. #8
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    Predefinito Rif: Monti affida la gestione delle frequenze libere agli avvocati di Mediaset

    Citazione Originariamente Scritto da remox Visualizza Messaggio
    questa è buona e anche bella :gratgrat:
    e quali sarebbero i "vantaggi" per il PD, oltre a perdere dei voti?

    stare alla larga dalla dolorosa soluzione dei problemi dell'Italia premia molto...anche per chi li ha creati, Lega docet..

    forse dei vantaggi per le TV di Bersani?
    cmq il PD si è reso ancora piu' ridicolo appoggindo questo governo !!


  9. #9
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    Predefinito Rif: Monti affida la gestione delle frequenze libere agli avvocati di Mediaset

    Citazione Originariamente Scritto da Amalie Visualizza Messaggio
    mi pare di capire che in questa scelta ha avuto l'appoggio di tutte le forze politiche che lo sosengono PD incluso che ha sempre gridato contro il controllo dell'informazione da parte del berlusca!
    al momento pertanto mi chiedo piu' che altro quanto ci costerà mantenere tutto questo baraccone di fondazione o lavoreranno gratis?
    Mi par di capire che dietro Monti c'è ancora Berlusconi
    Siamo noi, siamo noi, i Campioni dell'Europa siamo noi

  10. #10
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    Predefinito Rif: Monti affida la gestione delle frequenze libere agli avvocati di Mediaset

    Citazione Originariamente Scritto da C@scista Visualizza Messaggio
    Carla mi sa che ancora non hai capito: il governo tecnico è solo la maschera dell'alleanza tra PDL UDC e Partito Democratico (tutti e tre hanno votato la fiducia all governo per due volte e tutti e tre votano gli stessi provvedimenti al parlamento) per cui è ovvio che il goerno Monti faccia (ci metto un anche tanto per essere buono) gli interessi di quei tre partiti.
    Prima lo si capisce meglio sarà per tutti
    infatti.... la cosa che ci dovrebbe preoccupare maggioramente quindi è quanto costerà il ltutto agli italiani !


 

 
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