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Re: l'Indipendensa
nelle regioni PadanoAlpine non bisognerebbe più pagare il canone a raimerda, quella del concerto di Vienna in differita su rai5 alla sera (concerto che invece è trasmesso in DIRETTA DA 80 televisioni al mondo) è una VERGOGNA, una bastardata tipicamente itagliana
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Re: l'Indipendensa
ma c'è il concerto della pernice : itaglionissimo.
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Re: l'Indipendensa
Citazione:
Originariamente Scritto da
sciadurel
nelle regioni PadanoAlpine non bisognerebbe più pagare il canone a raimerda, quella del concerto di Vienna in differita su rai5 alla sera (concerto che invece è trasmesso in DIRETTA DA 80 televisioni al mondo) è una VERGOGNA, una bastardata tipicamente itagliana
Io non lo pago più dal 1997.
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Re: l'Indipendensa
Citazione:
Originariamente Scritto da
dimecan
ma c'è il concerto della pernice : itaglionissimo.
Rubare anche le idee, è lo sport nazziunale idaglione.
Naturalmente esiste un solo Neujahrskonzert.
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Re: l'Indipendensa
me lo sono visto in streaming su M1 all'ora giusta.
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Re: l'Indipendensa
Citazione:
Originariamente Scritto da
dimecan
me lo sono visto in streaming su M1 all'ora giusta.
idem ... i pezzi che eseguono (prevalentemente di Strauss) creano proprio l'atmosfera di una festa regale di capo d'anno, sono inarrivabili per un pranzo in famiglia o tra amici............. l'opera lirica INVECE è il tipo di composizione classica che amo meno
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Re: l'Indipendensa
gli Strauss sono tre : padre, figlio e zio. hanno fatto migliaia di composizioni.
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Re: l'Indipendensa
Citazione:
Originariamente Scritto da
dimecan
gli Strauss sono tre : padre, figlio e zio. hanno fatto migliaia di composizioni.
yes
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Re: l'Indipendensa
5 Gennaio 2014
Caro Grillo, l’impeachment va richiesto e imposto all’Italia!
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di GILBERTO ONETO
Grillo dice di voler iniziare l’anno nuovo chiedendo l’impeachment di Napolitano. Usa una parola americana che suonerebbe molto meglio in piemontese. La cosa non è prevista da alcun dispositivo costituzionale ed è perciò solo usata come un’arma di forte polemica che però entusiasma la totalità dei cittadini per bene che vengono quotidianamente presi per il bavero e derubati dallo Stato ladro e mafioso. Nel 2013 e ancora di più nel 2014.
La provocazione è sicuramente efficace, dimostra ancora una volta la straordinaria capacità di Grillo di dominare la scena ma anche la sua confusione ideologica. Il problema non è Napolitano ma lo Stato di cui è (non solo) formalmente il capo. Napolitano è perfetto per quella carica: è napoletano (la quintessenza della meridionalità), suo padre era un caporione massonico, e quello che i maliziosi indicano come il vero genitore era un re: un dettaglio fondamentale per un regime repubblicano delle banane dove i ruoli e le cariche si confondono come la mozzarella e la pummarola. Il loro più luminoso riferimento, Bokassa, era presidente e anche imperatore. Umberto non era un sovrano qualsiasi: è stato l’ultimo della peggiore dinastia del mondo come è giusto che sia nella peggiore repubblica d’Europa. Non basta: Napolitano è stato fascista in gioventù, comunista per tutta la vita, ha firmato una delle più sciagurate leggi sull’immigrazione, è stato il ministro degli interni dell’incursione in via Bellerio, è progressista, democratico, patriottico, istituzionale, solidale e politicamente corretto. È il prototipo della correttezza politica all’italiana: non dice mai una parola che non sia misurata, prevedibile e che significhi qualcosa. È assolutamente adatto al ruolo: gli manca solo per raggiungere l’ideale perfezione dell’estetica dominante di essere bisessuale e/o multietnico. L’età lo esenta da quest’altro tassello del “politicamente corretto” ma fosse stato più giovane avrebbe dovuto lavorarci con impegno.
A cosa serve che Grillo chieda di mandarlo a casa? Ne arriverebbe un altro che non potrebbe essere così adatto al ruolo come lo è lui. Ma lo Stato italiano andrebbe avanti imperturbabile.
Grillo ha tante buone idee e intenzioni ma continua a sbagliare obiettivo. Questo Stato non si può riformare, ripulire o rendere più civile perché questo Stato non può che essere così. Cercare di renderlo più accettabile significa solo procrastinarne la rovina. Lo Stato italiano può essere solo ladro, prepotente, mafioso, baro e bugiardo perché se non fosse tutte queste cose assieme non sarebbe più lo Stato italiano che sopravvive proprio perché è così. Perché è italiano.
Non serve cambiargli il capo, modificarne la Costituzione o fare lo sciampo alla sua classe politica: deve proprio scomparire. Deve ridursi al minimo come Stato e – se proprio vuol fare l’italiano – lo faccia solo nell’Italia verace, e lasci stare tutti gli altri. Che padani, tirolesi, sardi e toscani se ne vadano per la loro strada.
