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Discussione: l'Indipendensa

  1. #81
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    Predefinito Re: Rif: l'Indipendensa

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Per il "futuro progetto" ti auguro di avere maggior fortuna altrove.
    Sono certo che ad un "ricercatore" di risorse come te, non sarà sfuggito che questo è solo un forum di chiacchere in libertà.
    Auguri!
    grazie per gli auguri....la "ricerca continua"!!!
    ciao
    vb

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  2. #82
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    Predefinito Re: Rif: l'Indipendensa

    NO-TAV: I VENDOLA E I DON GALLO SON SOLO CORPI ESTRANEI
    di GILBERTO ONETO

    Nei giorni scorsi alcuni lettori hanno commentato taluni interventi di critica alla Tav comparsi su questo giornale, facendo due serie di obiezioni.
    La prima: perché opporsi a un’opera utile e necessaria?
    La seconda: non è pericoloso prendere le difese di una banda di teppisti violenti?
    La Tav non è affatto utile ed è sicuramente molto costosa. È l’intrapresa più costosa in assoluto dell’intera storia repubblicana. Per il progetto originario delle linee Torino-Napoli, Milano-Venezia e Milano-Genova (che escludeva ancora la famigerata tratta per Lione) era stato fatto nel 1991 un preventivo di poco più di 14 miliardi di Euro, che nel 2010 sono stimati in quasi 97 miliardi, con un aumento del 684%. E probabilmente non basteranno. L’intero ambaradan costa a ogni cittadino italiano (neonati, centenari e nullafacenti compresi) qualcosa come 1.500 Euro a testa: per qualche decina di minuti di risparmio per tratta di cui non beneficerà che una parte ampiamente minoritaria della popolazione e in forma piuttosto sporadica.
    Per la sola Milano-Torino, quella orograficamente più facile perché corre interamente in pianura, sono stati spesi fra i 66 e i 73 milioni di Euro al chilometro. Oggi la linea è percorsa da dieci convogli il giorno che fanno risparmiare una cinquantina di minuti di viaggio, che evaporano in trasferimenti urbani per quelli che partono da Porta Garibaldi. In compenso (si fa per dire) il biglietto di seconda classe costa 32 Euro contro gli 11 della linea normale, tre volte tanto. La linea viaggia su un terrapieno che attraversa la pianura come una gigantesca muraglia cinese frastagliata di ponti, strutture e cavalcavia altissimi, e che si è mangiata più di 4.000 ettari di terreno agricolo. La linea non serve agli utenti di Novara, Vercelli e Chivasso che sono l’assoluta maggioranza. Ne valeva davvero la pena? Anche su tutte le altre tratte più del 90% dell’utenza riguarda stazioni intermedie che non sono interessate dalla Tav (che altrimenti non sarebbe più ad alta velocità) e che perciò continuano a viaggiare sulla vecchia linea (che ha anche il vantaggio di lasciare i passeggeri nel centro delle città attraversate) e che lo fanno in condizioni sempre peggiori, su convogli vecchi, carrozze sporche, con servizi rudimentali e velocità di percorrenza che sono inferiori del 15% a quelle del 1939. Ne valeva davvero la pena? O non sarebbe stato meglio investire risorse nell’ammodernamento delle linee esistenti: con una frazione della somma impiegata avremmo avuto servizi più efficienti, veloci e moderni. Che senso ha offrire un servizio di qualità (finché dura) a una frazione molto minoritaria della popolazione e stivare i pendolari sui carri bestiame e tutti i passeggeri su treni che sembrano quelli indiani senza averne neppure l’appeal esotico e pittoresco?
    La Tav è inoltre la madre di tutte le tangenti, porcherie e corruttele della Repubblica: una simile somma di denaro ha attirato e attira i peggiori interessi, la politica più corrotta, le più feroci organizzazioni criminali. Non c’è dirigente o amministratore della Tav che non sia finito nelle maglie della giustizia: i condannati sono ormai una lista infinita. Ciò nonostante l’ambaradan continua a essere rifinanziato con i soldi di Pantalone e proprio questo spiega il granitico favore che la Tav riscuote in tutti i partiti, in tutte le lobbies, logge, conventicole e cosche.
