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Re: l'Indipendensa
Non interrompendo però assolutamente, tutt'altro, il lavoro di chi danneggia, vero?
Ma ci sei o ci fai? Guarda caso ci avrei potuto scommettere su quella tua risposta, e avrei vinto.
Non mi sento per nulla lusingato dal fatto che tu mi legga.
Anzi.
D'altra parte vedo, per tua stessa ammissione, di non essere il solo ad averti capito.
Al più posso ringraziare ancora una volta il mio intuito, che mi ha consentito di farlo prima di altri.
E adesso basta, per cortesia.
Adios amigo.
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Re: l'Indipendensa
non serve darsi arie da linguisti. un po' di orecchio basta.
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Re: l'Indipendensa
Citazione:
Originariamente Scritto da
ventunsettembre
Non interrompendo però assolutamente, tutt'altro, il lavoro di chi danneggia, vero?
Non ho di certo l'influenza necessaria per interromperli. Quel che posso fare nel mio piccolo è mettere in guardia gli interessati con cui parlo e allo stesso tempo invitarli a proseguire la lotta magari in altre forme più consone all'ottenimento di risultati, ed è quello che cerco di fare.
Citazione:
Ma ci sei o ci fai? Guarda caso ci avrei potuto scommettere su quella tua risposta, e avrei vinto.
Non mi sento per nulla lusingato dal fatto che tu mi legga.
Anzi.
Non vedo perché dovresti essere lusingato.
Citazione:
D'altra parte vedo, per tua stessa ammissione, di non essere il solo ad averti capito.
Contento te di essere in compagnia con certa gente che danneggia il mondo indipendentista... tipo un ex-carabiniere dei reparti speciali che è molto attivo nella propaganda per uno di questi gruppi che tu critichi, giusto per fare un esempio...
Citazione:
E adesso basta, per cortesia.
Adios amigo.
Fosse per me avremmo già smesso da un pezzo. Che questi scambi di battute personali non servono a nulla e non intaressano agli altri lettori.
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Re: l'Indipendensa
23 Novembre 2013
Il vero nemico del Nord è lo Stato italiano
di ROMANO BRACALINI
http://www.lindipendenza.com/wp-cont...andatevene.jpg
Il nemico è lo stato italiano e contro di esso il sindaco di Adro Lancini, agli arresti domiciliari dallo scorso 8 novembre, sta attuando lo sciopero della fame. In segno di solidarietà anche il vicesindaco leghista di Castrezzato (Brescia), Bruno Ferretti, sta attuando la medesima forma di protesta ed è giunto al suo settimo giorno di digiuno. Non contesto, dice Ferretti, l’indagine della magistratura ma considero la disposizione dei “domiciliari” per Lancini, per l’Assessore ai Lavori Pubblici, Giovanna Frusca, e per due imprenditori locali, una inutile dimostrazione di forza e una ennesima vessazione cui sono sottoposti gli Amministratori Lombardi e in genere del Nord. Dal momento che tutti gli atti amministrativi sono stati sequestrati e gli indagati interrogati, perchè il protrarsi degli arresti domiciliari? si domanda ancora Ferretti. La magistratura è il braccio armato dello Stato che adotta nei confronti dei cittadini il criterio di due pesi e due misure. Nord e Sud fanno la differenza ed è sempre il Nord a rimetterci. Severo e sollecito lo Stato nei confronti degli amministratori del Nord, blando e remissivo con le amministrazioni del Sud solitamente poco propense a tenere in ordine i conti. Ovvero, ciò che è tollerato al Sud, al Nord costituisce flagranza di reato.
Qual è la colpa del sindaco Lancini? Quella di aver fatto gli interessi della sua comunità trattenendo sul territorio le risorse economiche da destinare alle opere pubbliche locali e creare quindi posti di lavori. In un momento di grave crisi economica come questo, in cui le imprese chiudono e la disoccupazione aumenta, il sindaco Lancini avrebbe meritato l’elogio pubblico e il suo operato preso ad esempio di buona e corretta amministrazione. Invece no. Per lo Stato italiano che convoglia milioni a fondo perduto al Sud, fabbrica di parassitismo e di spreco pubblico, il sindaco che mette in atto simili procedure, nell’esclusivo interesse del suo territorio, è un delinquente da arrestare ed esporre al pubblico ludibrio.
