come da titolo


come da titolo
Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.
La quintessenza del voltagabbanismo in stile italiota.


Buon Natale!
Preferisco di no.


Una celebrazione dell'uomo divenuto una divinità dell'antiberlusconismo. Poche settimane fa, il Fatto quotidiano lo ha interpellava come fosse un aruspice; persino Repubblica, di recente, lo ha richiamato dalle catacombali rubriche sull'Espresso e il Venerdì, dov'era confinato a mo' di reliquia, per scucirgli un paio di editoriali.
Per tutta risposta, il faraone Boccan-khamon incenerisce l'Italia intera, anche quella che lo idolatra in virtù del suo odio per il Cavaliere. Nella sua insofferenza per la modernità, egli è l'ultimo discepolo di Julius Evola, convinto di abitare nell'età del Kali Yuga, l'era oscura che precede la fine dei tempi.
1- È MORTO L’ARCITALIANO. PRIMA FASCISTA, POI PARTIGIANO. NEL 1945 FIRMA LE CONDANNE A
:sofico:
Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.


Ecco, Arci-italiano, per riprendere la definizione di Curzio Malaparte, è l'aggettivo che forse più si adatta a Giorgio Bocca.
Fascista intransigente con il Fascismo, partigiano altrettanto intransigente nella resistenza ormai trionfante, anticomunista con De Gasperi, progressista con il centrosinistra, craxiano col Cinghialone, perbenista risolutamente anticraxiano dopo la sua caduta, berlusconiano in Mediaset e oppositore irriducibile quando ne era fuori e culturalmente era più comodo stare contro Berlusconi. Un vero esempio dello stereotipo dell'italiano voltagabbana, stereotipo che però riconosceva in tutti meno che in lui stesso, atto invero molto comune, e che sfogava nei suoi editoriali, dove giusto per completare si scagliava contro tutto e tutti, basta non fossero (culturalmente) egemoni.
Insomma, l'italianità bassa e quotidiana concentrata e ristretta in una persona sola, molto più del Duce.
Che riposi in Pace, ma di qui a dolermene ce ne passa.
«Non ti fidar di me se il cuor ti manca».
Identità; Comunità; Partecipazione.


è morto un conformista marcio convinto di essere un coraggioso eretico






Il lato peggiore è che non si limitò soltanto ad essere un traditore vigliacco, ma per tutta la sua inutile vita cercò di iniettare odio anche nei cuori degli altri italiani.
Prima, durante la guerra, macchiandosi di crimini comuni, poi continuando il suo lavoro come giornalista, seminando discordia e ponendo il suo stesso modello di tradimento continuo ad esempio.
Di solito una morte non è mai un motivo per essere contenti, però ci sono sempre le eccezioni.


"Il terrorismo ribelle non è fatto per prevenire quello dell’occupante, ma per provocarlo, per inasprirlo. Esso è autolesionismo premeditato: cerca le ferite, le punizioni, le rappresaglie per coinvolgere gli incerti, per scavare il fosso dell’odio. E’ una pedagogia impietosa, una lezione feroce"
Giorgio Bocca