Rif: Sono tornato da Cuba!
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Theremin
Spesso "divertirsi e svagarsi" sono attività molto costose. C'è chi si accontenta di osservare le paperelle nel parco e chi, invece, ama scorazzare con l'auto sportiva da un locale "in" all'altro.
io personalmente i locali li ho sempre schifati anche quando ero giovane.
presumo che il tuo amico abbia più di cinquanta anni, e personalmente fare una vita di merda, per potersi permettere arrivato ad oltre cinquanta anni, di imbottirsi di viagra e passare le notti da un locale ad un altro(generalmente lo si fa per andare a puttane ed ubriacarsi), non mi sembra una grande prospettiva, peraltro una volta coiunvolto negli icnidenti del sabato sera mi sembra tuttaltro che piacevole, a me piacerebbe molto di più, vivere un un bel posto, con un buon clima, avere ritmi di lavoro umani, dopo il lavoro fare sport, poi andare con gli amici sulla spiaggia, a ballare, conoscere qualche coetanea e chiavare con lei, leggere, fare tutte le attività che mi soddisfano, ed arrivato alla vecchiaia, dopo avere raggiunto la pace dei sensi e vissuto una vita rilassata e senza stress, dedicarmi ad attività consone ad un anziano, come pescare, coltivare l'orticello, giocare a cart, a boccie o a scacchi con gli altri anziani, andare a ballare, suonare e cantare con gli altri anziani, senz avere la paura di essere rapinato
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don Peppe
così come la società cubana impedisce ai cubani che sentono esigenze simili a quelle del tuo amico, di fare una vita simile alla sua, anche la società liberalcapitalista, impedisce ai propri cittadini con esigenze simili a quelle dei cubani, di fare la loro vita
Sì, in effetti a volte penso: "Che bello sarebbe alzarsi la mattina, coltivare l'orto e badare a polli e conigli, senza alcuno stress, cibarsi dei frutti del proprio terreno e la sera, o in qualsiasi altro momento (mica siamo schiavi dell'orologio!), ritrovarsi a casa di questo o quell'altro amico e sentire musica, leggere, ballare". L'ho detto al mio amico carrozziere, che mi ha risposto: "Fai un po' il cazzo che vuoi, che mi frega?".
Quindi ho pensato: "E' fatta!". Poi però un dubbio: dopo qualche giorno riceverei la visita dello strozzino di equitalia che mi chiederebbe di pagare l'ICI, la TARSU, i contributi assistenziali/previdenziali, l'IRPEF sul reddito presunto ("ma come... lei è giovane, grande e grosso... mica vorrà dirmi che non lavora? Lei è sicuramente un evasore!"). Quindi mi sono rassegnato: anche se volessi condurre una vita spensierata, frugale ma felice, a casa mia, non potrei. Sarei costretto a lavorare per soddisfare le richieste del fisco.
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don Peppe
io personalmente i locali li ho sempre schifati anche quando ero giovane.
presumo che il tuo amico abbia più di cinquanta anni, e personalmente fare una vita di merda, per potersi permettere arrivato ad oltre cinquanta anni, di imbottirsi di viagra e passare le notti da un locale ad un altro(generalmente lo si fa per andare a puttane ed ubriacarsi), non mi sembra una grande prospettiva, peraltro una volta coiunvolto negli icnidenti del sabato sera mi sembra tuttaltro che piacevole, a me piacerebbe molto di più, vivere un un bel posto, con un buon clima, avere ritmi di lavoro umani, dopo il lavoro fare sport, poi andare con gli amici sulla spiaggia, a ballare, conoscere qualche coetanea e chiavare con lei, leggere, fare tutte le attività che mi soddisfano, ed arrivato alla vecchiaia, dopo avere raggiunto la pace dei sensi e vissuto una vita rilassata e senza stress, dedicarmi ad attività consone ad un anziano, come pescare, coltivare l'orticello, giocare a cart, a boccie o a scacchi con gli altri anziani, andare a ballare, suonare e cantare con gli altri anziani, senz avere la paura di essere rapinato
Come mi stai dimostrando, i bisogni sono soggettivi. Chi sei, tu, per impedire al mio amico di cercare di soddisfare i suoi, solo perché non coincidono con i tuoi?
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Feliks
i bello è che dalle preferenze individuali dipende non solo il consumo, ma anche la scelta di quanto lavorare e soprattutto in che ambito.
per questo mi fanno ridere/incazzare le affermazioni del tipo "è meglio vivere a cuba, poveri, ma non costretti a lavorare in condizioni di semischiavitù ed hanno molto tempo a disposizione per divertirsi e svagarsi".
perché qui puoi scegliere anche di lavorare poco se non ti interessa consumare. lì invece non puoi lavorare di più* se vuoi consumare.
*sto semplificando, quando dico "lavorare di più" non immaginatevi l'omino delle cinquanta lire che martella l'incudine nudo
:postridicolo::postridicolo::postridicolo:
in italia a meno di non avere genitori facoltosi o una rendita, è quasi impossibile lavorare poco e guadagnare poco.