    Non fa eccezione la Valsusa: è un’opera costosissima, devastante e inutile perché la linea esistente, che è già stata rettificata, è impiegata a meno di un quarto del suo potenziale. È evidente come ancora una volta l’obiettivo non sia l’opera ma l’appalto e i soldi per farla. Quello che importa è il cantiere non quello che produce. Che dietro ci sia ben altro che la preoccupazione di migliorare i collegamenti ferroviari lo dimostra la decisa presa di posizione di Monti, disposto a scatenare la guerra del Vietnam pur di non interrompere il banchetto. Viva l’Italia!
    Veniamo al secondo punto: le cattive frequentazioni dei valsusini e la scelta di aberranti compagni di viaggio cui è costretto chi è contro la Tav.
    Non c’è il minimo dubbio che con la gente della valle ci siano i peggiori spurghi comunisti, e che la lotta anti-Tav sia troppo spesso monopolizzata fuori dalla valle dalla più maleodorante norchia centro-socialista, dai più mefitici e violenti scarafaggi dei sottoscala della sinistra italiana.
    Anche sul posto, fa soffrire vedere, assieme a tanta brava gente, alle famiglie pacifiche ed esasperate dei valligiani, figuri che salutano con il pugno chiuso e che si chiamano “compagni” evocando il più pestifero liquame della storia. Tutti questi si sono infilati nella giusta lotta contro la Tav per riempire il vuoto lasciato da tutte le altre strutture politiche, soprattutto da quelle autonomiste. Quella della Valsusa è una tipica lotta autonomista: ci sono tutte le componenti di territorialità, di salvaguardia dell’ambiente, di affermazione della volontà popolare, dell’importanza della rappresentanza identitaria. É la stessa lotta autonomista e ambientalista dei contadini occitani del Queyras, dei corsi e di tante altre minoranze oppresse da grandi interessi foresti. Non esiste impegno autonomista che non si esprima nella salvaguardia del territorio, non può esserci ambientalismo vero che non sia anche identitario.
    In Valsusa manca la presenza degli autonomisti organizzati. In verità le primissime manifestazioni vedevano in prima linea i sindaci leghisti della valle e con i manifestanti c’era spesso anche Borghezio. Fino al 1994 la posizione ufficiale della Lega era di dura critica alla Tav: ci sono documenti della Consulta del territorio di Via Bellerio che stroncavano senza appello il progetto. Poi la Lega ha cominciato a berlusconizzarsi e a seguire pedissequamente le indicazioni del socio di maggioranza. Sui temi ambientali hanno prevalso a partire dal 2000 gli amici del Cavaliere e, in particolare, il ministro Castelli che ha un antico, inesausto afflato per grandi opere, appalti e cantieri. Oggi i vertici leghisti sono schierati come soldatini a difendere le meraviglie della Tav: in un tripudio di piemontesità del tacco, Cota non perde occasione di esaltarne in televisione “le magnifiche sorti e progressive”. Statalista, anti-autonomista, tavista e tavano.
    Tutto questo nonostante i leghisti della valle siano parte integrante del movimento No Tav, a fianco della loro gente, che ha – occorre dire anche questo – una sua bella parte di colpa in questo rifiuto di assumere posizioni decisamente autonomiste.
    Ma le due cose non possono essere tenute separate a lungo: le giuste istanze localiste e ambientaliste non possono continuare a convivere con le contraddizioni di un marxismo proteiforme che cerca di inserirsi in una lotta che non trova alcuna coerenza con le sue frattaglie ideologiche. I Vendola e i Don Gallo sono corpi estranei, sono solo la peggior manifestazione dell’eterna capacità comunista a inserirsi in tutte le contrapposizioni.
    Ai nostri lettori che ci rimproverano di essere dalla stessa parte di costoro, rispondiamo che una buona causa difesa anche da gaglioffi non cessa di essere per questo una buona causa.
    L’importante è chiarire bene le posizioni ed evitare contagi. Quella della Valsusa è una lotta autonomista, è “la” lotta autonomista. Per questo gli indipendentisti devono riprendersi il ruolo che spetta loro per natura. Per questo tutti gli autonomisti che leggono questo giornale devono cominciare a inventarsi posizioni e iniziative che riportino la lotta valsusina nel suo giusto ambito autonomista e indipendentista.

