Opinioni? (Cit.)


Opinioni? (Cit.)
Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.


Alla fine condivido il giudizio espresso in un capitolo del volume "Il Pensiero Armato": quella francese ha degli spunti interessanti e qualcosa se ne salva (in particolare per me De Benoist), quella italiana è stata sostanzialmente una presa per il culo
Ultima modifica di Canaglia; 04-01-12 alle 15:26
Passata la buriana facciamo i conti


Infatti chiedevo di quella francese, con cui quella italiana con i suoi pipponi da sfigati ecologisti mi sembra che abbia poco a che fare.
Ieri mi sono riletto un po' la prefazione di Steuckers a "Il sistema per uccidere i popoli" di Faye (che si può trovare sul sito de L'uomo libero, e ne vale la pena) e vabbè, lui ce l'ha a morte con de Benoist, per diversi motivi, tra cui il fatto che sembra che in un certo momento abbia cercato di inserirsi nella cultura "istituzionale" stessa con una conferenza sul liberalismo, intitolata proprio "Alternativa liberale", e sia stato cacciato a calci in culo per poi un mese dopo fare di nuovo l'antiamericano e antiliberale.
De Benoist comunque, per quel poco che ho letto, mi sembra abbia avuto dei periodi intellettualmente felici e altri meno. "Le idee a posto" è una bella raccolta di scritti, invece a occhio mi lasciano un po' perplesso le sue cose più decresciste/ecologiste ecc (anche se non le ho lette onestamente). Altrettanto perplesso mi lascia la sua visione dell'"Impero" come semplice Stato federale (o multietnico, piccole patrie... per me sono scemenze). Sembra quasi che non abbia la minima idea di cosa sia la Tradizione.
Faye bisognerebbe averlo visto all'opera negli anni d'oro per capire se fosse veramente brillante e geniale come raccontava Steuckers. In particolare mi ha colpito il suo discorso sull'"erotismo goliardico", il "folle riso liberatorio" e l'"ipermobilitazione" nietzscheani di Faye. Di certo un po' folle lo è. "Il sistema per uccidere i popoli" mi sono ripromesso di rileggerlo, me lo ricordo come un gran libro, anche se all'epoca i miei gusti erano diversi da adesso. "Archeofuturismo" molto provocatorio, qualche intuizione felice e qualcuna meno.
Giorgio Locchi l'ho letto poco, non saprei.
Ma com'è possibile che all'epoca in Francia potessero fare tutte quelle pubblicazioni e attività culturali? Sia a livello di possibilità economiche-organizzative che di capacità intellettuali dico, il panorama nell'Italia contemporanea è miserrimo in confronto.
Ultima modifica di Malaparte; 04-01-12 alle 15:45
Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.


"Il Sistema per uccidere i Popoli" è un testo capitale, poi il Faye che è venuto dopo a mio parere o si è bevuto il cervello o si è buttato sulla provocazione per la provocazione finendo per crederci sul serio.
De Benoist certe volte deraglia un pò verso posizioni pericolosamente assimilabili a un certo "politicamente corretto", però è comunque una lettura stimolante sul rapporto con la Modernità.
Passata la buriana facciamo i conti




Solite sparate da forum dr. La ND italiana ha partorito almeno tre riviste (Trasgressioni, Elementi e Futuro presente) che la dr se le sogna. E senza contare i testi editi di Locchi, Mohler, Kunnas e Sternhell ( idem come sopra). Locchi (un autore eccezionale) è il vero demiurgo di De Benoist.
Negli anni Settanta in Italia c'erano riviste come La Destra e Intervento, case editrici come quella di Volpe, la Rusconi, ecc. Anzi, proprio il quinquennio 1970-1975 venne definito 'la stagione delle riviste' per quanto riguarda la destra italiana.
Ultima modifica di Marco d'Antiochia; 04-01-12 alle 16:16


Guarda, un mio carissimo amico è vicino a molte delle riviste da te citate (mettiamoci pure, anche se per via indiretta, "Diorama Letterario").
E' vero che anche in Italia da quell'humus sono venute fuori cose interessanti; tu hai citato Locchi, io ci metterei pure Marco Tarchi.
E' però innegabile che all'interno della Nuova Destra si annidavano anche i germi di una certa deriva oggi chiaramente espressa da Futuro e Libertà (non a caso diversi di quell'ambiente oggi sono in FLI).
Per non parlare di gente come Veneziani (persona intelligentissima, il che costituisce però un'aggravante; a un cretino certe posizioni si possono perdonare).
Ultima modifica di Canaglia; 04-01-12 alle 19:30
Passata la buriana facciamo i conti


Magari sono anche bello riviste, ma mi sembra che siano ad anni luce dall'impatto culturale che ha avuto la ND in Francia. Locchi comunque era italiano ma era un esponente della ND francese, dato che stava a Parigi e gli gravitavano intorno de Benoist, Faye ecc (mentre in Italia è praticamente sconosciuto).
Ultima modifica di Malaparte; 04-01-12 alle 19:44
Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.


La ND è un pò come le esegesi di Daltanius sulla strategia ANTIZOG di Ratzinger
invece merita un cenno marco tarchi
erano 5 anni che Orion pubblicava testi e analisi sul mondialismo
allora lui su diorama
rimunginò
si guardò intorno
e scrisse di un fenomeno
che battezzò
planetarismo