La magistratura agisce senza cautela perchè non risponde ad alcuno in caso di errore giudiziario.Torna alla mente la vicenda tragica di Enzo Tortora. I magistrati che lo hanno perseguitato, incarcerato e ucciso, non solo non hanno dovuto rispondere dei propri atti, ma hanno fatto tutti carriera. Gli accusatori di Tortora, tutti ferocissimi criminali autori di numerosi ed efferati omicidi vivono liberi e a spese dello Stato. Quello stesso Stato che trova il modo di punire Lancini. Difficile pensare che la colpa di Lancini non sia quella d’essere un sindaco leghista. Dice Ferretti: ”Penso al furto dell’avanzo di bilancio di tutti i nostri comuni lombardi per trasferirlo alla tesoreria unica romana, alla limitazione delle spese, ai controlli incrociati tra gli uffici comunali, con relazioni da inviare ai prefetti. Tutto questo avviene al Nord. Niente di tutto questo avviene al Sud, dove gran parte dei comuni sono in dissesto e la cattiva amministrazione dilaga a spese dell’erario, con il numero dei dipendenti pubblici dieci volte superiore a quelli del Nord. Esempio: Castrezzato (Bs) 7200 abitanti 14 dipendenti compresi i vigili urbani. Comentini (Ag) 980 abitanti 41 dipendenti. Si potrebbe continuare ricordando i 30.000 forestali in Sicilia, gli 11.000 in Calabria e… solo 50 in Friuli. In alcuni paesi della Sicilia 1 abitante su 5 (anziani e bambini compresi) è un forestale. Ma oltre il Volturno è tutto lecito. La Corte dei Conti (la magistratura contabile) e la magistratura inquirente guardano altrove. Prendono di mira le buone amministrazioni del Nord mentre miliardi euro si dileguano impunemente nel regno delle due sicilie. Da quando la commissione Saredo, all’inizio del Novecento, sciolse le amministrazioni comunali in Campania per collusione con la camorra, non è cambiato nulla se non in peggio.
Il vero nemico del Nord è lo Stato italiano | L'Indipendenza
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Re: l'Indipendensa
23 Novembre 2013
Io appoggerò la rivolta del 9 dicembre. Ci vediamo a Bovolone
http://www.lindipendenza.com/wp-cont...E1-261x200.jpg
di LEONARDO FACCO
Io appoggerò la rivolta del 9 dicembre prossimo. Non è più il momento di stare a sottilizzare. L’Italia è una trappola infernale, un paese incivile. Siamo oltre la soglia di sopportabilità, hanno trasformato le tasse in armi di distruzione di massa, ci hanno messo gli uni contro gli altri, ci hanno ridotto a livelli di sopravvivenza. Non è accettabile doversi dissanguare per mantenere una mandria di parassiti, non siamo schiavi. Non è giustificabile essere intralciati nel nostro lavoro ed essere messi alla berlina se si conduce un’azienda con profitto.
Questo stivale era malato trent’anni fa. Le diagnosi erano chiare, ma durante gli ultimi vent’anni, la combriccola di ciarlatani (leggasi politici di ogni fede e le loro voraci clientele) hanno solo promesso che tutto sarebbe cambiato, che tutto sarebbe stato riformato. Bugie, solo bugie. Si sono solo alleati col nemico, confermando che Giolitti aveva ragione: “Il miglior sedativo per le smanie rivoluzionarie consiste in una poltrona ministeriale, che trasforma un insorto in un burocrate”. Per un buon ventennio, i produttori di ricchezza, gli imprenditori (quelli che con le loro tasse mantengono il baraccone) sono stati maltrattati, derubati, derisi, costretti alla fuga. Oggi, quei 3 che lavorano, vengono persino additati come criminali ed evasori da quei 7 che campano sulle loro spalle.