    4 Marzo 2012

    NO-TAV: I VENDOLA E I DON GALLO SON SOLO CORPI ESTRANEI | L'Indipendenza
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  3. #83
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    Predefinito Re: Rif: l'Indipendensa

    CITTADINI DELL’ARCO ALPINO UNITI CONTRO LA TAV

    di SILVIA GARBELLI, FABRIZIO BISSACCO e DARIO CATTI*

    Si avvertono, talvolta a seguito di particolari eventi, fenomeni di risveglio e di interessamento a tematiche che sembravano nascoste o assenti. Eppure la realtà è spesso più lampante di quanto ci si affanni a cercare. Nuovi fermenti di dibattito sulle condizioni sociali ed economiche della propria esistenza si evidenziano soprattutto in questi tempi recenti di crisi. Le aggregazioni nascono così, fra la serena eredità del passato e la ansiosa speranza di poter assicurare una condizione futura quantomeno dignitosa o semplicemente la risoluzione di una grande questione.

    Come si sia originata quella NO TAV, caratterizzata dalla ultraventennale ‘protesta’ dei cittadini della Valsusa contro la realizzazione dell’infrastruttura ferroviaria Torino-Lione, imposta dalle istituzioni italiane, non sarà certo trattata in questa sede. Solo gli abitanti del luogo potrebbero narrarne la storia, che forse rimarrà nel solco della tradizione orale, ma quel che appare sconvolgente nella sua semplicità è proprio rendersi conto che la tanto consolidata protesta è una logica e naturale esperienza che si è evoluta con modalità tutte particolari e può essere considerata come esempio eccezionale – pur essendo a favore (o contro). La continuità sembra infatti essere l’elemento che l’accompagna nel tempo, forse dovuta a un mix di sapiente autogestione da parte di dirigenti e popolazione, trasversalmente uniti nell’intento di conseguire l’obiettivo di ‘vincere il moloch dello stato centralista’ e la sua minaccia, fatto che comporterebbe un impatto innegabilmente devastante per l’ambiente e la salute umana , perché oltre al tunnel significherebbe anche la conseguente distruzione di falde acquifere e asbestosi causa amianto. La Comunità della Valle, fulcro di una visione forse ‘a tutto tondo’, è incredibilmente identitaria e consente di mantenere viva la speranza di riuscire comunque, anche in un’ottica che, apparentemente, lascerebbe grosse perplessità. Inutile ricorrere ad aggettivazioni o a eventuali e possibili ‘collocazioni ideologiche’ : il trasversalismo è sovrano, offrendo una sorta di efficace scudo protettivo a difesa dell’intera popolazione. Raccolta, ma aperta ad accogliere ‘turisti e studiosi politici e profani’, e più semplicemente, tutti coloro che da ogni angolo del mondo sono ‘curiosi di seguire e capire cosa davvero accade’, perché non sempre traspare mediaticamente quel senso di dignità e di richiesta di rispetto dell’istanza da riscattare.

    Adesso, primi di marzo 2012 , la cronaca rincorre l’evoluzione degli ultimi eventi: l’ennesimo tentativo dello Stato italiano di allargare l’area occupata per un cantiere di lavoro non legittimato in Val Clarea di Valsusa senza aver mai applicato sue leggi di esproprio, oppure l’esasperato gesto del NoTav Luca Abbà, caduto e folgorato dopo la salita su un traliccio, estremo gesto di sfida alle forze dell’ordine inseguitrici. L’impatto mediatico è forte, ma si connota di un valore simbolico che oltrepassa la Valle. A dispetto della censura dei mezzi di informazione, anche al di là delle Alpi il sentimento di protesta nei confronti dell’opera è vivo. Oltre alle cronache quotidiane infatti, lo spirito identitario riecheggia nella ‘rete’ , riuscendo a superare la dimensione spazio-temporale dell’Arco alpino, le cui popolazioni, unite da un’eterna fratellanza, sono sensibilmente attente a quanto succede al loro ambiente. Cittadini della Savoia e dalla Svizzera hanno infatti dato vita all’FMCA Fédération des Mouvements Citoyens de l’Arc alpin, che, attraverso l’interesse dei suoi esponenti, nella tradizione storica dell’unità delle nostre popolazioni, oggi riconosce al suo interno anche il Movimento dei Cittadini del Piemonte, formazione che, differenziandosi dagli esponenti della solita partitocrazia italiana, si pone l’obiettivo di recuperare, riscoprire cultura, valori e tradizioni del Piemonte, riaccendendo quelle speranze che i suoi Cittadini si erano quasi rassegnati a smarrire nell’oblio. Una impresa che sembrerebbe forse titanica, ma con la consapevolezza che niente è perso definitivamente e, soprattutto, senza imitazioni già apparse nel panorama della politica italiana. Perché, in tal caso, suonerebbe blasfema in un contesto dove l’identità è l’elemento principe della sua ragione costitutiva e in cui i Cittadini del Movimento, parte integrante della Federazione dei Movimenti dei Cittadini dell’Arco Alpino, ipotizzano, in futuro, di regolarsi seguendo un principio di democrazia di rappresentanza di tipo svizzero all’interno di una macro regione alpina