Oggigiorno in una grande città affittare un monolocale con un piccolo bagno, la cucina dentro la stanza ed un letto, costra da trecentocinquanta euro in su, più le spese per le bollette, più il trasporto, soprattutto se sei costretto ad utilizzare l'automobile, cosa che avviene quasi sempre a causa di quanto fanno schifomediamente i trasporti publici in italia, che tra tasse, meccanico, ed assicurazione viene a costare quanto una seconda casa, bisogna rompersi il culo tutto il giorno, inoltre il possesso dell'automobile, che dovrebbe essere la grande conquista rispetto al cubano medio, in realtà a causa del traffico e delle grandi distanze dai luoghi di lavoro, alla fine non accorcia il tempo per recarsi al lavoro o altrove, e per guadagnare i soldi necessari a sopravvivere, anche da non sposati, bisogna farsi il mazzo tanto, quindi in italia anche volendo è impossibile avere lo stesso stile di vita di un lavoratore cubano
Rif: Sono tornato da Cuba!
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Theremin
Sì, in effetti a volte penso: "Che bello sarebbe alzarsi la mattina, coltivare l'orto e badare a polli e conigli, senza alcuno stress, cibarsi dei frutti del proprio terreno e la sera, o in qualsiasi altro momento (mica siamo schiavi dell'orologio!), ritrovarsi a casa di questo o quell'altro amico e sentire musica, leggere, ballare". L'ho detto al mio amico carrozziere, che mi ha risposto: "Fai un po' il cazzo che vuoi, che mi frega?".
Quindi ho pensato: "E' fatta!". Poi però un dubbio: dopo qualche giorno riceverei la visita dello strozzino di equitalia che mi chiederebbe di pagare l'ICI, la TARSU, i contributi assistenziali/previdenziali, l'IRPEF sul reddito presunto ("ma come... lei è giovane, grande e grosso... mica vorrà dirmi che non lavora? Lei è sicuramente un evasore!"). Quindi mi sono rassegnato: anche se volessi condurre una vita spensierata, frugale ma felice, a casa mia, non potrei. Sarei costretto a lavorare per soddisfare le richieste del fisco.
a cuba c'è equitalia?
Rif: Sono tornato da Cuba!
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Theremin
Come mi stai dimostrando, i bisogni sono soggettivi. Chi sei, tu, per impedire al mio amico di cercare di soddisfare i suoi, solo perché non coincidono con i tuoi?
perché io ti ho detto che voglio impedire al tuo amico di soddisfare i suoi bisogni?
Anche io potrei dire chi sei tu, per impedire a chi in italia vuole avere uno stile di vita simile a quello dei lavoratori cubani, di soddisfare i propri bisogni
Rif: Sono tornato da Cuba!
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don Peppe
perché io ti ho detto che voglio impedire al tuo amico di soddisfare i suoi bisogni?
Anche io potrei dire chi sei tu, per impedire a chi in italia vuole avere uno stile di vita simile a quello dei lavoratori cubani, di soddisfare i propri bisogni
Lungi da me quest'idea!
Però, se io sto facendo un discorso neutro, tu stai giudicando molto negativamente lo stile di vita del mio amico. Il paternalismo, la "superiorità morale" che affiorano incontrollati.
Rif: Sono tornato da Cuba!
comunque riguardo all'officina meccanica, io parlo di grande capitale, quello attorno al quale nelle società capitaliste fa ruotare l'economia, e che malgrado le leggende metropolitane sui self made men, non può essere accumulato senza l'aiuto dello stato e le amicizie giuste, con buona pace di chi sostiene la natura antistatalista del capitalismo.
L'officina meccanica ha bisogno delle auto da riparare e dei pezzi di ricambio, che a sua volta sono prodotti di industrie che esistono grazie agli aiuti statali, ed hanno bisogno di infrastrutture come le strade che nessun capitalista è in grado di costruire
Rif: Sono tornato da Cuba!
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don Peppe
:postridicolo::postridicolo::postridicolo:
in italia a meno di non avere genitori facoltosi o una rendita, è quasi impossibile lavorare poco e guadagnare poco.
Oggigiorno in una grande città affittare un monolocale con un piccolo bagno, la cucina dentro la stanza ed un letto, costra da trecentocinquanta euro in su, più le spese per le bollette, più il trasporto, soprattutto se sei costretto ad utilizzare l'automobile, cosa che avviene quasi sempre a causa di quanto fanno schifomediamente i trasporti publici in italia, che tra tasse, meccanico, ed assicurazione viene a costare quanto una seconda casa, bisogna rompersi il culo tutto il giorno, inoltre il possesso dell'automobile, che dovrebbe essere la grande conquista rispetto al cubano medio, in realtà a causa del traffico e delle grandi distanze dai luoghi di lavoro, alla fine non accorcia il tempo per recarsi al lavoro o altrove, e per guadagnare i soldi necessari a sopravvivere, anche da non sposati, bisogna farsi il mazzo tanto, quindi in italia anche volendo è impossibile avere lo stesso stile di vita di un lavoratore cubano
che lagna tutti sti conti, ma che che scrivi sull'unità?
se la gente lavora part time e a 35 anni sta ancora a casa da mamma è perché IN PROSPETTIVA è quello che volevano fare. se ti sei iscritto a scienze delle merendine che ci possiamo fare noi? ti becchi quello che ti sei scelto.
i "genitori facoltosi" e le rendite non ce li ha nessuno, ma ti sei visto intorno?
Rif: Sono tornato da Cuba!
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don Peppe
perché io ti ho detto che voglio impedire al tuo amico di soddisfare i suoi bisogni?
Anche io potrei dire chi sei tu, per impedire a chi in italia vuole avere uno stile di vita simile a quello dei lavoratori cubani, di soddisfare i propri bisogni
difficile avere lo stile di vita dei lavoratori cubani lontani dai caraibi.