Io appoggerò la rivolta del 9 dicembre prossimo. L’ho detto alla prima riga: non è il caso di stare a spaccare il capello in quattro. Certo – come moltissimi dei lettori che mi hanno scritto – non condivido in toto quel volantino che gli organizzatori hanno fatto stampare. Ma non è questo il momento delle discussioni e dei dibattiti da sofisti, non è questo il tempo per continuare a dividerci fra di noi, minoranza fin troppo silenziosa (e accondiscendente). Da quel volantino, comunque sia, traspare un concetto:
http://www.lindipendenza.com/wp-cont...i1-174x200.jpg
basta con questo Stato! Ed è un buon punto d’inizio, una ragione valida per provare a stare insieme, senza rincorrere poltrone. Chi mi conosce, chi ha letto i miei articoli su questo quotidiano, o i miei libri, sa bene come la penso. Io sono un libertario, un antistatalista e un antipolitico feroce. Chi mi conosce sa anche bene quali battaglie ho condotto, e conduco, in seno al Movimento Libertario. Tutte rivolte ad affamare la bestia, il Leviatano italico. Battaglie condotte autodenunciandomi, mettendoci sempre la faccia, non rispettando la legge (anzi le stupide leggi promulgate da un parlamento di ladri, arroganti, corrotti, assassini, zecche e incapaci). Un parlamento la cui moralità è un gradino sotto quella di un pedofilo, per dirla con Woody Allen.
Io appoggerò la rivolta del 9 dicembre perché è dimostrato che questo paese è irriformabile. Lo Stato tricolorito va abbattuto non rimodellato, qualcos’altro dovrà rinascere dalle sue ceneri. Questo governo deve andare a casa. I gruppi, le associazioni che compongono il coordinamento dei “rivoltosi” è eterogeneo. Ognuno la pensa a suo modo su molti argomenti. Tutti, però, hanno chiara in testa una cosa: adesso basta, deve iniziare la fine di quel “manicomio statale” in cui ci tengono rinchiusi. E senza bandiere di partito tra le palle!
Io appoggerò la rivolta del 9 dicembre, perché tanto mi basta per sostenerli, ma soprattutto perché spero che possa servire ad innescare quella scintilla che a sua volta servirà a scatenare mille altri sussulti di piazza e, solo allora, nella gran confusione, ognuno alzerà la sua bandiera. E se ci sarà qualche indipendentista serio e capace di farlo, io starò – da libertario – con quegli indipendentisti.
Io appoggerò la rivolta del 9 dicembre, perché tra i suoi promotori ci sono persone perbene come Lucio Chiavegato, uno dei pochi uomini seri e di parola, con cui ho avuto a che fare, che stimo, a differenza dei molti chiacchieroni e criticoni in cui mi sono imbattuto (e che non di rado commentano su queste pagine). Chiavegato (con L.I.F.E.) non appartiene alla schiera di quelli che hanno sempre inneggiato alle rivoluzioni indossando le babucce, la berretta di lana e il plaid, abusando con gli pseudonimi mentre stanno “coperti” dietro ad una tastiera.
Io appoggerò la rivolta del 9 dicembre, perché – come spiega il mio amico Romano Bracalini – “le rivoluzioni non si fanno. Avvengono”! E se dovesse avvenire, voglio esserci. Nel mentre, domani sarò al palazzetto dello sport di Bovolone. Sprofondi Napolitano con tutti i suoi filistei.
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QUI IL VOLANTINO DELLA MANIFESTAZIONE PER CHI VOLESSE STAMPARLO E APPENDERLO
Io appoggerò la rivolta del 9 dicembre. Ci vediamo a Bovolone | L'Indipendenza
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Re: l'Indipendensa
Speriamo pure che si inneschi la scintilla, che prima o poi dovrà scoccare.
Non la vedo bene, però.
Troppa enfasi in questo articolo, sembra il pifferaio.
Da che parte è il fiume?
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Re: l'Indipendensa
Citazione:
Originariamente Scritto da
ventunsettembre
Speriamo pure che si inneschi la scintilla, che prima o poi dovrà scoccare.
Non la vedo bene, però.
Troppa enfasi in questo articolo, sembra il pifferaio.
Da che parte è il fiume?
ci sono di mezzo i forconi siciliani .... va bene "non sottilizzare" ma i dubbi che questa gente voglia più itaglia (intesa anche come pecunia di stato da mangiare) è molto forte
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Re: l'Indipendensa
Citazione:
Originariamente Scritto da
sciadurel
ci sono di mezzo i forconi siciliani .... va bene "non sottilizzare" ma i dubbi che questa gente voglia più itaglia (intesa anche come pecunia di stato da mangiare) è molto forte
Direi una certezza.
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Re: l'Indipendensa
Bravi.
Tra i topi qualcuno che non si fa condizionare dal piffero vedo che c'è sempre. Per fortuna.
Questione genetica da studio approfondito.
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Re: l'Indipendensa
prefetture e questure hanno detto : sì.