    E così quelle popolazioni di un angolo di Piemonte, spesso oggetto di scherno, vituperate a causa un’informazione generale dei media italiani spesso reticente, sono oggetto della solidarietà dei fratelli d’oltralpe, come la preziosa testimonianza di solidarietà offerta dal Vicepresidente (svizzero) della Federazione ai Valsusini proprio in occasione di quanto sta accadendo. E sono affermazioni rilevanti quelle rilasciate : «…l’ Etat italien met tout en œuvre , essentiellement la répression, contre la population de la Val de Susa, pour accélérer la mise en œuvre du Lyon-Turin. » (lo Stato italiano mette tutto in gioco, essenzialmente la repressione, contro la popolazione della Valsusa, per accelerare la messa in opera del Torino-Lione) oppure «…il n’y a pas que les dictatures extra-européennes que l’on emploie l’armée contre son propre peuple.» («…ci sono solo le dittature extraeuropee che utilizzano l’esercito contro il proprio popolo»). Ancora : « La population de la Val de Susa, mobilisée contre le Lyon-Turin a besoin de votre soutien » (« La popolazione della Valsusa ha bisogno del vostro sostegno. »). Ma è solo un episodio, l’ultimo della lunga serie di generosi interventi, come la manifestazione contro il TAV del 3 marzo a Ginevra di fronte alla sede dell’ONU, o le numerose presenze nelle marce NOTAV dalla vicina Savoia dei rappresentanti dell’MSCE (Mouvement de Citoyens de Savoie), le cui bandiere bianco-crociate in campo rosso, tanto simili al Drapò piemontese, sono state sventolate quasi confondendosi nell’armonica cromia.

    E’ forse giunto il tempo che il Piemonte guardi alla Valsusa, indomito modello identitario ispiratore di un nuovo impulso di dignità sulla strada dell’autonomismo sempre più deciso, ma completamente nel pieno rispetto delle leggi che il diritto internazionale concede ai suoi Cittadini. Europei da sempre, ma Europei ancora più liberi di autodeterminarsi e di scegliere il proprio futuro.

    4 Marzo 2012

    *Moviment dij Sitadin dël Piemont
    Movimento Cittadini del Piemonte

    CITTADINI DELL’ARCO ALPINO UNITI CONTRO LA TAV | L'Indipendenza
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
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  4. #84
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    Predefinito Re: Rif: l'Indipendensa

    Non capisco la coerenza di chi riporta gli articoli favorevoli al movimento NO TAV solo perchè scritti e proposti da una certa parte, e per un certo interesse che presto scopriremo, quando viceversa spara a zero da sempre in ogni altro 3D.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  5. #85
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    Predefinito Re: Rif: l'Indipendensa

    l'altissimo costo dell'opera dovrebbe colpire tutti. monti ha fatto mettere da parte l'olimpiade di roma (otto milioni, 20 a fine opera) e ora ha la coscienza a posto per una spesa ben maggiore.
    la patente di onestà gli è già stata attribuita.

  6. #86
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    Predefinito Re: Rif: l'Indipendensa

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Non capisco la coerenza di chi riporta gli articoli favorevoli al movimento NO TAV solo perchè scritti e proposti da una certa parte, e per un certo interesse che presto scopriremo, quando viceversa spara a zero da sempre in ogni altro 3D.
    Informazione.
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  7. #87
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    Predefinito Re: Rif: l'Indipendensa

    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    Informazione.
    Lasoma perde. 'Ndoma a sghiè, a l'è mej.
    Non so se ho scritto bene ma capirai, penso.
    Ciao.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  8. #88
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    Predefinito Re: Rif: l'Indipendensa

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  9. #89
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    Predefinito Re: Rif: l'Indipendensa

    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
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  10. #90
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    Predefinito Re: Rif: l'Indipendensa

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