Viaggio nell’Italia dell’estrema destra.
ARTICOLOTRE
Tra ultras e nostalgici, la mappa dell’estrema destra giovanile e non, nel nome di Berlusconi e Scilipoti.
- R.C. 27 dicembre 2011-
Gli italiani, perlopiù giovani, che appartengono ufficialmente a organizzazioni neofasciste sono circa 150 mila in Italia, così come 63 gruppi di ultras su 85 si dichiarano apertamente di destra.
Al nord a farla da padrone sono movimenti classici, come il Fronte Veneto Skinhead o il centro sociale milanese Cuore Nero, quello famoso per ‘il brindisi all’olocausto’. Percorrendo lo stivale verso sud ci si imbatte in Casapound, i ‘fascisti del terzo millenio’ che alterna proclami vagamente sociali all’apologia del ventennio e al sostegno dello spontaneismo armato degli anni settanta.
A questo si aggiungono le posizioni di politici che sparano contro l’antifascismo sancito dalla Carta Costituzionale. Come il senatore Cristiano De Eccheris, con trascorsi nella disciolta Avanguardia Nazionale e adesso nella fila del Pdl di Berlusconi. De Eccheris ha presentato un ddl per abrogare le norme che vietano l’apologia del fascismo e la ricostituzione del Pnf.
Oppure l’onorevole Gregorio Fontana, prima Forza Italia poi Pdl, fedele nei secoli, che se ne è uscito con una proposta di legge per equiparare giuridicamente i partigiani con i repubblichini di Salò. Sino ad arrivare al grande capo Silvio Berlusconi che ebbe la geniale pensata di cambiare il nome delle celebrazioni del 25 aprile: da Festa della Liberazione a Festa della libertà.
Molti comunque ex missini ed ex aennini sono andati ad ingrossare le fila del Popolo della Libertà, ad esempio Roberto Jonghi Lavarini, odio viscerale nei confronti dei comunisti, ricambiato, e animatore di tre case editrici che presentano nei loro cataloghi testi di Culto. Edizioni Ar, dove spiccano saggi di Adolf Hitler e Julius Evola, oltre alla collana ‘Visione e revisione storica’. Poi Orion libri, che edita ‘Fascismo intransigente’ e ‘Mussolini, prima e dopo Piazzale Loreto’. Per finire con Edizioni Ritter, casa editrice specializzata in neofascismo.
L’attivissimo Jonghi Lavarini, soprannominato il ‘barone nero’ è tra i fondatori del centro sociale Cuore Nero a Milano, insieme ad Alessio Todisco storico capo degli ultras interisti, e guida degli Hammerskin, costola italiana del Ku Klux Klan, inneggiante alla supremazia della razza bianca. Nel 2077 la sede di Cuore Nero subì un attentato incendiario, in un comunicato Jonghi Lavarini e soci rigraziarono l’allora coordinatrice di Forza Italia in Lombardia, Maria Stella Gelmini, per la solidarietà espressa.
Il ‘barone nero’ vanta solide amicizie tra le destre germaniche, tra i reduci nostalgici della dittatura Pinochet e tra i simpatizzanti sudafricani di Afrikaner Weerlandsbeweging, sostenitori dell’apartheid. Poi incontro Berlusconi e venne folgorato sulla via di Damasco aderendo al Pdl “Facciamo nostre le parole del presidente Berlusconi -dichiarò con enfasi Jonghi Lavarini - l’antifascismo è una questione del passato, noi guardiamo avanti e lavoriamo per l’Italia”, esibendo, a una platea tumultuosa e un pò interdetta, foto che lo ritraevano con Letizia Moratti e Ignazio la Russa.
Al vertice di Casapound c’è Gianluca Iannone, leader della band Zeta Zero Alfa e autore di capolavori indimenticati quali ‘Nel dubbio mena’. La filosofia dell’associazione si potrebbe sintetizzare nel ‘non conforme’, anche nelle discipline sportive, non ancora olimpiche. Non conforme è la cinghiamattanza, ovvero lo sport di prendersi a cinghiate per il gusto di farlo. Iannone si ispira comunque alla prima parte del ventennio, quella più sociale, rastrellando indecisi con l’organizzazione di convegni dal titolo ‘L’altro Che. Ernesto Guevara: simbolo della destra militante’.
Tornando ai politici di professione, non si fa mancare nulla l’immarcescibile Domenico Scilipoti, dalla partecipazione a trasmissioni radiofoniche dell’emittente Radio Bandiera Nera, l’organo quasi ufficiale di Casapound, alla redazione del ‘Manifesto di Responsabilità Nazionale’ per lunghi tratti un copia e incolla del manifesto degli intellettuali fascisti del 1925.
Approfondimenti dalla Rete:
2 Commenti per “Viaggio nell’Italia dell’estrema destra”
Roberto Jonghi Lavarini
12 gennaio 2012 - 14:14
Il Vostro articolo è decisamente impreciso e datato. Per la Vostra manifesta poca professionalità, meritereste una querela per diffamazione ma, invece, mi limito a fare alcune doverose puntualizzazioni.
Punto primo: delle tre case editrici citate, sono solo un semplice lettore-sostenitore. Secondo: i miei contatti politici internazionali con le destre cilena e sudafricana risalgono alla fine degli anni ’80, quando, collaboravo con l’eurodeputato del MSI, Franco Petronio. Infine, del disciolto circolo culturale Cuore Nero, sono stato semplicemente uno dei tanti e diversi promotori.
Dopo essere stato dirigente del MSI e di AN, ho aderito al progetto politico del PDL ma, oggi, sono profondamente deluso e decisamente insofferente per il sostegno dato al governo tecnico Monti che rappresenta solo gli interessi e gli affari della alta finanza, plutocratica e mondialista, proprio la stessa che ha causato questa crisi economica e sociale internazionale.
Dott. Roberto Jonghi Lavarini
robertojonghi@gmail.com
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