Lanciamo a Grillo (e non solo a lui) con grande chiarezza questo semplice ed elementare pensierino per il 2014: il problema non è Napolitano ma lo Stato italiano. L’impeachment va richiesto e imposto all’Italia!
Caro Grillo, l?impeachment va richiesto e imposto all?Italia! | L'Indipendenza
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Re: l'Indipendensa
6 Gennaio 2014
Maroni, Cota e Zaia, il trio dell’ammuina in salsa padana
http://www.lindipendenza.com/wp-cont...o2-284x200.jpg
di GILBERTO ONETO
Con l’anno nuovo è ripresa la litania belleriana del: “non abbiamo abbastanza voti”, “dobbiamo fare i conti con gli alleati”, “con le istituzioni”, “con la legislazione” bla bla bla. Tutti assieme appassionatamente gli eletti hanno ricominciato a salmodiare il mantra con cui da più di venti anni giustificano la mancanza di risultati, la paralisi operativa, il disgustoso moderatismo e lo smisurato repertorio di buchi nell’acqua che ha accumulato la Lega.
“Cosa possiamo fare con il 4,09”%?” piagnucolano contriti. Hanno avuto anche più del 10% e hanno fatto un tubo. Hanno avuto fino a un sesto dei parlamentari e hanno pestato acqua nel mortaio. Hanno superato un terzo dei voti in alcune delle regioni più importanti e hanno rincorso le nuvole. Nel Parlamento spagnolo – serve ogni tanto che qualcuno glielo ricordi – tutti i partiti catalanisti assieme non hanno mai superato il 5,5%.
Hanno detto di voler conquistare le principali Regioni padane promettendo sfracelli. Ci sono tre presidenti leghisti ma tutti si crogiolano nella più tranquilla bonaccia. In verità c’erano già stati altri due presidenti regionali in passato, in Friuli e in Lombardia, ma anche allora era successo così poco che nessuno più se li ricorda.
Maroni ha investito tutto (in tutti i sensi) sulla conquista del Pirellone e poi ha cominciato a guardarsi attorno smarrito come Pajetta nella Prefettura di Milano, occupata e abbandonata nel giro di mezz’ora un pomeriggio di novembre del 1947. Maroni non se ne andrà così facilmente perché è un maestro nell’arte dorotea del traccheggiare, dell’ammuina in salsa padana. I rivoluzionari non si mettono in fila ossequiosi alla prima della Scala vestiti da pinguini. Cosa potrebbe fare “por nani” con gli alleati che si ritrova (e che si è cercato), tricoloruti e paolotti?
Cosa può fare con i consiglieri meridionali di cui si è circondato e con i Consiglieri regionali che si è scelto? Non sono certo le schiere tinte di guado che seguivano Braveheart. Ma allora – se si è scherzato – lasciamo perdere tutto, andiamocene a casa a raccontare ai nipoti “di quella volta sul Po” e rassegniamoci a morire democristiani e italiani.
Eppure il Bobo di cose ne potrebbe fare tantissime e anche toste. Giusto per fare un esempio: avrebbe potuto telefonare a una mezza dozzina di televisioni locali e chiedere di trasmettere un suo messaggio di fine anno in contemporanea con il Capo degli italiani. Se la poteva cavare con quattro soldi (suoi) o addirittura gratis: certe emittenti avrebbero fatto carte false per uno scoop del genere. Non c’era neanche bisogno che facesse un contro-discorso o che entrasse in polemiche politiche. Sarebbe bastato raccontare a tutti quanto hanno dato nel 2013 i lombardi all’Italia, quanto e cosa hanno ricevuto e cosa succederà in futuro. Sarebbe bastato dire quanti insegnanti lombardi, giudici lombardi, poliziotti lombardi e galeotti lombardi ci sono in Lombardia e quanti sono gli altri. Sarebbe bastato dire quanti lombardi hanno perso il lavoro e quanti immigrati sono arrivati. Sarebbe bastato dire quante case sono state svaligiate, quante ditte sono state fatte fallire eccetera eccetera. Sarebbe bastato dare delle informazioni senza neppure il bisogno di commentarle. Non sarebbe neppure stato necessario far lavorare i suoi preziosi collaboratori (che avrebbero potuto restarne traumatizzati…), bastava chiedere i dati a questo giornale o alla Libera Compagnia che certe cose le fanno gratis e non si fanno rimborsare mutande e pasticcini.
Avrebbe potuto farsi affiancare dai due zerbinotti che governano il Piemonte e il Veneto, proprio come Nostro Signore in mezzo agli altri due crocefissi, il cattivo e il buono.
Avrebbe in tal caso avuto anche più gente da fare incazzare. Sarebbe scoppiato il finimondo solo sciorinando dati e cifre e senza neppure il bisogno di pronunciare le parole indipendenza, Padania o secessione che non fanno parte del repertorio lessicale del Trio Lescano “euroregionale”.
Niente di tutto questo è successo e difficilmente succederà. È però nostro dovere ricordare a questi signori che se non si danno una mossa non avranno più altre occasioni. Non resterà loro che fare gli emeriti.
Maroni, Cota e Zaia, il trio dell?ammuina in salsa padana | L'Indipendenza